mary regia di Abel Ferrara Italia, USA 2005
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mary (2005)

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locandina del film MARY

Titolo Originale: MARY

RegiaAbel Ferrara

InterpretiJuliette Binoche, Matthew Modine, Forest Whitaker, Kate Conner, Marion Cotillard, Ettore D'Alessandro, Stefania Rocca, Elio Germano

Durata: h 1.23
NazionalitàItalia, USA 2005
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2005

•  Altri film di Abel Ferrara

Trama del film Mary

La storia di Mary ruota intorno a Tony Childress, un regista indipendente che decide di scritturare se stesso per interpretare il ruolo di Ges¨ Cristo nel film da lui diretto, intitolato "This is my Blood". Con la brava Marie Palesi nei panni di Maria Maddalena, tutto sembra andare per il meglio fino a quando, al termine delle riprese, l'attrice si rifiuta di accettare il fatto che il film sia finito, e invece di tornare con Tony a New York, si reca da sola a Gerusalemme per continuare il suo personale viaggio spirituale, ispirato dal ruolo che ha appena interpretato.

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Voto Visitatori:   6,30 / 10 (25 voti)6,30Grafico
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Voti e commenti su Mary, 25 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Filman  @  21/04/2020 19:14:06
   6½ / 10
Alla ricerca della propria redenzione e della cristianità smarrita Abel Ferrara dirige MARY, personalissimo a livello spirituale ma lontano dallo stile che l'ha reso un artista agli occhi del mondo interno e vicino ad uno stile asettico, standard per il cinema europeo medio degli ultimi decenni.
Qualche peculiarità di sceneggiatura viene diretta con creatività, ma un paio di sequenze simboliche ed interessanti sparse all'interno di tutto il film non possono certo rendere interessante questa già di per sé semplicistica storia sul rapporto uomo-fede, fatta da un cristiano per una comunità di cristiani.

MonkeyIsland  @  14/11/2014 15:26:10
   6½ / 10
Buona pellicola anche se la carne messa al fuoco è veramente troppa dando l'impressione di assistere a un prima puntata di un serial televisivo, peccato perché personaggi come quello della Cotillard meritavano uno spazio maggiore e non un'abbozzatura.
Buona anche la prova della Binoche che dopo i suoi non esaltanti trascorsi a Hollywood torna a fare qualcosa di buono anche se i livelli toccati con "Film Blu" sono un lontanissimo ricordo.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  21/08/2014 21:22:08
   7 / 10
Film complesso che pone questioni senza risolverle. Ferrara si avventura nello spigolosissimo terreno del sacro, parla di Gesù e di fede, citando vangeli apocrifi e quant'altro. Il risultato è un buon film.

Neurotico  @  25/01/2012 16:15:43
   7 / 10
Buon film dove a colpire sono, per quanto riguarda i contenuti e a mio modo di vedere (cioè quello di un ateo convinto), gli spunti anticlericali e i dubbi sull'esistenza di un dio trascendente che portano con sè i vangeli di Tommaso e Maddalena. Tecnicamente è perfetto e ferrariano al 100% (le inquadrature notturne della città, e in generale le scelte registiche con un tocco esistenziale). Affascina e coinvolge per tutta la durata. Viene in mente Occhi di serpente (per il film nel film), ma non ha il suo vigore e la sua cattiveria.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  14/02/2010 22:00:49
   7 / 10
Pur non essendo appieno un film compiuto sulla ricerca della spiritualità in una società molto materialista come quella occidentale, il lavoro di Ferrara tuttavia stimola molte riflessioni. Non è un film banale e tecnicamente è ben curato, semmai è un po' confusionario perchè in fondo c'è molta e forse troppa carne al fuoco. Ripeto, più che un film che dà delle risposte, pone delle interessanti domande e questo non è un merito da poco.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  18/02/2009 22:55:58
   6½ / 10
Discreto film di Ferrara che tenta di tornare su territori a lui consoni, ma lo fa con una sceneggiatura troppo approssimativa lontana anni luce dalla perfezione stilistìca raggiunta da St.Jhon nelle sue ultime opere. Per quanto riguarda la regia, è buona, ma soprattutto nella prima parte in molte inquadrature si sente troppo la camera: è presente, causa carrelli troppo pedanti.
La storia resta sempre in bilico e non decolla mai. Ci si pongono domande, la cui risposta è troppo spesso accademica e il film stesso pare fare una didascalica lezione di teologia simile a quanto fatto con la filosofia in "The addiction", ma fallisce miseramente.
E' un film che, pur avendo spunti interessanti, non centra il bersaglio rimanendo nella terribile zona degli incompiuti d'autore. E' comunque interessante e la visione è consigliata a chi piace il cinema di questo italo-americano che in Italia ha trovato la sua Amercia (soprattutto a giudicare dal successivo e pietoso "Go go tales" in cui qualche benefattore ha deciso di regalargli un bel po' di soldi).

7HateHeaven  @  17/01/2009 17:21:28
   5 / 10
Mediocre...
Basterebbe questo aggettivo, il film coinvolge solo all'inizio poi nessun sussulto, zero emozioni e colpi di scena..
Non è realizzato malissimo e la trama poteva essere interessante, ma il risultato finale è una piattezza sconsolante...

Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  26/10/2008 22:55:39
   6½ / 10
Mi aspettavo molto di più da questo film e da Ferrara. Peccato perchè prometteva bene.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  06/03/2008 19:47:55
   6½ / 10
Non mi ha convinto del tutto. Adoro Ferrara, il suo cinema, ma qui ho visto poco di quella brillantezza che ha contraddistinto lavori come "Il Cattivo Tenente" o "Fratelli". Inanzitutto la forma è differente, se negli altri la violenza a volte metteva a dura prova la sopportazione, qui è pressochè impercettibile quella dimensione carnale e dura che ha sempre caratterizzato gli splendidi quanto paradigmatici personaggi di Ferrara e di St-John. L'ho sempre pensato come un regista senza inibizioni, la Violenza nei suoi film è ossigeno, liberazione, l'unica vera forma di comunicazione che i vari soggetti intrattengono con il mondo e con Dio.
Ma oltre alla forma sul quale si può anche sorvolare (data l'atmosfera sugegstivamente spirituale del prodotto), è il narrato che non mi sconfinfera del tutto.
Troppo in troppo poco: miseri 80 minuti non bastano a descrivere la crisi mistica della Binoche (che mi è parsa al minimo delle sue capacità), la crisi interiore del laico Whitaker (bravissimo invece), il problema famigliare di questo con la Cotillard, il cinismo e la speculazione religiosa assurta a denuncia sociale di Ferrara attraverso il personaggio di Modine e il problema annoso dei vangeli apocrifi.
In fin dei conti ritengo l'aggettivo adatto per questo film "impercettibile", piccoli impercettibili passi in un'universale cattedrale del dolore.

Invia una mail all'autore del commento nerofelix  @  23/02/2008 20:17:47
   3 / 10
E' un film mediocre, abbastanza insignificante, privo di qualsiasi lusinga. Finge intellettualismo ma ricicla cose dette e ridette, ingurgitate e già digerite. Mi sorprende il giudizio della critica (che ovviamente rispetto), ma davvero non riesco a vedere (se non nel tipico approccio documentaristico alla Ferrara) alcun segno di novità o di pregio. Pellicola certamente realizzata a bassissimo costo... ma questo non implicherebbe nulla... peccato che alla povertà dei mezzi si sia aggiunta anche quella di idee. Con qualche forzatura ed enfasi di troppo (che mal si concilia con l'atmosfera scabra che lo caratterizza), lo definirei sostanzialmente "un esercizio mancato". Insufficiente.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  17/04/2007 16:08:55
   7 / 10
Interessante film di Ferrara basato su vangeli gnostici ritrovati nel '44, l'attenzione si concentra in particolar modo sul presunto vangelo di Maria Maddalena, vista dunque come discepola di Cristo. Particolare intreccio di storie alleggerito dalla brevità del film, molto bravi tutti gli interpreti; intensa soprattutto J. Binoche e convincente F. Whitaker durante l'iter della propria crisi personale.

Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  15/11/2006 17:23:51
   7 / 10
Film teologico di Ferrara sulla redenzione, la coscienza e il cinismo.
Interessante, ma non del tutto convincente.

suzuki71  @  07/09/2006 18:10:56
   7½ / 10
Ho un ricordo molto buono di questo film, soprattutto ottima fotografia e un tema attuale e metropolitano. Decisamente molto consigliato.

Titto  @  22/07/2006 03:11:24
   6½ / 10
Mi è sembrato un ferrara impreparato al tema.
La storia ricalca tutto cio che si dice nel best seller planetario il Codice da Vinci, o meglio in tutto cio che si dice in decine di saggi (seri) a partire dai primi anni dello scorso secolo.
L'idea che gli ebrei siano atati ingiustamente accusati dell'omicidio di Gesù e ingiustamente perseguitati fino ai giorni nostri, visto che i veri assassini di Cristo fuorono i Romani è stata ampiamente discussa in qualsiasi saggio sui Vangeli apocrifi.
Tutto questo interesse sui vangeli sconosciuti e sulla nuova immagine della Maddalena non piu prostituta ma addirittura amante e complice di Cristo sono tornati in voga grazie al furbo best seller sopra citato negli ultimi anni.
Solo pochi eletti erano a conoscenza di cose che la massa ignorava, ma Abel Ferrara sembra non essere tra questi. Sembra proprio che l'interesse esasperato del regista verso l'argomento sia ancora acerbo, non maturo, ancora esaltato per la scoperta. Si passa quindi dalla ex idea di meretrice della Maddalena, al complotto della Chiesa verso le letture sacre, agli attentati dell'attuale Israele in modo poco approfondito e per certi versi stucchevole.

Regia lenta nello stile di Ferrara ma questa volta gli è riuscita meno, cosi come la forza dei dialoghi che qui risulta appunto "già sentita" e molto meno profonda rispetto al capolavoro The Addiction. Forse Ferrara ha voluto cavalcare l'onda di successo del libro, del film di Gibson (che cita ironicamente in un attacco di lussuria - è uno dei 7 peccati capitali....), di cui è molto simile ed ha la stessa struttura mistica; forse ha solo sbagliato i tempi, se questo film fosse uscito 10 anni fa avrebbe avuto sicuramente un aprroccio diverso con la massa.
Per certi versi sembra la bella prova di uno scolareto che si è preparato alla lezione.
Per interderci, il film non è affatto male, solo che non sembra il Ferrara di Il cattivo tentente o the funeral, questo è un Ferrara eccitato, esaltato, che ti sta dicendo la grande verita, che porta la vera buona novella come un buon pastore.
Non è nemmeno un film riuscitissimo. Ad esempio la "crisi" di Mary che fugge a Gerusalemme è poco descritta, quindi poco motivata, e un po superficialotta da parte del personaggio (insomma, nn puoi camminare ispiratissima nelle strade di Gerusalemme, con duemila flash in testa e tenere il cellulare acceso e per giunta ripsondere, ovviamente mistica).
Il personaggio del regista è esagerato e troppo forzato per rappresentare il "peccato", mentre il giornalista (sempre un grande attore) ricalca "l'uomo comune" che vive e si fa forza grazie all'amore verso la moglie e il figlioletto così come Dio o Gesu vogliono.
Insomma secondo me Abel non doveva fare questo film.
Abel perchè l'hai fatto??

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giumig  @  24/04/2006 09:52:15
   10 / 10
Capolavoro di abel ferrara, che tratta il tema del cristianesimo con occhi diversi. Si parla di tutto quello che anni e anni di studi ancora non hanno risolto, e rende la vision e del film un piccolo viaggio verso una verità "altra", che la chiesa cattolica non vuole o non puo' farci sapere

Invia una mail all'autore del commento bouree  @  12/04/2006 18:36:18
   5 / 10
lo spunto poteva essere buono... ma si perde strada facendo. il tema mi piace ma il film e' molto noiso e la protagonista non e' ben integrata con il resto della storia

enigmista  @  05/02/2006 16:22:19
   2 / 10
L''''attore protagonista ( Forest Whitaker) è molto bravo. Infatti lo avevo apprezzato tantissimo in "Ghost Dog". Purtroppo però devo dire che questo film mi ha decisamente annoiato. Dura 83 minuti ma pensavo ne durasse 200, per quanto era pesante.

Eraclito  @  05/02/2006 16:21:05
   2½ / 10
Un ottimo film per rompersi le palle. Nessuna grande interpretazione, nessun brivido, nessuna grande scena, solo tanta noia e cristianesimo.

2 risposte al commento
Ultima risposta 06/03/2008 19.48.47
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  28/01/2006 21:49:49
   8 / 10
il film, purtroppo, è un capolavoro mancato. Resta tuttavia una delle piu' struggenti e carnali riflessioni sul senso etico e spirituale della vitache il cinema abbia mai espresso di recente. La "parabola" che non viene direttamente dal rigore pastorale di un Ratzinger nè dall'omelia "guerrafondaia" del sergente Buttiglione ma da quel gran figlio di buona donna che è Ferrara, piu' volte scoperto ad aspirare polverine magiche (legalizzate dallo star-system certo) piuttosto che genuflesso in meditante preghiera all'interno di una cattedrale. In verità, tutta l'opera di Abel è pervasa fortemente dalla spiritualità, anche quando tratta temi come morte, vendetta, uxuricidio,.. non è fors'anche la bibbia una pioggia di sangue benedetta dal suo dogma, nel monito di respingere la colpa e promulgarne la condanna (o i forti limiti morali della condizione umana, per questo oltre che un testo sacro affascina in molti aspetti)? Eppure se la scelta di Maddalena riletta secondo gli scritti apocrifi è coerente e mai irriverente per Ferrara, nel film vaga un senso di incompiutezza, di occasione perduta. Troppo poco sappiamo delle motivazioni personali del personaggio della Binoche, del perchè il ruolo nel suo film "this is my blood" (una stupenda mossa pubblicitaria per contrastare la fenomenologia di massa à la Gibson un titolo da 10 e lode) desta in lei un così fervente "cuore sacro". Da una parte Abel si sofferma troppo sulla mutazione ideologica del giornalista, dall'altra sembra pretendere di rivendicare la propria indipendenza dallo star - system. rileggendosi a Icona trafitta dalle leggi del business. Ma tornando alla Binoche chi è lei? Cosa le è accaduto? Perchè sente solo Ora il bisogno di appartenenza? Film su film si equivalgono, un po' alla maniera dell'insuperabile "Ararat" sul dramma degli armeni, e gli anatemi contro hollywood diventano tribunizi da cui cogliere il salvagente religioso come concetto individuale ed eterno ("...scagli la prima pietra"). Molto finisce per ruotare sulla sua sfera di regista. Eppure anche così ne possiamo ammirare una capacità tecnica sbalorditiva (l'attentato in Terra Santa è un esempio di montaggio che rasenta il cinema puro) ma forse lo sapevamo già.
Un'altro autore immenso, De Oliveira, ha affrontato nel suo film recente gli stessi temi con una radicale revisione dei simboli (il miracolo dell'apparizione etc etc) ... vedere Mary e perdersi Lo specchio magico non è cosa giusta... Eppure alla fine si esce da questo film - frammento con un'immenso bisogno di fede e verità, ci si interroga allibiti e in fondo arricchiti e folgorati da questa preziosa richiesta di sostegno morale e spirituale. Piu' che altro, la Verità assoluta ci sembra così vicina che è francamente arbitrario e doloroso, eppure talvolta necessario, prenderne le distanze.

mbagnez  @  06/01/2006 15:35:09
   5 / 10
film molto pallosso sconigliato

1 risposta al commento
Ultima risposta 17/02/2006 00.07.00
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Beefheart  @  06/01/2006 14:37:34
   6½ / 10
Che dire? Di certo non si tratta di un filmetto, anzi, il solito Abel Ferrara non si risparmia nel mettere in scena il difficile e faticoso travaglio interno dell'uomo dovuto ai suoi tentativi di approccio a quella fede religiosa che vacilla tra dubbio e certezza di fronte alle difficoltà della vita quotidiana. I vertiginosi conflitti esistenziali e/o teologici assalgono l'uomo, lo disorientano e, proprio come nel famosissimo "Il cattivo tenente", lo stravolgono.
In questo film si tratta dell'esistenza di alcuni vangeli apocrifi (di Tommaso, di Maddalena) le cui chiavi di lettura della vita di Gesù si discostano dalla versione più classica. Basandosi su questi, un regista (alterego di Ferrara?) gira l'ennesimo film su Cristo. L'opera che ne scaturisce risulta addirittura destabilizzante e suscita lo sdegno generale. In tutto questo Ferrara riesce perfettamente a coniugare il film sociale-religioso con il cinema sul cinema, Gesù con la televisione, Gerusalemme con NewYork. Purtroppo la febbrile intensità di alcuni passaggi ed una sceneggiatura un po arruffata lo rendono un po poco fruibile.
Buone le interpretazioni dell'ottimo cast. Whitaker su tutti.
Impegnativo.

nabucco  @  06/12/2005 10:12:16
   5 / 10
Meglio andare a mangiare in un'osteria e bere del buon vino, che vedere questo film, noioso, che qualcuno ha definito un viaggio spirituale, ma io prefereisco definire un trip paranoico. Basta spiritualismo e ideologia religiosa. Unica nota positiva: la scoperta dei vangeli che la Chiesa Cattolica ha preferito seppellire, per il timore atavico delle donne! Non sono io ad avere scoperto la misogenia cattolica! Peccato per la Binoche che ha saputo recitare ruoli splendidi in film magnifici (non dimenticheremo mai Film Blu del cattolicissimo Kieslowski)

4 risposte al commento
Ultima risposta 28/01/2006 21.51.21
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento Giordano Biagio  @  05/12/2005 14:09:03
   8 / 10
Film di sentimenti in crisi e incomunicabilità, per fortuna che interviene la religione: sostituisce una nevrosi laica con una nevrosi religiosa, il vantaggio sta nell'ebbrezza che accompagna il nuovo. Notevole per precisione la citazione dei vangeli apocrifi che rivalutano il ruolo femminile nel cristianesimo. Bella nel film l'idea di un'interpretazione anche personale dei vangeli, qualcosa che pone il discorso religioso più sul versante artistico allontanando dalle tentazioni fondamentaliste che tanto danno stanno facendo al mondo civile laico e artistico.

marie  @  25/11/2005 23:21:38
   7 / 10

In Mary domina una sorta di confusione di fondo,le immagini frammentarie
costruiscono una storia,intreccio di storie,che ruota intorno al film di un regista Mattew.
Ogni personaggio si trova a fronteggiare l’inquietudine della propria posizione di fronte alla fede,ognuno a suo modo affronta un percorso:
da una parte Marie in una crisi mistica talmente forte da stravolgerle l’esistenza e intraprendere un viaggio nei luoghi sacri,dall’altra Mattew immerso nella sua ossessione registica, intrappolato nel ferreo proposito di scandalizzare utilizzando i Vangeli Apocrifi e mettendo in risalto il ruolo di una donna -Maria Maddalena- nella vita di Gesù, dall’altra ancora Forest un ponte tra due estremi.
Si può dire che c’è un moto caotico nel film di Ferrara,al di sopra oppure all’interno questo moto c'è l'inafferrabile senso del divino che amalgama e ordina il tutto.
Un film intenso,particolare,permeato di misticismo,che solleva questioni, fatto per alimentare dibattiti,riflessioni profonde,anche solo per come il tema viene affrontato e secondo me più interessante proprio da un punto di vista dialettico,il finale poi lascia largo spazio alle discussioni.



Gruppo COLLABORATORI paul  @  21/11/2005 00:37:07
   9 / 10
Film molto intimista, il viaggio spirituale che fanno la Binoche, Modine e Whitaker verso D.io sembra lo stesso cammino introspettivo di Ferrara attraverso molti suoi film (in primis il "figliuol prodigo" Harvey Keitel/Cattivo Tenente, vero alter ego del regista newyorchese).
Per capire appieno Mary, non solamente sotto il suo aspetto religioso, a mio modo di vedere bisognerebbe avere visto i principali film di Abel Ferrara, il suo modo di pensare, la sua filosofia, e, in ultimo, il suo stile. Perchè se è vero che anche questa pellicola fa forza sulle immagini e la musica, è il significato delle parole che esplicano al meglio la conversione spirituale dei tre protagonisti.
Insomma, se non il migliore del regista italoamericano, uno dei più significativi. Sarebbe un 8,5 ma siccome il film è durato solo un ora e venti, gli do 9 perchè secondo me quando non è strettamente necessario una pellicola non dovrebbe durare troppo.

4 risposte al commento
Ultima risposta 17/12/2005 01.31.40
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