il posto delle fragole regia di Ingmar Bergman Svezia 1957
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il posto delle fragole (1957)

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locandina del film IL POSTO DELLE FRAGOLE

Titolo Originale: SMULTRONSTÄLLET

RegiaIngmar Bergman

InterpretiVictor Sjöström, Bibi Andersson, Ingrid Thulin, Gunnar Björnstrand, Jullan Kindahl, Folke Sundquist, Björn Bjelfvenstam, Max Von Sydow

Durata: h 1.31
NazionalitàSvezia 1957
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 1957

•  Altri film di Ingmar Bergman

Trama del film Il posto delle fragole

Un anziano e rispettabile professore di medicina, mentre si reca all'università di Lund per ricevere un'onoreficienza si trova a fare il bilancio di un'esistenza giunta al suo crepuscolo e vissuta con troppa freddezza nei rapporti con gli altri esseri umani.

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Voto Visitatori:   8,93 / 10 (160 voti)8,93Grafico
Voto Recensore:   10,00 / 10  10,00
Miglior film straniero
VINCITORE DI 1 PREMIO OSCAR:
Miglior film straniero
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Voti e commenti su Il posto delle fragole, 160 opinioni inserite

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alexava  @  19/01/2010 23.59.36
   10 / 10
"E io voglio bene a te, papà Isak."
"Addio papà isak. Sei il grande amore della mia vita. oggi, domani, per tutta l'eternità."
Un viaggio passionale ed emozionante, dentro la psicologia le ansie e le paure di un uomo saggio e maturo, che porta lo spettatore ad emozionarsi e crescere insieme al protagonista.
un capolavoro.

dewolf  @  17/12/2009 19.01.10
   8 / 10
Un magnifico Sjostrom nella sua apertura alla vita, dal rivangare ciò che era stata la sua adolescenza al capire la necessità di avere dei rapporti umani, sia con sconosciuti che con i suoi stessi familiari!! Come in tutti i film di Bergamn non manca il conflitto teologo-scientifico! Da vedere

Gruppo COLLABORATORI The Gaunt  @  15/12/2009 19.25.19
   9 / 10
Fare il bilancio della propria vita, rigenerando il grigiore della vecchiaia con l'impulso dei ricordi e delle confidenze delle persone vicine. Bergman traccia un ritratto misto fra lil reale e l'onirico dove la paura della morte imminente fa emergere i propri errori dettati da quel fondo di egoismo che hanno trasformato il dottor Borg in una persona sola. Una sceneggiatura perfetta, una fotografia in bianco e nero adatta al testo e un Victor Sjostrom magnifico nella sua intepretazione.

Dr.Orgasmatron  @  06/12/2009 22.06.42
   9½ / 10
Considerato giustamente uno dei film più rappresentativi dell'intero secolo, "Il posto delle fragole" è senza dubbio tra i più "alti" del regista. Gran parte del merito però è da attribuire anche ad uno straordinario Victor Sjöström, che sorprese anche Bergman per la sua capacità recitativa della parte. Una sorta di favola intrisa di ricordi e spaccati onirici, di riflessione e di profondi bilanci esistenziali. Con la vecchiaia, Ingmar Bergman fa tornare il suo protagonista al tanto amato "posto delle fragole". Capolavoro senza tempo né età

DarkRareMirko  @  20/11/2009 0.08.46
   10 / 10
Riuscitissimo film di viaggio del grande Bergman, che firma qui un altro dei suoi indiscussi capolavori.

Tra un'inossidabile lentezza (o sarebbe meglio dire pienezza) mai noiosa, seppur il film duri solo 90 minuti, si alternano storiche sequenze di sogni e di incubi, a loro volta semicitati anche in altri successivi capolavori cinematografici (per sempio, nel 1983 Coppola omaggierà questo SMULTRONSTÄLLET presentando ed inquadrando in certe sequenze un orologio senza lancette, proprio come si può vedere all'incirca nell'incubo dal protagonista ad inizio lungometraggio).

Attori allo stato dell'arte (e pure qui è presente l'attore feticcio di Bergman, ossia Max Von Sydow), finale poetico e riuscitissimo (col protaognista che torna rincuorato, sereno e felice a dormire), grandisisma regia, è uno dei più alti risultati cinematografici della storia.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  03/10/2009 22.24.24
   9½ / 10
Non avevo mai voluto finora commentare "Il posto delle fragole", una sorta di pudore/umiltà verso un capolavoro che mette soggezione per la sua proverbiale bellezza... più volte definito L'Umberto D svedese (ma le differenze proverbiali tra il personaggio di De Sica e il professore di Bergman sono abissali) è un film che confonde con un'universo di poesia che talvolta può sembrare persino forzata (la gioiosa esuberanza dei giovani del film rasenta un'ottimismo quasi complice, ma forse del tutto personale) ma poi tiene caldi gli spettatori come un cuore alienante e alienato (quello del protagonista) colmato da una struggente nostalgia, summa della vita.
Non oso dire altro: so soltanto che solo Fellini con Otto e mezzo è riuscito a creare una summa tanto magnifica tra sogno e realtà

dobel  @  23/08/2009 18.21.31
   10 / 10
Il posto delle fragole èil luogo dell'anima che forse non è mai esistito; un luogo dove siamo stati felici o forse crediamo di esserlo stati. Bergman firma un capolavoro immortale. E' il viaggio dentro la nostra anima che ci sta narrando... un posto tutt'altro che tranquillo. Ovviamente i simboli si sprecano, ma tutti sono comprensibili (caratteristica rara) e funzionali al racconto. Non vi trovo autocompiacimento o tentativo di psicanalisi. Semplicemente l'autore crede che in fondo un minimo di indulgenza verso gli altri, ma anche verso se stessi non sia fuori luogo. Il vecchio professore (egoista, acido...) non è che un uomo; accettare questo significa per lui trovare la pace. Ma significa la stessa cosa per la nuora accettare se stessa e soprattutto chi le sta attorno. La gioventù passa, i rimpianti sono tanti... ma se le cose che abbiamo lasciato fuggire ci fanno stringere il cuore in una smorfia di rimorso, è anche vero che tante le abbiamo afferrate e di questo dobbiamo essere grati. Il vecchio dottore non troverà mai più la sua innamorata dei vent'anni, cercherà invano anche in sogno di raggiungere i genitori e tutto quello che gli era caro e che ora manca alla sua vita, ma in fondo ha ritrovato un figlio con sua moglie. Può sperare alla fine di essere accettato per come è con i suoi difetti e i suoi pregi. E' il messaggio che tornerà alla fine di quell'altra opera gigantesca che è 'Fanny e Alexander': tutti abitiamo questo piccolo pianeta, quindi (parafrasando) se vogliamo alla fine riuscire a vivere dobbiamo accettarci, tenendo presente che per accettare gli altri prima di tutto dobbiamo accettare noi stessi. Il succo del discorso di Bergman nel 'posto delle fragole' può essere questo, appunto: che ci troviamo di fronte ad una umanità varia e sterminata che come uno specchio riflette le nostre debolezze, le nostre difficoltà, e tutti quei difetti che troviamo così volentieri negli altri senza accorgerci che sono parte costitutiva del nostro essere. Di fronte a questa umanità non possiamo ritirarci ed escludere noi stessi dal rapporto col prossimo, ma dobbiamo confrontarci con essa/o affinché accettando le nostre debolezze siamo in grado di accettare quelle degli altri. Il cuore del confronto on the road del vecchio prof. Bork e della giovane nuora è proprio questo. I personaggi che si intromettono occasionalmente nel loro microcosmo sono un'apertura su un mondo che entrambi (ciascuno a suo modo) avevano escluso. Soprattutto il gruppo di giovani (la ragazza viene interpretata significativamente dalla stessa attrice che interpreta in un flaschback il primo amore del vecchio Bork) mette a confronto i due viaggiatori con una faccia della realtà ancora sana e incontaminata, ancora contagiata dagli ideali tipici della verde età. Così la giovane nuora del prof. si rende sempre maggiormente conto (entrando a contatto con le reazioni del vecchio di fronte ai giovani, di fronte alla coppia di coniugi amari, cinici e disillusi; entrando quindi a contatto con le persone che appartengono al passato del prof. - la terrificante madre - e la grata coppia di benzinai) che la vita dell'anziano signore che la accompagna non è stata una vita sprecata né, tanto meno, una vita all'insegna dell'egoismo e dell'acidità. La progressiva consapevolezza di lei si accompagna alla progressiva consapevolezza (questa volta in negativo) di lui, sempre più ossessionato da incubi nei quali prova l'inutilità ultima dell'esistenza. La definitiva accettazione che entrambi raggiungono dell'altro e di se stessi (non senza ombre, intendiamoci, e non così linearmente) segna la pacificazione delle proprie vite. Non che di problemi non ce ne saranno più, ma sicuramente saranno affrontati con maggiore consapevolezza. Per concludere: non vorrei che si traesse dal mio insufficiente commento (queste riflessioni vengono sempre stese con un po' di fretta e non si riesce mai a dire veramente quello che forse si vorrebbe di un film ed un argomento ben altrimenti complesso e sfaccettato) un'impressione buonista della poetica di Bergman; l'autore ci mette di fronte i nostri fantasmi e non ci lascia scampo! Tuttavia credo semplicemente che ci dica anche che forse una via di scampo c'è, ci sta a portata di mano, la vediamo appena al di là della riva dove su una piccola barca ci chiama con la voce dei morti che ci hanno preceduto... la voce dei genitori, degli amici... noi la vediamo e la inseguiamo, cerchiamo di allungare il passo per raggiungerla ma lei se ne va inesorabilmente. Il vecchio Dott. Bork è questo che sogna alla fine del film... chissà se nel suo sonno...

Zanibo  @  05/08/2009 12.30.42
   10 / 10
Indubbiamente un bel film sulla vita e sul suo senso. Oltre che bello e` anche utile! :-)

Gruppo COLLABORATORI Ciumi  @  17/07/2009 20.23.32
   9 / 10
Lungo le strade della memoria s’intrecciano le vie dei ricordi abbandonati, e scorrono come immagini che più non ci appartengono e, talvolta, vi si ritrovano i soli momenti felici, dapprima ignorati, ora perduti. Quello di Isaak è un viaggio a ritroso, lungo questi itinerari smarriti del tempo, di un cuore che sembra ormai troppo vecchio per poter sperare, e che diviene spunto per ripercorrere una vita fatta di solitudine, egoismo, rimpianti, e perciò impreparata al giudizio di Dio. Il suo cammino ha inizio nel meraviglioso incubo iniziale, dove compare, atteso, l’inesorabile spettro della morte; si popola poi di personaggi sconosciuti, prosegue lungo scenari illusori, culmina infine verso un epilogo insperato.
Sul letto di morte le poche parole di Marianne sembrano donargli ciò che durante il lungo viaggio della vita egli ha voluto ignorare, e l’incubo diviene sogno, ritorna in quel luogo lontano, il “posto delle fragole”, mai stato così dolce; ed una nuova luce sembra sciogliersi sul viso, come una lacrima di nostalgia.. Isaak è finalmente pronto a consegnarsi a Dio.

dave89  @  12/06/2009 10.38.12
   9½ / 10
grande bergman cm sempre

Invia una mail all'autore del commento albatros70  @  06/05/2009 21.54.07
   7½ / 10
Introspettivo, triste ma veramente un ottimo film. Eliminerei solo la scena dell'incidente, fuori luogo a mio modesto giudizio. Per il resto nulla da eccepire......

pinhead88  @  06/03/2009 1.24.07
   8 / 10
una vera opera della drammaturgia di Bergman.teatrale,onirico,espressivo,fascinoso.fino ad ora uno dei migliori da me visionati del regista svedese.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  29/12/2008 21.50.12
   8 / 10
Mmm vediamo come commentare questo "Il posto delle fragole"...ma si magari avrei potuto farne un beverone di parole sconnesse e dargli un voto ignobile tanto per far felice quell'Hal Dullea li, ma preferisco scriverne in altro modo. Nessuna attenuante filosofica ne, tantomeno nessuna riflessione interiore particolare ma solo una fervida fantasia. Spiritualmente parlando e dalla lettura di testi antichi viene fuori che quando un individuo giunge al termine dei suoi giorni "passa" ad un'altra dimensione, un pò come si comportono gli elettroni tra gli atomi. Si dice che dinnanzi ad un grande schermo rivedremo la nostra vita, e che migliaia di anime sagge e conosciute ci applaudiranno per aver giocato bene il nostro ruolo sulla terra. In merito a questo il film in questione ci sta dentro in tutto con queste credenze...il regista la sa lunga e trasmette quello che sa con questo gioiellino di lungometraggio attraverso modi di girare del tutto surreali. Da rivedere più volte secondo me.

elmoro87  @  29/11/2008 19.27.01
   7½ / 10
viaggio all'interno della propria mente e dei propri ricordi per questo professore realizzato in tutto e per tutto esteriormente, ma interiormente afflitto da rimorsi e dal fatto di non essere stato nel corso della vita quello che sarebbe voluto essere... molto profondo e molto filosofico, non lo considero un capolavoro, ma sicuramente un gran bel film!

Drugo.91  @  31/10/2008 15.56.53
   10 / 10
sono questi i film che ti fanno veramente apprezzare il cinema...

Gruppo COLLABORATORI Hal Dullea  @  28/09/2008 7.18.11
   1 / 10
Ciao, pol, come va? Bevuto anche stavolta il cervello come un ovetto a colazione?
Sì, seduta psicoanalitica, che oggidì in modo reboante, con Natoli e l'intero neopaganesimo del "carpe diem", pardon: del "Life is now", mira alla cosiddetta "etica della finitudine", ulteriore etichetta di nuovo conio per indicare un contenuto vecchio quanto l'umanità: chi s'accontenta gode, e guai anche solo a protestare. Niente più "uomini in rivolta", niente più "filosofia del rifiuto" ma accettazione e adeguamento allo "status quo". Compito dell'esistenza? Grazie a gente come Cancrini, che commenta il dvd negli extra, s'ammette senza pudor che è l'"amor fati/crucis" nietzscheano, la riconciliazione con ogni attimo della "propria" vita, "propria" in quanto di fatto ricevuta da un paio di copulanti che, come nella scena finale, dovremmo giungere a riverire per la (dis-)grazia ricevuta.
Invece "Il settimo sigillo" è meno peggio di quanto m'aspettassi: Giordano Biagio ha evidenziato la cesura del film fra da un lato il vecchiume dello ieratico e della sacralità, nella fotografia e nei temi, con al centro "il Cavaliere" (forse "della fede", quello di kierkegaardiana memoria), che spacca i maroni con angosce già bolse nel '57, e dall'altro lato gran parte del resto, soprattutto l'ateismo scettico e (post-)modernissimo dello Scudiero. La vera "danse macabre" non è quella conclusiva, bensì quella che è costretta a ballare il saltimbanco, precursore del Bagini impersonato dal tuo attuale avatar in "Io la conoscevo bene" (Pietrangeli, '65). Al termine del film, comunque avviene il trionfo del primo e peggior lato: il saltimbanco con la sua ennesima "Sacra Famiglia" scampa alla morte nel senso che è un veggente, proprio come quello di Patmos, e in mezzo all'Apocalisse vede la "Salvezza", anzitutto la M.adonna col Figlio (= Ap 12?) e poi i defunti che continuano a vivere. Sforzandosi di sorvolare su ‘ste cojonate, la descrizione anche figurativamente realistica della nostra condizione da eterno medioevo oscurantissimo è ancor valida più che mai.

9 risposte al commento
Ultima risposta 23/11/2008 14.34.17
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goldtw  @  10/09/2008 9.23.34
   10 / 10
cacchio,questo mi è piaciuto veramente tanto!il posto delle fragole è un viaggio interiore troppo intenso da raccontare con parole razionali..davvero un film delicato,costruito perfettamente sia nel montaggio che nella sceneggiatura,con una trama magica,in cui possiamo immedesimarci quasi subito nel vecchio professore(la scena dell'incubo iniziale è diretta in una maniera magistrale!).è interessante come bergman riesca a cullarci nelle vicende,dove il presente e il passato "fanno a *****tti" cercando di prendere una posizione radicale nella storia(a tratti "dantesca").un cast ottimo,sopratutto il protagonista(nonchè maestro del regista in questione,mica c.azzi!).

1 risposta al commento
Ultima risposta 10/09/2008 09.25.18
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edo88  @  05/07/2008 19.40.28
   9½ / 10
Magnifico.
Mi è sembrato un'opera letteraria, per i dialoghi così acuti e diretti allo stesso tempo (basti pensare all'iniziale scambio di battute tra il professore e la sua governante) e per le tematiche trattate (il sogno, i ricordi, lo smarrimento, la trasformazione, il dolore e la morte).
Da vedere assolutamente.
Mi procurerò al più presto altre opere di Bergman.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  11/03/2008 18.54.32
   8 / 10
Film decisamente strano, ci si trova davanti ad un'opera d'arte che dice qualcosa di diverso in ogni scena! Bergman sembra che abbia anticipato i tempi nel cinema, un viaggio nel tempo alla stregua della trilogia di Zemeckis e un esplorazione nella mente umana da far invidia al maestro Lynch (come del resto fece anche ne 'L'ora del lupo')! Gli attori sono tutti bravissimi, ma svetta su tutti il vecchietto protagonista, che riesce anche nella rappresentazione dei sui sogni ad incutere un senso di mistero sulla sua figura di uomo rude e cattivo (?!) incarnato in un fisico esile e un viso bonaccione!

Peppo81  @  03/03/2008 14.11.30
   9 / 10
16simo film preferito

grande film del grande BERGMAN
attori perfetti......

Bomber&Bionda  @  28/02/2008 13.23.03
   5 / 10
Indubbiamente si tratta di una grande opera, ma non mi ha impressionato più di tanto. La verità è che la storia di questo professore mi ha annoiato molto, e ho faticato a arrivare alla fine. Come ho già detto si tratta di grande cinema, ma non è assolutamente il mio genere: forse un giorno lo apprezzerò di più!

4 risposte al commento
Ultima risposta 03/03/2008 22.59.58
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Enzo001  @  23/02/2008 16.52.08
   10 / 10
Sospeso fra sogno e realtà, fra passato e presente, fra rimpianti e gioie, "Il posto delle fragole" è il difficile viaggio di un uomo alla riscoperta della vita attraverso la propria interiorità. Capolavoro di Bergman da vedere e rivedere, per cogliere le molteplici sfumature e comprendere il messaggio del regista.
Semplicemente magnifico e profondo come pochi.

Max78  @  29/01/2008 21.17.58
   9½ / 10
Vecchio scarpone,
quanto tempo è passato!
Quante illusioni fai rivivere tu!
Quante canzoni
sul tuo passo ho cantato,
che non scordo più.
Sopra le dune
del deserto infinito,
lungo le sponde accarezzate dal mar,
per giorni e notti insieme a te ho camminato
senza riposar! .......

Vecchio scarpone,
come un tempo lontano,
in mezzo al fango, con la pioggia o col sol,
forse sapresti, se volesse il destino,
camminare ancor.

Vecchio scarpone, fai rivivere tu
la mia gioventù.

That's life.

gambero  @  23/01/2008 10.00.29
   6½ / 10
partendo dal presupposto che i film di bergman non sono tra i miei preferiti,ho guardato questo film in quanto aveva una media così tanto elevata che mi ha incuriosito..la pellicola l'ho trovata per certi momenti un pò troppo lenta,anche se la regia è ottima,ed effettivamente,come qualcuno ha già detto,abbastanza pessimistica!forse andrò controcorrente ma il mio giudizio è questo.

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Ultima risposta 03/06/2008 15.13.46
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Invia una mail all'autore del commento Rana c'è!  @  19/01/2008 20.34.09
   9½ / 10
Qui c'è da togliersi il cappello e fare un inchino.
Quando mi sono avvicinato a Bergman la prima volta lo temevo, non mi ritengo persona da film del genere. Ma questo film ha cambiato tutto, non ci sono parole per le emozioni che fa provare, vicinissimo alla perfezione.
Da vedere e da far vedere a tutte le vostre generazioni future.

momo  @  17/01/2008 22.13.09
   9½ / 10
"quando la vita era più facile...
e si potevano mangiare anche le fragole....
perché la vita è un brivido che vola via
è tutt'un equilibrio sopra la follia...."

lampard8  @  04/12/2007 12.30.17
   10 / 10
E qui ci scappa il votone signori.
Più che un film la definirei un'opera d'arte contemporanea.
Una pellicola sublime,che tratta in maniera eccellente il tema della vecchiaia e ingloba notevoli spunti filosofici e delle correnti culturali presenti nella prima metà del 1900.
Ritroviamo difatti Freud(il sogno iniziale), Proust(la memoria del tempo lieto e scanzonato rappresentata dai luoghi dove il professor Borg trascorreva la sua infanzia) e Kafka.
Come al solito Bergman inserisce inoltre spunti teologici, in particolare approfondisce il tema dell'esistenza di D.i.o con i due ragazzi che si accapigliano pensando entrambi di avere ragione al riguardo.
Nei suoi film si respira un'atmosfera magica, mistica e notevole è la cura prestata ad ogni singolo particolare o oggetto insignificante che sia.
Un film da tramandare ai posteri e da proiettare in tutte le scuole.

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Ultima risposta 04/12/2007 12.43.57
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vitocortesi  @  25/11/2007 0.26.37
   10 / 10
Questo non è un film ma un' opera d'arte.Una delle piu' grandi storie sulla vecchiaia nel momento del resoconto finale.Tante le sequenze memorabili ma su tutte le riunioni di famiglia in gioventu' nella villa in campagna durante uno dei suoi deja vu.Questo è il primo film che ho visto di Bergman che ho conosciuto attraverso alcuni siti di cinema e credo proprio che ne seguiranno molti altri.

2 risposte al commento
Ultima risposta 28/11/2007 16.29.08
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Sestri Potente  @  19/11/2007 17.55.51
   8 / 10
Il professore d'inglese che ci fece vedere questo film assomigliava in maniera incredibile al protagonista... Sono passati quasi 6 anni da quando lo vidi, ma è come se lo ricordassi benissimo.

Aletheprince  @  11/11/2007 21.43.55
   9 / 10
Il sobrio, morigerato e solitario Dottor Isak Borg ripercorre la propria vita durante un viaggio che, da mero tragitto in automobile verso la città di Lund, dove l'attende un'importante onorificenza professionale, si trasforma sin dall'inizio in un profondo e tormentato iter esistenziale, irto di rimorsi e di pentimenti etici.
L'urgente conflitto con le ribellioni della propria coscienza è foriero di ricordi e di dolorose evocazioni oniriche, che travolgono la facciata onorevole dello stimato ed apprezzato medico, catapultandolo in un drammatico esame dei propri affetti, sempre rinnegati e freddamente posposti rispetto agli aridi studi di scienze ed all'affermazione professionale.
La fredda e disagevole vecchiaia incombente impone però una revisione della propria condotta, degli atteggiamenti tenuti nei confronti degli altri, dei sentimenti provati verso il prossimo.
Consapevole che le proprie lacune morali ed i propri fallimenti sul piano umano lo hanno oramai condannato ad una misera quanto meschina morte, da attendere in solitudine e fra mille rimorsi, la psiche del professore si interroga affannosamente per comprendere tutti gli errori compiuti durante la vita, al fine di trovare un rimedio, seppur parziale e tardivo.
Sarà la reminiscenza del "posto delle fragole", della vita beata e spensierata della gioventù, dei candidi e solari luoghi della fanciullezza, della rassicurante figura dei genitori, a regalare un ristoro nell'anima del tormentato Isak, imponendogli di riconsiderare l'ultimo periodo che gli resta da vivere, al fine di ritrovare negli affetti e nei rapporti umani un motivo per il quale poter serenamente concludere la propria esistenza.
Questa mirabile opera di Bergman è certamente meno d'impatto e psciologicamente meno "violenta" rispetto a Il settimo sigillo.
Là, dove la sorte segnata del cavaliere Block impone una decisa quanto drammatica considerazione sull'imminente e tragico abbandono della vita terrena, che lo attende al termine della disperata partita a scacchi, ne Il posto delle fragole la pacata riflessività della vecchiaia impone un'analisi introspettiva più meditata ed elaborata, considerando gli errori, gli episodi infelici, le aspettative morali inappagate, i tormenti della psiche cui poter far fronte, in un ultimo, sconsolato, tentativo di risollevare le sorti di un'esistenza carente di affettività e di calore umano, trovando nei sorrisi, nell'amore e nelle scelte impulsive della gioventù (simboleggiata dai tre ragazzi accompagnati durante il viaggio e dalle dolci aspettative di vita della bella nuora) un motivo per cui cercare di dare un senso agli ultimi momenti della propria vita.

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  05/11/2007 14.28.00
   9 / 10
Mai come in questo bellissimo film, Bergman aveva analizzato cosi' profondamente l'animo umano quando questo viene oppresso dalla consapevolezza del proprio peccato, dalla solitudine, dall'introspezione della propria coscienza. Il viaggio da Stoccolma a Lund del vecchio professore di medicina Isak Borg per andare a ritirare un riconoscimento accademico è l'occasione per abbattere il muro dell'egoismo e della solitudine e dare un senso alla propria vita quando ormai gliene rimane cosi' poca da vivere. Probabilmente Bergman alla soglia dei 40 anni, ha voluto vedere in Isak borg il proprio io invecchiato, una sorta di trasposizione temporale del proprio corpo in quello dell'anziano professore ottantenne, trasmettendogli anche, e soprattutto, il proprio animo, i propri sentimenti, tracciando un itinerario prettamente autobiografico.
Il percorso che porta Isak verso la ricerca della comunicazione mediante il viaggio con la nuora Marianne è racchiuso tra l'incubo che ha all'inizio (il terrore della morte), ed il sogno finale (riflessione sulla vita, serenità d'animo). I continui richiami all'esistenzialismo sottolineano costantemente il pensiero di alcuni grandi filosofi: La forza umana da sola è in grado di cambiare la propria condizione? è in grado, la semplice volontà, di mutare un sentimento di solitudine quando questi è radicato nel profondo dell'animo, o l'uomo ha bisogno dell'intervento di ***?
L'angoscia paralizzante della scelta di fronte alle infinite potenziali alternative accrescono in lui il senso di solitudine ed allontanano la possibilità di approfondire il rapporto con gli altri. Saranno le parole di Marianne a causare il disgelo nell'animo di Isak, un disgelo necessario se non vuole concludere il lungo cammino della sua vita con quella pochezza di sentimenti tipica di chi è vissuto sempre all'interno del proprio involucro, a chi non ha mai avuto l'umiltà di riconoscere i propri sbagli magari accettando, a causa di questi, il giudizio degli altri. La natura vorrebbe che con l'arrivo della selinità sopraggiunga la saggezza ad accompagnare l'ultimo atto dell'esistenza, e non l'egoismo e la cattiveria, questo raggio di sole illumina il volto di Isak proprio quando anch'egli pensava di non poterlo più ricevere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR julian  @  02/11/2007 12.29.08
   8 / 10
Ecco la sintesi perfetta delle tecniche di Bergman, scene di grande impatto visivo e lunghissimi silenzi.
Un film profondo che parla dell'infelicità di vivere, della vecchiaia e di come nella vecchiaia ci si rifugia nei ricordi, ma parla anche della freschezza giovanile e il confronto tra le due età si vede quando Isak fa salire in macchina i tre giovani pieni di vita.
Ma la storia a me nn sembra molto originale... il protagonista sembra Scrooge di Canto di natale o sbaglio ?

Paolo70  @  26/10/2007 17.31.41
   5 / 10
Bravi gli attori nell'interpretazione ma il film non mi è piaciuto, angosciante e spesso noioso. Vado controcorrente ma per me il giudizio su questo film non può essere che questo.

3 risposte al commento
Ultima risposta 28/10/2007 18.12.32
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sonhador  @  20/10/2007 20.32.05
   10 / 10
non oso pensare quanto piangerò quando, da vecchietto, rivedrò quest'opera meravigliosa...

claudio54  @  16/10/2007 19.49.50
   10 / 10
capolavoro assoluto

Gruppo COLLABORATORI foxycleo  @  11/10/2007 10.19.49
   10 / 10
E' sempre una grandiosa esperienza ri-vedere questo capolavoro di Brgman.
Un road-movie onirico dagli equilibri narrativi pressoché perfetti.
Un film che racconta la vita e l'abbandono da essa in modo poetico.
Ricco di rimandi letterari da "La ricerca del tempo perduto" alla letteratura nordica più vicina alle origini del regista.
Un film dolce e melanconico ed eccezionalmente interpretato.

Invia una mail all'autore del commento Silly  @  30/09/2007 17.10.07
   9½ / 10
Sono molto affezionata a questo film.... Quello che lo rende delicato e intenso al mio cuore è proprio il vecchio dottore che, suon malgrado, deve affrontare i suoi "conti da pagare".
Penso sempre che nella vita, noi tutti, siamo tenuti a prendere delle decisioni frivole e fondamentali x la nostra esistenza. Sempre, costantemente........ I nostri comportamenti, le strade che percorriamo, i nostri ideali razionali o irrazionali...... Noi siamo ciò che scegliamo. Ad un certo punto, xò, capita qualcosa che ci impone di fare un resoconto. Cosa siamo diventati? Cos'abbiamo seminato? Amore, odio, indifferenza, pietà, solidarietà? A pensarci bene, può capitare di non essere tanto fieri dei risultati ottenuti, Capita di perdersi nel lungo cammino, capita di non accorgersi di ciò che perdiamo, xchè in quel momento lo riteniamo superfluo.... Tutti noi, spero, aspiriamo ad essere dei vecchi dignitosi, lasciando un dolce ricordo non solo nelle menti altrui...... Ma anche nei loro cuori.
Bellissimo film, girato ottimamente.
Forse Il settimo sigillo mi ha "turbato" maggiormente, ma questo resta cmq una sublime opera del grandissimo Bergman. Pace all'anima sua.

goophex  @  30/09/2007 16.38.46
   8½ / 10
Essendo l'unico film che ho visto di Ingmar Bergman probabilmente non riesco ad assaporarne a pieno l'importanza. Forse non sono cosi' preparato per poter apprezzare a fondo una pellicola del genere che oltretutto fa parte di un'epoca diversa dalla nostra e dai nostri valori ma comunque non posso non dare un voto piu' che positivo per lo stile, la regia e sopratutto per il modo soave in cui viene raccontato il viaggio introspettivo di un Professore di medicina che, assalito forse da troppi rimpianti, riesce solo nel periodo finale della sua vita a coglierne l'essenza e le cose veramente imprescindibili legati ad essa.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  28/09/2007 15.08.18
   9 / 10
ALTRO MIRACOLO DI BERGMAN. IL TEMPO DELLA VITA CHE STA PER SCADERE, IL CONFRONTO CON I GIOVANI (DA CUI SI PUO' IMPARARE MOLTO), IL PASSATO CHE RITORNA ATTRAVERSO IL "CONTATTO PROUSTIANO" CON COSE E LUOGHI, E IL PRESENTE FATTO DI BILANCI. IN QUESTO FILM, COME NEL SETTIMO SIGILLO, IL REGISTA CI INSEGNA CHE NON E' MAI TROPPO TARDI PER RAVVEDERSI E RIPARARE ALLE PROPRIE COLPE. ANCHE AL CREPUSCOLO DELLA VITA, SI PUO' DARE UN SENSO AD ESSA. LA SEQUENZA DEL SOGNO E' QUANTO DI PIU' COMPLESSO E AFFASCINANTE SIA MAI STATO GIRATO, E ANDREBBE ANALIZZATA E INTERPRETATA CON VERE E PROPRIE COGNIZIONI PSICOANALITICHE. PIETRA MILIARE DELLA CINEMATOGRAFIA.

Gogol  @  27/09/2007 17.09.11
   10 / 10
Capolavoro,semplicemente uno dei più bei film che abbia mai visto,arte allo stato puro,il film mi è rimasto impresso per giorni nonostante l'avessi visto anche un pò assonnato vista la tarda ora a cui ho iniziato a vederlo non sono più riuscito a smettere di vederlo,ottima la trama,stupendi i dialoghi e le riprese,il finale poi è da pace dei sensi,questo film meriterebbe i primi posti della classifica,è un capolavoro del cinema mondiale e un capolavoro del grande regista Bergman.

dgarofalo  @  09/09/2007 23.52.09
   9½ / 10
SlevinKelevra  @  09/09/2007 22.54.18
   9 / 10
Un viaggio neanche cosi immaginario all'interno della vita di un matuza della medicina. Questo film colpisce. Scava, o meglio fa emergere da sole, le paure, le occasioni perse, le debolezze mai svelate, le malinconie, di un anziano che per tutta la vita ha vissuto dentro uno schema auto-impostosi. E nel periodo della vecchiaia (guarda caso molte volte paragonato alla giovinezza), questo schema scopre la sua fragilità. E diventa un enorme punto interrogativo per il nostro protagonista. Davvero stupendo! Colpisce il bianco e nero, soprattutto per chi non è abituato.. e colpisce l'eterna attualità di questo disagio. Immenso.

wega  @  06/09/2007 21.19.19
   10 / 10
caolavoro
seduta di autopsicoanalisi
credo che tutti ad un momento della propria vita si ritroveranno nella situazione di riepilogare la propria esistenza
impossibile da non fare proprio il film

metafisico  @  06/09/2007 12.46.29
   10 / 10
un film di poetica quasi inarrivabile che tratta temi universale con una maestria senza precedenti.
Quando sono così, i film davvero possono considerarsi opere d'arte.
sicuramente il cinema di Bergman rimane un unicum di cui non si vedono gli eredi.

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Ultima risposta 23/11/2007 13.21.38
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Terry Malloy  @  05/09/2007 20.18.56
   9½ / 10
superbo. "Il Posto delle Fragole" dopo "Una Storia Vera" e insieme a "Vivere" forma la triade del genere della vecchiaia migliore della Storia del Cinema (e non ho ancora visto Umberto D.).
Questo è un film sulle scelte. le scelte formano quello che sei, e come la gente ti vede; per Bergman l'Uomo è un equilibrio passivo fra Scelte, Natura Comune e Individualità Nascosta.
le Scelte formano la tua Vita professionale e sentimentale, ma non è detto che queste ti manifestino al prossimo per come sei veramente, bensì la tua Natura Comune ti permette di instaurare rapporti normali (ipocriti) per la tua esistenza. in verità conduci una vita parallela di cui conosci l'esistenza, ma la metti in un angolo rifuggendone la vista fino a che si presenta la Morte. la Morte si presenta dapprima attraverso i sogni (meravigliose le sequenze oniriche, fotografia superba) i quali spingono a una presa di coscienza dell'individuo su tutta la propria vita, anche quella nascosta. saltano fuori a questo punto enormi problematiche che mettono in luce il nostro egoismo, la nostra finta faccia e decentrano il nostro punto di vista distorto sui nostri successi personali (da notare come il medico, nel trionfo finale della sua carriera si renda conto di quanto ha sbagliato nel lasciare la sua cittadina dove tutti lo adorano) come il lavoro e la famiglia (il figlio che lo odia, la moglie che lo tradiva).
è il Passato un luogo dove rifugiarsi e confrontarsi.
la visione di Bergman è molto pessimistica anche se la dolcezza del finale mi ha lasciato un pò stupito. Bergman riflette sulla possibilità che le nostre azioni e la nostra Consapevolezza Finale siano gestite da un Dio...o da un Caso (i sogni), stesso dramma di Kieslowski. Bergman non risponde chiaramente, ma è emblematica la poesia che il protagonista (eccelso) recita ai giovani su questo Amico misterioso che non si riesce a trovare e che al tramonto (la Morte) è ancora lontano e nascosto...

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Ultima risposta 06/09/2007 13.29.45
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MrSlipp3ry  @  21/08/2007 16.51.07
   9½ / 10
Ho visto il film 2 volte di seguito tanto mi è piaciuto!!! Una pellicola che riesce a far rievocare tantissime emozioni. Struggente, melinconico, suggestivo.
Con un Victor Sjöström bravissimo, capace di interpretare un personaggio tuttaltro che semplice.

" I nostri rapporti con il prossimo si limitano per la maggior parte al pettegolezzo e a una sterile critica del suo comportamento ... "
Questa frase di apertura del film mi ha colpito molto e in seguito il regista è riuscito a tenermi letteralmente accaccato al monitor!!
Per me uno dei miglior film che abbia mai visto.

addicted  @  31/07/2007 17.55.41
   10 / 10
Non si può dare un voto a "Il posto delle fragole": anche il 10 è riduttivo.
Sarebbe una attività con poco senso anche scrivere un commento, se non fosse che ieri, 30 luglio 2007, è morto Ingmar Bergman.
Bergman è stato senza dubbio uno dei più grandi artisti del '900, interpretando con straordinaria intelligenza e intenso spirito poetico i temi fondamentali dell'esistenza.
Le sue opere rimangono per sempre patrimonio dell'umanità, tuttavia oggi domina un senso di tristezza per la perdita di un uomo la cui morte segna comunque uno spartiacque storico: se ne è andato un pezzo importante del Novecento. Speriamo che il nuovo secolo sia in grado di produrre altri artisti di questo calibro.
In queste ore mi ritorna in mente una sequenza di "Il posto delle fragole": il protagonista, vecchio e vicino alla morte, ricorda i propri genitori in un momento di serenità; li vediamo da lontano, sulle rive di un lago. Una scena dolce e insieme dolorosa, perchè anche i più bei ricordi di infanzia sono destinati a svanire nel gorgo del tempo e della morte. Un'immagine di potentissima intensità emotiva, che riaffiora nella memoria ora che il grande maestro non c'è più.

Vegetable man  @  26/07/2007 13.06.48
   9½ / 10
Un film poetico e toccante, con alcune scene da antologia, come i sogni surreali, e un bravissimo Victor Sjöström nel ruolo di protagonista.

Sanjuro  @  24/07/2007 13.36.20
   7½ / 10
I dialoghi ottocenteschi, e i bozzetti estremamente pudici della società aristocratica mi hanno spazientito non poco. Un linguaggio puritano che riverbera in gran parte della pellicola deturpando irrimediabilmente alcune sezioni di essa, in ogni caso ottima la tessitura onirica, ottime le scene frivole che accompagnano la visione come un giro morbido di basso, fino a farle sfociare in vignette di petrolio freudiano. Bergman sarebbe dovuto essere più malvagio e far contorcere l' uomo come nella "Morte a Venezia" di Mann, esempio supremo di autocoscienza senile. Non piu di 7.5...

Invia una mail all'autore del commento angel__  @  12/07/2007 3.39.45
   9½ / 10
un pò troppo lento a tratti,un pò forzati alcuni caratteri come la coppia che litiga in macchina,ma a livello di contenuti siamo su un pianeta inarrivabile,il pianeta bergman.sofferenze,dubbi,angosce, momenti di gioia e serena malinconia condensati in un viaggio di un'ora e mezza. grandissimo l'attore protagonista,alcune frasi di questo film entrano nel cuore.

Pink Floyd  @  02/07/2007 17.18.34
   10 / 10
"I nostri rapporti con il prossimo si limitano per la maggior parte al pettegolezzo e a una sterile critica del suo comportamento. Questa constatazione mi ha lentamente portato ad isolarmi dalla cosidetta vita sociale e mondana. Le mie giornate trascorrono in solitudine e senza troppe emozioni. Ho dedicato la mia vita al lavoro e di ciò non mi rammarico affatto."

In questo film, un road movie del tutto atipico a causa dei suoi risvolti memorialistici, viene rappresentato un viaggio nel viaggio: durante il percorso per giungere a conseguire una gratifica al lavoro, il Professor Boorg va a ritroso nel tempo, ripercorrendo la sua gioventù, tracciando un volutamente nostalgico bilancio del suo vissuto.
Nella sua vita da medico la ripetitività e l'abitudine sono divenute piacevolmente melancoliche; l'uomo gli presta molto potere, trasformandole nel suo unico avere.
Tuttavia in vecchiaia si affronta la tematica della solitudine, la quale porta Isaac
a mettere in discussione il suo seminato.
E così, voltandosi indietro il medico si riscopre un vecchio saccente che cela le sue paure dietro un comportamento fiero e misantropo se non freddo e opportunista nei confronti della gente che lo circonda e che lo ha tanto amato; un uomo raramente sorridente, che poco ha attinto dalla vita. Una vita consumata sui libri e per questo per nulla vissuta, poco sfruttata -indicativo il discorso onirico dell'amata Sara "come professore dovresti saper individuare le cause del dolore, ma non ci riesci! Perchè sebbene tu conosca tante cose, tu non sai niente!"- .
Ad alimentare il continuo e combattuto turbamento del medico sono gli incubi surreali che lo accompagnano, i quali minano le sue certezze e cominciano ad incrinare le sue idee.
Tuttavia sarà la succesiva "scoperta" del pensiero pessimistico del figlio a portarlo sul sentiero dell'abbraccio alla vita.

La pellicola conserva un'enorme carica emozionale che viene sprigionata ogni qualvolta l'anziano Professore si abbandona a riflessioni e pensieri.

Il merito di Ingmar Bergman è quello di aver delineato il personaggio del PROFESSOR HEBERARTH ISAAC BOORG, uomo bisbetico di scienza ricco di cultura ma povero di qualsivoglia tipo di sensibilità; è proprio questo il piatto forte della pellicola: la caratterizzazione del protagonista, che avviene in maniera leggera e soave, grazie anche a un'interpretazione di Victor Sjöström carica di pathos e classe.
Attraverso questo personaggio Bergman si abbandona in un sognante e leggiadro spaccato sulla vita, sulla morte, sul tempo, sui ricordi.

Nonostante "SMULTRONSTÄLLET" abbia compiuto 50 anni mantiene la fresca carica emotiva di un tempo che ne fanno un titolo intramontabile della cinematografia svedese.

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Ultima risposta 24/07/2007 22.44.22
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alexp79  @  19/06/2007 1.11.51
   10 / 10
Cosa c è di più riflessivo che la ricerca del senso della vita? Un rispettabile medico fa i bilanci della sua...e si scopre tristemente già morto. ripercorre i momenti della sua infanzia, provando nostalgia delle sue emozioni, che si possono provare solo con altri esseri umani. Scopre che sono le emozioni a farlo sopravvivere, quelle da cui è sempre scappato. Gli altri personaggi fanno da cornice: teologia o ragione, voglia di vivere e isteria sembrano quasi i modi di affrontare la vita che un uomo può incontrare sul suo cammino..cos è l'uomo senza emozioni? per cosa merita una vità essere vissuta?

Ch.Chaplin  @  17/06/2007 16.09.58
   10 / 10
questa è storia del cinema, mica blade runner!
capolavoro di bergman, forse anke migliore del settimo sigillo..si tratta di una pellicola assoluta, di quelle ke non trattano pochi temi contingenti (e magari lo fanno pure male), bensì tratta la questione fondamentale della Vita (con la V maiuscola), e lo fa come meglio non avrebbe potuto (nel 1957!).
nn è troppo lento e nemmeno troppo mattone..è uno dei picchi della cinematogrfia psicanalitica!

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Ultima risposta 09/07/2009 15.18.51
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jmarra  @  10/06/2007 17.23.36
   10 / 10
un pezzo della storia del cinema una riflessione sulla vita e sulla morte.capolavoro

éSsaJon  @  31/05/2007 6.59.55
   10 / 10
Una grande interpetazione, un grande realismo. Bergman fa dire ai protagonisti frasi categoriche che atterriscono nella loro crudezza e realtà. Pensieri che stravolgono per la loro chiarezza. Descrive magistralmente scene di isteria (l'ingegnere e la moglie) e di angoscia (i sogni del protagonista). Alcuni tratti lenti, ma necessari. La confessione di Evald
alla moglie sotto la pioggia, oppure l'esame di medicina del protagonista in sogno... e quanto è vero il comportamento della governante.

Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  18/05/2007 11.47.42
   9½ / 10
Stupendo Borg (sjostrom), il protagonista, che rivive, nel bene e nel male la sua vita, dal posto delle fragole della sua gioventù fino all'apice oggettivo della sua carriera, alla fine della giornata con la premiazione.
A tratti ermetico, ma le fila della trama vengono tessute con maestria e completezza, lasciando spassosi spazi alle lotte idealistiche ed esistenziali dei compagni di viaggio di Borg. Molto bella la regia, peccato per le molte scene nella campagna che sarebbero state meglio a colori...

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento thohà  @  13/05/2007 13.01.35
   10 / 10
"I nostri rapporti con il prossimo si limitano, per la maggior parte, al pettegolezzo ed ad una sterile critica del suo comportamento. Questa constatazione mi ha lentamente portato ad isolarmi dalla vita sociale e mondana. Le mie giornate trascorrono in solitudine e senza troppe emozioni. Ho dedicato la mia vita al lavoro e di ciò non mi rammarico affatto".
Queste sono le riflessioni che passano per la mente dell'insigne medico prof. Borg.
E' in procinto di festeggiare il suo giubileo professionale.
Sta tirando le somme della propria vita, non senza angosce.
Durante il viaggio, che farà in auto, ripercorrerà tappe della sua vita mai dimenticate. Avrà la fortuna di essere circondato da giovani. La sua mente riflessiva lo porterà a rivedere alcuni suoi atteggiamenti del passato.
Frammenti chiusi nell'anima si affacciano alla sua memoria
Un film meraviglioso.
Avviarsi verso la morte non è cosa serena, ma si può trovare una propria serenità nel capire i propri limiti del passato.
Durante il viaggio vivrà ricordi, rimpianti, la consapevolezza di non sapere poi molto in generale, incertezze e certezze, timori ed ineluttabilità
Un viaggio di pacificazione con se stesso.
E il dolce posto delle fragole, il posto della sua giovinezza, un angolo rimasto quasi immutato del tempo, percorso - nella pemoria - di voci lontane e situazioni che subito, vivide, si affacciano alla memoria.

AKIRA KUROSAWA  @  10/05/2007 14.29.31
   10 / 10
in assoluto il miglior film di bergman e tra i piu belli della storia. bergman nonostante l giovane eta fa gia delle riflessioni sul tema della morte.
superiore per me anche del settimo sigillo, bellissima la scena in cui sjostrom ricorda la gioventu perduta . super capolavor

iosper  @  19/04/2007 13.25.45
   8½ / 10
Viaggio nella vita di un anziano professore di medicina sfiora la perfezione, se non fosse per alcuni passaggi lenti.

Bukkake  @  11/04/2007 15.42.57
   4 / 10
l'ho guardato in quanto incuriosito dalla posizione in classifica.secondo me non merita la top 20!!alcuni momenti sono troppo lenti..

15 risposte al commento
Ultima risposta 06/10/2007 09.17.06
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Xavier666  @  10/04/2007 0.15.32
   9 / 10
primo film di Bergman per me. Peccato essere arrivato dopo cento e passa commenti, però non è mai tardi per scoprire questi capolavori del passato.
Ottimo, struggente, onirico. Victor Sjöström sugli scudi, cercherò di vedermi altri film che lo videro protagonista. Voto altissimo per quest'opera, formula chimica del rimpianto.

darkos  @  01/04/2007 18.12.07
   10 / 10
Film eccellente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  20/03/2007 18.40.03
   7 / 10
la penso esattamente come lukanoir quindi..

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Ultima risposta 17/01/2009 10.47.52
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lukanoir  @  13/03/2007 21.26.39
   8 / 10
Sapientemente girato è indubbiamente un film bellissimo, personalmente però l'ho trovato un pò pessimistico e chiuso a libere interpretazioni.

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Ultima risposta 20/03/2007 20.10.22
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Beefheart  @  08/03/2007 21.58.27
   7 / 10
Una riflessione sull'esistenza messa a dura prova dal rammarico per le occasioni perdute e dagli errori commessi. Il protagonista, l'anziano dottor Borg, fondamentalmente egoista ed individualista, temendo la solitudine come unica compagna sino al finire dei suoi giorni, si ferma a guardare indietro, nel suo passato e si tradisce ad osservare gli eventi della sua vita trascorsa con occhio e spirito diversi rispetto ad un tempo. Il tutto è strutturato in un mix tra il flash-back e la visione onirica che si ripropone più volte nel corso degli eventi. Il ritmo non è granchè sostenuto, tutt'altro; in alcuni passaggi può risultare eccessivamente lento. La recitazione è innegabilmente pregevole ma in più occasioni il copione mostra la sua età. Sicuramente un buon film, efficace, che comunica, si fa capire e che si esprime attraverso la magistrale interpretazione del protagonista e la sapiente mano del regista, ma che, al contempo, non è immediato e viaggia su un binario non ben definito, tra l'ottimista ed il drammatico, che lo rende sfuggente ed un po angosciante e, probabilmente, un film non per tutti, ne ora ne, credo, allora.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  08/02/2007 16.43.30
   8 / 10
strepitoso viaggio verso la morte di un personaggio tanto simpatico ma che nasconde(come tutti noi) un'anima confusa e disperata!
il protagonista è bravissimo(e si tratta di un regista svedese) e la sua interpretazione da molto nella riuscita del film...
alla fine ti lascia un senso di vuoto e quasi ti delude il fatto che sia finito cosi presto!
bellissimo

John Locke  @  27/01/2007 20.12.03
   9 / 10
Un capolavoro.
Un anziano professore di medicina poco prima di ottenere un premio ripercorre tutta la sua vita, dalla gioventù (che scopriamo aver profondamente influenzato il suo modo di vivere e di essere) alla vecchiaia, autoanalizzandosi e cercando una redenzione, anche se tardiva. Viene accompagnato in questo viaggio interiore dalla nuora, che lo fa riflettere sul suo modo di rapportarsi con gli altri e con se stesso, in un crescendo di emozioni e di riflessioni che culmina nel memorabile finale, a mio avviso fra i migliori della storia del cinema.
Pietra miliare.

davil  @  20/01/2007 2.05.32
   10 / 10
è nel trittico di film più belli di bergman - insieme a "persona", il mio preferito, e a "il settimo sigillo"
il bilancio di una vita, esaltato dal tocco di un regista superlativo.
psicoanalisi, sogno, poesia, magia, a volte grande freddezza: è il grande ingmar bergman

aiemmdv  @  30/12/2006 13.55.41
   8 / 10
Splendida riflessione sulla vita e la morte e sul rappoorto che ogni essere umano ha con quest'ultima.
A 78 anni una vera e propria seduta psicanalitica (fatta di sogni ed incubi) servirà al protagonista per ammettere i propri errori e purificare la propria coscienza.
Per la serie: non è mai troppo tardi !

Dick  @  04/11/2006 16.19.52
   9 / 10
Intenso film sul confronto interiore dove ci si accorge di non avere avuto solo rose e fiori, ma anche punti oscuri e solo facendo i conti con loro si riuscirà a trovare finalmente un pò di pace interiore con un elogio finale all' nfanzia come miglior periodo della vita.
Il regista non rinuncia a parti decisamente crude, ma neanche ad altre tenere in un gioco ad incastri ben riuscito.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  24/09/2006 18.25.33
   10 / 10
...film splendido in tutti i suoi aspetti... Come nel Settimo Sigillo, Il Posto delle fragole è un film estremamente profondo e riflessivo da cui si possono sviluppare molti spunti... Sicuramente un capolavoro.... Consigliato...

Invia una mail all'autore del commento INAMOTO89  @  07/09/2006 20.42.37
   9 / 10
il voto + ke mi sentivo di dargli in effetti era 8 ma ho dato 9 xkè è inkoncepibile ke 1 opera del genere sia ''appena'' 12 in classifica. mi sono deciso a guardare qst film 1 paio di giorni fa e a dire il vero inizialmente ero indeciso se guardarlo o meno dal momento ke è 1 film molto vekkio ( e va be..x me ke ho 17 anni poteva risultare noioso!) e qlkn mi aveva detto ke era 1 po lento e a tratti incomprensibile.....bhe nn cè ke dire mi sono ricreduto di colpo: sono rimasto allucinato nell'ascoltare le parole del figlio di isac riguardo alla sua considerazione della vita...sono le stesse parole ke avevo usato io 1 giorno prima di vedere qst film in 1 diskussione con mia madre!!...dopo qst aneddoto non mi resta ke affermare ke qst film è stupendo e consiglio a tt di guardarlo,riflettendo su ogni dialogo.
1 frase su tt ''sono morto pur essendo vivo''.
ESISTENZIALE

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Ultima risposta 21/09/2006 14.03.30
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gei§t  @  30/08/2006 14.00.43
   6 / 10
Interessante viaggio nei ricordi di un vecchio che ha seguito una strada e alla fine si guarda indietro per vedere dove forse ha sbagliato. C'è ancora però un margine per rimediare in parte agli errori fatti?

3 risposte al commento
Ultima risposta 30/08/2006 21.43.28
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  21/08/2006 9.29.31
   9 / 10
"sono morto pur essendo vivo"

Il male di vivere e la solitudine di Isacc, espressa tanto a parole quanto tramite sogni onirici in cui il vecchietto rivive la sua triste esistenza, il tutto contrapposto alla voglia di vivere e di dare vita dela giovane (e bellissima) moglie del figlio, anch'esso contagiato dal padre dal malessere.
una poesia su pellicola

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Ultima risposta 08/10/2006 19.12.07
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domeXna79  @  19/08/2006 13.01.40
   9 / 10
Un classico del cinema d’autore.
Uno dei capolavori del cinema per la capacità del regista di portare l'attenzione su temi importanti quali la forza dei "ricordi", il tempo che scorre ma che costruisce la sua fortezza inespugnabile nella capacità della memoria.
L’angolo del dolce ricordo, quando in età senile si cerca di ripercorrere le tappe della propria esistenza (il viaggio ne rappresenta la metafora), ma anche di ciò che sono stati i rapporti con le persone che ci circondano..
L’orologio senza lancette, la fredda mano materna.. tutto lascia pensare a ciò che è stato, ma vi è anche la possibilità di trovare una speranza nella generazione che verrà.
Il ritmo del racconto è certamente e volutamente lento, per far assaporare fino in fondo l’ineluttabilità del proprio passato, a cui non ci si può opporre, ma con cui bisogna fare prima o poi i conti.
Consiglio a tutti di vedere questo film per aprire nuovi orizzonti e per meglio apprezzare lo scorrere del tempo..

Ivs82  @  14/08/2006 18.44.29
   10 / 10
In tutti noi c’è un “posto delle fragole”. E’ il luogo della memoria e del dolce ricordo. Un approdo sconosciuto e insignificante per gli altri,ma cosi’ familiare e sicuro per noi.
Spesso è legato all’infanzia: l’età dei sogni,delle passioni,delle speranze che non hanno ancora preso forma. Un luogo amato e idealizzato che rappresenta allo stesso tempo punto di partenza e di arrivo nel cammino circolare dell’esistenza.
E proprio in esso si imbatterà Isak Borg,luminare della medicina che dovrà recarsi a Lund per ricevere una prestigiosa onorificenza accademica. Borg è un vecchio egoista,cocciuto e scontroso e dalle sue azioni sembra trasparire un’anima arida priva di qualunque slancio emotivo. Ma in base alla poetica bergmaniana secondo cui a ognuno è concesso il riscatto morale anche lui troverà la via del cambiamento e della redenzione.
L’occasione gli verrà data proprio dal viaggio: una sorta di “via crucis”in cui il protagonista si troverà a confrontarsi con se stesso e a tracciare un amaro quanto inaspettato bilancio esistenziale. Quella del professore sarà infatti un’analisi lucida e sofferta in cui egli sarà allo stesso tempo imputato e giudice,vittima e carnefice: quasi non ci fosse spazio per il giudizio divino ma solo per il pentimento umano.
Ed è questo uno dei temi portanti dell'opera: la fiducia nell’individuo e nella possibilità che questo si possa riscattare attraverso la solidarietà umana. Borg riporrà infatti le sue speranze e i suoi sogni mai realizzati nel gruppo di giovani che l’ha accompagnato durante il viaggio; un ideale passaggio di consegne che gli permetterà di trovare la “pace dei sensi” e di guardare con più serenità e meno rassegnazione alla morte. Bergman,con uno stile che mescola e sovrappone continuamente i piani della divagazione onirica e del realismo quotidiano,ci accompagna sapientemente in questo atipico road movie. E lo fa con estrema intelligenza e sincera commozione. Il suo è infatti uno stile asciutto,essenziale,depurato da ogni facile sensazionalismo. Quella che filma assume i toni di una cruda poetica del quotidiano che rimanda a Bresson ma la contamina con una profonda compassione e un ottimismo di marca quasi chapliniana.
Una teoria dell’”eterno ritorno” (all’infanzia,alla famiglia,alla purezza dei sentimenti) che trova la sua perfetta sintesi espressiva ed emotiva nel viso segnato,malinconico e infine sereno di Vicktor Sjostrom.
E il “posto delle fragole” è un capolavoro proprio perché passa con insuperabile maestria dai toni del racconto intimo a quelli dell'apologo universale. La morale è che solo analizzando noi stessi possiamo capire gli altri portandoli a condividere un frammento della nostra intimità. E aprendogli cosi' le porte del nostro “posto delle fragole”.

3 risposte al commento
Ultima risposta 09/01/2007 18.58.41
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carisma  @  10/08/2006 0.24.21
   3 / 10
il film è un classico svedese degli anni 70,piacerà agli estimatori del cinema aulico e stereotipato, ma a me sembra superato

66 risposte al commento
Ultima risposta 03/01/2008 23.40.11
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Smiley  @  05/08/2006 10.01.49
   10 / 10
Introspettivo, coinvolgente, emozionante. Tra i dieci migliori film di tutti i tempi.

Tino Tinone  @  20/07/2006 1.06.25
   10 / 10
Un capolavoro assoluto, Bergman compie un percorso a ritroso psicanalitico come nessun altro regista al mondo ha mai saputo fare. Insieme a Persona, Il settimo sigillo e L'ora del lupo, uno dei "Bergman imperdibili".

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Ultima risposta 10/08/2006 18.32.36
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Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  12/07/2006 20.02.54
   10 / 10
Il più bel film sul ricordo e sull’amarezza di un presente non voluto. Amaro e intenso offre spunti infiniti. Poche parole per uno dei più bei film della storia del cinema.

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