l'argent regia di Robert Bresson Francia 1983
al cinemain tvanteprimearchivioserie tvblogtrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novitÓ NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

l'argent (1983)

Commenti e Risposte sul film Recensione sul film Invita un amico a vedere il film Discutine sul forum Errori in questa scheda? Segnalaceli!

Seleziona un'opzione

locandina del film L'ARGENT

Titolo Originale: L'ARGENT

RegiaRobert Bresson

InterpretiChristian Patey, Caroline Lang, Sylvie van den Elsen, Michel Briguet

Durata: h 1.25
NazionalitàFrancia 1983
Generedrammatico
Al cinema nel Maggio 1983

•  Altri film di Robert Bresson

Trama del film L'argent

Accusato a torto dello spaccio di una banconota falsa, un onesto e orgoglioso lavoratore diventa un pluriomicida e si costituisce.

Sei un blogger? Copia la scheda del film Sei un blogger? Copia la scheda del film

Voto Visitatori:   8,33 / 10 (6 voti)8,33Grafico
vota e commenta il film       invita un amico
Cerca il commento di: Azzera ricerca


Voti e commenti su L'argent, 6 opinioni inserite

caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi
  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  02/03/2021 02:03:48
   8½ / 10
Non intendo parlarne a lungo, salvo analizzare l'ottica dove tutto è lasciato allo spettatore e a quello che prova per questo Antoine "cattivo", come nei film di Chabrol o, successivamente, nei primi lavori dei Dardenne. Un epitaffio oscuro, antico moderno e implicitamente Morale, ma splendido

castelvetro  @  24/02/2010 15:41:09
   10 / 10
Ed eccoci qui, davanti a quest'ultimo testimone che Bresson ci ha lasciato.
L'ARGENT è un film davvero forte, come un pugno in un occhio, soprattutto per la parte finale. Stiamo parlando di un racconto di Tolstoj, rielaborato dallo stile inconfondibile di Bresson. Da vedere assolutamente...

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Invia una mail all'autore del commento wega  @  08/09/2009 19:42:41
   10 / 10
"L' Argent" è il Capolavoro ultimo di Robert Bresson. E' anche il film che mi fece dubitare della poetica dello stesso: quell' eleganza di ogni movimento - nel riporre i soldi, piegare la cartina stradale di Parigi, chiudere la scatola di una macchina fotografica -, nessuno fa così. Fortunatamente è durato poco. Se anche nelle ultime opere di Mizoguchi il denaro compariva sempre (in)direttamente come motore/degrado sociale e politico, Bresson, a modo suo, fa un film d' azione concentrandosi più sui vari passaggi di mano del denaro stesso; un male incurabile che dilaga (azione capillare) e, come un cancro, quando ci si mette anche il destino, non ha spiegazione comprensibile alcuna, e tanto meno che possa tenere. Credo questo volesse rappresentare Bresson, con questa tragedia dalla seppur opinabile messa in scena. Dalla Banconota Falsa di Lev Tolstoj, un ragazzo onesto viene ingiustamente accusato di spacciare banconote false. Perderà il lavoro, farà una rapina, tenterà il suicidio, gli morirà la figlia, perderà la moglie e nell' ultima inquadratura, confessa ad un ufficiale pubblico al bar: "Sono stato io a uccidere i proprietari dell' albergo per rapinarli, e a sterminare un' intera famiglia". Straordinaria sceneggiatura minimale in un film che dura 81 minuti e 3 secondi, e che non potrebbe durare 1/24 di secondo (1 frame) in meno. Thank You Robert Bresson.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  09/08/2009 07:37:09
   8 / 10
Bresson, come sempre si lascia in disparte. Affida ai fatti, ai gesti, alle poche parole, l’incombenza a raccontare. Eppure è proprio la sua astensione a rendere i suoi film così speciali, così profondi ed essenziali.
Anche questa pellicola ne rispetta il pensiero. Le emozioni, le sensazioni, divengono più intense perché ottenute con la privazione delle stesse. L’apparente vuoto emotivo si riempie dunque di significati, di codici, d’azioni inumane o a volte pietose, di poesia.
Qui il denaro - in “Au hasard Balthazar” diversamente era il povero asinello - diviene il simbolo del male stesso, dell’indifferenza e della cupidigia, veduto come un morbo che si propaga di mano in mano, in grado di trasformare un uomo in assassino.

1 risposta al commento
Ultima risposta 17/01/2010 09.39.31
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  18/01/2009 18:57:43
   7½ / 10
“L’Argent”, il Denaro come simbolo di una pulsione intrinseca che muove tutti i soggetti, portandoli a configgere e a renderli gli uni “carnefici” degli altri. Robert Bresson porta all’estremo il discorso contenuto in “Pickpocket” –nel quale si individuano, secondo una logica del ribaltamento, i prevaricatori dai sopraffatti- rappresentando un turbine di misfatti perpetrati da tutti i personaggi della “mise-en-scene”: ogni cattiva azione genera altre in una spirale di nequizie che aumenta vorticosamente fino a culminare nell’atto dell’omicidio.
Come non c’è ragione in un ordine prestabilito, in cui c’è chi “ha di più” soltanto in virtù di opinabili diritti quesiti (“Pickpocket”), allo stesso modo non c’è ragione nelle azioni nefande descritte dal regista ne “L’Argent”, le quali trascendono il senso di giustizia sociale per sfociare in una abusiva manifestazione di rabbia e di vendetta: ogni ingiustizia subita porta a perpetrarne delle altre di proporzioni maggiori.
Lo stile narrativo è freddo, asettico, e i personaggi si muovono quasi fossero degli automi: i loro rapporti sono meccanici, svuotati di qualsiasi umanità, e le loro azioni risicate ma tutte mirate ad esecrabili fini, secondo frammentata rappresentazione dei fatti. E in questi fatti insistono gli atti compiuti da soggetti letteralmente eclissati da un insensato e imperscrutabile corso degli eventi: la camera non li inquadra nei momenti salienti in cui agiscono, quasi a sottolineare il compiersi di qualcosa che esula dalla loro volontà fino ad eliderla del tutto. “L’Argent” diventa così un percorso nell’assurdo e impenetrabile cinismo dell’umanità a cui sembra fare eco –per la riflessione che l’attraversa- quell’opera grottesca dei fratelli Coen (“Fargo”) che verrà 13 anni più tardi ("E tutto per cosa? Per quattro biglietti di banca" cit.).
E’ sicuramente un film di difficile fruizione che, per la maniera in cui è strutturato, può legittimamente risultare indigesto; ma ciò non toglie che esso, per il sostrato filosofico che lo caratterizza, abbia una notevole dignità.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  08/03/2008 20:02:10
   6 / 10
Sono rimasto molto perplesso e quasi sconcertato dopo la visione del film. Con certe forme stilistiche “anticonvenzionali” si può essere indulgenti, ma solo fino ad certo punto; cioè fin tanto che lo stile o la forma astratta contribuiscono a rafforzare o a creare un certo tipo di messaggio o reazione nella mente e nell’animo dello spettatore. Qui ho avuto l’impressione che Bresson abbia un po’ esagerato con le sue caratteristiche stilistiche e che abbia finito per sconfinare (involontariamente?) nella maniera. Questa però è una mia impressione e posso anche sbagliare. Peccato che non ci siano altri commenti con cui confrontarmi.
Il film è ispirato a un racconto di Tolstoj (Il biglietto falso), che purtroppo non ho letto, ma che deve essere molto bello. La sete di denaro porta un giovane e ricco borghese a spacciare un biglietto di grossa taglia falso. Chi è “furbo” riesce a dare via il biglietto e a nascondere l’atto, non così il povero e onesto Ivon il quale si trova vittima di una serie di ingiustizie. Il suo carattere debole e remissivo lo porta a subire ogni genere di smacco (il destino gli si accanisce contro). Perde tutto, anche l’onestà e la dignità, e si riduce all’ingratitudine e all’assassinio pur di avere “l’argent”, il denaro, il principale strumento che ha “il diavolo” per diffondersi nella società umana. Nel finale sembra che ci sia un pentimento, un ravvedimento ma non si capisce come possa ormai servire.
Dalla trama potrebbe sembrare un film drammatico, intenso, coinvolgente. Invece si tratta di un film molto freddo, quasi astratto, dove si evita qualsiasi nota passionale, qualsiasi eruzione dell’animo. Gli attori hanno la stessa identica espressione passiva e smarrita dall’inizio alla fine. Le scene di violenza sono completamente nascoste o ridotte a simboli (una mano che spinge una giacca, il lavaggio di mani sporche di sangue, un’accetta che abbatte un lume). Le persone non hanno alcuna reazione o ribellione ma prendono tutto così come gli viene. Spesso si inquadrano i piedi, le mani e il busto dei personaggi, contribuendo alla sensanzione di “spersonalizzazione”.
Era così anche nei precedenti film di Bresson; però allora i personaggi avevano un po’ più di partecipazione interiore, una storia ben spiegata alle spalle oppure vivevano già in una dimensione astratta con i loro principi intellettuali (“Il diavolo probabilmente”). Questo sistema, applicato alla vita ordinaria di tutti i giorni, fallisce. Infatti non si ha l’impressione di vedere vita vissuta, ma semplicemente una messinscena per dimostrare un teorema morale. Quindi forse Bresson ha costruito artificiosamente un film per dimostrare come il libero arbitrio non esista, la volontà, la libertà siano solo illusioni: siamo solo marionette in mano al destino e agli istinti materiali più gretti.
Il presunto pentimento finale giunge in un momento in cui non si capisce quale utilità possa portare a Ivon, visto che l’esperienza del carcere l’ha già vissuta e non gli è servita a niente. Poi la tanto sbandierata “fede” di Bresson, qui proprio non si vede. E’ il diavolo che impera non certo D.io.
Sinceramente è un film troppo freddo, troppo astratto, troppo “dimostrativo” e poco vissuto. Lo stile tende a imprigionare l’espressione interiore e l’”estraniamento” dello spettatore finisce per provocare noia o rifiuto, piuttosto che stimolo alla riflessione. Peccato, perché la storia è bella e le conclusioni di Bresson non sono poi così campate per aria.

  Pagina di 1  

vota e commenta il film       invita un amico

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico

 NEW
#iosonoqui47 metri - great whitea cena con il lupoa chiaraa classic horror storya dayagente speciale 117 al servizio della repubblica - missione rioagente speciale 117 al servizio della repubblica: missione cairoagnesall my lifeancora piu' bello
 NEW
ariafermaarmy of thievesatlasattack of the hollywood cliches!bac nordbeckettbentornato papa'benvenuti in casa espositobing e le storie degli animaliblack widow (2021)blood brothers: malcolm x & muhammad aliblood red skyblue bayouboys (2021)britney contro spearscandymancapitan sciabola e il diamante magicocenerentola (2021)
 NEW
city hall (2020)codacome un gatto in tangenziale - ritorno a coccia di mortocoming home in the darkcon tutto il cuorecry machodau, natasha
 NEW
days
 NEW
demigoddemonic (2021)drive my car
 T
dune (2021)earwig e la stregaennio: the maestroescape room 2: gioco mortaleezio bosso. le cose che restanofalling - storia di un padrefast & furious 9 - the fast sagafear street parte 1: 1994fear street parte 2: 1978fear street parte 3: 1666figli del soleframmenti dal passato - reminiscencefree guy - eroe per giocofreedom (2021)i croods 2 - una nuova erai nostri fantasmiil bucoil cieco che non voleva vedere titanicil collezionista di carteil gioco del destino e della fantasia
 T
il giro del mondo in 80 giorni (2021)il materiale emotivoil matrimonio di rosa
 NEW
il migliore. marco pantaniil mostro della criptail ragazzo piu' bello del mondoil silenzio grandeil viaggio del principe
 NEW
illusions perdues
 NEW
i'm your manin the heights - sognando a new yorkio restoio sono nessunoisolation (2021)jodorowsky's dunejosee, la tigre e i pescijungle cruisekatela casa in fondo al lagola guerra di domani (2021)la notte del giudizio per sempre
 NEW
la padrina - parigi ha una nuova reginala ragazza con il braccialettola ragazza di stillwaterla terra dei figlilambl'amore non si saleave no traceslet us in
 NEW
l'incorreggible (2021)lucus a lucendo - a proposito di carlo levil'uomo nel buio - man in the darkmadresmadres paralelasmalignant (2021)
 NEW
marilyn ha gli occhi nerimarx puo' aspettareme contro te: il film - il mistero della scuola incantatamedusa: queen of the serpentmi chiedo quando ti manchero'mondocane (2021)nessuno ne uscira' vivono sudden moveno time to dienowhere specialoasis: knebworth 1996occhi bluoldparsifalpaw patrol - il filmpenguin bloomper luciopeter rabbit 2 - un birbante in fugapigqui rido ioquo vadis, aida?reflectionrespectritorno in apnearoom 9salvatore - il calzolaio dei sognischumachershang-chi e la leggenda dei dieci anelli
 NEW
shepherdsibyl - labirinti di donnasnake eyes: g.i. joe - le originispace jam - new legendsspin time, che fatica la democrazia!state a casasulla giostrasupernova (2021)the archthe book of visionthe boy behind the doorthe ghosts of borley rectorythe green knight
 NEW
the last duelthe manor (2021)the nest (2021)the night house - la casa oscurathe protege'the sparks brothersthe suicide squad - missione suicidathe voyeursthey talktigerstitanetoothfairy 3tre pianiultima notte a sohouna relazioneuno di noiunplanned - la storia vera di abby johnson
 NEW
venom - la furia di carnagevolami viawelcome venice
 NEW
yara

1021997 commenti su 46457 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Ultimo post blog

Speciali

Speciale SHOKUZAISpeciale SHOKUZAI
A cura di The Gaunt

Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net