il mucchio selvaggio regia di Sam Peckinpah USA 1969
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il mucchio selvaggio (1969)

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locandina del film IL MUCCHIO SELVAGGIO

Titolo Originale: THE WILD BUNCH

RegiaSam Peckinpah

InterpretiWilliam Holden, Robert Ryan, Ernest Borgnine, Edmond O'Brien, Warren Oates

Durata: h 2.14
NazionalitàUSA 1969
Generewestern
Al cinema nel Dicembre 1969

•  Altri film di Sam Peckinpah

Trama del film Il mucchio selvaggio

Un gruppo di banditi accetta di compiere una rapina per conto del generale Mapeche, durante la rivoluzione messicana. Ma quando il generale fa uccidere uno dei banditi perché aveva usato parte del carico per distribuirlo alla sua gente, il resto del gruppo decide di vendicarsi...

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Voto Visitatori:   8,99 / 10 (76 voti)8,99Grafico
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Voti e commenti su Il mucchio selvaggio, 76 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Geni  @  05/02/2012 17.04.46
   10 / 10
Dieci pieno, capolavoro assoluto con finale da antologia cinematografica...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  28/11/2011 21.10.26
   9½ / 10
Un nichilismo quello di Peckinpah che affonda le sue radici in tutto, risparmiando, forse, solo l' amicizia (virile). A seconda della sensibilità di chi guarda, è un passo indietro o un passo in avanti rispetto alla "filosofia" di Leone. Ma ne "Il mucchio selvaggio" lo slancio di fiducia va visto sotto una luce particolare, quella della necessità. In un quadro umano estremamente crudo e svilito, Peckinpah sente il bisogno (ma interpreta anche quello dello spettatore), di instillare un focolaio di sentimenti nobili ma al contempo viscerali, dettati da un approccio diretto, carnale con il mondo, poiché è "meglio puzzare di cuoio e sudore, piuttosto che di gelsomino impiegato in banca". Non è solo desiderio d'avventura, non è solo la febbre dell'oro, è il sogno controcorrente di chi agogna un ritorno alla primitività, all'esistere erotico e innocente. "Tutti sognano di tornare bambini, anche i peggiori fra noi. Forse i peggiori lo sognano più di tutti."

4 risposte al commento
Ultima risposta 06/12/2011 00.12.23
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Larry Filmaiolo  @  30/09/2011 17.34.29
   9 / 10
Bè... che dire? Questo film è una leggenda, e allo stesso tempo il canto del cigno di tutte le leggende. Per Sam, tutte le leggende finiscono nel sangue.

PignaSystem  @  17/07/2011 23.37.01
   10 / 10
Un film su cui si è detto e scritto di tutto, ma forse non sarà mai abbastanza: la grandezza del suo valore non sta solo nella sua costante presenza all’interno delle classifiche dei migliori western; l’apporto che Peckinpah ha dato al cinema con quest’opera è indelebile nella storia della settima arte per il coraggio che ha nell’affermarsi come il finale di un periodo di gloria; un finale che zio Sam riprenderà in chiave più personale e nostalgica 4 anni dopo con un altro capolavoro. Indimenticabili l’incipit ed il finale, ma la sostanza vera del film non risiede solo nel montaggio (perfetto e mai visto prima a tali livelli) ma anche e soprattutto nelle note delle parole che si scambiano i vecchi giganti Holden e Borgnine, i cui sguardi non lasciano dubbi su quello che sarà il loro destino. Un’opera che rappresenta un importante punto di svolta del Novecento.

guidox  @  06/07/2011 21.28.32
   9 / 10
western atipico e classico al tempo stesso, dal momento in cui ci sono gli elementi che hanno fatto la fortuna del genere, ma lo stile è così particolare ed unico che si sente l'odore di Peckinpah lontano un miglio.
dopo un preludio calmo e tranquillo, si parte subito a mille col primo scontro a fuoco senza neanche sapere chi è chi, però già con un coinvolgimento assoluto, grazie alle riprese a dir poco stupende.
poi la storia va avanti e si mostra cruda, cattiva, senza eroi; per me non si parla neppure di anti-eroi, siamo proprio su un altro livello di rappresentazione.
per un amante del western, imperdibile; spogliatevi del vostro eventuale "leonismo" però, se no finisce che per trovar paralleli e differenze non vi gustate questi capolavori per quel che sono nella loro totale indipendenza.

momo  @  03/06/2011 18.38.05
   8 / 10
Originale ma non è semplice da vedere, se non esistesse il genere western, i film di Sergio Leone, sarebbero film d'azione-avventura, questo sarebbe invece recensito come drammatico. Non c'è una trama lineare (la trama di filmscoop è solo l'ultimo pezzo!), un obbiettivo da raggiungere, i protagonisti sono in balia del caso e della sorte, prendono decisioni, sbagliano ci ripensano, inebriati dal alcol, l'odio, i soldi e le donne. In questo Farwest anche i pistoleri sbagliano mira, non tutto va come dovrebbe andare e questa volta (al posto del semplice accasciarsi di Sergio Leone) le pallottole spargono sangue dappertutto...

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  13/05/2011 18.01.58
   8½ / 10
Film fantastico in ogni suo aspetto, dalle sequenze d'azione agli interpreti. Regia ovviamente impeccabile ma soprattutto una riflessione nichilista sul mondo. Forse il genere western è arrivato a questo anche grazie a Leone, ma Peckinpah qui non prende niente da nessuno: è interamente un suo grandissimo film. Visto in versione restaurata ha forse la pecca della lunghezza.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  13/05/2011 14.27.39
   9½ / 10
Western capolavoro di inestimabile valore. Una perla di Sam Peckinpah che con mostruosa spietatezza ha girato un pezzo di storia, Imitatissimo, cattivo, amaro, splendido, un vero oggetto pregiato. Assolutamente da vedere e contemplare.

lukef  @  28/04/2011 12.35.42
   8½ / 10
Qui siamo ai vertici del genere western ed il film è veramente molto bello e soprattutto originale. Originale per la sua morale controversa, presente ma in un'accezione soggettiva sia dal punto di vista dei personaggi che del contesto in questione. La trama è realistica quanto avvincente (non c'e pietà ne buonismi per nessuno), oltre a qualche momento di lentezza il film scorre bene nel complesso. Meno asciutto di altri western, come "mezzogiorno di fuoco", meno intenso de "il buono, il brutto, il cattivo", che proprio per questo ho preferito, ma ovviamente è questione di gusti.
Non mi azzarderò a decretare se questo film è o no un capolavoro ma so solo che quando l'ho visto mi ha fatto provare forti emozioni e per me è questo che conta più di tutto nella valutazione.
Potentissima e memorabile la sequenza finale, fantastica la scena in cui i quattro arrivano, fucile alla mano, con la marcia di sottofondo e già con il loro destino intriso negli sguardi. (ultimi 15 min sono da 10)

nolan87  @  03/03/2011 2.41.29
   10 / 10
Probabilmente uno dei film più controversi mai realizzati...a Wild Bunch è stato altrettanto odiata e ammirata su suo rilascio oltre 30 anni fa. Anche oggi...come prova della sua resistenza...è ancora ampiamente dibattuto se Sam Peckinpah fatto un capolavoro o una mostruosità. Personalmente...io sono della convinzione che Peckinpah ha contribuito uno dei migliori film americani del secolo scorso. Oltre al casting grande...stuntwork eccitante...fotografia meravigliosa...commovente dialogo e la prima classe di editing delle sparatorie...questo film sarà sempre considerato come uno dei film più importanti del cinema americano.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  23/01/2011 23.02.01
   8½ / 10
Il western non è certo uno dei generi che prediligo ma per Mucchio Selvaggio e in generale Sam Peckinpah faccio un'eccezione. Film tecnicamente incredibile, che vive su scontri a fuoco epici ed incredibili per la loro realizzazione. Migliaia di pallottole, situazioni caotiche dove tutti e tutto sono il bersaglio. I registi contemporanei dovrebbero imparare come si fa a realizzare una scena d'azione. L'opera come unica pecca, a mio avviso, vive di un ritmo a tratti altalenante, ma è fare le pulci ad un'opera incredibile per forma e contenuti.
Sam Peckinpah, un grande del Cinema.

popoviasproni  @  10/10/2010 8.56.59
   7½ / 10
Trascinante durante le sparatorie un po' meno in altre: si chiacchera troppo e trovo i protagonisti spenti e poco carismatici. Salvo solo Borgnine.
Ho sempre trovato retorico e buonista il ritratto di questi antieroi.
Tecnicamente superlativo.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  12/08/2010 11.39.57
   6 / 10
Western che non mi ha convinto più di tanto da cui, a vedere la media, mi aspettavo di più.

Redlife88  @  08/08/2010 23.43.00
   7 / 10
Western carico di violenza che non conosce eroi nè morale se non l'amicizia di alcuni dei protagonisti..trama intricata e ben sviluppata ma i dialoghi lasciano a desiderare, non c'è un a battuta che sia divertente nè sagace. Belle le scenografie e la sparatoria iniziale. Carino anche se discutabile il finale.

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Gruppo COLLABORATORI elio91  @  17/07/2010 18.59.41
   9½ / 10
Il west secondo Peckinpah è un pugno nello stomaco a tutti gli amanti del western classico,quello costellato da eroi morali che combattono per cause giuste,che difendono i più deboli e che hanno un senso dell'onore. In questo rivoluzionario lavoro del regista tutti i personaggi,specie i principali,non hanno una morale cosiddetta giusta,non combattono per cause più grandi ma solo per denaro,si odiano e non si sopportano tra di loro. Hanno un loro codice d'onore ma è particolare e non votato alla moralità. Sono antieroi per eccellenza,sono uomini.
E il nichilismo autodistruttivo del Mucchio selvaggio tocca vette difficilmente superabili,presenta una trama fascista e maschilista,ovvero tocca l'umanità dietro l'inumanità apparente di tutti i protagonisti di questa pellicola. L'umanità che Peckinpah odiava e amava allo stesso tempo è la stessa che ci mostra senza retorica,senza un briciolo di stucchevolezza. Insomma,in quale western prima di questo si potevano vedere i protagonisti rubare,uccidere e non avere tanti scrupoli? Addirittura uccidere donne,farsi scudo con i loro corpi per proteggersi dalle pallotole,non fregandosene molto dei vecchi e dei bambini. Ma riusciamo a intravederli,ripeto,nella loro umanità proprio per questo. Sono i perdenti per eccellenza,i reietti e per una volta conquisteranno l'onore perdendo per l'ennesima volta,paradossalmente.
Peckinpah,anticonformista sempre di più,riuscì a dare al suo film l'impronta che voleva mettendoci tutto sè stesso,la sua megalomania e i suoi deliri di sangue,la sua bravura registica. La sparatoria iniziale,l'assalto al treno,l'orgia di divertimento,il massacro finale sono cose dirette in maniera tale da stamparsi in testa e non andarsene più,con una raffinatezza e una velocità (frutto di un montaggio velosissimo) che fanno salire la tensione alle stelle.
Più di tutto è impressionante la sanguinosa carneficina finale,lunga e spietata.

Brutto,sporco e cattivo. Imprescindibile e caotico,ha contribuito a cambiare il genere.

Federico  @  05/07/2010 15.31.25
   7½ / 10
letti i commenti devo dire che mi aspettavo qualcosa in più... e credo che questo film mi lascerà poco..


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insomma, per i miei gusti preferisco Leone...

dave89  @  02/06/2010 0.35.31
   8 / 10
più che carino come western ma non eccellente come altri

Tom24  @  23/02/2010 23.55.54
   7½ / 10
Caruccio. Un buon western con i contro*****.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gardner  @  11/02/2010 15.34.30
   10 / 10
Il vertice del cinema wetern post-classico, erroneamente definito crepuscolare. E' in realtà un film classico come quelli di Ford se fosse vissuto in un'altra epoca. Stessa dimensione epica, stessa tensione morale, è il mondo che cambia attorno ai protagonisti. La violenza è tanta ma mai fine a sé stessa, lo slow motion è in realtà l'autopsia di un mondo in decomposizione. Si lascino perdere impossibili e ingiusti iferimenti a Leone. Qui siamo ai vertici del cinema.

5 risposte al commento
Ultima risposta 12/02/2010 12.34.28
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kullaz  @  07/01/2010 22.54.44
   9 / 10
non raggiunge i due capolavori di leone (il buono il brutto...c'era una volta il west)
ma è comunque un film magnifico.

3 risposte al commento
Ultima risposta 10/10/2010 10.28.40
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Gruppo REDAZIONE amterme63  @  29/12/2009 23.20.43
   9 / 10
E' un film molto complesso e difficile da commentare. Comunque non delude e lascia tante impressioni a rincorrersi nella testa. Prima di tutto riesce molto bene a catturare l'interesse e l'emotività dello spettatore. Dalla prima all'ultima scena si seguono con emozione e partecipazione le varie azioni, le sparatorie, gli inseguimenti, le imprese al limite della follia.
Oltre a questo, Il Mucchio Selvaggio è un western che si distingue soprattutto per i risvolti quasi filosofici che percorrono come una sottotraccia tutta la storia. Infatti se lo si guarda con molta attenzione, si scoprono tanti indizi che portano a riflessioni generali.
Lo si nota fin dalla scena iniziale in cui alcuni ragazzini si divertono ad assistere e a provocare la morte di uno scorpione assalito da una miriade di formiche. E' la dimostrazione di come il "male", la parte violenta e sadica dell'uomo, sia in fondo qualcosa di naturale e connaturato, fin dalla tenera infanzia. Quello che può magari essere all'inizio curiosità e divertimento, diventa però ben presto la prassi normale del vivere sociale, o almeno qualcosa di cui si ha normalmente a che fare e che si finisce per imparare.
Le sparatorie di questo film sono sparatorie "sporche", dove si colpisce a casaccio, chi capita, capita, senza riguardo per nessuno. Il concetto viene espresso benissimo dalla tecnica di ripresa. Le inquadrature si susseguono frenetiche, i punti di vista svariano, il tutto diventa una carneficina generale dove si fa fatica a capire lo scopo, dove non esistono i buoni o i cattivi. Addirittura in una scena anche un bambino vi partecipa, ma del resto tutte le sparatorie si svolgono sotto gli occhi dei bambini. Si fa vedere chiaramente come la violenza non sia un puro evento narrativo, ma un evento "naturale" e illogico che marchia indelebilmente il mondo.
Il Mucchio Selvaggio è uno dei primi film americani in cui non si fanno più distinzioni fra azioni pro o contro la legge (quella scritta). E' assolutamente secondario il fatto che gli "eroi" svolgano attività illecite e soprattutto non intacca minimamente la loro statura etica e l'importanza estetica che ricoprono nel film. Anzi salta proprio all'occhio la mancanza di "punizione" o del ristabilimento di un ordine basato su norme civili collettive. Il fatto è che si dà quasi per scontato che la vita sociale e civile non sia altro che una lotta all'ultimo sangue del più forte sul più debole e del piu furbo sul più ********. Del resto il quadro umano ritratto da Peckinpah in questo film è veramente desolante: a parte gli eroi/protagonisti, ci troviamo a che fare con una umanità, un "popolo", degradato, abbrutito, sporco, vizioso e questo indipendentemente che si tratti di Americani o di Messicani.
I pochi borghesi "perbene" pensano solo ai propri affari o si lanciano in ridicole crociate "antivizio". Brillano per assenza le istituzioni (dov'è il classico sceriffo?) e addirittura l'esercito americano viene apertamente dileggiato.
Certo, Sergio Leone aveva spianato la strada con i suoi film in cui grandeggiano gli eroi senza scrupoli, che agiscono al di là del bene e del male. Peckinpah fa però un discorso più generale e approfondito e soprattutto più umano. Gli eroi di Peckinpah non vivono solo per essere i più veloci e i più furbi; si guardano intorno, si guardano dentro e addirittura tentano una specie di "disperato" recupero di valori, da contrapporre al disastro generale.
A prescindere dal perseguimento della ricchezza materiale (dove l'etica non ha in pratica valore), chi è considerato fuorilegge è proprio quello che tiene fortemente a una legge non scritta, a una specie di imperativo categorico, che prevede l'assoluta fedeltà alla parola data (una rigida "onestà" interiore) e al grande valore dell'unione di gruppo e dell'amicizia.
Peckinpah non la fa però così facile. Chi segue queste regole morali deve combattere molto duro per mantenerle. Del resto le figure "etiche" in questo film sono anziane, disilluse, quasi una sopravvivenza del passato. Spesso sono poi sottoposti all'ironia, giusto per renderli più umani e meno eroi alla Sergio Leone. Spunta poi il movente politico (il giovane Angelo), ma anche questo personaggio viene in qualche maniera smontato o smentito.
Alla fine però, grazie al sacrificio, sono proprio i valori di fedeltà al proprio gruppo di appartenza e di profondo attaccamento alla persona amica e/o compagna a essere celebrati e posti a supremo traguardo eroico e nobilitante per una persona. Si tratta di valori individuali e di coscienza, non di attaccamento a norme civili o collettive. Peckinpah quindi non è assolutamente un nichilista, o un distruttore di certezze o punti di riferimento. Afferma l'esistenza di qualcosa per cui serve morire, delle idee da difendere e questo senza però nascondere l'effettiva "inutilità" in una società umana ormai inzuppata di male e violenza.

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anthony  @  06/12/2009 17.39.18
   9 / 10
Stupendo western che incarna in toto la deriva antimitica e barbara della lontana frontiera...
Rappresentazione suprema dell'essenza umana ai suoi gradi più bassi, al minimo del romanticismo e all'esaltazione del prevalente lato umano "non umano" ma in realtà umanissimo dell'uomo.
Sam Peckinpah è un maestro unico, un cineasta con le palle, un cineamatore-autore autentico...

..ringrazio lui e il buon Sergio Leone per avermi permesso di vivere (quasi) in prima persona questa tormenta umana senza fine..questo west che, pur di non morire denigrato e sfiatato, ha smesso di volersi far raccontare; i due maestri l'hanno capito e, infine, l'hanno accontentato! : Sam con Il Mucchio Selvaggio e Sergio con C'era una Volta il West.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  30/11/2009 14.08.55
   10 / 10
"Il mucchio selvaggio" è uno dei film della mia vita, motivo principale per cui lo commento - con titubante disagio lo ammetto - solo adesso.
Un western grandissimo, affresco crepuscolare spietato e nichilista che rinnova i fasti di un genere e diffonde una nuova comunicativa.
Una galleria indimenticabile di amabili carogne (Borgnine su tutti) dello schermo, e alcune sequenze che resteranno per sempre nella storia del cinema.
Assolutamente micidiali, poi, i comprimari, il personaggio del messicano fetente sembra ricalcato dal giapponese di "Il ponte sul fiume Kwai", ma è una mia impressione.
Espressione di un cinema che racconta il barbarismo quotidiano dell'umanità, quello dello zio Sam è una frastornante e incisiva capacità di usare la mdp, trasferendo nell'arte una poetica nuda e cruda

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Ultima risposta 30/11/2009 14.42.54
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mah.non.so.  @  20/11/2009 12.16.02
   9 / 10
Un western diverso dagli altri, come ha commentato qualcuno un western "adulto" che non usa mezzi termini per spiegare quella che era la realtà del tempo, dove però si riesce a trovare ancora del sentimento nobile quale la lealtà tra i compagni, tra il "mucchio".
La violenza mostrata non risparmia gli innocenti, in particolare donne e bambini

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Se non sei furbo non sopravvivi nel vecchio west, anche se a volte si deve fare quello che si deve fare anche a costo della vita.

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Ultima risposta 21/11/2009 09.24.11
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Dr.Orgasmatron  @  18/10/2009 0.58.42
   9½ / 10
Western non convenzionale e fuori dagli schemi. Il miglior prodotto mai realizzato da Sam peckinpah è una manna per gli occhi e riesce ad essere anche una sorta di elegia triste sul tramonto di un'epoca. Fotografato dal superbo Ballard, è costellato da una violenza lancinante. Senza retorica alcuna (vista in troppi film del genere), è uno spietato capolavoro

The BluBus  @  16/10/2009 10.39.09
   9 / 10
Uno dei pochessimi western che regga il confronto con quelli di Leone, sceneggiatura splendida e ottimi dialoghi. Per essere perfetto manda una colonna sonora "alla Morricone".

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Ultima risposta 22/10/2009 09.50.32
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dobel  @  23/08/2009 10.18.15
   10 / 10
La risata finale del vecchio che esprime tutta l'amarezza degli sconfitti dalla vita, tutto il disincanto e l'accettazione della fatalità nonché lo scherno irridente e graffiante di chi sa benissimo che è inutile opporsi al volere degli dèi ma ugualmente si fa carico del proprio fardello sino in fondo, è uno dei momenti più straordinari della storia del cinema. Ricorda da vicino il finale di quell'altro grande capolavoro di John Huston "Il tesoro della Sierra Madre". Ad un certo punto sembra di sentire l'eco falstaffiana "Tutto nel mondo è burla"... Già, il 'Mucchio selvaggio' è un capolavoro di quel calibro.
Qualcuno ha detto che la tragedia deve sempre essere incrinata da un lieve sorriso seppure amaro: quest'opera è intrisa di questo sorriso sino al midollo. Questo senso di venata disperazione spinge i protagonisti a scegliere il proprio destino gettando la vita come si getta qualcosa che ormai si è consumato.

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Ultima risposta 05/09/2009 14.40.47
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Drugo.91  @  17/08/2009 12.59.34
   10 / 10
una pitra miliare del genere western, malinconico e spettacolare, violento e bellissimo, dove si respira epicità nelle sparatorie ma anche nelle parole, nella amicizia dei protagonisti fino al crepuscolare finale..capolavoro intoccabile!

edmond90  @  24/07/2009 14.37.40
   10 / 10
Dopo quelli di Leone e'il western che mi ha colpito di piu per la sua estetica e la visione crepuscolare di un mondo(quello del far west)inevitabilmente destinato al declino.Di questo mondo gli ultimi eroi sono Peckinpah e gli straordinari attori che dirige magistralmente...film rivoluzionario consigliato a tutti i veri amanti del genere

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  20/07/2009 7.42.33
   9 / 10
Western monumentale, che celebra il tramonto d’un genere in maniera cinica, maschia e spietata; ma che nasconde, al contempo, un amaro senso di nostalgia.
La prima scena, simbolica, vede un gruppetto di bambini osservare degli scorpioni mentre vengono divorati dalle formiche. Ma la simbologia finisce lì, e subito ha inizio l’azione. Filmata con uno stile nuovo, magnificamente. Le scene al rallenti (ma non solo quelle) hanno fatto scuola. Comincia un estenuante inseguimento tra due mucchi selvaggi, dove non si capisce se i cattivi sono coloro che fuggono o coloro che rincorrono. Dove le stupende scene d’azione e l’epica sublime di quelle di massa, s’intervallano a chiacchierate notturne davanti al fuoco, a rapidi ricordi, a una visita al villaggio messicano, e ad altre pause altrettanto perfette.
Ma è quando fa la sua comparsa il generale rivoluzionario Mapeche, che il film comincia a svoltare. Egli, con la sua megalomania e la sua spregevolezza, risveglierà nei cuori sbandati dei banditi l’orgoglio, una ragione per combattere, il forte senso di fratellanza verso il compagno torturato.
E in uno dei finali più maestosi e frastornanti e strazianti di sempre, Peckinpah rifiuta il duello tra i due nemici protagonisti; qualcosa fa cambiare i suoi piani: è la crudeltà di quel Mapeche! E' sufficiente uno sguardo d’intesa, e tutto il mucchio è pronto a premere il tasto dell’autodistruzione…

bulldog  @  16/07/2009 1.02.10
   10 / 10
Il migliore in assoluto di Sam.

1 risposta al commento
Ultima risposta 05/09/2009 09.02.28
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Nutless  @  08/07/2009 11.49.25
   9 / 10
Mitico western di Peckinpah, violento, beffardo, indimenticabile. Perfetto dal punto di vista registico, con splendide scenografie (come si conviene per un film di questo genere) e ottimi attori.
Coinvolti nella rivoluzione messicana, i protagonisti rivelano tutto il loro anacronismo morale e sociale. Un topos del genere quale l'inseguimento di una banda da parte dei cacciatori di taglie diventa l'espediente per rendere ancora maggiore la distanza tra il vecchio West (è proprio il caso di dirlo...) e un secolo che corre veloce verso dittature, rivoluzioni, guerre ed ideologie.
Il filo rosso che collega le due epoche non può che essere la violenza; tant'è vero che il film comincia e finisce con una sparatoria.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  03/06/2009 15.09.36
   6½ / 10
Capolavoro no.
Discreto film sì.
Lo zio Peckimpah non è proprio fra i registi che prediligo riguardo al genere western. Devo essere sincero, non mi ha interessato molto questo film, mi è sembrato avere molte lungaggini e pure qualche sciocchezzuola. Ad esempio fanno ridere le battute che dicono i protagonisti nel film? A me no… oppure nella scena in cui

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In ogni caso posso dire che l’inizio e soprattutto il finale sono molto buoni. Anche la regia fa il suo dovere: ottime riprese, attori in parte e montaggio serrato che ha fatto storia.
Comunque non ha l’intensità che ha un qualsiasi film di Leone, e qui non ci piove.

8 risposte al commento
Ultima risposta 08/09/2009 17.38.18
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Dan of the KOB  @  12/03/2009 19.55.59
   9 / 10
Questo film ha segnato il genere a cui appartiene!
Il mucchio selvaggio è un western spietato, crepuscolare e senza speranza, dove però tra tanta crudeltà e cattiveria riescono comunque ad emergere sentimenti come l’amicizia, l’orgoglio ed il coraggio, temi ricorrenti nella filmografia del grande Peckinpah!
Come in quasi tutti i suoi film l’escalation di violenza raggiunge l’apice nell’epico finale! Cast semplicemente fantastico!
Imprescindibile per gli amanti del genere!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gilles  @  10/03/2009 13.06.50
   10 / 10
Come ogni grande classico, è immortale, dice qualcosa di nuovo ogni volta che lo si rivede; è come un cristallo che emana mille sfumature di colori e luci diversi, è opera polifonica al massimo grado, tragica e mitica insieme.

Guy Picciotto  @  24/01/2009 23.02.37
   8½ / 10
Un massacro a ralenti, una sparatoria finale, un'esplosione di violenza e morte per celebrare la fine di un genere e di un mondo. Gli antieroi di Peckinpah si infilano in un'ultima fatale impresa da cavalieri erranti e solitari, vanno incontro alla morte perché forse sono già morti, già superati da una Storia che non regge più la loro morale, non apre più su un mondo di Uomini antichi. E in quel balletto di morte, in quelle inquadrature al ralenti che sembrano moltiplicarsi per partenogenesi, Peckinpah da l'addio forse a un certo mondo e al western classico. Abbiamo cavalcato con questi antieroi per tutto il film, in fuga da una banda assoldata dalla ferrovia che hanno cercato di rapinare e guidata da un vecchio amico del capo del Mucchio selvaggio. Qui i buoni e i cattivi non esistono. E ci è negato anche il confronto finale tra i due contendenti. Il massacro nasce da una deviazione di percorso potremmo dire.
Così Peckinpah toglie al West la sua epica solitaria e sostituisce al duello classico e moralmente rigoroso, un macello indiavolato raccontato da una miriade di inquadrature che si dipartono da ogni punto. Costruendo forse un'altra epica. L'ultima. Un'epica del massacro e della Morte. Per l'uscita di scena di un manipolo di vecchi Uomini, banditi forse ma Uomini veri, c'è solo un'euforia di morte sviscerata in un tripudio di pallottole e polvere e confusione, raccontate da un occhio iperveloce e indiavolato, d’altro canto l’eredità maggiore del macellaio Sam sono i suoi ralenti, come nel bagno di sangue finale coreografato al millimetro, dove si vedono perfino le goccie di sangue più piccole schizzare e le cervella saltare, una dedica speciale di Sam il macellaio al collasso totale del sistema, pima del sogno americano, prima della morte in diretta, prima della sterilità sublimata di questi anni.
Il nichilismo di peckhinpah da un rispetto per la tradizione riecheggia il passato più remoto che ci sia. Ed è logico che in nessun modo possa essere ripreso in mano. Ma va bene così. Non si può chiedere di più a noi figli del niente. Ancora una volta l'interesse di Peckinpah e' rivolto morbosamente tutto e solo allo sfascio,. Gli uomini ormai non combattono per un ideale, ma soltanto per il proprio cinismo e i ed istinto primordiali.

harold  @  08/06/2008 20.42.53
   10 / 10
Western leggendario.Scritto con Walon Green,il regista Sam Peckinpah trae un opera potente,cruda,avvincente.Personaggi splendidamente delineati e
interpretati da un cast oggi purtroppo irripetibile,con gente come Holden;
Borgnine;Ryan;Johnson che dominano la scena con la sola presenza.Diversi
i momenti da ricordare.Lezione di cinema da parte di un maestro indiscusso.
Ovviamente ignorato dall'Academy,a dimostrazione che qualche volta gli Oscar prendono qualche cantonata.Bella colonna sonora.

Invia una mail all'autore del commento DonD  @  26/05/2008 0.42.27
   9 / 10
Film lungo di 2h e 15 minuti che valgono la pena di esser visti totalmente. Molto bello, sia come film in generale che come storia e la durata non annoia.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  19/05/2008 22.24.31
   8½ / 10
potrei definirlo un western "adulto"...ormai dopo tutti questi anni il suddetto genere è stato visto e rivisto in tutte le salse ma stavolta c'è un cambiamento nel mostrare le stesse cose,i temi sono gli stessi ma resi piu scabrosi!
la prima cosa che salta subito all'occhio(dalla prima scena)è l'eccesso di violenza...una crudeltà senza pari dove l'innocente assiste in prima fila!in tutte le scene di "battaglia" sono presenti bambini e donne che non hanno nessun tipo di reazione,assistono inermi alla crudeltà della vita...ma alla fine saranno propro loro a ribellarsi e a cambiare le sorti della storia!
non tutti passaggi del film mi hanno convinto...tipo i frequenti rallenty o alcune scene che avrei tirato via dal risultato finale!
"il mucchio selvaggio" ha gia tutto nel titolo...è un film selvaggio!

Invia una mail all'autore del commento wega  @  19/05/2008 13.32.54
   10 / 10
E' questo il più grande western di tutti i tempi, lo preferisco pure a "Sentieri selvaggi", ed è senz'altro tra i migliori film della storia, ancora sono incredulo con chi, forte di una degna cultura cinematografica, riesca tuttavia a considerare capolavori gli westerns di Leone, e pure superiori, ma per favore!!
"Il mucchio selvaggio" rappresenta la più compatta e matura lezione appresa dal linguaggio cinematografico di Kurosawa, montaggi a ralenti nelle scene d'azione, e perfetto uso funzionale delle riprese a più macchine da presa in contemporanea.
Se "La morte corre sul fiume" è il punto di svolta del genere noir, creando un altro genere -impossibile da classificare- il film di Peckinpah, invece, è il punto di svolta del genere western, ribaltando completamente gli stereotipi ma non sconfinando dal genere stesso.
Le immagini iniziali fungono come una sorta di flashforward, un'anticipazione della missione suicida degli ultimi venti minuti di pellicola: il climax con il montaggio migliore della storia del cinema in assoluto, escludendo i film di Ejzenstejn perchè è la sintassi cinematografica e la produttività delle immagini, a non poter essere paragonate.
Il climax di "Cane di paglia" completerà questo "apologo" del regno animale appunto, sulla difesa del territorio, l'unica differenziazione stà nella scelta della fotografia, surreale per il racconto urbano, naturale, come è giusto che sia, in questo western definitivo per la carriera di zio Sam; ed è proprio la fotografia a firmare senza lasciar più alcun dubbio il capolavoro, veramente sublime, impossibile da descrivere.
Quando si dice un capolavoro da vedere e rivedere.

13 risposte al commento
Ultima risposta 29/11/2008 14.37.40
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earp80  @  03/04/2008 10.21.44
   10 / 10
Il capolavoro di Sam Peckinpah e uno dei più grandi western di sempre.
Tecnicamente ineccepibile, nostalgico, romantico, violento, a metà fra il classico e l'atipico.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  02/04/2008 12.47.30
   7 / 10
Indubbiamente un film girato alla perfezione, con bellissimi primi piani e scene d'azione! Bello il rapporto d'amicizia fra i 'cattivi' così come quello che si respira fra coloro che dovrebbero essere i buoni! Purtroppo qua il giudizio è strettamente personale, ma il western è un genere che non mi ha mai attratto e riesce in alcuni punti anche ad annoiarmi: pure in questo caso il risultato non cambia! Per i miei gusti di gran lunga migliore la trilogia del dollaro!

6 risposte al commento
Ultima risposta 19/05/2008 20.14.29
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Glendhi  @  06/01/2008 20.25.48
   10 / 10
Al di là dell'aspetto tecnico, che rasenta la perfezione sotto TUTTI i punti di vista, un inchino e un'elogio per i primi piani. Si possono riguardare i personaggi dritti negli occhi 10 volte e per 10 volte cogliere aspetti diversi. E' come un flusso di coscienza che si mostra a noi d'impatto, spontaneo, così come deve essere in un film. Anche gli aspetti che di primo achito potrebbero essere difficili da cogliere in realtà senza neanche rendersene conto si colgono, tant'è vero che si arriva alla fine con un sorriso malinconico e qualche lacrima, con quello stato d'animo di chi ha sofferto con i protagonisti, come se fossero a casa nostra. Applausi. Irripetibile.

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AKIRA KUROSAWA  @  22/10/2007 13.18.10
   9 / 10
un bellissimo western del grande peckimpah.... è il suo secondo film che vedo ( dopo cane di paglia)..
questo film ha molto da insegnare, sopratutto per quanro riguarda il montaggio che è praticamente perfetto, piu di 3000 inquadrature ..
attori perfetti per ogni ruolo, bellissima la storia e indimenticabili alcune scene.. fra tutte la rapina iniziale e la carneficina finale..indimenticabile..
nn si puo confrontarlo con giu la testa, sono film diversi, io cmq faccio il paragone che ho fatto tra rocky e toro scatenato: il film di avilden mi ha datto delle emozioni indimenticabili e quindi lo adoro , anche se tecnicamente nn è neanche lontanamente paragonabile a qll di scorsese..
stesso discorso vale per giu la testa e il mucchio selvaggio: il primo mi ha dato delle emozioni immense grazie anche alla bellissima musica, tuttavia il film di peckimpah e totalmente superiore tecnicamente..
cmq un capolavoro..

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Ultima risposta 18/05/2008 20.57.13
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Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  20/09/2007 0.37.59
   8½ / 10
IN QUESTO WESTERN STORICO VIENE RAPPRESENTATA UN'UMANITA' DOVE E' DIFFICILE DISTINGUERE I CATTIVI DAI BUONI, MA DOVE IL SENSO DI SOLIDARIETA' E DI FRATELLANZA TRIONFA ANCHE SE A SCAPITO DELLA VITA STESSA. QUI C'E' LA RISATA PERFETTA.

Steiner  @  28/08/2007 2.45.01
   10 / 10
Questo è il mio primo commento e sono contento di poterlo esprimere per un regista che ha un particolare posto nel mio cuore, il mitico Bloody Sam.
Primo commento e prima volta che ho visto questo grande affresco su un'umanità in cui è difficile distinguere tra buoni e cattivi, dove un filo invisibile connette i destini di tante persone. Ovviamente non commento la maestria di Mr. Peckinpah - è cosa nota - voglio però portare l'attenzione su un valore che il grande regista inserisce nei suoi film: l'amicizia. Che siano pistoleros sbandati o soldati sepolti in trincee fangose, tutti sono solidali e goliardici l'uno con l'altro, come per esempio nel ridere tutt'insieme. Quando durante il film sentivo ridere i protagonisti, ridevo anch'io, era come se quell'amicizia, quel legame lo stessi provando sulla mia pelle. La risata è un marchio di fabbrica di Sam, che sia una reazione ad una catastrofe imminente o simbolo dell'accettazione e condivisione di un pezzo di vita in gruppo, agisce come catalizzatore di emozioni. I film di Sam Peckinpah sono grandi anche per questo, secondo me.

Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  27/08/2007 10.00.32
   6½ / 10
Se da una parte ho apprezzato l’originalità del film di Peckinpah nell’offrirci un western atipico per quei tempi, lontanissimo dall’abituale tematica manichea propria del genere,dall’altra non ne sono rimasta coinvolta. Anzi a tratti mi sono annoiata, pur apprezzando la visione spietata dell’esistenza e dell’uomo tipica del regista, che ho maggiormente amato in “Cane di paglia” però.


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Ultima risposta 27/08/2007 19.25.38
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Invia una mail all'autore del commento BIONDO  @  20/08/2007 10.31.36
   10 / 10
siamo ai massimi livelli...
capolavoro assoluto..
un genere nuovo...
esplosivo...

metafisico  @  09/08/2007 18.52.13
   9½ / 10
film stupendo con un cast eccezionale.
Trama tesa e coivolgente come non mai e adrenalina allo stato puro

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Sanjuro  @  08/08/2007 22.09.16
   3 / 10
Uno dei film più sopravvalutati della storia del cinema, probabilmente assieme ad altri mostri (sacri) intoccabili quali arancia meccanica, apocalypse now, forrest gump e schindler' s list (questi ultimi due davvero patetici nel loro moralismo reganiano). Veniamo al "capolavoro" di Peckinpah; i cattivi non sono veramente cattivi, sono delle macchiette educate che usano termini edulcorati e anti verghiani. Caz.zo hai un bandito ? Fallo parlare come l' ultimo dei figli di XXX, fagli sputare bestemmie, fagli sporcare gli angoli della bocca di tabacco, fagli assumere un' aria unta e perversa. Qui siamo nel presepe western, ci manca anche che spunti un john wayne vestito di fuxia a dire "Hey balordo, figlio di un macaco, qui non puoi fare il cattivo, capito impudente monellino che non zei altro?" Tutto tragicamente edulcorato, zuccherato fino ad un diabete audio video. Sconsigliatissimo

15 risposte al commento
Ultima risposta 30/11/2009 14.01.09
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Giordano Biagio  @  15/06/2007 14.47.09
   8½ / 10
Un film che dopo la trilogia di Leone fa capire che in fatto di violenza si può fare di meglio.

In questo film la violenza non disturba più di tanto perché il racconto non vive solo di truculenza ma di situazioni e intrecci ricchi di normali passioni umane (a differenza dei film di Leoni che sono troppo ieratici).

Film molto scorrevole e straordinario nel montaggio, più di 3500 inquadrature, la ricchezza di queste ultime si nota eccome, mai infatti lo sguardo dello spettatore subisce pause, la sua attenzione visiva è sempre tenuta desta dai numerosi particolari figurativi di ogni sequenza.

Anche la sceneggiatura funziona, nulla è banale in questo film, e il risultato spettacolare lo premia...

giumig  @  18/05/2007 11.23.45
   7½ / 10
Regia magistrale, storia epica, attori magnifici. Unico difetto una certa "pesantezza" che si avverte soprattutto nella parte centrale. Rimane cmq un film da vedere che ha fatto la storia del cinema

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Ultima risposta 18/05/2008 11.52.52
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Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  23/01/2007 14.04.36
   10 / 10
Ma cosa c'è da dire su Peckinpah? le parole lo descrivono in tutta la sua genialità e maestria?
"Il Mucchio Selvaggio" non è un film sul Western ma il Western.
Borgnine e Holden sono una delle coppie migliori della storia del cinema e una delle amicizie migliori.
non solo parla della fine di un epoca iniziata con la violenza, vissuta con la violenza e finita con la violenza, ma è una bella visione personale ma condivisibile di Sam verso il sentimento dell'amicizia.
pessimista verso al rapporto uomo e donna (Cane di Paglia e Getaway!) in quanto troppo fragile (misoginia?), egli punta tutto su questo sentimento inossidabile e forte che porta fino alla morte.

Invia una mail all'autore del commento malocchio  @  18/01/2007 16.14.21
   10 / 10
semplicemente meraviglioso!!il generale messicano è fatto benissimo come personaggio nella sua bastardaggine.un mito

The Monia 84  @  29/12/2006 19.06.50
   10 / 10
Per quanto mi riguarda è il più commovente omaggio al senso dell'amicizia.L'ordalia finale è la catarsi. Quanti "riscatti d'onore"sono maggiormente memorabili di questo iniziato da un sublime "why not ?".
Regia eccezionalmente visionaria, specialmente nelle scene in battaglia, significativo nelle scene più tranquille, che fanno da canto del cigno sul tramonto di un'epoca.
Grande fotografia di Ballard, grandissime interpretazioni di William Holden, Robert Ryan, Ernest Borgnine e Warren Oates.

Gruppo COLLABORATORI antoniuccio  @  09/10/2006 13.58.59
   7 / 10
UN grande film, una grande fama, valori condivisibili, eccellente interpretazione, ma il tutto risulta essere un tantino fiacco, ad un certo punto. Un po' pesante da "digerire". Gusti personali...

1 risposta al commento
Ultima risposta 18/05/2008 11.56.48
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Invia una mail all'autore del commento goat  @  14/09/2006 22.13.02
   10 / 10
la lealtà e l'amicizia di un manipolo di cavalieri,
nel tramonto del mito dell'ovest.
a parte i grandissimi holden e borgnine,ottimo il generale mapache-emilio fernandez.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  10/09/2006 14.07.16
   10 / 10
La lealtà come codice supremo di condotta in un mondo ed un'epoca in cui nulla ha senso nè valore. Capolavoro immortale in cui nulla è ridondante e tutto è funzionale, anche grazie alle superlative interpretazioni dei due protagonisti, il carismatico ed affascinante Holden ed il fedele Borgnine. Perfetta la regia, cruda e disincantata, eccellente la fotografia.

2 risposte al commento
Ultima risposta 10/09/2006 14.20.35
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Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  10/08/2006 23.59.31
   10 / 10
Forse dopo "Ombre rosse" il miglior film della storia del cinema western.
Se Leone anticipa il cinema di Tarantino di diversi anni a sua volta Peckinpah ne getta le basi e le radici.
Infatti i mitici anni '30 di "Ombre rosse", ma anche gli anni '50 di "Sentieri selvaggi" sono ormai passati ed è necessario riscrivere nuove regole per quanto concerne il cinema western.
In questo senso, considerando solo ed esclusivamente i mitici film di Ford e Hawks (che dopotutto sono l'emblema di questo genere), possiamo sostenere senza troppe riserve che Peckinpah dirige, anzi crea, un "anti-western". Ora, se me lo concederete, vi spiegherò anche il perchè. Ormai l'azione non è più ambientata nel mitico West, alias la Monument Valley, bensì nel "caotico" Messico. La vicenda non si svolge durante la guerra di Secessione, ma nei primi anni del '900. Ma sopratutto, l'aspetto caratterizzante del film di Peckinpah è la scelta dell'eroe (o, per meglio dire, degli eroi). Nei classici del genere potevamo identificare questa figura nell'uomo che si batte contro i "cattivi" (solitamente gli indiani). In questo film, invece, l'intera azione viene vissuta da un branco di criminali assassini. Oltretutto possiamo trovare delle scene di inaudita violenza che anticipano già di diversi anni i canoni di realizzazione dei film d'azione.
Ho anche letto dei commenti che evidenziavano il fatto che questo film non appartiene al genere western. A mio modestissimo parere, "Il mucchio selvaggio" appartiene a questo genere anche se, come ho già ampliamente illustrato, è profondamente diverso rispetto ai film di Ford. Dunque credo che sia lecito annotare che questa pellicola altro non è che un evoluzione del genere stesso, nonchè una pietra miliare di ogni epoca.
Sul piano registico bisogna sottolineare lo splendido lavoro compiuto da Peckinpah: la sua regia è quantomai efficace, mostra una tecnica davvero cristallina (ottima e sapiente la scelta di inserire flash-back). Quindi non posso che dire che la storia è assolutamente avvincente e, credo, possa piacere a tutti anche in considerazione del fatto che non bisogna certamente essere dei tecnici per poter godersi questo grando capolavoro.
Imperdibile.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  22/07/2006 14.17.27
   9½ / 10
Non sono per niente appassionata di questo genere, ma a causa di un esame ho dovuto vedere parecchi western, e molti mi hanno annoiata, ma di questo mi sono letteralmente innamorata. Capolavoro

3 risposte al commento
Ultima risposta 15/03/2007 19.37.12
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Epicuro  @  07/06/2006 16.09.11
   10 / 10
È semplicemente MAGNIFICO! Il Mucchio Selvaggio è il degno erede di Ombre Rosse! Indimenticabile la camminata finale girata al "ralenti".....

jmarra  @  24/05/2006 16.11.41
   10 / 10
howard howks disse di questo film "io ne ammazzo due li porto all'obitorio e li seppellisco nel tempo che lui ne uccide uno al rallentatore"
film simbolo del wester crepuscolare assolutamente da vedere e rivedere

quaker  @  30/04/2006 23.17.00
   8 / 10
Il mucchio selvaggio non è un capolavoro (vedere spoiler). Ma è un ottimo film, di grande livello, appunto "da non perdere"; ovviamente consigliatissimo agli amanti del genere western, e comunque a chi è appassionato ai film d'azione e violenza.
Non capisco perchè molti lo vedano come film crepuscolare, anzi è piuttosto epico e per nulla nostalgico.
William Holden è uno dei miei attori preferiti, e qui è perfettamente a suo agio. Anche Robert Ryan è notevole. Tenuto conto che è stato girato quasi quaranata anni or sono, non perde freschezza (anzi Peckinpah è stato evidentemente un maestro per molti). Troppo stereotipati invece certi personaggi minori.

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1 risposta al commento
Ultima risposta 18/05/2008 12.00.50
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tatum  @  13/03/2006 1.47.12
   10 / 10
Inevitabile ripetere i vostri elogi di fronte ad uno dei migliori registi
di tutti i tempi. Ne "Il mucchio Selvaggio" Peckinpah raggiunge il massimo
apice della sua carriera creando un atmosfera di morte e di disperazione mai eguagliata
nel genere. Per non parlare della fotografia e del montaggio. Perfetti.
Capolavoro indiscutibile.

controsenso  @  01/03/2006 16.23.49
   9½ / 10
Film bellissimo e da vedere assolutamente. Western del riflusso e apologia della violenza allo stato puro. Attori bravissimi e scene spettacolari (la sparatoria finale è superlativa!).
Rispetto tutti i giudizi, per carità, ma come si fa a mettergli un 4 non lo capisco!

daniele10  @  12/01/2006 0.55.16
   4 / 10
Vediamo un pò,voglio iniziare dal termine western.
Il termine western deriva da west e cioè ovest e quando si dice farwest si intende esattamente il selvaggio ovest,ma no quello europeo o giapponese o australiano ma quello degli stati uniti d'america, proprio così la conquista del west è un'epoca appartenente esclusivamente agli stati uniti d'america e ad nessun altro paese,ed ovviamente alla parte ovest degli stati uniti non a tutti,esempio "gangs of new york" è ambientato a new york durante il periodo della guerra di successione 1868 quindi in pieno west ma proprio per la collocazione geografica con il west non c'entra niente.
Punto secondo l'epoca del farwest,tutti i storici concordono che la conquista dell'ovest parte dal 1840 al 1900,cioè 60 anni.
Il termine crepuscolare che tutti usate ma evidentemente non sapete cosa significa deriva da crepuscolo,cioè il momento in cui al calar del sole si crea quel momento di chiaroscuro che precede la notte,e nel caso di western ctrepuscolare si intende che siamo quasi alla fine del periodo da noi citato.
Altro punto importante del west sono i temi trattati cioè la corsa all'oro,la costruzione della ferrovia,la lotta per le terre,la guerra di seccessione e la lotta ai pellerossa.
Detto tutto questo spiegatemi cosa a di western un film ambientato in MESSICO,durante la rivoluzione messicana"1910".
Non appena o iniziato a vedere il film, mi sono accorto subito che qualcosa non quadrava dalle armi usate per il periodo in cui si svolgeva il film,fucili a pompa pistole automatiche tipo beretta e via dicendo,per essere un appassionato di west sapevo invece benissimo che le armi usate nel west erano pistole a tamburo colt o remington a sei colpi addirittura non a doppia azione(dovevi prima incriccare il cane altrimenti direttamente con il grilletto non riuscivi a sparare)mentre i fucili erano soprattutto o wincester(tipico fucile usato contro gli indiani con quella specie di maniglia vicino al grilletto con la quale ricaricavi il colpo),o lo spencer(quello usato ne gli spietati da clint eastwood che si carica dal calcio),o la tipica doppietta canne mozze calibro 12 usata un po da tutti(tranne da doc oliday il quale usava una calibro 10(leggermente più grossa)).
Se poi vogliamo parlare delle automobili è risaputo che i primi motori a scoppio vennero dopo il 1900.
In conclusione questo non western non mi ha detto proprio niente e gli ritengo nettamente superiore trattando lo stesso tema e la stessa epoca il giù la testa di sergio leone nettamente superiore.

16 risposte al commento
Ultima risposta 18/05/2008 12.08.46
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bussola  @  28/12/2005 20.27.22
   9 / 10
Un ottimo film: l'azione non scende mai di tono, con un finale spettacolar ed un capolavoro di regia , considerando anche i limitati mezzi tecnici di quel tempo.
Peccato che non sia stato reso su dvd.

maurizio

1 risposta al commento
Ultima risposta 10/01/2006 18.21.12
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Tony Montana  @  09/11/2005 18.29.19
   10 / 10
Il capolavoro del grandissimo Sam Pekinpah.
Western crepuscolare crudo e violento dalla superba regia e dal magistrale montaggio.
Con questo capolavoro Sam Pekinpah e' entrato nell'Olimpo dei grandi registi.

Imperdibile, anche per chi non ama il genere western.

2 risposte al commento
Ultima risposta 30/04/2006 19.55.53
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Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  08/11/2005 10.15.00
   9 / 10
Violento e visionario nelle scene di battaglia, quieto e malinconico in altri momenti.
Un film crepuscolare sulla fine di un’era.
Splendida la fotografia del grande Lucien Ballare, perfetta la sceneggiatura, ma ciò che colpisce maggiormente è la magnifica regia di Peckinpah incredibilmente moderna.
Un capolavoro non solo del genere western e a mio avviso il miglior film di Peckinpah.


gierma  @  03/09/2005 15.15.52
   10 / 10
sono daccordo con tutti gli altri votanti... vorrei solo aggiungere che il mucchio selvaggio insieme a i sette samurai di kurosawa, lotta per il primo posto come miglior film della storia del cinema secondo il mio giudizio.

FortunateSon  @  02/09/2005 11.03.20
   10 / 10
Forse il miglior film di tutti i tempi.
Senza parole.

dr.mabuse  @  14/07/2005 17.27.31
   10 / 10
prostriamoci tutti davanti ad un dei miei 5 film preferiti
e al mio sam, il regista da me amato più di ogni cosa.

in questo film c'è tutto.

neanche welles di quarto potere (di cui non voglio assolutamente intaccare la magnificenza) aveva saputo fare tanto con macchina da presa e montaggio.

assolutamente nel mito il massacro finale.

se lo trovate troppo violento, guardate butch cassidy con paul newman e r. redford di george roy hill. anche quello un ottimo film

benzo24  @  27/05/2005 18.49.02
   10 / 10
marco86  @  14/09/2004 23.49.58
   10 / 10
Film importantissimo sotto ogni punto di vista:innanzitutto perchè è con questo film che nasce il western crepuscolare,che francamente io preferisco a quello classico,sia per la sua qualità tecnica.
La regia,d'altronde di un maestro come Peckinpah,è praticamente perfetta;la sceneggiatura è molto curata,con dei dialoghi davvero memorabili.Ma a far la parte del leone è soprattutto il montaggio,che in alcune scene tocca le vette del sublime.Gli ultimi venti minuti sono una lezione di cinema.

Imperdibile!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  18/04/2004 12.36.15
   10 / 10
Ecco un altro dei film migliori del cinema americano e mondiale. Il mucchio selvaggio è ineguagliabile per lo stile, imitato da chiunque, e storico, perchè con Peckinpah cambiò radicalmente il cinema americano. Il genere western, e cioè il genere americano per eccellenza, il più nobile, morì. Nacque la nuova Hollywood degli anni '70, il western crepuscolare e poi il poliziesco che molto spesso andò a riprendere le caratterische del western classico, spostando l'ambientazione dalle praterie all giungle cittadine.

E' impossibile essere appassionato di cinema e non aver mai visto "il mucchio selvaggio".

Gruppo REDAZIONE maremare  @  01/04/2004 0.30.31
   10 / 10
Film diventato una leggenda.
Diretto da un regista dallo stile particolarissimo e ineguagliabile.


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