il lupo regia di Stefano Calvagna Italia 2007
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il lupo (2007)

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locandina del film IL LUPO

Titolo Originale: IL LUPO

RegiaStefano Calvagna

InterpretiMassimo Bonetti, Enrico Montesano, Antonella Ponziani, Mirco Petrini, Maurizio Mattioli, Stefano Calvagna

Durata: -
NazionalitàItalia 2007
Generedrammatico
Al cinema nel Marzo 2007

•  Altri film di Stefano Calvagna

•  Link al sito di IL LUPO

Trama del film Il lupo

Il film si ispira alla storia di Luciano Liboni, latitante ucciso in un conflitto a fuoco con i carabinieri. Il protagonista é Franco, un ragazzo timido, la cui adolescenza viene tragicamente segnata dalla morte del padre. Solo la sorella riesce a capirlo fino in fondo e sarà lei insieme ad un amico d'infanzia di Franco ad aiutarlo durante il periodo di latitanza, in seguito all'omicidio di un giovane carabiniere.

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Voto Visitatori:   5,17 / 10 (12 voti)5,17Grafico
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Voti e commenti su Il lupo, 12 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  20/11/2021 17:16:41
   4 / 10
Una vicenda come quella di Luciano Liboni, mai nominato ma la storia è quella, meritava certo un trattamento migliore e gli elementi non mancanvano, considerando che in quel breve lasso di tempo la fuga del Lupo fu al centro di tutti i media nazionali. Il film invece è di una piattezza più unica che rara, scadente nella fotografia e dai dialoghi veramente imbarazzanti, dove il solo Bonetti ed anche la Ponziani si salvano in parte. Personaggi che sono privi di spessore, peraltro recitati male con Montesano sugli scudi in questo caso. Peccato che il suo personaggio del colonello in cerca di vendetta faccia più ridere di altri suoi personaggi comici. Un film pessimo nella sua quasi totalità.

sandrone65  @  22/11/2012 00:38:49
   3 / 10
Delirante filmucolo ispirato ad una storia vera teso a mitizzare le turpi gesta di un mentecatto che, dopo una vita dedita al crimine, arriva a macchiarsi di assassinii insensati. Il film si premura di farci comprendere le "ragioni" del criminale e di porre nella peggior luce possibile le forze dell'ordine, rappresentate da un Montesano inguardabile, impacciato e fuori parte come non si era mai visto. Mattioli, che si limita ad essere se stesso, è leggermente più decente.
Musichette da film western accompagnano la vicenda, insieme ad una agghiacciante canzoncina-tormentone "il lupo nasce dentro e cresce ad ogni scontro dentro l'orgoglio, non farlo prigioniero, per lui la morte è meglio" che ricorda senza troppi sforzi gli stornelli delle Brigate Nere, e condita perfino con gli ululati di un coyote (sic!). Il criminale mentecatto dovrebbe così, nelle intenzioni del regista, diventare una sorta di caricatura di Robin Hood, che fugge sui tetti ed in sella a moto rubate, simbolo di spirito libero, di indipendenza, soprattutto di volontà di non "sottomettersi al sistema".
Il risultato, fatalmente, è solo un ennesimo film pretenzioso, brutto ed inutile.

Invia una mail all'autore del commento INAMOTO89  @  03/06/2012 02:49:25
   7½ / 10
Il voto forse è un po esagerato ma ho deciso di premiare il coraggio di Calvagna nel trattare nel modo meno prevedibile un caso spinoso e al tempo stesso affascinante come quello di Luciano.
Correva l'estate 2004 quando Liboni tentava la fuga nel centro italia , io ero ancora un ragazzino ed ero al mare in provincia di Rimini...ricordo ancora che un mio amico (all epoca anche lui un ragazzino) era terrorizzato dal fatto che IL lupo potesse arrivare li in spiaggia da noi e prenderci in ostaggio...continuava a ripetere '' è matto, non ha niente da perdere...''.
Da quel giorno mi è sempre rimasta impressa la figura di Liboni e col tempo , crescendo, sentendolo nominare nella canzone di Ted Bundy ( lupo solitario) e leggendo qualche notiziola qua e la sul suo passato si è insinuato in me un sentimento contrastante nei suoi confronti che secondo me questo film ricalca alla perfezione :

Se da una parte è innegabile che liboni fosse un disadattato, un pazzo , un criminale e che non potesse fare nessuna fine se non quella che ha fatto cè anche da dire che rappresenta ,per certi versi, un simbolo di ribellione contro la polizia, contro lo stato, contro una societa' che reprime con violenza anzichè riabilitare....sfido chiunque abbia visto questo film a non aver patteggiato per Lucio, a desiderare inutilmente , nonostante il suo destino fosse gia' arcinoto, che si salvasse, che all ultimo tirasse fuori la berta e che aprisse il fuoco sui caramba x tornare in marocco da sua moglie....

Il limite principale della pellicola di Calvagna ( oltre ai limiti tecnici e recitativi ) è proprio quello di aver stravolto troppo la vera storia di Luciano : il film è troppo romanzato e fa apparire Liboni come un ''bravo ragazzo'' che fa quello che fa solo xke' ha tutto il mondo contro ingiustamente !
Lo spettatore è TROPPO in empatia col suo personaggio e nonostante il film mi sia piaciuto questo è un grosso punto a sfavore perchè gli fa perdere credibilita' ( ci credo che poi tanta gente che non ha seguito la cronaca ai tempi ora inneggi a liboni come ad un eroe !).
Ci voleva un regista che descrivesse la storia in modo + asettico : pochi dialoghi , immagini crude e realistiche che avrebbero suscitato confusione nello spettatore marcando la sottile linea che divide uno sbirro da un criminale!
Ripeto, sto film è troppo romanzato e cerca troppo di rendere Liboni un personaggio simpatico : lui non aveva nessuna moglie bona in cinta in marocco, era un uomo SOLO e malato di AIDS , non aveva nulla da perdere , invece qui è circondato da gente amica che lo stima e gli procura armi e passaporti !

Comunque sia dal punto di vista prettamente ludico è un film piacevole, non fedele al reale svolgimento dei fatti ma comunque carino e sul finale ci stava pure per scappare la lacrimuccia :'( ...bellissima la poesia alla fine , oscena la colonna sonora.

giraldiro  @  11/11/2010 02:56:32
   4 / 10
Schifo non mi ha fatto, però non posso dire che sia buon film. E' così evidente la sua mediocrità che è inutile commentarlo, però per una sera (e dico solo una sera) si può vedere; più che altro per curiosità, visto che è ispirato ad una storia vera.

WildHorse  @  01/03/2010 07:13:49
   3 / 10
Brutto e ripetitivo. Recitazione della sorella del lupo inguardabile, e voce inascoltabile. Ugo Francicanava carabiniere? Una cosa inguardabile pur'essa! Montesano inespressivo, non è vero che "meno male che c'è Montesano": ma quando mai, forse è stato il peggio di tutti. La colonna sonora? Pesante, brutta brutta! Ma i film così si fanno? Per tutta la durata sempre sta canzoncina "il lupo nasce dentro...." brutta brutta bruttaaaaa, alternata ad altre musichette stile Far West? Certe volte un po' di silenzio ci sta pure bene eh.
Consiglierei a Calvagna di mettersi a fare fiction, sarebbe un regista perfetto! Una qualsiasi fiction, di qualsiasi genere, è di gran lunga migliore del suo miglior film.

Ah, col cavolo che quella spiaggia è il Marocco. Figurati se un viaggetto se lo facevano per girare una scena di 20 secondi.

Sconsigliatissimo, ma mai quanto "L'uomo spezzato"

ChriS2k  @  15/10/2009 10:04:49
   1 / 10
Iniziamo col dire che il film è fatto male e realizzato male.
Dopo 20 minuti il mio istinto mi diceva di spegnere tutto, ma gli ho dato una possibilità in più, dato che si tratta di un film italiano...
Alla fine mi domando perchè ho buttato via il mio tempo.
Fare un film su uno sbandato, che fa le cose più scomode per la società mi sembra davvero una presa in giro.
Infanzia difficile...problemi...se tutti reagissero così saremmo ancora nel far west.
In sostanza, schifezza di soggetto e film realizzato male.
Da evitare !

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DarkRareMirko  @  30/06/2009 22:46:14
   4½ / 10
Non una perla del trash come qualcuno mi ha detto, ma ad ogni modo un film diretto e realizzato in modo piuttosto dilettantesco, con tocchi grotteschi (non so se voluti oppure no) che stonano di molto col resto.

Il protagonista poi non mi pare sinceramente un gran attore, anche se la presenza di Montesano fà lievitare il tutto.

Insomma, un'occasione mancata per una certa incompetenza di base, ma c'è molto di peggio in giro.

5 risposte al commento
Ultima risposta 16/07/2009 16.53.53
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Invia una mail all'autore del commento Project Pat  @  06/02/2009 14:20:50
   5 / 10
Ma guarda, su quel pazzo scatenato di nome Luciano Liboni, sostenitore della destra più sfrenata, autore prima dell’assassinio di un innocente benzinaio e poi di un povero carabiniere, artefice di innumerevoli furti di opere d’arte e rapine in abitazioni private per tutta Italia al fine del proprio mantenimento, latitante dal 2002, che anche dopo che fu ferito a Circo Massimo pochi anni dopo (nella MIA città) e messo in barella tutto sanguinante scalciava ancora come un forsennato prima di tirare le cuoia, ci hanno fatto un film. Mica lo sapevo.

Su questo rifiuto umano, i bimbiminkia più imbecilli e depensanti hanno ricamato sopra l’immagine (cito testualmente) di “eroe e mito”, “grande ribelle”e “uno di noi”, da compatire e da prendere a esempio. L’ignoranza della gente…volevo vedere se al posto di quel povero carabiniere e altri c’eravate voi. Puah. Stefano Calvagna non sarà mica uno di questi merd.o.$i bimbiminkia??

Sto film ci spaccia uno che a quest’ora sta marcendo tra le fiamme dell’Inferno come un povero disgraziato vittima della società (quando è stato esattamente il contrario),...

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Non so quale sia stato il passato del “mitico” Liboni, di lui so solo che è nato a Montefalco e che faceva inizialmente il falegname; ma anche volendo passar sopra a tutto questo, recitazione e regia son proprio tristi….Montesano, specialmente, è pessimo e non centra nulla col resto del cast. Mica per niente sto film è passato inosservato e son piovute su di esso innumerevoli critiche, dal momento che sembra quasi un inno a Liboni (o Scattoni…mah). Calvagna qua ci ha fin troppo preso per il ****, dai. Già il voto che ho dato è abbastanza stiracchiato.

everyray  @  27/11/2008 17:54:58
   6½ / 10
Film sulla storia di Liboni,trattata in maniera molto particolare,ma assolutamente priva di qualsiasi tipo di sentimento e per chi guardasse il film senza conoscere la vera storia di Luciano Liboni detto "il lupo" sarebbe davvero poco chiara come storia e un pochino superficialotta!

phemt  @  18/02/2008 10:21:43
   6½ / 10
Film incentrato sulla figura di Luciano Liboni (detto appunto il lupo) che in una torrida estate di qualche anno fa concentrò su di sé l’attenzione di tutti i media e tenne in scacco l’intera forza di polizia per alcuni giorni… E mentre giravano identikit su identikit e la gente lo vedeva ovunque (in ogni paesino o in ogni anfratto), e mentre i mass media fomentavano il terrore di questo pazzo in giro per Roma armato e pericolosissimo, lui stava tranquillo a girare per il centro di Roma ormai consapevole di non avere scampo né via d’uscita… E in mezzo alla folla morì nella mattina di un mercoledì mentre quella stessa folla (e Roma intera) si stava preparando per il tanto atteso concerto di Simon & Gurfunkel avvenuto poi a pochi metri da dove Liboni ingaggio l’ultima sparatoria con le forze dell’ordine…
Un infanzia difficile, una vita deviata e criminale, un’insoddisfazione di base, una voglia matta di reagire e di lottare che finirà per farlo diventare una sorta di moderno mito di borgata tanto da meritarsi scritte sui muri ed inneggiamenti vari che continuano ancora oggi…
Al tempo tutta la storia ebbe una grande eco per via delle domande che in molti si fecero: “Ma come, fai porcherie tutta la vita e nessuno ti dice niente e ti fanno rubare ed ammazzare come ti pare, poi uccidi una guardia (come dice Bonetti nel film) e ti scatenano contro una caccia grossa come nemmeno nei film o, come direbbe Stallone, una guerra che nemmeno ti immagini?”… E l’occasione è ghiotta per fare una critica verso la società e lo Stato e Calvagna questa opportunità non se la fa scappare affatto, il problema è che è fin troppo evidente come Calvagna tifi e parteggi per Liboni cosa che effettivamente può dar fastidio a qualcuno… Quando si lavora su personaggi del genere spesso capita di finire vittima del loro fascino, ma onestamente nel finale (parecchio romanzato) Calvagna esagera un po’ troppo…
Il regista (che è davvero poco amato sia dalla critica che dal pubblico) si prende qualche libertà narrativa ma si mantiene abbastanza fedele alla vera storia di Liboni, ci prova a tirare fuori un buon film con qualche citazione tecnica ed una narrazione non lineare in cui fa ampio uso di flashback o di sogni… Alcune scelte però lasciano un po’ interdetti (il ritorno dalla sorella e l’eccessiva caratterizzazione di Montesano su tutte) dando l’impressione a volte di trovarsi davanti ad un prodotto con connotazioni più adatte alla tv…
Comunque il film scorre ed è interessante il punto di vista e il percorso che intraprende il regista ma il cast pessimo si fa sentire parecchio… Non sempre convincente Bonetti, male Montesano completamente fuori parte ed imbolsito, imbarazzante (come sempre, per quanto ce la metta tutta) Mattioli che cerca di fare l’attore, male anche la colonna sonora e il cameo del regista in una piccola parte…
Nel complesso un film coraggioso e particolare, quando un regista giovane italiano cerca di uscire dal solito cliché del filmetto d’amore per adolescenti che tanto va di moda ultimamente va premiato… E il film di suo non annoia e si fa tutto sommato guardare e seguire, certo un finale meno “esagerato” avrebbe solo fatto del bene alla pellicola!
Senza infamia e senza particolare lode…

SANDROO  @  08/04/2007 22:04:36
   10 / 10
GRANDE LUCIANO LIBONI...... 6 UN MITO.......

5 risposte al commento
Ultima risposta 06/02/2009 10.37.42
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Marenco  @  29/03/2007 19:31:00
   7 / 10
Che vi posso dire... Come al solito noto un gratuito accanimento su quei pochi italiani che coraggiosamente e miracolosamente riescono a trovare qualche sala in grado di ospitarli. Il maggior difetto di questo film è che fra distretti di polizia, carabinieri 6 e 7 e squadre volanti 8 e 9, la storiella di Luciano Liboni, un latitante che tenne al guinzaglio mezza Roma qualche anno fa, rischia di sembrare una vicenda di finzione.
Il film è ben interpretato da un convincente Massimo Bonetti e da un Enrico Montesano che conferisce molta umanità al suo personaggio. Dovete anche considerare che il film è una produzione indipendente, fatto con pochi mezzi a disposizione (e non è facile, oggi) ma comunque dignitosamente.
Visto a Roma in una sala semivuota al primo spettacolo.
La gente evidentemente era troppo impegnata a vedersi i soldatini fatti al computer di "300".
Se questa è giustizia. Il cinema italiano merita comunque attenzione...

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