il pianista regia di Roman Polanski Francia, Germania, Polonia, Gran Bretagna 2002
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il pianista (2002)

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locandina del film IL PIANISTA

Titolo Originale: THE PIANIST

RegiaRoman Polanski

InterpretiAdrien Brody, Thomas Kretschmann, Julia Rayner, Jessica Kate Meyer

Durata: h 2.28
NazionalitàFrancia, Germania, Polonia, Gran Bretagna 2002
Genereguerra
Al cinema nell'Ottobre 2002

•  Altri film di Roman Polanski

Trama del film Il pianista

Un brillante pianista ebreo-polacco riesce a sopravvivere allo sterminio del Ghetto di Varsavia grazie all'aiuto di un ufficiale tedesco, che ama sentirlo suonare.

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Voto Visitatori:   8,61 / 10 (357 voti)8,61Grafico
Migliore regiaMiglior attore protagonista (Adrien Brody)Migliore sceneggiatura non originale
VINCITORE DI 3 PREMI OSCAR:
Migliore regia, Miglior attore protagonista (Adrien Brody), Migliore sceneggiatura non originale
Miglior Film Straniero
VINCITORE DI 1 PREMIO DAVID DI DONATELLO:
Miglior Film Straniero
Miglior filmMigliore regiaMiglior attore protagonista (Adrien Brody)Miglior fotografiaMigliore scenografiaMiglior sonoroMiglior colonna sonora
VINCITORE DI 7 PREMI CÉSAR:
Miglior film, Migliore regia, Miglior attore protagonista (Adrien Brody), Miglior fotografia, Migliore scenografia, Miglior sonoro, Miglior colonna sonora
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Voti e commenti su Il pianista, 357 opinioni inserite

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  Pagina di 5   Commenti Successivi »»

zerimor  @  20/02/2019 13:55:17
   10 / 10
Adoro questo film, mi ha emozionato come pochi. L'avrò guardato almeno 10 volte.
Capolavoro assoluto, Polanski una certezza.

Spotify  @  02/12/2018 06:32:19
   9 / 10
Opera monumentale di Roman Polanski, il quale, forse, gira la pellicola definitiva sulla persecuzione nei confronti degli ebrei.
Polanski ci racconta, come se l'avesse vissuto lui stesso, l'inferno che hanno vissuto gli ebrei, sin da quando sono stati isolati nel ghetto di Varsavia.
La trama vede l'arrivo dei nazisti ad occupare la capitale polacca. Si assiste alla chiusura degli ebrei nel ghetto e poi, successivamente, al loro trasferimento nei campi di concentramento. Szpilman, un giovane talentuoso pianista ebreo, riesce, con uno stratagemma, a non essere deportato nei campi di sterminio. Da quel momento, la sua vita sarà un continuo nascondersi, nei palazzi di Varsavia, dai nazisti.
Polanski ci mostra, senza mezze misure, il dramma vissuto dagli ebrei. Il realismo di questo film è impressionante, certe scene fanno rabbrividire per quanto sono cruente. Il director però, ha fatto bene a mostrarle queste sequenze, perché solo attraverso il sangue e la violenza, si possono comprendere il dolore e la sofferenza inflitti agli ebrei in quel periodo. Polanski porta lo spettatore proprio in mezzo alle strade di Varsavia, e, posso garantire, si provano sensazioni non piacevoli.
La caratterizzazione dei personaggi è eccellente: ognuno è più che credibile nel proprio ruolo e tutti rispecchiano la comunità ebraica in maniera impeccabile. Da ogni interprete, da ogni volto, Polanski estrapola quanta più paura e strazio possibili. Wladyslaw Szpilman è un soggetto molto intrigante: se nella prima parte della pellicola non lo si nota particolarmente, nella seconda, diventa protagonista assoluto ed immediatamente, l'astante prova una forte empatia nei confronti di quest'uomo.
Il ritmo del film è incredibilmente dinamico. All'inizio, pensavo che mi sarei trovato di fronte ad una pellicola pesante, lenta. Invece, in certi frangenti, Polanski adotta alcuni stilemi che sono propri più del cinema thriller che di quello drammatico/storico. Due ore e mezza che volano via, senza nemmeno accorgersene.
L'atmosfera che il regista crea, unita alla gran valorizzazione della scenografia,
fa si che si respiri, per tutta la durata dell'opera, un'aura di forte tensione. Ripeto, il director ci porta direttamente nelle strade della capitale polacca, dove gli orrori sono all'ordine del giorno. Non vengono risparmiati neanche bambini e vecchi, in quello che è un turbinio di immagini crudeli e realistiche.
Molto triste tutto il momento del film ambientato nel ghetto. Vediamo come gli ebrei vengano internati come animali in una piccola zona della città e vengono i brividi pensando che quello che stiamo vedendo è successo davvero.
Infatti, di tutti i film che ho visto su questo argomento, penso che "Il Pianista" sia la pellicola che meglio rispecchi il calvario che hanno vissuto gli ebrei. Questo è dovuto, lo ribadisco, alla spaventosa capacità del regista di rendere tutto reale.
Il finale, a dire la verità, è molto americano, però fa stare lo stesso in tensione. Una buona conclusione.
Il cast, se all'inizio è quasi corale, nella seconda parte del film, è sorretto quasi solo da Adrien Brody. La prova dell'attore new yorkese è unica. Dal suo volto (e anche dal suo corpo) trasparono sofferenza e fame. Sembra che il ruolo gli sia stato cucito addosso. Il decadimento fisico di Szpilman è impressionante. Le espressioni sono profonde e l'interpretazione dei dialoghi (questi sono ridotti ai minimi nella seconda parte del film) è ottima.
Gran bella fotografia. I colori sono grigi, volti ancora di più ad accentuare il "lato storico" del film.
Tramite questa fotografia, viene fuori anche un clima uggioso, il quale caratterizza tutta la pellicola.
La scenografia, come detto, è caratterizzata benissimo. Molta cura nei dettagli, impressionante la ricostruzione del ghetto.
La colonna sonora è uno dei punti forti senza dubbio. Non è invadente ed è usata solo nei momenti opportuni. Quelle note, malinconiche, di pianoforte, sono davvero un colpo al cuore. Davvero tanta roba.
La sceneggiatura è lineare, senza grossi colpi di scena. Ma infatti, non ce n'era il bisogno. Lo screenplay infatti, ha un impianto narrativo ferreo, il quale si sostiene quasi esclusivamente sul personaggio di Szpilman. Questi, è caratterizzato benissimo. I dialoghi sono all'altezza, oltre che poco presenti per tutto il secondo tempo.


Conclusione: certamente siamo di fronte ad uno dei migliori film del nuovo millennio. Una pellicola perfetta praticamente in tutto, dove l'orrore vissuto dal popolo ebraico, viene ricostruito nei minimi dettagli. Un'opera dura, intensa, triste. Andrebbe mostrata nelle scuole.

Capolavoro.

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  08/11/2018 23:26:52
   8 / 10
Decisamente più bella la prima parte. Un gran bel film comunque.

kafka62  @  25/03/2018 19:24:12
   7½ / 10
Quello dell'Olocausto è diventato negli ultimi lustri un genere cinematografico talmente sfruttato da aver raggiunto ormai la saturazione. Si può ben immaginare perciò quanto di personale e di intimamente urgente Polanski, giunto al quarantesimo anno di carriera, debba avere intravisto nel soggetto de "Il pianista" per voler correre il rischio di scivolare nel risaputo e nel dejà vu. A giudicare dal successo riscosso al festival di Cannes del 2002 si può comunque dire che il gioco è valso pienamente la candela. "Il pianista" è un film estremamente tradizionale e, paradossalmente, poco polanskiano; potrebbe essere avvicinato, per la sua classica, hollywoodiana perfezione formale al limite dell'accademia, a "Schindler's list" se non fosse che Polanski non preme mai sui tasti della commozione e del sentimentalismo, preferendo invece puntare su uno stile secco, asciutto, poco emozionante, ricavandone quasi un reportage cronachistico sulla sopravvivenza di un uomo in condizioni estreme. Per fare un paragone più calzante con un altro film uscito in quegli anni, l'operazione fatta con "Il pianista" assomiglia a quella di Guido Chiesa con "Il partigiano Johnny", nel quale la concitata lotta per la vita di Johnny induceva a mettere in second'ordine il quadro generale della Resistenza, salvo poi recuperarne il profondo significato umano e morale. Allo stesso modo, le peripezie di Wladyslaw Szpilman, costretto a passare da un nascondiglio all'altro e ad assistere alla resistenza nel Ghetto e alla rivolta di Varsavia dall'angusto punto di osservazione di una finestra, fanno quasi perdere di vista la Shoah, almeno nel senso cinematograficamente più usuale e scontato, per privilegiare in sua vece un'ottica strettamente individuale, ma forse proprio per questo più reale e credibile.
Quello che emerge da "Il pianista", e che è forse il suo maggiore punto di merito, è il processo che, in fenomeni storici come quello della persecuzione degli ebrei, porta progressivamente a rendere banale e quotidiano l'impossibile. "Non può durare!", ripetono più volte i membri della famiglia Szpilman di fronte alle assurde violenze e ingiustizie perpetrate dai nazisti, sottovalutando quello che di lì a poco li travolgerà. Essi giudicano la Storia con logiche puramente razionali ed etiche, ma la bestialità dell'uomo non ha limiti, e così l'orrore a cui essa può condurre. La discesa agli inferi di Wladyslaw non è contrassegnata da colpi di scena clamorosi, ma da un inesorabile, e direi quasi inevitabile, perdita di umanità: perdita che, purtroppo, coinvolge tutti, vittime e carnefici, i secondi che uccidono senza discernimento e senza passione e i primi che sono costretti a passare accanto ai cadaveri come se niente fosse successo. Pensare solo alla propria pelle e disinteressarsi di chi ci è vicino è la più logica delle conclusioni per chi vive nel ghetto o nel lager, come ci ha insegnato tristemente Primo Levi. Ma il protagonista de "Il pianista", per sua buona sorte, trova ancora un po' di solidarietà intorno a lui (anche se, spiace dirlo, non è estraneo alla sua salvezza il fatto di essere un musicista famoso), e addirittura alla fine viene graziato da un ufficiale tedesco che rimane affascinato dalla sua arte. Segno che, anche in mezzo alle rovine (della città distrutta così come dello spirito violentato), è ancora possibile far trionfare il bene: dopo trent'anni, Polanski rovescia così il pessimistico finale di "Chinatown" per lanciare al mondo un insperato messaggio di speranza e di fiducia nell'umanità.

C_0_  @  17/11/2017 15:42:06
   9 / 10
Sul fatto che Polanski sapesse fare il regista non c'erano dubbi ma con "Il pianista" ce ne da ulteriore prova. Film davvero commovente e girato davvero con maestria. Se la cava in modo molto egregio anche Brody che poi invece non ho più apprezzato in nessun altro film. L'unico difetto, forse, è che un po' lento e quindi c'è il rischio che a qualcuno possa annoiare.

Mattia100690  @  30/08/2017 19:07:10
   10 / 10
Capolavoro di poesia, musica ed emozioni. Impossibile non amare questo film.

Qwertyuiop  @  15/08/2017 02:54:19
   10 / 10
Adrien Brody non è sicuramente un attore che fa sfracelli, ma questa è l'opera della sua vita. Classico film sulla Shoah con ebreo perseguitato e

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER ma la storia è bellissima e il regista è superlativo. Visto forse tre volte, e ogni volta

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER Meno di questo, per motivi di qualità complessiva e di scorrevolezza e piacere durante la visione, non si può certamente dare.

DogDayAfternoon  @  22/05/2017 13:42:48
   8 / 10
Giustamente e di diritto uno dei più celebri e acclamati film sull'Olocausto, che ogni scuola dovrebbe ogni anno proiettare. Polanski usa sapientemente i pesi della bilancia, scene crude e forti per rappresentare al meglio l'orrore ma senza esagerare, tocca le giuste corde emotive senza cadere troppo nel retorico e nel banale.

Alcune scene da antologia (una delle più celebri, il protagonista che suona il piano senza toccare i tasti), e pure un cast impeccabile con Adrien Brody autore dell'interpretazione della vita.

L'argomento è delicato e tra i più sfruttati dal cinema, e "Il pianista" è tra i migliori ad affrontarlo.

daaani  @  04/04/2017 00:24:56
   9 / 10
Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  27/02/2017 23:09:56
   9 / 10
Il pianista ha un'impostazione piuttosto classica, fra la trasposizione dell'autobiografia dello stesso protagonista ed i ricordi del regista. E' un film che possiede tutte le caratteristiche del regista polacco, a cominciare dal suo protagonista. Una forte elemento comune nelle sue pellicole è l'impotenza dell'individuo di fronte agli eventi che si manifestano intorno. In questo caso è il periodo più buio del secolo scorso, la seconda guerra mondiale e l'Olocausto degli ebrei, a piombare con tutta la sua forza distruttrice nei confronti sia dell'individuo che di un'intera comunità. Un Male assoluto, assurdo e a volte grottesco nelle sue forme (l'anziano disabile gettato con la carrozzina dal balcone), che cambia radicalmente il quotidiano fino a stabilire nella sopravvivenza l'unico scopo per andare avanti. Lo sguardo impotente di un uomo di fronte all'orrore o alla solitudine di un ghetto svuotato e pieno di cadaveri a terra. Le mani che non suonano più un pianoforte, ma si muovono nell'immaginazione di note e sonate. Un inferno personale in cui ci si ritrova a soddisfare i bisogni della fame di fronte al paesaggio spettrale di una Varsavia bomabardata dagli alleati. Un film drammatico, durissimo in più di un sequenza, ma allo stesso tempo toccante e commovente.

KitaVerde  @  21/02/2016 12:39:05
   9 / 10
Lacerante capolavoro di Polanski. Il doloroso passato del regista si avverte ad ogni passo in questa straordinaria trasposizione del racconto di Władysław Szpilman. Polanski realizza un film adatto a tutti, in grado di comunicare gli stessi sentimenti e tormenti anche ad un pubblico che non è abituato ad una certa raffinatezza cinematografica. Reparto tecnico e interpretazioni perfette. Essenziale.

marcogiannelli  @  29/01/2016 09:40:24
   9 / 10
magnifico e toccante con uno strepitoso protagonista
tante le scene da ricordare, tra cui quella dell'invalido
uno dei migliori film sull'olocausto

pernice89  @  12/08/2015 22:40:02
   8½ / 10
Film rivisto dopo molto tempo, mi ha molto toccato. Ottimo Adrien Brody, Oscar meritatissimo.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Un altro modo per raccontare la seconda guerra mondiale.
Assolutamente consigliato.

ferzbox  @  01/04/2015 11:45:24
   9 / 10
Ecco quello che reputo uno dei più grandi capolavori di Roman Polanski; un film sul grande olocausto concepito senza troppa retorica e con un'attenzione particolare alla terribile realtà che vivevano gli ebrei durante il periodo della seconda guerra mondiale.
L'opera di Polanski esamina con scrupolo diversi aspetti di quel dramma; non solo si concentra sull'incredibile clima di terrore che respiravano gli ebrei,ma anche sul lato umano di uno di loro,spiattellando allo spettatore i vari soprusi che si verificavano intorno alla sua vita......la storia di un uomo come tanti,con sentimenti,valori e innumerevoli paure,dove i diritti umani vengono calpestati senza onore e ritegno.
Probabilmente uno dei migliori film sul tema....tecnicamente splendido in tutti gli aspetti e incredibilmente emotivo e veritiero.
Da vedere assolutamente...

N.B. Bellissima la locandina; con poco esprime meravigliosamente lo spirito della pellicola....

7 risposte al commento
Ultima risposta 01/04/2015 14.17.18
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william sczrbia  @  09/01/2015 23:31:26
   8½ / 10
Filmaster95  @  25/11/2014 16:20:55
   9 / 10
Senza dubbio un film bellissimo,oscar a broody meritatissimo e nonostante il tema sia stato utilizzato piu e piu volte all'interno di un film non risulta scontato o copiato da altri film.
Il tutto è rappresentato al meglio,la vita prima,durante e dopo l'avvento dell'armata tedesca.
Alcune scene sono veramente ad effetto e la fotografia rappresenta al meglio la miseria di quel periodo storico.

Charlie Firpo  @  17/08/2014 18:32:10
   10 / 10
Splendido capolavoro firmato Polanski, senza alcun dubbio il suo miglior film.

Assolutamente da vedere.

GianniArshavin  @  27/01/2014 21:07:54
   8 / 10
Il pianista è sicuramente il film più personale di Polanski,anche se è tratto dalla biografia di Władysław Szpilman,musicista che scampò allo sterminio di Varsavia durante la seconda guerra mondiale.
Le vicende del regista e del pianista,anche se diverse in alcuni particolari,sono molti simili in altri ed è anche per questo che l'autore polacco ci ha regalato questa pellicola cosi sentita ed emozionante.
In questo caso non vedremo campi di concentramento o deportazioni,ma bensì la vita nel ghetto ebraico di Varsavia,dove i tedeschi confinarono gli Ebrei prima di trasferire in massa i non inabili al lavoro nei campi di sterminio.
Fra le macerie,la violenza delle SS e i tentativi per sopravvivere si svilupperà la storia di questo pianista,scampato miracolosamente alla deportazione,e che si muoverà fra le strade della capitale polacca in cerca di salvezza fino a fine conflitto.
Uno straordinario Adrian Brody ha dato vita a questo personaggio sensibile e timido in maniera maestosa,nella migliore prestazione della carriera.
Un altro elemento fondamentale e peculiare dell'opera è sicuramente la musica,che spronerà il protagonista ad andare avanti e rappresenterà per il nostro pianista il mezzo per fuggire dalla realtà anche per pochi,immaginari,secondi.
La regia di Polanski è di alto livello,cosi come la scenografia davvero incredibile per come è stato ricostruito il ghetto e soprattutto le macerie di quest'ultimo,una cosa davvero impressionante che mi ha lasciato a bocca aperta.
Anche la violenza e la crudeltà nel film sono dosate saggiamente,non essendo eccessive ne scadendo in sentimentalismi non realistici.
La pellicola inoltre emoziona mentre alcune scene sono molto dure e d'impatto,mentre in altre fa capolinea la poeticità di Polanski che eleva,in particolare, le scene "musicali" a tratto distintivo del prodotto.
Se proprio dobbiamo trovare un difetto posso dire che il ritmo non è sempre elevato,e forse nella parte centrale qualche cosina poteva essere tagliata.
Comunque in definitiva Il pianista è sicuramente uno dei migliori film sull'Olocausto e di Polanski stesso,che ci consente di conoscere una storia toccante come quella di Władysław Szpilman e un aspetto della persecuzione tedesca non sempre ricordato a dovere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  15/10/2013 20:55:05
   6½ / 10
I grandi autori di cinema si sentono obbligati ad avere nella loro filmografia un film sull'olocausto.
Il Pianista sembra essere la tappa obbligata di Polanski, un pò, forse, per omaggio alle sue origini eppure è un film non sentito.
Immerso in un mare di tecnica ma anche di stucchevole e irritante manicheismo che viene utilizzato per rendere in maniera provocatoria e violenta una pagina già cruda della storia, il film segue binari prestabiliti senza avere mai un momento veramente nuovo.
Non dico che sia facile raccontare per l'ennesima volta quello che è stato tante e tante volte portato sul grande schermo, eppure da Polanski mi sarei aspettato di più.
Un film che prende ed emoziona ma nulla di imprescindibile, la classica pellicola da giornata della memoria.

Goldust  @  15/10/2013 15:23:14
   9 / 10
Alle soglie dei settant'anni Polanski corona l'inseguimento di una vita dicendo la sua sull'Olocausto e girando finalmente il suo capolavoro assoluto, trasponendo sì l'autobiografia del grande pianista polacco Władysław Szpilman ma soprattutto attingendo alle proprie esperienze personali di bambino scampato all'inferno del ghetto di Cracovia. In una minuziosa ricostruzione storica il racconto si dipana lungo tutta la durata dell'occupazione nazista in Polonia, alternando crudi momenti drammatici ad altri di elevata poesia, delinenado con tono partecipe l'odissea di un uomo normale che è animato da grande spirito di sopravvivena e da un amore sconfinato per la musica. Memorabile la prova Adrien Brody.

MonkeyIsland  @  17/07/2013 19:40:07
   9 / 10
Capolavoro!
Poetico,struggente,toccante sicuramente uno dei migliori film realizzati sul tema olocausto.
Regia perfetta e onore a Polanski che è riuscito a spremere al massimo Brody che con i film ha cui preso parte ultimamente si è molto ridimensionato.
Imprescindibile per chiunque.

BlueBlaster  @  18/03/2013 18:28:58
   8½ / 10
Bellissimo film che tratta le vicissitudini a Varsavia di un pianista polacco ebreo durante tutto il corso della Seconda Guerra Mondiale.
Lo avevo evitato credendolo un film tristissimo e che il pianoforte fosse stato centrale nella storia, invece è avvincente e mai patetico!
Ottimo lavoro di Polanski che ritrae bene il ghetto e le devastazioni cittadine con scenografie realistiche e una fotografia "triste", ottima l'interpretazione di Brody meritatamente premiata.
Questa continua fuga da un rifugio all'altro mette angoscia nello spettatore che assieme al protagonista attende con ansia la fine della dominazione nazista in Polonia...è un film abbastanza emozionante, un senso di pietà mi ha avvolto vedendo il pianista affamato che non si staccava dalla sua latta di cibo in scatola!
Bella la colonna sonora per questo film impeccabile e che lascia il segno.
Insomma una pellicola sull'olocausto visto da una angolazione un pò diversa che richiede assolutamente due ore e mezza del vostro tempo.

Tuonato  @  09/01/2013 13:18:38
   5 / 10
Un prologo poetico struggente con il pianista che non ne vuole sapere di smettere di suonare nonostante piovano cannonate che danno il là all'invasione tedesca in Polonia.
Per il resto del film si assiste ad un Adrien Brody monoespressivo, nel ruolo di un pianista ebreo di buona famiglia, sconsolato affamato claudicante senza più alcuna dignità umana che cerca di sfuggire ai lager nazisti, e di rimanere in vita, con ogni mezzo pretesto e conoscenza.
Più che buoni scenari costumi mezzi e strumenti del tempo, abbastanza fedele la ricostruzione storica degli eventi che portarono alla nascita all'avviamento e allo smantellamento del ghetto di Varsavia.
Ma niente di più a mio avviso, ingiustificata durata e così tanta fama. L'idea che mi sono fatto è che Polanski diriga ruffianamente una pellicola improntata sul sensazionalismo, esasperando ed accentuando "eliminazioni" in realtà destinate a tutto il popolo oppresso e non solo ad una, per quanto larga, minoranza di esso.
Di certo la questione ebraica è delicata, e per l'astuta industria del cinema successo certo di produzione e critica.

nyc93  @  13/09/2012 16:58:11
   10 / 10
Bellissimo film, perfetto, un capolavoro!!!

BrundleFly  @  03/08/2012 11:11:50
   8 / 10
Dopo tanti anni sono riuscito finalmente a rivedere questo film. Beh penso non ci sia nulla da aggiungere rispetto ai commenti prima di me.
Assolutamente da vedere

C.Spaulding  @  25/07/2012 17:28:24
   8½ / 10
Film bellissimo. La storia è stupenda e tristissima. Bravissimo Adrien Brody azzeccatissimo nella parte di un pianista ebreo che cerca di sopravvivere alla guerra. Tutti i premi ricevuti sono meritati. CONSIGLIATO !!!!

lorenzo87  @  25/07/2012 13:42:29
   10 / 10
CAPOLAVORO ASSOLUTO !!!!!!!

Atlantic  @  22/06/2012 12:56:55
   8 / 10
Davvero triste e drammatico ma comunque uno dei film più realisti sul tema della Seconda Guerra Mondiale.

fcim  @  04/06/2012 20:36:28
   9 / 10
E' uno dei migliori film sull'Olocausto, credo anche al pari di quel capolavoro che è Schindler's list. La storia di questo pianista, interpretato alla grandissima da Brody, è raccontata con pathos estremo, giustificato in pieno dal velocissimo scorrere degli eventi e con abbondanza di dettagli e di scene che ricalcano alla perfezione il clima dell'epoca, cosa che nei film di questo genere è spesso trattata con sufficienza e messa in secondo piano rispetto alla trama del film. Per il resto c è poco da dire se non che forse questo film è addirittura sottovalutato e catalogato tra i tanti film che parlano della Shoah, quando invece, come detto all'inizio, è uno dei migliori di sempre.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  10/05/2012 12:05:34
   9 / 10
Probabilmente il miglior film di Polanski (anche se non il mio preferito), stavolta il cineasta polacco ci mostra uno dei passaggi più crudeli della storia umana, lo fa attraverso la vita di un talentuoso musicista (interpretato da un Adrien Brody assolutamente tagliato per questa parte) costretto ad una continua lotta per la sopravvivenza. Non vengono risparmiate alcune sequenze da gelare il sangue nelle vene

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
ma ci viene anche mostrato uno spiraglio di ottimismo, uno spicchio di luce nel buio di quei giorni.
Sicuramente uno di quei film che almeno una volta nella vita bisogna guardare.

YourBestEnemy  @  04/04/2012 11:17:40
   8 / 10
Finalmente dopo essermelo perso un sacco di volte in televisione sono riuscita a vederlo in dvd. Ne ho sentito tanto parlare di questo film come uno dei film più belli sul tragico tema della persecuzione ebrea e con tutti i premi vinti avevo proprio curiosità di vederlo.
I film sulla persecuzione ebrea e dell'olocausto sono tanti (da "Il bambino con il pigiama a righe, Schindler's List, La vita è bella, Defiance, Ogni cosa è illuminata) e tra i più rinomati ci sono La vita è bella, Schindler's List, Il bambino con il pigiama a righe e Il pianista. Il pianista, dopo averlo visto ieri, lo ritengo sicuramente un film da collezione perchè è veramente un film da considerare un gioiellino.
Storia vera e atroce di un pianista che sopravvive alla persecuzione ebrea a Varsavia, salvato dal campo di concentramento, sopravvissuto alla fame, alla sete, aiutato da varie persone e di un ufficiale tedesco che grazie al suo talento ha deciso di aiutarlo e di salvarlo. Avere la consapevolezza che ciò che ci fanno vedere il 2 ore e mezzo è stato realmente vissuto fa rabbrividire dalla cattiveria tedesca nei confronti di persone di un'altra religione.
Adrien Brody è stato straordinario, interpretazione che ti tocca al cuore e che ti proietta nel film quasi a vivere le sue stesse sofferenze, una regia altrettanto bella e un film che sicuramente rimarrà nella storia e tra i film più belli in circolazione che consacra Adrien Brody tra i migliori attori.

jb333  @  05/12/2011 11:43:13
   9 / 10
veramente un ottimo film, che purtroppo mostra di cosa e capace l'uomo e di cosa porta la guerra..veramente toccante..

marimito  @  04/12/2011 19:23:55
   9 / 10
Meraviglioso... come toccare il dolore, vederlo, sentirlo e piangere per averlo vissuto.. quasi in prima persona.. bravissimo Polanski.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  27/10/2011 00:20:54
   8½ / 10
Roman Polanski è un regista per il quale la parola talento è fin troppo riduttiva o semplicistica.
Egli qui, ancora una volta, dirige un film toccante, indimenticabile, emozionante.
Il ricordo di quando lo vidi al cinema è ancora presente (e questo è già molto) e il ri-vederlo ora mi ha fatto capire quanto sia difficile raccontare una storia non eroica, ma una storia che a qualcuno è capitata in un particolarissimo momento storico.
Perfetti i costumi, bellissime scenografie e fotografia, impeccabile Adrien Brody.

il migliore  @  05/10/2011 01:43:11
   10 / 10
struggente estremamente crudo e raramente poetico il pianista è un capolavoro assoluto del cinema un film che rimane dentro una volta e non si cancella più, una delle pagine più orrende della storia umana raccontate con grande maestria dal polanski. In assoluto il miglior film sulla shoah inseme a Schindler's list. meritatissimi gli oscar memorabile Adrien brody. da vedere e rivedere per non dimenticare

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  11/09/2011 19:42:46
   10 / 10
Questo non é un film d'idee.
Questo film non dà un preciso punto di vista sull'Olocausto.
Con una maestosa fotografia dalle sfumature bruciate e una toccante interpretazione da parte di Andrien Brody, Polanski narra una storia drammatica che non ha bisogno di commenti personali visto il modo tremendo con cui ci mette davanti all'orrore e alla freddezza della terribile macchina sterminatrice nazzista.

guidox  @  28/08/2011 20:17:11
   8½ / 10
ennesimo gran film di Polanski, commovente e coinvolgente, stavolta sul tema dell'olocausto, che pur essendo un tema cinematograficamente inflazionato, viene riproposto con uno stile particolare e ti cattura per tutto il tempo della visione.
ricostruzione d'epoca meravigliosa, un Adrien Brody perfetto nella sua parte, con la musica che è filo conduttore e dipana la matassa della storia, seguendone gli avvenimenti, sempre protagonista irrinunciabile, forma di sopravvivenza del protagonista stesso.

PignaSystem  @  20/08/2011 17:39:35
   8½ / 10
Roman Polanski nel suo (atteso ed inevitabile) affresco sul dramma del nazismo e dei suoi sterminii. Il regista, polacco ed ebreo come il protagonista, narra la storia di Wladislaw Szpilman, giovane pianista di Varsavia, costretto a vivere da fantasma per mesi e mesi prima che i russi liberassero la capitale polacca. Tratto da un romanzo autobiografico, il film è un evidente esempio di come l'arancia-shoa, per quanto spremuta, non sia mai completamente priva di succo.
Lo spicchio scelto da Polanski è quello ricco di semplicità disarmante e di un peculiare punto di vista: ecco perché "Il pianista" è, a ragione, uno dei migliori film sul nazismo che abbia mai riempito il grande schermo. Polanski non abusa sui cadaveri, non li ammazza, insomma, una seconda volta. Ci fornisce una visuale differente, quella del sopravvivente: del suo declino, fisico e psicologico, del suo continuo ricercare la salvezza, della sua inutilità laddove serve gente che sappia cospirare. Adrien Brody (che interpreta Szpilman) interpreta esattamente ciò che doveva: il dramma di un medio-borghese di buona famiglia che si ritrova inerme (e poco importa se a tratti assomiglia, forse troppo, al ragazzo deviato di "The village"), finendo per deperire in tutto tranne nella sua passione più grande: il pianoforte. A causa sua Wladislaw rischia il linciaggio, grazie a lui troverà la salvezza. Il ritorno alla socialità, difficile, stentato e ricco di suspense, di cui si compone il finale è costruito in maniera poetica ed è il degno finale di una storia scritta e diretta magnificamente.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  17/06/2011 12:27:35
   10 / 10
Da Cracovia a Varsavia,da Roman Polanski a Wladyslaw Szpilman.
Il Pianista è certamente il film più autobiografico di Polanski in termini di ricordi e partecipazione emotiva; non deve trarre in inganno l'approccio stilistico rigoroso e quasi freddo,sintomo di un non volersi lasciar prendere la mano nel ritrarre una storia tanto (ab)usata al cinema e delicata da trattare.
Non è un caso che i film sull'olocausto abbiano avuto tanto successo e abbiano conquistato tanti consensi; c'è chi li ha trattati con grande sentimentalismo come Spielberg (accollandosi critiche sulla commercialità che trovo ingiuste) e sfiorando il patetismo,c'è chi come Benigni ha fatto una commedia sincera lontana dalla realtà ma che allegoricamente esprime l'orrore del periodo e l'amore per la vita. Poi c'è Polanski e il suo è un ritratto della Shoa senza difetti,senza nessun minimo abbandono a sentimentalismi,a false speranze o a concessioni facili al pubblico. Metto in chiaro che adoro sia Schindler's list che La Vita è Bella ma se bisogna fare una classifica di difetti nel Pianista non ne vedo neanche uno rispetto agli altri due,ed è il ritratto più veritiero e rigoroso su questo periodo.
Che il regista lo abbia diretto alla vecchiaia dopo aver rifiutato Schindler's list perché troppo personale è ancora meglio e forse può essere vista come una sorta di esorcizzazione di un orrore che ha determinato tutta la vita di Polanski costringendolo ad una fuga continua e il suo essere costantemente perseguitato dall'orrore che sempre ritrae nelle sue pellicole,a volte lo stesso orrore che lo ha portato a commettere atti ingiustificabili.
Parlando del film non c'è molto da dire e d'altronde lo stesso Polanski lo considera come il suo film preferito: ogni scena è costruita con una meticolosità impressionante e si raggiungono momenti di pura bellezza lirica tra la dolcezza della musica del pianoforte che fa da contrasto in continuazione con quello che accade nelle strade tra gente morta di fame o che viene annullata come essere umano,con l'ordinaria violenza all'ordine del giorno.
Donne e uomini uccisi come animali solo per aver osato fare un innocente domanda,la separazione traumatica dalla famiglia,l'uomo che lotta per sopravvivere in un mondo folle e reale (anticipato dalla prima scena in cui normalmente si intavolano discussioni mentre bombardano); perché quella del Pianista è anche la storia più ottimistica di Polanski,pur ritraendo la cattiveria umana nella maniera più spietata di sempre nel suo cinema. Lui che solitamente è pessimista oltre i limiti da un forte messaggio di speranza secondo cui l'arte e la bellezza possono salvare l'uomo,ed è vero. è vero perché la storia lo è e lo sappiamo tutti.

Questo non è un film solo sull'olocausto e che ritrae campi di concentramento; non è solo questo perché è anche documentato in maniera certosina e mostra perfettamente l'atmosfera e la realtà del periodo. Il Pianista è la storia di disperata sopravvivenza di un uomo tra gli uomini e che nella grande Storia si fa spazio con la sua storia; non c'è la voglia di condannare una razza,quella tedesca in questo caso. Non è assolutamente un atto di condanna questo film dove anche ebrei possono essere crudeli e dove quello che dovrebbe essere il"nemico",affascinato dall'arte di un pianista,lo salva. è una grande storia di umanità nella disumanità.
Senza alcuna forzatura è difficile non rimanere scossi da alcune sequenze agghiaccianti e altre di incredibile dolcezza: la scena in cui Szpilman suona al pianoforte con il tedesco rapito dalle note è una delle cose più belle che abbia mai visto.

Oskarsson88  @  03/05/2011 14:57:48
   7½ / 10
Sicuramente un'opera imponente e drammatica, coinvolge forse di più nella prima parte che nella continua "fuga" per vari palazzi nella seconda, tranne che quando avviene l'incontro con il poliziotto tedesco. In sostanza un film importante e da vedere, per i temi trattati ovviamente e perchè racconta una storia vera. Francamente però mi aspettavo un qualcosina in più come coinvolgimento. Bravissimo l'attore protagonista.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  13/04/2011 23:05:26
   8 / 10
Lo vidi a suo tempo al cinema, quando uscì. Ricordo che mi piacque molto e mi fece una profonda impressione.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Dexter '86  @  10/04/2011 18:45:00
   8 / 10
Considerando il fatto che si tratta dell'ennesimo film sull'olocausto, uno degli argomenti più sfruttati della storia del cinema, ci si potrebbe approcciare alla visione in modo prevenuto. Sarebbe però un errore perché Polanski, oltre a scegliere un'ambientazione relativamente poco conosciuta, preferisce puntare l'obiettivo sulla disperata lotta per la sopravvivenza di un uomo qualunque, lasciando sullo sfondo il conflitto mondiale e i campi di sterminio, realiizzando un film di rara eleganza che riesce a non diventare retorico o lacrimevole.

Roger  @  23/03/2011 10:01:18
   7½ / 10
Bel film ambientato nella seconda guerra mondiale. Anche se questo argomento è stato trattato da molti registi questo film si difende abbastanza bene con la storia del pianista. Ottima fotografia e bravo Adrien Brody.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  05/02/2011 15:29:47
   7½ / 10
Non il migliore film sul tema, comunque bello. Interessante la storia, anche se non è frutto della fantasia di un tal autore, ma è vera. A volte le storie vere "traslate" sul grande schermo possono essere un pò noiose. Così non è per "Il Pianista", che oltretutto è il primo film di Polanski che ho il piacere di vedere. Buona la regia, dunque, buona anche la scelta delle musiche, la sceneggiatura, anche se qualche situazione nel finale mi ha lasciato un pò d'interrogativi. Buone anche le interpretazioni degli attori, in primis quella di Adrien Brody, recentemente al centro dello "scandalo Giallo". Adrien Brody che comunque ha vinto vari premi per l'interpretazione, fra cui l'Oscar (anche se io gli Oscar non li considero molto, perchè è difficile premiare un film, dato che si dà sempre un giudizio soggettivo).
Nel complesso, bene.

tonysea7  @  30/01/2011 23:49:26
   8 / 10
Il film che preferisco sul teme . Ambientazioni fantastiche!

gemellino86  @  27/01/2011 18:16:13
   8½ / 10
Un film di un certo spessore ma magnifico. La storia è originale e gli attori svolgono molto bene la loro parte. La regia di Polanski è dura ma solida nel tema trattato.

Magixter  @  13/01/2011 21:21:48
   9 / 10
Rientra sicuramente tra i 10 film più belli di sempre...

7219415  @  05/12/2010 17:25:49
   9½ / 10
Veramente un capolavoro

Invia una mail all'autore del commento sam is here  @  24/11/2010 16:01:34
   10 / 10
Non ci sono parole per descrivere la bellezza ma anche la tristezza di questo film, realizzato come denuncia per quello che è stato uno dei più cupi e tremendi periodi dell'umanità. Una storia che rispecchia come la figura di un Adrien Brody perfettamente amalgamato per questo film, riesca a salvarsi grazie alla sua arte nel suonare il piano, ma paga questo vedendo la sua famiglia salire sull'ultimo vagone per la morte. Un film questo, che racconta i disumani anni di occupazione nazista nella Polonia della Seconda Guerra Mondiale con il conseguente sterminio degli ebrei nei campi di concentramento.
Il protagonista allora è costretto a fuggire e a trovare riparo nei nascondigli offerti dai suoi amici, senza farsi scoprire dai cittadini pronti a smascherarlo. Fondamentale sarà l'aiuto di un ufficiale tedesco che, grazie alle doti artistiche che il protagonista offre nel suo lavoro iniziale presso un salone, si innamorerà delle dolci melodie decidendo così di salvarlo dalla distruzione.
Commovente soprattutto il finale dove la desolazione e la distruzione rispecchiano negli occhi di chi, dalla vita, ha ereditato la colpa di essere nato ebreo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  22/11/2010 22:06:47
   9 / 10
Gran ritorno di Polanski. Dopo una serie di opere abbastanza discutibili, il regista sembra aver ritrovato la sua vera vena artistica, e ci fa rivivere, cosi' come aveva gia' fatto eccellentemente il collega Spielberg con "Schindler's List", il tremendo incubo dell'Olocausto. Operazione riuscita in pieno: coinvolgente, triste e commovente la storia, regia fluida, scorrevole e straziante, montaggio ottimo, grandi dialoghi, fotografia superlativa (difficile ricreare una Varsavia devastata dalle bombe meglio di cosi'), e manco a dirlo, magnifici protagonisti (meritatissimo l' Oscar al nasone Brody). Che altro potrei aggiungere... lo vidi ai tempi delle superiori e mi lascio' di stucco. Bello, sentito, e commovente. Guardatelo.

ValeGo  @  20/11/2010 19:42:37
   9 / 10
STUPENDO!Il migliore di Polanski...

giraldiro  @  19/08/2010 15:49:18
   8½ / 10
Un capolavoro del genere, credo tra i più realistici. Ottima la prova di Adrien Brody e non solo. L'ambientazione poi, è assolutamente spattacolare.

Invia una mail all'autore del commento s0usuke  @  31/07/2010 13:46:05
   8 / 10
Polanski si allontana dal filone principale cinematografico, che tende a congiungere pellicola e storia, per lasciarsi andare a reminiscenze infantili legate all'accaduto. La solitudine è la reale protagonista dela storia dove un uomo è strappato alla comunità ed è costretto all'ombra per eludere la sirene naziste. L'ottima regia è tutta a vantaggio di un eccellente Brody, premiato giustamente con l'Oscar

John Carpenter  @  16/07/2010 17:03:28
   7½ / 10
Gran film estremamente crudo e realistico. Particolarissimo Adrien Brody che con la sua impronta teatrale e poco cinematografica da un tocco unico all'opera di Polanski più amata dalla critica. Da vedere.

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Ultima risposta 16/07/2010 17.12.21
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goodwolf  @  16/03/2010 16:30:06
   8 / 10
Nonostante il tema sia già stato notevolmente trattato e descritto in tutte le forme, Polanski riesce a renderlo molto personale, raccontando si la storia, ma attraverso la vita del protagonista, sullo sfondo di un agghiacciante periodo storico. Questo lo rende ancora più coinvolgente, e data la sua realizzazione in prima persona, ti mette sempre in condizione di metterti nei panni del protagonista e seguire il film ancora più "da vicino", sempre se ce ne fosse bisogno. Il film è ineccepibile da tutti i punti di vista. Da vedere

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  07/02/2010 14:30:36
   7 / 10
Film furbetto ma davvero ben fatto. Evitando paragoni con il film di Spielberg devo dire che è emozionante, ben recitato e fotografato divinamente. Regia ottima, sempre a evidenziare il momento importante e un Adrien Brody superbo che sembra nato per questa parte. Del tema trattato però ne ho le scatole piene, per questo abbasso un pò il mio voto.

Zanibo  @  28/01/2010 17:34:50
   10 / 10
9 perchè è un film bellissimo, 10 perchè è basato su una storia vera.

Ciaby  @  27/01/2010 14:35:00
   10 / 10
Non l'avevo votato? Non l'avevo votato?
E dire che l'avrò visto un bel po' di volte (ieri compreso).
Grandissimo film, forse il mio preferito sulla Shoah, con un Adrien Brody magistrale e con inquadrature (campi lunghi ed innevati) che tolgono il fiato (nella regia c'è anche qualcosa di Jia Zhang-Ke, ma Polanski riconferma il suo stile).
Happy ending un po 'forzato ma soddisfacente. Bellissimo.

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Ultima risposta 27/01/2010 17.13.51
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luketh81  @  27/01/2010 13:15:29
   10 / 10
Un film bellissimo...devo dire che Adrien Brody si è immedesimato bene la parte..molto bravo.

TheLegend  @  27/01/2010 00:14:07
   8 / 10
Ottimo film sotto tutti i punti di vista;è già stato detto abbastanza.

edmond90  @  26/01/2010 23:58:14
   9½ / 10
Il miglior film di sempre sull'olocausto.La storia di un uomo e della sua straordinaria sopravvivenza.Magistrale la regia di Polanski e la prova attoriale di un fantastico Adrien Brody..

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Ultima risposta 27/01/2010 08.17.02
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Invia una mail all'autore del commento zanzom  @  25/01/2010 15:56:43
   9 / 10
Che Polanski fosse un ottimo regista non avevo dubbi, come non avevo dubbi che Brody potesse interpretare la parte del protagonista in un modo così credibile e sublime(smunto ed emaciato al punto giusto).Mai come in questo caso i tre oscar assegnati sono stati meritati,(personalmente avrei dato una statuetta anche a Pawel Edelman per la bellissima fotografia).Film poetico e struggente che fà riflettere,e non poco, su quella che è stata una delle più brutte pagine della storia. Concordo pienamente sul commento di chi mi ha preceduto nel dire che sia il miglior film sull'olocausto mai prodotto anche superiore a Schindler list.

Dr.Orgasmatron  @  07/12/2009 02:37:07
   9 / 10
L'Olocausto secondo Polanski è assolutamente una grande opera. Dapprima il calvario della famiglia ebrea, poi la solitudine del protagonista, solo con Chopin nella mente e la morte negli occhi. Un altro tipo di narrazione rispetto a quella più ridondante anche se indubbiamente efficace di Spielberg nel suo "Schindler's List". Efficace e diretto come un pugno allo stomaco, sbanca Cannes e si prende tre Oscar meritatissimi. Il migliore sul tema a mio avviso

Manu90  @  15/11/2009 11:29:08
   8½ / 10
Che film ragazzi. Certe scene sono davvero forti. Grande Polanski, davvero. Uno dei migliori film sull'olocausto, forse anche migliore di Schindler's List.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  04/11/2009 16:00:09
   7 / 10
Il film è stato celebrato dalla critica per il grande "rigore" dello stile. Uno stile distaccato, asciutto, senza fronzoli, molto concreto. Qusi Bressoniano (! che palle dirai, questo Bresson ritorna sempre... è perché è uno dei più grandi, anche se lo detesti ci devi fare i conti). Per me però non è rigoroso fino in fondo. E' rigoroso fino in fondo chi non si tradisce mai: i Dardenne per esempio.
Qui si vede che il rigore Polanskiano è una patina: corposa, riuscita, ma non scaturisce direttamente dall'idea-motrice dell'opera, cioè non si sente che è proprio il suo stile. e' una maschera-stile. Kubrick fa film tra loro diversissimi come Polanski, ha una poetica (pure Polanski ne ha, una sua), ma il suo stile non cambia mai, da quando giunge a maturità. Il Pianista di Polanski ha uno stile "preso in prestito". Ecco, mi sfuggiva l'espressione. "Preso in prestito".
E si tradisce in alcuni dettagli. Anzitutto, la musica la usa. E trovo che sarebbe stato molto più bello che la sola musica che si sentisse fosse quella all'inizio e quella immaginata dal protagonista con le dita. Il finale proprio non mi piace, vuole essere emozionante e dunque, commerciale.
Ma nel complesso è un film molto buono, che sa essere classico senza essere solo "confezionato".
Poi, quanto al rigore nei movimenti della mdp: poche evoluzioni, poco compiacimento stilistico. Ma un dolly sulle rovine di Varsavia se lo concede. Avrebbe dovuto restare SEMPRE nella prospettiva del protagonista, con la mdp ad altezza del suo occhio. Invece Polanski non può resistere alla tentazione di allungare l'orizzonte su di una strada completamente devastata, con i palazzi sbriciolati a terra.
I primi 50 minuti sono lenti, pesanti, il film prende il volo solo dopo, quando "pedina" il protagonista.
Il film ci racconta, come di un eroe, delle vicende di un tizio che non è un eroe. Che non è un eroe viene detto, si capisce. (Nè, per carità, avrebbe per forza dovuto essere un eroe, si intende). E' un uomo comune e questo sta bene. Ma no, non è un uomo comune!!! E' un grande pianista. Lacrimuccia. Avrebbe DOVUTO essere un uomo DAVVERO comune.
Il "limite" del film secondo me sta in questo.
Dov'è la malvagità umana che giustificherebbe, per contrasto, la sensazione di "eroicità" che viene inoculata allo spettatore attraverso l'insistenza sull'essere pietosa vittima-di-una-tragedia da parte di questo fortunato superstite? Il film non entra mai, se non con alcuni quadretti - macchiette, nella immane tragica insensatezza della brutalità umana, della brutalità della Storia.
In effetti, a me sembra che la tragedia della Storia sia un assunto di partenza dato per scontato, e l'individuo è posto contro di essa né più né meno di un individuo che fronteggia una catastrofe naturale, un cataclisma, un terremoto.
Questo non è un difetto del film (sia chiaro): ne è però un limite intrinseco. Nel senso: non è raccontato MALE, nel complesso (anzi piuttosto bene): però quello che si è scelto di raccontare NON arriva a essere significativo come appare (se si considera il tema affrontato).

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Ultima risposta 17/03/2010 17.44.36
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kuiki7  @  17/10/2009 14:17:14
   10 / 10
nulla da dire se non... ottimo film!

axel90  @  13/10/2009 19:42:46
   7½ / 10
Un film sull'olocausto che funziona ma che non mi sento di lodare del tutto. Si tratta di una buona pellicola diretta in maniera lodevole da Polanski e interpretata magnificamente da Adrien Brody. Bellissime anche le ricostruzione degli edifici di Varsavia. Purtroppo la prima parte mi ha lasciato un pò perplesso: forse troppo lenta, forse non mi ha trasmesso molte emozioni. Piano piano il film diventa sempre più emozionante fino ad arrivare agli ultimi 40 minuti, quasi totalmente muti (cioè senza una parola) o tutt'al più con qualche frase in tedesco, ma sicuramente la parte più riuscita del film. Anche il finale, pur se scontato, mi ha lasciato perplesso: chiudere un film così profondo senza dare ulteriori informazioni?

mikeP92  @  01/07/2009 22:52:50
   6 / 10
Vado contro corrente, ma non posso che assegnare un 6 a questo presunto capolavoro. La Seconda Guerra Mondiale è un tema fin troppo sfruttato dalla cinematografia contemporanea per dare alla luce qualcosa di più che decente. Se aggiungiamo poi, una storia non particolarmente coinvolgente (chi non ha mai visto un film in cui ad una persona viene deportata la famiglia, e rischia di essere ucciso ogni giorno?), e una durata spropositata, abbiamo completato l'opera.
L'unico punto originale del film è la figura di Will Hosenfeld, un tedesco buono che ammira il talento del pianista e lo rispetta.

david briar  @  17/06/2009 11:34:26
   10 / 10
l' olocausto è sicuramente un tema estremamente delicato, e non è un argomento facile da trattare per il cinema. alcuni registi hanno fatto filmetti su questo, altri come spielgberg l' hanno trattato con successo, sfornando film di rara intensità. uno di questi registi è polanski. la sua pellicola è una dei migliori prodotti mai fatti sul nazismo, interpreta da un eccezionale adrien brody e diretta magistralmente da polanski, entrambi vincitori dell' oscar meritatissimo.
il film mostra gli orrori del nazismo senza mai annoiare, anzi coinvolge appieno tanto che sembra di seguire il percorso mentale del protagonista, e lo spettatore si immedesima in lui, sperando in una via di salvezza. la splendida musica aumenta l' emozione, la fotografia è ben curata come poche e la sceneggiatura è una delle migliori degli ultimi anni. il finale è commovente, emozionante e sensazionale, e lascia lo spettatore basito e sbalordito, ed è inevitabile non fare delle riflessioni su questi eventi dopo aver visto la pellicola.
il capolavoro di polanski, imperdibile.

memo  @  01/06/2009 20:10:51
   5½ / 10
mi spiace andare controcorrente ma mi è davvero sembrato la solita minestra riscaldata, a parte la soluzione finale.

mi dispiace ma non mi ha nè commosso nè piu di tanto toccato.. certo è fatto bene ma mi è sembrato tutto scontatissimo.

(con tutto il rispetto per chi l'olocausto lo ha vissuto per davvero.)

Sepultura  @  23/05/2009 21:12:54
   9½ / 10
Il miglior film sull'olocausto. Forse scontato, viste le origini del regista, ma Polansky riesce a rendere profondo e non retorico il film a differenza da quanto fatto da Spielberg nel suo comunque buon Schindler's list

lolloso22  @  06/04/2009 22:08:01
   10 / 10
incredibile un film assolutamente da vedere tra i migliori mai realizzati che riguardano l'olocausto e che fa vedere come alcuni ebrei riuscirono a sopravvivere alla persecuzione

lorus  @  03/03/2009 20:37:29
   9½ / 10
Adien Brody è impersonificato benissimo.
Anche se non si vedono i campi di sterminio, si lascia spazio alla consapevolezza di ciò che accade in quegli orrendi mattatoi.
Trovo che la musica sia eccezionale, coinvolgente. La follia della guerra vista con lo sguardo di un povero pianista, la cui sola colpa è quella di essere nato al mondo come ebreo. Con la Vita è Bella, Schindler'sList e altri, credo sia una delle migliori pellicole sull'Olocausto.

Mister  @  02/03/2009 11:24:10
   9 / 10
Toccante, crudo, verosimile.
Per un volta si vive l'esperienza del genocidio in modo esterno, non nel campo di concentramento ma fuori.
Non per questo l'esperienza è meno dura, anzi.
Anni di stenti e dolore che sfociano in un insperato lieto fine.
Protagonista convincente.
Ottimo film

flavietta  @  19/02/2009 17:16:42
   8 / 10
Vidi questo film alla tenera età di nove anni per motivi ignoti (non riesco a ricordare perchè l'ho visto!), quindi la mia povera mente piena di felicità e prati colorati è stata deturpata non poco. Anche se all'epoca ho odiato questo film con tutto il cuore, ora mi devo ricredere. Il pianista è un film duro che narra una storia orribile; la violenza non è fine a se stessa e la recitazione di Brody è meritevole dell'oscar.

Comunque credo che l'opera di sterminio degli ebrei sia ancora peggio di quella rappresentata nel film.

pinhead88  @  13/02/2009 20:19:59
   9 / 10
bellissimo film di Polanski sull'olocausto.bravissimo l'attore principale Adrien Brody nelle vesti del pianista.Polanski ci immerge nell'orrore di quegli anni senza mostrare un briciolo di retorica,ma con classe e decisione.una storia vera trattata magnificamente.

Tony Ciccione90  @  13/02/2009 15:56:09
   8½ / 10
Se un film di tre ore non ti annoia nemmeno per un secondo significa che è un gran film. E' il caso de "Il pianista". Bella fotografia, immagini da brivido, Adrien Brody fenomenale (d'altronde uno con una faccia così non può fare altro che il passaguai!). Sebbene il tema della persecuzione degli ebrei sia inflazionatissimo, questo film merita di essere visto.

Invia una mail all'autore del commento f_calderini  @  08/02/2009 22:14:57
   9½ / 10
Giudizio molto positivo per questo film molto coinvolgente e ben diretto. Storia intensa e drammatica accompagnata da melodie al piano che contribuiscono alla splendida riuscita del film.
Meritatissimi i tre oscar vinti: regia - sceneggiatura non originale - protagonista.
consigliato.

Invia una mail all'autore del commento Daniel91  @  31/01/2009 20:58:14
   9½ / 10
Film a dir poco straordinario, da vedere!

JOKER1926  @  29/01/2009 20:37:48
   7½ / 10
"Il pianista" di Roman Polanski è un film sull' Olocausto ebreo avvenuto decenni fa in Europa…
Il regista confeziona un film molto drammatico (logicamente) con protagonista un giovane pianista ebreo che lavora in Polonia…
Ma la guerra, l'invasione tedesca è alle porte…
Inizia una sorta di persecuzione…
Il giovane vivrà gli attimi più importanti, memorabili, drammatici, tormentosi della sua vita.

Il regista è straripante e dona al pubblico un film straziante e (sotto alcuni aspetti) "poetico".
Cast (capeggiato da un grande Adrien Brody) di qualità, fotografia ineccepibile ed effetti sonori/speciali davvero impeccabili.

Il film in linea di massima risulta essere molto schematico, lineare, non ci saranno clamorosi intrecci; l'ingrediente base, fondamentale è la violenza e il dramma…
Alcune scene del film sono sicuramente "enfatizzate" dalla regia, ma comunque il film in linea di massima è "puro", ovvero è quasi privo di magniloquenza, retorica…
La durata immensa della pellicola in piccolissima parte gioca a sfavore dell'egemonia cinematografica di Roman Polanski ma tale "noia" alimenta senza alcun dubbio l'angoscia, la tristezza nella mente del pubblico…
Scenari e atmosfere veramente grandiosi..!
Il film può essere tranquillamente diviso in due "Ideali" "frangenti" concettuali…
La prima parte mostra allo spettatore la superbia tedesca che invade la Polonia e arresta gli ebrei, ci saranno scene crude.
Il secondo "blocco" fa "albergare" la mente dello spettatore nella mente del pianista…
Questa è la parte più difficile, a tratti ambigua del film…
Il pianista soffre, rimpiange addirittura la morte…
Neve, fame, febbre, impotenza, preoccupazioni, desolazioni, noia accompagnano lo spettatore in un viaggio senza (o quasi) via di scampo…
Il finale della pellicola eleva sicuramente il film, la parte terminale è inedita, una figura importante del film è quindi Wilm Hosenfeld Comandante tedesco…
Questa sequenza finale apre la strada a concezioni profonde, bisogna riflettere sull' umanità di questo uomo tedesco che non rispetta gli ordini e decide di aiutare, o meglio salvare un suo avversario…
(forse in questa ultima parte del film il regista abbonda un po' con la retorica…)
"Il pianista" è indubbiamente un film ben fatto, occhio anche ai dialoghi, bellissimi e a volte ironici e megalomani ; a Mio avviso il dialogo del Capitano Hosenfeld ("il cappotto? Ne ho uno più caldo") ed altre "chiacchierate" fanno elevare questo film in modo solenne.
La scene del pianoforte verso la fine è semplicemente agghiacciante, il pianista "addolcisce", "armonizza" il palato del misericordioso Sergente, si respira un'area di angoscia, di solenne "silenzio" musicale…
Le dita "attorcigliate" sul piano forte a ritmo forsennato "adombrano" la mente dello spettatore…
Il freddo, l'angoscia, la miseria sono "frecce" che direttamente, perentoriamente entrano nell'animo di ogni sensibile spettatore…

"Il pianista" è un film che onora, ricorda, commemora i fatti di guerra avvenuti nei primi decenni del secolo appena finito…
Le scene drammatiche colpiscono quasi sempre la massa, film a tratti straziante…
Le ultimissime scene ad esempio "rallegrano", "rinfrancano" la massa…

Il regista indirettamente, in modo passivo "illumina" anche alcuni "propaggini" del Nazismo (ovvero i soldati) che dietro un uniforme a volte nascondono un cuore immenso come Hosenfeld e i due ragazzi in divisa che offrono ad un ebreo una sigaretta in segno di amicizia, la guerra nasconde filantropia…

Il ricordo vive…

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Ultima risposta 12/02/2009 12.57.51
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mo' vi mento - lira di achillemomenti di trascurabile felicita'my hero academia the movie: the two heroesnessun uomo e' un'isolanoinon ci resta che riderenon sono un assassinonon sposate le mie figlie 2normaloro verde - c'era una volta in colombiapet sematarypeterloopokemon detective pikachu
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unfriended: dark webwonder park

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