il passato e' una terra straniera regia di Daniele Vicari Italia 2007
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il passato e' una terra straniera (2007)

 Trailer Trailer IL PASSATO E' UNA TERRA STRANIERA

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locandina del film IL PASSATO E' UNA TERRA STRANIERA

Titolo Originale: IL PASSATO E' UNA TERRA STRANIERA

RegiaDaniele Vicari

InterpretiElio Germano, Michele Riondino, Daniela Poggi, Chiara Caselli, Marco Baliani, Valentina Lodovini, Lorenza Indovina, Maria Jurado, Romina Carrisi

Durata: h 2.00
NazionalitàItalia 2007
Generedrammatico
Tratto dal libro "Il passato è una terra straniera" di Gianrico Carofiglio
Al cinema nell'Ottobre 2008

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Trama del film Il passato e' una terra straniera

Giorgio è uno studente modello, figlio di intellettuali borghesi, conduce una vita normale e un po' noiosa. Fino a quando una sera conosce Francesco, coetaneo torbido e affascinante, e tra i due nasce subito una forte amicizia. Francesco si mantiene barando al gioco e Giorgio, attratto dalla personalità e dalla vita avventurosa del suo amico, diventa suo complice. I due passano da una partita all'altra, in un vortice che è insieme avventura e discesa agli inferi, fino ad una sconvolgente resa dei conti.

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Voto Visitatori:   6,98 / 10 (30 voti)6,98Grafico
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Voti e commenti su Il passato e' una terra straniera, 30 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

cheguevara  @  05/03/2010 23.29.27
   6½ / 10
Non male anche se forse la storia poteva essere resa meglio, in particolare si fatica a capire il collegamento tra alcune scene; comunque il solito grande Germano.

junkierocks  @  25/02/2010 15.04.09
   7½ / 10
molto figo questo film, mi è piaciuto molto nonostante mi abbia lasciato addosso una forte malinconia...:)

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JOKER1926  @  17/02/2010 1.25.40
   6½ / 10
Commedia italiana (Daniele Vicari) con caratteri drammatici e se vogliamo reali fotografa l'ascesa, l'amicizia di due audaci giovani diversi ma poi, con il tempo, fratelli.

"Il passato è una terra straniera" il titolo di questo film certifica in modo praticamente lampante che la vita di un uomo è un "puzzle" infinito, nonostante le "origini" familiari e tutte le personalità esistenti possono essere modificate, ovvero il passato può essere "riscritto" da una nuova pagina (con prospettive affascinanti ma allo stesso tempo rischiose); il passato rappresentato da lavoro (università) e famiglia scivola diventando proprio una "terra straniera", lontana e scordata.

L'avventura dei due giovani (gli attori sono dignitosi, certo non si tratta di pilastri del Cinema mondiale ma riescono nel complesso a dare vita ad una prestazione indubbiamente positiva) è affascinante e verso la fine inesorabile sarà la parabola discendente; la regia di Vicari grosso modo riesce ad essere compatta, la sceneggiatura è abbastanza buona, varia, insomma narrazione sicuramente abbastanza scorrevole con episodi sempre vari, specialmente nella seconda parte.
"Il passato è una terra straniera" a volte è un po' lento, in altre crudo e cinico, alcune sequenze, allegate a buone musiche, racchiudono emozioni e illustrano in modo abbastanza fedele le dinamiche esistenziali dei giovani fra auto, "sbandate" e episodi belli e "ruggenti" che nel bene e nel male segnano la vita.
Buono il finale, parte tecnica (fotografia in primis) ok.

wuwazz  @  06/12/2009 17.23.23
   6 / 10
E' un buon film, ma ha il grandissimo limite di essere sconclusionato

Gruppo REDAZIONE maremare  @  09/08/2009 18.41.40
   7 / 10
Buona trasposizione cinematografica del romanzo di Carofiglio.
Vicari tralascia la struttura thriller del romanzo, concentrandosi più sul rapporto tra i due protagonisti, fra loro speculari.
Germano conferma la sua bravura e Riondino è una vera sorpresa.
Ambientato in una Bari notturna il film funziona nel descrivere il rapporto morboso tra i due protagonisti e la discesa agli inferi di un ragazzo della buona borghesia ma presenta alcune lacune di sceneggiatura nella parte finale, che limitano il giudizio positivo.
Ovviamente non era possibile raccontare tutto in un film che già sfora le due ore, ma la sceneggiatura poteva essere meglio lavorata, tralasciando situazioni superflue o abbozzate (cfr. la comparsa della sorella di Germano) e creando cesure migliori nella parte finale.
Rimane comunque un buon prodotto italiano e Vicari si conferma un valido regista.

NandoMericoni  @  13/07/2009 14.03.43
   7 / 10
abbastanza fedele al libro (che rimane migliore) non delude le aspettAtive, bravi i due protagonisti che si muovono in una bari crepuscolare...

vale1984  @  09/06/2009 23.31.31
   7 / 10
Buon film, fatto bene, coinvolgente, con tutti gli ingredienti per essere un drammatico intenso...gli attori si dimostrano all'altezza della trama e reggono i momenti di gioco d'azzardo, di risate, di drammi e di avventura. Duro in alcuni momenti, riflessivo...una pellicola inaspettata per il cinema italiano.

mengoni  @  31/03/2009 15.37.00
   6½ / 10
Avevo delle pretese assai più elevate avendo letto il libro.
Tenendo da parte questo dettaglio: il film è tutto sommato avvincente, si segue bene anche se in alcuni punti il ritmo è un po affaticante.
Oggettivamente va tenuto separato dal libro di Carofiglio in quanto impostato decisamente in maniera diversa (anche con parti difformi fatte appositamente in un ottica cinematografica) e tale da renderlo un film particolare, carino e da consigliare indubbiamente.

TheLegend  @  31/03/2009 2.16.20
   7 / 10
finalmente un buon film italiano!
bella storia e buone interpretazioni e solo in qualche punto noioso e poco approfondito in altri.
bello analizzare l'evoluzione dell'amicizia tra i due protagonisti e i loro cambiamenti interiori.
il passaggio al "lato oscuro" per così dire avviene però troppo rapidamente,anche se questa cosa può anche essere vista come un pregio perchè comunque colpisce molto.
nel complesso un film piacevole ma che forse non è adatto a essere visto più volte.

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  25/02/2009 11.01.55
   5 / 10
Inizialmente didascalico e piatto,poi confuso ed incapace di andare oltre un messaggio morale spiattellato con una faciloneria che da un autore come Vicari non mi sarei aspettato.
Con “Velocità massima” il ritratto della (peggio)gioventù italiana,seppur con le sue pecche,passava bene,cosa che non riesce al regista con questo film dalle potenzialità enormi,che chi ha letto l'omonimo romanzo di Gianrico Carofiglio ben conosce.
La potenza dei personaggi e la suggestione del contesto si perdono attraverso stereotipi incatenati a banalità sconfortanti e ad una Bari notturna mal rappresentata, qui ridotta ad uno sfondo mai messo veramente a fuoco.I personaggi secondari sono macchiette che incarnano tutto ciò che uno si aspetta,mai discostandosi da ruoli già visti troppe volte,al servizio di una storia che pare essere solo un ammasso di eventi collegati in maniera sfilacciata con evidenti buchi di sceneggiatura.
Il fatto che un ottimo attore come Elio Germano fatichi,senza riuscire ad entrare con convinzione nel ruolo la dice lunga sulla qualità del lavoro svolto sulle psicologie dei personaggi,naufraga totalmente Michele Riondino,già frenato da evidenti limiti recitativi e costretto in un personaggio che non prevede sfumature.
Rimane il fatto che nonostante tutto il film non annoia e si lascia seguire,ma l’amarezza per l’occasione perduta è tanta.

Gruppo COLLABORATORI foxycleo  @  24/02/2009 23.30.58
   5½ / 10
Buona la prima parte del film ambientata in una cupa e viziosa Bari scadente la seconda, che mostra diversi buchi nella sceneggiatura; infatti non si riesce a capire bene lo sviluppo delle caraterizzazioni dei due protagonisti. Ottime le prove degli attori, soprattutto quella di Elio Germano, ma mi aspettavo molto di più da questo film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Granf  @  18/01/2009 15.36.38
   4½ / 10
Sono perfettamente d'accordo con il commento di ferro84. Il film parte bene, sicuramente non brilla per originalità, ma è divertente, ben diretto e interpretato. La Bari che ci viene mostrata è quella notturna delle bische clandestine e della piccola criminalità, tutto molto affascinante ma gia visto soprattutto da Piva e Rubini.
La rovina del film è la seconda parte. Completamente diversa e soprattutto improvvisa. L'evoluzione dei personaggi non è ben delineata, diventano stupratori e assassini di punto in bianco. L'intero film diventa ossessivo, cosa completamente opposta alla linea che aveva preso inizialmente.
Mi aspettavo decisamente di più.


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Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  31/12/2008 18.33.20
   5½ / 10
Mi meraviglia la media che ha questo film non avendo nè riscontrato il favore della critica nè quello del pubblico.
Ammetto di essere entrato in sala con tutti i pregiudizi del caso e se non l'avessi visto gratuitamente a Capri non mi sarei avvicinato a questa pellicola.

In realtà per i primi 90 minuti, non solo mi sono trovato al cospetto di un signor film ma anche di una brava regia che sapeva padroneggiare il noir ,ispirandosi in alcuni tratti all'ormai imprescindibile stile Lynchiano.
Mi chiedevo il motivo per cui questo film fosse stato bistrattato.
Lo capisco dopo quando si rompe qualcosa, è vero che quello che si era visto fino adesso era la solita storia del poker, delle truffe e dei bari ma alla fine si lasciava vedere, storia già vista ma dignitosa e di qualità.
Forse per metterci il tocco d'autore, forse per essere fedele a un romanzo mal sceneggiato si introducono elementi come la violenza, lo stupro e il traffico di droga che si mescolano senza amalgamarsi.

Non si capisce dove il film voglia andare, il finale si dilunga in scene eccessivamente disturbanti e improvvise quasi fuori luogo, i personaggi hanno evoluzioni veloci senza capirne il perchè o meglio si può facilmente intuire resta il fatto che esiste un rapporto causa effetto proporzionato.

Insomma, una storia confusa, eccessiva con la solita ambizione autoriale veramente insopportabile del nostro cinema.
Peccato perchè il buono non mancava

Poll  @  28/11/2008 14.28.57
   7 / 10
Veramente un bel film, ottima regia e molto bravi i due interpreti. Germano si conferma, ce ne fosse bisogno a riscriverlo, la più grande promessa del cinema italiano, ma forse non è più una promessa (una sola curiosità: riusciremo a vedere un film da lui interpretato in cui non scopa?).
La sceneggiatura scorre abbastanza bene, nonostante qualche caricaturialità di troppo e qualche buco nel finale, fotografia non televisiva e buon montaggio.
Da vedere.

4 risposte al commento
Ultima risposta 14/12/2008 05.30.56
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Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  28/11/2008 10.56.25
   7 / 10
Bravo Vicari, che quasi in sordina (nonostante il grande successo del libro omonimo) sforna un film compatto, avvincente, ottimamente diretto e magnificamente interpretato: la storia è quella della discesa agli inferi (e ritorno) di un borghese, affascinato dalla voluttà del peccato e del male: in fondo il confine è così labile che il crescendo di bassezze non sembra mai tirato per le orecchie.
Ottima la fotografia, dote rara in un prodotto italiano e per questo ancora più da lodare.
Uniche pecche, alcune cadute di ritmo e la lunghezza forse eccessiva.

Dylan Dog 666  @  24/11/2008 11.36.06
   8 / 10
premetto che non ho letto il libro da cui è tratto il film.

il film mi è piaciuto tantissimo e quindi credo che il libro sia ancora più bello, bravissimi Germano e Riondino, bellissima la mia città...
il film dura circa 2 ore e nonostante ciò è gradevolissimo

consiglio di andare a vederlo.

viagem  @  22/11/2008 19.44.55
   6½ / 10
Film ottimamente interpretato dai due protagonisti Elio Germano e Michele Riondino, con un'eccellente fotografia. Piace il ritmo e la gradualità con cui Giorgio, da persona per bene, inizia a non avere più rispetto per le "regole" entrando in un vortice di violenza e malvagità che sembra non avere alcuna via di uscita. Peccato per alcuni momenti di stanca di un film forse troppo lungo e per un finale insipido.

polbot  @  19/11/2008 11.40.02
   6 / 10
vado controcorrente e non mi sento che dare solo una sufficienza striminzita, e grazie alle buone prove di recitazione. Fino a metà il film "prende" (il crescendo pokeristico..). Ma poi langue decisamente.. MAH!

1 risposta al commento
Ultima risposta 19/11/2008 13.42.39
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alexp79  @  17/11/2008 17.39.38
   8 / 10
molto interessante, a parte l' ottima ambiantazione pokeristica, l'interrogativo principale è la coscienza nei confronti del proprio io e nei confronti della legge, visto dagli occhi di un furturo magistrato. Chi delinque lo fa per necessità, per noia, per gusto di delinquere. E pagherà con prezzi diversi...

ascot  @  16/11/2008 17.59.59
   7½ / 10
bel film, racconta una bella storia anche se un po cruda,elio germano bravissimo come riondino..da vedere..poi e girato nella mia città eheh

Invia una mail all'autore del commento iron klad  @  12/11/2008 21.33.11
   7½ / 10
Come una vita può scivolarti via di colpo, dove ogni cosa non ha più senso e conta solo divertirsi e fare soldi in ogni modo per poi, ad un tratto, capire che la strada che si sta percorrendo è sbagliata.
Bella storia che ritrae come la noia può gicare brutti scherzi e di come alla fine, è piacevole trasgredire.
La sceneggiatura è buona le scene forse sono un pò troppo corte ma nel complesso raggiunge più che sufficiente.
Vicari tocca tutti gli aspetti proibiti: la droga, lo sturpo, il sesso, il gioco d' azzardo, la truffa e l' amicizia.
L' omonimo libro non l' ho letto ma mi hanno detto che sono state tagliate nel film altre scene di stupro. Evidentemente Vicari vuole che lo spettatore si concentri più sulla complicità dei due.

paride_86  @  12/11/2008 13.00.30
   6½ / 10
"Il passato è una terra straniera" racconta la storia di Giorgio e la sua discesa agli "inferi". Premettendo che non ho letto il libro posso dire che il film è realizzato piuttosto bene, coinvolge ma non è privo di difetti: innanzitutto la scelta di Chiara Caselli e Romina Carrisi, la prima troppo poco sexy per la sua parte, la seconda poco convincente come attrice. Alcune scene di sesso, inoltre, sono lunghe ed eccessivamente calcate ai fini della storia. La condizione familiare e la vita di Giorgio prima di conoscere Francesco non è praticamente trattata: questa è una grave mancanza perché non ci viene spiegato come mai Giorgio si lasci trasportare sempre più in basso, quali sono le radici dei suoi comportamenti e perché sia possibile che la personalità di Francesco riesca ad attecchire su di lui.

1 risposta al commento
Ultima risposta 12/11/2008 16.19.10
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Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  09/11/2008 21.55.28
   7½ / 10
Ottimo film: anche se Vicari calca la mano rispetto alle pagine del magnifico romanzo di Carofiglio, l'atmosfera glamour e sordida della vicenda, e soprattutto la Bari notturna anonima e "clandestina" sono due buone ragioni per acquistare il suddetto biglietto.
E ci metto pure la maiuscola prestazione di Germano, ormai sempre più bravo a fagocitare nevrosi, insomma abbiamo di fronte un noir all'italiana di pregevole fattura.
Poi, secondo i miei parametri cine-letterari, il romanzo è superiore al film (ad esempio un pò in sordina rispetto al libro la famiglia del protagonista) ma la discesa nel maelstrom di Giorgio, il suo "punto di non ritorno" personale, in un mondo tanto squallido quanto invitante (soldi facili, gnocche compiacenti, libertà d'azione anche nei suoi aspetti più retrivi) è davvero efficace.
Da segnalare un paio di situazioni di vaqua "normalità" come le difficili cene di Giorgio davanti alla famiglia o l'annuncio (emblematico per il limite che ha travalicato il suo Io) delle future nozze della sorella.
Il finale riesce a smussare gli angoli contenendo il "male emulato" descritto da Carofiglio col rischio, forse, di sfociare in un moralismo involontario

2 risposte al commento
Ultima risposta 11/11/2008 18.40.36
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Betelgeuse  @  09/11/2008 18.42.02
   7 / 10
E' un buon film.

Facce da fiction vanno a braccetto con facce da delinquenti prese dalla strada, come è naturale che sia: dopotutto il film è incentrato su di un ragazzo per bene che frequenta cattive compagnie...

Sinceramente non riesco a tessere le lodi di Germano,
a differenza delle signore impellicciate della fila i - per intenderci: le stron*e ke m'hanno fregato il posto, visto che io avevo il biglietto i9 - e ke non hanno fatto altro che PARLARE per tutto il film.

Germano è un buon attore - ma niente di che.
Riondino è perfetto nella parte del cattivo ragazzo, ma il suo accento barese è macchiettistico.

Buon film.
Ma vi consigio il libro!

Dato che Carofiglio rende meglio del regista le atmosfere torbide e la spirale discendente del protagonista...

...e visto che il biglietto per il cinema costa 7,10€
mentre il libro ne costa solo 6.

(Scandalizzatevi, signorotti dell'industria dello spettacolo. SETTE EURO! )

thegame90  @  07/11/2008 20.44.10
   9 / 10
veramente un gran bel film: crudo, violento, veritiero, con un ritmo sempre piacevole e contornato da una trama accattivante. ottimi i 2 protagonisti. da vedere

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  07/11/2008 20.14.24
   6½ / 10
E’ un film che non mi è dispiaciuto: “in primis”, perché tratta senza retorica e autocompiacimento un tema delicato (nel quale si è avventurato innanzitutto l’autore del libro da cui il film è tratto, Gianrico Carofiglio) quale quello dell’ipocrisia borghese, che suddivide semplicisticamente e fallacemente i “buoni” e i “cattivi” sulla base dell’estrazione sociale; “in secundis”, per il ritmo della narrazione, il cui svolgersi sostenuto non fa sentire il “peso” di una pellicola che sfora le due ore.
La storia si configura come una sorta di discesa agli inferi (un po’ alla maniera del barese doc Alessandro Piva) in una Bari oscura, fatta di bische clandestine, di malviventi e di personaggi altolocati colti nelle loro insane inclinazioni ai vizi. Di qui il parallelismo tra Giorgio, ragazzo di buona famiglia prossimo alla laurea, e Francesco, una baro di professione proveniente da una situazione familiare disagiata. Il confronto messo in scena da Daniele Vicari è volto a mettere in luce i diversi aspetti che connotano questi due soggetti, tanto diversi nei rispettivi contesti sociali cui fanno capo, ma molto simili nella loro intima attitudine a delinquere ed ingannare il prossimo. Ma mentre Francesco si trova nella condizione quasi obbligata di ricorrere all’illecito per riscattarsi da una precaria e drammatica situazione familiare (la rabbia che egli sfoga sulle ragazze sembra l’espressione di una ribellione ad un sistema sociale di cui è vittima); in Giorgio, invece, la tendenza al male non trova altra giustificazione se non in un gusto fine a se stesso. In questo senso, la differenza sostanziale tra i due ragazzi sembra risiedere nella Fortuna: proprio quella fortuna, che Francesco riesce ad aggirare con i suoi trucchi nelle carte, lo schiaccia nella vita di tutti i giorni, dove egli è consacrato a rimanere sempre un perdente. A tal proposito, si pone come emblematica la sequenza nella quale si vede scorrere Giorgio –scagionato- lungo il corridoio del commissariato, mentre di là dal vetro separatore si scorge Francesco, destinato invece a soccombere alla legge. Così i due protagonisti, entrambi colpevoli -anche se in diversi momenti e luoghi, avranno sorti diverse: ad uno –già provato da una vita di stenti- toccherà la galera; per l’altro, invece, ci sarà la riabilitazione ed un futuro -ironia del caso- da magistrato. Il finale del film, in cui è il regista si sofferma sul volto perplesso e disorientato di Giorgio a seguito dei ringraziamenti della ragazza scampata allo stupro, si pone come il punto di approdo di un viaggio in cui si è concretato il progressivo disfacimento della sua identità.
Il film, data la materia ricca di buoni spunti e riflessioni, poteva senz’altro essere sviluppato meglio. Molte le forzature e le approssimazioni, soprattutto in alcuni personaggi che risultano soltanto abbozzati –dato che parliamo di Vicari e non di Gus Van Sant: per esempio tanto il rapporto di Giorgio con la sorella, che fa un’apparizione inutile e fugace verso la fine, quanto quello con i suoi genitori potevano essere approfonditi maggiormente. Anche sotto il profilo formale, sono presenti lungaggini che potevano essere omesse, e che danno l’impressione che il regista se ne sia servito per allungare il cosiddetto brodo.
Quanto alle interpretazioni recitative, tralasciando quelle trascurabili di tutti gli altri personaggi che sono solo di contorno, l’esordiente Michele Riondino se la cava egregiamente, mentre mi è parso un po’ sotto tono il –pur sempre- talentoso Elio Germano.
In defintiva, si tratta di una pellicola decisamente apprezzabile, soprattutto perché sostenuta da un soggetto valido; ma, alla fine della visione, mi ha lasciato un senso di incompiutezza nonché di sciatteria.

3 risposte al commento
Ultima risposta 08/11/2008 19.38.09
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Gruppo COLLABORATORI The Gaunt  @  06/11/2008 21.48.47
   7½ / 10
Un bel noir dalle tinte forti sull'insoddisfazione di uno studente modello. La sua insofferenza esistenziale verso una quotidianetà piatta e monotona lo porterrano dentro il suo stesso lato oscuro desideroso di sprigionare quell'adrenalina repressa che gli permette di sentirsi vivo. La trama è accattivante, trasmette una certa inquietudine e per certi versi persino sorprendente nei suoi sviluppi inattesi. Ottimi i due protagonisti, ma se per Germano è l'ennesima conferma di uno dei migliori attori del panorama italiano, Riondino sorprende per bravura e spessore che dà al suo personaggio.

ziotom77  @  05/11/2008 15.40.50
   8 / 10
noto con dispiacere che soltanto 3 di noi abbiamo commentato questo film, cosa che mi fa pensare che la maggior parte della gente corre al cinema e commenta solo filmetti inutili pieni di effetti speciali, mentre film di contenuto vengono snobbati... bè meglio così... meglio pochi ma buoni!!!

tornando al film, devo dire che è davvero un gran bel film, duro, crudo, vero...
un ragazzo annoiato della vita borghese che faceva ha voluto dare, anche se all'inizio non proprio consensiente, una scossa alla sua vita cambiandola radicalmente... facendo cose che prima non avrebbe mai immaginato... forse è proprio quella la vita che voleva... anche se alla fine il suo buonsenso viene fuori e capisce che in fondo non era tutto oro quello che luccicava...

ottima prova di Germano e di Riondino, fotografia superba e ottima colonna sonora.. il pezzo "You're not alone" di Mike Patton è eccezionale!!!

adrart  @  04/11/2008 1.43.45
   9½ / 10
Ottimo film e bravissimo Elio Germano.

Giorgione  @  02/11/2008 12.48.55
   9 / 10
Michele Riondino luciferino, Elio Germano bravo ragazzo in corsa verso la perdizione. Entrambi sono molto bravi.
Consiglio a tutti questo film, perchè rende molto bene da un lato la noia del vivere borghese e dall'altro, per reazione, il fascino perverso del gioco.

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