la notte regia di Michelangelo Antonioni Italia, Francia 1961
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la notte (1961)

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locandina del film LA NOTTE

Titolo Originale: LA NOTTE

RegiaMichelangelo Antonioni

InterpretiMarcello Mastroianni, Jeanne Moreau, Monica Vitti, Bernhard Wicki, Rosy Mazzacurati, Maria Pia Luzi, Guido A. Marsan

Durata: h 2.01
NazionalitàItalia, Francia 1961
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 1961

•  Altri film di Michelangelo Antonioni

Trama del film La notte

Giovanni, uno scrittore di successo, e sua moglie Lidia, vanno a far visita al loro amico Tommaso che sta morendo in ospedale; subito dopo Giovanni si reca ad una festa di promozione del suo ultimo libro, e lei invece va a trovare i suoi. Tornati a casa decidono di andare al party di un miliardario che vorrebbe un libro sulla storia della propria azienda, scritto da Giovanni...

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Voto Visitatori:   8,14 / 10 (14 voti)8,14Grafico
Migliore regista (Michelangelo Antonioni)
VINCITORE DI 1 PREMIO DAVID DI DONATELLO:
Migliore regista (Michelangelo Antonioni)
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Voti e commenti su La notte, 14 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  02/05/2012 16:54:38
   8½ / 10
La discesa lenta e verticale dell'ascensore apre il film con lo sguardo che si consegna inerte al panorama alienante della metropoli. Le parole "amicizia" (l'uomo in agonia) e "sesso" (l'incubo della ninfomane) sembrano affermarsi macabramente solo in prossimità della fine, dietro le porte di un ospedale; un'altra sparizione lascia i protagonisti soli ai loro percorsi sull'inconsistenza della vita: tutto il film si svolge con l'amico che muore fuori campo. L'ombra della morfina e della fine imminente accompagna le vicende sentimentali della coppia che cominciano proprio da una camera accanto per poi proseguire fino all'alba del giorno dopo.

Antonioni riesamina i temi dell'Avventura calandoli in un'atmosfera più cupa e angosciante: la scomparsa del terzo è più tragica, il gioco dei triangoli si fa più complesso e cinico (la figura dell'amico è come rimpiazzata da quella della giovane della festa), la storia tra i due non si conclude con una carezza pietosa ma con un amplesso disperato.
Il racconto della disfatta dei sentimenti è risolto nell'arco di una sola giornata e procede per ambienti e stati d'animo: il vagare depressivo della donna nel pomeriggio, il disperdersi della coppia nella notte mondana, l'alba finale, gli scorci della città industriale e le sale della villa borghese: ancora una crisi amorosa, vissuta attraverso la sensibilità femminile, è sonda di un disagio esistenziale più esteso e profondo (ma è anche la crisi stessa di Antonioni che non sa più scrivere).
Il senso di apatia esce dall'esclusivo contesto borghese e si amplia soprattutto nelle sequenze del pomeriggio: un infinito dissolversi pedinando il vuoto della donna attirata da interessi insignificanti e transitori; il soggetto che si decentra e rimpicciolisce inghiottito dai particolari asimmetrici della metropoli; sconosciuti che sorgono e muoiono in uno sguardo o un'inquadratura; una serie di eventi estranei alla trama costeggia la passeggiata mentre scivola anonima in una sconfinata desolazione.

BulimicDream  @  27/03/2012 16:36:58
   9 / 10
Antonioni è uno dei miei registi preferiti, è così strano quanto il silenzio dei suoi personaggi stravolga il mio carattere e i miei pensieri. Un silenzio enigmatico, forse necessario, fortemente cercato. Una giornata e un cambiamento. Antonioni rappresenta ciò che sottolineava Virginia Woolf quando parlava di "moment of being", la condizione dell'uomo-errante e vittima di miliardi di simboli, di immagini, di sensazioni irrazionali (Mas*****nni attratto dalla ragazza dell'ospedale). La figura è sempre la stessa, l'antieroe, l'ulisse perduto se mi lasciate passare questo termine. Difficile parlare della trama, di una storia probabile, dei personaggi, perché bisognerebbe soffermarsi su ogni parola, su ogni passo, su ogni inquadratura e scelta del regista. Questo non è un film, è un manifesto dell'incomunibilità moderna e della perdità di sé. I personaggi sono alla continua ricerca di qualcosa di sconosciuto, forse nemmeno esistente, e allo stesso tempo odiano questo loro attegiamento di ricerca. Alla fine l'artista deve vendersi per sopravvivere o deve mantere viva la sua arte? La moglie deve scomparire dietro ad un falso sorriso e un tiepido silenzio o deve prendere posizione e rievocare l'uomo che amava concretamente? Mi fermo qui altrimenti cercherei di analizzare tutte le comparse per quanto sono rimaste impresse nella mia mente.

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  28/10/2011 18:09:16
   8 / 10
buon film.Si capisce e si guarda senza difficoltà(Antonioni in genere è regista per pochi)

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  12/01/2011 00:27:02
   7 / 10
Noia e apatia del vivere. E' un lento scivolare in questo malessere interiore ed Antonioni lo mostra ad uno stadio molto avanzato. Ci si accorge troppo tardi, difficile tornare indietro quando le persone o un determinato contesto non offrono arpigli su cui aggrapparsi. Il finale del film può offrire una possibile soluzione: la negazione stessa del malessere.

DarkRareMirko  @  30/12/2009 20:00:07
   10 / 10
Seconda parte della trilogia dell'incomunicabilità del regista, inizata da L'avventura e terminata con L'eclissi, narrante la storia di un'amore che piano piano affievolisce, sino ad un ambiguo finale.

Uno fra i tanti capolavori di Antonioni, al solito caratterizzato dai lunghi momenti privi di dialogo caratteristici del dotato regista.

Straordinari gli interpreti, Mastro.ianni in primis e molto curati e profondi i dialoghi, sopratuttto nella sequenza della festa.

La sequenza del party borghese ricorda almeno epr certi versi la simile critica visibile in simili sequenze riguardo la perdita dei valori in certe classi sociali vedibile ne La dolce vita di Fellini, altro capolavoro italiano sempre con Mastro.ianni.

Mai lento, seppur con pochi dialoghi, ogni 10 minuti riesce a stupire per le idee registiche (il gioco sul pavimento a cui si dedica la Vitti, la lettera finale, i dialoghi sulla crisi dello scrittore, ecc.).

Cinema d'autore da vedere.

paride_86  @  03/11/2008 00:44:25
   7½ / 10
Antonioni continua ad affrontare il tema dell'incomunicabilità all'interno di una coppia. Secondo me "La notte" è migliore de "L'avventura" perché approfondisce di più la psicologia dei personaggi senza utilizzare improbabili stratagemmi, come la scomparsa della ragazza nel precedente film. Si tratta di un film molto sincero, che lascia un barlume di speranza nel finale.

Gruppo STAFF, Moderatore priss  @  02/10/2007 14:03:24
   7 / 10
Benchè per molti il migliore della "trilogia" sia l'eclisse io gli preferisco "la notte" (giusto per amor di verità diciamo che comunque neanche questo film mi ha rapito il cuore), a renderlo meno estenuante è sicuramente la sontuosa fotografia in toni di grigio ed il fatto che la storia ruota attorno a qualche personaggio in più. Il suo maggior pregio è la suggestività.

4 risposte al commento
Ultima risposta 02/10/2007 14.54.39
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Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  20/09/2007 11:58:32
   7½ / 10
FILM SULLA INCOMUNICABILITA' DI COPPIA. QUELLO CHE MI E' PIACIUTO DI MENO TRA I FILM CHE HO VISTO DI ANTONIONI.

Sanjuro  @  18/08/2007 00:44:40
   9 / 10
Pellicola che sarà eguagliata in musica dal capolavoro, trenta anni dopo, degli Slint "Spiderland". Come nel disco sopra citato, per la maggior parte del tempo non succede assolutamente nulla, l' atmosfera è narcolettica, quasi esangue, si intrecciano suoni sfilacciati, quasi casuali e quotidiani fino ad una implosione cerebro-fisica che esplode e suona incredibilmente fragorosa per la contrapposizione al silenzio precedente. Una sorta di Fellini sobrio, svuotato di qualsiasi gioia, incapace a godere dell' inutilità e del feticismo verso i suoni e le ombre. 9 !

Equilibrium  @  31/07/2007 11:09:21
   9 / 10
film splendido, intenso, viscerale, girato splendidamente.
Se ne è andato un altro grande del nostro cinema e del cinema in generale.
In un giorno solo sono scomparsi Antonioni e Bergman, che tristezza.
Ciao Michelangelo

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  27/01/2007 23:10:59
   7 / 10
anche io come Kowlasky non sono rimasto convinto della prova della Vitti(e non solo)in questa opera che parla dell'incomunicabilita' della coppia!
Antonioni racconta una borghesia che ha trovato il benessere ma non la felicita',una societa' nella quale i vecchi valori sono ormai obsoleti mentre i nuovi non stanno ancora apparendo all'orizzonte."La notte" segna a suo modo un'epoca,proponendo riflessioni e immagini dalle quali non si puo prescindere per ricordare quel periodo,e il trucco per apprezzare al meglio il film è proprio quello di capirlo nel suo contesto storico...
detto questo penso che l'inizio in ospedale e la scena finale sono le cose migliori del film...all'interno (una volta apprezzato il discorso di sopra)ci si annoia un po...

Crimson  @  21/05/2006 23:17:55
   9½ / 10
Il secondo capitolo della trilogia del regista sull'incomunicabilità è quello che preferisco, anche se di pochissimo.
Non servono particolari parole per descrivere il distacco che intercorre tra Giovanni e Lidia. La camera sin dalla scena nell'ospedale si focalizza silenziosa sui loro sguardi, le loro gestualità. E' un film che attraverso il linguaggio non verbale esprime a mio avviso quasi nell'interezza il proprio significato. La sequenza nel locale notturno (la più bella per me assieme a quella finale), o l'abisso che sembra separare i due coniugi nella squallida festa borghese (associo parte di questa scena - il distacco tra coniugi - a quella del ricevimento di 'Eyes wide shut', ma può essere anche solo una mia impressione..). E poi le parole che sgorgano impetuose nel finale, quasi a seppellire tutto. Assistiamo allo sfogo di Lidia, una reazione che sembra aver serbato non solo per due giorni interi, ma per tantissimo tempo.
Un finale davvero sconvolgente, memorabile.
Personalmente ritengo questo film, come del resto tutta la trilogia, una delle vette assolute del cinema sull'incomunicabilità (e non solo) unitamente ad alcuni Capolavori di Bergman.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  29/12/2005 17:45:05
   8 / 10
Sicuramente tra quelli che ho visto finora il film più bello di Antonioni (ho visto Blow Up,Zabriskie, Professione Reporter e Cronache di un Amore), ma c'è ancora qualcosa che non mi convince...

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  05/11/2004 21:02:46
   7 / 10
NE conservo qualche vago ricordo, come ad esempio il party con intellettuali "veri", simbolo della crisi e del monolitismo della cultura borghese certo sono affezionato da sempre a "l'avventura" pertanto quest'opera mi sembra meno riuscita. La Vitti non è molto convincente: assume un volto ogni volta più malinconico, sembra abbia forzatamente ascoltato gli esistenzialisti francesi - in voga all'epoca - per recitare con Antonioni

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