il sole regia di Aleksandr Sokurov Italia, Russia, Francia, Svizzera 2005
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il sole (2005)

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locandina del film IL SOLE

Titolo Originale: SOLNZE

RegiaAleksandr Sokurov

InterpretiIssei Ogata, Robert Dawson, Kaori Momoi, Shiro Sano, Shinmei Tsuji

Durata: h 1.47
NazionalitàItalia, Russia, Francia, Svizzera 2005
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2005

•  Altri film di Aleksandr Sokurov

Trama del film Il sole

Seconda guerra mondiale. Gli ultimi giorni di guerra e le decisioni prese da Hirohito, l'imperatore giapponese, che tra l'altro rinunciò anche al suo stato divino, decisione che ebbe numerose ed importanti conseguenze storico-politiche...

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Voto Visitatori:   7,80 / 10 (10 voti)7,80Grafico
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Voti e commenti su Il sole, 10 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI The Gaunt  @  08/01/2009 18.51.04
   8½ / 10
Della trilogia sul potere, Il Sole mi è sembrato il migliore. Rispetto a Hitler e Lenin, Hiroito presenta molte più sfaccettature. E' un uomo goffo, impacciato e soprattutto oppresso dal suo ruolo di essere divino, imposto più dalla società arcaica a cui appartiene che per proprio volere. Sokurov mostra le fasi che maturano a questa importante decisione, il suo "scendere" tra gli uomini essendo uomo lui stesso. E' magnifico il finale nell'incontro con la sua consorte, libero di dare sfogo a slanci di timido affetto senza più provare imbarazzo. Bravissimo Issei Ogata.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  09/07/2008 23.59.24
   8 / 10
Mi sono messo di nuovo di fronte a un film Russo malgrado la mia paura dei tempi morti che caratterizzano questo genere di cineasti!
Invece ne sono uscito bene,anzi benissimo!
Un film sorprendente(anche se non dovrebbe visto il talento di Sokurov in altre pellicole)...La storia di un uomo semplice,molto semplice,elevato a imperatore/Dio che parla di biologia non considerando le atrocità della guerra!
Che si svincola con maestria da discorsi politici...
"Pearl Harbor?"
"non ho dato io il comando...e la bomba su Hiroshima?!"
"non ho dato io il comando,vuol dire che le due cose sono avvenute da sole".
Grande prova d'attore del protagonista che riesce quasi a far pena allo spettatore perche lui è gia debole prima di rinunciare al suo stato divino!
Certo non mancano momenti di eccessiva lentezza ma nel complesso il film passa a pieni voti!

6 risposte al commento
Ultima risposta 11/07/2008 11.56.00
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Invia una mail all'autore del commento yasujiro  @  07/01/2008 22.06.20
   8 / 10
Sokurov in formissima, sforna un filmetto niente male sulle ultime ore da Dio dell'imperatore... Fotografia sognante, ambienti ben realizzati e un personaggio, sebbene inverosimile, ottimamente caratterizzato ed interpretato.

Beefheart  @  21/05/2007 16.27.38
   6 / 10
Che dire? Un mattone storico-biografico incentrato sulla figura dell'imperatore giapponese Hirohito che, più dell'aspetto prettamente storico, privilegia il ritratto di questo bizzarro personaggio che pare l'esatto punto di incontro tra Charlie Chaplin (rimarcato anche dagli stessi militari americani che lo incontrano) e Butthead (preso in prestito direttamente da MTV ed orfano di Beavis). Sul finire della seconda guerra mondiale, per il bene del suo popolo, questo omino semi-dio accetta di rinunciare al suo status di divinità e di firmare la resa del Giappone. Se non fosse per la lentezza esasperante con la quale si svolgono quei due fatti in croce che compongono il film e l'eccessiva goffaggine con cui sono rappresentati i personaggi giapponesi, caricature di se stessi, il risultato non sarebbe neanche male; la figura del protagonista è senza dubbio curiosa nella sua, pur inaccettabile, inconsapevolezza e palese mitezza. Sembrerebbe che l'alleato di Hitler, nonchè guida materiale e spirituale dell'esercito nipponico che attaccò Pearl Harbor, non sia altro che un pacifico ed innocuo ometto, appassionato di scienza e conoscenza, al quale di certi aspetti bellico-politici poco è dato sapere. Ciò che ne esce è una visione politicamente riduttiva ma umanamente amplificativa di un personaggio carismaticamente modesto ma moralmente sensibile, se non, addirittura, integro. Si salva senz'altro l'interpretazione di tale Issey Ogata, nei panni di un Hirohito costantemente assillato da tic ed incomprensibili farfugliamenti, che, in seguito all'interpretazione fornita, ritenuta oltraggiosa ed ingiuriosa, pare abbia addirittura subito minacce alla propria integrità fisica. In definitiva direi che si tratta di un discreto film pesantemente minato dall'eccessiva lentezza.

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  22/11/2006 14.52.49
   8 / 10
Dopo averci parlato di Hitler in “Moloch” e di Lenin in “Taurus” ,il regista russo Sokurov chiude la sua ideale trilogia del "potere" raccontandoci gli ultimi giorni dell’imperatore giapponese Hirohito prima della resa agli americani.
Sokurov è abile nel mettere in luce la vita piena di silenzi e di solitudine dell’imperatore,scandita da noiosi cerimoniali e protocolli da rispettare,delimitata dalle claustrofobiche mura di un bunker e costretto a rinunciare alle uniche persone che ama e con le quali puo’ avere un rapporto praticamente normale (la moglie e i figli).
Mentre in tutta la nazione infuria il conflitto e l’esercito giapponese si immola nel nome del suo imperatore divino,Hirohito si diletta in studi di biologia marina e disserta su aurore boreali e poesia,come ad indicare la totale estraniazione da una realta’ a lui totalmente sconosciuta…solo quando prendera’ coscienza di cio’ che realmente avviene all’esterno delle protettive mura del bunker,questo grazie soprattutto agli incontri con il generale Mac Arthur, decidera’ di rinunciare al proprio status di entita' suprema per poter donare al proprio popolo e a se stesso un futuro pacifico e prospero,nonostante questo contravvenga pesantemente le rigide regole giapponesi, completamente basate sull’orgoglio nazionale e assolutamente non propense alla resa, al costo del sacrificio di ogni soldato e cittadino.
Sokurov ci descrive un uomo mai cresciuto,una sorta di fanciullo che non conosce nulla del mondo circostante se non cio’ che ha letto e studiato,un uomo intelligente ma allo stesso tempo ingenuo ed inesperto,il regista russo affascina per la capacita’ di mostrare la fragilita’ di un uomo indiscutibilmente potentissimo e allo stesso tempo prigioniero del proprio essere.
Notevolissime anche le location e interessanti le scelte cromatiche molto tetre, quasi a voler sottolineare la fine di un paese solitamente vivace e colorato, destinato all’archiviazione degli antichi valori per fare spazio al mondo moderno,ma soprattutto un paese tremendamente ferito dalle innumerevoli perdite umane acuite dai drammi di Hiroshima e Nagasaki.

wazzo  @  23/01/2006 13.49.18
   10 / 10
Devo dire che mi aspettavo un bel film sì (leggendo in giro) ma non a questi livelli.
Praticamente è la narrazione degli ultimi mesi di un imperatore giapponese nell'immediato secondo dopoguerra (la storia a quanto leggo è stata riadattata) e che rinuncerà alla propria divinità per fare arrivare la pace nel suo paese (anche se poi in realtà il messaggio "sottile" è che lascerà praticamente il suo imperare all'amministrazione americana).
Diversi suoi aspetti lo fanno a parer mio un capolavoro (sia come sceneggiatura, sia come interpretazione e peso di ogni cosa che possa sembrare piccola o comunque di scarsa importanza).
Il film è in doppio-audio (italiano e poi inglese coi sottotitoli in italiano) e non è affatto per tutti.
Plauso negativo per la qualità pessima (in certi punti) della pellicola.
Un plauso invece alla rai e all'istituto luce che ha portato questo film pure nelle nostre sale.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  18/12/2005 22.41.21
   8½ / 10
Sokurov riscrive la storia con un'urgenza espressiva quasi embrionale, immettendo nella sua ehm partitura evidenti tracce di letteratura sovietica (Bugakov e altri ancora). La figura dell'imperatore Irohito, dissacrata a monito di un potere eversivo che aaurge ancor di piu' a metafora inquietante dell'apparente placidità degli individui, è trattata con lo scherno sovrapposto ma peculiare dello stesso Chaplin de "il dittatore". E' un cinema, quello di Sokurov, splendidamente incompiuto e frammentario, che sottopone la Ragione brutale e assente delle scelte umane a una scellerata insensatezza, a un diabolico fatalismo. Un film che chiude splendidamente un'altra trilogia quella sul potere, e che riflette tutto lo squallore di un'uomo affascinato da forme di vita (lo studio della biologia marina) ben diverse da quelle degli uomini che ha scelleratamente mandato a morire per la devastante guerra del Giappone con la vicina Cina.

Gruppo COLLABORATORI paul  @  01/12/2005 1.17.00
   8 / 10
Un film particolare, come tutti quelli del regista russo, ed una fotografia assai ricercata che ci introduce in un'atmosfera da incubo (e da sogno nel finale). Per una volta i dialoghi hanno uno spessore maggiore che in quelli di altri film di Sukurov e come al solito la musica spesso storpiata volutamente da sonori di oggetti al naturale creano un'atmosfera come detto onirica e irreale.
Eccellente l'interpretazione di Issei Ogata.

Invia una mail all'autore del commento logical  @  21/11/2005 2.27.30
   7 / 10
" Lao Tse dice che non c'è motivo di andare a visitare una nuova città: anche là il fumo sale dai camini e anche là i cani abbaiano" e così infatti non c'è motivo di inventare una storia oppure rappresentarla, perché sempre si parlerà delle stesse cose. Non è quello che succede a poter essere successo, è l'insieme delle azioni a lasciare un'ombra del significato, che un po' si accende e un po' si incupisce mentre segue, guarda e s'immagina altro. Come la descrizione del granchio asiatico e della sua meravigliosa somiglianza con la maschera tragica del teatro No o la descrizione interrotta dei baffi del pesce gatto, la cui bellezza è veramente incomunicabile. Il film scorre chiuso nei suoi diaframmi, quasi senz'aria, i bianchi sono grigi, le facce tese come foto acquerellate, il mondo è buio, diafano, felpato come la lingua dell'Imperatore che si chiede da dove arrivi la sua inappetenza, se dalla guerra perduta o dalla routine di stato. Il mondo si spegne e i suoi ministri consigliano esplosivo sui pastori tedeschi lanciati contro il nemico; il pomeriggio, dedicato alla riflessione, genera poesie sulla neve e i ciliegi, antichi dubbi sull'aurora boreale e osservazione della cioccolata regalo dell'esercito americano.
L'Asia che possiede il corpo dell'Imperatore è impaziente di liberarsi dello status ultraterreno che allontana la realtà in un'astrazione ancora più imprendibile, eterea ed ereditaria come una condanna; dimostrare di essere terreni proprio il giorno della disfatta e della resa incondizionata è come uccidersi per farlo sapere. La storia chiude e riapre un panorama distrutto da un'altra guerra, la solita altra guerra tra altri uomini, terrestri convinti.

1 risposta al commento
Ultima risposta 18/12/2005 22.44.32
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elex  @  18/11/2005 15.18.30
   6 / 10
Appassionati di film d'azione? STATENE ALLA LARGA. Patiti dei film storici? CREDETEMI: NON E' UN GRAN CHE. Amanti del Giappone? NON NE VALE LA PENA. Qst film ritare in modo interessante l'iter psicologico dell'imperatore ma è troppo lento, triste e privo di colore; girato per il 70% in un buncher. Non mi aspettavo certo una commedia leggera ma ho davvero faticato per rimanere sveglia!!! Bravi gli attori

7 risposte al commento
Ultima risposta 23/01/2006 19.46.03
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