l'amico di famiglia regia di Paolo Sorrentino Italia 2006
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l'amico di famiglia (2006)

 Trailer Trailer L'AMICO DI FAMIGLIA

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locandina del film L'AMICO DI FAMIGLIA

Titolo Originale: L'AMICO DI FAMIGLIA

RegiaPaolo Sorrentino

InterpretiGiacomo Rizzo, Laura Chiatti, Fabrizio Bentivoglio, Gigi Angelillo, Emiliano De Marchi

Durata: h 1.50
NazionalitàItalia 2006
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2006

•  Altri film di Paolo Sorrentino

•  Link al sito di L'AMICO DI FAMIGLIA

Trama del film L'amico di famiglia

Geremia de' Geremei, settantenne, usuraio, bruttissimo, lercio, ricco e tirchio, cinico ed ironico, ha un rapporto morboso, ossessivo, malato con qualsiasi cosa. Con la madre, il padre, i soldi, le donne, insomma con la vita. Per questo, pensa di essere solo. E invece non è solo. Sono tutti come lui. Siamo tutti come lui.

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Voto Visitatori:   7,66 / 10 (77 voti)7,66Grafico
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Voti e commenti su L'amico di famiglia, 77 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

MidnightMikko  @  13/02/2010 14.26.51
   9 / 10
Ottima terza prova di Sorrentino,grande cast,Giacomo Rizzo è talmente bravo da farsi odiare come il personaggio che interpreta. Regia e montaggio eccezzionali.

Dexter '86  @  17/01/2010 21.26.36
   8 / 10
Stavolta Sorrentino non raggiunge il livello de "Le conseguenze dell'amore" ma non ci va molto lontano. In questo caso racconta la storia di un usuraio di paese riuscendo nell'intento di rendere assolutamente sgradevole il protagonista che sembra incarnare tutte le caratteristiche peggiori che un essere umano possa avere. Il tutto come sempre è condito con riprese e scelte registiche fantastiche oltre che dialoghi veramente notevoli. Unica nota negativa è Laura Chiatti, la quale interpreta un personaggio importante ai fini della storia ma, per quanto sia caruccia, come attrice è assolutamente negata.

gandyovo  @  17/01/2010 18.07.37
   8 / 10
beh, la storia insomma.... però come è raccontata con la macchina da presa, le musiche i dialoghi. Averne di film così da vedere....

Bucefalo  @  25/12/2009 20.32.18
   6 / 10
Film sopravvalutato, buona la regia ma gli attori, tranne il protagonista, lasciano molto a desiderare. Un film crudo e scarno, in sintonia con l'ambiente della storia. Non mi è sembrato un film eccezionale.
C'è da dire che è un pò che il cinema italiano ci abitua a molto peggio. Speriamo per il futuro.

TheLegend  @  16/12/2009 2.40.01
   7½ / 10
Sorrentino sempre grande,a mio parere il miglior regista italiano.
Non è sicuramente all'altezza del suo capolavoro "le conseguenze dell'amore" ma resta un film molto valido.

popoviasproni  @  04/10/2009 21.03.59
   8½ / 10
Immenso il talento del regista, che dipinge, con elegante ironia, un personaggio unico ... e una società cinica, sciacalla e alla deriva.
Ottime le musiche, le interpretazioni, la fotografia, i dialoghi .... un capolavoro sbucciato proprio per quell'eccesso di stile e virtuosismo che mina la solidità dell' opera.

outsider  @  29/09/2009 17.57.20
   9½ / 10
Non prende il 10, seppur unico del suo genere e quindi semicapolavoro, per la non realistica rappresentazione di alcuni aspetti.
Chiatti da urlo, bellissima e bravissima e Giacomo Rizzo odiosamente e repellentemente bravissimo!
bellissima la scena del finto anziano super avvocato!

elio91  @  26/08/2009 20.21.16
   7½ / 10
Inferiore a Le conseguenze dell'amore ma sempre un buonissimo film di Sorrentino,certamente il regista italiano che preferisco. Ha uno stile particolare e unico,ci fosse in America uno come lui gia lo starebbero idolatrando come Tarantino(senza nulla voler togliere a quest'ultimo,regista di tutto rispetto).Giacmo Rizzo bravissimo,Laura Chiatti un pò meno in una storia che a tratti tocca punte grottesche altissime.Sorrentino mette come protagonisti dei suoi film sempre personaggi fuori dal comune e ne denota la caratteristica umana,tanto da renderceli amabili anche nell loro bestialità e Geremia ne è l'esempio lampante. Nulla da dire,difetto dela pellicola sono alcun punti non riusciti a differenza degli altri film del regista che si mantengono sempre su un tono buono per tutta la pellicola.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  16/06/2009 0.50.06
   8 / 10
Vero e proprio cinema d'autore di maniera ma mai eccessivo.
Calibrato nei tempi e mai prolisso, lento ma mai noioso.
Sorrentino è veramente il migliore regista italiano in circolazione, i suoi film sono un tripudio di tecnica cinematografica e di talento recitativo.

Sorrentino non sembra fare cinema italiano, si occupa delle location, non gli basta riprendere quattro monumenti di Roma al tramonto per fare un bel film.
Scova la lunare latina, non ha i numeri di telefono dei manager magnoni che hanno imposto un manipolo di attori italiani (alcuni buoni altri pessimi) come monopolisti assoluti del nostro cinema.
Scova il bravissimo GIacomo Rizzo che per molti era un caratterista per altri è stato una sorpresa e questo è grave.

Rizzo a Napoli è sinonimo di teatro e di recitazione, non a caso solo un regista napoletano poteva "rispolverarlo" e presentarlo nella sua vera forma (altro che comica).

Forse il film pecca in un finale un pò raffazzonato, dovuto ai tagli che il film ha subito dopo la tiepida accoglienza di Cannes (tagli comunque giusti visto che il film ha una durata perfetta, due ore sarebbero state eccessive).

Inoltre, Sorrentino, viva D.io, ha la capacità di far interessare il pubblico alle sue storie, di creare personaggi, lavora sull'immaginario collettivo, costruisce situazioni che vogliono colpire lo spettatore senza inutili provocazioni (che tanto vanno di moda nel cinema che ama definirsi d'autore).

Un film splendido e sopratutto tutto ciò che il cinema italiano dovrebbe essere.

Gui80  @  03/02/2009 1.46.02
   8 / 10
Anche in Italia si fanno grandi film...
Straordinaria interpretazione di Rizzo, che incarna alla perfezione un personaggio davvero notevole. Ben girato, a mio parere un film dove non si sbaglia una battuta...
L'argomento poi è molto forte.
Questo è il cinema italiano che mi piacerebbe vedere sempre!

Tommy Vercetti  @  05/12/2008 12.46.05
   9½ / 10
Il miglior Sorrentino finora insieme a Il Divo.

Straordinario capolavoro su quelle che sono effettivamente le possibili conseguenze dell'amore.
Un mostro più umano di quanto si possa immaginare, sopravvisuto al mal di testa, ad un padre assente, ad una madre che non vive più e ad un lavoro abietto. Sarà l'amore per una giovane donna a condannarlo alla fine. Perchè il mostro in quanto tale non può permettersi di essere felice ed essere amato come vorrebbe.

Capolavoro profondissimo e sorprendente, regia sopraffina, Rizzo è mostruoso nell'interpretare il mostro.

Un regista come Sorrentino nasce una volta ogni venti anni!

Gruppo COLLABORATORI The Gaunt  @  13/11/2008 19.07.02
   7 / 10
Mai mi sarei aspettato un caratterista come Giacomo Rizzo (a questo punto mi viene da pensare che il cinema italiano l'aveva messo da parte prematuramente), ergersi a protagonista assoluto con un personaggio squallido e abominevole. Il suo personaggio mostra qualche punto di contatto con il protagonista de Le conseguenze dell'amore per quel suo disincanto, fatto di frasi secche e taglienti che colpiscono nel segno.
La regia di Sorrentino è superba e dimostra che è uno dei registi migliori che abbiamo. Lo sviluppo della storia diventa un po' caotico nel finale: una scelta più scarna ed essenziale l'avrei preferita.

kankerstroben  @  08/09/2008 3.00.47
   7½ / 10
Bravo il regista nel trasmettere allo spettatore un senso di disgusto e rigurgito nei confronti del protagonista e del contesto in cui si trova.





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laide  @  04/09/2008 12.03.18
   7½ / 10
Gran bel film...ottima la regia, ottima interpretazione di Rizzo...talmente buona da rendere il film anche un po' "fastidioso" a vedersi, lasciando l'impronta di ribrezzo anche a visione conclusa...davvero ottima interpretazione...La Chiatti abbastanza scipita, ma non si richiedeva molto di più...da vedere, asslutamente

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  01/08/2008 13.01.43
   8 / 10
Ennesimo bel film di Sorrentino, che sembra non voglia sbagliare un colpo. Il personaggio di Geremia è reso in maniera approfondita e molto diretta da un bravissimo Rizzo, capace di riproporre sullo schermo un grande personaggio come già fù per Titta Di Girolamo. Devo dire poi che nemmeno la Chiatti mi è dispiaciuta: sicuramente non si può parlare di grande interpretazione, ma il suo personaggio era talmente vicino alla sua incapacità di esprimere emozioni e al risultare odiosa agli occhi dello spettatore, da farmi pensare che forse la scelta del regista non sia stata casuale.
Passando alla sceneggiatura, non potrei altro che elogiarla, visto il grande interesse che mi ha suscitato sin dall'inizio e il modo di mostrare la disperazione della gente comune di fronte al brutto e cinico strozzino.
Peccato invece per gli ultimi venti minuti, dove ci ritroviamo davanti ad un finale a dir poco scontato (mi ha ricordato molto il matchstick man di Scott, dove però il colpo di scena risulta più "veloce" e imprevedibile)!

Registicamente impeccabile, come già ci eravamo abituati ne "Le conseguenze dell'amore" e ne avremo la conferma ne "Il Divo", un film spietato, senza un personaggio positivo che possa accendere la fiamma della speranza!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Granf  @  02/07/2008 18.24.24
   7½ / 10
Se c'è qualcuno in Italia che può risollevare le sorti del nostro cinema, quello è senza ombra di dubbio Sorrentino. Lo stile e l'eleganza del regista sono ineccepibili, e si notano sin dalla prima splendida sequenza.
Detto questo l'Amico di Famiglia è un ottimo film, ma non del tutto riuscito. La regia è splendida (alcune trovate sono magistrali) e gli attori sono tutti in gran forma a partitre dall'ottimo protagonista fino a un Bentivoglio mai visto così.
La pecca del film è forse la parte centrale, non voglio considerarla proprio una pecca ma il film, in questo frangente, è un pochino lento e l'atmosfera cala, in particolare dopo che scopriamo la vera natura del protagonista e il suo ruolo all'interno del film.
La capacità di Sorrentino di dipingere la realtà di degrado e di precarietà sociale ma anche mentale dei luoghi in cui si svolgono i suoi film è unica. Il film è un ritratto reale è molto fedele di uno dei più grossi problemi che attanagliano il nostro tempo. A cui naturalmente si associano le vicende di vari e interessanti personaggi.
Sicuramente minore rispetto al suo film precedente quest'opera è comunque molto valida e merita assolutamente di essere vista.

cappellaio  @  26/06/2008 11.17.31
   7½ / 10
Un signor sorrentino.. grandi atmosfere, storia cruda ma rispecchia una situazione che lega lo strozzinaggio alla rovina delle famiglie tipica di alcune storie italiane...
Da vedere!

kiteneomare  @  04/06/2008 22.05.29
   9 / 10
Paolo Sorrentino è un genio!!!!
Grande film, grandi atmosfere, splendida colonna sonora!
Ottima la prova degli attori, in particolare del mitico Giacomo Rizzo, davvero straordinario!!!!!!!

Invia una mail all'autore del commento Drugo Darko  @  21/05/2008 3.51.38
   8½ / 10
"perchè un limite c'è ma io non lo conosco"

Satyr  @  20/05/2008 12.33.21
   7½ / 10
La deformità e la superficialità dei rapporti umani,il potere del di0 denaro e dei beni materiali,l'avarizia e la pardita del sentimento,la mancanza di felicità e la lucida fotografia di un'anima persa nel quotidiano...Sorrentino si distacca in maniera netta dall'elegante e sofisticato "Le Conseguenze Dell'Amore" e il risultato ancora volta viaggia verso livelli altissimi:frasi a effetto,dialoghi intensi e brillanti,tensione altissima (soprattutto nella prima parte),attori in palla (fantastici Giacomo Rizzo e Fabrizio Bentivoglio) e regia da urlo.Peccato che talvolta lo schema utilizzato crolli nella ripetitività più assoluta,con alcune soluzioni narrative oggettivamente poco riuscite...parliamo comunque di un gran film, per il miglior regista attualmente in circolazione nel belpaese.

Phelps  @  26/04/2008 0.17.24
   7½ / 10
il primo film che vedo di sorrentino mi adoperero' per gli altri.bella fotografia e stupenda colonna sonora..

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  18/03/2008 15.59.18
   8 / 10
Littoria (oggi Latina) fu la prima delle città di fondazione volute dal regime fascista per sottolineare la maschia potenza italica nel colonizzare e bonificare terreni prima invasi dalle acque. La sua iconica architettura, dalle facciate pure e svettanti, voleva evocare una romanità imperiale che il fascismo voleva non solo emulare, ma addirittura superare.
Dietro le facciate (che durante le trionfali parate del duce venivano addirittura moltiplicate con scenografie di cartapesta) si nascondeva però la miseria di piccole stanzette che ben presto caddero in degrado, cristallizzate nell'immobilismo e condannate all'inevitabile damnatio memoriae che toccò al regime come all'antica e ben più gloriosa civiltà romana.
Non è un caso che "L'amico di famiglia" sia girato a Latina: perfezione estetica e miseria umana si contrappongono nel tratteggiare con mano meravigliosa gli animi dei protagonisti, persi nelle loro solitudini, nelle necessità più che terrene cui non possono far fronte, nella banalità quotidiana e nella dipendenza da colui che, nella sua miserevole esistenza, diviene il proprietario delle loro vite.
Geremia de' Geremei non si cura nemmeno della propria facciata, brutto e deforme com'è (e ulteriormente imbruttito in certe inquadrature che sono capolavori di espressionismo): innamorato della bellezza, vive abbrutito nell'ombra di una figura paterna che non potrà mai emulare e nel potere che gli è conferito dal ricatto monetario.
Sorrentino ancora una volta stupisce per la bravura con cui riesce, attraverso le immagini e i dialoghi essenziali, a farci entrare sotto la pelle il disgusto per un personaggio pieno di umana piccolezza, disgustoso e rivoltante dall'inizio alla fine, in ogni gesto e in ogni espressione.
Capolavoro di regia, "L'amico di famiglia" forse trova il suo maggior difetto nell'essere troppo sbilanciato verso la forma; ma è un difetto veniale e, ossimoricamente*, la caratteristica che rende il film così affascinante.
Come sempre la colonna sonora accompagna la vicenda in modo perfetto, trovando il suo picco nella voce struggente di Anthony.
Immancabile.

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31 risposte al commento
Ultima risposta 20/03/2008 18.45.41
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Delfina  @  14/03/2008 11.40.08
   8 / 10
Buona prova di Sorrentino, molto bella la fotografia e originale l'ambientazione – una Latina dall'atmosfera dechirichiana, ma innestata però, decenni dopo, con l'imbarbarimento televisivo dei costumi – vedi le provocanti apparizioni di belle ragazze semi svestite, che portano a passeggio la rappresentazione "velinara" del corpo femminile.

Ottima la sceneggiatura, a volte ha una qualità letteraria, anzi, addirittura poetica.
Bravissimo il protagonista Giacomo Rizzo. Peccato che le parti minori (specie la "bomba" Laura Chiatti) siano mediocri e abbiano un sapore da serial tv – ma, in ogni caso, Sorrentino ci lascia con il dubbio che questa sia una scelta voluta, quasi a suggerire una realtà ormai irrimediabilmente imbastardita dall'invasività televisiva.
O forse, è difficile trovare giovani attrici italiane belle e/brave...

Nel complesso, un film d'autore, originale e da vedere senz'altro.

23 risposte al commento
Ultima risposta 21/03/2008 09.12.53
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  04/03/2008 14.32.20
   8½ / 10
Altra perla di Sorrentino che con il protagonista Geremia de' Geremei crea forse un personaggio ancora più riuscito di Titta di Girolamo del precedente film.
Non saprei con certezza quale abbia preferito tra questo e "le conseguenze dell'amore", entrambi hanno molti punti in comune oltre alla solitudine del protagonista principale e la riscoperta della vita tramite l'amore.

Di sicuro questo ha una Laura Chiatti in più: è talmente bella che mi verrebbe da dire che è anche brava..

alex75  @  12/02/2008 19.51.57
   7½ / 10
Bel film sui terribili anfratti della società, in cui si annida l'amico di famiglia, laido, feroce, da incubo. Un personaggio che mi ha evocato lo spaventoso nano di "L'imbalsamatore", altra indimenticabile icona del male da cronaca nera.
Un film questo che ci lascia inquieti, grazie al suo potere disturbante che durante la visione entra nelle ossa. Qui i mostri non vengono dallo spazio e non uccidono con la motosega, uccidono con la ferocia del loro squallido potere un'umanità afflitta, che si aggira disperata per una Sabaudia da brividi tra le inquietanti scenografie metafisiche dei suoi portici, delle costruzioni fasciste, della luce abbagliante. Un ritratto agghiacciante della società moderna da non perdere

Cliff72  @  02/02/2008 15.18.09
   6½ / 10
Buoni la regia, il montaggio e gli attori...tuttavia alla fine del film ho avuto una sensazione di incompiuto. Comunque vale la pena vederlo, anche in nome del cinema italiano.

pinnazza  @  15/01/2008 0.30.44
   7½ / 10
Bello. Veramente bello.
Misiche, dialoghi, recitazione ( a parte la Chiatti ). Giacomo Rizzo è stato eccezionale. Sebbene sia di un'antipatia disarmante la sua prova è stata convincente quanto, e forse più, del Sig. Titta de "Le conseguenze dell'amore"...Certamente ha vuto più modo di caratterizare il personaggio.

Fino a 10 minuti dalla fine avrebbe meritato un punto in più, poi però il risvolto finale gli fa perdere qualcosa.

comunque rimane veramente valido. non conoscevo Sorrentino, è geniale.

Invia una mail all'autore del commento Silly  @  28/12/2007 14.10.35
   7½ / 10
Gremia è un personaggio orribile, l'ho odiato dal primo istante. Ma chi si salva veramente in questo film? ....
Le conseguenze dell'amore, x me, è stato notevolmente più apprezzato, ma l'amico di famiglia resta cmq un'opera dignitosa. E' vero che in certi tratti risulta esageratamente caricaturale LUI, come determinate situazioni forse un po' troppo grottesche.
Davvero deprimente il ritratto di questa città, di questi individui....... Un ritratto dipinto egregiamente da un'ottima fotografia, davvero.
In generale è un buon lavoro, rimango dell'idea che questo regista sia in gamba, originale e intelligente. Come di rado si trovano in Italia.

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Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  28/10/2007 10.32.07
   8 / 10
Sorrentino ha la capacità di coinvolgermi totalmente nelle storie che racconta attraverso immagini così significanti che non necessitano di dialoghi esplicativi, bastano poche battute implacabili a coronare la vicenda visiva, già di per sé esaustiva.
Sorrentino, come pochi altri cineasti, ha la capacità narrativa di interagire con i miei sensi, trasmettendomi sensazioni tattili, odori, suoni con una concretezza singolare. Nessuno come lui sa armonizzare musica e immagine.

Dopo Titta di Girolamo, personaggio dall’interiorità controversa e misteriosa, ci racconta Geremia, una macchietta autentica e ripugnante, estrapolata da un’umanità abbietta, le cui vicende sono ambientate non a caso tra l’anonima e fredda architettura fascista dell’agro pontino. Un personaggio memorabile, abilmente analizzato dalla’acuta recensione di Kater, cui rimando e consiglio di leggere con attenzione.

benzo24  @  07/10/2007 20.04.14
   7 / 10
un film molto bello e bene interpretato dagli attori (a parte la fredda ed inespressiva chiatti), una riflessione profonda sul bene e sul male, sull'amore e sulla solitutine, ma sopratutto sull'egoismo dell'essere umano. il seguito ideale delle conseguenze dell'amore.unico neo la chiatti, che non da purtoppo carattere al suo personaggio, peccato perchè in mano a qualcun'altra attrice sarebbe sato un personaggio indimenticabile....la bellezza è facile da trovare, la bravura purtroppo no.

Gruppo COLLABORATORI foxycleo  @  02/10/2007 10.52.48
   8 / 10
Sorrentino continua a confermare il suo incredibile (per l'attuale panorama italiano) talento visionario; le sue inquadrature oblique, così come i campi lunghi che riescono a mettere a confronto le realtà contrastanti di un paese (l'architettura verticale con la figura contorta di Geremia) sono ormai la sua firma vincente.
Il protagonista di questa storia, l'ottimo Giacomo Rizzo (che ricordo solo nel Decameron), interpreta uno squallido, nauseante usuraio, anzi uno sporco e ricattatore "amico di famiglia". Questo personaggio occupa la scena dall'inizio alla fine del film e credo sia impossibile non esserne disgustati, sia dalla sua figura sia dal suo mestiere sia dal suo rapporto con la madre.
Sorrentino sembra non sbagliare nulla in questo film in cui la parte onirica e quella simbolica hanno grande rilievo, una cosa da rimproverargli però c'è: Laura Chiatti, non esisteva una bella ragazza che avesse almeno due espressioni visto che lei possiede solo quella imbrociata?

3 risposte al commento
Ultima risposta 16/02/2008 01.12.11
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento Giordano Biagio  @  29/09/2007 11.16.25
   8½ / 10
Regista di talento, pensa più per immagini che con le parole.

Tuttavia l'intreccio non è credibile, la prostituzione del personaggio interpretato da Laura Chiatti che si trasforma in una forma d'amore grottesca con Geremia lascia il tempo che trova anche nel profondo sud. Le esagerazioni da botteghino di Sorrentino andrebbero smussate.

Buono il personaggio di Geremia che però a un certo punto diventa troppo surreale. Sorrentino deve decidersi o fa del realismo o del surrealismo, rimanere a cavallo dei due non fa che mettere in ombra il suo gran talento linguistico-visivo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  15/09/2007 22.29.22
   8 / 10
la figura del vecchio geremia riesce a disgustare sin dalle prime sequenze, uno strozzino di una piccola città che riesce senza alcun pentimento a sconvolgere la vita di chi gli si pone davanti.
poche volte al cinema il protagonista è in realtà colui che sarebbe più propriamente il "cattivo" della situazione

forse fuori luogo certe sequenze stilose apparentemente fuori dal contesto del film

...la voce di antony si commenta da sola...

Invia una mail all'autore del commento goat  @  14/09/2007 16.01.38
   6½ / 10
secondo film di sorrentino che vedo, e ancora una volta rimango tanto estasiato dalla sua perizia nella messinscena quanto proporzionalmente perplesso dal fatto che questo regista abbia ben poco da raccontare.
insomma, certo le immagini sono evocative, poetiche, ma quante sono del tutto fini a sé stesse? e poi io tutta 'sta profondità mica l'ho assorbita, a meno che parlare per luoghi comuni ("il brutto della democrazie è che vengono eletti cani e porci") sia diventato d'un tratto indizio di profonde riflessioni esistenziali.
mi mantengo su suesto voto solo per la media e per "12%, sorella cara", che vale la sufficienza da solo.

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Ultima risposta 15/09/2007 10.09.28
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InSaNITy  @  14/09/2007 12.31.28
   8½ / 10
Dopo il bellissimo "Le conseguenze dell'amore", avevo paura di rimanere delusa da questo terzo lavoro di Sorrentino..e invece le mie disattese sono state largamente smentite :)
Bellissimo film anche questo, che riprende il tema del precendente, cioè, come l'amore può sconvolgere la vita di un uomo, trasportandolo però in un contesto completamente diverso. Giacomo Rizzo è bravissimo, non mi ha fatto rimpiangere Toni Servillo.
Non capisco chi trova questo film noioso; l'ho visto due volte in pochi giorni e il tempo è volato. Credo che sia merito dei dialoghi, che io trovo ancora più brillanti che ne Le conseguenze dell'amore (infatti alla seconda visione mi sono armata di penna e taccuino, da cultrice delle citazioni quale sono :D)
Per il resto, gli elementi "sorrentiniani" ci sono tutti: bravi attori (tranne la Chiatti, ahimè), inquadrature ricercatissime, ottima caratterizzazione del personaggio principale, colonna sonora azzeccatissima e zero banalità.
Grazie Paolo :)

E ora, non poteva mancare una bella citazione:

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Ultima risposta 14/09/2007 12.44.30
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Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento cash  @  01/09/2007 13.18.30
   8 / 10
C'è qualcosa che non va, in italia; pare che abbiamo un regista serio, uno davvero capace. Uno in grado di risultare interessante anche ad un non-italiano.
Confermo quello ch eho già scritto per gli altri 2 film di sorrentino. Forse questo non colpisce quando le conseguenze dell'amore, ma non gli è così distante.
E mi spiace solo per la chiatti, che davvero non sa bene cosa fare e tira fuori la faccia imbronciata come in quella fiction su rai 2, come si chiama.
La chiatti ce la vedrei bene in altri posti, ad esempio sul mio uccello.

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Ultima risposta 15/01/2008 00.40.57
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Invia una mail all'autore del commento albatros70  @  01/09/2007 2.06.51
   7 / 10
Bello, molto lento del resto stile " le conseguenze dell'amore" ma assolutamente un buon film. Da vedere

Gruppo COLLABORATORI Victor  @  23/08/2007 19.23.10
   8½ / 10
"Non sottovalutare le conseguenze dell'amore", era questa la massima in vigore nel precedente film del regista, "Le conseguenze dell'amore", che continua a valere anche ne "L'amico di famiglia", a farne le spese è Geremia Cuore D'oro, brutto, storpio, tirchio, e a cui la natura "non ha dato fiducia". Geremia si riscatta diventando uno strozzino, finchè, lungo il suo cammino non incontra quella strana variabile chiamata amore...è proprio l'amore che lo porta a commettere la più grande pazzia della sua vita, ma che allo stesso tempo gli da, anche solo per qualche istante, la sensazione di vivere.
Sorrentino si riconferma uno dei grandi talenti del nostro nuovo cinema, forse il più grande, nonostante i suoi film sembrino destinati tutti ad un pubblico di nicchia.
Geremia è un essere spregevole e la grande interpretazione di Rizzo, il cui punto forte è la dialettica, ne tratteggia al meglio i contrni, accompagnato anche da un triste Bentivoglio versione texano.
Unico tallone d'Achille, l'interpretazione monofacciale della Chiatti che non da il dovuto rispetto ad un personaggio non meno profondo e complesso degli altri.

The Legend  @  08/08/2007 1.57.27
   7½ / 10
Dopo essere rimasto stupefatto dalla visione de Le Conseguenze dell'Amore, mi sono tuffato nell'appassionata ricerca degli altri film di Sorrentino: con L'Amico di Famiglia il regista napoletano fa di nuovo centro, almeno nel mio giudizio personale.

Che gran talento questo Sorrentino, mi piace molto il suo modo di fare cinema: dialoghi efficaci e brillanti, inquadrature mai banali, musica scelta sempre con gran gusto e competenza, caratterizzazione del protagonista eccelsa.

Giacomo Rizzo è un'altra scoperta, al pari di Servillo: è semplicemente perfetto nei panni del laido e cinico usuraio, rende magnificamente il folclore caratteristico dei suoi tic e della camminata eternamente dondolante. La Chiatti è decorosa nell'interpretare il compitino assegnatole, malino Bentivoglio, il personaggio del cowboy stona cosi' come stonava il personaggio di Giannini nelle Conseguenze.

Do 7 e mezzo e non un voto più alto per due motivi: primo perchè se ho messo 8 alle Conseguenze, il suo capolavoro, il pur valido Amico deve rimanere (un pò) più sotto, ma soprattutto per l'inconcludente finale, che arriva bruscamente smorzando la progressione drammatica, proprio nel momento in cui si attende l'epilogo ad effetto.

Qualche passaggio a vuoto non manca, nella parte finale (come l'incomprensibile ingresso del personaggio di Tesauro, appena abbozzato e privo di quell'evoluzione drammaturgica che mi aspettavo), ma nel complesso questo rimane un film più che valido. E' cinema d'autore, insomma.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  13/07/2007 17.31.21
   6½ / 10
Film difficile da commentare perchè se da un lato vanno lodate la grandi capacità visive di sorrentino, dall'altra la storia fa un pò acqua e i personaggi non risultano molto interessanti.
Sorrentino sicuramente conferma il suo talento anche nel dirigere gli attori. Fa un ottimo lavoro con G. Rizzo, purtroppo non riesce nel miracolo con Laura Chiatti (lei è veramente legnosa): di una bellezza imbarazzante così come la sua inettitudine nel recitare.
Il finale è un pò azzardato e poco interessante, ma comunque è un film discreto che merita una visione.

ComfortablyNumb  @  09/07/2007 22.29.07
   8 / 10
Veramente un gran bel film,caricaturale forse troppo (ma quì risiede la sua forza).
Rizzo eccellente e bellissima colonna sonora.

Invia una mail all'autore del commento piernelweb  @  18/06/2007 15.11.32
   8 / 10
Gran bella pellicola del talentuoso Paolo Sorrentino. Le sorprendenti qualità registiche (mai un'inquadratura convenzionale senza peraltro eccedere nei virtuosismi) ben si accoppiano alla dolceamara sceneggiatura che inventa letteralmente un personaggio memorabile come Geremia de' Geremei, ignobile e spregevole usuraio afflitto da inattese pene d'amore. Sono la densità e l'intelligenza dei dettagli che fanno la differenza rispetto alla media dei film nostrani e non solo; il belpaese visto dal basso, antiche abitudini non ancora soppiantate dai tempi, raccontato attraverso angolazioni inedite ma quantomai efficaci e convincienti. Inutile sottolineare la superba prova (da meridionale doc) di Giacomo Rizzo; menzione anche per la Chiatti che nel ruolo di destabilizzatrice spregiudicata ed ingenua svolge a dovere il compitino. Un lavoro (meritava maggiori elogi e maggiore pubblicità) che sancisce il definitivo ingresso del regista nell'elìte degli autori italiani più dotati.

tavullia86  @  26/05/2007 9.32.51
   7½ / 10
veramente un grande paolo sorrentino anche in questo film, anche se sinceramente ho preferito le conseguenze dell'amore. anche qui sorrentino prende come protagonista un personaggio collegato all'illegalità, e riesce a far emergere quel poco di buono che c'è in lui. bella l'idea delle scene buie in casa con la madre, fantastico il personaggio country. ma la cosa che merita di più in questo film sono i dialoghi quasi surreali, direi tragicomici, e le frasi ad effetto di geremia. comunque il cinema italiano può essere ancora molto valido, e questo film ne è l'esempio

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento thohà  @  20/05/2007 14.40.22
   8 / 10
Un matrimonio in programma e i soldi mancano. Ma c'è qualcuno disposto a prestarteli: Geremia.

"Vienimi a cambiare la padella, puzza". - "Hai scelto la confezione macro o micro?" - "Macro".
Questa è la sua vita. Una casa fatiscente, una madre allettata, niente parenti ed è pure brutto, ripugnante, viscido, ma dalla parlantina fluente ed una certa bassa intelligenza tutta puntata sul soldo, sull'avidità, sull'interesse.
Fa prestiti a strozzinaggio a della povera gente, cammina a passetti, lesina anche quelli. Si nega tutto e nega tutto anche agli altri, nessuna comprensione, scrupolo o cedimento.
"Lui ti segue passo a passo. Si preoccupa per te. E' pronto ad ascoltare i tuoi problemi. Se vuole, se sta di buon umore, chiude anche un occhio sui tuoi ritardi. Insomma, diventa un amico di famiglia". - "E questo è un bene o un male?". - "Tutti e due. Quando hai un amico di famiglia te lo trovi accanto quando serve ma, purtroppo, anche quando non serve". - "Però tu me lo consigli. E' umano?". - "Ohhh, troppo. Irascibile, tirchio, falso, vendicativo, logorroico. Ed è bruttissimo. E non ha un buon odore, suda molto".

Ottimo Giacomo Rizzo, perfettamente calato nella parte. Sa essere ripugnate quanto basta. Non si accorge di chi gli sta intorno, sono solo possibili esseri da sfruttare al momento giusto.
"Senti, Geremia. Devo farti una domanda. Ma secondo te, siamo amici noi?" - "E' un'eventualità alla quale non avevo pensato".
E' una risposta più che sufficiente per un finale cinico quanto il protagonista, che non rispetta la famiglia, la vecchiaia, la disperazione e nemmeno l'amore.
"Il mio ultimo pensiero sarà per voi".

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andreapau  @  04/05/2007 21.07.45
   8 / 10
dove le conseguenze dell'amore finisce,comincia l'amico di famiglia..ma continuano anche le conseguenze dell'amore.una testa fuori dalla sabbia,vulnerabile,pronta per essere punita.l'amico di famiglia non è amico di nessuno,talmente assuefatto alla sua repellenza da non desiderare altro che la solitudine.Geremia cuore d'oro ha il cuore nero,il cuore nero di paris-trout.l'invidia è il suo motore.la ricchezza è un accessorio,una delle sue armi,che si ricarica di se stessa in un gioco senza alcun senso.accumulare per attenuare la deprivazione,l'abbandono,l'indifferenza,il fallimento,la disperazione.l'abitudine a tutto cio' è la scappatoia per non tirarsi un colpo in testa.cio' che è ineluttabile,in fondo è di tutti e allora c'è chi sta male quanto noi.se la felicità non esiste non possiamo soffrire di infelicità.e i barlumi vanno spenti,come un re mida dotato del dono contrario,tutto cio' che geremia tocca,diventa *****.tutta la bellezza deve essere annullata,perchè chi non la ha avuta non puo' continuare a soffrire nel vederla in altri.e allora geremia distrugge la speranza,distrugge la famiglia,distrugge la sacralità del matrimonio,distrugge la dignità del padre e della madre,distrugge la BELLEZZA,il paradiso,si illude di comprarlo per poterlo profanare e ridurlo ad una dimensione minima come minima è la sua esistenza.geremia è un personaggio da Antologia di Spoon River..dormirà sulla collina,assieme a tutti gli altri.lui,il ricco usuraio che vive come un morto di fame,pieno di nevrosi,dalla ricerca delle monetine,al riciclaggiuo dell'acqua,dalla ricerca dei residui di benzina,all'ossesione per i gianduiotti.e non si porterà dietro i suoi amati soldi,il suo scudo per difendersi dal mondo,lui,giudice in terra del bene e del male.lui che ci presta il mondo nel quale viviamo in affitto,quando ci viene a mancare.lui,privo d'amore e di amicizia,sarà tradito proprio dall'amore e dall'amicizia.perchè le conseguenze dell'amore sono sempre dietro l'angolo,pronte a tenderti un agguato se tu,essere schifoso,topo nelle movenze e nell'anima, ti permetti soltanto di pensare che qualcuno puo' amarti.un grandissimo eroe negativo interpretato da un grandissimo attore.fa il paio con peppino l'imbalsamatore di Garrone

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Ultima risposta 18/03/2008 16.04.24
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Invia una mail all'autore del commento devilkiss73  @  29/04/2007 1.42.12
   4 / 10
Scisate,ma mi spiegate cosa ci avete trovato di bello in questo film? Forse non ci arrivo, ma sinceramente l'ho trovato di una lentezza e una noia mortale... Sì posso capire la storia dell'usuraio e tutto il resto, ma è talmente interessante la trama? Boh! a me non è piaciuto per niente e a volte credo che basti il primo commento positivo che gli altri seguono a ruota...

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Ultima risposta 26/04/2008 00.18.59
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Giomineoz87  @  27/04/2007 14.13.45
   8½ / 10
Grandissimo Sorrentino e grandissimo film...credo non esista al mondo personaggio più irritante sporco e lurido di Geremia cuore d'oro,forse gli si avvicina soltanto il Manfredi di Brutti Sporchi e Cattivi di Scola..una magnifica caratterizzazione dei personaggi,a cui Sorrentino ci ha abituato..i suoi sono personaggi particolari ed insoliti,Pisapia,Titta,e adesso Geremia a mio avviso il più significativo ed interessante,alla ricerca di umanità di cui lui è l'unico vero rappresentante anche se in senso negativo. in un mondo squadrato ed asettico
lui è l'unico colore acceso in un paesaggio di grigezza assoluta..

Non confondere mai l'insolito con l'impossibile..

addicted  @  26/04/2007 15.27.20
   8 / 10
Merita un otto perchè Sorrentino conferma le sue qualità.
E' l'unico giovane regista italiano che merita l'appellativo di "autore".
Può non piacere, ma non si può negare che possiede uno sguardo, uno stile e una poetica.
Bravo.

max67  @  23/04/2007 15.09.38
   6 / 10
LE UNICHE COSA POSITIVA DI QUESTO FILM E' LA FANTASTICA CANZONE DI ANTONY AND THE JONSON PER IL RESTO IL RITMO E' TROPPO BASSO E A PARTE IL PROTAGONISTA CHE RECITA BENISSIMO GLI ALTRI SONO MONO ESPRESSIVI COMPRESA LA CHIATTI .

khallistos  @  19/04/2007 23.40.28
   8½ / 10
Film assolutamente da vedere. Lascia un amaro in bocca che fa riflettere.
Sorrentino si conferma uno dei migliori registi emergenti in Italia

vivi79  @  12/04/2007 16.21.13
   5 / 10
non gli do più di 5, nn si merita altro un film noioso e pesante come questo, un ritratto dell'usuraio tipo.....con la solita splendida Laura Chiatti che vivacizzava il grigiume del resto!

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Ultima risposta 06/05/2007 13.56.17
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Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Jellybelly  @  10/04/2007 20.19.33
   8 / 10
Eccellente prova di Sorrentino, ricca di personaggi così caricaturali da risultare verosimili e per ciò stesso estremamente affascinanti: Geremia Cuore d'Oro è un capolavoro di caratterizzazione, grazie all'interpretazione sopraffina di Giacomo Rizzo ed ai dialoghi brillanti che è chiamato a sciorinare con affabile cinismo, alcuni dei quali realmente geniali:
"Non confondere mai l'insolito con l'impossibile";
"Geremia, noi siamo amici?" "Devo dire che questa è un'eventualità che non avevo mai considerato".
Tanto bona quanto incapace la Chiatti, ma in fondo va bene così.
Bene, bravo, bis.

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aiemmdv  @  08/04/2007 23.48.37
   7½ / 10
Anche se la trama risulta abbastanza scontata, il racconto grottesco della viscidità della società contemporanea ,dove Geremia non è altro che uno tra tanti, valgono la visione del film ed un buon voto

Invia una mail all'autore del commento NEO78  @  01/04/2007 13.21.00
   8 / 10
Ebbene sì anche il terzo film di Sorrentino è di ottimo livello, un ritratto in stile grottesco del disfacimento della nostra società.

Tutti i personaggi che ruotano intorno alla figura di Geremia finiscono con l'apparire peggiori dal punto di vista morale rispetto a lui un lugubre viscido usuraio.
Lui è l'unico che ha coscienza di sè, l'unico che sa che di essere uno sporco individuo senza scrupoli e non si nasconde dietro a scuse o giustificazioni, gli altri invece cercano di sfuggire alle loro responsabilità,si compatiscono cercano di giustificare le loro stupide azioni), dimenticando che proprio grazie loro che personaggi come Geremia esistono.

Regia come sempre impeccabile sempre vicina ai personaggi le solite morbide carrellate scenografie spoglie per sottolineare il vuoto morale dei personaggi del film. Ottime le musiche.

Sorrentino si riconferma il miglior talento del cinema italiano.

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Ultima risposta 01/04/2007 13.22.04
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phemt  @  21/03/2007 19.03.57
   8 / 10
Considero Sorrentino il regista emergente italiano più interessante attualmente in circolazione… In questo suo terzo film prova a raccontare una storia molto particolare, incentrata tra l’altro su un personaggio “spinoso” come può esserlo un usuraio… E’ vero, lo fa con qualche luogo comune e con qualche frase ad effetto di troppo, così come è vero che c’è qualche dialogo o situazione un po’ troppo banale, ma lo fa anche con uno stile registico notevole e lo fa infarcendo il film di spunti profondissimi e di scene di un intensità rara…. Inserisce tra l’altro nel film alcune scene al limite del grottesco alternate ad altre molto poetiche e, benché rimanga l’impressione che alcune scene siano di troppo, che non colgano perfettamente nel segno o che Sorrentino sembri quasi voler mettere troppa carne sul fuoco , il risultato finale è davvero di alto livello…
Alcuni personaggi sono caratterizzati quasi in maniera macchiettistica (per esempio i clienti dell’usuraio) ma è chiaramente una cosa voluta dallo stesso Sorrentino che va a così a fare una riflessione sulla nostra società attuale (non per nulla malgrado il film sia ambientato a Latina si alternano diversi dialetti), altri sono caratterizzati in maniera forse un po’ troppo esagerata ma sono comunque tutti interpretati perfettamente dall’ottimo cast (naturalmente su tutti brilla un impressionante Rizzo)… Ma L’Amico di Famiglia non è solo la notevole regia di Sorrentino, il cast o la splendida fotografia di Bigazzi… E’ qualcosa di più…
L’amico di famiglia è la storia di un uomo solo e disperato, è la storia di un mostro che come ogni essere umano desidera solo avere l’affetto della persona amata, avere qualcuno vicino, a costo anche di riscattarsi e redimersi se servisse a qualcosa… Geremia è un uomo che porta avanti uno stile di vita dettato dalla sua visione filosofica, non viene mai meno alle sue regole, è questo il trucco; non ha amici, è questo il trucco; non esagera mai con i prestiti, è questo il trucco; si autoconvince di essere un Cuore D’Oro, è questo il trucco; entra nelle famiglie dei suo clienti come se fosse un vero amico di famiglia, è questo il trucco; il suo ultimo pensiero sarà sempre per voi, è questo il trucco! Ma basta poco per abbandonare tutto in nome di quel desiderio più forte, in nome di quello che ad un tratto a cinquantan’anni, con una madre bloccata a letto a vedere documentari, un mal di testa cronico e un aspetto ripugnante dentro e fuori, ti fa credere di aver trovato finalmente l’amore, il vero amore… Quell’amore che desideri da tutta una vita o forse anche da di più… Geremia è si un mostro, ma è anche una vittima, e probabilmente è molto più simile a noi di quanto possa sembrare a prima vista… Il film non è nient’altro che la parabola di questo uomo, portato prima all’annullamento, per avere poi l’occasione di “resettarsi” e ripartire da zero… Un’opera profonda e particolarmente intensa, davvero da vedere!

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  09/03/2007 14.16.40
   8 / 10
Sorrentino si conferma uno dei migliori registi italiani sfornando un lavoro decisamente riuscito.
L’autore partenopeo cambia decisamente registro passando dal minimalismo de “Le conseguenze dell’amore” alla ricchezza visiva e di argomenti de “L’amico di famiglia”.
L’intento dell’autore è quello di descrivere il disfacimento della societa’ contemporanea e lo fa utilizzando come simboli metaforici un orrendo usuraio,brutto,lercio,avido sino all’inverosimile ed i suoi “clienti”, altrettanto brutti(dentro),infimi e corrotti,disposti a cadere nelle grinfie del “mostro” solo per dare alla figlia un matrimonio decente,per ottenere dei soldi da giocarsi al bingo o piu’ semplicemente per non farsi mancare nulla in casa come la giovane coppia che incontriamo all’inizio del film.
La prova di Giacomo Rizzo nei panni dell’untuoso protagonista è a dir poco straordinaria e riesce ad appannare anche quelle degli altri personaggi,anche se per onor del vero Bentivoglio è altrettanto convincente,mentre decisamente acerba appare Laura Chiatti ,davvero incantevole, ma scarsina dal punto di vista interpretativo.
Molto buoni i dialoghi che denotano il grande lavoro di Sorrentino che non lascia nulla al caso,la pellicola è pregna di battute taglienti e filosofeggianti che non risultano pero’ mai forzate o posticce.
“L’amico di famiglia” non è interessante solo da un punto di vista contenutistico,ma è molto riuscito anche per quanto riguarda la parte tecnica, con una regia ricercata ed azzeccatissima che si affida ad inquadrature mai banali,una fotografia di grande livello e la perfetta scelta delle locations che risultano perfette per rendere l’atmosfera angosciante e a tratti grottesco/onirica.

Invia una mail all'autore del commento emmepi8  @  06/01/2007 19.02.08
   8 / 10
Ha perfettamente ragione il regista, anche scrittore e sceneggiatore, nel definire il film una commedia, certo una commedia che ha molto a che fare con il grottesco e che adopera un'argomento come l'usura per farlo. Il personaggio principale rientra nei canoni del disgusto e platealmente ce lo mette di fronte sia fisicamente che in materia di ambientazione, ma quello che fa riflettere è che certi mostri esistono al di là delle apparenze, insomma è una società arrivata ad un livello mostruoso e quindi l'abito non fa il monaco, ancora di più. Chi è innocente in questo film? A parte il personaggio principale, la ragazza, lo vediamo ampiamente, non lo è e non lo è mai stata, il padre la segue a ruota specialmente nella confessione finale, quello che si professa amico sarà la rivelazione della vita del protagonista e così via. Sorrentino ha la sua nota che si ripete e che in fondo è la donna a cambiare le posizioni sulla scacchiera e qui lo dimostra in maniera forse più estrema. Dicono che il regista ha rimontato il film facendolo anche snellire dalla presentazione a Cannes, per come il film l'ho visto mi sembra un opera riuscita e ben costruita; da evitare i commnenti sciocchi di certi spettatori e personale di sala: Un film così non torni a verderlo-ma che spazzatura mi hai portato avedere...ect, è un film da vedere e gustare in una certa maniera, le immagini deleterie servono, anche con il disturbo fisico che ne deriva, a farci riflettere sulla nostra vita e non solo a sognarla per come non lo è. Il film mi fatto pensare, visto il personaggio principale, al film di Garrone L'imbalsamatore, ma li era un'ossesione con basi simili, ma diverse. Ottima fotografia di Bigazzi che è riuscito a capire in pieno l'argomento e l'impostazione

wilkinson10  @  02/01/2007 13.00.09
   7½ / 10
purtroppo il limite de l'amico di famiglia, scritto da sorrentino, sceneggiatore prima che regista, sta proprio nella sceneggiatura: l'evoluzione della trama è un pò insabbiata, come le suore, il climax finale risolto freneticamente e con una forzatura enorme. eppure il film rimane più che ottimo, sia per la straordinaria recitazione di rizzo (mentre la chiatti è buona solo a fare la bona, nelle scene drammatiche stenta), straordinario anche il suo personaggio, a cui sorrentino mette in bocca battute memorabili. interessante ma un pò troppo motorizzata la regia mentre la fotografia di luca bigazzi è strepitosa. certamente da vedere

Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  15/12/2006 20.13.54
   8 / 10
L'amico di famiglia è un film espressionista, che carica in eccesso i caratteri, pone situazioni realistiche di fronte a un uomo fuori dalla realtà, in un contesto surreale ben definito dalle architetture fasciste dell'Agro Pontino. Magnifiche le inquadrature prospettiche sugli archi a Sabaudia, con Geremia/G.Rizzo che li attraversa. Geremia è un personaggio d'altri tempi, fuori luogo e tanto più disadattato e inquietante. Il suo stile di vita è sempre scandito da una precisa visione filosofica dell'esistenza, che pare giustificarne le azioni più abbiette. Inizialmente si stenta a credere che questo personaggio, come quello (altrettanto surreale) di Bentivoglio, improbabile cowboy pontino in fuga verso mondi sognati, possa essere anche lontanamente realistico. Almeno finché non si comprendono le esigenze di Sorrentino. L'apparizione dei militi romani sotto il Colosseo rende chiaro, definitivamente, il piglio grottesco e surreale che sottende al film. Paradossalmente, all'apice del grottesco nella messa in scena, Geremia viene ricondotto drammaticamente alla realtà e il suo mondo s'infrange di colpo.
Straordinaria prova di Giacomo Rizzo, ripescato dopo decenni di oblio a dar vita a un personaggio ingombrante. Mitica anche la 127 aragosta.

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Ultima risposta 22/12/2006 15.41.49
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Mavors84  @  09/12/2006 10.11.41
   8 / 10
non vi si chiede di paragonare a tutti i costi le conseguenze dell'amore con il film nella sala... come non vi si chiede di paragonare al momento un qualsiasi altro film con questo!

il film è ben fatto e sicuramente meglio di tante altre pellicole che girano ora... un applauso a sorrentino, (che ho avuto la fortuna di incontare a napoli alla feltrinelli! C'è solo da perfezionare "tanto" la regia)

Gruppo REDAZIONE Kater  @  08/12/2006 18.56.29
   9 / 10
"Il mondo vi è stato dato solo in prestito.
Io vi presto il mondo quando ogni tanto lo perdete."

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Ultima risposta 09/09/2007 16.49.27
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Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  30/11/2006 22.30.08
   6 / 10
Non sono del tutto convinto che questo film riuscirà a risolvere il "dilemma" sul cinema italiano, dopo una prova ottima ma forse un po' "di nicchia" come "le conseguenze dell'amore".
A conforto della massa, il disgusto che ho provato per il personaggio è tale che mi ha fatto perdere l'appetito: davvero, il Geremia di Rizzo è un essere ripugnante e Sorrentino riesce nella non facile impresa di indurmi a respirare persino (metaforicamente per fortuna) il suo sudore, o l'aria chiusa malsana e maleodorante degli interni (credo che entrerà nei miei incubi quella putrida bacinella...). Beh e allora?

Allora ho la sensazione che il tentativo di raccontare un paese moralmente allo sbando funzioni soprattutto come deterrente alle nostre illusioni di spettatori e cittadini comuni: usciamo dal cinema con la sollecita sensazione di essere "dei sopravvissuti".

La fotografia superba di Luca Bigazzi restituisce al miraggio metafisico una concretezza che vige sullo squallore urbano del rigore post-moderno (come del resto post-moderna è la colonna sonora: Antony, i Notwist, L. Garnier, lcd soundsystem)

Un "gioco" implosivo che Sorrentino, uno dei piu' dotati registi italiani in circolazione, sorregge abilmente (soprattutto nella prima parte) ma che finisce per girare su se stesso, in un'esercizio stilistico un po' compiaciuto ed estetizzante, spesso fine a se stesso.

Mi chiedo se quei 6 min. rimossi in fase di montaggio rispetto alla versione di Cannes non fossero infatti qualcosa di piu'...

C'è, vero, una reale intromissione nella parabola amorale di questo "santo mostro", ma le sfumature che portano la realtà a non privarsi della coscienza (l'illusione di un "amore vero" per es.) cedono alla pressante richiesta dell'autore di forzare la negatività del personaggio.

Piu' che al bel film di Garrone, "L'imbalsamatore", il film ha qualche punto di contatto con certi personaggi del cinema americano, come il Dustin Hoffman di "un uomo da marciapiede", tuttavia è una sorta di effetto mancato, privando così l'uomo, nella sua bruttezza fisica e (fors'anche) interiore la sconvolgente dimensione del melodramma, della "creatura" che suscita squallore o pietà, come un moderno Rigoletto

Nè necessariamente aiuta scoprire in questo territorio di anime sfruttate un'universo variegato dove il dolore e la dignità perduta sopravvivono soltanto attraverso il contatto con la richiesta di denaro, nè l'invadenza populista e/o chic di Geremia, quando afferma "io vi presto il mondo quando lo perdete", o il suo fatidico "il mio pensiero sarà per voi".

Nelle frequenti cadute verso la dimensione grottesca, evidentemente care a un'esperto "simbolista" come Ferreri, Sorrentino perde la cognizione della realtà, già ampiamente vanificata da un'enfasi romanzesca assai sopra le righe.

Troppi orpelli, troppi simboli, e soprattutto troppe immagini incompiute che fingono di essere "alternative" o sperimentali, ma sono soprattutto (come nel finale) didascaliche.

A questo punto mi si chiede un voto e preferirei astenermi, ma sono costretto ad operare una ehm scelta.

Comincio a dubitare che il cinema italiano abbia la necessità di tanto accademismo per potere una volta ancora andarne fieri.

Sorrentino si riconferma uno dei talenti piu' visionari del nostro cinema, e infatti prima o poi è lecito attendersi da lui un capolavoro.

L'importante è convincerlo alle tentazioni di superarsi, o forse solo a non espiare la condanna dei suoi personaggi: ho l'impressione che con questo film egli abbia odiato - meccanicamente, ogni volta di piu' - Geremia fino a costringerlo a espiare la condanna (unica) dell'esistenza

norah  @  28/11/2006 20.12.23
   8½ / 10
Probabilmente sono l'unica che non ha amato "Le conseguenze dell'amore",ma stavolta sono uscita dal cinema pienamente soddisfatta.
"Geremia De Geremei(mai nome fu più azzeccato)é vostro amico e vi vuole bene,il suo ultimo pensiero sarà sempre per voi."
Sorrentino ci regala un ritratto grottesco di un uomo lugubre,laido e ributtante:l'unico sentimento che riesce a suscitare nel prossimo é il disgusto,ma con l'apparizione di Rosalba tutto sembra capovolgersi:l'orco usuraio per un attimo crede di aver trovato il paradiso,qualcuno gli sta vendendo un'illusione, proprio come lui stesso ha fatto innumerevoli volte,però il paradiso ha un prezzo e lui lo sa bene...E finalmente respira,ritrova la giovinezza(laddove tutto é possibile...)ed é così che inizia ad apparire perfino più umano dinnanzi ai nostri occhi.
Realizziamo allora che forse non é poi così distante da noi...
Bravo Sorrentino,davvero bravo.

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Ultima risposta 30/11/2006 17.22.58
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serenella  @  24/11/2006 16.16.36
   10 / 10
un film poetico ed unico, con una regia ed un uso della macchina da presa impeccabile ed originale. gli attori, in particolare Rizzo, davvero bravi.
10 senz''appello!!

very  @  23/11/2006 20.05.14
   7½ / 10
Bravo Sorrentino! Ce l'ha fatta anche questa volta, e considerando che parliamo di cinema italiano non è poco. Tra i registi giovani è fra i pochi in grado di fare 3 film di seguito senza cadute. Certo -le conseguenze dell'amore- era più algido e molto meno italiano e in ciò aveva la sua forza, oltre che nello splendido Servillo. L'amico di famiglia ha comunque una sua perfezione data dalle ossessioni: i soldi, i documentari, le pallavoliste, il country; dagli attori bravi (unico dubbio: perchè scegliere Bentivoglio?) e dalle architetture fasciste. Bello.

Invia una mail all'autore del commento logical  @  23/11/2006 1.59.46
   7 / 10
Certo, "Le conseguenze dell'amore" aveva una sua perfezione; un silenzio ostile, una passione per i soldi contanti, per il corpo delle donne, per la musica che c'è e non c'è o c'è per dare fastidio, una trama astratta e fittizia che serve solo ad appoggiare personaggi ad uno sfondo; tutto questo c'è anche qui, ma la libertà è maggiore e la farsa gelida questa volta rischia il grottesco della commedia dell'Arte. Però c'è desiderio, bavoso, unto, fetente ma sentito; c'è il fetish per le calze di cotone delle pallavoliste e per i loro gesti perfetti e i tuffi languidi, c'è il mondo di Discovery Channel nella tv al plasma in puncto mortis, i crocifissi a raggiera, le coreografie di Pappi Corsicato per Miss Latina. E' un film anacronisticamente italiano, compreso e incatenato a una cultura che si estingue tra l'avidità di avere per togliere ad altri e la consapevolezza che tutto sia assolutamente inutile. 'Tocco il paradiso" "No, tocchi la giovinezza" e il buio di chi pensa "è vero" sembra illuminare a giorno il cinema.

suzuki71  @  22/11/2006 13.26.54
   7 / 10
Retto da una indiscutibile prova dell'attore Giacomo Rizzo, il film racconta in modo efficace il mondo di un mezz'uomo, regredito al rapporto simbiotico con la madre, dalla quale non è in grado di separarsi in modo vincente. E' molto interessante il rapporto geremia-madre-ossessione, sull'impossibilità di affrancamento e sulle origine del carattere malato del protagonista che, come già detto, è la prima vera vittima del suo sistema asfissiante di non-vivere.
Ciò detto, non mi pare però che il film regga la purezza stilistica del precedente "Le conseguenze dell'amore": la fotografia non entusiasma, e alcune scene sono un po' ridicole (i due manager che si guardano in faccia prima del piacevole bagno in vasca da bagno, ad esempio...). Ho avuto la sensazione di quasi dilettantismo su alcuni azzardi, di velleità stilistiche: le musiche stupende di Antony sono fuori tema e troppo importanti, alcune immagini non hanno abbastanza potere evocativo (le due canne da pesca verso il cielo). Sorpreso da Bentivoglio, che in genere non mi piace, ritengo più che decente la recitazione di Laura Chiatti.
Insomma concordo: buon film non banale, ma un po' zoppicante e imperfetto, come l'andatura di Geremia, se paragonato ad altri esempi anche recenti.

shiatsuka  @  22/11/2006 13.23.36
   6 / 10
Mi spiace ma Sorrentino questa volta non mi ha convinto. Le conseguenze dell'amore mi era piaciuto tantissimo, qui andiamo molto indietro, nonostante l'eccezionale bravura di Rizzo e Bentivoglio. La storia è abbastanza fiacca e poco convincente. Peccato, aspettiamo nuove opere di questo promettente regista.

bussisotto  @  20/11/2006 9.13.45
   7 / 10
L'opera numero 3 di Paolo Sorrentino è un'indagine analitica di una figura sporca, crudele, cinica e patetica: Geremia,un usuraio che vive una vita al limite dell'indecenza.
Il film permette a Giacomo Rizzo di fornire un'interpretazione da dieci e lode, tra continui slanci di rabbia ed ironia. Le emozioni provate nei confronti di questo personaggio sono contradditorie. Il film provoca nei confronti degli spettatori nervosismo, inquietudine, pena.
Una bella prova registica per una storia interessante, che nel finale (poco incisivo e banale) perde parte del suo fascino.
Certo, rispetto a "Le conseguenze dell'amore" c'è minore compattezza, ma alcune sequenze sono da incorniciare.
Fabrizio Bentivoglio in un ruolo inusuale. La bella Laura Chiatti, così tanto esaltata, mi sembra abbia bisogno ancora di studiare un pò (il suo stesso personaggio, inizialmente suggestivo, perde gradualmente fascino nel corso della pellicola).

viagem  @  18/11/2006 14.53.46
   8 / 10
Sorrentino è davvero un talento e con questa sua terza opera prima ce ne regala l'ennesima dimostrazione. Come non entusiasmarsi di fronte all'abilità con cui caratterizza i personaggi attorno ai quali costruisce le proprie storie, per esempio. Geremia de Geremei, usuraio, uomo brutto, dentro e fuori, che vive in una città anonima e brutta pure lei (le spettrali simmetrie dell'architettura fascista di Aprilia nell'agro pontino,scelta azzeccatissima!), circondato da persone pure esse deprecabili nel loro comportamento, bisognose di denaro ma per esigenze non certo fondamentali (chirurgia estetica, matrimoni più o meno sfarzosi...). Una storia assolutamente non scontata, ma che in fondo è tutt'altro che lontana dal vissuto del nostro paese, in piena degenerazione morale. E il titolo centra davvero la caratteristica di Geremia, egli ti si presenta proprio come l'amico di famiglia, quello che conosce chi può aiutarti, quello che ha il consiglio giusto, quello che non ha studiato ma che più di tutti vede dentro le persone, ne conosce le debolezze e le sfrutta (la scena della mano nella tasca della ragazza: capolavoro!). E quante verità gli fa dire Sorrentino, tipiche quasi della saggezza napoletana, e a questo proposito l'interpretazione di Giacomo Rizzo si rivela perfetta, da commedia dell'arte!
Non parliamo poi della fotografia e della scelta delle inquadrature: già solo la sigla iniziale è da storia del cinema con le sue inquadrature surreali (le pallavoliste in slow motion con la colonna sonora di Anthony and the Johnson!!!); riprendono scene diverse che poi troveranno la loro logica nello svilupparsi del film.
Ci sono sì delle lacune piuttosto evidenti nell'opera, e per questo stupiscono: personaggi non sviluppati, addirittura intere parti della storia non portate avanti ('sto mondo country dell'agro pontino..mah?). Probabilmente con altri registi ciò avrebbe nociuto significativamente al mio giudizio sul film, invece in questo caso no, sono uscito dal cinema comunque soddisfatto, perchè lo spessore di quest'opera è tale di fronte alla media che scorrazza per le sale, che un passo indietro rispetto alle Conseguenze dell'amore è comunque un passo avanti rispetto agli altri.

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Ultima risposta 24/11/2006 15.33.49
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george  @  16/11/2006 13.04.29
   7½ / 10
Una favola vista dagli occhi dell'orco, in una provincia italiana abitata da strani personaggi, disposti a vendre la propria anima per un flash di felicità.
La storia di un pusher di gioia, che si reputa mero strumento di una società che non può fare a meno di lui. Ma che di lui si vergogna - la bruttezza interiore che si manifesta in quella esteriore - prendendendolo in considerazione al massimo come un distaccato "amico di famiglia".
La fotografia bellissima coglie l'architettura del fascio nelle sue simmetrie e geometrie rendendo l'idea di un posto senza tempo, fuori dalla storia, ma in cui chi ci vive ha le nostre stesse debolezze e ci somiglia più di quanto si possa pensare.
La lentezza è esasperante e bisogna partire preparati per il viaggio, se lo si è si gode dei paesaggi e delle musiche che ci accompagnano, se non lo si è, si rischia di odiarlo. E sarebbe un peccato.

Non per tutti

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Ultima risposta 21/11/2006 17.07.01
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ziotom77  @  15/11/2006 12.07.11
   8 / 10
Un altro gran bel film che il cinema italiano ci propone in questo periodo, mi domando solo perchè dobbiamo aspettare anche anni per goderci film come questi...
Registicamente ben fatto, lo vedo più maturo rispetto ai suoi film precedenti, la fotografia è ottima, e alcuni frame del film somigliano vagamente ai film di lynch... e sempre alcune scene del film, vista l'ambientazione sembrano veramente un quadro di De Chirico...
Fantastica interpretazione di Giacomo Rizzo, grande attore teatrale che in questo film veste i panni di un sudicio usuraio che a trattti è patetico a tratti poetico, infatti pur facendo un lavoro non pregievole vuole essere appunto "l'amico di famiglia" delle persone che chiedono il suo aiuto!!!
buona anche l'interpretazione di Bentivoglio, che si finge amico di Geremia e alla fine gli combina quello scherzetto, e infine la bella di turno Laura Chiatti, per essere bella è bella e non ha recitato male, forse a volte era monoespressiva ma ha retto bene la parte...
Buona anche la colonna sonora... che dire quindi... gran bel film!!!
W il cinema italiano

polbot  @  14/11/2006 13.51.04
   7 / 10
Son d'accordo, questo film è un passo indietro rispetto al precedente, molto più...organico...Qui alcune fatti e personaggi son buttati là...si ha l'impressione che possano esserci notevoli evoluzioni e invece... il finale è un po 'misero. Ma difronte a certa monnezza che gira, non ci si può non togliere il cappello dinanzi a questo geniale e talentuoso giovane regista, coraggioso e temerario. La figura di geremia come l'interpretazione di Rizzo è memorabile. Un appunto...s'era parlato tanto del tema del country trattato in questo film... beh, poco e male. Ottimo Bentivoglio, ma malsfruttato! Paolo, ora aspettiamo il prossimo, non farci aspettare!

Invia una mail all'autore del commento fragen  @  13/11/2006 23.26.06
   8 / 10
Il terzo lungometraggio dell'impeccabile regista Paolo Sorrentino approda nelle sale affrontando il tema dell'usura insieme all'attaccamento per le cose che c'è in ognuno di noi e riallacciandosi al filone conduttore dei tre film del regista: la solitudine.

Ancora una volta Sorrentino riesce a narrare la storia del film in maniera cruda e ironica al tempo stesso...una storia che disegna perfettamente il livello di mediocrità che un uomo può raggiungere, in un contesto non molto distante da tanti stereotipi che purtroppo esistono davvero in questa nostra italietta sempre più variegata e piena di divari. Una mediocrità che mette il denaro e le cose in genere al centro di tutto, dove perfino l'amore diventa un'oggetto di scambio e dove l'egoismo cinico degli esseri umani non ha nessun limite. Il lavoro di Paolo Sorrentino si concentra anche sul tema della felicità, una felicità sempre meno presente tra le "grandi cose" e sempre più facilmente raggiungibile sulle piccole cose, in cui il materialismo non ti permette di accontentarti di quello che hai. Geremia de' Geremei è forse il più viscido stereotipo tra gli usurai, quello che raccoglie sempre di più e non spende mai, un usuraio magistralmente interpretato da Giacomo Rizzo.

Dal materialismo del denaro si passa velocemente al materialismo dei sentimenti, un materialismo eccessivo che rende Geremia un uomo odiato da tutti quelli che lo circondano, dove anche il più astuto essere umano riesce a farsi fregare dalla gente a lui più vicina, proprio per lo stesso motivo: l'attaccamento alle cose. E' proprio vero, nel nostro piccolo, siamo tutti "strozzini".

L'ottima interpretazione degli attori e l'impeccabile fotografia rendono "L'amico di famiglia" un bel film mai banale e per niente superficiale, che riesce a trasmettere un messaggio forte e reale: tutti rubano, e tutti sono infelici.

Francesco Genovese

Gruppo COLLABORATORI paul  @  13/11/2006 22.39.54
   6 / 10
Mi trovo d'accordo con il commento di Ciccio. Sorrenino fa un notevole passo indietro rispetto alle due precedenti sue opere. Troppi personaggi non delineatissimi fanno alla fine pensare: dove voleva parare questo film? L'antieroe Giacomo Rizzo è viscido e bravino mentre Laura Chiatti è l'ennesima conferma di come non esistano più attrici italiane capaci di recitare. Un film che si può vedere ma che non coinvolgerà.

badovino  @  12/11/2006 14.34.23
   8½ / 10
Tra il drammatico, l'ironico e il grottesco. Paolo Sorrentino costruisce un film molto strano, molto lento e molto particolare. Il protagonista, interpretato dal grandissimo Rizzo, è un individuo ignobile, solo in apparenza degno di pietà...in realtà nel suo animo si nasconde la pece. E' un usuraio. Si chiama Geremia. Dietro i suoi gesti quasi da bambino capriccioso, si comincia piano piano a svelare la bruttezza, la lordura di un diavolo senza scrupoli. La madre che lo disprezza e gli rammenta che nessuno sulla Terra è felice...nessuno...il confronto continuo col padre (anch'egli usuraio), una società cieca e assurda che vive intorno a lui. Geremia ha un socio, Fabrizio Bentivoglio, che ha la fissa per il "country" e partecipa alle malefatte dell'usuraio facendogli da informatore, fin quando apre gli occhi e capisce che è ora di cambiar vita, ha il coraggio di ribellarsi alla faccia malefica del mondo e tradisce Geremia mettendolo nei guai. Leggendo il titolo del film ci si potrebbe chiedere come mai Sorrentino abbia scelto questo...L'amico di famiglia. L'arcano è svelato quando un signore, per consentire le nozze della figlia, chiede aiuto proprio a Geremia. Alla ragazza che all'inizio non capisce chi sia questo insulso figuro, viene presentato come "un amico di famiglia". Ben presto la vita della bella ragazza si trasfromerà in un incubo. Infatti pur di non far cadere in disgrazia i genitori ben sapendo che non possono restituire una somma come quella prestatagli, si concede all'usuraio facendosi quasi violentare prima di sposarsi. Geremia la pagherà molto cara. Un senso di angoscia pervade tutta la pellicola. Ogni personaggio presenta un risvolto negativo, una debolezza e su tutti Geremia stesso con i suoi tic, con le sue paure, con la sua cattiveria. Non si ferma davanti a niente, non conosce limiti, si sporca le mani con la m.erda e si lecca le dita. Il regista concerta abbastanza bene, lasciando però in ombra figure come quella del marito della ragazza. La fotografia e il montaggio sono comunque affascinanti. Lunghe carrellate che accompagnano l'anima nera di "Geremia cuor d'oro" usuraio maledetto ma uomo...debole come tutti noi...e proprio per questo non giustificabile!

Ciccio  @  11/11/2006 0.51.17
   6 / 10
Sorrentino hai fatto un notevole passo indietro rispetto ai tuoi rispettivi 2 capolavori! Rizzo e Bentivoglio ce la mettono tutta e la Chiatti è una gnoccolona da paura! Il finale è prevedibile. Rimangono soltanto le bellissime inquadrature e l'incantevole fotografia. Spremi le meningi Paoletto!

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