kundun regia di Martin Scorsese USA 1997
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kundun (1997)

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locandina del film KUNDUN

Titolo Originale: KUNDUN

RegiaMartin Scorsese

InterpretiTenzin Thuthob Tsarong, Tencho Gyalpo, Tsewang Migyur Khangsar, Geshi Yeshi Gyatso

Durata: h 2.08
NazionalitàUSA 1997
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 1997

•  Altri film di Martin Scorsese

Trama del film Kundun

In Tibet, alla tenera etÓ di 2 anni e mezzo, un bambino viene riconosciuto come la quattordicesima reincarnazione del Buddha. E' destinato a diventare la guida spirituale dell'intero paese ma, a 24 anni, Ŕ costretto a ritirarsi in esilio in India per fuggire alle persecuzioni del Governo Cinese.

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Voto Visitatori:   7,68 / 10 (28 voti)7,68Grafico
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Voti e commenti su Kundun, 28 opinioni inserite

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Thorondir  @  26/04/2018 13:52:43
   7 / 10
Un buon biopic e io odio i biopic, per di più oltre le due ore. Scorsese dirige un film classico fino al midollo, disegnando la figura dell'ultimo dalai lama con grazia e senza scadere nella retorica che purtroppo arriva quando c'è da parlare dei cattivi comunisti. Anche Scorsese cade nella facile retorica propagandistica, lui che si è sempre tenuto ben distante dal dare giudizio: motivo per cui la seconda parte del film diventa più tendenziosa e meno interessante.

kafka62  @  26/01/2018 16:43:09
   9 / 10
La storia dell'ultimo Dalai Lama, sostanzialmente fedele alla cronologia dei fatti e alla realtà politica degli anni che racconta (con tanto di Mao Tse-Tung che compare in una breve sequenza, identico all'iconografia ufficiale che ci è stata tramandata in Occidente), poteva essere l'ennesimo tentativo, tra biografia aneddotica (la seconda parte de L'ultimo imperatore), moda (Il piccolo Buddha) e folclore (Sette anni in Tibet), di rappresentare una realtà lontanissima dal punto di vista occidentale e proprio per questo ritenuta aprioristicamente affascinante. Lo stile potentemente visionario di Scorsese ha fatto invece di Kundun un film assai poco contemplativo, spiritualistico, zen (e quindi orientale) e molto invece ondivago, problematico, dialettico (e quindi occidentale). La macchina da presa di Scorsese avvolge i suggestivi rituali buddisti, i colori sgargianti di abiti e ambienti, gli splendidi paesaggi tibetani, con una sensibilità modernissima, rallenta le sequenze, le spezza, le dissolve, raddoppia i movimenti, moltiplica le angolazioni, filtra le immagini attraverso schermi e ottiene un risultato figurativamente all'altezza dei mandala che compaiono simbolicamente nel corso del film.
Kundun è un piccolo capolavoro di stile, che riesce a ottenere effetti di stupefacente e tragica bellezza, soprattutto nelle sue digressioni oniriche (la strage di monaci ripresa dal basso verso l'alto con un dolly mozzafiato, la premonitrice visione della morte dei compagni, i cui corpi sanguinanti giacciono riversi sui cavalli bianchi, l'angosciante invocazione di non morire rivolta nella tetra stanza alle persone del proprio passato). Il protagonista adulto, circondato da tutte queste immagini di morte, ha più le sembianze di un Amleto che si interroga perplesso sul suo ruolo e sui suoi compiti (come già il Cristo de L'ultima tentazione) che del carismatico capo spirituale di un popolo, allo stesso modo in cui della sua infanzia rimangono impresse le immagini dell'infantile curiosità con cui guarda, durante una seduta di meditazione, un topolino che beve l'acqua in una ciotola, assai più dei segni di soprannaturale saggezza che lo conducono a diventare il Buddha reincarnato. Come dire che il cinema ha compiuto ancora una volta il miracolo di raccontare il meraviglioso attraverso le piccole, impalpabili emozioni del quotidiano piuttosto che tramite la magniloquente grandiosità degli effetti speciali e delle ricostruzioni spettacolari da kolossal.

krystian  @  15/03/2016 17:13:05
   9 / 10
Nella prima parte non mi ha attratto più di tanto anzi l'ho trovato quasi noioso ma, col susseguirsi degli accadimenti, la storia si è dimostrata sempre più interessante e coinvolgente fino ad un finale che mi ha colpito moltissimo (quasi commosso).


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In particolare questa scena finale mi ha lasciato molta malinconia e tristezza.
Stupenda la colonna sonora.

dagon  @  17/08/2014 21:10:39
   6 / 10
uno dei film di Scorsese che mi ha lasciato piu' freddo (e un po' annoiato).
Si ricorda per la fotografia pazzesca (in qualche momento quasi Storariana) del grande Deakins e per la colonna sonora di Phllip Glass.

FurFante9  @  29/05/2014 19:37:55
   6½ / 10
Come sotto:
film tecnicamente perfetto con una regia maestrale!
il film però annoia, ma nel complesso un buon film!

GianniArshavin  @  25/05/2014 21:29:17
   5½ / 10
Prima delusione personale con il grande Martin Scorsese , che con questo "Kundun" del 1997 non riesce a convincermi a pieno.
Fotografia eccelsa , location suggestive , storia poco romanzata e molto attinente alla realtà (ad esclusione di qualche particolare qua e la) e un grande attore protagonista sono gli elementi positivi di questa biografia sull'infanzia e la giovinezza del Dalai Lama.
Purtroppo in questa occasione Scorsese non riesce , malgrado i pregi citati , a rendere indimenticabile il prodotto: mancano i colpi di genio , momenti o scene da ricordare e tutto scorre linearmente senza sussulti.
Ad appesantire ancora di più il titolo si aggiunge un ritmo troppo lento e compassato , che porta lo spettatore a sentire tutti i 130 minuti di durata.
Peccato quindi per questo film molto poco Hollywoodiano e accurato , ottimo per chi cerca un buon biopic o una pellicola sull'argomento , ma troppo macchinoso e spento per convincere il pubblico nella sua totalità.

Zanibo  @  28/04/2014 12:58:09
   8½ / 10
Bella la fotografia, la regia e il racconto sull'evoluzione del protagonista. Sopratutto c'e` poca retorica, e si cerca di mostrare le cose per come sono.

La trama a tratti puo` essere un po' noiosa, ma non e` fatta per tenere incollato lo spettatore allo schermo e non ci sono inseguimenti di automobili fra i sentieri del Tibet o uno scontro all'arma bianca fra il Dalai Lama e Mao nel finale :-)

In compenso ha un che di documentaristico che lo rende sia utile che interessante, e alla lunga traspare anche il senso spirituale.

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speXia  @  29/08/2012 22:56:02
   7½ / 10
Film di Scorsese interessante e realizzato benissimo, strano che sia uno dei suoi lavori meno famosi.

La storia è affascinante, così come i paesaggi tibetani e i numerosi richiami alle tradizioni e i riti locali. Al contrario di come qualcuno sostiene, lo svolgimento non è per niente noioso, e neanche così tanto lento.

Però avrei preferito un po' di approfondimento sulla Cina dell'epoca, sulle malefatte di Mao, e un po' più di cattiveria e cinismo nel mostrare cosa la cosìddetta "madrepatria" fece al Tibet.

Comunque il film si concentra volutamente quasi esclusivamente sulla giovinezza del Dalai Lama. Buona l'idea di far recitare attori proprio tibetani.

Un buon prodotto, inoltre è visivamente molto bello.

PignaSystem  @  19/07/2011 11:28:44
   5 / 10
Questa via di mezzo tra sontuosità e rarefazione produce un impasto insipido e privo di calore. La sceneggiatura è piatta, la regia è rigida, ed il risultato è un film piuttosto opaco. Una volta tanto la sobrietà non è un pregio, perché si ritrova incapsulata in una confezione stagna che le toglie ogni respiro. "Kundun" restituisce, della vita del Dalai Lama, soltanto un'impronta assai superficiale. Il tenore è quello di una cronaca indiretta, in cui manca il vissuto personale. Tutto è visto da lontano, in quel che sembra un collage per immagini del "sentito dire". La spiritualità è ridotta a un condensato di proclami, e lo stesso ritratto del protagonista ha l'inconsistente genericità di un contorno ricalcato a mano su un foglio di carta velina. Il film non ha dunque né l'accuratezza del documentario, né l'intensità del dramma, e si colloca cinematograficamente in quella "medietà" sospesa che, per accontentare tutti i gusti, distribuisce bocconi dal sapore vago.

Roger  @  22/03/2011 13:02:56
   7 / 10
Al dire il vero il film è bellissimo. Lo reputo un pò lento ma la fotografia è eccezionale

Febrisio  @  07/11/2010 11:03:35
   7 / 10
Kundun è un film da vedere almeno una volta. Offre una prima parte molto interessante ed emozionante, poi come da film con il protagonista che man mano si addentra nella politica, il film diventa più pesante. Sembra che Scorsese abbia paura di annoiare gli spettatori, e prende la via di esser più stringato e veloce nel raccontare. Se nella prima parte lo spettatore si sente parte integrante del film, nella seconda è messo in disparte. Peccato perchè la seconda parte era quella sicuramente, per argomenti, per me più interessante, e da rendere più accattivante. Fotografia e colonna sonora enfatizzano le meraviglie a cui abbiamo fortuna di assistere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  09/09/2010 23:23:02
   9 / 10
Gran film questo di Scorsese. Nonostante la fama e la bravura del regista, ritenevo erroneamente che questo film fosse un minore del grande regista. Invece mi sbagliavo totalmente.
Una biografia intensa e spirituale del Dalai Lama che sa coinvolgere ed emozionare.
Splendidi i paesaggi tibetani così come lo scorcio socio-culturale che Scorsese ci riesce a fornire.
Da recuperare.

Manu90  @  13/04/2010 16:06:44
   7 / 10
Un bel film, forse un pò troppo lento, ma da vedere. Ottima la fotografia, come la colonna sonora.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  03/03/2010 22:40:01
   8 / 10
Ancora una volta Scorsese cambia genere e si dimostra un regista straordinario e versatile. Kundun è chiaramente una storia vera,quella dell'attuale quattordicesimo Dalai lama.
Ed è una storia che tocca anche momenti spirituali ben rappresentati,certo non straordinari. Sotto questo aspetto L'ultima tentazione era forse un tantino più sentita da parte del regista,forse perché lì si trattava di una religione di cui Scorsese aveva una conoscenza più completa.
Kundun però è anche una rappresentazione fedele e mai retorica della giovinezza del Dalai lama. Soltanto degli avvenimenti (importanti) sono stati messi da parte ma per il resto tutto è descritto in maniera completa ed esauriente.
Un occasione in più anche per vedere dei riti e delle usanze lontane dalla nostra cultura ma rappresentate benissimo.
Bravissimi gli attori,tutti sconosciuti per il cinema Hollywoodiano e splendide le musiche di Glass,splendida anche la fotografia.
Alcune scene sono visivamente magnifiche,come quella citata da molti del sogno del protagonista in cui vedono i monaci disposti attorno a lui.
Splendido anche il finale,il messaggio che si vuole dare è chiaro.
Il film scorre benissimo,solo qualche scena sembra abbastanza inutile e noiosa. Niente di che,comunque strano che sia considerato un film minore nella filmografia del regista.

BlackNight90  @  08/11/2009 02:29:33
   8½ / 10
Un film atipico nella filmografia scorsesiana, un film bellissimo da cui emerge in modo delicato ma deciso la spiritualità e la serenità del buddismo e del suo capo spirituale, riuscendo a trasmettere il suo messaggio in modo egregio (viene subito in mente il paragone con Bertolucci, che ho apprezzato di meno): certo bisognerebbe conoscere a fondo il buddismo per coglierne appieno i riti e le varie simbologie, ma, grazie anche a una fotografia maestosa, ne viene fuori uno splendido esempio.
Quello di Scorsese mi pare un film umile, visto con gli occhi del giovane Dalai Lama, una prospettiva dal basso: prima dal punto di vista di un bambino piccolo che perde la sua infanzia, poi di un adolescente chino nei suoi studi filosofici, e infine di un giovane uomo piegato dal peso della Storia e della guerra, che mantiene, in ogni caso, la sua dignità (interessante l'incontro con Mao).
Ma è anche un film che sa urlare il suo dolore, grazie alla capacità visiva di Scorsese: la vista dall'alto di tantissimi monaci vestiti di rosso, come un macabro tappeto di morte, è un colpo al cuore.
E' solo un filo troppo lungo e all'inizio parte lentamente, ma poi ti cattura e riesce a emozionarti, e ti dici che è un peccato che Scorsese sia conosciuto più che altro per i suoi gangster.

TheLegend  @  16/06/2009 23:21:44
   6 / 10
Film che merita la sufficienza solo grazie alla stupenda fotografia e ai bellissimi pesaggi in cui si svolgono le vicende;la storia risulta tuttavia narrata in un modo molto noioso,spesso questo porta a perdere interesse e quindi il filo.
La durata estremamente eccessiva rende il tutto ancor più difficile da assimilare e,alla fine,quello che poteva essere un gran film,non lascia molto...

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  26/05/2009 11:09:31
   8½ / 10
Ottimo film del grande Scorsese.
Ricostruita molto bene la storia del Dalai Lama e molto ben mostrate le tradizioni e le credenze dei tibetani.
La storia del XIV Dalai Lama viene narrata dai due anni fino alla fuga in India dovuta alla criminale invasione dei cinesi maoisti.
La storia ricorda lontanamente quella dell'ultimo imperatore di Bertolucci, anch'esso costretto a fuggire dal palazzo in cui abitava fin dalla tenera età.
In definitiva un gran bel film che descrive molto bene i primi travagliati anni di vita di una importante figura politico-spirituale come il Dalai Lama.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  10/05/2009 23:04:08
   8 / 10
Grandissomo racconto spettacolare e magistralmente diretto da uno Scorsese in ottima forma. Fotografia bestiale scene di grande impatto visivo e spirituale. Leggermente lungo però e tende ad annoiare un pò, ma particolare su cui si può sorvolare vista la qualità del resto. Uno dei migliori del regista.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  07/02/2009 10:16:34
   7½ / 10
SCorsese si allontana dai suoi abituali territori e gira un film storico spirituale sul Dalai Lama. Suntuoso nell'aspetto, è un film molto ricercato che riesce a descrivere bene personaggi e culture a noi distanti.
Non è uno dei suoi film che prediligo, ma è comunque da vedere, soprattutto per il messaggio che lancia.

Invia una mail all'autore del commento Atton  @  04/06/2008 00:12:45
   9½ / 10
Uno degli Scorsese che preferisco: un film tecnicamente perfetto come al solito quando c'è Scorsese di grande impatto emotivo soprattutto nella strabiliante sequenza finale, ma la grande caratteristica che rende straordinario questo film è la grandissima carica "spirituale" di cui è impregnato. La vita del "dalai lama" è descritta non storicamente ma secondo il suo punto di vista sia da bambino che da adulto (memorabili a tal proposito le sequenze in cui la folla viene ripresa all'altezza del piccolo Dalai Lama). Non gli do il massimo solo perché si tratta di un film minore del regista newyorkese ma per quanto mi riguarda è assolutamente straconsigliato.

AMERICANFREE  @  29/04/2008 22:19:04
   6½ / 10
insomma un film discreto noioso a me nn e' piaciuto se durava di meno sarebbe stato meglio!! non lo consiglio!

ely80  @  01/10/2007 15:22:31
   9 / 10
Bellissimo film di Scorsese sull' infanzia e la prima giovinezza del XIV Dalai Lama del Tibet. Fotografia e regia straordinarie. Grande cinema.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  06/06/2007 01:08:40
   8½ / 10
Pellicola che deve essere maggiormente risaltata nella filmografia di Scorsese. La storia della gioventù dell'ultimo Dalai Lama, la terra, il suo popolo e la sua profonda spiritualità spazzata via dalla "modernità" e dal puro materialismo della Cina comunista di Mao. Un personaggio, Il Dalia Lama, che ha qualche punto in comune con il Cristo scorsesiano dell'Ultima tentazione, assalito dai dubbi e dalle incertezze dovute all'importanza del suo ruolo e la fatica nel sostenerlo.

The Monia 84  @  08/04/2007 09:39:03
   8½ / 10
La giovinezza del 14° Dalai Lama, in un'emozionante opera del magnifico Martin Scorsese.
Una gioia per la mente, per il cuore e per gli occhi. Dall'ascetica lentezza, incanta e stordisce col suo incedere maestoso e con la vigorosa raffinatezza delle immagini (scenografia e fotografia di livello assoluto).
Pochi possiedono la potenza visiva, e allo stesso tempo narrativa, di Scorsese al giorno d'oggi.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  10/03/2007 11:51:46
   7 / 10
un film tecnicamente perfetto con una regia maestrale che ci riempie la vista con immagini di una cultura lontana anni luce dalla nostra!
il film pero vista la sua durata mi ha annoiato un po in particolare nella prima parte dove avviene la "conversione" del futuro Dalai lama!
nel complesso un buon film!

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  05/03/2007 13:32:57
   8 / 10
La vita dell'ultimo Dalai Lama è magnificamente fotografata in questo film che trasuda meditazione in ogni inquadratura: sembra che Scorsese abbia assorbito le lezioni del buddhismo trasponendole su pellicola, in modo da comporre con grande realismo il ritratto di un uomo grande anche da bambino, che adolescente si è trovato nella condizione della repressione e dell'esilio.
Giustamente il racconto si ferma prima della stagione dei pellegrinaggi internazionali del Dalai Lama.
Bellissimo l'uso della voce fuori campo e inquadrature mozzafiato.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Lot  @  09/12/2005 13:17:02
   8½ / 10
Maestoso, visionario, spirituale.
Scorsese abbandona le pallottole per girare in Tibet un film molto profondo, rifuggendo i volti noti e puntando esclusivamente sulla potenza e la pacata armonia della figura del Dalai Lama.
Da vedere.

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Ultima risposta 19/01/2006 16.59.41
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento Giordano Biagio  @  19/10/2005 10:18:05
   9 / 10
Film stupendo in particolare per chi ama il genere storico religioso.
Il film è un'occasione per capire le raffinatezze dei rituali buddisti tibetani e l'importanza della filosofia di vita buddista. Interessante anche il rapporto tra Cina e Tibet nel 1949.
Da vedere.

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