picnic regia di Joshua Logan USA 1955
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picnic (1955)

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locandina del film PICNIC

Titolo Originale: PICNIC

RegiaJoshua Logan

InterpretiWilliam Holden, Kim Novak, Susan Strasberg, Rosalind Russell, Cliff Robertson

Durata: h 1.55
NazionalitàUSA 1955
Generedrammatico
Al cinema nel Dicembre 1955

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Trama del film Picnic

Nel Kansas il Labor Day viene celebrato con un picnic sull'erba. Si preparano all'evento Madge e Millie, la non più giovane maestra Rosemary, l'amico di famiglia Howard e Alan, fidanzato di Madge. Ma quest'anno c'è una novità: si tratta di Hal Carter, un amico di Alan. La sua presenza funge da catalizzatore per tutte le tensioni del gruppo.

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Voto Visitatori:   7,43 / 10 (7 voti)7,43Grafico
Migliore scenografiaMiglior montaggio
VINCITORE DI 2 PREMI OSCAR:
Migliore scenografia, Miglior montaggio
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Voti e commenti su Picnic, 7 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Goldust  @  15/10/2011 10.55.19
   6½ / 10
Film corale vecchio stampo di indubbio fascino, curato con un techcnicolor scintillante e imperniato sul machismo di William Holden, perfetto nella parte del tenebroso vagabondo che risveglia i sensi di un placido paese di provincia. La storia è fresca e si segue senza fatica almeno fino al picnic stesso, poi involve in un mezzo dramma che sfiora il melenso e che affretta troppo le conclusioni. Rivisto oggi, con la sua descrizione di un'America retrograda e bigotta, appare superato e qua e là stucchevole. Il cast di supporto è in grande spolvero e disegna macchiette divertenti, come la maestrina bacchettona della Russel; l'unica deludente mi è sembrata la Novak.

Delfina  @  22/04/2011 23.50.16
   8 / 10
Deliziosa pellicola anni '50, sul filo di confine fra dramma e commedia, con reminiscenze vagamente faulkneriane, che ci ricordano il periodo di transizione fra l'epoca degli "hobos" (i vagabondi degli anni 20-30) e l'imminente sconvolgimento culturale della modernità anni '50. Era l'epoca in cui la festa di Halloween, era ancora solo la festa del lavoro e delle scampagnate, non la festa delle streghe.
Una provincia americana con alti tassi impliciti di erotismo, tanto più singolari e acuti quanto immersi fra un perbenismo imperante di superficie e una istintualità popolare e rurale di fondo.

Lotta di classe e di genere, per conquistarsi un posto nel mondo o in società, il tutto visto con l'ottica femminile subordinata dell'epoca, tutto sommato ancora attuale, fatte le debite proporzioni.

La sceneggiatura è davvero meritevole del premio, un piccolo gioiello da guardare assolutamente, che cattura e ammalia. Bella la fotografia, ritmo sempre adeguato, interpreti ottimi.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  01/11/2009 21.01.15
   7½ / 10
Splendida commedia corale ambientata nella profonda provincia americana. Il regista teatrale Logan dirige con mano felice i siparietti di vita privata, cadendo a volte nello stereotipo (si veda il personaggio della Russell) ma riuscendo a dire cose non banali sul rapporto tra vecchia e nuova generazione. Interpretato magnificamente da un cast di gran classe, in cui spicca inesorabilmente il fascinoso Holden. Un piccolo gioiello.

5 risposte al commento
Ultima risposta 01/11/2009 22.18.32
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LoSpaccone  @  29/10/2009 17.49.53
   7 / 10
Un audace e trascinante quadretto della provincia Americana, ben diretto ma che esagera nei toni e nella caratterizzazione dei personaggi (gli stereotipi non mancano) a tal punto da renderlo non del tutto riuscito se gli si vuole attribuire qualche velleità sociologica. Pure il dramma, quando entra nel suo momento culminante, è delineato in maniera approssimativa: succede tutto così in fretta e in maniera confusa che stenta ad essere pienamente credibile. Però é ottimamente recitato e ci si diverte.

paride_86  @  10/08/2009 22.03.33
   8 / 10
"Picnic" racconta la provincia americana degli anni '50 con una storia a volte un po' eccessivamente melodrammatica, ma carica di significato anche a livello sociologico.
C'è di tutto: la necessità di sposarsi per una donna ormai arrivata ad una certa età, una madre che spinge la figlia ad usare la bellezza per aspirare al "partito" migliore, contrasto sociale tra individui di diversa estrazione, invidie, gelosie e piccole bassezze.
Gli attori non sono eccezionali ma hanno volti da fotoromanzo utili alla storia che viene narrata.
Insomma, davvero un bel film.

Suskis  @  05/01/2009 17.42.09
   7 / 10
Ricorda a tratti La Lunga Estate Calda, ma qui sono le donne ad avere maggior risalto. Ottimi interpreti, a parte i due protagonisti: Holden recita così così, la Novak un po' peggio. Gli altri attori invece sono spumeggianti e assai divertenti, dalla zitella in crisi, alla sorella minore, alla vecchia vicina (quella Verna Felton che ha dato voce a tanti personaggi Disney)

Un po'maschilista il messaggio messo in bocca alla Novak che, esattamente come nel suo Baciami Stupido, ribadisce il concetto che una donna da sola non vale niente...

Dimenticavo il divertentissimo Howard...

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  29/12/2006 20.50.25
   8 / 10
Sembra uscita da un romanzo di Faulkner, questa commedia ad alto tasso erotico (per i tempi) e paradossalmente "tradizionale".
Lo davano in tv tanto spesso che mi stupisce sapere che pochi l'hanno visto.
Ti sembra di rivedere a distanza di decenni il volto disilluso della protagonista di "lontano dal paradiso", ma c'è la Novak a incentivare (forse con spietata lucidità) la sua bellezza formosa e poco carismatica (per una volta con un'orribile tintura rossa di capelli).
C'è la storia di due sorelle, il binomio bella/oca e brutta/intelligente, la memorabile zitella di paese che strappa la camicia (in una sequenza memorabile almeno quanto quella di Brando vs. Tennessee Williams) al forte e prestante Hal Carter (holden in un ruolo à la Newman), umiliandolo per la sua gagliarda e tutto sommato inerme virilità.
Ed è soprattutto il personaggio principale catalizzatore di tutta la storia, una satira vetriolica al moralismo della provincia, davanti a cui la seduzione fisica dell'uomo diventa esperienza catartica di fascinazione di massa
Gossip: sembra che la troupe impose a Holden - generalmente villoso - di togliersi tutti i peli dal petto (la "ceretta" non era ancora di moda) per evitare di sconvolgere piu' di tanto le spettatrici.
Ottimo anche Robertson nei panni dell'amante geloso di Madge: un prototipo di borghesia wasp assai inquietante

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