Sei un blogger e vuoi inserire un riferimento a questo film nel tuo blog? Ti basta fare un copia/incolla del codice che trovi nel campo Codice per inserire il box che vedi qui sotto ;-)
Pesantissimo ma anche il primo rischioso esperimento di lungometraggio. Come durata paragonabile alle pellicole moderne, i ritmi sono pieni di tempi che oggi definiamo senza indugio morti, gag stantie e una trama che prova ad essere divertente con qualche piccolo tocco di dramma. Chaplin qui viene diretto per l'ultima volta da qualcun altro (Sennett) e interpreta un aristocratico fetente e privo di scrupoli invece del famoso Vagabondo. Molto interessante quel donnone di Marie Dressler che doveva essere la protagonista assoluta ma invece deve lasciare spazio ad un Chaplin sempre più bravo e conosciuto. Il terreno per la via che lo porterà nella storia del cinema è spianato. Il periodo Keystone è agli sgoccioli ormai.
per essere il primo lungometraggio della storia del cinema può anche andare bene,ma ***** quant'è noioso e per di più non strappa mai neanche un sorriso.sono arrivato al quarantesimo minuto con le palle a un centimetro dal pavimento e non si riesce nemmeno bene a seguire,quindi francamente evitabilissimo. tra l'altro il regista non è neanche Chaplin.
Forse il voto è leggermente eccessivo, ma se questo è stato il primo lungometraggio della storia del cinema del genere commedia va premiato un certo coraggio. Si nota una certa discontinuità nella pellicola, la presenza di tempi morti che sviliscono, a volte, l'efficacia delle gag. Va riconosciuta, come detto, la sperimentalità del progetto e quindi sono errori che, presi nel contesto di quell'epoca, ci possono stare e pienamente comprensibili.
prima della visione ero molto preoccupato...e i miei timori erano fondatissimi...intanto perche sapevo che il regista non era Chaplin e poi vedendo la durata... non si ride quasi mai ma il mio amore per questo artista non mi puo permettere di mettere un voto al di sotto del "5"...