le onde del destino regia di Lars Von Trier Danimarca, Francia 1996
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le onde del destino (1996)

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locandina del film LE ONDE DEL DESTINO

Titolo Originale: BREAKING THE WAVES

RegiaLars Von Trier

InterpretiStellan Skarsgard, Katrin Cartlidge, Emily Watson, Udo Kier, Adrian Rawlins, Jean-Marc Barr

Durata: h 2.38
NazionalitàDanimarca, Francia 1996
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 1996

•  Altri film di Lars Von Trier

Trama del film Le onde del destino

E' la storia di una giovane scozzese e della sua breve felicità coniugale con un operaio che, in seguito a un incidente sul lavoro, rimane paralizzato e impotente. Su richiesta del marito, Bess si cimenta in svariate esperienze erotiche, sempre più degradanti, per raccontargliele. Lei ne muore, lui guarisce.

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Voto Visitatori:   8,33 / 10 (90 voti)8,33Grafico
Miglior film straniero
VINCITORE DI 1 PREMIO CÉSAR:
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Voti e commenti su Le onde del destino, 90 opinioni inserite

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JOKER1926  @  01/07/2014 16:55:54
   6½ / 10
Lars von Trier come regista cade celermente nella nicchia dei maledetti, è uno di quelli che fanno parte di una casta, quelli che attraverso uno stile non di moda finiscono (forse) per farla.

Uno dei film che fece decollare, una volta e per sempre, von Trier fu il prodotto del 1996, parliamo de "Le onde del destino".
La trattazione qui diviene sin da subito intensa e patologica; la trama, in effetti, è abbastanza chiara, si parla di una storia di amore con tutte le sfumature personali di un regista come von Trier. L'amore e il sentimento fanno saltare il banco, non siamo nella storia hollywoodiana ove la tematica si consuma in modo commerciale o falsamente drammatico. Con "Le onde del destino" la corteccia cambia, cambiano i toni e persino la logica.
Insomma siamo dinanzi ad un trasversalismo passionale e penetrante, il mezzo quindi può variare ma non il fine ultimo, quello è universale. Lars von Trier ricorda dunque Jörg Buttgereit, ossia un altro pazzo, un altro trasversale ma sensibile regista, a suo modo sensibile…

Quanto a quello del 1996 resta un film che acquisisce la morfologia di von Trier, la famosa scomposizione a blocchi (o capitoli) del film , struttura che diviene quasi biblica. Ovviamente "Le onde del destino" nonostante la portata tipica e lo stile di questo regista forse nel corso del tempo custodisce gelosamente per se un alone di piccola grande illusione di grandezza; in pratica per chi carpisce di cinema e si spinge nello sperimentalismo, in questo caso più di contenuto che di tecnica, sa che in fin dei conti quella di Trier è una storia forte e agghiacciante ma originale fino ad un certo punto. Anzitutto troppo volutamente dura , fredda e fanatica. Poi il ritmo, l'idea di lentezza è solo un pessimo eufemismo, dilata troppo le cose dando ad esse una sorta di inevitabile ripetitività, quasi compiacente e quindi non per forza dannatamente affascinante.

Storie simili, di patimento e morbosità, sono una piccola prassi d'élite nel mondo cinematografico. La fortuna di tale regia in questo caso è che praticamente von Trier fra i registi commerciali e quello che più lavora d'autore. Cioè attraverso la commerciabilità dei suoi film diventa "contro" e "non per tutti" ma deve tutto al fenomeno di partenza. Punta forte, quasi d'azzardo ma ha un grosso rientro, quindi è un azzardo possibile e simbolico.

Invia una mail all'autore del commento NotoriousNiki  @  16/06/2014 17:20:05
   7 / 10
Il livello di dreyerismo il cui suo cinema fa incetta a piene mani qui cresce esponenzialmente, nella prima decade si dimostra già abile a trasmettere quelle atmosfere espressionistiche giocando con i colori del b/n spingendosi alle più vivide sfumature cromatiche e tramite un formalismo ultra ricercato, direi accademico, in questa trilogia raccoglie le celebri tematiche dreyeriane, la singolarità femminile assiomaticamente assorbita alla stregoneria, la convivenza con le regole costituite, l'ambiente ecclesiale, il diritto all'amore (in Geltrud amori effimeri che vale la pena vivere senza alcun rimorso), e poi la resistenza passiva, assemblate secondo un canovaccio precostituito quale è stato 'Dies Irae'.
Personalmente non ho recepito alcuna autentica poetica nella sua regia, quale Dreyer dispensava prodigalmente, in questa trilogia sembra collezionare grandi ossequi e tributi al compatriota iconoclasta, più teatrale la direzione di Dreyer, Lars ha però l'indubbio merito di far recitare quasi in una sorte di trance recitativa la Watson.

Beefheart  @  22/04/2014 15:47:15
   8 / 10
Altro film-mazzata del regista danese. Malato e drammatico all'inverosimile risulta essere l'ennesimo pugno nello stomaco, ma tant'è; in realtà cotanta efficacia non è altro che il frutto della maestria del regista nel mettere in scena i turbamenti che lo attanagliano e nel dirigere gli attori che, almeno in questo caso, danno il meglio. Buon film.

Woodman  @  17/08/2013 12:11:02
   9½ / 10
Oramai ognuno si è sbizzarrito a valutare questo film, di cui tutti hanno detto (quasi) tutto, muovendo grande empatia e sensibilità verso l'opera che ha lanciato il regista a livello planetario.
Ed è risaputo ormai quanto affascinante, conturbante, provocatore e pericoloso sia quel pazzo furente del Von Trier.
Un artista davvero grande, forse l'unico, oggi come oggi, capace di fare di tutto, con due cog.lioni così, con un mare di cose da dire, di idee da porre, di nichilismo da condividere, di pessimismo cosmico venato di disperato erotismo, che trova il suo apice tutto europeo e struggente nel romantico opus "Melancholia", wagneriano e spiazzante affresco sulla depressione che ci cammina dentro mentre la terra carica di superficialità e futilità viene meritatamente distrutta per sempre.
Un artista capace di sfornare una provocazione mai vista con "Antichrist", controversissima pellicola che sbatte oscenità e furore sui corpi inutili e provati di Defoe e Gainsbourg.
Un artista che non ha mai smesso di turbare e fare riflettere con provocazioni ancora più crescenti, sempre più inarrestabile. Alla lunga può suonare gratuito, furbetto, compiaciuto e sadicamente presuntuoso. Indubbiamente.

Ma quel suo "Le onde del destino", quel suo primo capolavoro riconosciuto, resta di fatto un picco impossibile da trascurare nell'ambito del cinema d'essai. E non solo. Un film cui il titolo effimero di "classico" starebbe anche bene, tanto è asciutta la prosa, la narrazione tremante da steady cam che il disperato regista ci offre. Propone la storia di Bess, ingenua e vulnerabile ragazza, timorata figlia e sorella, curiosa bambina eterna, innamorata perdutamente di un forestiero di dubbia moralità in una Scozia calvinista autoritaria e bigotta.
Sono gli anni '70. E Bess soffre. Decisa a redimere il suo amato Jan dalla tremenda condizione fisica in cui si è ritrovato dopo un grave incidente su una piattaforma, si cimenta nella squallida arte della prostituzione, quella più feroce e vuota, per volere del suo amore.
Le sue avventure perverse la porteranno alla morte, mentre il laido rinsavisce grazie ai resoconti delle stupidaggini da lei commesse.
Forse, come le dice anche la sorella, Bess era proprio stupida. Sì, non ci è nemmeno presentata come positiva, non è un bel personaggio, è fin troppo fragile, condizionabile, ottusa, testarda e puerile, di un'irritante ingenuità. Stupida e masochista, folle e ossessionata.
Un personaggio così negativo circondato da una schiera di figure messe addirittura peggio: Il suo operaio pisellone che si rivela un egoista malato di sesso, la madre autoritaria e spietata, la sorella compassionevole incapace di controllare la situazione, esercito di preti, vescovi e simili al servizio del pazzesco ordine calvinista, bambini imbecilli, amici caotici, perversi mascherati.
Un incubo gelido e sgranato, un film autoriale dal tipico gusto anni '90.
Non un pugno soltanto, ma una raffica, una scarica violenta.
La sconfortante realtà che ci presenta il regista aleggia in un'atmosfera plumbea e stoica, nebbiosa e celestiale, sospesa fra la terrena oscenità e il regno dei cieli duro ma giusto, vale a dire un confine che si scopre via via essere sempre più sottile. Cos'è richiesto a Bess per ottenere ciò che vuole? Una lenta agonia senza ritorno, un viaggio lento e ancestrale verso i binari della follia e della morte. Un vero e proprio sacrificio. Sì, Bess è un docile agnellino sacrificale.
La salvazione avviene.
Jan ricomincia a vivere, le campane, finalmente, suonano.
Dopo un simile affresco non si può restare indifferenti.
Il disgusto mostrato è proporzionale all'intelligenza tecnica, la psicologia e lo scavo dei personaggi sono costruiti con sapienza e con il solito, indispensabile ermetismo, con la solita visione drammatica dell'incomunicabilità che fa apparire grandi certi registi martoriati dalla vita e dall'esperienza.

E, per una volta, un plauso ai traduttori italiani, per aver reso il titolo così suggestivo e definitivo, malinconico.

Una grande opera, cinema d'autore al suo massimo, espressionismo europeo filtrato dalla camera a spalla, ricchezza di contenuti esplicitati senza censure, interpretazioni superbe, spicca ovviamente la candidata all'Oscar Emily Watson, d'un metodo e d'una sensibilità impressionanti. La doppia la brava Chiara Colizzi.

Non si è davanti ad un prodotto adatto ad una sola parte di pubblico, o perlomeno, che non ti sentiresti di consigliare a persone scelte.
"Le onde del destino" è il capolavoro di Lars Von Trier, una Bibbia capovolta, una profezia costruita su apparenti contraddizioni, una riscrittura di ciò che si considera intoccabile.
E va visto, almeno una volta, da tutti.
Perchè tutti possano stupirsi, affascinarsi, arrabbiarsi, contestare, condividere, rattristarsi, riflettere.
Von Trier, a mio parere, non ha più eguagliato la grandezza mistica di questo suo primo successo mondiale ("Melancholia" costituisce un discorso a parte).

Da non perdere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  24/10/2012 12:54:47
   8½ / 10
Spoiler presenti.

E' vero che la protagonista è dreyeriana, sono perfettamente d'accordo. Ma Von Trier si spinge oltre, non smentisce l'indole da impostore. Mi fa sentire presuntuosa quasi quanto lui, mi impedisce di avvicinare il suo personaggio femminile così dichiaratamente stupido. Di una stupidità erotica e tenera, che non arranca per smentirsi e rivelare d'essere altro, magari ingenuità.
Non vedo nulla di straziante nella figura di Bess. Una dedizione come la sua, più canina che umana, non riesce a far leva sulla mia compassione, in alcun modo. Credo che "Crossing the waves" sia un film intellettuale piuttosto che sentimentale. Così inteso l'ho adorato.
La vicenda di Bess costringe ad esaminare i pregiudizi della gente "mentalmente aperta". Un uomo che dedica la vita all'arte o alla scienza è un genio, un uomo che dedica la vita all'amore è un romantico, spesso nell'accezione di cretino. E' quel che pensiamo anche dei credenti genuflessi, se solo siamo atei o incuranti. Quasi che l' amore abbia la stessa turbante evanescenza di dio, ossessione vergognosa per chi crede come per chi non crede.
Il finale ha una straordinaria sensibilità, ambigua oltre che provocatoria. Lei muore, Lui guarisce. Le campane suonano in cielo, difficile stabilire di chi celebrino la gloria. Forse il rintocco è opera di Bess, forse dello spettatore nichilista.

2 risposte al commento
Ultima risposta 29/10/2012 13.24.51
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sweetyy  @  06/09/2012 00:03:47
   8 / 10
Lo colloco tra i migliori film di Von Trier (che ho visto), un dramma pesante, angosciante e triste con un finale spiazzante. Non si dimentica facilmente.
Grandissima Emily Watson.

Bobby Peru  @  15/01/2012 02:06:09
   7 / 10
Non mi trovo d' accordo con molto di quanto letto... straziante, disperato, agghiacciante, crudo, spietato ecc...
Non mi ha trasmesso queste sensazioni a pieno regime. Speravo di emozionarmi di piu, cosi non è stato.

Sopravvalutato.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Peter Lyman  @  03/01/2012 18:59:27
   8 / 10
Lars implicitamente prende tutti in giro con questo film che definire devastante è poco.Breaking the Waves è una pellicola che distrugge l'animio dello spettatore, lo annega in maniera angosciosa e non lo lascia più tornare a galla. Attori strepitosi e stupenda suddivisione in capitoli del film ottimamente azzeccata per questa storia. Non lo rivedrei mai, e penso che appunto per questo meriti un voto alto. Non amo il cinema di Von Trier, o meglio, non riesco ad apprezzarlo a pieno, poichè in caso contrario i miei giudizi sarebbero più alti.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  23/12/2011 01:36:46
   7½ / 10
Von Trier affronta i suoi demoni. Sicuramente "Breaking The Waves" è il suo primo grande capolavoro per il Cinema. Già con The Kingdom (Tv) si annunciava che qualcosa di grande era in arrivo, ma non immaginavamo un risultato tale. La prima impressione che si ha guardando questo film è quella di grandezza e maestosità. Von Trier dimostra di saper pensare in grande e di saper concretizzare un vero e proprio capolavoro. Poiché senza ombra di dubbio questo film è inarrivabile. Bergmaniano, dreyeriano, un intensissimo dramma che però va oltre i maestri con qualche tocco personalistico: La suddivisione in capitoli, l'elemento sovrannaturale, il cinismo dilagante (si veda la scena dei bambini). Bess (=Tess?) è un vero personaggio, un personaggio che si ama e che rappresenta l'individualità malata del genialoide regista. Quello che adoro di von Trier è il suo sublimare, cristallizzare ciò che è come individuo, nel suo Cinema. E ammetto senza problemi che questo è uno dei von Trier che mi è piaciuto di meno, ma proprio a livello emotivo. Mi ha lasciato quasi indifferente. Questo perché ho trovato un Lars molto classico. Troppo. Difatti ho letteralmente adorato la suddivisione in capitoli, le campane (no, adorato no) e il fatto che questa storia abbia un che di mistico e paranormale. Questo è il Lars che voglio, non uno straordinario esercizio di stile di chi come tutti ha amato Bergman alla follia. Non un omaggio. Comprendo l'enorme portata che questo film ha nella filmografia di LVT e ha avuto nella sua affermazione sulla scena mondiale, ma non ho mai troppo amato le dichiarazioni di intenti. Poiché questo è in definitiva un Manifesto del Lars-pensiero. Un film imprescindibile per chi voglia assaporarne e capirne la sensibilità e il suo modo di concepire il Cinema. Quello che sto dicendo è che stimo moltissimo questo film, ma non sono riuscito ad apprezzarlo come per altri. Mi è piaciuto di più Medea, per dirne una. BTW è probabilmente il film più posato, più condivisibile, più tradizionale di Lars e per questo non sono riuscito a vederci quel quid in più che fa di quest'uomo uno dei miei registi preferiti. Ciò che ho invece amato alla follia è stata l'interpretazione straordinaria, eccelsa della Watson. Mamma mia, che grandezza. BTW è un film difficile, complesso, malato. Ma è pervaso da una sorta di aurea speranza, di vacua levità, esattamente come gli occhi blu e persi della sua protagonista, che lo rendono forse uno dei film meno angoscianti di questo gigantesco artista del cinema.

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  28/11/2011 18:13:42
   8 / 10
Una storia d'amore non è legata soltanto al sentimento di passione che sboccia tra due persone, correlati ci sono numerosi altri fattori che incidono sostanzialmente alla riuscita di questa nobile unione, si va dalla diversa appartenenza in una comunità, passando per la propria condizione sociale per arrivare alla religiosità a cui si è legati, bisogna tener conto anche di questo quando ci si innamora. Il percorso di vita scelto da Bess e Jan è pesantemente condizionato da quest'ultima, Bess è una donna di fede dall'equilibrio instabile, innamorata follemente di suo marito, uomo non particolarmente incline alla religione ma onesto lavoratore e, almeno inizialmente, di sani principi morali, i due all'atto del matrimonio trovano subito un'intesa sessuale intensa e frenetica, che contrasta fondamentalmente con l'immagine di castità che trasmette Bess fin dall'inizio, la ragazza perde la verginità il giorno del matrimonio in un fugace rapporto in piedi chiusi in bagno, vedrà come è fatto l'uomo nelle sue parti intime soltanto la sera quando Jan si spoglia per andare a letto, questi momenti di quotidiana intimità ci sono offerti nel prologo del film e sono necessari a comprendere i motivi che spingono Bess nei meandri della perdizione nei successivi capitoli.
Più si è deboli più si è portati a pregare, spesso l'uomo si rivolge a D.io nei momenti difficili della vita, oppure lo fa per prevenzione, in questo caso la preghiera ha lo scopo di tenere lontane le disgrazie che incombono sull'esistenza, Bess ha bisogno di D.io ma non le è sufficiente pregare, D.io è materializzato nella sua coscienza che risponde, attraverso la sua voce, con fermezza alle sue suppliche, questi dialoghi, o meglio questi soliloqui, sono di una bellezza struggente, una prova dell'attrice Emily Watson che va al di là di una qualsiasi candidatura per un premio, in quei drammatici primi piani, in quello sdoppiamento, in quel desiderio di espiazione è racchiuso il cinema vero, quello della "Passione di Giovanna D'arco" di Dreyer per intenderci, ad averne di attrici così.
Il destino a cui fa riferimento il titolo è legato particolarmente all'episodio conseguente una delle preghiere che Bess rivolge a D.io e cioè di far tornare Jan al villaggio dalla piattaforma dove lavora, la donna non accetta la condizione di moglie lontana dal marito ed al ritorno di un collega di Jan a causa di una frattura ad un dito le comincia a balenare qualcosa nel cervello: "Fallo tornare a tutti i costi!", "Sei proprio sicura di volere questa cosa qui?", "Sì!". Quest'egoismo ha un prezzo, altissimo, la vita qualcosa dà e qualcosa prende, Jan ha un infortunio sul lavoro e torna tra le braccia della moglie ma completamente paralizzato.
Inizia qui il percorso di redenzione di Bess che cede alle immorali richieste del marito, fare l'amore con altri uomini immaginando di farlo con lui, questo gli darà la forza di vivere, per amore si fa qualsiasi cosa anche la più abietta, Bess diventa una peccatrice.
Non so se qui Von Trier ha calcato un po' troppo la mano, nell'ultimo capitolo "Il sacrificio di Bess" (in totale sono 7 più l'epilogo) si assiste ad un miracolo simile a quello che Gesù fece con Lazzaro, un improvviso quanto inaspettato ribaltamento di condizione che a molti ha fatto storcere il naso, il sacrificio della propria vita per salvare quella di un altro, una forza miracolosa dettata soprattutto dai devastanti sensi di colpa. Bess cerca di dimostrare a tutti la propria bontà ed il suo amore, quell'amore evangelico che lo stesso D.io sembra mettere in dubbio. In fin dei conti quando si affrontano temi così scottanti (e Von Trier di questo è maestro) o si sta da una parte o dall'altra. Se è soggetto a condanna il comportamento degli uomini di fede di quella piccola comunità dominata da un bigotto galvanismo , (il prete che trova Bess a terra svenuta non si china neanche per vedere se è viva o morta) è soggetto a condanna anche il comportamento di Jan nei confronti di Bess, un' abiezione morale giustificata solo in parte dallo spettro della morte, "Quando si sente di essere vicini alla fine si diventa più cattivi", una spirale che porta chi ama di più a soccombere, un martirio che è servito soltanto a consacrare la vittoria di chi ha imposto la propria sopravvivenza quale prova d'amore. Un suono di campane basta a ripagare tanta bontà?.

Kymmy  @  20/11/2011 19:02:17
   9½ / 10
Crudo, disperato, straziante. Parole dette e ridette riguardo a questo film eccellente, anti convenzionale, visivamente malinconico e agghiacciante nelle sequenze finali, con il sacrificio di bess e il suo "funerale", le sue condanne e il ritorno delle campane. Emily Watson sensazionale, meravigliosa. Cammeo sadico di Udo Kier e intensità di Stellan Skargard sono preziosi per l'estetica della pellicola, sui colori grigi, rosati, bianchi, neri, rossicci e verdastri.. La punta di diamante è la suddivisione in capitoli con i grandi successi dell'epoca in cui si svolge la vicenda, da "Sweet Child In Time" dei Deep Purple a "Goodbye Yellow Brick Road" di Elton John..

Uno sguardo sull'essere umano, forse non del tutto convincente, assolutamente imperfetto, ma proprio per questo, decisamente memorabile.

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tati83  @  31/10/2011 00:06:25
   9 / 10
Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  30/10/2011 21:27:14
   9 / 10
Un film sugli orrori di chi vive credendo in un dogma. Con pezzi di musica pop anni '70, telecamera a mano e senza ricorrere a giochi monocromatici, Lars Von Trier crea un capolavoro cinematografico di grande valore. A fargli da spalla, l'attrice Emily Watson, che con la sua interpretazione straordinariamente toccante, bizzarra e realistica, dà al film un tratto assolutamente drammatico, dove il personaggio in sè ci mostra come rinuncia alla meschina religione per avere l'amore estremo.

8 risposte al commento
Ultima risposta 16/11/2011 23.36.57
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Gruppo COLLABORATORI atticus  @  25/10/2011 20:42:44
   7 / 10
Come sempre resto interdetto di fronte a Von Trier. Come sempre nel suo cinema vedo della disonestà e della gratuita crudeltà. L'amore salvifico e l'amore autodistruttivo, la fede e il bigottismo, la lucidità e la follia, il peccato e il perdono, la promessa e il sacrificio... C'è molto di più nel film, tanto da essere travolti dai quesiti. Ma come si può entrare in contatto con un'eroina (una Emily Watson dalla recitazione disperante, sia in positivo che in negativo) a cui si chiede una prova tanto estrema? Come si pretende che una ritardata affronti un calvario simile? Il fluire degli eventi poi è talmente terribile da oltrepassare ogni soglia del reale, al solo scopo di mortificare lo spettatore (analogamente al successivo "Dancer in the dark" in cui, se possibile, la tragedia è ancor più rozza e straziante). Salvo poi ricattarlo con gli ultimi secondi finali (quelli con le campane) francamente vergognosi.
Non capisco, allo stesso tempo percepisco che qualcosa c'è. Odioso Lars...

addicted  @  18/10/2011 22:44:03
   10 / 10
Film straordinario. Una storia agiografica di grande spessore. Le vite dei santi negli anni '90 del XX secolo! Solo un grande autore può fare una cosa del genere senza cadute e senza commettere errori. L'ennesimo capolavoro di von Trier. Certo, viene da chiedersi quale sia la sua poetica. "Le onde del destino" è un inno alla fede, pieno di speranza. "Dogville" sembrerebbe proporre al contrario una visione cupamente pessimistica. O forse sono due facce di una stessa medaglia.
Comunque sia, è un grande film di un grande autore contemporaneo.
Consigliato.

kako  @  29/08/2011 21:28:47
   8½ / 10
Drammone di estrema intensità, crudo e duro nella sua tragicità. Amore, morbosia religiosa, autodistruzione, crollo della personalità, questo è le Onde del Destino. Film non per tutti visto il ritmo lento e la pesantezza dell'argomento, bisogna avvicinarcisi con predisposizione per poterne apprezzare pienamente tutta la carica emotiva che ci trasmette

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  16/08/2011 12:29:04
   6½ / 10
Senza dubbio è una pellicola che non lascia indifferenti, ma ritengo che 2,5 ore siano davvero troppe. Gli attori sono bravi, la storia è interessante, purtroppo alcuni punti morti ci sono.

Jumpy  @  11/06/2011 15:25:46
   8½ / 10
Filmone, interpretazione magistrale di Emily Watson e fotografia splendida.
Un'opera sull'annullamento di se stessi e l'autodistruzione solo e semplicemente per amore. Alcuni passaggi della parte centrale mi son sembrati un po' autocompiaciuti e decisamente superflui allo sviluppo narrativo.
Azzeccata la suddivisione in capitoli e, in maniera meno evidente, delle 3 parti del film.
Non è film per tutti: alcune scene, specie nell'ultima parte, sono davvero strazianti e chi non è abituato al cinema d'autore lo potrebbe trovare un indigeribile mattonazzo.

fabrix  @  05/06/2011 21:57:52
   8½ / 10
Un bel film da ricordare negli annali del cinema

Black Eight  @  26/05/2011 22:19:06
   7 / 10
Durante la prima ora di visione mi sono semplicemente esaltato, pensando che Von Trier fosse un genio incompreso. E questo è in parte vero. In parte però è anche vero il pensiero unanime della critica secondo cui il regista pecca spesso di presunzione. Da Le Onde del destino emerge la sua contraddittorietà. All'inizio il film straripa di emozioni, per certi versi è evocativo e sognante con questa profonda eppure semplice storia d'amore. Grande regia, grande fotografia e soprattutto grandi interpretazioni. Poi però il film inizia a trascinarsi, lo spunto non arriva mai, alcune sequenze sono poco indicative ed il dolore diventa gratuito e compiaciuto. Anche le interpretazioni si fanno eccessive (la Watson ad un certo punto stanca incredibilmente). Resta ovviamente un ottimo prodotto, sicuramente particolare e di nicchia

charles  @  04/03/2011 20:33:26
   5 / 10
Mi sembra strano assegnare un voto così al disotto della media per un film d'autore, categoria verso la quale generalmente tendo ad essere benevolo... ma questo film l'ho trovato decisamente noioso, pesante (anche per la irritante tecnica e i colori con la quale sono fatte le riprese) e a tratti ingenuo (il gusto per l'autoflagellazione della protagonista e le sue sfortune presentano risvolti di involontaria comicità).
Sarà una questione di gusti, ma a me non è piaciuto.

Lory_noir  @  25/12/2010 20:33:26
   7½ / 10
Un buon film, specialmente per la prima parte. Lars Von Trier è un regista molto particolare, a volte troppo ma io apprezzo anche quel troppo. Non uno dei miei preferiti del regista, ma comunque un film apprezzabile.

Signor Wolf  @  08/12/2010 13:20:57
   7½ / 10
è un film crudele e malato (sembra che ad ogni scena il regista si chieda, è adesso.. cosa posso far accadere di peggio?) ma ti tiene incollato allo schermo..

Oskarsson88  @  07/12/2010 15:35:56
   7 / 10
non convince appieno

guidox  @  14/11/2010 21:34:14
   10 / 10
capolavoro assoluto, partorito dalla mente di un genio.
ci sono talmente tante tematiche profonde in questo film che sarebbe quasi impossibile metterle in scena in un'unica pellicola; Von Trier non solo ci riesce, ma come al solito spiazza tutti, lascia indietro tutti quelli che ancora stanno dietro agli stereotipi e, con coraggio, osa e racconta dell'Amore, della Fede, di Dio.
lo fa tramite la splendida protagonista, Bess, trattata da tutta la congrega del piccolo paese scozzese in cui è ambientata la storia come una squilibrata, mentre in realtà è l'unica veramente a un passo da Dio.
nessuno se ne accorge proprio perchè il fanatismo religioso non appartiene a lei, ma a tutti gli altri, che formano una vera e propria setta, dove le donne sono addirittura considerate esseri inferiori.
l'unico che la capisce è Jan, il forestiero, che non crede nella religione e che le dà modo, sposandola, di distaccarsi dal bigottismo del luogo.
da qui in avanti Bess sarà continuamente messa alla prova e ogni sua preghiera verrà accontentata, nel bene e nel male, facendole capire i limiti del proprio dono, ma anche della sua potenza, a patto di discendere agli inferi per tenere vivo quell'amore che si è quasi spezzato per puro egoismo, facendole perdere la strada della bontà.
in un delirio morale, drammatico, senza filtri, si giunge ad un finale maestoso, che emoziona e dà brividi veri.
i vari concetti vengono espressi inoltre in un contesto tecnico eccelso, con la divisione in capitoli che ad ogni loro inizio regalano quasi degli "intervalli" di rara bellezza e con le solite inquadrature "traballanti" che anche in questo caso avvicinano lo spettatore ai personaggi; le scene del matrimonio sono più amatoriali di quelle che un amatore girerebbe ad un vero matrimonio.
splendidi gli attori, tutti su un livello altissimo.
assolutamente un film da non perdere, ricordandosi che stiamo parlando comunque di Von Trier; quindi se non vi piace questo film, non è colpa sua, ma solo colpa vostra (sto scherzando...ma non troppo).

2 risposte al commento
Ultima risposta 28/07/2011 21.33.53
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Dosto  @  18/08/2010 01:15:20
   9½ / 10
Un vero e proprio capolavoro. Un saggio su cosa è l'amore e su cosa significhi provarlo. Meno buonista e sentimentale di quanto sembrerebbe ad una visione superficiale, il cinema di Lars è sempre profondamente pessimistico, pieno di dolore e di profonda angoscia. Attori principali superbi(sia lui che lei). Belle anche le ambientazioni e veramente affascinanti i paesaggi all'inizio di ogni capitolo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  27/05/2010 17:25:07
   8 / 10
Chi ama è inferiore e deve soffrire.
Ecco una frase che mi è costantemente corsa lungo la testa durante la visione di questo film di Lars.
Un film devastante, ti rapisce e ti fa scorrere nel sangue una linfa di rabbia e di domande che ti lasciano di ghiaccio, facendo spofondare lo spettatore dentro un'incubo che sembra non avere fine, nemmeno quando arrivano i titoli di coda.
La prima ora del film colpisce grazie all'utilizzo della videocamera a spalle, una tecnica di ripresa usata spesso da Von Trier nei suoi film, e ovviamente per la scenografia e l'ambiente dove viene girato il film; una Scozia con il suo tempo classico(pioggia, nuvole) e con una visuale della vita estremamente cattolica.
La seconda ora tocca maggiormente i sentimenti e ovviamente l'amore su di tutti, con la visuale della povera Bess che entra piano piano dentro un lento processo degenerativo che la porterà, per amore verso il marito, alla morte, facendo passare minuti di angoscia a chi assiste al film.
Insomma, il secondo capolavoro di Von Trier insieme a Dancer in the dark, un viaggio all'interno dell'autodistrazione causata dall'amore.

Da vedere, piccolo capolavoro.

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Ultima risposta 27/05/2010 19.11.16
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Tumassa84  @  12/05/2010 10:46:02
   8½ / 10
Film girato nel classico stile di Lars von Trier, con la camera a spalla e praticamente senza inquadrature fisse, con un tocco documentaristico che fa sembrare quantomai reale la finzione. Anche la protagonista è un personaggio che verrà ripreso nei suoi film futuri, un'eroina pura e incompresa che si immola per ciò che ama in uno straziante sacrificio. La critica che può essere mossa a questo film, e più in generale al regista, è che va a cercare la tragedia esagerata con una catena di eventi improbabili, tutti indirizzati al fine di far star male lo spettatore. Però bisogna ammettere che è grazie a ciò se un film di Lars von Trier non lo dimentichi facilmente, e che anche a distanza di tempo le sensazioni che ti ha lasciato rimangono ben vivide: questa è la dimostrazione che egli sa quello che fa e come farlo; e, anzi, bisogna ammirarlo perchè sa districarsi in un terreno molto insidioso.

In particolare, in questo film colpisce il rapporto impari uomo-donna, con Bess che dipende totalmente dal marito, complice il fatto che nella sua vita sono venute a mancare tutte le figure maschili e che era arrivata vergine al matrimonio, mentre Jan è molto più indipendente. Però la debolezza della donna nella dipendenza dalla figura maschile è sintomo di un amore puro, che le può dare una forza molto maggiore rispetto a quella raggiungibile dall'uomo, il quale non sarà mai capace di amare quanto una donna. L'unico elemento un po' forzato del film è forse l'estremo e anacronistico bigottismo del villaggio. La magistrale interpretazione delle due attrici Emily Watson e Katrin Cartdlige contribuisce al successo della pellicola.

cirus  @  04/02/2010 16:05:58
   9 / 10
Tanti temi importanti trattati: quasi un limite! Religione, poteri, sessualità, amore, pazzia, santità, destino, morte, dolore, peccato. Solo alcuni... ma tutti intrecciati! Voglio solo dire che molti santi - compreso Gesù - era considerato un pazzo da suoi conterranei, come tanti santi, o Socrate o Galileo... Che amare oltre sé e la morte è pazzia, è santità! E' geniale il fatto che tutto il film si svolge senza musica tranne i "capitoli" con musiche rock e affini splendide, quasi a voler dare più enfasi alle vicende con l'uso della camera di ripresa "manuale" che insegue gli attori. Quando Bess va per la 2^ volta sul barcone assomiglia il gesto - non pecco di blasfemia - a Gesù con la croce che sale il Calvario: morendo da la vita al suo amato! E finalmente si odono le campane come all'inizio del film, che la chiesa calvinista oscurantista aveva negato: aveva negato la gioia, la festa!

gandyovo  @  29/12/2009 18:01:02
   9 / 10
film che a suo tempo mi ha folgorato.

paride_86  @  28/12/2009 03:41:09
   7½ / 10
Lars Von Trier è un regista cinico e crudele con lo spettatore: sa come colpirlo al cuore ed è quello che fa con i suoi film. "Le Onde del Destino" non fa eccezione. La storia è quella di Bess, giovane e ingenua ragazza che vive in una comunità calvinista. Il matrimonio le sconvolgerà la vita.
Si tratta di un film a tratti imcredibile e implausibile che, però, sa essere amaro e toccante.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  05/12/2009 15:48:27
   8½ / 10
"L'amore è una grave malattia mentale" diceva Platone, frase che ben sintetizza il film di Lars Von Trier.
Breaking the Waves è un film che parla d'amore e della follia annessa ad esso, non si limita a questo, è anche un amaro sguardo su una società chiusa e retrograda degli anni '70 che si nasconde dietro la sua fede calvinista.
1 prologo, 7 capitoli e 1 epilogo tutti ben evidenziati da un titolo durante la visione, ogni nuovo capitolo è introdotto dalla musica di Bowie, Cohen, Deep Purple,ecc.
Davvero meritevole di nota la prova di Emily Watson.
Ottima anche la regia di Lars Von Trier fatta di numerose riprese con camera a spalla.
Ottimo film, quasi 3 ore che scorrono senza problemi.

edmond90  @  18/11/2009 09:57:34
   6 / 10
Film lentissimo e difficile da seguire,non per la complessità della storia che in fondo è anche un pò banale e sicuramente pretenziosa,ma per la prolissità di quasi tutte le scene.Un prodotto decente ma assolutamente non un capolavoro.Molto bravi i due protagonisti e anche l'attrice che impersona Dorothy

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  08/11/2009 11:59:44
   9 / 10
Dopo quella ciofeca di Epidemic e un buon documentario come Le 5 variazioni finalmente sono riuscito a vedere il film che molti considerano capolavoro di Von Trier.
Le mie aspettative non erano alte,anzi il buon Lars è l'unico regista che mi fa presagire che il film faccia schifo sin dal primo fotogramma e come al solito mi sbagliavo. Le onde del destino (titolo tradotto pessimamente in italiano) e,tra tutti i suoi film che ho visto,il capolavoro di Von Trier. Merito anche e soprattutto di Emily Watson che ha fatto un interpretazione mastodontica e difficilissima e poi c'è da dire che anche Skarsgard è stato molto bravo.
Il film tratta moltissimi temi,tutti in modo da non farli sembrare un polpettone ammassato per caso. La durata è lunga ma Le onde del destino non è pesante per niente anche se in effetti si poteva accorciarlo in alcuni punti.
L'opera gronda pessimismo,l'unico altro film più pessimista del Danese è Antichrist,qui almeno nel finale uno sprazzo di luce c'è.
Una storia d'amore tragica e vera,in un paesino che,quasi come Dogvlle,è ottenebrato e appesantito dalla religione.
Bess è matta? Non credo,per me vale il parere del medico verso il finale. Bess è buona e su questo,malattia mentale o no,sono sicuro anche io.
Un paesino in cui Bess,come i bambini ma forse più intelligente degli adulti,quando parla con Dio è sempre lei a rispondersi,con la voce grossa come se si convincesse veramente di parlare con Dio.
Alla fine il miracolo accade veramente ma non grazie alle persone vive ma ad una persona morta.
Qui Von Trier ha dato veramente il meglio.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  28/10/2009 07:13:51
   8½ / 10
Un racconto straziante, che tocca molti, forse troppi, temi delicati, quali l’amore, il rapporto con dio, la malattia, il sesso.
In un’atmosfera austera e retriva che ricorda molto il Dreyer di “Ordet”, Bess (Johannes) è instabilmente malata d‘ingenuità, di bontà, d’amore, di fede; e ciò la fa soffrire, fa soffrire chi le sta intorno, fa soffrire un poco anche noi, che la vediamo, episodio dopo episodio - ognuno dei quali introdotto da una cartolina, che suggerisce bellezza, di cui il film è in verità avaro - sino a portarci in seno al miracolo, come in “Ordet”, d’una risurrezione.
Un miracolo tutto suo, di Bess, che deve surrogare con la propria voce l’assenza di Dio. Che deve, soprattutto, dare voce umana al silenzio delle campane, che non è altro che la rinuncia degli uomini a pronunciare la parola fede, e amore. Un miracolo che costa, in questo episodio di Von Trier, un totale sacrificio.
Una storia viscerale da seguire con lo stomaco, ancor prima che col cuore; poiché la malattia mentale di Bess non è quella meramente simbolica di Johannes; ma è autentica, percepibile, violenta e lancinante.


Invia una mail all'autore del commento Daniel91  @  02/08/2009 23:59:00
   10 / 10
Devo dire che all'inizio non l'ho capito molto. Con il passare dei giorni invece mi è parso tutto molto più chiaro e lineare. Trama meravigliosa che non ha alcun inceppo. Ottimo l'effetto di ripresa, che non tutti fanno. Le due ore e mezza non risultano per niente pesanti, anche perché è un film che (per chi lo capisce) prende molto lo spettatore. Ottime se non eccezionali le interpretazioni. Complimenti Von Trier!

Invia una mail all'autore del commento Project Pat  @  21/07/2009 23:46:37
   8 / 10
Un prodotto troppo furbesco, non lo si può negare. Ah, caro Lars...sembra che uno se lo debba far piacere per forza. È migliore questo o "Dancer in the Dark"?? Bell'interrogativo, non saprei porvi risposta.

Per essermi piaciuto mi è piaciuto e pure abbastanza, la storia di per sè non pesa e ha da che insegnare, ma il film non è un capolavoro. In primis per la trama stessa; che dire per essere il più possibile precisi, è da riconoscere che "Le Onde del Destino" non è un film adatto a tutti, tuttavia non occorre essere filosofi per analizzarlo e filtrarlo in modo corretto, basta solo possedere la minima giusta cultura di base e forse un pizzico di fantasia per farsi coinvolgere; in secundis, per quella solita telecamera a mano stile filmino da matrimonio (tanto e proprio per rimanere in tema del film... ^_^) che usata per 2 ore e mezza di fila risulta non snervante ma sicuramente poco convincente..tocca farci l'abitudine. In ogni caso, Lars Von Trier conosce i suoi polli, eccome se li conosce.

Merita menzione una cosa della pellicola che mi ha dato particolarmente fastidio: quelli che sono appena due ma non impercettibili minuti...di vera e propria pornografia. Non trovo altro termine appropriato, c'è poco da fare. E ancora, si poteva anche fare a meno della suddivisione del film in capitoli, proprio come un libro. Da vedere ATTENTAMENTE, non distraetevi, taluni ne resteranno commossi.

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carriebess  @  18/07/2009 20:02:15
   10 / 10
l'espressione più alta di bontà e disinteressata devozione, un amore puro come l'ingenua protagonista che mette al primo posto l'altro e gli altri. davvero commovente e straziante, ho pianto molto. ottima interpretazione della watson, una delle migliori mai viste (non a caso lei era un'attrice di teatro..)

bulldog  @  16/07/2009 10:52:25
   8 / 10
Emily Watson davvero eccezionale.

goodwolf  @  23/06/2009 14:13:22
   7½ / 10
Sublime l'interpretazione della protagonista femminile, un altro gran film di Von Trier che però (come molti altri) non ha l'arte della sintesi e soprattutto nella seconda metà si sviluppa abbastanza lentamente. Il film rimane comunque intenso e di ottima fattura, un gradino sotto a dancer in the dark, secondo me.

TheLegend  @  19/06/2009 01:18:40
   8 / 10
Film intenso,a tratti angosciante.
Ottima prova degli attori e buona la divisione in capitoli musicati.
Chi sono i veri pazzi?

lesaripresa  @  18/06/2009 20:42:57
   8 / 10
john_doe  @  12/06/2009 20:44:08
   9 / 10
Ottima prova dei protagonisti. Consigliato!

inferiore  @  04/06/2009 19:19:14
   4 / 10
Il mio primo Von Trier mi ha lasciato indifferente. Direi un bel modo di iniziare a conoscere questo regista che diciamolo, coglie ogni occasione per fare lo splendido.
''Le onde del destino'' è un film noioso e abbatanza irritante. Gli attori alla lunga tendono a diventare fastidiosi con le loro interpretazioni accentuate.
Tantissime pause e molti silenzi certamente non aiutano lo svolgimento della trama già di per sè non brillantissima, ma servono solo per l'autocompiacimento infinito di von Trier.
Un polpettone che mi è rimasto indigesto, il regista danese vuole colpire lo spettatore ad ogni costo, errore imperdonabile.
Presuntuoso.

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BrundleFly  @  28/05/2009 18:20:58
   6½ / 10
Ennesima pellicola di Von Trier che non lascia indifferenti. Bella la storia e gli attori sono molto bravi, ma l'eccessiva durata rende il film lento e in alcuni punti abbastanza noioso. Un film con una storia del genere, a mio parere, non dovrebbe durare più di 2 ore. Molto belle le canzoni (Elton John, T-Rex, Rod Stewart e molti altri artisti famosi) che ci sono all'inizio di ogni capitolo.
Per me, molto lontano dal capolavoro!

wallace'89  @  28/05/2009 16:31:24
   8½ / 10
Le onde del destino" è il primo film che vedo di Lars Von trier e l'ho trovato bellissimo e straziante, ma anche per certi versi irritante e provocatorio, proprio come questo regista ha la fama d'esserlo. Non necessariamente un difetto ma si avverte comunque. Il film è molto complesso e sfaccettato e colpisce a fondo in una maniera comunque che mi ha sorpreso. Un pò troppo lungo e stiracchiato (2 h 20 min) ma indubbiamente arriva al cuore e alla mente.
Diretto e interpretato splendidamente con una meravigliosa Emily Watson protagonista alle prese con interpretazione,benchè esordiente, veramente notevole e memorabile. Emozionante.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  25/02/2009 14:32:49
   8½ / 10
Lars Von Trier è,dopo Dreyer,il piu' famoso regista Danese!E scusate se puo' sembrare una bestemmia ma ho visto un po' di Dreyer in questo film!
In particolare il modo di affrontare l'argomento religioso con un bigottismo che mi ha ricordato il Jhoannes di "Ordet"!
In questo film le emozioni prendono il sopravvento,ogni scena e' ricca di passione,Emily Watson alla sua prova migliore e piu' difficile della sua carriera,una regia asciutta che non ti risparmia nulla,quasi tre ore di film che non annoiano mai!
Insomma a me Lars piace parecchio!

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Ciaby  @  24/12/2008 12:57:59
   10 / 10
tre ore che scorrono in leggerezza. Sublime

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  30/10/2008 20:52:37
   8½ / 10
Un film che ti colpisce nel profondo, struggente ed emozionante il calvario della protagonista in nome della'Amore verso l'essere umano e non la mera adorazione dogmatica di parole scritte in un libro, grigio santuario del bigottismo della comunità in cui vive e da cui è scacciata senza pietà. Intensità e emozioni dai volti e dalla recitazione degli attori dove Emily Watson emerge in tutta la sua bravura senza essere irritante, una trappola diffcile da evitare considerato il carattere della sua Bess.

somberlain  @  07/09/2008 10:53:39
   8 / 10
Un ottimo Von Trier per questa pellicola che vuole essere appositamente cruda e nauseante nel trattare temi delicati quali il sacrificio per amore e la fede in Di0.
Camera in spalla, il regista racconta l'intensa ma tragica storia d'amore tra Bess e Jan, esasperando al limite della sopportabilità sia la follia che colpisce la protagonista, sia il contesto in cui ella vive, riuscendo così a far tremare profondamente la sensibilità dello spettatore.
Il film, se da una parte esala un profondo disprezzo nei confronti di una certa cultura religiosa, cioè quella che erge e gratifica tanto intensamente i propri seguaci quanto poi rapidamente li rinnega, dall'altra parte mette in discussione il limite morale dell'estremo sacrificio fatto in nome dell'amore.
Ovviamente lo stile narrativo è quello tipico di Von Trier: scenografia povera, niente musiche e ritmo lento, per cui la visione richiede una certa volontà d'animo.

lucelucia  @  17/06/2008 13:13:52
   4 / 10
cosa ci si trova di così incantevole in questa pellicola nn lo so..
una donna con visibili problemi mentali che si comporta di conseguenza e un marito ke forse x la botta in testa dell'incidente,forse perchè pervertito,la spinge a concedersi ad altri x pura curiosità sessuale.
il mio giudizio negativo nasce da questo: nn vedo una gran prova d'amore,vista la condizione di lei, ke ritardata se la fa (senza senso) con cani e porci e un marito ke si dice innamorato, gode del fatto ke la moglie ritardata vada con altri x il puro insano,sadico piacere di sentire dei racconti erotici.
mah..vista la media alta devo dire ke c'è una stranissima concezione del romantico!

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  25/03/2008 21:20:26
   8 / 10
Questo è Lars Von Trier.
I personaggi nelle sue pellicole sono sognanti, fragili ma testardi: i due amanti ne Le Onde Del Destino infatti sembrano dei bambini che vogliono giocare e scoprirsi con il sesso, crescere insieme e non dividersi mai. Quando si devono salutare per un certo periodo c'è la disperazione.
La scenografia è vuota e anche la musica non svolge un ruolo importante. Al regista interessa mostrare i protagonisti e i loro sentimenti, coinvolgerci con in loro stato d'animo e seguire la loro storia.
La telecamera è a spalla, sembra che tutto sia movimentato, proprio come la vita di Bess, che al contrario deve combattere per l'infermità di Jan.
La vicenda è che più pessimista non si può, ma Von Trier riesce a farti incollare allo schermo e farti passare 2ore e mezza velocissimamente, facendoti rimanere affascinato.
…e il voto ai suoi film come sempre è alto!!! ;-)

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LEMING  @  31/01/2008 15:01:57
   9½ / 10
Lars ai massimi livelli, addirittura meglio di Dancer in the dark. Intenso, commovente, Emily Watson eccezionale.
Lemming

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  31/12/2007 14:36:59
   9 / 10
film interminabile di von trier, diviso in capitoli (insolitamente splendidamente musicati).
una storia difficile, commovente una ragazza con visibili problemi mentali rinchiusa in una comunità bigotta e che riesce a vivere unicamente quando incontra l amore della sua vita, ma come pensa la mente toccata di Bess la fede la vuole mettere alla prova.

sestogrado  @  25/11/2007 19:13:33
   9 / 10
un film eccellente che parla di amore e morte, di follia e di normalità, di fede e di materialismo. una storia emozionante e delicata, fragile come l'animo di Bess e forte come le onde del mare del Nord che la accompagnano nel viaggio finale. Lars Von Trier e i suoi geniali giochi di inquadrature, il suo montaggio un po' frenetico e psicotico, il suo genio dolce. mi ha emozionato molto

sauzer73  @  18/11/2007 20:03:54
   8½ / 10
un film veramente toccante tra il reale edi surreale

doppiak  @  12/11/2007 12:21:23
   8 / 10
molto bello e malinconico...

Invia una mail all'autore del commento INAMOTO89  @  30/10/2007 21:34:03
   6 / 10
mi spiace ma + di 6 non me la sento di dargli....mi paice moltissimo von trier ma qst film è 1 mezzo passo falso..... troppo prevedibile,troppo lento,troppo esagerato... adoro i film drammatici ma questo è talmente esasperato da risultare quasi fastiioso....nonostante sia simile a dancer in the dark è di gran lunga inferiore....si salvano solo la regia e la recitazione della watson ( anke se è snervante in molte scene )....il capolavoro inarrivabile di von trier resta e rimarra' lo splendido dogville...

sonhador  @  25/10/2007 12:36:52
   9 / 10
splendido e malinconico l'ennesimo gioiello di Lars Von Trier...nonostante una watson non simpaticissima.

Invia una mail all'autore del commento Rusty il Selvag  @  18/10/2007 17:30:36
   10 / 10
Il suo capolavoro insieme ad "Il Regno" e " Dancer in the dark",

anche se personalmente amo "Dogville" e "Manderlay"

Quanti c.... di film ancora devo votare, servirà l'arte della sintesi in futuro.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  08/08/2007 14:27:27
   8½ / 10
Mi ero dimenticato di commentare "Le onde del destino" di von Trier. Argomento principale della vicenda è il rapporto tra la protagonista e la sua fede che la spinge a fare tutto ciò che il marito le chiede. Grande interpretazione di Emily Watson ed ottima la regia (von Trier è uno dei miei registi preferiti). Non ritengo questo titolo il migliore del regista danese, secondo me infatti, "Dancer in the Dark" è superiore, nonostante questo è un film che consiglio vivamente.

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Ultima risposta 23/12/2009 18.48.04
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fio81  @  19/06/2007 23:28:42
   8½ / 10
Credo che sia una produzione molto realistica, più che altro per come sono state studiate le riprese del film... sembra che mentre i personaggi vivono la storia ci sia un fantasma che li riprenda, e la quasi totale assenza di musiche rende il tutto ancora più vero e suggestivo. Sicuramente fuori dai canoni e ben preparato secondo una filosofia studiata per lasciar affiorare maggiormente i sentimenti dei personaggi più che la storia in se stessa, la quale risulta quasi noiosa a volte per quant'è lentamente ripresa, ma pur sempre di grande effetto.

Samara18  @  01/05/2007 00:25:53
   10 / 10
X me il più bel film di Lars Von Trier,uno dei registi più bravi ed intensi che esistano. La più bella storia d'amore che sia mai passata sullo schermo di un cinema. Un amore che consuma lo spirito fino a distruggerlo e che porta inevitabilemente alla morte. E' raro che un film mi faccia rimanere immobile a fissare lo schermo per tutta la durata dei titoli di coda. C'era qualcosa di molto profondo che mi stringeva internamente mentre questo film arrivava alla conclusione,qualcosa che sarebbe difficile spiegare con le parole.
Altro che 3 metri sopra il cielo.
Altri film meravigliosi dello stesso regista sono,per me,Dogville e Dancer in The Dark.

Lagavulin70  @  15/04/2007 23:18:37
   8½ / 10
usciti da cinema, mia moglie (allora solo la mia ragazza) non parlò x mezz'ora.
INTENSO!!!

Titto  @  15/04/2007 15:40:21
   5 / 10
Quando questo film usci nelle sale fece molto scalpore, sia a causa dell'estremismo dogmatico del regista, sia a causa della storia esageratamente tragica.
Dopo pochi anni Le onde del destino perde la sua efficacia, almeno per me.
Lars Von Trier ha fatto la scoperta dell'acqua calda: il trucco dei suoi film è ormai fin troppo semplice, Trier si basa esclusivamente sulla tragedia, il polpettone, il dramma infinito, la s.fi.ga da paura...
Con questo presupposto e con la dottrina (ormai morta) del Dogma chiunque potrebbe fare un film come questo, basta avere un paio di telecamere e una supertragedia da raccontare.
Anche in questo caso la regia è solo teatrale (cioè basata sulla recitazione), dominata sicuramente da un ottima sceneggiatura e da buon un ritmo di un sapiente montaggio. Lars Von Trier si limita semplicemente a riprendere ciò che vede e poi a montarlo in modo un po "schizzato" con inquadrature molto istintive (sembrano quasi improvvisate) e rigorosamente fatte a mano come faremmo tutti, sporche e sgranate.
Se Trier raccontasse storie meno potenti allora qualunque spettatore scoprirebbe l'arcano.... In fin dei conti Trier non è altro che un buon regista teatrale, un buon sceneggiatore e un ottimo filmaker dilettante (mascherato da Dogma).
Vi confido che ho raggiunto un livello molto simile a quello del nostro lars.... ho filmato il battesimo di mio nipote con 3 telecamere a mano (molto dogmatico) riprese dagli altri invitati. Poi ho importato tutto in Adobe Premiere e le ho montate, ovviamente sporchissime, ovviamente con sbalzi di luce e di audio, ovviamente alla Von Trier, e il risultato è stato più che soddisfacente, sono riuscito a creare situazioni inesistenti (basate su sguardi e primi piani) e un certo pathos... quasi quasi cerco una distribuzione... la stessa di Trier....tiro fuori la mia dottrina che il cinema oltre a essere dogmatico deve anche essere VERO, reale, vissuto....chssà se ci cascano!!

A parte gli scherzi, per quanto penso, Lars Von Trier è il piu grande regista parach.iappe della storia in quanto non è un regista cinematografico ma usa il cinema per dare vita alle proprie opere!
Inoltre lo schema "tragedia su tragedia" è stancante, ripetitivo, vecchio, simbolo degli anni '90 (dove il dogma è nato e morto).

Il film poi dura un eternità, l'ho abbandonato all'ottava tragedia (in un crescendo esponenziale) che capita alla protagonista, cioè quasi a metà...

In futuro Lars è migliorato, Dancer in the dark è più studiato, piu lucido e piu maturo, con Dogville cambia finalmente stile, anche se di poco.
Ma la tragedia è sempre in agguato....

La cosa che più mi ha impressionato è la precoce vecchiaia di questo onde del destino, mi sembrava di vedere un film simbolo di un epoca che non esiste più....

Per me il voto più giusto sarebbe non classificabile, visto che non mi sento di definirlo "film" ma più "teatro filmato" , purtroppo visto che non si puo metto un 5 simbolico alle onde del destino e.... 5 1/2 al battesimo che ho fatto io , per lo meno non ho preso per il c.ulo nessuno!!! ....ahahaha hahahahha hahahah ahahhhhhhh......

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Invia una mail all'autore del commento emmanuelec  @  10/03/2007 18:01:21
   10 / 10
Intenso, reale e completo. Un film che non lascia nulla al caso nella creazione del capolavoro. Il regista crea una sensazione di straniamento e sembra inevitabile il finale aperto. Lars Von Trier però è un genio del realismo e non lascia nulla d'incompleto, nemmeno l'aspetto immaginifico.

Gruppo STAFF, Moderatore priss  @  28/02/2007 16:23:34
   9 / 10
il miglior film di Lars Von Trier

Nikolaj  @  25/02/2007 23:39:25
   10 / 10
Il film capolavoro di von trier.

Una sacra rappresentazione in chiave moderna, una via crucis che è il trionfo dell'amore sulla miseria spirituale, l'ottusità e la sterilità di una religione vissuta come un rito vuoto, sterile, grottesco.

Semplicemente geniale il personaggio impersonato da Besse: figura mariana e prostituta allo stesso tempo, vive il suo personale calvario e salva con la sua morte la vita dell'uomo amato.

Cinematografia dei sentimenti. L'amore di Besse per Jan, quello della cognata per la protagonista, l'amore materno, soffocato ma non sopraffatto dalle convenzioni sociali, quello del medico per la paziente. E' l'amore che trionfa su tutto, l'amore che dà la vita, attraverso il sacrificio della vita stessa.

Film meraviglioso quanto doloroso, angosciante, struggente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  23/02/2007 09:39:21
   9 / 10
Il film più struggente di Von Trier (Dogville ha qlc in più, ma la sua freddezza impedisce di affezionarcisi), ad ogni modo un film che rimane nell'anima.
Una delle più straordinarie figure femminili della storia del cinema recente ci accompagna in un viaggio verso la fede vera e l'amore assoluto, visti come un talento, alla stregua di altre capacità come saper fare bene l'amore, o saper guarire le persone dalla malattia. Le figure di contorno, pur interessanti scompaiono di fronte alla luninosità della protagonista che nella scelta che accompagna la vita di tutti noi tra Essere e Avere sceglie decisamente la prima via, la sola che rende la vita degna di essere vissuta, sfidando persino le convenzioni della comunità in questo suo desiderio di annullamento della sua dignità personale nella speranza di salvare il marito. Alla fine del film ci si dimentica della mancanza di tutto quel contorno fatto di trucco, scenografia, effetti speciali, montaggio complicato, colonna sonora onnipresente (solo pezzi anni 70 che aprono i rispettivi capitoli) che abbelliscono un film come il maquillage abbellisce una donna non particolarmente avvenente, e questo accade proprio perchè questo film è lineare, semplice e puro come la sua indimenticabile protagonista. Splendido.

Divino Stanley  @  14/02/2007 16:55:28
   9 / 10
Per capire al meglio questo film bisogna considerare la conversione religiosa del regista al Cristianesimo, avvenuta subito prima la realizzazione di questo lungometraggio. Uno dei temi principali infatti de "Le onde del destino" è la religione che viene analizzata secondo due diversi punti di vista: quello bigotto e chiuso della comunità e quello più caloroso e personale di Bess. Questo rapporto intimo fra Bess e Dio si concretizza in veri e propri dialoghi in cui Dio utilizza la voce della giovane per comunicarle i propri pensieri. Qualcuno potrà dire che questi dialoghi erano solo un metodo per la giovane di farsi coraggio nei momenti di difficoltà ma perchè allora ogni cosa detta in quei dialoghi si è poi avverata (si noti a tal proposito il ritorno a casa di Ian)? Anche il finale poi è una testimonianza della credenza del regista in Dio. Altro tema fondamentale del film è l'amore di Bess per Ian, un amore profondo e passionale che porterà la giovane a macchiare la sua fede religiosa solamente per far piacere al marito infermo e impotente.
Dal punto di vista stilistico la colonna sonora, sebbene sia firmata da Elton John, David Bowie ed altri grandi artisti, non occupa un ruolo predominante nel film ma si limita a coprire il silenzio delle copertina dei vari capitoli. Anche l' uso della camera è limitato e non è mirato a creare belle inquadrature: si ricerca soltanto l'inquadratura più vera, che risalti al meglio la bravura dell'attore.
Tutto questo discorso poteva essere sintetizzato con una sola parola : capolavoro.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  05/02/2007 09:42:28
   8½ / 10
Questa storia emozionante e straziante si fa strada tra un mondo composto da moralismi e pura fede, da amore e sacrificio, da miracoli e incomprensione.
Una Emily Watson per la prima volta sul grande schermo che lascia il segno dentro ognuno di noi. Incarna perfettamente Bess, personaggio indimenticabile, giovane donna innamorata a tal punto da sacrificare se stessa; a tal punto prodiga e coraggiosa da non volersi negare la vita felice anelata a costo di macchaire la sua fede col sangue. Bess però non è bigotta come il resto del paese e della sua famiglia ed infatti il suo sacrificio non la condurrà nel cieco inferno bensì tra le onde del mare, che portano messaggi di libertà ed amore da molto lontano.

The Monia 84  @  02/02/2007 21:37:54
   9 / 10
Non è un film sull'Amore, ma sul modo di vivere l'amore di una persona qualsiasi (non importa se questo modo è giusto o sbagliato, se "normale" o "turbato").
Breaking the Waves è un film assoluto di Von Trier, accompagnato da una colonna sonora leggendaria (Elton John, Bowie, Deep Purple) e ambientato in una piccola communità incendiata dall'erotismo incendiario di una giovane scozzese commovente e folle, interpretata da un'attrice straordinaria, allora esordiente.

chiara80  @  19/01/2007 12:48:42
   10 / 10
credevo che un film non potesse mai legare a se significati tanto reali e tanto profondi nel loro essere psichicamente inscindibili dal quotidiano, un quotidiano legato ad un fatalismo visibile solo nell'assurda consapevolezza femminile.
bellissimo, mi porterebbe a rivedere tanta cose dei film da me visti in precedenza sulla vita di coppia.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  18/01/2007 22:00:12
   9 / 10
E’ uno di quei film che lasciano traccia, che non si scordano facilmente. Frullano nella testa per giorni e giorni. Come si fa a dimenticare un personaggio come Bess? Una figura straordinaria, apparentemente debole ma capace di grandi sentimenti, soprattutto di enorme coraggio e forza d’animo. Un personaggio molto umano e allo stesso tempo anche simbolico.
Ciò che la anima è la “fede”, ma una fede tutta personale, un proprio codice morale che la porta ad apparire strana, quasi pazza agli occhi della gente “normale”. Lei stessa ha oggettivato questa sua parte interiore dandogli l’autorità e la voce di “Dio”. E’ il suo modo per farsi coraggio e affrontare le enormi difficoltà imposte dalle sue scelte interiori. Anche se è frenata dai dubbi, dall’influenza del mondo esterno, lei però ci vuole credere ed è pronta a pagare tutte le conseguenze delle sue scelte, fino al sacrificio estremo.
Ciò che la spinge è l’Amore, la dedizione totale. Un amore fatto anche di godimento fisico, di piacere corporeo, necessario quanto l’amore spirituale. Il suo unico errore è quello di avere peccato di egoismo. Ha voluto troppo, tutto per sé. L’unica maniera per riscattare questo errore è quella di dare lo stesso amore anche agli altri. E qui nel film si vuole dimostrare che il mondo non è adatto a questo tipo di amore, non lo capisce, non lo sa ricevere. Eppure per lei è l’unico antidoto alla morte spirituale/fisica. Dare amore, non importa con chi, non importa come. Solo così la vita può continuare. La sua vicenda così alla fine esce dal racconto di qualcosa di specifico per diventare simbolica. E’ questo il senso del “miracoloso” e “soprannaturale” nel film. La rappresentazione che l’amore e la “fede” vincono su tutto.
Nel film ci sono anche altri personaggi notevoli che girano intorno a Bess. Il più importante è Ian, che a me è piaciuto ancora più di Bess. E’ fatto della sua stessa pasta, ma senza essere scisso, senza tante complicazioni. E’ il suo istinto che fa capire a Bess che la vita e l’amore non possono fermarsi. Se lei non lo può fare con lui, lo deve fare con altri. Anche lui è pronto a sacrificarsi per il bene degli altri e pure lui fa il gesto di rinunciare a se stesso per salvare Bess.
La cognata e il dottore rappresentano le persone “razionali”, che agiscono e giudicano limitandosi ai codici abituali e quindi non “credono” o non sono capaci di credere in ciò che le apparenze negano. Subiscono però il fascino di Bess, sono colpiti da questa forza che crede anche nell’impossibile e che può riuscire anche a realizzarlo.
Infine c’è il mondo esterno, le autorità religiose e civili, rappresentate però in maniera troppo chiusa, troppo rigida, quasi cattiva ed è questo l’unico punto debole del film. La tecnica registica privilegia il movimento – la cinepresa non sta mai ferma, le scene si susseguono staccate l’una dall’altra – ma tutto ciò rende il film più realistico. Anche il sentimento e la commozione di certe scene non sono mai esagerati, ma sempre in sintonia con il grande spessore emotivo di questo film.

orazio  @  16/01/2007 01:19:22
   10 / 10
Film struggente e intenso dell'amore di una donna remissiva alle richieste del suo uomo infermo e impotente. Condannata dal bigottismo ottuso dei suoi concittadini finisce per essere il caprio espiatorio di tutti i mali. Von Trier regala momenti di altissima scuola dietro la cinepresa.

suzuki71  @  11/01/2007 13:13:09
   8½ / 10
E' un film magnifico, con prove di recitazione e regia assolutamente positive... sceneggiatura molto ben sviluppata a fotografare diversi temi quali la (sterile e di facciata) religione, la (crudele) provincia, l'amore (assoluto), la dedizione (come una missione), la fede (o la follia?)..... Molto consigliato, abbastanza particolare, poco scontato...

1 risposta al commento
Ultima risposta 14/01/2007 09.46.42
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lupin 3  @  05/05/2006 19:00:39
   7½ / 10
Stranuccio ma un buon film, peccato che è molto lento e a tratti rischia di diventare noioso, nel complesso godibile!

ds1hm  @  06/04/2006 14:17:49
   9 / 10
Sicuramente uno dei film più complessi che abbia mai avuto modo di vedere sul legame tra due persone. Introspettivo, profondo e così complesso nelle prospettive di un legame amoroso da recedere dalle consuetudini morali e sociali per catapultare i protagonisti nell'abnegazione totale al sentimento e al sacrificio. Girato all'epoca con uno stile che lasciava un pò di amaro in bocca ai cultori della ripresa cinematografica stilisticamente perfetta, dimostratasi poi di ottimo effetto ed efficacia anche per trame più semplici e livelli artistici inferiori a questo film.

Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  06/02/2006 14:59:24
   9½ / 10
Come suo solito Von Trier giudica e condanna, con l'arroganza e il genio che lo contraddistingue... film che ha nella religione il suo tema principale. Le religione perversa e ottusa che distrugge la vita(quella della comunità degli anziani) e la religione fatta d'amore che dona la vita (Bess la protagonista)

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  27/12/2005 13:35:50
   9½ / 10
Il capolavoro di Von Trier.
Il regista memore degli insegnamenti di Godard distrugge le regole del canone cinematografico per girare una storia la cui essenza può essere compresa solo astraendola dalla violenza e dalla brutalità che circonda la protagonista.
Si sono cercati molti paragoni, ma non è il cinema danese del passato ad influenzare Von Trier bensì quello di Bergman ed il paragone per questa opera regge.
Ottimamente sceneggiata e diretta, ha anche il pregio di aver lanciato due grandissimi attori a livello internazionale.
Soprattutto E. Watson offre un'interpretazione davvero straordinaria.
Il mezzo punto sottratto al 10 è solo per alcuni momenti troppo pesanti, che comunque non rovinano questo grandissimo capolavoro del cinema moderno.

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