il colore della menzogna regia di Claude Chabrol Francia 1998
al cinemain tvanteprimearchiviotrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedchatmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novità NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

il colore della menzogna (1998)

Commenti e Risposte sul film Invita un amico a vedere il film Discutine sul forum Errori in questa scheda? Segnalaceli! Condividi su Facebook

Seleziona un'opzione

locandina del film IL COLORE DELLA MENZOGNA

Titolo Originale: AU CUR DU MENSONGE

RegiaClaude Chabrol

InterpretiValeria Bruni Tedeschi, Sandrine Bonnaire, Jacques Gamblin

Durata: h 1.43
NazionalitàFrancia 1998
Generedrammatico
Al cinema nel Giugno 1998

•  Altri film di Claude Chabrol

Trama del film Il colore della menzogna

Nel villaggio di Saint Malo alcuni bambini trovano il corpo senza vita di Eloise, bambina di dieci anni. Frédérique Lasage, una giovane commissario di polizia comincia le indagini e inizia ad interrogare René, professore di disegno che sembra sia stato l'ultima persona ad aver visto la ragazzina viva. Ben presto le dicerie sul conto di René e della moglie Viviane si sprecano e il loro equilibrio di coppia comincia a vacillare anche a causa di un affascinante scrittore. Una seconda morte violenta paralizza la cittadina.

Sei un blogger? Copia la scheda del film Sei un blogger? Copia la scheda del film

Voto Visitatori:   8,21 / 10 (7 voti)8,21Grafico
vota e commenta il film       invita un amico
Cerca il commento di: Azzera ricerca


Voti e commenti su Il colore della menzogna, 7 opinioni inserite

caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi
  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  06/10/2010 13:22:31
   8 / 10
Un film che è un romanzo. Un intreccio perfetto ambientato in una Bretagna di pescatori, fredda e nebbiosa. Un piccolo paesino dove si sentono voci, pettegolezzi e si notano sguardi inquietanti.
Siamo tutti bugiardi e siamo tutti timorosi.
Chabrol eccezzionale come sempre.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  27/01/2010 11:02:14
   8½ / 10
Altro grande ritratto di un assassino (ma qui presunto, mi correggo: di un sospettato) altro affresco di una globalità di serpi avvelenate e velenose.
Ancora Simenon; ancora un intreccio sobrio e al contempo equivoco; un paesaggio di provincia, pittoresco e nebbioso, alcuni omicidi.
Il pettegolezzo, la diffidenza, il sospetto - sin dentro il rapporto di coppia - i segreti e le confidenze taciute. “Au coeur” della menzogna.

Alle soglie dei settanta, Chabrol non perde il gusto del proprio cinema, del proprio giallo o thriller psicologico, come per Hitchcock, della critica sottile alla società borghese; ma a differenza del maestro britannico rimane quel tocco verace, tutto Nouvelle Vague, ai suoi personaggi.

Si veda per esempio il commissario: una donna sorridente e comune.

Tuonato  @  28/02/2009 00:32:53
   7 / 10
Buon giallo di Chabrol che mette in campo tutti i possibili sentimenti umani nel solito scenario della piccola provincia francese.
Un paio di cose m'hanno fatto storcere il naso...


Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

...di per contro i dialoghi sono splendidi. I film di Chabrol a momenti sono più da ascoltare che da vedere.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  03/07/2008 13:17:08
   8 / 10
Siamo tutti colpevoli, siamo tutti menzogneri.
Chabrol mette in scena il dramma dello stupro e della morte di una bambina nel contesto "angusto" di una realtà di provincia, la quale costituisce il luogo ideale nel quale evidenziare ed esaltare la riflessione che attraversa la sua opera. Dall'efferato omicidio, con cui principia il film, comincia lentamente ad articolarsi un fitta ed intricata rete di bugie che non risparmia nessuno dei soggetti della "mise en scene", ognuno dei quali sembra portato istintivamente ed ineludibilmente a mentire, come se l'impostura costituisse il mezzo necessario ed indefettibile per difendersi dagli altri, ma soprattutto da se stessi e dalla propria “corrotta” natura. Chabrol, dunque, si addentra nel “cuore della menzogna”, presentandocela come elemento consustanziale all’uomo: questi vive non potendo fare a meno di mentire perché la verità, dalla più banale alla più intima e scabrosa, equivale a mettersi a nudo; ma nessuno ha il coraggio di mostrare sé fino in fondo. La stessa ambientazione, rappresentata da un paesaggio ombroso e uggioso, sembra essere il riflesso dell’indeterminatezza e della vaghezza delle relazioni umane, che legano solo superficialmente dei soggetti che, invero, non si conoscono tra loro. Ed infatti, poco alla volta, le verità emergeranno ed a quel punto non resterà altro che prendere atto dell’impossibilità di penetrare la realtà delle cose, e precipuamente l’intima natura delle persone che ci sono vicine, se non attraverso lo “smascheramento” messo in atto (spontaneamente o coercitivamente) da queste stesse: e ciò equivarrà a una “rinascita” del soggetto agli occhi di chi gli sta accanto.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Lot  @  30/01/2006 21:13:22
   8½ / 10
Sembra di stare in un romanzo di simenon... la bretagna e i suoi pescatori, il piccolo villaggio, le voci, gli sguardi, l'inganno, la diffidenza.
Un giallo solido e ambiguo da parte di un regista che, come ho letto da qualche parte tempo fa, diversamente da altri invecchia come il buon vino.

3 risposte al commento
Ultima risposta 31/01/2006 18.14.53
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI antoniuccio  @  30/01/2006 19:59:15
   8½ / 10
Primo film di Chabrol che vedo.
Molto bello. Avvincente, nonostante il ritmo tipico dei film francesi. Bei personaggi, ottima simbologia, bello il legame con l'arte ed il linguaggio tra marito e moglie.
Spero di beccare presto un altro film di Chabrol.
Grazie Lot!

3 risposte al commento
Ultima risposta 30/01/2006 21.03.55
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  21/06/2005 16:30:32
   9 / 10
Come quasi sempre, un grandissimo film di Claude Chabrol, senza dubbio uno dei migliori registi francesi dagli anni '60 ad oggi, e forse il mio preferito.
Come molte pellicole del regista, anche "il colore della menzogna" è un impietoso sguardo sulla provincia francese, fatta da borghesotti ipocriti, che sanno fare solo una cosa, mentire. E' un giallo con delitto, ma al tempo stesso un ritratto amarissimo, in cui nessuno si salva.

Chabrol è un maestro da sempre nel mescolare il thriller alla Hitchcock, con le sue ossessioni. Stilisticamente poi non ha eguali. La fotografia è splendida.
Degli ultimi anni gli ho preferito forse "il fiore del male", che è un po' una summa di tutta la sua carriera. Ma anche questo è davvero un gran film, con una sempre splendida Sandrinne Bonnaire.

  Pagina di 1  

vota e commenta il film       invita un amico

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico


760357 commenti su 25667 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Speciali

Speciale TAKASHI MIIKESpeciale TAKASHI MIIKE
A cura di Tommaso Ghirlanda



Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net