la giusta distanza regia di Carlo Mazzacurati Italia 2007
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la giusta distanza (2007)

 Trailer Trailer LA GIUSTA DISTANZA

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locandina del film LA GIUSTA DISTANZA

Titolo Originale: LA GIUSTA DISTANZA

RegiaCarlo Mazzacurati

InterpretiGiovanni Capovilla, Ahmed Hafiene, Valentina Lodovini, Giuseppe Battiston, Roberto Abbiati, Natalino Balasso, Stefano Scandaletti, Mirko Artuso, Fabrizio Bentivoglio, Marina Rocco

Durata: h 1.46
NazionalitàItalia 2007
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 2007

•  Altri film di Carlo Mazzacurati

Trama del film La giusta distanza

Un giovane meccanico tunisino, ben ambientato e stimato per il suo lavoro, vive la sua vita tranquillamente in un cittadina del nord-est. Ma un giorno qualsiasi come tanti altri, viene commesso un omicidio. Il giovane è subito sospettato e accusato dell'omicidio. Rinchiuso in carcere il ragazzo si uccide. Segue l'inchiesta un giovane cronista del Resto del Carlino, che vuole far luce sull'omicidio.

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Voto Visitatori:   7,36 / 10 (32 voti)7,36Grafico
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Voti e commenti su La giusta distanza, 32 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

gandyovo  @  14/01/2010 16.24.45
   7½ / 10
sorprendente, ma non eccezionale. un film cmq da vedere

unpoeta67  @  19/11/2009 22.45.40
   8 / 10
veramente strepitoso questo film iniziato a vedere alle 2 del mattino con il pensiero del tipo , poi lo finisco magari domani , macchè ! Incollato allo schermo dall'inizio alla fine . innamorato anche io come tutti della bellissima e bravissima lodovini , restato anch'io fuori della finestra ad ammirarne , estasiato, i movimenti . incollato alla poesia della pellicola, alla bellezza e profondità degli sguardi , innamorato di un film che è gemma tra le produzioni italiane , che incornicia una situazione qualsiasi e la appende tra i quadri dei " per sempre" ...
ero dalla parte di un uomo che ama di un amore discreto e fortissimo assieme , con una unicità travolgente poichè in partenza inarrivabile . Avrei voluto difendere la giustizia dell'amore poichè l'amore è sempre giusto , così non è stato , ...ecco come nasce il dolore di una lacrima...

Invia una mail all'autore del commento albatros70  @  14/10/2009 21.03.52
   7 / 10
A mio giudizio si da poco spazio alla parte finale quella in cui il giornalista cerca il vero colpevole dell'omicidio, in ogni caso il film è molto buono e scorre via davvero bene per tutta la sua durata. Una piacevole sorpresa.

Kayo  @  02/07/2009 20.57.58
   7½ / 10
opera davvero ben costruita, bel film

john_doe  @  19/06/2009 12.05.19
   7½ / 10
Film ben costruito, ben recitato (che personaggio Battiston!), semplice, delicato, coinvolgente. Finale un po'troppo affrettato.

Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  09/01/2009 19.46.00
   7 / 10
Mazzacurati ci offre un ritratto bello e realistico dell'ambiente e dell'umanità provinciale del nord-est in un "noir" in cui il regista sembra osservare gli eventi dalla giusta distanza, come dovrebbe fare uno dei peronaggi più interessanti, ma senza per questo tradire l'affetto verso i luoghi, le storie, gli uomini protagonisti del film.

tan85  @  09/01/2009 9.37.57
   7½ / 10
Gran bel film. Ti tiene incollato allo schermo fino alla fine. C'è da dire che comunque la zona in cui si svolge la storia non è il classico nord-est che si potrebbe immaginare, il polesine è una zona ancora quasi completamente rurale, molto isolata dal mondo. Insomma andateci per capire!

paride_86  @  04/01/2009 19.47.25
   6½ / 10
"La giusta distanza" è un film molto carino che mi ha ricordato, per certi versi, "La ragazza del lago" (anche se forse sarebbe più esatto dire il contrario). Eppure non mi ha convinto del tutto: parte come un ritratto della provincia del nord-Italia, tra personaggi sopra le righe, attenzioni morbose verso la nuova arrivata, l'integrazione degli immigrati ecc. Poi, ad un certo punto, quando mancano circa 20 min alla fine del film, diventa un giallo complesso ma privo di tensione, in cerca di uno sfondo sociale per i fatti che narra. La conclusione, per certi versi banalissima (sappiamo con certezza chi è stato a NON uccidere), per altri imprevedibile (non sappiamo chi è l'assassino e scoprirlo non approfondirà affatto l'analisi del film) lo rende riuscito a metà. Il protagonista della pellicola, il giovane Giovanni, è il filo conduttore degli eventi e la voce narrante della storia: lui crescerà e maturerà durante il suo svolgimento. Eppure, alla fine del film, è il personaggio che conosciamo di meno.

goodwolf  @  04/05/2008 10.30.44
   7 / 10
A volte per fare del buon cinema non è necessario inventarsi salti mortali, effetti speciali e intrecci vorticosi. basta creare una storia, raccontarla in modo lineare e caratterizzare i personaggi.
Buon film, lo consiglio, a me è piaciuto

Gruppo COLLABORATORI foxycleo  @  28/02/2008 13.21.57
   6 / 10
Mi aspettavo molto di più da questo film dalle buone intenzioni firmato Mazzacurati.
La prima parte che racconta la campagna di una provincia del Veneto non è male, molti luoghi comuni, ma paesaggi e stati d'animo ben descritti senza troppi orpelli.
La seconda parte non mi è proprio piaciuta, per intenderci quella in cui Mara scompare dalla scena.
Molto brava Valentina Lodovini, ben caratterizzato il personaggio di Bentivoglio, non troppo simpatico il giovane protagonista.

giumig  @  11/02/2008 23.07.44
   8 / 10
Gran bel film: poesia, stupendi paesaggi, ottimi attori, emozioni, colpi di scena, storie d'amore, attualità, razzismo thriller e giallo. C'è un po di tutto, sapientemente ed egregiamente diretto da un grande regista

Un ottimo film, da vedere assolutamente

Invia una mail all'autore del commento Adriano Lotito  @  23/11/2007 18.37.49
   7½ / 10
Non ci sono parole per descrivere e analizzare questa magnifica oasi nel deserto, una punta di diamante che brilla nel generale squallore dei film attuali. Non esagero nel dire che “La giusta distanza” di Carlo Mazzacurati è uno dei più bei film italiani del nuovo secolo, perfetto insieme di silenzi e colpi di scena, poesia e thriller.
La storia è bella, emozionante e molto attuale che non sfiora mai la retorica e la prevedibilità mantenendo sempre il fiato sospeso allo spettatore e un grave senso di inquietudine fin dall’inizio quando l’arrivo di una giovane e seducente insegnante in un paesino alle foci del Po smuove gli equilibri tra le altre persone fino a sboccare nell’irrazionalità. Sceneggiatura di ferro senza banalità e aggiunte pleonastiche interpretata magistralmente dallo straordinario cast in cui spicca il giornalista in erba Giovanni Capovilla e la fascinosa protagonista Valentina Lodovini. Bravissimo anche l’algerino Ahmed Hafiene che regala una performance intensa ma misurata. I comprimari sono tutti efficienti compreso il simpatico Giuseppe Battiston. Anche dal punto di vista tecnico è fatto benissimo. Le scenografie sono ideali per la storia fatta di grandi spazi in cui ci si sente molto soli rese spettacolari dalla fotografia di Luca Bigazzi.
Non c’è altro da dire, solo il consiglio di andarlo a vedere per chi non considera il cinema italiano all’altezza di quello hollywoodiano in cui si preferisce sempre la qualità alla quantità. Da non perdere.

alessiogala  @  20/11/2007 16.50.22
   5 / 10
DISCRETO FLM CERTO CHE CN LE CAVOLATE CHE FANNO OGGI AL CINEMA ITALIANE QSTO è UNO DEI FILM MIGLIORI...PENSATE CM è IN BASSO IL NOSTRO CINEMA

7 risposte al commento
Ultima risposta 18/01/2008 21.43.43
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margherita  @  20/11/2007 11.03.02
   6 / 10
mi aspettavo molto di più da mazzacurati i si è limitato a descrivere reltà squallidi senza rivendicare la funzione socio-educativa dell'arte compreso il cinema Che delusione!!!!!!!!!! La protagonista senza personalità

codino18  @  15/11/2007 16.14.33
   7½ / 10
Gran bel film, da vedere perchè non è lento, gli attori molto bravi, dal ragazzino alla splendida protagonista della storia.
Un mazzacurati davvero in forma,

forzalube  @  14/11/2007 12.46.12
   7½ / 10
Come difetti ha una parte centrale forse un po' troppo allungata e

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER per il resto concordo con le analisi già fatte.
Buon film, sicuramente godibile.

shiatsuka  @  13/11/2007 9.27.15
   8 / 10
Davvero un bel film. Poesia, dolcezza, splendida fotografia, ottima regia. Tanti ingredienti per gustare questa bella prova di Mazzacurati. Anche se compare in poche scene la bravura di Fabrizio Bentivoglio non la scopro certamente io. Anche gli altri attori, tra cui la bellissima Valentina Lodovini e Giovanni Capovilla si sono ottimamente calati nel ruolo. Da non perdere.

Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  12/11/2007 18.07.53
   7 / 10
Originale nella fusione dei generi, discreto nel ritrarre la provincia veneta, forse manca nello spessore di alcuni personaggi fondamentali, come la maestra e il ragazzo-giornalista, che restano un po' superficiali, anche se se ne intuisce bene il ruolo e il contesto morale delle loro azioni e idee. L'impressione finale è che manchi qualcosa, nonostante resti un film discreto.

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Ultima risposta 12/12/2007 15.43.24
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tavullia86  @  09/11/2007 9.43.31
   9 / 10
gran film davvero. mazzacurati riesce a conciliare bene le due componenti del film, cioè quella dello spaccato sociale sulla provincia veneta e quella della vicenda del film, intrecciandole, sovrapponendole, e il risultato è ottimo. la storia ungiusto mix tra sentimentale e noir, è un'ottima traccia per realizzare lo spaccato sul veneto, pieno di contraddizioni, e devo dire che vivendoci anch'io in questa realtà, mazzacurati l'ha descritta al meglio. il classico paesetto dove tutti si conoscono, tutti sanno tutto di tutti, c'è il bar del paese, punto di ritrovo di tutte le generazioni, e i pochi esercizi commerciali. c'è la mitica sita, spesso vuota, che collega il paese all'altra metà del mondo reale, la grande città. e personalmente oltre alla figura di hassan mi ha colpito(e penso abbia colpito un pò tutti) la figura di quello che ha fatto i"schei". E' incredibile quanto soggetti così siano diffusi dalle nostre parti, quello che con tanta fortuna(e spesso tanto tanto lavoro)ha sfondato e fatto i soldi. E non si rende conto che una volta raggiunto l'obiettivo della vita(i schei), non sa che farsene, e allora inizia a spendere e spandere, solo per il gusto di dire"ho 2 case, 3 macchine, la barca...e il mare che preferisco è l'oceano Indiano". Per il resto(integrazione,...)vedo che molto è già stato scritto sotto, e non aggiungo altro, se non che consiglio questo film a tutti.

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Ultima risposta 12/11/2007 13.40.05
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norah  @  05/11/2007 15.56.38
   7 / 10
Buon film di Mazzacurati, che ci regala uno spaccato molto realistico della provincia italiana.
Ottima anche la caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo Bentivoglio che solitamente mi irrita da morire.
Tutto sommato, da vedere.

caravaggio  @  04/11/2007 2.45.11
   8 / 10
Film bello, scorrevole, attuale e sorprendente... anche per chi non è veneto!
Drammatico ma anche divertente. Bravo Mazzacurati, bravissima e convincente la Lodovini, bravi tutti: azzeccatissimo il coinvolgimento di Natalino Balasso.
Averne di film italiani di questo livello!

Invia una mail all'autore del commento Maria Lucia  @  31/10/2007 11.50.03
   8 / 10
Mazzacurati non mi delude mai, il film è un capolavoro nella sua semplicità e umanità uno spaccato vero senza artifizi di un paese come ce ne sono tanti del Sud (io ne sono originaria) e del Nord dove tutto può accadere e tutto accade come i pregiudizi sempre e solo sullo "straniero" su ciò che ci spaventa per il semplice fatto che non conosciamo; emozionanti le immagini della festa paesana con il ballo arabo e gli sguardi tra i due attori (Hassan e Mara); meraviglioso Battiston con le sue battute ed il suo recitare anche con il suo potente fisico.. BELLO DAVVERO!! Una boccata d'aria fresca FINALMENTE!! Sul cinema italiano... BRAVOOOO

viagem  @  29/10/2007 23.08.29
   8 / 10
Forse chi è originario del luogo raccontato in questo film ha modo di apprezzare particolari che ai più potrebbero sfuggire, ma probabilmente è anche più coinvolto ed è meno obiettivo nel giudizio.
Sta di fatto che a un padovano come me questo film è piaciuto molto.
A metà tra un noir e un'opera di denuncia dei pregiudizi verso chi è "altro", in realtà La giusta distanza è principalmente un'efficacissima resa della realtà di provincia veneta.
Veneto, attuale locomotiva d'Italia dal punto di vista economico, là dove molta gente ha trovato ricchezza facile in poco tempo (Battiston ha fatto i schei), dove gli extracomunitari integrati lavorano più sodo degli stessi veneti, dove ti trovi la donna, meglio se dell'Est, on-line, ma anche il Veneto dei paesi come Concadalbero (e vi invito ad andare a visitarlo, perchè esiste davvero e ci sono delle Corti Benedettine suggestive nei dintorni) così isolati che solo una corriera della SITA può fungere da cordone ombelicale col resto del mondo, dove il ritmo scorre ancora lento come il Po nelle sue ultime anse, dove si crede ancora ai maghi e ai cartomanti, dove c'è ancora il bar del paese per ritrovarsi e commentare i fatti del giornale locale, ma la ragazza che ti serve "il goto" è cinese.
Mazzacurati è bravissimo a esprimere le mille contraddizioni di queste lande, senza ricorrere ad alcuno stereotipo ed in maniera lieve e naturale, raccontando una storia dapprima lenta e silenziosa poi sempre più rapida e scandita dagli eventi. L'attraversa da cima a fondo un senso di inquietudine,

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Fotografia splendida e grazie a Battiston per aver "portato" dentro la colonna sonora i Radiodervish con Erevan.
Una menzione speciale per il cameo di Balasso, evidentemente a suo agio nelle proprie terre, e per la Lodovini: se il cinema italiano è in crisi direi che ad un primo sguardo queste giovani attrici italiane godono tutte di ottima salute!

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Ultima risposta 12/11/2007 17.55.34
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nextam  @  29/10/2007 21.23.30
   8 / 10
davvero bello. bravi tutti: regista, attori (su tutti la Lodovini e Capovilla). simpatica la partecipazione di Bentivoglio. una storia che fa riflettere per una sceneggiatura che non annoia mai. consigliatissimo.

polbot  @  29/10/2007 10.50.22
   8 / 10
Prova convincente di Mazzacurati. Storia e personaggi non banali e fedeli alla realtà attuale, specie della bassa padana. Attori protagonisti davvero bravi. Bentivoglio e Balasso caratterizzano bene i loro "piccoli" personaggi. Consigliato.

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Ultima risposta 29/10/2007 14.34.13
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Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  27/10/2007 15.16.09
   7 / 10
Un buon film davvero, questo di Mazzacurati, che sembra in parte recuperare i temi affrontati nel suo bell'esordio ("Notte italiana" cfr.) quasi vent'anni dopo, trasferendoli nella campagna Padovana (d'adozione?).
Il regista si riconferma, pur se tra alti e bassi, un autore solido, capace come pochi altri di raccontare la provincia italiana in ogni suo aspetto, tra modernità e tradizione.
L'intreccio del film ricorda vagamente "Nebbia e cenere" di Eraldo Baldini, ma a tratti sfuma in un'ottica Felliniana stile Amarcord (volutamente citato nell'immagine di un ex insegnante uscita di senno seduta su un battello tra lo stupore dei paesani).
Un'altro twin peaks all'italiana, che richiama il cinema di genere improntando però un'invettiva sociale à la Loach davvero insostenibile (cfr. il tunisino accusato ingiustamente, anche dal suo stesso avvocato - l'ipocrisia del villaggio).
Peccato soltanto che questa vena sociale sia smussata da un certo manierismo e da una forzatura poetica che scoraggia proprio la sua invettiva.

Notevoli comunque le interpretazioni di Valentina Codevini e del giovane "giornalista in erba" (bel personaggio, non trovate?). Lei, in particolare, una sorta di Laura Morante con vent'anni di meno, ha un volto che fa ben sperare per il futuro. Ottima anche la prova di Battiston.

Un film blandamente "rurale" e a tratti duro, plasmato dalla "miseria mentale" di chi vuole crearsi i nemici fuori dalla propria area di appartenenza (ecco cos'è cambiato rispetto ai tempi di Notte Italiana) e dal campanilismo corrente

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Ultima risposta 29/10/2007 10.19.17
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robiavvo  @  25/10/2007 21.07.51
   7½ / 10
Il tanto vituperato , talvolta ahimè a ragione. cinema italiano sa produrre anche film assolutamente da vedere come questo. Con "La giusta distanza" Mazzacurati torna nella provincia padovana, emblema del nord est, e ci racconta con la maestria propria attraverso gli occhi di un diciottenne anche lui avulso dall'ambiente, come la vita/e vengano stravolte dall'arrivo di un estraneo, la maestrina toscana, fino ad arrivare ad un epilogo tragico. Il regista usa come pretesto per raccontare la storia un noir che permette di tratteggiare le ipocrisie, lo squallido gallismo di provincia, i pregiudizi verso gli "estranei" alla comunità siano italiani o meno, la banalità del male..il tutto grazie anche a un cast azzeccato..tutti veramente bravi

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento mkmonti  @  24/10/2007 19.35.24
   7½ / 10
Presentato in concorso alla Festa di Roma, rappresenta il ritorno di
Mazzacurati a picchi alti a cui ci aveva abituato nei suoi primi lavori;la provincia come il regista sa rappresentarla, è al centro della pellicola in cui spicca l'interpretazione di Ahmed Hafienem. RISVEGLI!!!!!

francopane  @  22/10/2007 20.35.48
   7½ / 10
Il film è bello e visionario, perchè affronta con leggerezza un tema complesso (il razzismo, la diffidenza verso il diverso) in un contesto, la nebbia padana, che fa perfettamente da sfondo alle intenzioni poco analitiche e più di sensazione dell'autore. I toni sono volutamente bassi, manca il tono da denuncia moralista ed emerge piuttosto la rassegnazione della provincia. Se non cercate un giallo eccitante o un noir sbilenco, ma solo un po' di malinconia da fumo di pipa e caminetto, è il vostro film.

Delfina  @  21/10/2007 12.05.02
   6½ / 10
Questa stagione ci presenta vari film italiani di genere giallo, drammatico o noir: dopo "La ragazza del lago", ecco tornare il Nord Est in questo lavoro di Mazzacurati. Un troppo lunga e stiracchiata la prima parte, dove sembra prevalere, nonostante la bella fotografia, una sceneggiatura di tipo fictionistico e telvisivo. Migliora nel secondo tempo, con una brusca accelerazione che sbilancia di colpo l'andamento narrativo.
Finale un po' scontato e nuovamente in stile fiction.
Belli i luoghi e anche i personaggi minori.

Spicca la recitazione di Ahmed Hafienem, bravo e intenso attore.
Un po' azzardata la figura del ragazzino-giornalista; comunque, un film godibile.

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Ultima risposta 26/10/2007 10.41.25
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bartlisa  @  21/10/2007 2.01.12
   7 / 10
La tematica affrontata non è certo originale, ma è sicuramente attuale. Anche la trama non è niente che non sia già stato visto o sentito, compreso il finale (abbastanza prevedibile secondo me), nonostante questo è comunque un film piacevole, con una bellissima fotografia e che invita a riflettere su quanto ciò che racconta sia spesso tristemente reale.

don carlos  @  21/10/2007 0.24.34
   8½ / 10
Un film decisamente originale e realistico, sia per l'ambientazione che per la trama. Ben realizzato anche tecnicamente: nella sceneggiatura e nella caratterizzazione dei personaggi è difficile trovare dettagli fuori posto, così come nella fotografia, nelle luci e nel montaggio (più o meno tutto insomma!) Il risultato è qualcosa di estremamente naturale, molto vicino alla realtà di tutti i giorni, ma nello stesso tempo è anche coinvolgente e non annoia. Fa un certo effetto vedere sul grande schermo la zona del Polesine e alcuni scorci di Padova (i Padovani come me riconosceranno il Caffè Pedrocchi, dove Giovanni dialoga con il giornalista aka Bentivoglio, l'ospedale e un po' di Corso Garibaldi e di giardini dell'Arena, che si intravedono da una finestra della sede del giornale per cui Giovanni lavora). Ad alcuni, certi personaggi potranno sembrare delle macchiette (con l'intercalare veneto eccetera), ma a mio parere non lo sono affatto: questo film è un ritratto, fedelissimo alla realtà e privo di stereotipi. Soprattutto per questo è interessante.

Oltretutto, è sempre divertente rivedere in azione Giovanni Battiston e Natalino Balasso, per non parlare di Bentivoglio che recita con l'accento veneto.

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Ultima risposta 29/10/2007 10.44.40
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