il tamburo di latta regia di Volker Schlöndorff Germania, Francia, Jugoslavia, Polonia 1979
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il tamburo di latta (1979)

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locandina del film IL TAMBURO DI LATTA

Titolo Originale: DIE BLECHTROMMEL

RegiaVolker Schlöndorff

InterpretiDavid Bennent, Mario Adorf, Angela Winkler, Daniel Olbrychski

Durata: h 2.22
NazionalitàGermania, Francia, Jugoslavia, Polonia 1979
Generedrammatico
Tratto dal libro "Il tamburo di latta" di Günter Grass
Al cinema nell'Ottobre 1979

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Trama del film Il tamburo di latta

Il film racconta la storia di Oskar, narratore in prima persona, che si rifiuta di crescere a partire dal giorno del suo terzo compleanno, quando riceve in regalo un tamburo di latta, per protesta contro il mondo degli adulti. Dotato di un'intelligenza superiore e cinica, Oskar racconta la sua storia personale e familiare, intrecciata con quella della Germania nel periodo compreso tra la fine della Prima Guerra Mondiale e la fine della Seconda Guerra Mondiale a Danzica.

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Voto Visitatori:   8,00 / 10 (4 voti)8,00Grafico
Miglior film straniero
VINCITORE DI 1 PREMIO OSCAR:
Miglior film straniero
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Voti e commenti su Il tamburo di latta, 4 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

paride_86  @  17/10/2009 02:18:42
   7 / 10
Un'operazione davvero difficile quella di trarre un film dal particolare e prolisso romanzo di Grass: questo film ci prova con un'ottima fotografia e un cast credibile. L'esperimento è per la maggior parte riuscito, anche se ben lontano dall'esprimere appieno e integralmente quello che si diceva nel libro; nonostante sia un buon film credo che la pioggia di premi vinti sia stata un tantino esagerata.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  17/12/2008 23:39:21
   7½ / 10
La piccola borghesia di Danzica vista con gli occhi di un bambino che all'età dei tre anni decide di non voler crescere più, di non voler diventare e far parte di quel mondo adulto che detesta e di cui ha paura. Perfetta la scelta su David Bennant, uno sguardo freddo realmente inquietante, che riesce a sostenere, malgrado la giovanissima età, un film molto complesso. Migliore la prima parte del film dai toni onirici e grotteschi con un paio di sequenze magnifiche, meno la seconda (qualche debito ad Amarcord di Fellini).

Beefheart  @  25/08/2007 00:13:05
   8 / 10
Ottimo film che non si erge a capolavoro per via di un difetto congenito che lo rende un po frammentario e sbrigativo, e di alcune (poche) scelte lievemente infelici. Trattasi infatti di "estratto di romanzo", che concentra, in due ore di film, la sequenza delle parti salienti di una vera e propria epopea narrativa originariamente vasta e complessa, parzialmente minato da qualche rarefatto passaggio leggermente banale. Il soggetto dell'individuo infante che, sconcertato dal disequilibrio degli adulti, rifuita di crescere e "decide" di rimanere inspiegabilmente piccolo, è decisamente originale ed anche per come è sviluppato, il film non finisce mai di stupire. La rappresentazione è alquanto grottesca ed il dramma, per quanto abbondante, è ampiamente stemperato in una miscela di visonarietà ironica che, a tratti, rasenta la depravazione. Azzeccato il commento sonoro che in più di un passaggio può ricordare il corrispettivo nei film di Herzog, mentre visivamente può richiamare alla memoria determinate scene onirico-circensi di Fellini, o Jodorowsky. Ottiime fotografia e scenografie. Memorabile l'interpretazione del cast, sovrastato dal piccolo fenomeno David Bennent nel ruolo del protagonista Oskarino. Senz'altro meritevole.

quaker  @  07/11/2006 19:14:29
   9½ / 10
Vincitore dell'Oscar come miglior film straniero e della Palma d'Oro a Cannes, è oggi quasi dimenticato. Si tratta di un'opera che, ambiziossimma nel voler trasportare sullo schermo il romanzo di esordio di Gunter Grass, riesce comunque ricostruire la storia tedesca degli anni del nazismo, attraverso le vicende di una famiglia di Danzica, ed insieme a descrivere la vita della piccola borghesia di questa città, in cui polacchi, tedeschi, ebrei convivono, dapprima pacificamente, e poi sempre più in contrasto. Domina la scena il piccolo Oscar, che, dall'età di tre anni non vuole crescere. Rimane un nano, dagli occhi verdi quasi spiritati, che batte sul suo tamburo di latta, e può gridare con voce tanto acuta da rompere i vetri. Commovente, surreale, grottesco. Da vedere o rivedere.

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