l'ora del lupo regia di Ingmar Bergman Svezia 1966
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l'ora del lupo (1966)

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locandina del film L'ORA DEL LUPO

Titolo Originale: VARGTIMMEN

RegiaIngmar Bergman

InterpretiGeorg Rydeberg, Gertrud Fridh, Ingrid Thulin, Liv Ullmann, Max von Sydow, Erland Josephson

Durata: h 1.30
NazionalitàSvezia 1966
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 1966

•  Altri film di Ingmar Bergman

Trama del film L'ora del lupo

Il pittore Johan Borg e sua moglie Alma vivono su un'isola. L'uomo è tormentato da incubi che dipinge su un quaderno. Invitati a cena nel castello del barone Von Merkens, padrone dell'isola, Alma scopre che i commensali sono gli stessi mostruosi soggetti ritratti dal marito.

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Voto Visitatori:   8,26 / 10 (21 voti)8,26Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
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Voti e commenti su L'ora del lupo, 21 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI The Gaunt  @  22/11/2009 17.23.14
   7½ / 10
In tutti i film di Bergman c'è una forte componente autobiografica, ma in questa pellicola tale elemento è molto più forte. Il protagonista è faccia a faccia con le sue paure più inconscie rese reali e tangibili da un profondo senso di solitudine che impedisce un qualsivoglia contatto umano con gli altri visti come dei mostri disumani. L'isola stessa quindi è una gabbia, anzichè un rifugio, senza via d'uscita in cui la stessa moglie diviene preda delle allucinazione di Johan venendone risucchiata.
Un film molto ermetico, allucinato e frammentario, ma di indubbio fascino pur nella sua complessità.

Neu!  @  25/09/2009 12.10.17
   5½ / 10
dai no, non è uno dei capolavoro del regista, per favore... è uno dei più discutibili, il più manieristico, meno consapevole, il più barcollante. uno dei capolavori del regista? ma per favore.....

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  01/09/2009 17.59.30
   8 / 10
Delirante, almeno nell’ultima mezz’ora. Ammetto però che la prima volta non avrei dato più di 6 perché mi aveva annoiato abbastanza, in ogni caso c’era quel qualcosa che mi aveva lasciato dentro, una forza che mi aveva spinto a rivederlo. In effetti mi sono accorto che questo è un gran film, molto angosciante e allucinante, ma soprattutto girato benissimo; pieno di primi piani e campi lunghi sempre azzeccati, fotografia in b/n senza pecche, con sfumatore e ombre che ricordano i migliori film espressionisti. La narrazione è lenta ma penetrante e gli attori sono molto bravi nel rappresentare la loro solitudine, i loro problemi esistenziali e le loro reciproche visioni.
L’atmosfera è anch’essa molto riuscita, e ci sono momenti che mettono davvero i brividi, ad esempio la scena sulla roccia fa molta più paura di tutti i film horror che ho visto di recente.
…poi c’è da dire che si vedono un paio di donne nude (quasi) integralmente… per essere degli anni ’60 è abbastanza avanti questo film, ha avuto molto coraggio Bergman!
Un ottimo film, da ricordare.

JOKER1926  @  17/08/2009 19.57.52
   7 / 10
Proiettato nello stesso anno (1966) di “Persona” nelle sale cinematografiche “L’ora del lupo” di Ingmar Bergman risulta essere un film indubbiamente particolare con spiccati sbocchi metaforici che evocano numerosi e clamorosi concetti.

“L’ora del lupo” e’ un film “criptico” , insomma la regia risulta essere molto ermetica e dunque confeziona una pellicola molto “ambigua” e di ardua interpretazione.
“Spulciando” nella mente di Bergman, o meglio ne “L’ora del lupo” a Mio avviso e’ possibile intuire (almeno parte) del messaggio (o meglio dei messaggi) di Ingmar, da segnalare dunque le scene simboliche che rimandano alla solitudine umana, alla solitudine che scagiona l’ignoto ( vedi gli spunti attinti da Kubrick nel film “Shining”) fatto di personaggi stranissimi suggestivi e altamente “distruttivi”; fra gli altri “segmenti” concettuali troviamo sicuramente quello dell’amore/fedeltà/tradimento che dilaga, invade gli animi dei protagonisti pressoché per tutto il tempo, i “fantasmi” pulsano nella mente e tracciano in modo beffardo la via della morte e della distruzione materiale/psicologica…

“L’ora del lupo” e’ una stanza enigmatica, il buio e la paura accompagnano la mente in un viaggio più grande di essa; si perde la percezione del reale sprofondando in modo prettamente consequenziale in un vortice “ignoto” sfociante, sistematicamente, nella malata celebrazione di essa (ovvero della psiche umana.)

Bergman costella la sua pellicola di metafore, simbologie (a tratti tale pellicola ricorda prodotti cinematografici di Fellini), da segnalare le icone dei “mostri”(ovvero la donna del cappello e soprattutto l’icona con il “becco” a questo punto sono palesi ed obbligatori i richiami ai dialoghi iniziali del film che regalano allo spettatore un qualcosa di indescrivibile…), essi sono le “levi” della mente e rappresentano la paura, l’ipocrisia…
Da segnalare (sul piano delle metafore) la sequenza del bambino che rievoca in modo palese paure e drammi consumati in precedenti spazi temporali (da ciò potrebbe prendere vita una clamorosa chiave di lettura subliminale che spiazza fra il tradimento e la morte, forse un aborto, di un bambino, ma Bergman idealizza il rimorso della morte, ovvero l’aborto in una visione “diversa” e dunque affida le chiavi di lettura, cioè di sofferenza agli “occhi” dell’uomo dissomiglianti, indubbiamente, da quelle materne).

“L’ora del lupo” regala un finale da repulsioni e la regia “abbonda” con simbologie inquietanti e ridondanti, film in parte anche autobiografico.

In chiusura da celebrare anche (come minimo!) la parte tecnica ornata da una fotografia da applausi intrisa in atmosfere cupe, soffocanti ed inquietanti, impeccabili e geniali le inquadrature; da segnalare gli scenari e soprattutto gli attori in grande spolvero.

“L’ora del lupo” Secondo Me e’ un Opera “personale” che nasconde una grande quantità di richiami (fra cui anche quello dell’omosessualità) amalgamati in agghiaccianti ricordi di una vita passata; questo film (a Mio parere inferiore a “Persona”) e’ un film da apprezzare, magari tale pellicola (a volte) e troppo “simbolica” ed ermetica (ancora piu’ di “Persona”!) ma non Parlerei di difetto oggettivo…

JOKER1926

pinhead88  @  01/07/2009 15.32.46
   6 / 10
fino ad ora il Bergman che ho apprezzato meno.decisamente troppo visionario per i miei gusti.a dirla tutta si fa fatica anche a seguirlo,quindi mi è risultato anche abbastanza noioso.a parer mio ci sono troppi punti introspettivi che fanno calare l'atmosfera per creare maggiormente l'incubo e inoltre non ho apprezzato molto la caratterizzazione dei personaggi.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Compagneros  @  11/02/2009 10.48.02
   8½ / 10
Film unico. Crudo, allucinatorio, visionario, psicologico,...
Ottima recitazione con un'eccellente coppia protagonista, la regia nemmeno si può discutere, ambientazioni da brividi.
Inutile dilungarsi a spiegarne la trama e tutti i significati collegati.
Ingmar Bergman non è a torto considerato uno dei più grandi registi di sempre.
Visione assolutamente consigliata a tutti.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  10/02/2009 16.24.26
   9 / 10
AKIRA KUROSAWA  @  21/11/2007 11.47.22
   9 / 10
bellissimo film di bergman forse l unico che puo essere considerato quasi un horror psicologico.. meravigliosa la fotgrafia con quel bianco e nero luminoso che le danno un fascino indescrivibile , bravissimi gli atotri proagonisti in modo particolare il pupillo di bergman ovvero max von sydow ch è davvero un mostro di bravura, tutto il suo valore lo avevas gia dimostrato ne lsettimo sigillo, ma qui si supera
un film che mi ha dato un seso di freddezza incredibile, mia ha affascinato e nell ultima parte visionaria (diciamo alla lynch) mi ha anche aghiacciato..
un ennesimo capolavoro del maestro, da vedere e rivedere.. capolavoro

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  14/11/2007 0.11.32
   8½ / 10
Bigio
Ermetico
Raggelante
Greve
Mnesico
Atroce
Nebuloso

Strabiliante opera che, allo stesso tempo, attrae e inquieta.
Il legame quasi morboso tra due amanti si rivela così profondo, da rendere l'una compartecipe dei disturbi psichici, delle fobie, delle visioni e dei tormenti dell'altro. Si tratta di una storia d'amore al limite della patologia, in cui l'empatia è cosi profonda e ed esasperata da determinare una sorta di immedesimazione, di identificazione che porta la donna a vivere il mondo popolato dai fantasmi interiori del suo uomo, generati da atroci esperienze pregresse.
Sembra di asistere ad una persistente allucinazione, intervallata soltanto da sprazzi sporadici di coscienza in cui affiorano la fragilità e lo sgomento di un uomo provato dal suo passato.
Non esistono "isole" felici: neanche una straordinaria relazione amorosa rende immuni e protetti.
Registi come Tarkovskji e Lynch sono stati sicuramente influenzati dal maestro svedese, e questa pellicola ne è la dimostrazione.

1 risposta al commento
Ultima risposta 14/11/2007 11.43.24
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  12/11/2007 10.25.46
   8 / 10
Questo non è un film...è un INCUBO!
la bravura di Bergman è quella di trascinare lo spettatore nelle sue storie...e spesso sono storie autobiografiche che raccontano di paure personali che trasportate sullo schermo ,forse,riesce ad esorcizzare!
il punto debole del film è che essendo punti di vista molto personali non sempre si riesce a capire tutto...alcune lacune al termine del film rimangono,tipo la scena (fatta benissimo) del ragazzo non riesco ad interpretarla...solo lui ci riuscirebbe,il grande Bergman che continua a soprprendermi...
da questo film notiamo come autori tipo Lynch abbiano preso spunto a piene mani...
film molto bello,quindi,che non consiglierei a chi non avesse ancora visto nulla di Bergman...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  07/11/2007 11.58.11
   7 / 10
un film che non può essere apprezzato da tutti, strano, visionario anche se tutto ciò che accade sembra sia reale, e introspettivo nella mente di due persone che ne sono una sola! dei primi piani inquietanti, forse migliori dell'ultimo capolavoro di Lynch, forse più forti e realistici! e il film ha ormai più di quarantanni...

però il problema principale è che non è riuscito a trasportarmi più di tanto, non è riuscito ad esaltarmi come lo fece strade perdute (in certi passi lo reputo molto simile)! se dovessi essere obiettivo il mio voto sarebbe molto più alto, ma ho sempre votato i film secondo i miei gusti e le mie sensazioni, quindi penso che il sette sia il voto che nel mio modestissimo e sbagliatissimo parere questo film si merita!

PS: harpo grazie del consiglio!

Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  07/08/2007 1.02.00
   10 / 10
Un film agghiacciante, terrificante, disturbante.
Uno sguardo sulla follia umana letteralmente spiazzante.
Una delle pellicole più devastanti della storia del cinema.

Ch.Chaplin  @  04/08/2007 2.11.08
   9 / 10
grandissimo..fa accapponare la pelle in alcuni punti..ma bergman non mi stupisce mai, rimane sempre uno dei + grandi registi di sempre..peccato se ne sia andato...

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Ultima risposta 09/11/2007 09.16.25
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Invia una mail all'autore del commento Rusty il Selvag  @  13/07/2007 18.21.58
   10 / 10
Non c'è traccia della strada,

ci siam persi, che facciamo?

Un demonio ci conduce

e ci porta in qua e in là.




A. Puskin

Sciamenna  @  04/07/2007 12.25.56
   8½ / 10
Due persone che vivono in comune finiscono per assomigliarsi, è vero..
Ma se finiscono per avere anke gli inkubi in comproprietà?
Film allucinato, surreale, schizofrenico per due : già perkè Alma sembra essere fedele a johan anke in questo.

Quando lo spekkio si rompe, cosa riflettono i frantumi?

Beefheart  @  24/04/2007 16.03.20
   7 / 10
Drammone visionario e surreale cento per cento Bergman.
Un pittore alienato ed ossessionato dal buio si ritira, con la moglie, a vivere su un'isola remota in cerca di quiete ed equilibrio. Quì però si imbatte in una compagnia di isolani nobili castellani, crudeli e decadenti, che lo scherniscono ed attaccano, provocando in lui un'amplificazione delle stesse paure dalle quali scappava. Alla fine, nonostante l'aiuto e la vicinanza della moglie, le conseguenze saranno tragiche.
Il film insiste con la riflessione sul legame di coppia che talvolta, se fondato e motivato, può portare ad una vera e propria simbiosi tra i due individui che arrivano così a condividere le stesse piacevoli o angoscianti emozioni. In tal senso la sensazione è resa assai bene a suon di azzeccate musiche gravose, austera essenzialità, estrema pulizia fotografica ed intensa, febbrile, recitazione dei protagonisti (von Sydow ed Ullmann) ai quali fanno da corollario la consueta varietà di personaggi e situazioni di felliniana bizzarria. Certamente non leggerissimo ma, senz'altro, meritevole. A mio avviso uno dei migliori film del regista.

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Ultima risposta 21/05/2007 10.50.17
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ds1hm  @  05/12/2006 15.11.08
   10 / 10
un grande, grandissimo film di Bergman.
pura follia, pura analisi interiore, tra i film più singolari ed atipici che abbia mai visto.
la teatralità del Settimo sigillo è del tutto scomparsa, le figure de Il volto ritornano nel loro aspetto morboso, patologico mentre si è del tutto in apparenza distanti dall'approccio psico-religioso di Come in uno specchio.
film bellissimo, con quella sensazione di essere incompleto, vicino a quel concetto verso il quale il cinema dovrebbe a parer mio tendere sempre di più, a quell'idea di un film senza fine, volutamente senza limiti se non quelli dello spettatore, un cinema incline ad una sospensione mentale che innesti analisi, paura, ossia che produca in chi osserva soltanto ciò che si guarda. "se due persone che vivono insieme finiscono per somigliarsi" allora Bergman pretende che chi guarda un film deve per forza compenetrarsi in esso.
Arte che non si poneva il problema della sua stessa comprensione, e per questo si prova la piena sensazione di aver visto un film unico, libero.
il tema del doppio è analizzato in maniera stupenda, come in Persona si è proiettati verso la pura sperimentazione.
da acoltare il doppiaggio (era una vera e propria arte), per non parlare della fotografia del grande Nykvist che con i suoi giochi di luci ed ombre rende quei volti assolutamente straordinari nella loro efficacia visiva. la scena della cena nel castello è un esempio di arte del montaggio (Ulla Ryghe) e mi ricorda qualcosa dell'8 1/2 felliniano. l'incontro col bambino sulla scogliera farò fatica a dimenticarlo per i prossimi venti o trent'anni. Ullman in stato di grazia, a volte bambina, a volte donna, sempre bellissima.
"L'ora del lupo, l'ora in cui molta gente muore e molti bambini nascono... e quando gli incubi ci assalgono.... e se restiamo svegli abbiamo solo paura"....Il posto delle fragole è lontano anni luce. non c'è alcun dubbio sull'inesistenza di Dio, sull'incompletezza dell'uomo, della sua inutile capacità di essere e di voler essere, di pensare e di capire.
La psiche è indipendente dal suo stesso cervello, e ci annienta. ARTE.

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Ultima risposta 19/12/2006 18.32.44
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR K.S.T.D.E.D.  @  28/10/2006 0.53.33
   9½ / 10
Il film è raggelante.
Raggelante è il significato de "L'ora del Lupo", che presto si intuisce essere il luogo ultimo al quale la mente del protagonista giungerà.
Raggelanti sono le atmosfere, tanto cupe ed inquietanti che a tratti il film sembra assumere caratteristiche horror.
Raggelanti sono il percorso psicologico del protagonista, la fotografia, il contrasto violento tra luce e oscurità, la pena del pittore nel non riuscire a sfuggire a qualcosa di indefinito, i momenti di "calma tremenda"(così come li definisce Alma).

Fondamentale in tutto ciò è la capacità della pellicola di trasmettere allo spettatore, dalla stessa del tutto assorbito, le stesse emozioni che provano i protagonisti (la scena in cui Johan è a tavola all'interno del castello è realmente soffocante), accompagnandolo, al termine, ad un finale che assume tutti i tratti di un agghiacciante punto di non ritorno:

"Grazie a voi ho raggiunto il limite, lo specchio si è spezzato.. ma cosa riflettono i frantumi?".


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Ivs82  @  14/08/2006 18.41.35
   7 / 10
"L'ora del lupo", nato da un manoscritto a cui l'autore svedese aveva lavorato per diverso tempo e intitolato "I mangiatori d'uomini", è uno dei suoi film più personali e sperimentali.
Personale in quanto i fantasmi, o meglio dire i demoni che metaforicamente divorano il protagonista Johan, altro non sono che la proiezione su celluloide dei traumi infantili, dei fallimenti amorosi e degli incubi che hanno tormentato il regista per anni.
E sperimentale perchè con esso Bergman, pur non rinunciando all'analisi introspettiva e intima che ha da sempre caratterizzato il suo cinema, decide di virare i toni verso la fiaba nera e l'horror gotico.
L' "ora del lupo" è infatti uno specchio che mette a nudo l'interiorità, scardina le certezze e porta inevitabilmente ciascuno a fare i conti col proprio passato. Un mostro che trascina l'individuo verso le paure più inconsce e lo costringe a rimettere in discussione la sua stessa esistenza: inutile sfuggirgli perchè come il buio esso avvinghia, intrappola e non lascia alcuna via d'uscita. E chi meglio del grande Sven Nykvist poteva dare forma a questa discesa negli inferi? Chiaroscuri che atteriscono, ombre che celano mostruosità e deformano la percezione sensoriale, parti della fantasia che entrano prepotentemente nella realtà. Stilisticamente ci troviamo di fronte ad un compendio di quasi un secolo di cinema: si possono intravedere Murnau e il suo Nosferatu, gli incubi di Isak Borg, il Toby Dammitt di Fellini, l'incomunicabilità di Antonioni, i personaggi grotteschi e patetici di Luis Bunuel, l'acqua purificatrice di Tarkovskij.
Tutti elementi che danno vita ad un'opera complessa, per certi versi di difficile comprensione e assimilazione, ma senza dubbio affascinante e "disturbante". Se non fosse per l'eccessiva verbosità e per alcuni vezzi formali che appesantiscono la narrazione e sono sintomo di eccessiva pretenziosità, staremmo a parlare di capolavoro. Ma nonostante queste pecche non si può negare il valore intrinseco della pellicola, che ha senza dubbio influenzato numerosi cineasti a venire: il Kubrick di "Shining" e il Lynch di "Eraserhead" partono infatti da qui.

Mpo1  @  03/04/2006 0.57.59
   9½ / 10
Finalmente uscito in dvd anche in Italia, ‘L’ Ora del lupo’ è uno dei capolavori di Bergman, un’opera assolutamente da riscoprire. Il film è stato girato subito dopo ‘Persona’ (di cui riprende l’elemento meta-cinematografico, in questo caso i rumori e le voci del set sui titoli di testa) e può essere considerato come il primo di una trilogia che comprende anche ‘La Vergogna’ (1968) e ‘Passione’ (1969). I 3 film hanno in comune la coppia di protagonisti, Max von Sydow e Liv Ullmann, sono tutti ambientati sull’isola di Faro, sono formalmente sperimentali e pessimistici nel contenuto.
‘L’Ora del lupo’ esplora l’inconscio umano, ed è il film di Bergman che più si presta ad interpretazioni psicanalitiche. E’ la storia dei tormenti di un artista, i cui incubi si materializzano in una serie di inquietanti personaggi che abitano in un castello, simbolo della psiche del protagonista.
‘L’Ora del lupo’ è l’unico film di Bergman che si avvicina al genere “horror”, anche se elementi “horror” sono riscontrabili in altri suoi film. L’atmosfera è cupa e inquietante, grazie anche alla splendida fotografia del fidato Sven Nykvist. Un’opera che lascia spazio alle più diverse spiegazioni e accoglie una notevole quantità di spunti tematici, legati all’inconscio e alle parti più nascoste dell’ essere umano (sensi di colpa, traumi infantili, repressione sessuale, necrofilia, complessi edipici …)
Un film che ha probabilmente ispirato registi come David Lynch e Stanley Kubrick (per ‘Shining’). Da vedere.

Crimson  @  17/01/2006 21.59.18
   9 / 10
Uno dei numerosissimi capolavori del regista, girato quasi in contemporanea con un altro film eccellente, figlio di uno sperimentalismo puro, come "Persona" (entrambi tra l'altro sono stati girati sull'isola di Faro, così come "Come in uno specchio").
Un capolavoro innanzitutto perchè secondo me al pari di "Persona" è un film che riesce a penetrare nei meandri più nascosti della psiche in modo lucido, efficace, profondo. Inoltre è un film offre la possibilità di riflettere su altri temi (o almeno così è stato per me).
Scrivere che è un film sui sensi di colpa e il loro potere devastante sarebbe davvero riduttivo; non tutto avviene in modo semplice, e come in molte altre circostanze il regista non giunge a conclusioni definitive, e in particolar modo l'analisi finale di Alma può essere letta tranquillamente in modo diverso (le ultimissime parole e il gesto che fà non possono essere rimossi.
"E' vero che due persone dopo che vivono per molti anni insieme finiscono per assomigliarsi?" questo interrogativo compare per almeno tre volte nel film, ed è di grande fascino sia per l'evolversi della storia che per come dà adito ad una ulteriore riflessione in sè riguardo il rapporto di coppia, tema caro al regista. Dopo aver visto il film per la prima volta questo aspetto non era emerso in modo particolare, mentre dopo la seconda visione ha assunto maggior valore nelle mie analisi. Dal principio infatti mi ero soffermato quasi unicamente sulla relazione "scandalosa" che Johan ha avuto in passato e che certamente ha avuto un ruolo determinante ai fini della storia. Non credo che sia possibile trarne delle conclusioni definitive, come per tutto il film del resto. Se la vicenda di "Persona" nel finale diventa limpida, qui ci troviamo difronte ad un film maggiormente ambiguo, basato su contrapposizioni con le quali al regista sembra piaccia "giocare" (giorno/notte, mondo reale/mondo irreale, tutto/ nulla - e in merito al tutto o nulla è emblematico il paragone che sorge tra Johan e la vicenda che ha per protagonista il personaggio principale del 'Flauto Magico' di Mozart, in una delle scene più belle e intense del film).
Circa Johan e Alma non posso soffermarmi ulteriormente per non svelare troppo, mi limito a riflettere come siano due persone fragili, instabili. Mi piace sottolineare come il personaggio che assume maggior significato è quello della signora Vogler, naturalmente per la sua (involontaria) destabilizzazione devastante che l'accompagna.
Questo film ha anche delle caratteristiche di un horror, perchè no: al di là di alcune scene di horror puro (come la vecchia col cappello...) non credo sia sbagliato poterlo definire in generale come un horror psicologico. Oltretutto i "mangiatori di uomini" sono davvero inquietanti.
Grazie Italia per averci privato di questo capolavoro in modo infame.
E grazie davvero al ragazzo (bè, ragazzo..vecchiazzo semmai..) che ha messo in giro la versione italiana del film (sai chi sei); spero che possano vederla in molti, anzi moltissimi perchè questo film merita.

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Ultima risposta 26/08/2009 16.20.05
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