oro hondo - se sei vivo spara regia di Giulio Questi Italia, Spagna 1967
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oro hondo - se sei vivo spara (1967)

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locandina del film ORO HONDO - SE SEI VIVO SPARA

Titolo Originale: ORO HONDO - SE SEI VIVO SPARA

RegiaGiulio Questi

InterpretiTomas Milian, Marilù Tolo, Roberto Camardiel, Ray Lovelock, Piero Lulli, Milo Quesada

Durata: h 1.55
NazionalitàItalia, Spagna 1967
Generewestern
Al cinema nel Novembre 1967

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Trama del film Oro hondo - se sei vivo spara

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Voto Visitatori:   6,67 / 10 (6 voti)6,67Grafico
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Voti e commenti su Oro hondo - se sei vivo spara, 6 opinioni inserite

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Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  25/11/2011 11.08.07
   5 / 10
La pellicola presenta delle situazioni singolari,si ravvisa chiaramente lo sforzo di dar forma a qualcosa di non ordinario ma la sceneggiatura è spesso improponibile.Il tema della vendetta guida solo inizialmente la vicenda,in realtà per il "mezzosangue" Tomas Milian la ricerca dei suoi ex compagni di scorribande è solo il principio di una nuova storia, durante la quale incrocerà le pistole con i signorotti di un sperduto paesucolo tutti smaniosi di mettere le mani su un'ingente quantità d'oro.
Il tentativo di porre l'attenzione non solo sul protagonista ma di creare un quadro corale popolato da molti personaggi rende la narrazione macchinosa,inoltre delinea figure solo sulla carta interessanti,come la donna costretta alla prigionia o il figlio del barista,purtroppo presentate in maniera talmente approssimativa da giungere scialbe.
Poca roba anche la tanto decantata violenza di cui il film dovrebbe essere permeato.Chi ritiene cruda questa pellicola dovrebbe recuperare "I quattro dell'apocalisse" o "Django" ,due titoli a caso giusto per rendersi conto dell'abisso di cattiveria che separa "Se sei vivo spara" dai sopracitati film.Che poi le scene censurate all'epoca furono appena due e riviste oggi non impressionano di certo,denotando un invecchiamento precoce della pellicola.
I temi forti non mancherebbero ma danno l'impressione di essere sviluppati a casaccio.La suggerita scena dello stupro da parte dei pistoleri gay o la profanazione del cimitero sono situazioni che trattate in altro modo avrebbero potuto giovarsi di una forza sovversiva e perturbatrice notevole,invece siamo dalle parti di un prodotto di modesta fattura.Sono abbastanza oscuri i motivi che hanno spinto qualche critico a rivalutare l'unica incursione nello spaghetti-western di Giulio Questi,arrivando addirittura a considerarlo un cult.
Sono ben altri i titoli meritevoli di recupero.

andrea90  @  18/08/2011 21.43.45
   10 / 10
Violentissimo (all'epoca fu vietato ai minori di 18 anni), ma straordinario western realista che conduce il genere cinematografico verso il punto di non ritorno. La storia di un bandito che sopravvive miracolosamente al massacro dei suoi compagni (o forse resuscita, questo l'elemento che rende il film ancora più straniante) e cerca una vendetta che diventa impossibile a causa della follia degli abitanti di un paese disposti a massacrarsi l'un l'altro pur di impossessarsi di una notevole partita d' oro. Notevoli e scioccanti ( ma a loro modo indimenticabili) le esplosioni splatter: celebre quella del bandito squoiato vivo dalla folla nel tentativo di estrarre dal suo corpo una pallottola d'oro, quella dell'indiano scotennato e i cavalli sventrati dalle bombe. La sceneggiatura del regista e di Franco Arcalli ripropone gli spunti e le tematiche rese celebri da "Per un pugno di dollari" sviluppandoli in modo ben più agghiacciante e creando uno scenario da incubo dove si muove un protagonista (a cui Tomas Milian conferisce grande intensità e sofferenza) animato da un sentimento di giustizia che risulta comunque perdente di fronte alla follia sanguinaria dei paesani. Il mio giudizio non è completamente obiettivo (potrebbe starci benissimo un punto in meno), ma ho visto dei giudizi etremamente negativi che mi hanno causato una certa rabbia. Non è assolutamente possibile ritenere questo film indegno di essere visto e attribuirgli una media così bassa. E' un'opera rivoluzionaria con un finale difficile da dimenticare, più coraggiosa dei film di Sergio leone anche se molto meno fortunata , ma ancora oggi estremamente attuale. L'analisi di un film non è cosa per tutti e non dipende dai gusti individuali. Deve essere fatta a mente fredda senza pensare ai film di oggi (molti dei quali a mio parere non hanno nemmeno un minimo della forza di queste opere). Certo le opinioni sono opinioni ma un'analisi accurata ci vuole sempre e non si deve rovinare la memoria di questi film soprattutto per rispetto nei confronti degli appassionati. Certi giudizi di questa pagina dovrebbero essere passibili di cancellazione.

HATEBREEDER  @  29/06/2011 10.38.45
   3 / 10
Capisco che i film di genere di un certo periodo abbiano sempre il loro fascino, ma far passare questa roba per un cult dello spaghetti-western è veramente da cialtroni. A dir poco inguardabile: la trama è completamente a caso, accadono in continuazione cose assurde che non c'entrano nulla con quello che è successo 1 minuto prima, il comportamento dei personaggi è ridicolo (tipo milian che scambia 2 parole con il ragazzino e inspiegabilmente ci si affeziona, o il tizio che becca milian a letto con la moglie e si incazza 2 ore dopo). La regia assolutamente pessima. Basti pensare che per mettere in scena quella che in teoria dovrebbe essere una tortura si ricorre al montaggio del primo piano di milian in preda a dolori lancinanti intervallato da inquadrature di animali esotici, che si vede benissimo che non hanno niente a che fare col film, ma sono state prese chissà da quale documentario! Per tutto il tempo non si sa mai quale sia lo scopo degli indiani, che ci deliziano con la loro utilissima presenza fin dall'inizio, poi ogni tanto vengono inquadrati per sparare due battute sui padri antenati e i verdi pascoli, infine i villici - che si comportano come farebbero dei leghisti della bassa padana, fanno lo scalpo a uno dei due, mentre quell'altro aiuta con una cerbottana a far scappare milian dalla possessione diabolica di fiammetta cicogna. In generale, in questo film milian viene costantemente sballottato qui e là (e a volte anche qua e lì) in balia degli eventi (cioè: *******), senza mai dare l'impressione che davvero gliene freghi qualcosa di quello che sta facendo o di dove sta andando; l'importante è che stia finendo. E come dargli torto, poveraccio.

Neurotico  @  17/01/2011 10.35.09
   9½ / 10
Forse il più violento spaghetti western.Bellissimi scenari,ottima atmosfera,un MIlian gigantesco,trama intrigante che scorre veloce anche grazie ad un aregia pulita e lucida.Scene sanguinarie(lo scalpo,l'operazione di estrazione delle pallottole..) da ricordare.Western cult da vedere e rivedere.

edmond90  @  10/10/2009 10.50.09
   8½ / 10
Violento,sadico e malsano,dalla regia barocca e stravagante,questo film è uno dei western all'italiana piu belli e allucinanti mai prodotti.Un must per i cultori del genere,da vedere rigorosamente nella versione integrale

testadilatta  @  06/12/2007 3.10.33
   4 / 10
Il peggior film western di Milian.
Da ricordare solo per la sequenza iniziale in cui Thomas esce da un mucchio di cadaveri.
Regia pessima.

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