l'ultima missione regia di Olivier Marchal Francia 2008
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l'ultima missione (2008)

 Trailer Trailer L'ULTIMA MISSIONE

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locandina del film L'ULTIMA MISSIONE

Titolo Originale: MR 73

RegiaOlivier Marchal

InterpretiDaniel Auteuil, Olivia Bonamy, Francis Renaud, Philippe Nahon, Gérald Laroche, Catherine Marchal, Moussa Maaskri, Clément Michu, Guy Lecluyse, Christian Mazzucchini

Durata: h 2.01
NazionalitàFrancia 2008
Genereazione
Al cinema nell'Aprile 2008

•  Altri film di Olivier Marchal

Trama del film L'ultima missione

73 è la sigla di un revolver a sei colpi, micidiale e preciso, in dotazione alla polizia francese negli anni '70. Schneider è un poliziotto ormai consumato, che sembra non avere più nulla da dare al suo lavoro. Ma gli viene offerta una possibilità per riscattarsi. Ha il compito di proteggere una giovane donna da un assassino che sta per uscire di prigione. L'assassino in questione, in passato, ha ucciso i genitori della ragazza.

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Voto Visitatori:   7,13 / 10 (48 voti)7,13Grafico
Voto Recensore:   8,50 / 10  8,50
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Voti e commenti su L'ultima missione, 48 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

kierkegaard1000  @  17/01/2010 20.04.05
   8 / 10
Film d'azione e contemporaneamente drammatico, a mezza via per così dire. Ambientazioni cupe e silenziose, ma allo stesso tempo ansiogene e di suspence. Attori di livello e con un costante sottofondo di tensione, non solo determinato dallo sviluppo della storia in tempo reale, ma anche dal passato che pesa sui personaggi, sempre scomodo e presente.

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NandoMericoni  @  19/12/2009 16.00.56
   7½ / 10
bello, cupo, scomodo, splendido Auteuil come sempre...

videovicenza  @  26/10/2009 20.27.25
   9 / 10
e quindi....
un noir francese altamente drammatico con venatura thriller...
auteuil e' a dir poco strepitoso....l'atmosfera e' perfetta,cupa seguita da una regia doc!
l'intrecciarsi delle situazioni e' fatta molto bene....
poco altro da dire se non da noleggiare senza esitazione...(sconsigliato a chi ha una serata triste)

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marfsime  @  13/10/2009 23.29.29
   8 / 10
Gran bel film..uno di pochi che nonostante il ritmo molto lento e compassato riesce comunque a tenerti incollato allo schermo. Il dramma di Schneider è perfettamente rappresentato..un uomo provato dalle disavventure della propria vita e finito a livello professionale che si perde nell'alcool cercando di risolvere l'ultimo caso della sua carriera nonostante sia stato "fatto fuori" dal caso. Epilogo di grande impatto emotivo ed altamente drammatico quando il protagonista compie la sua personale "ultima missione"..da vedere.

Phelps  @  22/09/2009 17.45.21
   5 / 10
mediocre.....inficiato di tutti i possibili clichè dei polizieschi americani.

Invia una mail all'autore del commento Clint Eastwood  @  20/09/2009 0.06.56
   4 / 10
Scusate ma andrò controcorrente. Ho apprezzato il precedente lavoro del regista-ex poliziotto Marchal, ma questa Ultima Missione non mi ha lasciato niente. Sembra tanto una sceneggiatura americana finita nelle mani dei francesi, non lo gradita. Solita minestra, sbirri buoni sbirri cattivi e cosi via, da una nasce l'altra. Merito ad Auteuil che interpratato al meglio, credo, il personaggio del detective al capolinea. Alcune scene crude rimangono impresse, ma come ho già detto mi è rimasto poco o niente di questo poliziesco.

TheLegend  @  20/08/2009 3.44.48
   6½ / 10
Molto bella l'atmosfera di questo film,sicuramente un buon prodotto sotto tutti i punti di vista...

Invia una mail all'autore del commento DonD  @  20/08/2009 2.36.02
   7 / 10
Non male, un bel film.

Il protagonista mi ricordava DeNiro XD per fisionomia ovviamente.

ronaldinho80  @  04/07/2009 12.36.53
   7 / 10
bel noir dove la thriller (ben fatta) è solo un pretesto per descrivere la disperazione estrema di un uomo grandiosamente interpretata dal bravissimo D. Autueil. film triste ma molto bello che ti tiene incollato fino alla fine nonostante il ritmo lento e le atmosfere cupe.

Tuonato  @  29/06/2009 0.29.53
   7½ / 10


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Schneider è un poliziotto alcolizzato afflitto da un conto in sospeso con se stesso che lo porterà alla sua lenta distruzione. In una Marsiglia degradata, Schneider indaga su un killer seriale che uccide delle donne dopo averle violentate e seviziate. Rimosso in seguito dall'incarico per i suoi continui colpi di testa, continua per conto proprio le indagini, ma nel frattempo presta anche soccorso ad una ragazza terrorizzata dal fatto che l'omicida dei suoi genitori - ormai prossimo ai 70 anni - a breve otterrà la libertà vigilata per buona condotta.

Ben fatto lo scatolone, più che positive fotografia, inquadrature ed i flash back in bianco nero.
Non convince il montaggio nè la sceneggiatura, almeno fino all'ultimo quarto d'ora. Il mio voto è proprio in virtù dello splendido ultimo quarto d'ora, altrimenti avrei giudicato il film sufficiente, dove ogni nodo viene al pettine e Schneider chiuderà finalmente i conti con se stesso.
Nel complesso quindi è un peccatto perchè questo poliziesco di Marchal avrebbe avuto le carte in regola per diventare un film memorabile. Grandioso Auteuil.


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private_joker  @  24/06/2009 16.59.58
   8½ / 10
Gran bel film. Do Marchal avevo già visto 36 e l'avevo molto apprezzato. Anche qui non mi ha deluso. Una storia dura, triste, violenta e con scene che restano impresse nella mente. Mi ha fatto tristezza il personaggio di Schneider, alcolizzato all'ultimo stadio che nonostante ciò ama il suo lavoro, al contrario dei suoi colleghi:


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Finale di una tristezza incredibile ma che lascia qualche speranza per il futuro.


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LoSpaccone  @  28/04/2009 14.39.26
   6 / 10
Goffo tentativo di dare al poliziesco una certo spessore psicologico soprattutto nel ritratto dei protagonisti e delle loro storie personali (per dirla breve, alla Michael Mann). Ovviamente l'intenzione è più che apprezzabile ma il problema sta nel fatto che il racconto è infarcito di tante storie parallele, troppe, da rendere quasi secondario il lato "giallo" del film. Inoltre, come se questo non bastasse, ognuna di queste storie riprende uno stereotipo: c'è il poliziotto tormentato che affoga i rimorsi nell'alcol, la polizia corrotta, il reporter armeggione, l'assassino psicopatico in carcere (sosia di Hopkins), la ragazza che cerca giustizia a distanza di anni, e tanti altri; davvero troppo per 2 ore di film. Ne viene fuori un collage artificioso di tanti pezzi collegati tra loro in maniera narrativamente debole ma che, tuttosommato riescono a stare insieme grazie alla buonissima regia e all'eccellente fotografia. Davvero un peccato, perchè il film si è avvalso anche di una prova convincente di Auteuil (ma non è una novità) il quale, nonostante il personaggio non originale, interpreta il suo ruolo con efficace naturalezza, riuscendo anche a rendere credibile un finale obiettivamente troppo retorico e caricato.

topsecret  @  22/02/2009 19.33.47
   7 / 10
Un film d'azione che parte lentamente e che in seguito ci catapulta in un intreccio di trame a volte poco sviluppate, ma che riescono a coinvolgere per tensione emotiva e per il finale arroventato e di ottimo impatto.
Una pellicola un po' legnosa all'inizio, ma che poi risulta godibile e particolarmente intensa.

Nergal85  @  17/02/2009 12.57.34
   8 / 10
un film davvero eccellente. strano ma vero, si tratta di un film francese ke non annoia cn la sua lunghezza e caratterizza a fondo la psike del protagonista. se dovessi riassumere questo film in un'unica parola, lo definirei "crudo".

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kiteneomare  @  11/02/2009 7.53.12
   8 / 10
Grande film!
Magnifico Ateuil!
Non vedo l'ora che arrivi la quarta fatica di O. Marchal, che si sta davvero dimostrando un grande regista!

Cliff72  @  09/02/2009 15.45.53
   8½ / 10
Film cupo, asciutto, dalla narrazione lenta ma seondo me potente; ben diretto ed interpretato, grazie anche ad una buona colonna sonora, questo film mi ha coinvolto e addirittura emozionato.
Non sono un amante del cinema francese e non sono un fun di Auteuil, ma questo film, passato a mio parere troppo inosservato, mi ha molto colpito e lo consiglio vivamente agli amanti del "noir"!

uito  @  24/01/2009 19.03.18
   9 / 10
film cupo, ossessivo, come nella tradizione del noir.
La disperazione come unica arma...che ti fa soffrire....
da vedere!!

APone  @  14/01/2009 14.46.03
   6 / 10
il mio giudizio è leggermente inferiore alla media a causa della ma allergia per la lentezza e la lunghezza di certe pellicole.

L'ultima missione è senza dubbio un bun film.

Il tormentato protagonista è assolutamente ben interpretato ma ho veramente faticato ad arrivare alla fine.
Non sono uno spettatore che necessita di effetti speciali ma di un certo ritmo della narrazione si.

Consigliato per gli amanti del POLIZIESCO PURO, senza sboronate varie o superagenti.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  24/11/2008 18.37.04
   8 / 10
Sposo completamente la chiave di lettura offerta dalla recensione, per me la migliore per apprezzare le qualità di questo film.
Fosse visto semplicemente come un thriller o un poliziesco, le vicende risulterebbero forzatamente sovrapposte e poco legate tra loro; anche visto come noir, nonostante le atmosfere ci siano tutte, sarebbe una lettura parziale degli accadimenti.
Ma se lo guardiamo attraverso gli occhi disperati del protagonista, superlativo Daniel Auteuil uomo distrutto e distruttore a sua volta, cogliamo il vero filo, cupo e senza speranza, che lega le persone al dolore dei ricordi, incapaci di affrancarsi da un passato che li inchioda ad esso ed ipoteca loro il futuro.
Sebbene tuoni il sacerdote sulla necessità di abbandonare le tragedie al passato, i riferimenti religiosi, pur presenti, non sono qui in funzione salvifica, ma forse acuiscono ancor di più l'irreversibilità di quello che è successo.
Sarà proprio Auteuil, infine, in un crescendo violento e terribile a rompere la gabbia dei ricordi, e lo farà nel modo più estremo, permettendo, forse, ad una nuova vita di crescere finalmente libera.
Un film sul fato e sul dolore, che colpisce molto profondamente.

tati  @  18/11/2008 8.55.00
   9 / 10
finalmente un BEL FILM
sono di parte perche' AUTEIL e' uno dei miei attori preferiti pero'........e' un classico poliziesco stile francese carico di suspance e buoni dialoghi.
SCONSIGLIATO A CHI CERCA I THRILLER ALL'AMERICANA......non c'entra nulla con quella tipologia di film

misssteria  @  11/11/2008 1.18.50
   7 / 10
Buon film poliziesco. Nello stile francese. Mi mancavano glii episodi di questo genere. Anche se le protagoniste francesi spesso par;ano a codici che ci voglia una mentalita' speciale. Sopratutto, quando parlano tra di loro, una tizia fa una domanda e l'altra le risponde con il verso assolutamente estraneo o le riponde con una domanda.
Va beh, un buon dramatico.

vale1984  @  30/10/2008 23.25.42
   6½ / 10
Bel poliziesco, troppo troppo lungo per i miei gusti...con almeno mezz'ora meno poteva avere un effetto molto più efficace. Gli attori sono abbastanza bravi e la trama è scorrevole, forse un pò prevedibile...morti, sofferenze e brutalità ma i sentimenti sono raccontati con superficialità.

Burdie  @  20/10/2008 18.07.50
   7 / 10
Non è un film da andare a cercare, ma se ci si cade per caso vale la pena guardarlo..

Gruppo COLLABORATORI foxycleo  @  03/10/2008 18.02.24
   7½ / 10
Poliziesco ben diretto da Marchal e ottimamente interpretato da Auteuil, nei panni di un poliziotto alcolizzato e sull'orlo del fallimento.
Un film cupo, notturno che racconta di impotenza davanti al crimine, di disperazione, del dramma di chi non riesce a dimenticare. Le ambientazioni piovose sono molto suggestive.
Film decisamente riuscito.

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  30/09/2008 14.15.51
   7 / 10
"L'ultima missione" è un polar che sfoggia una prima parte eccellente,capace di dipingere un mondo tanto tetro e corrotto quanto gli ambienti che lo circondano.All'interno di essi si muove uno sfatto e lurido Daniel Auteuil,bravissimo nell'interpretazione assai nota del poliziotto disilluso cui un destino infame ha negato la possibilità di un futuro felice.
Olivier Marchal,già autore del notevole "36-Quai des Ofèvres", si conferma molto abile nell'illustrare determinati argomenti conosciuti durante la sua militanza nella polizia.
Peccato che le troppe situazioni finiscano inevitabilmente con il sovrapporsi e svilupparsi non sempre rispettando una narrazione plausibile e coinvolgendo in maniera altalenante.
La figura del poliziotto alcolista e disperato fa da catalizzatore per altri due snodi,quello che riguarda uno spietato serial-killer e quello dell'imminente liberazione di un pericoloso criminale.
Alla fine i molti argomenti e relativi personaggi non sempre si amalgamano felicemente,ma nel complesso il film si lascia apprezzare grazie al mestiere di Marchal,capace di tenere alta la tensione e di affrontare il malessere del protagonista principale con buona lucidità.Il finale estremamente duro e disperato riprende una frase iniziale del film, in cui il protagonista dichiara di essere stato abbandonato da D.io.La sua reazione andrà infatti contro i precetti cristiani come a dimostrare che non sempre una morale integerrima può coesistere con i dettami religiosi.

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Qualche divagazione in meno avrebbe giovato al risultato finale,da ritenersi comunque soddisfacente."L'ultima missione" è un altro esempio di cinema vivace e propositivo,dai temi spesso scottanti che sta trovando terreno fertile in Francia.

Invia una mail all'autore del commento Albertine  @  17/07/2008 13.30.59
   5½ / 10
che mattone, anzi macigno, manieristico!!! Pregi tecnici tanti ma è una scatola vuota che riesce nel difficile intento di deprimere terribilmente senza avere nessuno spessore drammatico (a parte il gatto malmenato ed il cane abbandonato). Un cliché dall'inizio alla fine...talmente abusato da togliere ogni credibilità e realismo alla storia ed ai personaggi. Il tutto risulta forzato e costruito ai limiti del ridicolo perché un simile esercizio di assemblaggio di stereotipi di genere non può prendersi tanto sul serio. Senza voler arrivare al Alba Tragica credo che il cinema francese abbia saputo creare e mantenere un suo stile inconfondibile negli anni per quanto riguarda il genere noir anche attraverso grandi autori come truffaut e chabrol...non mi sembra che rifarsi a tutti i costi allo stile americano sia una buona idea se questi sono i risultati. inutilmente e soprattutto volutamente pesante e noioso.

benzo24  @  12/05/2008 18.29.24
   6 / 10
Bel poliziesco, ben diretto e molto ben interpretato (Auteuil è una garanzia), certo non è molto originale ed è anche troppo lungo, 30 minuti in meno avrebbero sicuramente giovato al film.

forzalube  @  11/05/2008 13.20.15
   6½ / 10
Belle atmosfere e buona perizia tecnica (montaggio, fotografie e musica, ecc...). Non male neppure la caratterizzazione dei personaggi, ma la risoluzione del giallo del serial killer è veramente banale (

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Eppoi, ma davvero

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Ultima risposta 12/05/2008 13.13.01
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alexp79  @  30/04/2008 15.30.04
   7 / 10
prima parte un po noiosa. e nemmeno i dialoghi mi sono sembrati niente di che. Dopo l'intervallo si riprende. finale d'effetto.
che dire , sicuramente rimane un ricordo positivo della visione

Constantine  @  29/04/2008 13.53.28
   8 / 10
Noir affascinante e cinico quello di Marchal, che da bravo ex-sbirro ci racconta la discesa agli inferi di un collega splendidamente interpretato da uno straordinario Daniel Auteuil, Marsiglia viene fotografata magistralmente per un risultato che si lascia ammirare. Il cliche dell'antieroe noir del personaggio principale viene ampiamente rispettato, ma Auteuil è talmente bravo da consentirgli non solo di sfondare lo schermo, ma di lasciarcelo nella mente a lungo, assieme a lui devo dividere i meriti con il grandissimo doppiaggio di Rodolfo Bianchi; l'utilizzo del flashback e della pioggia sul personaggio di Marchal è semplicemente perfetto. Il difetto fondamentale forse sta nel voler rimpinguare troppo una sceneggiatura che invece avrebbe dovuto essere secca e decisa, il regista mescola troppi messaggi per confondere l'unico che davvero interessa e quello che da spessore al film. Resta un grandissimo lavoro, realizzato con grande passione, che regala davvero tanti momenti di grande cinema, peccato che sia stato annacquato da troppe intercalazioni poco approfondite e qualche figura estremizzata.

"Dio mi ha tradito... e io lo punirò."

Massacratore  @  28/04/2008 23.24.56
   8½ / 10
Se siete in cerca di u'allegra serata di svago ve lo sconsiglio, altrimenti: gran film. La trama è poco realistica ma viene resa reale dall'assenza di clamorosi colpi di scena.
Finalmente un signor film in un annata decisamente povera

Invia una mail all'autore del commento NEO78  @  28/04/2008 23.07.15
   8 / 10
L'ottima recensione rispecchia quasi completamente il mio pensiero sul film.
Il quasi è dovuto al fatto che, essendo un amante del genere Noir, io ho riscontrato nella pellicola molti tematiche tipiche del genere: Un passato terribile da cui si tenta la fuga ma che puntualmente inesorabile si ripropone, il destino avverso, i personaggi e la messa in scena molto cupa e opprimente accentuata da una stupenda fotografia un pò sgranata e caratterizzata da una forte tonalità bluastra.

La caccia al serial non è altro che una specie di Mc Guffin attorno al quale si sviluppano le dolorose vicende personali dei personaggi: La regia che bracca da molto vicino gli attori ne estrae perfettamente le emozioni, le angoscie e soprattutto il dolore interiore.

E' questo il tema centrale del film: il dolore e il modo in cui esso viene affrontato. Lasciandosi morire (Louis), con rabbia (Justine), scappando (la sorella), con freddezza (il commissario).

Degna di nota personale la magistrale interpretazione di Autiel che si conferma uno dei migliori attori attualmente presenti nel panorama cinematografico mondiale.

Ancora una conferma per Marcial dopo l'altrettanto splendido "36"

Zio_iori  @  27/04/2008 15.53.19
   8 / 10
Pellicola di grande valore e di grande intensita' emotiva... pessimista, cupo e tragico. Grandissimo Marchal

Gruppo REDAZIONE Cagliostro  @  24/04/2008 18.35.42
   8½ / 10
Pellicola cupa, violenta e dolorosa.
"MR 73" conferma il talento e la maestria che Olivier Marchal aveva già dimostrato nell'ottimo "36, Quai des Orfevres" .
Per un'analisi più approfondita

Vedi Recensione

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Ultima risposta 25/04/2008 19.42.22
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FABRIT  @  23/04/2008 23.36.38
   7 / 10
Un pò lento e goffo in alcuni punti,soprattutto la prima mezz'ora,rimane un film sopra la media anche se 36 era un altra cosa!

arturo  @  23/04/2008 23.15.13
   4 / 10
enfatico e goffo, magniloquente e sgangherato, scopiazzato pedestremente da Seven e il Silenzio degli Innocenti, con un protagonista costruito secondo cliché abusatissimi, uno sviluppo di trama scontato e comunque pieno di incongruenze logiche, scenografie assurdamente degradate (tutte stamberghe marce e fatiscenti, comprese carceri che sembrano prese da un film sul medioevo e commissariati di polizia popolati di individui laidi coi capelli perennemente unti) tranne la casa della funzionaria di polizia che, chissà perché, abita in una specie di villa da star di hollywood, guida una fuoriserie e si veste come una del cast di Matrix. Condite il tutto con pioggia battente anche quando il sole spacca le pietre, e avrete uno dei film più scadenti e ridicoli degli ultimi tempi.

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Ultima risposta 24/04/2008 13.53.51
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  23/04/2008 20.12.51
   7½ / 10
Un altro polar per l'autore del bel "36" Oliver Marchall, regista ex poliziotto da alcuni ritenuto l'erede di Meliville .
Si tratta di un poliziesco cupo, sporco e duro, nostalgico e lontano dal cinema attuale, ben diretto e straordinariamente interpretato come il precedente da Daniel Aeuteuil.

Parliamoci chiaro: come i precedenti commenti hanno sottolineato, possiamo trovare in "L'ultima missione" (questo l'idiota titolo italiano) mille difetti. Quella dello sbirro maledetto e della sua discesa agli inferi è storia vecchia.
E anche soprassedendo su questo, Marchall non è di certo ne Melville, nè Michael Mann: al di la della storia principale, Marchall costruisce trame e sottotrame spesso incompiute o non approfondite e crea personaggi che poi non sviluppa (il ragazzo di lei e la sorella, la collega- amante del protagonista che più di una volta lo aiuta).

Però "MR 73" è comunque un cinema d'alto livello: solo Aeuteil nel fantastico incipit sul Bus vale la visione.
Personalmente vedo con piacere al cinema Oliver marchall, e spero che continui con questo genere.

dedalo1267  @  23/04/2008 17.43.45
   4½ / 10
banale e prevedibile.

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Ultima risposta 23/04/2008 23.39.11
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giumig  @  23/04/2008 15.18.07
   6 / 10
Un buon film, soprattutto nella prima parte, poi si perde nella seconda anche perche interseca troppe storie che vengono raccontate in modo molto superficiale

Satyr  @  23/04/2008 12.17.37
   7 / 10
Dopo il bellissimo 36 (pellicola che non mi stanchero'mai di consigliare),Marchal torna a paralare di poliziotti e criminali,dimostrando ancora una volta di saper manovrare certi meccanismi alla perfezione:Mr-73 e'l'atto conclusivo di una trilogia iniziata nel 2002 con "Gangsters",la citta'e'Marsiglia e non piu'Parigi,l'atmosfera di base e'sempre piu' sudicia e opprimente,con uno straordinario Auteuil protagonista assoluto di un dramma senza nessuna via di scampo.

Gia'dalla prima sequenza si intuisce il tema trainante della vicenda (ovvero la discesa verso gli inferi di un poliziotto alcolizzato),ma con lo scorrere dei minuti l'indagine principale (peraltro bellissima e molto originale) viene spesso interrotta da una sottotrama mal collegata e a farne le spese e'l'azione,con evidenti forzature in alcuni risvolti narrativi (vedi il fin troppo insistito stereotipo del poliziotto maledetto),e un messaggio finale banale e scontato.

Parliamo comuque di un buon film,per un regista capace di esorcizzare attraverso i suoi personaggi,anni e anni di nefandezze vissute in prima persona (Marchal e'un'ex poliziotto).
Come al solito inutile il titolo intaliano:Mr-73 e'la sigla dell'arma in dotazione alla polizia francese negli anni 80.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  22/04/2008 20.39.43
   6½ / 10
Potenzialmente Marchal ha talento da vendere, eccome: notevole la fotografia, flashback che riescono a cancellare anche l'angosciante cerebralità di ambientazioni livellate tutte sullo stesso cupo schema di morte, sia che riguardi la polizia corrotta che le anguste carceri degne dei tempi di Victor Hugo. Una way of life dominata dalla disperazione della vita, dalla promulgazione di una morte non solo effettiva, ma anche simbolica.
Un Auteil straordinario cattura per tutto il film, essenza di quello che ho sempre sostenuto, che i francesi sanno fare i polizieschi come pochissimi altri.
La lezione di Melville e (forse) di Laconte non è stata tradita, purtroppo però il film ha troppa carne al fuoco, troppa (direbbero gli esperti) "larva": Schneider sembra costruito con l'esigenza di rapire l'empatia degli spettatori, e forse per questo noi spettatori non riusciamo a provare empatia per lui (la fama di antieroe che si cuce addosso è un pò ovvia).
Marchal ha visto tanti film americani ("The silence of the lambs") o giapponesi e vuole dimostrarlo a tutti i costi: ok, ma un Cronenberg non avrebbe mai rischiato di scivolare nel grottesco come nella sequenza dell'obitorio (dove il controllo della materia del film rischia un'impennata degna della sinistra arcobaleno alle recenti elezioni politiche italiane).
E una metafora finale "buonista" - per un film che sembra un'incrocio tra i romanzi di Russel Banks e L'ultimo boy-scout con Bruce Willis, non ci voleva proprio.
In una posizione qualitativa di tutto rispetto (7), il film merita un punto in meno per le potenzialità sfruttate con eccessivo zelo.
Ripeto: magnifico Auteuil e travolgente tecnica fotografica, ma...

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Ultima risposta 23/04/2008 10.14.05
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Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  21/04/2008 18.54.27
   7 / 10
Convince solo a metà quest'ultimo lavoro di Marchall: lucidamente sdrucito per la parte riguardante la storia di Auteil (magnifica la sua interpretazione), il film perde mordente quando trasla l'azione sulla storia della ragazza, mai coinvolgente e funzionale solo alla metafora finale

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER, in verità piuttosto banale.
Rimane comunque una pellicola meritevole di attenzione, fotografata benissimo ed interpretata divinamente.

Gruppo COLLABORATORI paul  @  21/04/2008 18.44.52
   6 / 10
La prima parte è molto bella, all' "americana" , con un ottimo ritmo. Peccato che la carne al fuoco alla fine sia troppa, e la storia parallela della ragazza con i genitori uccisi dal maniaco che esce di prigione finisca per togliere brio alla storia principale. Straordinaria Auteuil.

2 risposte al commento
Ultima risposta 22/04/2008 17.19.49
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Marenco  @  20/04/2008 22.36.27
   6 / 10
Un film da vedere, interessante ma che per una lunga serie di motivi mi sento di non consigliare...
I titoli iniziali accennano ad una storia vera.. Sarà ma tanta negatività e pessimismo mi costringono a pensare a infelici esagerazioni per esigenze di finzione.
Straordinario Daniel Auteuil, ottima la fotografia sporca e buia.. Però sinceramente ho visto di meglio...

hartigan85  @  20/04/2008 20.01.47
   8 / 10
Ottimo prodotto di un cinema non commerciale.
Un popliziotto divorato dal tormento per la perdita della famiglia, si muove tra le cupe atmosfere, di una marsiglia vittima della criminalità e abbandonata anche da chi, la dovrebbe proteggere.
grande interpretazione di Auteuil che regala al pubblico, un personaggio di assoluto fascino.

miki8891  @  20/04/2008 9.48.47
   9 / 10
mi è piaciuto davvero molto...mi sono lasciato portare da louis nei sobborghi marsigliesi a dare la caccia a un serial-killer e a difendere ideali impossibili...Bello..senza religione

Gruppo REDAZIONE maremare  @  19/04/2008 11.53.11
   7 / 10
Di difficile valutazione questa ultima fatica dell'erede di Melville.
Il film è solido, ma nella parte iniziale si dilunga un po' troppo nel mettere in scena i tanti personaggi; poi in alcune messe in scena rimanda troppo ai film di Fincher e Demme.
Auteil è comunque strepitoso e la sua interpretazione, da sola, vale il prezzo del biglietto.

Delfina  @  19/04/2008 0.21.46
   8 / 10
Molto bello questo film, uscito nelle sale forse un po' sottotono (stava quasi per sfuggirmi).

Poliziesco in stile francese, ricco di citazioni Melvilliane, bellissima la fotografia, fredda e livida, glaciale quanto basta nei momenti salienti dell'azione e per esibire con la giusta distanza i corpi martoriati delle vittime di un assassino ancora non riconosciuto come serial-killer.

Solo il bravo poliziotto interpretato da Auteil, dilaniato dai sensi di colpa per l'incidente d'auto che ha ridotto la moglie allo stato vegetativo, duro e puro sebbene permanentemente alcolizzato, fiuta la traccia giusta. Ma l'inchiesta non è più nelle sue mani: potrà soltanto aiutare, da dietro le quinte, l'amico tenente, valido poliziotto non carrierista.

A questa vicenda si intreccia un'altra, quella del vecchio serial killer che sta per uscire di prigione, e che ossessiona la mente e la vita della figlia di due delle sue vittime.

Da qui in poi la trama è tutta materia da spoiler.

Ottima regia, sceneggiatura molto buona, colonna sonora bene intonata, un paio di scene d'azione povere ma mozzafiato, veramente efficaci e dure, valgono da sole la visione del film.
Interessante poi il ritratto della corruzione interna della polizia, e la cappa di omertà che modifica, altera, premia i poliziotti collusi e i carrieristi. Efficace l'ambientazione marsigliese.

Qualche tocco forse un po' di maniera e il finale un po' forzato non tolgono nulla alla forza di questo buon poliziesco, la tensione è assicurata.

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