miele regia di Valeria Golino Italia 2013
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miele (2013)

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locandina del film MIELE

Titolo Originale: MIELE

RegiaValeria Golino

InterpretiJasmine Trinca, Carlo Cecchi, Libero De Rienzo, Vinicio Marchioni, Iaia Forte, Roberto De Francesco, Barbara Ronchi, Valeria Bilello

Durata: h 1.36
NazionalitàItalia 2013
Generedrammatico
Al cinema nel Maggio 2013

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Trama del film Miele

Miele narra la storia di Irene, una ragazza di trent'anni che ha deciso di aiutare le persone che soffrono: malati terminali che vogliono abbreviare l'agonia, persone le cui sofferenze intaccano la dignità di essere umano. Un giorno a richiedere il suo servizio è un settantenne in buona salute, che ritiene semplicemente di aver vissuto abbastanza. L'incontro metterà in discussione le convinzioni di Irene e la coinvolgerà in un dialogo serrato lungo il quale la relazione tra i due sembrerà infittirsi di sottintesi e ambiguità affettive.

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Voto Visitatori:   7,25 / 10 (20 voti)7,25Grafico
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Voti e commenti su Miele, 20 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

wicker  @  20/03/2019 18:25:28
   7 / 10
Buon lavoro della Golino alla sua prima regia . Il film è intenso ,melodrammatico ma mai melenso , dolce ma mai troppo zuccheroso nei momenti di tenerezza della protagonista .
Qualche momento di stanca c'e' ma il cast di livello assoluto tiene sempre alto il livello di recitazione e coinvolge lo spettatore .

freddy71  @  20/10/2018 23:16:15
   7 / 10
bel film...anche se la regia un po' discutibile....ma il film merita la visione per l'idea abbastanza originale

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  10/07/2015 18:27:48
   7 / 10
Buon film su un tema scottante. Tratta un aspetto diverso della questione legata all'eutanasia, ciò la richiesta di morte di un soggetto sano ma depresso. Brava Valeria Golino.

sharins  @  18/01/2015 23:32:49
   8 / 10
Bello. E' sicuramente un tema complesso quello affrontato dalla Golino, ma dà spunti di riflessione molto profonda su se stessi e sul senso della vita.
Consigliatissimo

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  01/06/2014 23:06:32
   7½ / 10
Sono rimasto folgorato da questo film perche era tutto l'opposto di quello che mi potevo aspettare da una regista Italiana al debutto.
Giu' il cappello al modo in cui la Golino affronta il tema dell'eutanasia. La sua regia è essenziale, fredda, quasi in stile fratelli Dardenne. Giustamente non prende una posizione sul tema ma lascia la discussione aperta al pubblico. Se si tratta di estremo egoismo o di ricercata serenita' è da vedere.
Un "Miele" tutt'altro che dolce...
Un film Italiano che non merita di passare inosservato.

Tuonato  @  26/05/2014 16:09:16
   7 / 10
Dopo 'Kill me please' e 'Bella addormentata' in poco tempo per la terza volta sono spettatore di un film con lo stesso tema, evidentemente tuttora scottante.
Opera prima della Golino, anticipo subito che è senza dubbio promossa.
Attenta, angoli ricercati ed ottimo lavoro con la Trinca. Insomma, pare sappia il fatto suo.
Meno convincente il messaggio di fondo di 'Miele', non è che arrivi così chiaro. Per la terza volta nessuno si schiera, né si fanno paternali. E ci sta. Ma l'ultima parte è un filo strappata via ed il finale nella Moschea blu risulta banale. Come se non si sapesse come dover chiudere. Ovviamente m'importa poco di 'A nome tuo' (che non conosco), romanzo da cui è liberamente tratto. Non so nemmeno se gli eventi qui gli siano fedeli e come sempre non lo ritengo importante, anzi.
Particolare, forse unico, il lavoro svolto con le musiche.
I singoli che compongono la colonna sonora, molto varia, vengono scelti dal personaggio in scena, così di volta in volta le immagini sono contaminate con suoni sempre diversi a secondo che la fonte sia un Ipod piuttosto che un giradischi. A mio modo di vedere questa è stata un'intuizione geniale.
Alla fine 'Miele' rimane una buona storia, raccontata con scelte d'autore.

uito  @  25/05/2014 15:34:30
   7 / 10
....e' molto difficile trattare l'argomento del suicidio assistito data la caleidoscopica sfaccettatura del tema...per quello che si può dire ( e non dire...) della pellicola esiste sempre una barriera che separa una non vita da una dolce morte come quella vetrina che si interpone tra due mani che si sfiorano o due bocche che si cercano...lasciando solo l'impronta e il desiderio di qualcosa che è destinato a rimanere solo desiderio.... Così una morte migliore di una non vita è, e rimarrà sempre, un desiderio velato nell'inconscio di ciascuno ma non sarà facilmente accettabile da una società troppo esposta a giudizi etici ...secondo me la pellicola e' confezionata al punto giusto per far riflettere senza doverci necessariamente esporci da una parte o dall'altra. La J.T. da una prova di spontaneità recitativa e forse il suo tormento interiore ascende come un leggero soffio liberatorio....su un foglio di carta.....

pak7  @  07/01/2014 22:41:02
   8 / 10
Buona la prima! Che dire, un progetto ambizioso che riesce a convincere per l'idea originale, almeno nel panorama cinematografico italiano. Proprio qualche settimana fa avevo visto in home video "Vera Drake": la storia è ovviamente diversa da "Miele", ma sono entrambi due progetti "forti" , ma diversi, dove le due protagoniste, ambiscono alla ricerca della "felicità" (o tranquillità) del loro prossimo.
Jasmine Trinca è molto credibile in un ruolo così "spietato", Carlo Cecchi è invece un idolo assoluto: poche battute al vetriolo e grande stile.
Non aggiungo altro, ma è una pellicola da vedere, anche se molto molto triste che sa toccare le corde del cuore.

marcodinamo  @  15/12/2013 11:52:57
   6½ / 10
ha il difetto di non "decollare" mai

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  19/11/2013 00:22:59
   7½ / 10
Non si può dire che la Golino abbia scelto un tema facile per il suo esordio dietro la macchina da presa, ma il film mi ha convinto soprattutto per come ha saputo affrontare l'argomento complesso dell'eutanasia. Non ci sono scelte di campo ideologiche, esposizioni didascaliche o pedanti. Semplicemente espone un problema senza soluzioni precostituite attraverso un personaggio che ha scelto di diventare un angelo della morte (dolce) verso esistenze devastate dalla malattia ed affrontato con sufficiente distacco emotivo.
A suo modo Irene/Miele ha un suo equilibrio personale anche se tale scelta comporta un'esistenza di solitudine e tutto sommato vuota, come se tale distacco emotivo nel momento dell'eutanasia si estende anche in un distacco verso il quotidiano.
Equilibrio che viene spezzato dall'incontro con il personaggio di un memorabile Carlo Cecchi che contribuisce ad aumentare interrogativi e complessità del tema.
Come detto il film espone ma non da risposte e la Golino riesce inoltre a non cadere nella facile trappola del sentimentalismo. Miele è intenso e il lavoro sugli attori è ottimo con la Trinca che caratterizza in maniera eccellente un personaggio tutt'altro che facile e dimostrando la sua piena maturità di attrice.

paoloaretino  @  22/10/2013 16:36:45
   10 / 10
Indubbiamente il massimo dei voti per il primo film come regista di Valeria Golino. Si tratta di un film con una tematica molto forte e che va a toccare argomenti che possono irritare la sensibilità dello spettatore ma è sviluppata con uno stile minimalista e che, a mio giudizio, era l'unica cosa che si potesse fare. Diciamo che la Golino ha voluto fare attenzione su un argomento che pochi avrebbero voluto "denunziare". Dico questo perchè si parla tanto dei diritti che abbiamo sulla nostra persone e sul cosa farne del nostro fine vita, ma nessuno ha il coraggio di metterci la propria faccia e principalmente perchè nessuno si vorrebbe sporcare la sua coscienza. Grandissima interpretazione di " Miele" e dei sentimenti che la spingono a fare quello che fa e il cambiamento che avviene dentro di se quando si mette a nudo con l'anziano che si vuole uccidere solo perchè è depresso e non a causa di una malattia devastante........grande colonna sonora fatta proprio a puntino con la tematica del film.....io credo che in questo film la golino abbia voluto mettere l'attenzione sulla morte ma allo stesso tempo anche sulle complicazioni che la vita ti pone di fronte..... e credo che abbia voluto far capire di quanto sia importante la nostra vita e del valore che lei abbia su ognuno di noi anche quando con la disperazione siamo costretti a porne fine....film molto forte di emozioni....indubbiamente da vedere.

TheLegend  @  21/10/2013 01:39:06
   6½ / 10
Un buon film ma forse non pienamente sincero e non molto emozionante nonostante il tema.
Comunque un film che fa bene al cinema italiano.

tumbleweed  @  11/07/2013 17:21:26
   6 / 10
Al cinema l'audio era terribile, forse è per questo che non l'ho apprezzato appieno? Non so. Musica apprezzabile. Attendo una Golino alla regia con soggetti originali e non tratti da romanzi, che non so ancora che "stoffa "abbia usato.

gianni1969  @  21/06/2013 16:02:19
   8½ / 10
grande esordio della golino come regista,una storia dura,che ti lascia senza fiato con un cast in stato di grazia,niente da invidiare all'ultimo sorrentino. vale veramente la pena

suzuki71  @  05/06/2013 22:41:53
   5 / 10
bah..... dialoghi, recitazione, pathos.... è tutto un po' così, un po' sopra le righe... la tematica è importante ma il film non regge.... la tensione emotiva non decolla mai, ed è tutto così poco credibile in un film che vuole assolutamente esserlo.... forse la regia è effettivamente la cosa migliore....

p.s.
le diverse scene di sesso erano proprio necessarie? boh.....

gaffe  @  20/05/2013 23:13:42
   7½ / 10
Tra i pochi film italiani da salvare in questo periodo, buon esordio della golino, non me l'aspettavo, il tema un pò abusato dell'eutanasia è affrontato in modo molto personalizzato dalla protagonista.

L'ingegner grimaldi un vero spasso, il suo humour nero da un surplus a tutto il film.

Manticora  @  17/05/2013 16:17:52
   7½ / 10
Debutto della Golino che non stona, nonostante la tematica forte, comunque riesce a creare una storia plausibile, che si mantiene su binari non convenzionale, per il resto il cast dà un supporto non indifferente alla storia, Jasmine Trinca è una Irene-Miele, che finge di essere ciò che non è, Vinicio Marchioni in una parte un pò marginale, il cui personaggio rivelerà la sua mediocrità nel finale. Carlo Cecchi è un comprimario ingombrante, che vuole farla finita, però non è come sembra. Iaia Forte anch'essa in un ruolo marginale, comunque la storia coinvolge, sarà il tema, sarà che Roma viene mostrata in una veste nuova, inedita. Comunque lo consiglio.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  12/05/2013 15:51:10
   7 / 10
Tutti, in Italia, parlano di Miele, sconvolgente debutto alla regia di Valeria Golino. Tematica forte, sviluppata con uno stile minimal che ricorda un poco il cinema di Audiard, o dei Dardenne, forse una diversa dipendenza solitaria à la Shine di McQueen. Un film che appunto privilegia l'attenzione su un personaggio intrigante (recitato divinamente da J. Trinka, così spiazzante nel suo essere sexy suo malgrado) e che evita abilmente traiettoie cultural-ideologiche mettendo a nudo un mondo dove è difficile ma anche facile specchiarsi.
Sì perché involontariamente lo spettatore anche quello che sostiene la "facile" acclamazione dei diritti, pensa che non lo farebbe mai, lasciando ad altri il compìto arduo di "sporcarsi le mani e la coscienza".
Come nel caso della protagonista... resta impressa una frase specifica, su tutte "cos'è crede che salvare me significa una sorta di redenzione per tutti gli altri?" le domanda un vecchio. Il film è emozionante per varie ragioni, specialmente sulla capacità di lievitare il pathos trattenendo il pensiero per la coda. Ma non è tutto focalizzato al massimo. Trovo forzato proprio il rapporto di M. con l'anziano depresso, e qualche momento da fiction tv che diciamo non trattiene un'emozione verbale troppo enfatizzata.
(spoiler)
In ogni caso un film che, al di là delle sue sfumature, perché un'opera sulla morte è prima di tutto un film sulla vita - intercede presso di noi, ad affermare il principio che tutto, anche la sofferenza, può non essere negata

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andreapau  @  07/05/2013 12:12:16
   7 / 10
Miele è un nome di servizio, dolce come la morte che pretenderebbe di somministrare a chi, pur desideroso di vivere, una vera vita non ha piu' perchè essa coincide con sofferenza.
Questo film si avventura dentro il tema, a mio avviso inestricabile, dell'eutanasia, inteso come atto pietoso impossibile da normare se non con la libertà di coscienza dell'individuo.
E pure in questa libertà "radicale" è impossibile orientarsi con una bussola comune, perchè come è unica la vita, unica è la morte.
Mi è piaciuto perchè non è didascalico e anzi, evita di fornire linee guida, e se possibile ingarbuglia i già confusi pensieri di ognuno di noi riguardo la materia.
C'è l'ipocrisia, a tutti i livelli..nella pietà dovuta e scontata alle bestie, ma negata agli umani.
Ma anche nella formula rituale utilizzata per dissuadere il paziente.
Nell' esosità e mercificazione della somministrazione della fine delle sofferenze.
Nel ritenersi portatori di una morale, di un'etica piuttosto assolutoria, che si permette di discernere su quanto sia meritevole di morte il malato vero rispetto a quello "oscuro".

Invia una mail all'autore del commento marlamarlad  @  02/05/2013 20:43:48
   7½ / 10
Che meraviglia. Dopo tanto tempo, ecco un film interessante , :) grazie . Bravissimi i due protagonisti Jasmine Trinca e Carlo Cecchi.

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