la vita di adele regia di Abdellatif Kechiche Francia 2013
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la vita di adele (2013)

 Trailer Trailer LA VITA DI ADELE

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locandina del film LA VITA DI ADELE

Titolo Originale: LA VIE D'ADELE

RegiaAbdellatif Kechiche

InterpretiLéa Seydoux, Adèle Exarchopoulos, Salim Kechiouche, Mona Walravens, Jérémie Laheurte, Alma Jodorowsky, Aurélien Recoing, Catherine Salle, Fanny Maurin, Benjamin Siksou, Sandor Funtek, Aurelie Lemanceau, Karim Saidi, Baya Rehaz

Durata: h 2.59
NazionalitàFrancia 2013
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 2013

•  Altri film di Abdellatif Kechiche

Trama del film La vita di adele

Adele, una liceale di quindici anni, aspetta il grande amore e un giorno lo intravede in Thomas, giovane tenebroso ma cordiale. La loro però è una storia destinata a non essere vissuta a pieno: lo stesso giorno Adele ha incontrato anche una misteriosa ragazza dai capelli blu che ogni notte diventa protagonista dei suoi sogni e desideri più intimi.

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Voto Visitatori:   7,73 / 10 (54 voti)7,73Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
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Voti e commenti su La vita di adele, 54 opinioni inserite

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Niko.g  @  28/07/2014 10:51:46
   3 / 10
Ma perché, dico io, parlare di storia d'amore quando è solo una vuota storia morbosa, a base di sesso, nevrosi e gelosia? Perché parlare di amore, quando Adele si succhia le dita di Emma e si fa toccare il sesso al tavolo di un bar, mentre una lacrima scende sul loro viso? Poi dicono che uno si fa idee strane sui gay. Certo che se fanno film così è davvero dura. Un film che solo la macchina diseducativa dell'intellighenzia gay poteva sfornare (tra l'altro la protagonista del film è una minorenne).
Alla fine è il solito grimaldello socio-politico usato dai cineasti di cultura filo-sessantottina, devoti al verbo di Sartre e di quel pazzo di Wilhelm Reich.
Come non aspettarsi allora la martellante equiparazione tra sesso e cibo e come stupirsi se il dubbio che pervade la protagonista sia quello di domandare ad Emma quando è stata la prima volta che ha assaggiato una ragazza!
Una lunga e disgustosa sequenza, conferma la definitiva entrata della pornografia nel cinema "per tutti". Una cosa veramente ignobile. Personalmente mi vergogno per le due… attrici.
Evitate il film (vuoto e inutilmente lungo) e in ogni caso non fatevi intimidire dalle accuse di omofobia nei vostri giudizi. Se per omofobia si intende violenza fisica e psicologica motivata da odio pregiudiziale, è giusto punirla severamente e annoverata tra i delitti contro la persona (non contro l'essere omosessuale). E' da infami, invece, dilatare il concetto di omofobia in chiave ideologica e reiterare ogni volta questa parola per chiudere la bocca a coloro che si oppongono alla teoria del gender, che vuole eliminare le differenze tra maschi e femmine e imporre modelli personalizzabili di famiglia. Tra poco ad essere discriminate saranno le coppie eterosessuali. Anni fa sembrava una barzelletta, ora sta diventando la realtà.

P.S. il film è stato recentemente proiettato (a pagamento) in un'arena cinematografica di Roma all'aperto, dove i gestori, incuranti del fatto che lo schermo fosse ben visibile anche dall'esterno e che lungo il viale transitassero in continuazione coppie di genitori con figlioletti a fianco, hanno fatto sì che bambini e adolescenti fossero esposti alle scene porno, con tanto di gemiti e orgasmi udibili a decine di metri.
Sempre tanti complimenti alla sinistra e alla sua macchina organizzativa, ai suoi grandissimi valori culturali che non mancano occasione di manifestare con grande puntualità. D'altronde, loro scelgono accuratamente i film da proiettare in estate, sempre protesi alla cultura, al rispetto di tutti e come non dirlo… all'ARTE! Braviiiii!!!

23 risposte al commento
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Neurotico  @  21/07/2014 17:08:56
   9 / 10
Stupendo, emozionante, intenso. Un film che comunica una passione e una vitalità in modo davvero sincero e poetico (come nella scena del colpo di fulmine e nelle successiva scena della fantasia sessuale della protagonista). Adele è un'adolescente liceale molto attraente e dolce, che dopo un fallimento amoroso con compagno di scuola, e la delusione dopo un bacio saffico cui non è seguita una relazione che avrebbe voluto, riconosce la lesbica dai capelli blu Emma in un locale gay. Scatta una bellissima storia d'amore che incanta durante il corteggiamento (raccontato per lo più attraverso gli occhi e le bocche delle due splendide protagoniste), e rapisce e sconvolge (positivamente) con le scene di sesso: lunghe, appassionate, vere, crude. Una vera e propria poesia per gli occhi dello spettatore. Poetico e carnale.

Bluesky  @  13/06/2014 23:59:34
   8½ / 10
mi è piaciuto molto, è molto intenso, molto realistico, adele è bellissima e sa recitare molto bene. di sicuro lo consiglio
molto passionale..
aspetto moolto volentieri il capitolo 2!

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  22/05/2014 22:15:14
   9 / 10
Uno dei film che più mi ha condizionato in assoluto. Sono da tempo amante della scena francese, quantomeno nelle sue più alte espressioni; questa è una bella conferma.
Mi piace parlare di realismo, discutendo di cinema. La sensazione di non essere solo lo spettatore passivo di un evento distante e artificioso, ma dentro la sceneggiatura, assieme agli attori. D'accordo, permane la consapevolezza di sedere sul divano di casa, tuttavia ci sono storie che accarezzano la sensibilità in maniera sublime. Non importa quale sia il messaggio recepito, eventuali affinità coi protagonisti, probabilmente non c'è nemmeno qualcosa da capire. Ci si trova lì, assieme alla sensazione di aver provato qualcosa.
Dopo un discorso del genere mi dispiace parlare di particolari, ma tant'è, ho apprezzato regia e sceneggiatura. La vera sorpresa è stata Adele Exarchopoulos, bellissima ma soprattutto straordinaria nell'interpretazione; sono certo che l'aspetta un gran futuro.

GianniArshavin  @  22/05/2014 21:21:06
   8 / 10
Vincitore della palma d'oro al festival di Cannes del 2013 , "La vita di Adele" è , come dice il titolo , la rappresentazione realistica e minuziosa di alcune fasi della vita di questa ragazza prima e donna poi.
I primi piani continui , la ricerca ossessiva di ogni espressione di Adele , il soffermarsi a tratti esasperante su alcuni momenti delle giornate della protagonista potrebbero stufare qualcuno , ma a conti fatti trascinano chi guarda in una totale e completa simbiosi col personaggio. Il lavoro certosino di Kechiche coinvolge pienamente noi spettatori nel tumulto di emozioni che Adele proverà durante il suo percorso di crescita e di conoscenza/accettazione della sua sessualità.
La storia è inutile dire che assorbe totalmente l'attenzione di chi visiona , sia nei momenti topici che in quelli secondari. Mi sembra importante inoltre rimarcare come alcuni episodi della vita di Adele siano volutamente saltati , proprio a sottolineare come durante le nostre esistenze molte persone, anche quelle che consideriamo importanti , possano uscire dalla nostra vita o essere sostituite mentre percorriamo il nostro cammino.
Tecnicamente la pellicola si assesta su livelli eccelsi , con il regista perfetto nella gestione delle inquadrature e delle attrici (si parla di scene ripetute centinaia di volte). Proprio le interpretazioni principali sono un altro punto di forza dell'opera , grazie in primis ad una sconvolgente , pazzesca ed incredibile Adele Exarchopoulos. Una prestazione , la sua , davvero fuori dal comune per intensità e sentimento.
Molti i riferimenti simbolici , fra la presenza perenne del colore blu , alla morbosa attenzione di Kechiche per i pranzi di Adele e per il suo volto.
Passando alle famose scene di sesso lesbo , mi aspettavo (viste le polemiche) qualcosa di più eccessivo , mentre l'unica sequenza "tosta" è quella dei famosi 6 minuti , effettivamente molti malgrado riconosca l'importanza del momento nell'economia del film. Ho trovato invece fuori luogo la scena sul finale nel bar , quella si troppo grottesca ed evitabile.
Per quanto riguarda le pecche (comunque poche) , ho trovato un po pesantuccia la mezz'ora finale (dopo 150 minuti volati via come nulla) e poco incisivo e incompiuto il finale.
Ricapitolando considero "La vita di Adele" un grande film , purtroppo conosciuto prettamente per le scene erotiche. Questo è davvero un peccato , vista l'altissima qualità del prodotto.

Alex22g  @  04/05/2014 16:29:00
   10 / 10
Un capolavoro.Dura quasi 3 ore ma volano via in un attimo visto il grado di immersione che riesce a far raggiungere il film.Attrici e regia straordinari.Film emozionante e dal taglio molto realistico .Poco importa se il mondo gay sia lo scenario di tutto,sarebbe stato magnifico anche con una storia d amore eterosessuale. Meraviglioso.Premiato meritatamente a Cannes con la Palma d oro

Charlie Firpo  @  06/04/2014 12:33:42
   7½ / 10
Film che racconta la storia di due giovani lesbiche, per quanto ben fatto risulta però eccessivamente lungo, forse avrebbe giovato accorciarlo di almeno mezz'ora o anche qualcosa in più, passando alla regia non c'è nulla di particolare e nessun virtuosismo da menzionare, è tutto diretto in modo lineare a volte documentaristico ma bisogna comunque dire che le due protagoniste offrono una prova davvero convincente in special modo l'attrice che interpreta Adele, seppur la storia e le tematiche siano completamente diverse per quanto riguarda la regia e le inquadrature questo film mi ricorda " I Ragazzi dello zoo di Berlino "

Manca una vera e propria colonna sonora e si nota.

sweetyy  @  06/03/2014 23:07:35
   8 / 10
Davvero un bel film con una durata di ben 3 ore ma che non pesano assolutamente, anzi non vorresti mai arrivare alla fine.

Signor Wolf  @  05/03/2014 23:47:58
   6½ / 10
una storia sciatta resa un minimo interessante da decine di minuti di sesso lesbico, di più di questo c'è molto poco

lapensocosì  @  26/02/2014 01:44:24
   6½ / 10
Il voto alla parte porno del film è un 10 pieno Adèle Exarchopoulos fa decisamente sangue bellissimo viso su un corpo perfetto e la Seydoux, che già m'aveva preso in Sister, manco scherza ...al film nel complesso 6.5.
Sicuramente il rapporto di coppia è ben curato nei minimi dettagli, sia nella fase Up che nella fase Down, molto ben realizzata anche la prima parte in cui Adele scopre piano piano la sua sessualità e la difficoltà nel relazionarsi con le amiche... ma...

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CavaliereOscuro  @  22/02/2014 10:23:02
   4 / 10
Spinto ed incuriosito dalla media così alta mi sono convinto a vedere questo film francese, nazione che sforna pellicole che normalmente odio. Purtroppo anche questa volta la regola è stata confermata. 3 ore di fiction, perchè di questo si tratta, per raccontarci che anche l'amore gay ha sentimenti. Bella scoperta. Drammatico? No, categoricamente EROTICO con tendenze hard. Se volete vedere qualcosa di buono in questo senso godetevi un film porno di Salieri, regista maestro della categoria. Almeno ci sono delle belle gnocche e non delle cesse... ps. la protagonista cicciottella dalle gambe ad x, è inguardabile quando mangia: sempre con la bocca aperta e le dita dentro! Bleah!

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mauro84  @  19/02/2014 18:58:35
   8 / 10
Eccomi qua finalmente ha commentare un piccolo capolavoro del cinema moderno.. il film che ha vinto con merito Cannes, il film credo, uno dei pochi, sul genere che mi ha fatto capire tante cose.. questa è una storia, è una delle tante che rappresentan i nostri giovani, e le loro scelte di vita.
Adele ed Emma 2 belle ragazze... 2 modi di interpretar a fine la vita e per ricordarsi per sempre. Bel finale.

Mi son trovato dinnazi 2 attrici, che si è vero, son giovani, ma hanno tutte le carte in regola per diventar vere donne di cinema. hanno saputo interpretar al meglio tutta la vicenda, dal nascere al suo epilogo.

Complimenti al regista, nonostante sia tunisino, per aver reso e tirato insieme un film decisamente molto bello, drammatico, mai banale, una storia narrata.

Uno dei film che rivedrò volentieri. Un dramma della vita che apre gli occhi al mondo che cambia.

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torino78  @  12/02/2014 10:03:29
   7½ / 10
non so descrivere la sensazione di questo film... sembra quasi che ti conivolge a tal punto di portarti dentro la pellicola anzi... dentro la protagonista Adele... diciassettenne alla scoperta della sua omosessualità.

Invia una mail all'autore del commento NotoriousNiki  @  04/02/2014 13:44:45
   8½ / 10
Saturizzato il tema biografico dell'immigrazione fa un tuffo nel passato, agli esordi, e torna ad approfondire la tempestosa fase ormonale della pubertà, nel quale aveva ancora qualcosa da dire dopo 'La Schivata'. In quell'opera a dire il vero allestì questo 'teatro' nel cortile della scuola a contraltare a quello scolastico, nel quale un ragazzo per accattivarsi le simpatie di una ragazzina prese parte alla recita scolastica, e lunghe furono le sequenza a scuola, interrogazioni della professoressa, i compagni nei banchi tra sguardi assenti o ironicamente contemplativi, proprio come ne 'La vita di Adele', Kechiche dimostra di conoscere bene il mondo giovanile, delineando le figure femminile disinvolte ma prudenti, mentre il mondo maschile è molto più ermetico, interiore, timidezza che sfocia in apatia o in gratuita aggressività incapace di relazionarsi col mondo femminile. Tutto comunque restava lì, non si inoltrò nella sfera sessuale, quello è appunto lasciato a questo film, 'La schivata' si può considerare come un primo riuscito approccio a quel mondo e 'La vita di Adele' lo sviluppo. Qui è tutto strutturato con perizia, 3 ore ma non lascia pellicola in più nelle sequenze, in Cous Cous' debordava volutamente a ricreare il realismo quotidiano, qui non taglierei neanche un cm di pellicola, è tutto localizzato, l'incontro già colpo di fulmine, le 2 cene con la famiglia intervallate dalle scene di sesso, Kechiche è meticolosamente preciso. Poi cosa che in Kechiche non avevo ancora avvertito è questo lirismo, soffermarsi sulla bocca di Adele, talvolta buffa quando dorme, altre volte sensuale, inquadrata anche quando mangia gli spaghetti, che poi pian piano sfocia in bacio, e infine in carnalità, tutto un corpo ispezionato, fatto nostro, è un gran romanzo di formazione.
Garanzia è anche quando all'omosessualità non accosta il vittimismo, proprio come all'immigrazione, non ricorre mai ai topoi, è giusto farne un accenno nel gruppetto delle amiche, anche per insinuare in lei quando intraprenderà la carriera da maestra quanto sia meglio evitare poichè non tutti i genitori hanno una visione 'svezzata', il passaparola, il tam-tam possono rovinare una vita. Ciò che consuma con l'altro maestro l'ho percepito come un'immolazione non un mero lusso sessuale, ma un tentativo di non far palesare l'altra sessualità, dato che qualche sospetto già era balzato. Per il resto condivido anche quest'anno la Palma d'oro, dopo 'The Tree of Life' e 'Amour', i gusti della giuria di Cannes aderiscono ai miei, in questi 3 anni sono le pellicole che ho preferito nel proprio anno solare. Infine un ultimissimo commento per Adèle Exarchopoulos, la regia di Kechiche aiuta, guardare anche il bacio in contro luce sulla panchina, visivamente uno spettacolo, nei primi 4 film ha già fatto vincere alle sue giovanissime protagoniste 2 César, ma la ragazza ci mette di suo per rispondere bene ai primi piani, genuina sensualità, 2 begli occhioni espressivi.

maitton  @  27/01/2014 12:06:15
   6½ / 10
la vita di adele e'un film d'amore; puro, vero, sincero.
e'trattato nel modo giusto (a parte qualche sbavatura narrativa, ma ci sta in tre ore di film), e per questo merita rispetto.
quello che proprio non mi spiego, sono gli effetti speciali.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  15/01/2014 14:39:07
   8 / 10
Kechiche racconta in maniera diretta ed altresì delicata una storia di formazione sentimentale.
La vita di Adele è un racconto d'amore e di vita, in cui il sesso è parte integrante ma mai visione morbosa.
La bellezza delle protagoniste è sottolineata dagli innumerevoli primi piani dei volti freschi ed espressivi e dalle inquadrature lunghe e ammiccanti al neorealismo dei corpi e delle gestualità.
Bravissime le attrici.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  09/01/2014 00:07:08
   7½ / 10
Non adoro in maniera particolare Kechiche, ma questo è un film piuttosto coraggioso, non tanto dal punto di vista tematico, quanto da quello puramente stilistico. Leggendo la trama è possibile cadere nella trappola del cosidetto provocatorio, ma il regista non cerca assolutamente questo. Il coraggio è quello di impostare il film sui volti e sui corpi dei protagonisti e ci riesce benissimo per tutta la sua considerevole durata. L'insistenza della camera stretta e dei primi piani evidenzia tutte le sfumature dei personaggi, i loro sentimenti, le loro emozioni e cambiamenti di umore con una naturalezza da rendere straordinario un vicenda in fondo ordinaria.
La scoperta della sessualità, la nascita di una passione, il consolidarsi di un amore fino al suo zenith e la caduta fino al suo naturale epilogo con estrema naturalezza senza la minima concessione ad inutili fronzoli. Una storia d'amore che nasce e finisce come tante altre, come le tanti fasi di una vita che si aprono e si chiudono.

barone_rosso  @  07/01/2014 22:33:28
   5 / 10
Lato positivo: molto realistico, ben realizzato.

Lati negativi:
- L'attrice che impersona Adele, pur essendo molto bella, recita come un pesce lesso, un pochino meglio invece l'altra. Certamente di questo film non si possono notare in generale prove attoriali degne di nota. Molto piu' brava la protagonista di "Giovane e Bella" ad esempio.
- Dura un'eternità senza motivo: il film è pieno di tempi morti assolutamente inutili.
- Le scene porno lunghissime, per quanto ben fatte e realistiche, e anche piacevoli da vedere, non aggiungono nulla ad un film che dovrebbe essere drammatico. Se voglio vedere un porno, so dove trovarne di migliori e senza inutili dialoghi fra una scena e l'altra :D
- La trama è vuota come una zucca vuota, ed anche inconcludente (e questo purtroppo fa scendere il voto sotto la sufficienza). Due ragazzine lesbiche, una piu' matura e una che scopre la sua sessualità.... Poi litigano... Poi basta... Wow.... Che sonno... Ora capisco le scene porno, servono per tenere sveglio lo spettatore.

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Ultima risposta 11/01/2014 16.03.38
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kako  @  07/01/2014 01:54:56
   8 / 10
realista in maniera estrema, La Vita di Adele ci mostra la storia di un'adolescente che scopre la sua sessualità e l'amore in una maniera che non può non colpire. Tutto è lanciato a mille sullo spettatore, curato in ogni particolare e perfettamente credibile e reale, un vortice di emozioni, dalla felicità, allo smarrimento, alla disperazione, perfettamente descritte e rese sullo schermo. Ogni aspetto delle vite di queste ragazze è reso in maniera convincente, e non si può restare indifferenti. L'amore, le difficoltà, le scoperte, gli sbagli, le conquiste, la crescita, le sconfitte, le paure, il coraggio.. tutti i sentimenti, tutto ciò che trasporta le protagoniste e tutto ciò che le rende quello che sono è analizzato, in una caratterizzazione resa ottimanete e in una vicenda che nel suo realismo è spiazzante e trasmette profonde riflessioni. La durata forse si è un pochino eccessiva, così come, le necessarie scene di sesso, sono troppo lunghe, ma questo non inficia l'ottima riuscita di questo film. E poi le due protagoniste, veramente bravissime, sopratutto Adele, riesce a trasmettere un pathos e tutte le emozioni che prova la protagonista della vicenda in maniera credibilissima e convincente.

Ch.Chaplin  @  06/01/2014 14:07:33
   8 / 10
ottimo film, ottima fotografia e montaggio. non spendo altre parole per ripetere ciò che si è già detto, cioè i motivi per cui questo "Vita di Adèle" è un masterpiece. Piuttosto due critiche: la lunghezza, soprattutto delle scene hot, è quasi fastidiosa. Lo stesso, sebbene capisca benissimo che sia la modalità espressiva adottata dal regista, vale per gli esasperati primi piani. Nel complesso ne vale davvero la visione.

farfy  @  30/12/2013 23:17:29
   7½ / 10
I film francesi hanno la particolarità di essere visceralmente realisti nel raccontare sentimenti e emozioni che percorrono frammenti di vita di persone nella loro quotidianità. Tutto questo garantisce un'immersione e una voyeuristica intrusione dello spettatore sull'esistenza dei personaggi.
Il regista di questo film decide di rimanere freddo, quasi impassibile, nel raccontare questa piccola/grande storia, indugiando però su primi piani che svelano gli umori della protagonista. Una recitazione così naturale e spontanea, ti fa quasi dimenticare che si tratta di finzione. Non credo però che si assista ad un capolavoro così come è stato descritto, anzi, trovo che la regia sia stata abbastanza furba nel narrare le vicende, i dialoghi e alcuni episodi, anche se indubbiamente belli, non mi sembrano così originali, ma "sciacallati" da altre pellicole. Comunque merita di sicuro una visione :)

NotturnoInRosso  @  26/12/2013 18:00:28
   7½ / 10
La vita di Adele è un film piuttosto ostico secondo me. Non per le, ormai famosissime, scene di sesso lesbo, quanto per il personaggio di Adele in se per se. Stiamo parlando di una ragazzina che pian piano scopre la sua sessualità; passo importante per l'età adolescenziale. Purtroppo però le sue scoperte le farà in compagnia di Emma che, in quanto al mondo tutto nuovo delle lesbiche, ne sa molto ma molto più di lei

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Adele è sostanzialmente una sconfitta, un'esclusa; una di quelle persone che brillano sempre di luce riflessa, mai di quella propria. Nonostante vengano mostrate tutte le buone qualità che anche lei ha, è Emma la vera "star" della situazione. E' lei che sarà sempre a suo agio insieme alla buffa compagnia di persone "alternative" (termine orribile ma passatemelo) mentre Adele se ne terrà sempre un pò fuori, sul limitare. La sua incapacità di lasciarsi andare all'amore non solo fisico la ucciderà piano piano, mentre Emma crescerà e imparerà a vivere e convivere con e nella vita. Questo farà si che

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Adele negli anni della convivenza vivrà parte della propria vita, con le sue soddisfazioni e mancanze, e molto della vita di Emma. I suoi sogni saranno i sogni di Emma e, i suoi traguardi, pure. L'allieva finirà per bruciarsi e diventare cosi una figura triste e solitaria mentre la maestra maturerà, allontanandosi infinitamente da Adele ed i suoi errori. Non sappiamo se con il tempo la bambina un pò svampita avrà capito e sarà maturata oppure no, il finale lascia la questione in sospeso. Fatto sta che se il regista proverà a fare un seguito, beh, dovrà darsi parecchio da fare per farlo meglio. Il film è lunghetto devo dire, e in certi punti leggermente noioso e claustrofobico per via dei frequentissimi primi piani, ma comunque scorre e uno si fa tutta la pellicola senza problemi. Per quanto riguarda le scene lesbo, io non so se anche nella realtà siano cosi ma penso che il regista le abbia volutamente rese cosi "hot" per mostrare quali siano le basi su cui regge la storia tra Emma e Adele; la passione all'ennesima potenza. Con questo tipo di basi una storia non sarà mai "normale"; infatti quando entreranno nella routine di tutti i giorni la cosa si sfascerà in quanto

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A malincuore devo dire che questo film passerà presto nel dimenticatoio, nonostante sia obiettivamente molto bello e recitato con intensità. Non ha una storia vera e propria, e anche il fatto che il tema sia una storia lesbo, mi sa non gli darà quella appetibilità che cerca il pubblico. Di film su storie d'amore ne saltano fuori 200 al giorno, questo rientra tra quelli, anche se è splendido a parer mio. Comunque sia, è veramente un bel film, di quelli che ti scavano dentro, indipendentemente dal fatto che sia una storia omosessuale.

Mic Hey  @  17/12/2013 01:05:54
   7½ / 10
..finalmente un film di lesbiche :)
scusate la volgarità ma non bisogna per forza cercare chiavi di lettura intellettualoidi e troppo cerebrali laddove non occorre.

1 risposta al commento
Ultima risposta 17/12/2013 20.13.25
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento LukeMC67  @  09/12/2013 02:39:53
   9 / 10
Gli occhi, la bocca.
Il riferimento bellocchiano alla stupefacente interpretazione di Léa Seydoux e soprattutto a quella di Adèle Exarchopoulos non è casuale perché entrambe recitano principalmente con questi due organi e mi permette di affrontare subito la questione che più ha suscitato polemiche e riserve su questo film: le lunghe e insistite scene di sesso tra le protagoniste. Premesso che a me non hanno infastidito affatto, esse sono molto ben congeniali a due concetti che il regista ha voluto mostrare con forza: la centralità adolescenziale della fisicità nel rapporto passional-esplorativo vissuto dalle due, e in particolare da Adele, contrapposta alla distanza siderale che si scava tra loro dal momento del distacco da Emma e della crescita di Adele stessa. La devastante separazione, infatti, non avrebbe potuto risultare così definitiva e così carica di significati simbolici legati al passaggio all'età adulta di Adele senza aver mostrato con quell'intensità inusitata il sesso tra le protagoniste. Che, sia detto per inciso, non aveva proprio nulla di voyeuristico.
Perché Bellocchio, allora? Qualcuno ricorda la scena dell'amplesso ne "Il diavolo in corpo"? Ebbene, pure in quel caso (lo stesso fece Malle ne "Il danno" e in "Soffio al cuore"), Bellocchio pretese dagli attori di girare in tempo reale il loro amplesso, proprio a sfidare lo spettatore nel naturalismo più spinto ed estremo nel mostrare il sesso al cinema. Con la stessa efficacia, direi.
Liquidata questa "pratica", cerco di parlare dell'intero film.
Dico "cerco" perché mi è estremamente difficile poter scrivere di una pellicola che mi ha indotto un processo di totale identificazione emotiva col personaggio di Emma.
Dico "cerco" perché l'ho visto con la mia 17enne nipotina prediletta che, a sua volta, ha subìto un processo identificativo perfetto nel personaggio di Adele.
E perché per tutte e 3 le ore di proiezione non ho fatto che rivivere sulla mia pelle tutti gli stati d'animo e le situazioni dei miei amori più passionali, a cominciare dal primo.
Qui c'è già una vittoria completa di Kechiche che è riuscito a confezionare una storia che trascende generi e gusti sessuali per parlare direttamente di sentimenti, di passionalità e del farsi male nel crescere. La natura bisessuale di Adele mostra in tutta la sua potenza quanto Eros "colpisca" noi tutt* in quanto persone, prescindendo dalle barriere cultural-sociali che gli abbiamo costruito intorno per (tentare di) ingabbiarlo.
E l'ulteriore vittoria sta nel fatto che le 3 ore di proiezione passano senza il minimo calo di intensità emotiva e quindi di attenzione.
L'unico accenno alla specificità dell'amore lesbico sta nell'atteggiamento distante che Adele mantiene da chi la circonda (famiglia e amiche/amici in primis) provocando così un ulteriore disequilibrio nel suo rapporto amoroso con l'accettatissima, adulta Emma

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER. Disequilibrio che deriva anche da una differenza di classe sociale che si esplicita sempre più nel dipanarsi della vicenda.
Perché se "La vita di Adele" non è un capolavoro (Palma d'Oro comunque meritatissima, beninteso), di certo è uno dei migliori film sull'adolescenza che siano mai stati girati. Di tale intensità (anche fisica) mi viene in mente solo "Les Roseaux Sauvages" di André Téchiné.
Adele, praticamente sempre "fuori luogo" ovunque si trovi anche a causa della sua relativa semplicità e ingenuità culturale, vive le sue emozioni con incoscienza adolescenziale in pieno, buttandosi a capofitto e lasciandosene trasportare fino in fondo. L'incontro "fatale" con Emma le si ritorcerà contro proprio quando questa pretenderà di passare a una condivisione più mentale e spirituale (e quindi più matura), non contentandosi più di una mera sintonia fisica e istintuale.
Ma Adele non è pronta a superare la sua fisicità "animale" e non riesce ad aprirsi agli/alle altri/e veramente. Per questo la sua passione troncata resta intatta negli anni mentre Emma evolve, cedendo ai compromessi (inevitabili) della vita e legandosi definitivamente alla nuova compagna, sublimando nei quadri le sue pulsioni fisiche verso Adele.
Il finale aperto che ci dà Kechiche è l'unico possibile: o Adele crescerà, o sarà destinata all'insoddisfazione perenne, non c'è via di scampo (condizione oggi ben diffusa tra uomini e donne di ogni età e di ogni orientamento sessuale).
La cinepresa di Kechiche è incollata ai volti e alle silhouettes delle protagoniste e si guarda intorno solo se indispensabile, fugacemente. La fotografia contiene molto blu, quel blu del titolo della graphic novel alla quale si ispira questo film (comunque molto diversa: leggerla per credere). Il montaggio, sincopato e incalzante, non lascia sfuggire alcun dettaglio alla vicenda narrata (sceneggiatura solidissima, script di ferro!). L'unità di tempo è totalmente centrata su quella interiore di Adele: capiamo quanto tempo oggettivo passa solo dalle sue trasformazioni fisiche (un complimento al trucco) e comportamentali, per il resto il regista ci fornisce solo dei tratteggi.

All'uscita dalla sala, passata la sorpresa per quel che il film suscita, duole solo constatare la distanza siderale tra la visione multiculturale e pansessuale del franco-tunisino Kechiche rispetto alla nostra arretratezza italica: se anche da noi gli artisti cominciassero ad affrontare il tema della sessualità e del crescere in una società complessa come la nostra con questa apertura, chissà che non si riuscirebbe a evolvere socialmente...

gianni1969  @  05/12/2013 01:46:11
   9½ / 10
beh,che dire,dopo tre ore di visione vorresti continuasse ancora,merita tutti i premi

paride_86  @  30/11/2013 02:56:50
   7 / 10
Certamente non male come film, ma secondo me non è il capolavoro tanto decantato.
"La vita di Adele" tratta un'età molto difficile, ovvero il passaggio dall'adolescenza all'età adulta e racconta i desideri sentimentali e professionali della protagonista.
Affronta tutti gli argomenti con pertinenza e profondità, anche se scade nelle lunghissime ed estenuanti scene di sesso che, più che artistiche, potrebbero essere tranquillamente definite pornografiche - non che io veda alcunché di male nella pornografia, ma qui è totalmente scollegata dal contesto e fa virare il film nel vouyerismo più assoluto.
E' un film parecchio lungo senza essere noioso, emozionante a tratti e illuminato non tanto dalla brava protagonista, quanto dall'eccezionale e bellissima Lea Seydoux.

fiesta  @  26/11/2013 14:13:46
   8 / 10
Mi dispiace che il film sia sulle prime esperienze dolorose della vita, ossia quando prendere una decisione piuttosto che un'altra pesa solo ed esclusivamente su noi stessi, e che lo stesso sia vietato ai "diretti interessati". D'altronde Moccia con i suoi adolescenti indottrinati e le sue atmosfere ovattate e sterili fanno sicuramente meno male (.....).
L'incalzante mostrare il modo in cui Adele affronta i suoi bisogni fisiologici e' probabilmente il modo migliore di farci comprendere effettivamente essa come e'. E non credo si tratti di naturalismo bensi' di automatismi, fa parte della natura Emma, con i suoi codici sociali cosi' tanto utili alla razza umana (che e' parte della natura fino a prova contraria). Adele non ha codici, anzi ne e' completamente avulsa. A me da' l'impressione di un essere al di sopra delle parti, la sua sofferenza e' sentita, viva e senza vergogna cosi' come il suo essere un po' sciacquetta. Si ritrova in un mondo dove crede ci sia una maggiore liberta' e che questa possa quindi tramutarsi in una maggiore sincerita', ma si sbaglia perche' ogni societa' ha le sue regole che sia anche quella piu' bistrattata ( non e' certamente questo il caso). Adele quindi si ritrova inesorabilmente sola. Anche se qualcuno gia' la cerca.
La fotografia e' secondo me il reale punto debole del film, la realta' non e' sempre la verita', e questa fotografia sembrava una gastroscopia della realta'. Adele E. ha fatto certamente una buona prova ma e' troppo attrice per interpretare, se la si puo' interpretare, la sincerita' impersonificata.

spoonji  @  19/11/2013 14:29:32
   10 / 10
L'unico commento che posso fare per descrivere la bellezza di questo film è che quando esci dal cinema tu sei diventato/a Adele, il suo dolore e la sua solitudine te li porti fuori dalla sala e rimangono con te. Non mi era mai capitato prima con un film.

Lore.84  @  14/11/2013 14:06:17
   9 / 10
Uno dei film più intensi e profondi che io abbia mai visto… un Capolavoro!

La vita di Adele è un pezzo di vita, è un documentario sull'amore, un amore così trasparente e puro che quasi mette a disagio lo spettatore.
Abdellatif Kechiche, con un naturalismo e un realismo sublime, penetra nell'animo più intimo e profondo della protagonista scrutandone anche il più velato sentimento. Fin dalla prima immagine del film, il regista incolla la macchina da presa su Adele e non la lascia più. Mette a nudo tutte le sue emozioni, le accarezza il viso servendosi di continui primi e primissimi piani, cogliendo ogni suo sguardo, smorfia e sorriso.
La m.d.p. e Adele sembrano chiusi dentro una bolla lasciando tutto il resto fuori. Alla manifestazione di strada la m.d.p la segue per tutto il tempo lasciando il resto, dialoghi, rumori e presenti fuori campo. Non ha importanza cosa stia succedendo in quel momento, noi stiamo seguendo la vita di Adele e la protagonista è solo lei, la m.d.p deve seguire esclusivamente e solo lei, le sue emozioni, le sue paure, i suoi dubbi sull'amore, il suo conflitto interiore.
C'è qualcosa di impenetrabile e sensuale in Adele che la rendono unica in ogni suo gesto: nel mangiare, nel dormire, nel toccarsi i capelli. Quei capelli sempre in disordine, legati solamente da un elastico con il quale sembra avere un rapporto quasi ossessivo. Con la sua gestualità Adele rappresenta la vita, la sua interpretazione è straordinaria, è qualcosa di un'intensità così vera e pura da far venire i brividi.
Le 3 ore di film non si sentono, come non si sente il tempo che passa per Adele. Le scene sono portate all'estremo, prolungate sempre più del dovuto, come se il regista volesse dare, se ce ne fosse bisogno, quel pizzico di realismo in più. Ci rendiamo conto solo in ritardo, infatti, che si stanno consumando giorni, mesi, anni ma come nella vita non ne sentiamo subito il peso vero e proprio. Adele, invece, sta crescendo: dalle prime gelosie al primo amore, dalla scuola al lavoro.
Nell'ultima scena Adele si incammina sola per la sua strada, afflitta ancora dai suoi dubbi, timori e incertezze ma Adele sta diventando donna e ha ancora tutta la vita avanti!

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gano  @  14/11/2013 12:24:36
   4 / 10
Delusione assoluta. Il regista è un maniaco sessuale. Alcune scene (la maggioranza) non si capisce a che pro siano state introdotte visto che non dicono nulla, non aggiungono nulla e non trasmettono nulla (ad esempio tutte le scene alla scuola d'infanzia, al mare, o coi genitori). Dialoghi imbarazzanti al limite del banale, passaggi da anno ad anno in modo irrazionale, nessuna cura dei personaggi secondari che vengono introdotti solo per aggiungere una scena inutile in più. Il tempo il regista lo aveva, ma ha preferito riempirlo per lo più con queste scene inutili o porno.
Il rapporto tra le due molto forzato e freddo, saranno le attrici sbagliate boh.
Mi chiedo ma se in tutti i film decenti del mondo le scene di sesso sono ben diverse, ovvero più raffinate e meno grezze, un motivo ci sarà. mah.

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Ultima risposta 26/11/2013 18.19.59
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Invia una mail all'autore del commento OpheliaQueen  @  09/11/2013 21:46:12
   8 / 10
"La vita di Adele"è un'emozione a 360 gradi, la felicità dell'infelicità di una importante protagonista, onnipresente, rivelata, scena oltre scena...spogliata nell'anima. Inizialmente ero quasi disturbata dall'incessante primo piano, nonostante la splendida fotografia e leccellenza nelle inquadrature, poi, ho intenso l'intenzione e la scelta stilistica nel documentare continuamente lo stato d'animo, il viversi dentro...L'intreccio continuo di ambizioni che spesso non coincidono con la vera felicità, ma rtappresentano solo una precaria stabilità, nonostante di scelte si tratti! Ottima interpretazione....LODE!

sharins  @  09/11/2013 14:47:25
   4 / 10
Un film che ha deluso le mie aspettative. Dialoghi eccessivamente lunghi e banali, 3 ore soporifere accompagnate da scene di sesso anche'esse troppo lunghe (facevan quasi ridere). Non ho percepito le emozioni che il film vuole trasmettere, di chi scopre per la prima volta, nell'ingenuità dell'adolescenza, il sesso e l'amore.
Bocciato.

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massapucci  @  08/11/2013 01:24:39
   7 / 10
Certo un buon film, ma non un capolavoro come molti van gridando. Il film non è pesante, scorre bene e le tre ore quasi non stancano. A mio modo di vedere troppo prolisse invece le scene di sesso; immagini di sesso esplicito che si protraggono per troppi minuti in modo inspiegabile, tendendo alla lunga ad infastidire. Ad ogni modo niente di scandalizzante, ma avrei preferito durassero meno, dato che il film nel suo complesso centra già di per sé l'obiettivo di demolire eventuali pregiudizi, rigetti sulla sfera relazionale tra persone omosessuali.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  07/11/2013 13:26:39
   9 / 10
Uno sguardo innamorato.
Una ragazza innamorata.
L'elitarismo messo a nudo.

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Ultima risposta 26/11/2013 13.04.09
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Fabbro75  @  06/11/2013 10:15:51
   8 / 10
Stupendo ritratto femminile, con un'interpretazione incredibile da parte della Seydoux. Avrei insistito un po' di più su alcuni aspetti della storia narrata


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ma si tratta comunque di un grande film.

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suzuki71  @  05/11/2013 15:06:40
   9½ / 10
Un film che sconvolge, ma non (tanto) per le dettagliate scene sessuali, quanto per l'incredibile capacità di trasmettere emozioni assolutamente vive. Alla scena della prima protesta giovanile, ero assolutamente inebriato dalla potenza evocativa del film. All'uscita dal cinema, per qualche minuto mi è stato difficile disconnettermi: era come se la mia vita fosse nel film, o se il film raccontasse le mie emozioni meglio di me.... se si aggiungono: interpreti straordinarie, sceneggiatura perfetta, regia intelligente.... chapeau!

p.òs.
Adele Exarchoupulos è da brividi.

Billibullo  @  04/11/2013 18:46:51
   6½ / 10
Ciao a tutti, a me è piaciuto (a mia moglie non tanto), è un pò troppo lungo e a volte è un pò peso, però a mio avviso è ben fatto con una bella storia, ci sono scene di sesso esplicito molto belle, bella sceneggiatura e bravini gli attori.

marcodinamo  @  04/11/2013 12:28:49
   4 / 10
Eccessivamente lungo, dialoghi al limite del banale, incompresibilmente premiata un'attrice che in tutto il film ha due espressioni(vestita e nuda). E nemmeno così originale.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  04/11/2013 10:43:06
   8½ / 10
leggeri spoiler

Non so cosa abbiano scritto altri su questo film, non leggo mai un rigo prima di non averne parlato personalmente.
Ma io non riesco ad analizzare La Vita di Adele solo in quanto film perchè non ce la faccio a staccarlo completamente dall'interpretazione immensa, incredibile, unica, della sua protagonista, la giovanissima Adele Exarchopulos.
Ma se non ci fosse stata lei, se ci fosse stata un' attrice normale questo film varrebbe così tanto?
Non è un caso che Adele, l'attrice, abbia lo stesso nome della protagonista perchè mai prima d'ora avevo visto un tale mimetismo, una tale capacità di restituire allo spettatore tutte, ma proprio tutte, le emozioni che una storia così può suscitare.

L'imbarazzo ai primi sguardi dei ragazzi, con quegli occhi che non vorrebbero andare a cercarli ma poi ci vanno lo stesso.
L'impaccio della prima chiacchierata con uno di essi con quelle frasi troppo veloci per dirsi tutto e niente.
L'indescrivibile sensazione della prima volta che, per caso, vede lei, con quelle gote che arrossiscono, lo sguardo che continua a cercarla per strada, l'improvvisa destabilizzazione di tutto, il colpo di fulmine se ne esiste uno.
La confusione di non sapere cosa si è, con quella prova di un bacio a quella ragazza e il vagare nei locali gay a cercare una risposta.
La nascita dell'amore con quelle prime parole al bancone, quel tentativo di sembrar distaccata e a proprio agio mentre il cuore e l'anima urlano dentro.
L'attesa del primo bacio, con quei movimenti impercettibili della testa che vuole resistere ma non ce la fa.
L'estasi del sesso, infinito, incontrollabile, la prova provata che è questa la sua dimensione.
La sottile vergogna di vivere una storia che difficilmente gli altri, e forse anche sè stessa, possono accettare.
La gelosia che arriva quasi d'improvviso, in quella festa, con lei che sta sempre con l'altra, l'altra col pancione, simbolo opposto di quanto sono loro, eppure sta con lei, sempre
Lo smarrimento di non capire più cosa è giusto e cosa è sbagliato, se si sta bene oppure no, se quella è veramente la strada da prendere oppure no.
La tremenda sofferenza e il violentissimo dolore quando Emma l'abbandona, la insulta, la manda via, con quegli occhi che si bagnano di lacrime e il tentativo, vero ma allo stesso tempo incerto, di difendersi.
La disperazione finale in quel bar, ultimo tentativo di provare a recuperare qualcosa o tutto, la disperazione che porta a un gesto insensato, la disperazione di capire che dall'altra parte non c'è più niente, la disperazione e la rabbia da dover celare nello scoprire che l'altra è quella della festa.
La finale sconfitta alla mostra, nel vagare tra i quadri in cerca di una decisione definitiva, la voglia di andarsene e l'orgoglio di restare, vince il primo, Adele si allontana di spalle

Quest'attrice ha saputo restituirci tutto quanto, con quel volto magnifico, quegli occhi che raccontano tutto.
Ed è incredibile come per almeno 2 ore e mezza delle lunghissime 3 totali la regia sia stata solo nel suo primo o primissimo piano, sempre, come mai avevo visto prima. Saper raccontare a 19 anni tutte quelle emozioni, saperlo fare con la macchina da presa sempre, ma proprio sempre, a un palmo di naso, fanno dell'interpretazione della Exarchopulos qualcosa di eccezionale, talmente grande da oscurare il film stesso.
Film che nella sua bellezza ha comunque i suoi difetti con quelle scene sempre portate allo sfinimento, specie le feste (si potrebbe ricavare tranquillamente un film da 2 ore), con alcuni personaggi, vedi il maghrebino, buttati un pò là, con la sensazione di trovarci davvero dentro una vita vera e vissuta ma tutto narrato un pò troppo linearmente.
E anche la famosa scena di sesso, esplicito come raramente si era mai visto prima, è sì necessaria, assolutamente necessaria, perchè se lo spettatore non capisce fino in fondo la passione delle due protagoniste non potrà vivere allo stesso modo il film, ma comunque a mio modo di vedere leggermente esagerata, supera cioè il punto in cui può apparir lecito chiedersi se il regista cercasse lo scandalo oppure no.
Magnifica anche la Seydoux, molto più osannata della Exarchopulos anche se, a mio parere, non raggiunge affatto la capacità di raccontare il proprio animo della seconda.
E non so se è solo una mia lettura o quella più banale e scontata, ma ho avuto la sensazione che Emma non sia stata mai innamorata di Adele, che l'abbia quasi sfruttata per divertirsi.
Sono troppi i segni, quella chiacchierata alla festa con Lise -alla luce del finale affatto disinteressata- quella violenza nel cacciare Adele senza nemmeno cercare di ascoltarla, quella "freddezza" nel bar nel dirgli che è tutto finito. Freddezza che scompare solo nel tentativo maldestro di far sesso.
Ognuno interpreterà questa storia come crede ma non darei per scontato che la persona in difficoltà o non convinta di quell'amore fosse Adele e non Emma.
Perchè gli occhi di Adele in quel bar e in quella mostra sono occhi che parlano da soli.
Basta guardarli.

pernice89  @  04/11/2013 08:44:15
   9 / 10
Un film diverso dai soliti film hollywoodiani, dove non contano gli effetti speciali, ma le emozioni che le attrici riescono a trasmettere. La vita è rappresentata con grande realtà, almeno per quanto mi riguarda, in cui appaiono "difetti umani" che in genere vengono estromessi,

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Comunque, questa è una storia d'amore omosessuale

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intensa tanto quanto, se non di più, di una qualunque altra storia d'amore eterosessuale. Tale storia ti coinvolge parecchio, fin dal primo istante. Dura 3 ore, ma queste 3 ore non si sentono affatto.

Invia una mail all'autore del commento tnx_hitman  @  03/11/2013 21:48:33
   8½ / 10
La Vita Di Adele e' un invito ad assorbire 3 ore e passa di relazione omosessuale senza disprezzarlo.
Kechiche fa largo uso di primi e primissimi piani per immergerci completamente in un escalation di disperazione che la protagonista e' dovuta ad affrontare per ricercare la sua sessualita' incerta.

Arriva la co-protagonista Emma(Lea Seydoux) che fara' da contraltare ad un carattere fragile e altamente sfaccettato come quello di Adele, e sara' una linea guida per indirizzarla verso il mondo lesbo.

A volte il regista cerca di farci immedesimare in queste due ragazze che si godono la vita uscendo fuori dagli schemi di una societa' ripiena di preconcetti e codici etici da seguire alla lettera...
A volte calca la mano sull'interazione sessuale complicata da gestire con una longeva sequenza che gia' ha fatto discutere.
Non spiazzano le dosi di violenza iniettate in action movies o negli horror sadici...ma si deve gridare allo scandalo con La Vita Di Adele e con la sua scena piu' bella e significativa.

6 minuti di sesso...di intenso sesso che sfiora si la pornografia,ma solo cosi' facendo puoi metterti nella loro stessa condizione e aprire gli occhi,togliere i salami dagli occhi per comprendere un'analisi tra le piu' intelligenti fatte per questo tema.

L'omosessualita' non e'un concetto che deve suonare come un qualcosa di dispregiativo,ma deve essere sussurrato trattato con rispetto.Non c'e spazio per il disprezzo e per l'indignazione.
Kechiche ci invoglia a rompere le barriere della normalita' per ambientarci nella anormalita'e renderla sana,viva pulsante.

Un'esperienza da vivere in prima persona.Un'opera importante e giustamente premiato a Cannes con la Palma D'Oro.

Non mi dilungo piu' di tanto sul film.

Per la video-recensione vi metto il link:

http://www.youtube.com/watch?v=uI9Obx_JSR4&feature=c4-overview&list=UUfEYemP0J-uphdRbK_p4zeQ

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axel90  @  03/11/2013 21:44:05
   6½ / 10
Innegabile non dimostrare a questo film una forza emotiva spropositata, una giostra di emozioni formate da un realismo poetico, sconcertante nella sua resa ottima. Kechiche riesce nell'impresa immane ormai per un film moderno: rendere l'empatia della protagonista nelle "sole" 3 ore di film (cose che al giorno d'oggi si addicono di più ad un telefilm visto la maggiore mole di scrittura e tempo disponibile per poterlo raccontare), essere protagonisti e intimi di Adele, dalla sua scoperta sessuale, ai suoi cambiamenti e al suo dolore, facendoci innamorare a nostra volta di Emma, la ragazza dai capelli blu con cui poter passare per sempre il resto della nostra vita.
Ma, ahimè, non è il tanto vituperato capolavoro sbandierato. E' si un film forte, un film che rimane nella mente e nel cuore, ma affossato da tanti difetti.
Un po' vuoi per la durata eccessiva di oltre 180 minuti che si poteva snellire (e ribadisco si poteva oltremodo tagliare), un po' vuoi per questi primi piani che restituiscono un senso di carnalità e naturalità straordinaria, ma perlopiù diventano frequenti, vacui e insistenti, senza la minima finalità, quasi distorcono il racconto. Per non parlare poi di una storia di sé banale e stereotipata, senza un minimo guizzo di genialità o di creatività e il personaggio di Adele, ingenuo e ambiguo, senza una precisa identità (sia caratteriale che sessuale), incapace di cambiare o di accettare i cambiamenti, sempre pronta alla lacrima facile e con il moccio al naso, realistico si ma anche insopportabile e paradio*. Fuori discussione la bravura delle due protagonista che ci mettono anima e corpo in una prova attoriale memorabile. Buon film, ma per me lontano dall'essere il capolavoro decantato.

maxbld  @  03/11/2013 01:11:09
   10 / 10
Scusate, ma non riesco a trattenermi: devo gridare al capolavoro. Non ricordo di aver mai goduto di tanta potenza evocativa, di una capacità così profonda di trasmettere i sentimenti. Gli unici film che mi abbiano dato emozioni simili e così intense sono les enfants du paradis e la passion de jeanne d'arc. Davvero sconvolgente la carica espressiva delle attrici. Per me un lavoro innovativo, forse capace di creare una discontinuità, una nuova ondata, un progresso nell'arte cinematografica.

Invia una mail all'autore del commento cupido78  @  02/11/2013 18:53:53
   8 / 10
8. Due punti in meno rispetto al 10 che avrebbe meritato se il regista non fosse scivolato nella scena di sesso pornografica fra le due protagoniste. Un momento che ha distratto l'attenzione dai personaggi alle attrici, dalla storia di adele e emma all'esperienza sul set di adele e lea.
Il film è una risposta all'invasione di blockbusters che sta(va) riducendo il cinema ad un'accozzaglia di scene divertenti. Con la vita di adele si respira umanità, erotismo, vita. grazie grazie grazie.
tanto rispetto per il cinema francese che capitalizza una risorsa di origine turca da cui sono arrivati i migliori film degli ultimi anni.
In Italia un film del genere non sarebbe mai stato prodotto e comunque il sistema attuale ci avrebbe offerto come protagoniste la mastronardi, la chiatti o la rohrwacher. mi viene la pelle d'oca al solo pensiero.

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Ultima risposta 04/11/2013 23.30.50
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wuwazz  @  02/11/2013 11:03:25
   6 / 10
A mio parere, un film sopravvalutatissimo, che tra mille difetti ha il pregio di una sceneggiatura veramente notevole. Per il resto: molto stereotipato nel voler scansare gli stereotipi; eccessivamente lungo: per quanto la meravigliosa sceneggiatura possa alleggerire la visione, dopo due ore ho cominciato ad avveritire una certa pesantezza (tuttavia i propositi narrativi di questo film richiedono molto tempo per essere sviluppati adeguatamente, quindi forse c'è qualcosa che non funziona a livello di plot...); la scena di sesso è eccessivamente lunga, e manifesta la volontà del regista di voler (forse solo in parte) ottenere il successo attraverso lo scalpore di una scena che con l'intero. Di fatti, secondo me questo film verrà ricordato più per la presenza di quella singola scena, che non per il film in sé, che racconta (in maniera molto rarefatta, ma non certo perfetta) la vita e le vicende amorose di una ragazza che poi diventerà donna.

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Ultima risposta 07/01/2014 13.31.00
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Elmatty  @  02/11/2013 09:55:13
   9 / 10
Adele è una ragazza fragile che si fa trasportare dai sentimenti, tutto ha inizio da un singolo sguardo in strada con una ragazza dai capelli blu, dopo sarà travolta da una miriade di emozioni che l'accompagneranno negli anni avvenire.
Emma, invece, è una ragazza forte, convinta nelle sue idee e pronta a tutto per difenderle.
Una storia bellissima, vera e disarmante a tratti.
La purezza della vicenda viene esaltata dalle inquadrature di primo piano dei protagonisti che ci accompagnano per tutta la pellicola, dalla semplicità dei dialoghi, frasi comuni in cui noi possiamo identificarci.
Si apre un universo alla visione del film, c'è tutto: l'adolescenza con le sue incertezze, il pregiudizio di un mondo fatto di regole certe che non si possono infrangere con il rischio di essere giudicato, la vergogna che si prova quando si ha paura di deludere gli altri per le nostre scelte, l'amore puro e vissuto intensamente fregandosi di tutto e tutti, l'intenso dolore per la perdita della persona amata.
Un'intensa esperienza che la sua semplicità a volte ti spiazza nel susseguirsi della vicenda, in alcune scene ci si ritrova sorpresi e increduli alle reazioni degli'altri al conoscere la storia delle due ragazze.

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A mio parere discutibile le scene prolungate di sesso: giustissimo documentare la veridicità della storia ma il dilungarsi troppo su di esse risulta un po' volgare e toglie un po' della magia che si era creata (perfino le attrici hanno avuto da ridire al regista su questa questione).
Un'esperienza che non lascia indifferenti e ti pone domande su cosa effettivamente significa amare davvero una persona e sulle conseguenze che può portare, nel bene o nel male.
Straconsigliato.

franzcesco  @  01/11/2013 02:32:40
   8 / 10
Vita vera.
Ti fa entrare in modo "sano" dentro la protagonista vivendo con lei la sua turbata adolescenza.
Il film affonda ogni colpo scavando fino in fondo le esperienze di Adéle nel periodo della maturazione... famiglia, amicizie, amori, sesso.
Ce ne fossero di più di film così...

dils  @  31/10/2013 10:09:15
   10 / 10
Semplicemente splendido! Un film che emoziona e sorprende, nella sua più intima e profonda limpidezza .Kechiche come di consueto non delude, anzi ci ammalia e cattura con la storia di una giovane adolescente che scopre se stessa e la sua identità sessuale. Fin dal primo minuto sono stata rapita dalle inquadrature in primo piano dei personaggi, è stato come viverli nel profondo, nei loro gesti più intimi e quotidiani, sembrava quasi non si accorgessero di essere ripresi dalla telecamera tanta la naturalezza della recitazione. Il regista ci regala uno squarcio di vita letto in chiave intimista e realistica. Le interpretazioni delle due attrici meritano tutti gli elogi delle critiche, risultano vere, naturali, con una maturità e un assoluta consapevolezza del ruolo che stanno interpretando. Peccato che come al solito hanno dovuto tradurre il titolo, quello originale blue is the warmest color era molto più bello e il richiamo dello stesso si legge in tutta la pellicola a partire dal colore di capelli dell'intrigante Emma. Che dire cinema puro, strepitoso, emozionante un momento di straordinaria poesia.Standing ovation per tutta la crew!!!!

Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  30/10/2013 12:56:23
   9½ / 10
Un capolavoro dei nostri tempi.
Il racconto di un'educazione sentimentale fatta di slanci, sguardi, tenerezze, paure, errori, sesso, e ancora sesso. Un vortice dove a parlare sono i volti di due protagoniste in perfetta simbiosi e complementarietà. Kechiche non stacca la macchina da presa dalle due protagoniste, incapaci di relazionarsi con il mondo esterno, la natura, gli altri. Quasi attraversandolo. Come fa lo stesso regista in un crescendo drammaturgico tanto programmatico quanto asciutto, vero.

La grande forza di questo film è la non politicità dell'assunto, non stiamo parlando di omosessualità, di pro e contro, di omofobia. Ad uscirne scottati e raccontati sono le persone, non le loro etichette. I loro sguardi malinconici alla ricerca di un bacio, di una verità, di una passione. Le scene di sesso sono realistiche, carnali e violente come è il Sesso nella vita reale, le carezze e le parole subito dopo rimangono come la vera "pornografia" del film.

E alla fine del film, dopo tre ore di immersione pura (altro che Gravity...) ritorna alla mente il primo incontro tra le due, quel corteggiamento impaurito, gli occhi fanciulli di Adele e il sorriso enigmatico di Emma. E si prova un senso di perdita, di dolore. Di immensa malinconia. Un cinema in grado di emozionare senza ricattarti. Un cinema raro.

Immensa la prova di Lea Seydoux, la ragazza (la persona) dai capelli blu che tutti desideriamo incontrare. Almeno una volta nella vita.

kerkyra  @  29/10/2013 18:18:41
   8½ / 10
Raramente ho visto un film così asciutto e poetico nel raccontare la dilaniante sensazione di abbandono che si prova nel momento in cui il partner che ami non ti vuole più. Lo consiglio vivamente.

Larry Filmaiolo  @  28/10/2013 17:19:20
   7 / 10
mi piacerebbe per un attimo andare al di là degli aspetti tecnici del film (impeccabile il realismo e la cura ai particolari: cenere di sigaretta, macchie di pomodoro comprese) e dell'indiscutibile bravura delle interpreti. A livello contenutistico ho ricevuto l'impressione del racconto di una storia d'amore -potente, sì; con incredibile prolissità per quanto riguarda la messa in scena dell'atto, sì- prima ancora che di un romanzo di formazione in immagini. Quello che mi chiedo è: chi avrebbe mai fatto un film del genere se la relazione in questione fosse stata di natura eterosessuale? Lungi da me omofobia e palle varie. Ma quello che mi chiedo è: usare così il fattore omosessualità e per giunta in una francia dilaniata dalle polemiche, affrontare il tutto con piglio da regista illuminato, ridondanti artifici tra cui gli alla lunga insopportabili primi piani e citazioni pseudo filosofiche...siamo così sicuri di voler gridare al capolavoro? mi sembra un po' facile.

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Ultima risposta 03/11/2013 14.24.38
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Invia una mail all'autore del commento lostbannerman  @  28/10/2013 16:21:43
   8 / 10
È un film che ricorderemo per molto tempo?
Sì, probabilmente sì! Il tema è sicuramente affrontato come pochi hanno fatto prima.
Il tutto è stato diretto e curato in modo ottimale.
Fotografia e musiche efficaci.
La neoattrice ha il potere di affascinare e sedurre migliaia di cinefili.

MA in tutta onestà non ritengo possa essere annoverato nella categoria
dei film con la "F" maiuscola. Mi viene in mente "The Reader" o "Buttefly kiss" e già questo film si adombra.

Una bella storia, qualche scena intensa, un po' di poesia e di romanticismo...tanto da giustificare un otto pieno, non di più!
Buona visione

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Caio  @  27/10/2013 21:25:22
   10 / 10
Dal mio punto di vista un'esperienza cinematografica unica nel suo genere.
Un documentario sulla vita interiore, naturalismo cinematografico nella sua accezione più profonda. La macchina da presa penetra nell'intimità della protagonista toccando profondamente le corde emotive dell'osservatore al punto da destare disagio, imbarazzo. E' un film di straordinaria intensità, forse non adatto a tutti perchè è tutto estremamente reale, compreso il sesso.
Lo consiglio vivamente, sicuramente diverso da ogni film visto fino ad oggi. Affermare che la protagonista sia a dir poco straordinaria è poco, vedere per credere.

Badu D. Lynch  @  25/10/2013 15:56:43
   9 / 10
"Il capolavoro tanto atteso : ora sappiamo che la vita non è un film, ma questo film è la vita!"
- Federico Pontiggia, il Fatto Quotidiano -

La Vie d'Adele è la storia di ogni spettatore. L'ultima fatica di Kechiche è una pellicola di una sincerità sconcertante : è un meraviglioso specchio filmico che riflette le gioie, le delusioni e le passioni sentimentali del pubblico ; è l'irruzione totale dei ricordi, la festa delle reminiscenze e, soprattutto, la manifestazione cinematografica della realtà passata, presente e futura ; è l'eternità di uno sguardo che sconvolge, che spoglia, che disinibisce, che libera. Il regista tunisino realizza una potentissima odissea amorosa, l'invasione definitiva delle emozioni nei confronti dello spettatore ; eccitazione e agitazione, il pubblico non ha scampo, è messo di fronte alle proprie debolezze, nudo, soggetto pulsante del dipinto in movimento di Kechiche. Ecco i sentimenti messi n esposizione, in mostra ; ecco il turbamento di chi osserva, di chi sente, di chi vive ; ipnotizzati dal proprio riflesso, è tutto davanti agli occhi di chi guarda, davanti al cuore di tutti. Confrontarsi, riscoprirsi. La Vie d'Adèle è un film ineluttabile, indispensabile nella sua naturalezza esistenziale ; è la scarnificazione del romantico, la purezza del sentimento ; è un'esperienza già vissuta nella vita quotidiana, immagini estrapolate dalla memoria di ogni uomo o donna, e impresse su pellicola : l'opera di Abdel Kechiche è prima di tutto un film nato nell'universo interiore di ogni spettatore, già presente nella mente e nel cuore di (quasi) tutti ; è la realtà collettiva che diventa film : un unico flusso emotivo che collega visceralmente immagini mentali e filmiche - un tornado passionale pronto ad abbattersi sulla fragilità del ricordo sepolto, che dorme, quello dietro l'angolo, che pulsa, fresco, che vibra.


Il vizio intrinseco dell'acqua, del Blu.

Il Blu dell'essere umano. Libero, senza inibizioni. La naturalezza della passione, inevitabile e perforante. Non si può respingere il cuore, l'attrazione, l'Amore. Liberi di amare, a prescindere dai vincoli sociali e religiosi, liberi da ogni tipo di oppressione vitale. La pesantezza irrefrenabile del Blu, il sentimento, la natura umana. Il Blu è l'infinito, profondo ed eterno nella sua delicatezza. Fatiscente ed immortale espressione dell'anima, il Blu. Il Blu del suo sguardo, che stravolge l'esistenza, dona la vita, speranza e perpetui dubbi con cui confrontarsi. Gli occhi magnetici, che capovolgano le castranti certezze, la falsità di ogni ordine prestabilito. Il Blu del magnifico e nobile disordine, dell'ipercinetico movimento coscienziale. Trepidazione. Il Blu dei suoi capelli, danzanti, in espansione nell'immaginazione fervida di Adele. Il Blu dei fumogeni, nei cortei, nel dichiarare ad alta voce la propria sessualità. Il Blu del cielo, in autunno, osservarlo come due fragili sognatrici, immerse l'una nell'altra - il bacio. Il Blu dell'arte, del dipinti che raffigurano la nudità dello spirito, del corpo, della presa di posizione ; il Blu che Emma dedica ad Adele. Il Blu pesante, inesorabile, fatale, degli occhi dell'altra, della gelosia viscerale ; il Blu delle porte, delle finestre della solitudine - spalancate. Il Blu violento, che rilascia lacrime dagli occhi, quegli occhi - l'ira. Il Blu del mare, così immenso e così vuoto, che tiene a galla la disperazione, la mancanza, il dolore che non affonda. Il Blu definitivo, della consapevolezza, dell'abito : il Blu è in lei, quello iniziatico, della svolta ; quello che le cambiò la vita, quello che non le si scrollerà mai più di dosso. Il Blu della presa di coscienza, il Blu che ora è pronto a rinascere, che in futuro sconvolgerà la vita di un'altra. Il Blu è il colore del proprio Io che prende forma, della propria sessualità che sta in piedi da sola. Il vestito Blu di Adele è emblematico. Il Blu è solo l'inizio, il Blu continua, il Blu è dentro e fuori. Il Blu è l'amore, è tutto - l'inizio e la fine, in eterno.

La Vie d'Adèle racconta una storia d'amore tra due ragazze, un amore totalizzante, senza aggettivi : tutto comincia dalla presunta certezza dell'eterosessualità della protagonista ; si passa poi allo sconvolgimento iniziale della propria dimensione sessuale - l'incrocio di sguardi con Emma, fatale ed iniziatico -, al manifestarsi dei desideri più reconditi di Adele che trovano il proprio sfogo attraverso la notte, di conseguenza mediante il sogno, in cui scoppia la propria sessualità latente, passando poi per l'incontro reale, carnale, in cui tutto sarà confermato, in cui tutto avrà inizio. Adele è pedinata straordinariamente, dall'inizio alla fine, dalla m.d.p. : una continua mobilità filmica, che si fonde con gli sguardi, con le movenze, con i sentimenti delle protagoniste di questa sensazionale vicenda. I primissimi piani sono sublimi, bellissimi : la trasparenza delle emozioni di Adele diventa tangibile ed è rappresentata in maniera divina. Il sentimento diventa palpabile : Adele si sacrifica completamente alla m.d.p., si concede al pubblico rendendo completamente palpitante questa incredibile avventura amorosa. In Cous Cous era la rotondeggiante pancia che si esibiva, danzando in maniera seducente ; simbolo di ciclicità, di vitalità, di speranza verso il futuro. In Venus Noire c'è un'impietosa danza deforme, massa carnale che si esibisce per dovere e non per piacere, simbolo di disumanità, solo per scopi economici, scientifici. In La Vie d'Adèle è la danza della vita che ha il sopravvento, si esibisce l'amore in tutte le sue sfaccettature, il sentimento è messo in primo piano e viene palesato in tutta la sua importanza e magnificenza, simbolo di totalità emotiva, passioni eterne ed effimere allo stesso tempo ; danzano gli occhi, i corpi, le labbra. L'immensità, l'apice di Kechiche. La Vie d'Adèle è la storia di tutti ; l'amore semplice, sincero, quello vero.

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Ultima risposta 25/10/2013 16.10.09
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