l'assassino abita al 21 regia di Henri-Georges Clouzot Francia 1942
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l'assassino abita al 21 (1942)

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locandina del film L'ASSASSINO ABITA AL 21

Titolo Originale: L'ASSASSIN HABITE... AU 21

RegiaHenri-Georges Clouzot

InterpretiPierre Fresnay, Suzy Delair, Jean Tissier, Pierre Larquey, Noël Roquevert

Durata: h 1.24
NazionalitàFrancia 1942
Generepoliziesco
Al cinema nel Novembre 1942

•  Altri film di Henri-Georges Clouzot

Trama del film L'assassino abita al 21

A Parigi vengono commessi degli omicidi tutti “firmati” da un misterioso Monsieur Durand. Il commissario Wens, che si è messo sulle tracce dell’assassino, arriva alla pensione delle Mimose al numero 21 di Avenue Junot, a Montmartre. Qui, tra la variegata fauna degli inquilini, si nasconde l’omicida.

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Voto Visitatori:   8,25 / 10 (4 voti)8,25Grafico
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Voti e commenti su L'assassino abita al 21, 4 opinioni inserite

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MidnightMikko  @  29/04/2012 16:05:20
   9 / 10
Strabiliante esordio (se non erro) di Clouzot, che ci regala un'opera che mescola sapientemente e con grandissima maestria poliziesco, giallo e commedia. Una sceneggiatura brillante e coinvolgente gestita da un cast di attori a dir poco fenomenali, su cui spicca un mastodontico Fresnay.
Clouzot dirige con mano sicura e con gran classe, regalandoci delle inquadrature che sono dei veri e propri quadri, per non parlare poi di certe scene da tramandare ai posteri, come quella finale. Bravo come sempre anche nella caratterizzazione dei personaggi e nel sottolineare l'ambiguità umana senza quel patetico pudore che contraddistingue la maggior parte dei film dell'epoca.
Da vedere

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  07/08/2011 14:31:21
   8 / 10
Un giallo molto atipico e dal tono apparentemente leggero che trasuda dai dialoghi molto vivaci, malgrado la vicenda di fondo segnata da una serie di omicidi. Già in questa pellicola sono seminati i semi che germoglieranno nel corvo. La linea tra bene e male, colpevolezza e innocenza è sottile. La pensione La Minosa contiene in sè quel microcosmo, allargato successivamente nel Corvo, composto da individui colmi di amarezza, egoisti e delatori per proteggere loro stessi.

Guinea Pork  @  11/02/2011 12:57:25
   8 / 10
E' un giallo bizzarro ma riuscito, quello che Clouzot allestisce per il suo esordio sugli schermi cinematografici. Trattato con i toni di una farsa, piuttosto che con la tensione e la crudezza di un thriller, spicca immediatamente all'occhio per la minuziosa caratterizzazione di tutti i personaggi, comprimari compresi. Tanti blocchi verbosi iniziali finalizzati alla presentazione dei ruoli, affatto sgradevoli e forti di una rassicurante leggerezza di fondo. Ad ogni modo, ciò non penalizza il ritmo da giallo che Clouzot si impone di orchestrare, con tanto di inevitabile (e gustosto) colpo di scena finale. Regia calcolata e precisa, attori credibili. Essendo un film nato durante l'occupazione nazista, molti non escludono la sottile metafora politica simboleggiata dall'assassino.

Crimson  @  09/11/2010 20:17:55
   8 / 10
Finalmente in dvd questo primo, imperdibile lungometraggio di Clouzot.
Un giallo appassionante condito da attori di prim’ordine, uno spiccatissimo sense of humour, un’abilità non comune di mescolare le carte in tavola e di confondere le idee allo spettatore riguardo l’identità dell’assassino, l’audacia con cui vengono tratteggiate le meschinità e l’ambiguità umana.
Pierre Fresnay è il protagonista: attore formidabile, in questo film anticipa a grandi linee il personaggio che interpreterà nel secondo e indimenticabile film del regista francese, nonché il migliore, Il corvo (1943).
Suzy Delair è una delle grandi attrici del cinema di Clouzot, anche lei anticipa un’altra e più celebre interpretazione, ossia quella per Legittima difesa (1947).
Il contorno del film è rappresentato dalla catena di omicidi contrassegnati dal singolare biglietto da visita dell’assassino, che si spaccia sotto uno pseudonimo. Il movente non ha una grande importanza, si rivela essere figlio di un nichilismo squilibrato ma non proprio delineato, dietro cui qualcuno vede una critica al nazismo. Non so se l’intento di Clouzot fosse in profondità esattamente questo, quel che è certo è che le dinamiche che si sviluppano e che emergono in questo film risentono fortemente di un sistema sociale molto confuso, in cui in qualche modo tutti i personaggi hanno modo di dichiarare una complice quanto – in fondo in fondo – agghiacciante fascinazione verso le gesta dell’assassino.
Del resto pensare ad un film francese girato in piena occupazione nazista, lascia più di qualche dubbio sulle sue reali intenzioni dietro un semplice giallo.
Al di là di questi aspetti indiscutibilmente di grande attrattiva che restano tuttavia nel campo delle allusioni, il film si dipana su uno script stupefacente per la qualità dei dialoghi serratissimi: i botta e risposta tipici dei film di Clouzot denotano un Cinema assolutamente innovativo e ancora freschissimo. Non è un caso che un grande regista contemporaneo come Quentin Tarantino, altro maniaco dei dialoghi, citi questa pellicola mostrandone la locandina nel cinema gestito da Shosanna nel suo ultimo Bastardi senza gloria.
La suspense è costruita con caparbia, e raggiunge il suo apice poco prima del finale mediante un artificio narrativo ad effetto tipico di Clouzot e che ha fatto scuola.
Da menzionare poi le soggettive dell’assassino in alcune delle prime scene del film.

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