la donna del ritratto regia di Fritz Lang Usa 1944
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la donna del ritratto (1944)

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locandina del film LA DONNA DEL RITRATTO

Titolo Originale: THE WOMAN IN THE WINDOW

RegiaFritz Lang

InterpretiEdward G. Robinson, Joan Bennett, Raymond Massey

Durata: h 1.39
NazionalitàUsa 1944
Generenoir
Tratto dal libro "Once off guard" di J. H. Wallis
Al cinema nel Marzo 1944

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Trama del film La donna del ritratto

Uno psicologo esperto in criminologia, fa la conoscenza di un'affascinante donna il cui ritratto è esposto in una vetrina. A casa di lei è aggredito da un uomo, lo uccide e nasconde il cadavere. Ricattato da un amico del morto, cade in numerose contraddizioni durante le indagini alle quali è chiamato a collaborare.

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Voto Visitatori:   8,56 / 10 (24 voti)8,56Grafico
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Voti e commenti su La donna del ritratto, 24 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Noodles_  @  09/09/2011 11:12:02
   9½ / 10
Bellissimo.
Un film da godersi tutto d'un fiato, con una sceneggiatura perfetta, dialoghi briosi e taglienti (la conversazione iniziale nel club da antologia) e interpretazioni impeccabili. Finale emozionante, primo di una lunga serie, e a mio parere assolutamente stupendo.

MidnightMikko  @  28/07/2011 13:29:33
   10 / 10
Un noir perfetto targato Fritz Lang. Storia favolosa, sceneggiatura travolgente, attori superbi e finale da antologia. Perfetto.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  25/06/2011 18:34:15
   7½ / 10
Splendido noir firmato Lang. Ha tutti i pregi e i difetti del cinema classico: trama e sceneggiatura coinvolgente e palpitante, ma allo stesso tempo fin troppo "precisa", conseguente e didattica. Le interpretazioni in questo caso sono convincenti, la messa in scena accurata e non mancano scene belle dal punto di vista visivo.
Il genere noir riusciva ad evidenziare crepe ed incertezze in quello che ufficialmente era il solido sistema sociale ed etico americano degli anni ‘40. La parte iniziale di questo film è molto chiara a proposito. Si presenta infatti una tipica e salda famiglia americana della classe media, con il capofamiglia che guarda caso fa il professore di criminologia. Il resto del film mostra come è facilissimo cedere a tentazioni e ad avventure extraconiugali, come è difficile poi controllare i propri istinti violenti trovandosi in determinate situazioni, come alla fine venga quasi spontaneo non seguire la via legale (affrontando l'opinione pubblica) e cercare invece di nascondere e coprire i misfatti.
Lo schema dell'innocente che si trova suo malgrado nei guai, un uomo comune che fa passi falsi, che deve non farsi scoprire dalla polizia e difendersi dai ricattatori, è uno dei più usati nel cinema classico (Hitchcock l'ha portato alla perfezione). Qui avviene tutto in maniera chiara, semplice, in pratica a carte scoperte. Ci identifichiamo quindi con l'assassino suo malgrado (una persona come noi), tifiamo per lui contro la polizia, i ricattatori, peniamo per gli errori, i passi falsi, la malasorte, la disperazione, ecc. E in questo film di tensione ce n'è tanta.
Il problema dello stile classico è che non arriva alle estreme conseguenze. Il pericolo va mostrato ma non va fatto trionfare. Per questo alla fine, in una maniera o nell'altra, si ritorna ad uno status quo, al ristabilimento dell'ordine. La vertigine serve quindi a mettere in guarda, ad avvertire del grande pericolo e della profonda oscurità che si cela dietro il sottile diaframma della normalità borghese. Chaplin con "Monsieur Verdoux" sarà il primo a squarciare il velo e a mostrare cosa si annida realmente dietro le convenzioni e il perbenismo americano, proprio nell'epoca in cui raggiunse il suo massimo fulgore.
A parte l'accomodamento finale, "La donna del ritratto" concede anche oggi una piacevole e interessante visione. Consigliato.

2 risposte al commento
Ultima risposta 27/06/2011 23.36.21
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marfsime  @  20/04/2011 15:29:09
   7½ / 10
Ammetto di non essere un grande appassionato dei noir d'epoca ma debbo dire che questo costituisce un'eccezione nelle mie preferenze. Ottima regia..attori decisamente in palla..molto belle alcune sequenze in particolare è splendido il finale della pellicola che regala una sorpresa che ribalta tutte le certezze che fino a quel momento si potevano avere. Pellicola decisamente soddisfacente.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  24/03/2011 13:12:39
   8½ / 10
Bellissimo noir in cui Lang in un certo senso si diverte beffadamente a inserire il suo protagonista in una situazione completamente antitetica al suo essere apparente, ma inconsciamente cercata per soddisfare i suoi desideri repressi da vita fin troppo controllata. Il finale poi sarà ripreso da millemila pellicole di ogni genere e qualità.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Tumassa84  @  10/06/2010 08:49:39
   8 / 10
ATTENZIONE, IL COMMENTO CONTIENE SPOILER.

Un film noir in cui Fritz Lang esplora l'universo del sogno, citando palesemente le teorie di Sigmund Freud. Il suo nome, infatti, compare nella lavagna durante la prima scena, in cui il protagonista, interpretato da Edward G. Robinson, sta tenendo una lezione universitaria di criminologia. Secondo Freud, i nostri sogni non sono altro che la manifestazione del nostro inconscio e dei nostri desideri repressi. Ed ecco che il protagonista, sposato con figli e vittima della routine, sogna di incontrare la bellissima donna del ritratto che vedeva sempre in una vetrina per strada, ma non solo: questo sogno poi lo porta ad essere il protagonista di un omicidio, che non rappresenta a mio avviso la trasformazione del sogno in incubo, ma la vera realizzazione dei suoi desideri più inconsci. Chiaramente nella Hollywood del tempo questi erano concetti che non potevano venir palesati, ma la citazione di Freud iniziale spinge in questo senso.

Sig. Chisciano  @  18/05/2010 17:31:50
   8 / 10
Un uomo normale, con educazione e sani principi può per una serie di eventi sfortunati diventare un criminale?
Pellicola sorprendente, tira dritto dritto fino alla fine senza annoiare, colpi di scena e giochetti di sceneggiatura che poi sono diventati a Hollywood, come la panna sul cibo per i Tedeschi.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  20/02/2010 09:19:39
   8½ / 10
Noir americano del regista Fritz Lang, che costruisce un'opera con tutti i cliché del genere ma coinvolgente ed emozionante. Le vicende raccontate non sono sicuramente originali ma il taglio narrativo è interessante così come le indagini alla scoperta dell'assassino. L'epilogo è veramente eccezionale: in equilibrio tra dramma ed ironia, tra dolore e gioia. Veramente entusiasmante.
Monumentale Robinson, uno dei più grandi attori della storia.

ezequiel  @  08/01/2010 19:24:00
   8 / 10
se non ricordo male fu la moglie a consigliare quel finale. santa moglie.
è riuscita a rendere tutto dannatamente verosimile.

Dr.Orgasmatron  @  06/12/2009 23:10:36
   9½ / 10
Altro ennesimo capolavoro dello strabiliante Fritz Lang. Lo inserisco di diritto nei 10 noir più belli di sempre. Il sottile confine tra innocenza e colpevolezza è varcato attraverso sequenze oniriche ed una narrazione "al microscopio", che non tralascia nulla al caso. Finale a sorpresa, che ha fatto storcere il naso a molti. Per me un finale straordinario, per Lang "l'unico finale possibile per rendere credibile l'intreccio". Splendido Edward G. Robinson, un attore veramente super

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  17/11/2009 14:46:27
   8½ / 10
Ecco come la persona piu' comune puo' trasformarsi facilmente in un "calcolatore" del crimine!
Si,perche è affascinante come il bravo Robinson esclude subito la possibilita' di dire la verita' (legittima difesa) e riesca anche a pianificare un altro delitto!
Rispetto a chi mi ha preceduto non condivido molto il finale che vedo come la classica imposizione della produzione per avere un finale piu' lieto...
Rimane un noir d'autore che mi ha ricordato Hitchcock!

mainoz  @  25/08/2009 17:06:10
   7 / 10
Buon noir, trama interessante ed attori all'altezza..se non fosse per quel finale...

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Ultima risposta 19/09/2009 11.57.38
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Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  02/05/2009 00:30:18
   8 / 10
Bel noir che mantiene tutti i cliché del genere, mixandoli molto sapientemente. Il finale (ironico) sarà copiato mille volte e citato in migliai di film/fumetti. Interessanti anche alcune analogie con il finale di Mullholland drive... il vecchio Lynch conosceva molto bene i noir degli anni '40, come ha fatto notare Jellybelly nel commento su Vertigine di Preminger.

pinhead88  @  27/04/2009 18:07:03
   8½ / 10
classico noir anni '40 che riesce a tenere sulle spine per tutta la sua durata.ottimi i momenti di tensione

drabin  @  16/12/2008 14:36:42
   8 / 10
Uno dei migliori noir di Fritz Lang, dove si scontrano diversi temi cari al regista: dal senso di colpa alla relatività dell'idea di giustizia, dal torbido connubio amoroso al tema del sogno. Ritmo mozzafiato, che non concede nulla alla staticità di pensiero. Attori di classe asserviti ad una regia che solo apparentemente può sembrare meno curata di altre volte, ma che in realtà recando in sè l'idea di austerità e di essenzialità adorna al meglio il ritmo e la suspance. Grandiosa (ma da molti criticata) l'idea che ebbe Fritz Lang per la realizzazione del finale.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  20/09/2008 19:34:30
   8½ / 10
E qua decisamente meglio. Sceneggiatura perfetta per un noir però che oggi appare un po' datato. La domanda che vien da chiedersi è quand' è che si è realmente colpevoli. Avvincente per tutta la durata, ed un finale memorabile.

xxxgabryxxx0840  @  15/04/2008 00:13:45
   9 / 10
Altro super film di Fritz Lang, altra super interpretazione di Edward G. Robinson. Basterebbe dire questo. C'è comunque da aggiungere una trama veramente ben congeniata, una perfetta atmosfera ed un onirico finale da applausi. Imperdibile.

The Monia 84  @  23/03/2008 14:19:10
   8½ / 10
Labile il confine tra sogno ed incubo...
La narrazione sobria ma meticolosa avvinghia letteralmente lo spettatore allo schermo. Estremamente rigorosa come la messa in scena, tanto nel mostrarci l'inesorabile incalzare dell'indagine che smaschera i tentativi di occultamento facendo progressiva luce sulla faccenda, quanto nelle implacabili inquadrature, con primi piani estremamente significativi, sul volto del grande E.G. Robinson che fanno trasparire tutto il peso della colpa.
Splendida Joan Bennett: sostenuta e distaccata ma ugualmente fatale.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  01/03/2008 13:11:16
   8½ / 10
Ennesima perla di Lang, che dipinge con cura il ritratto di un intellettuale trascinato verso l'autodistruzione a causa del fascino di una donna, ma non solo. La fredda determinazione del Professore evidenzia infatti come il suo inconscio fosse stato solamente sopito, sepolto dietro sovrastrutture civili accumulate grazie alla cultura, all'educazione e ad una posizione sociale rispettabile; le sue pulsioni erano pronte a scattar fuori al minimo solletichio: ed a questo proposito,

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Eccellente Robinson nel dar corpo ad un personaggio difficilissimo e tormentato, affascinante la Bennet, ma su tutto vince la lucida ed avvincente regia di Fritz Lang, carica di una profondità e di una personalità ineguagliabili.

Crimson  @  12/10/2007 16:26:51
   8½ / 10
Noir datato ma di indiscutibile ed imperturbaile fascino. A livello più generale, è un film sull'incertezza costante ed angosciante del rischio e della sorte, in virtù dei quali la domanda iniziale e finale in buona sostanza è la seguente: fino a che punto ci si può opporre coi propri mezzi?
tutti i personaggi sono perfetti. I miei preferiti sono sicuramente la dark lady e il ricattatore.
Apprensione e molteplici scenari possibili fino al sorprendente finale. Per come sono fatto preferisco altri finali, come quello de 'lo spione' per esempio, ma forse in questo caso era opprtuno un finale che si riconciliasse con il quesito di fondo.

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  22/05/2007 22:39:35
   10 / 10
Mi rimane sempre difficile commentare un film senza lasciarmi condizionare dal fatto che il protagonista è uno dei miei attori preferiti.
Cosa dire dell'interpretazione di Edward G. Robinson in questo splendido noir di Fritz Lang ? Semplicemente fantastico.
Il carisma ed il talento dell'attore rumeno fanno si che anche lontano dal suo ruolo tradizionale quale quello del gangster ( ruolo che Robinson ad Hollywood non è mai riuscito a scrollarsi di dosso ), anche nella parte di un normale docente di psicologia riesca ad affascinare ed incantare con la sua potente forza espressiva.
Il film è bellissimo con atmosfere inquietanti ed oniriche, ed un finale che lascia letteralmente a bocca aperta.
Splendida Joan Bennett.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  16/01/2007 14:45:47
   9 / 10
Un film straordinario sull'idealizzazione del desiderio: Joan Bennett è una delle piu' conturbanti dark.ladies di sempre, è semplicemente perfetta, incrocio tra "vittima inconsapevole" e "attrazione fatale".
Il finale, poi, è semplicemente da antologia: Wilder realizza uno dei suoi film piu' "classici" ribaltando il concetto di "classicismo" e lasciando interdetto anche il piu' moderno degli spettatori

3 risposte al commento
Ultima risposta 17/11/2009 14.42.55
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Gruppo COLLABORATORI K.S.T.D.E.D.  @  17/12/2006 21:48:32
   8½ / 10
E' affascinante vedere come sequenza dopo sequenza esca l'anima fredda e calcolatrice di un uomo inizialmente tratteggiato come un persona mite e tranquilla, in un susseguirsi di ambientazioni ed atmosfere cupe e di situazioni sempre più incalzanti.
Il Destino beffardo è sempre lo stesso.. lo si ritrova anche nel successivo "La strada Scarlatta".
Prova magnifica di Robinson.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  17/03/2005 09:51:44
   10 / 10
Il classico noir degli anni '40: il sogno e la psicanalisi, la dark lady, le atmosfere torbidissime.
C'è un indimenticabile Edward G. Robinson , lo stesso anno di "La fiamma del peccato" di Billy Wilder (due tra i migliori noir in assoluto, nello stesso anno), e c'è una delle prove migliori di Fritz Lang.

Del regista questo è il periodo che preferisco. La provenienza del regista gli è particolarmente congeniale, sopratutto perchè molto influì l'espressionismo sul nero americano. Lang fece perciò dei film molto affasfinanti e inquietanti negli anni 40, come questo oppure il superbo "dietro la porta chiusa", per poi passare negli anni '50 al poliziesco vero e proprio ("il grande caldo" ad esempio) come quasi tutti i grandi registi americani.
"La donna del ritratto" rimane uno dei più classici Noir.

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