i'm still here regia di Casey Affleck USA 2010
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i'm still here (2010)

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locandina del film I'M STILL HERE

Titolo Originale: I'M STILL HERE

RegiaCasey Affleck

InterpretiJoaquin Phoenix, Casey Affleck

Durata: h 1.48
NazionalitàUSA 2010
Generedocumentario
Al cinema nel Settembre 2010

•  Altri film di Casey Affleck

Trama del film I'm still here

L'impressionante ritratto di un anno tumultuoso nella vita dell'attore di fama internazionale Joaquin Phoenix. Con uno sguardo privilegiato, I'm Still Here segue l'attore mentre annuncia il ritiro da una carriera di successo nell'industria cinematografica nell'autunno del 2008 e l'inizio di un processo di re-invenzione di se stesso come musicista hip-hop.

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Voto Visitatori:   7,56 / 10 (9 voti)7,56Grafico
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Voti e commenti su I'm still here, 9 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

VincVega  @  10/08/2017 15:15:28
   7½ / 10
Una palese presa per il c**o sullo Star System Hollywoodiano, in cui Joaquin Phoenix si autodistrugge fisicamente e mentalmente e da una grandissima prova d'attore, riuscendo a far constatare quanta ipocrisia ci sia negli Stati Uniti in questo settore.

BlueBlaster  @  28/01/2015 01:00:27
   7 / 10
UNA STORIA DI AUTODISTRUZIONE mi verrebbe da dire...

Particolare mockumentary scaturito dalla "mente malata" di Phoenix e Casey Affleck (ossia suo cognato), in bilico tra dramma e commedia ma sopratutto molto realistico.
Questa veridicità è data in primo modo dalla straordinaria capacità di Joaquin di calarsi nella parte, anche e molto sotto l'aspetto fisico, ed in secondo luogo dalla presenza nel docu-film di personaggi reali a volte ignari loro malgrado come nel caso di David Letterman.
Molto originale come trovata...fece parlare molto in patria anche per via del look da "rabbino/blues brothers" di Phoenix.

Nella prima parte mi ha strappato più di una risata anche se cade spesso nel volgare; sta storia di annusare il buco del c... fa certamente ridere come fa ridere lo stesso Phoenix nei suoi maldestri tentativi hip hop.
Da non dimenticare i significati più importanti che vuole trasmettere il film...in effetti Phoenix, dai genitori fin da bambino, è stato costretto ad indossare una maschera che non ha scelto e questo vuole essere un urlo contro ciò e una dimostrazione di quanto legati si diventi a certi "personaggi" che si imprimono nell'immaginario collettivo...vuole altresì dimostrare che però non è così facile percorrere altre strade, non è che perché si è ottimi attori si possa sfondare nel mondo della musica in automatico.

Stupendo il finale, accompagnato da una musica superlativa, con la ripresa di spalle nelle acque della scena iniziale...
ACQUA ERI ED ACQUA RITORNERAI!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  20/01/2014 01:45:33
   7½ / 10
oaquin Phoenix si ritira dal cinema per darsi all' hip hop.
Uno dei più grandi della nuova generazione di attori ha una profonda crisi esistenziale che lo porta a fuggire da quel mondo dove tutto è finto, dove si è burattini, dove ti dicono dove stare, cosa dire e cosa fare.
"Fare l'attore è un imbroglio" dice Joaquin, fan**** la creatività, non c'è nulla, sei solo mosso da dei fili.
Nella musica puoi essere te stesso.
Ma Joaquin va oltre, non solo prende questa decisione ma vuole raccontarla in un autodocumentario, una sorta di autoritratto cinematografico.
Alla telecamera, pronto a seguirlo ovunque, suo cognato Casey Affleck.
Ora, andare ad informarsi se tutto questo sia una bufala della bufala (la prima la decisione di smettere, la seconda il documentario) può esser decisivo, importante, quello che volete.
Ma forse è più bello star là, credere e non credere, toccare con mano e vedere con occhi l'autodistruzione di uno dei più grandi talenti recitativi della nostra epoca.
Perchè, se fosse tutto vero, e non lo è, il documentario è di un impatto tremendo.
E se fosse tutto falso, come è in realtà, la genialità dell'opera è incredibile.
Il fatto è che qua non si parla di genio, non si parla di vero o finto, perchè i confini, come in tutte le cose più grandi, sono labili.
Qui si parla di coraggio.
Perchè Joaquin si fa di coca.
Perchè Joaquin scòpa con delle puttàne.
Perchè Joaquin se ne va in giro un anno ridotto come un barbone rischiando di buttare nel cesso tutta la sua carriera.
Perchè Joaquin si prende della ***** in faccia, metaforicamente e letteralmente.
Tutto falso?
C'è differenza tra falso e preparato, perchè anche in qualcosa che pianifichiamo per fregare la gente ci può essere tanto di vero.
E questo documentario racconta di come ci si può distruggere, di come è facile passare dalla stelle di Hollywood alle stalle di un motel a farsi, di come il successo può non esser niente, niente, o se è qualcosa è qualcosa di terribile.
Non è un documentario perfetto, tutto è molto ripetitivo, statico, non c'è evoluzione (se non nel finale), non c'è quasi nulla.
La storica ospitata da Letterman e quel celeberrimo "Peccato che tu stasera non sia potuto venire" detto da un incredulo David a Phoenix è senz'altro uno dei momenti top ma solo perchè il più sovraesposto, il più folgorante.
Ma è in altri momenti che va ricercata la grandezza dell'operazione, in quelli di degrado personale e privato, nelle liti con gli amici, nei rari momenti di lucidità in cui Joaquin analizza la propria vita.
E non importa, lo ripeto, che tutto sia montato, perchè anche il cinema, quello vero, è tutta finzione ma le emozioni che ti dà sono vere e vero, almeno in quel momento, quello che racconta.
Phoenix è andato oltre, ha fatto forse del cinema mettendo dentro però tutto il suo degrado, e quel degrado era fottutamente vero.
E quel finale, quel finale è pura poesia, quel tuffo di 20 anni prima si completa adesso e Joaquin va sott'acqua a riscoprire sè stesso.
E comincia a camminare nel fiume, una lunga camminata di una bellezza autentica come poche, altro che finta.
Cammina nel fiume del Poi, nel fiume del ritorno, in quel fiume che anni prima ci aveva portato a interpretazioni magnifiche come ne Il Gladiatore, Signs, Reservation Road, Walk the line e Two Lovers.
Quel fiume del poi che poi ci porterà a toccare l'immensità recitativa in The Master.
E, ora, in Her.
Provateci voi ad esser finti essendo così veri.
Non ci riuscirete.
Perchè bisogna avere l'anima sporca dentro, sporca di qualcosa che non tutti hanno.
Il genio, lo schifo e la complessità di Joaquin.
Provateci voi.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  21/09/2012 14:55:56
   7½ / 10
Documentario molto interessante sulla sorte di una star in declino e soprattutto su ciò che circonda un attore quando prende decisioni fuori dalla logica dello showbiz.
Coraggioso e bravo Joaquin Phoenix. Lineare e piuttosto oggettiva la regia di Casey Affleck.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  01/08/2012 21:09:46
   7½ / 10
La cosa che mi ha colpito maggiormente di I'm still here e, con ogni probabilità il vero obiettivo di della coppia Affleck-Phoenix, non è tanto il discorso sul processo di autodistruzione operato da una star in ascesa, quanto le reazioni dello show bussiness ad una decisione che viene percepita come fuori da ogni logica. Sembra di vedere un sistema organizzato in compartimenti stagni, dove ognuno ha il suo spazio per potersi esprimere, però all'interno del proprio settore. Se inizi a saltare il fossato come ha fatto Phoenix, cioè passare da un settore all'altro ecco che si innesca un meccanismo di forte diffidenza e autodifesa verso colui e coloro che lo effettuano, amplificato a dismisura dalla cassa di risonanza dei media che puntualmente ti crocefigge in piazza pubblica.
Certamente Affleck non si discosta di una virgola dai classici clichè della star in declino (volutamente o meno non sono in grado di stabilirlo, ma sarei propenso per il sì), ma tutto il senso dell'operazione denota una certa dose di coraggio, soprattutto per Phoenix nel mettere corpo e anima in un progetto degno di interesse in cui mette in gioco sè stesso.

C.Spaulding  @  21/06/2012 11:11:24
   6½ / 10
Discreto documentario su Joaquin Phoenix che ha deciso di lasciare la carriera di attore per darsi al rap. Un film crudo tra sesso e droga. Non so se sia una bufala o no ma il film merita davvero. Phoenix è un grandissimo attore e in questo film si è messo completamente a nudo. Certo vedere per due ore un tizio che si distrugge fisicamente non è il massimo ma comunque il film non annoia. Si può vedere.

ste 10  @  19/01/2012 02:59:43
   7½ / 10
Film in stile documentaristico decisamente coraggioso e tutto sommato riuscito, veramente forte a tratti riesce proprio per questo a rappresentare le debolezze e la crudeltà dello show business; pazzesco Phoenix solo per il fatto che con questo progetto si è praticamente auto-distrutto fisicamente e non solo

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  11/10/2011 00:42:21
   8 / 10
Per girare una pellicola del genere ci vuole una certa dose di coraggio, soprattutto se sei un'attore di appena 35 anni con un paio di nomination all'oscar e una carriera tutta in ascesa.

Un film - o meglio un documentario - costruito ad arte, con un ritiro dalle scene in favore di un improbabile salto nel mondo della musica rap, a cui nessuno a Hollywood aveva dato molto credito. Almeno fino alle prime incredibili immagini: ingrassato, barba lunga, capello incolto e aspetto trasandato. Dietro la telecamera il cognato Casey Affleck, complice di quella che in realtà si è rivelata una bufala, proprio come dichiarato dallo stesso J Phoenix al David Letterman Show un anno e mezzo più tardi. L'intento era quello di costruire un film innovativo, basato su regole diverse, capace di toccare molteplici realtà, prima fra tutte la crisi di un artista seguita dal cannibalismo senza freni dei media. E sotto questo punto di vista l'operazione merita applausi a scena aperta, visto che, nessun prodotto cinematografico è mai stato in grado di fotografare in maniera così diretta ed esplicita il tormento, l'inquietudine e lo smarrimento di una star.

Macchina da presa onnipresente, droga, prostitute, sesso, risse e molto altro ancora, per una coppia di artisti che non ha minimamente paura di osare e spingersi oltre.

La visione è pesante ma l'interpretazione di Phoenix è grandiosa, una totale metamorfosi autodistruttiva, capace di annichilire dopo appena 10 minuti di proiezione l'ultimo polpettone partorito della Coppola: il tema è lo stesso, solo che in in questo caso lo vivi davvero.
Purtroppo al botteghino è stato un fiasco. E l'ultimo film di Phoenix a Hollywood è targato 2008. Ripeto, per mettere su un operazione del genere ci vogliono due palle grosse come due meloni.

2 risposte al commento
Ultima risposta 11/10/2011 09.10.05
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DarkRareMirko  @  30/09/2011 23:02:06
   9 / 10
Ottimo pseudomockumentary diretto dal fratello di Ben Affleck, pieno di star (anche solo inquadrate di sfuggita, come Nicholson, la Portman, P. Daddy, ecc.) ed incentrato su questa sorta di metamofosi volontaria alla quale si è sottoposto Joaquin Phoenix (a quanto sappia tra l'altro mai totalmente chiarita) e, a lungo andare, addirittura ritortasi contro lo stesso fautore, perlomeno in termini di cattiva fama.

In effetti con un look così trasandato e muto, un grande attore come Phoenix non è che ci faccia poi una gran bella figura.

Il film ripercorre infanzia e parte della vita dell'artista, dando anche cenni di una probabile carriera rap (!?) sino a giungere ad un indicato e suggestivo finale.

Un film strano, ambiguo (come del resto il suo protagonista) ma anche avvincente e poetico.

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