il caimano regia di Nanni Moretti Italia 2006
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il caimano (2006)

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locandina del film IL CAIMANO

Titolo Originale: IL CAIMANO

RegiaNanni Moretti

InterpretiSilvio Orlando, Margherita Buy, Jasmine Trinca, Michele Placido, Giuliano Montaldo, Antonio Luigi Grimaldi, Paolo Sorrentino

Durata: h 1.52
NazionalitàItalia 2006
Generedrammatico
Al cinema nel Marzo 2006

•  Altri film di Nanni Moretti

Trama del film Il caimano

Una giovane regista vuole fare un film su Berlusconi, ma ha un problema: non trova nessun attore disposto a calarsi nei panni del protagonista...

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Voto Visitatori:   6,45 / 10 (172 voti)6,45Grafico
Miglior FilmMigliore regista (Nanni Moretti)Migliore attore protagonista (Silvio Orlando)Migliore produttoreMigliore musicista (Franco Piersanti)Migliore fonico di presa diretta
VINCITORE DI 6 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Miglior Film, Migliore regista (Nanni Moretti), Migliore attore protagonista (Silvio Orlando), Migliore produttore, Migliore musicista (Franco Piersanti), Migliore fonico di presa diretta
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Voti e commenti su Il caimano, 172 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  01/03/2010 16.13.45
   6½ / 10
Non mi ha mai entusiasmato più di tanto. Secondo me Moretti ha fatto di meglio nella sua carriera. Pone riflessioni forti, e ha senza dubbio ha il merito di rappresentare una critica politica forte. Grosso limite, a mio avviso, la ridotta compattezza dell'opera, un poco frammentaria e dispersiva. Per il resto ottimo Orlando.
Peccato che non sia apprezzato in modo bipartisan.

annibalo  @  27/12/2009 15.32.04
   9 / 10
A Napoli durante le ultime puntate della trascorsa campagna “telelettorale”, dopo l’uscita nelle sale italiane dell’ultimo film di Nanni Moretti, Berlusconi, rivolgendosi al pubblico di “Forza Italia” in delirio per il suo profeta, apre il discorso con uno stile da far invidia a Giulio Cesare: ”SONO IO (PAUSA), IL CAIMANO (ECO)”, anche se in seguito dichiarerà, che il film non l’ha visto e che non permetterà mai che ciò accada; forse perché la sua storia, già di per sé si racconta e i registi delle giubbe rosse andrebbero trattati come durante il maccartismo in America, ma qui si esagera senza misura, con troppa facilità e debole spirito satirico e il personaggio non lo consente.Il film di Moretti è invece un disegno geometrico concettuale, con una sceneggiatura curata in ogni dettaglio e una costruzione delle immagini in cui, c’è una meditata ricerca nello studio degli sguardi, che si riflettono in una scenografia- specchio che mostra lo stato d’animo di chi è presente in scena, provocando lo spettatore ad una costante attenzione, tesa ad usare i suoi strumenti interpretativi che molte immagini incitano a dispiegare, per la loro valenza fortemente simbolica.Co- protagonista del defenestrato Presidente del Consiglio è il cinema, che durante il periodo storico attuale rimane afasico, inerme di fronte all’indiscusso pilota e burattinaio dell’immaginario collettivo: il suddetto Silvio Berlusconi. La domanda che questo film pone è: come riuscire a trasporre cinematograficamente la sua storia, la vita di un personaggio che già si narra da solo e contemporaneamente è un teorico, un esperto padrone- regista della sua quotidiana immagine in movimento? Questo è il quesito che Moretti porta in scena, come il nucleo tematico più rilevante, che la realizzazione del film sul Cavaliere. Oramai ogni italiano sa quasi tutto di lui, per questo tale personaggio non può essere contenuto nello schermo perché già si racconta, ha plasmato ogni spettatore che attualmente è innanzitutto televisivo e dopo cinematografico, musicale, teatrale e via discorrendo. L’Italia è stata da 30 anni lobotomizzata, attonita di fronte alla sua immagine catodico- filmica, costituita da ogni classico ingrediente tipico dei film di genere: soldi che calano dal soffitto, corruzione, scalate al potere, riflettori sempre accesi, abbaglianti, per illuminare e accecare con sorrisi larghi da imbalsamare, pronti per l’uso al momento giusto. Non mancano neanche le belle donne, gioielli e smercio di denaro sporco. Il protagonista, emblema dell’italiano medio che ha votato Berlusconi, nella più totale assenza di coscienza critica, è un uomo del cinema, nel caso specifico uno spiantato, in pieno declino, un produttore che ha fatto la sua fortuna con i cosiddetti B-movie, tanto amati da Moretti, che si è divertito ad inventare i titoli e i manifesti dei suoi prodotti filmici di culto come: Maciste contro Freud, con Maciste in piedi che scaglia il lettino verso Freud che sta scappando con il taccuino, oppure I piedi di Laura, Stivaloni porcelloni, Mocassini assassini quest’ultimo con denti di squalo sopra mocassini sformati. La sua crisi è totale, attraversa il viale del tramonto in una disperazione tragi-comica, brancola nel buio, sembra che ogni passo che compie o parola pronunci, velocizzi lo sgretolamento della sua identità, dei suoi valori e della sua voglia di agire. Da vero cieco, accetta di realizzare la proposta di produrre un film sull’inattaccabile Re di Arcore, con una sceneggiatrice esordiente, anzi peggio: non ha mai realizzato nessun lungometraggio e ha un’identità ambigua, politicamente “troppo estremista”.
Pure in questa opera filmica, Moretti non rinuncia al dono dell’ubiquità, che un regista-attore possiede. In una scena a metà film per pochi minuti, Moretti interpreta se stesso, più intento a cantare che ad ascoltare la proposta balorda del produttore e della giovanissima regista, di girare un film su Berlusconi, dando ancora più respiro alla tesi del suo film: Berlusconi è già un film, perché in 30 anni ha creato un’ideologia, grazie al mezzo televisivo che ha reso spettacolo, la vita di ogni italiano, riuscendo sia a destra che a sinistra, a far parlare di sé in maniera continuativa quasi ispirandosi allo star system hollywoodiano, così da conquistarsi una sorta di aurea immortale. Ma nel finale da molti criticato, Moretti ritorna davanti alla macchina da presa, per girare un unico giorno della vita di Berlusconi, quello che potrebbe segnarne la sconfitta almeno morale del personaggio, me nello stesso tempo a restituirgli la sua vera umanità, la sua reale immagine. L’autore-attore lo interpreta in maniera ancor più dura, aggressiva, irresponsabile del ministro Botero, che aveva interpretato nel film di Lucchetti “Il Portaborse”. Qui il regista romano, non voleva imitare Berlusconi come tocca invece, all’inizio del film, a Elio De Capitani, con la sua interpretazione raffinata e graffiante, ma ha cercato di restituire attraverso la sua arte attoriale la parte più torbida, ombrosa del personaggio che a stento si conosce poiché da sempre il nemico non fa vedere le sue carte allo sfidante né tanto meno svela i suoi trucchi. uno dei più feroci alligatori del Rio delle Amazzoni, il suo tipico colore è il nero, la sua lunghezza può essere anche non di tutto rispetto, ma a differenza di questo animale predatore, Berlusconi non accetta quello che è, continuando a lottare con qualunque mezzo per quello che vorrebbe essere; mentre il cinema, con una limpida e chiara analisi del reale, ha i mezzi specifici per spostarsi nello spazio e nel tempo, raccogliendo dentro la pupilla dello spettatore il molteplice e il diverso, quella realtà che non riusciamo ancora, o non riusciamo più a vedere scoprendoci in ciò, emozionati.

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Gui80  @  10/12/2009 14.02.08
   6½ / 10
Non so se questo film avesse raggiunto la sufficienza visto con un occhio meno "politico" del mio. Certo è che, a mio parere, si sarebbe potuto sviluppare in maniera più convincente. Nonostante il mio chiaro schieramento politico, non sono mai riuscito ad apprezzare più di tanto quest'opera...
Questo mi fa pensare.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  05/12/2009 20.22.46
   7 / 10
Un film cosi dichiaramente schierato è normale che abbia pareri cosi discordanti...A me non è dispiaciuto del tutto,a tratti mi ha divertito e in alcuni punti mi ha disgustato...
Certo c'è un po' di confusione e la regia,abbastanza debole,non riesce a sostenere il film e lo spettatore presto si annoia e non importa piu' se "il caimano" si fara' o meno!
In alcuni momenti è la crisi matrimoniale che prende il sopravvento sul tema principale del film per non parlare della scena del pranzo a casa della sceneggiatrice...Il discorso sulle adozioni gay finisce a tarallucci e vino e questo mi ha infastidito non poco abbassando il mio giudizio sull'intera pellicola!
Doveva essere un film che suscitasse molto scalpore e da nanni Moretti ci si aspettava una critica ancora piu' accesa!

Invia una mail all'autore del commento Daniel91  @  22/11/2009 18.22.43
   6 / 10
Concordo con quello già uscito in questa pagina.

fabiov  @  28/10/2009 9.42.30
   3½ / 10
Berlusconismo o anti Berlusconismo a parte, il film in se è brutto. Sicuramente offre qualche spunto di riflessione, ma qualche spunto di riflessione per quasi due ore di film, mi sembra un po' poco.
Moretti secondo me continua ad essere sopravvalutato come regista e ancor di più come attore, la sua prova come interprete è veramente scarsa, ha la stessa attrattiva del mio microonde. Tuttavia per essere un film di Moretti scorre abbastanza velocemente, non certo per le capacità direttive del regista ma per il messaggio forte che tenta di dare.
Inoltre il film si compone di tre storie, una quella della disgregazione della famiglia del produttore, quella delle difficoltà nel produrre il fim sul caimano e uno spaccato della storia del caimano. Tutte a mio parere non vengono sviluppate a sufficienza da intrigare lo spetatore.

gkorps  @  20/09/2009 12.34.37
   8 / 10
Non è il miglior film di Moretti, ma ha un grande pregio: esortare a non mollare al Dittatore.

Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  19/08/2009 16.08.32
   5 / 10
Non è un film che apprezzo, come Moretti non è un regista che apprezzo. Sinceramente lo trovo un prodotto che gira su se stesso, pur con tutta l'ironia possibile. Ideologicamente la concezione di cinema che ha Moretti non è nelle mie corde e, anzi, non l'apprezzo per nulla. Ma gli attori recitano bene e alcune idee sono veramente interessanti. Quindi non boccio completamente l'opera, pur continuando a pensare non sia questo il cinema di cui ha bisogno l'Italia.

memo  @  30/05/2009 16.04.45
   2½ / 10
film assolutamente noioso e privo di carattere.. si capisce lontano un chilometro che è fatto solo per non far votare berlusconi.

poi è assolutamente ridicolo che nel film tutti abbiano paura di fare la parte di berlusconi... ma paura di cosa? che magari dopo berlusconi si vendichi e li uccida? HAHA ma se è una continua presa in giro di berlusconi dappertutto!
vorrebbero far sembrare che il governo di berlusconi sia una dittatura?
se lo scopo era questo di sicuro non ci sono riusciti!

ps. il film stranamente è uscito poco prima delle elezioni.. ,mah!

Gruppo COLLABORATORI The Gaunt  @  01/01/2009 21.54.45
   8 / 10
E' un film che possiede imperfezioni ed ha il difetto fondamentale di mancare della necessaria compattezza. Allo stesso tempo il tono insolitamente cupo che permea la pellicola (non molto usuale in Moretti) e alcuni spunti quasi geniali come il raccontare l'ascesa di Berlusconi alla stessa stregua di un b-movie dalla trama ai limiti della verosimiglianza mi ha positivamente colpito. Non è solo un film su Berlusconi, anzi forse non lo è affatto, ma una riflessione di ciò che è diventato e non deve essere il cinema italiano. La presenza in forma di piccoli e grandi cameo di numerosi registi italiani (sembrava di vedere uno dei vecchi film di John Landis), sembra una chiamata a serrare le fila.

DiReCtOr  @  20/11/2008 19.06.29
   4½ / 10
Tutti sti premi per cosa???
Un film mediocre che si perde in se stesso.
Non valuto il tema... sul quale sono d' accordo, ma valuto l' insieme dell' opera se si può definire tale.
Non si capisce bene se si parla del mondo del cinema e di quanto sia difficile o se si parla del signor berlusconi oppure ancora della crisi familiare del protagonista.
Per non parlare del finale, retorico al massimo... anzi non è un finale, questo è un film in sospeso.
Tutta sta voglia di s*****re sto st**** di berlusconi e poi si affronta il tema in questa maniera???
Unica nota positiva il protagonista, troppo bravo a recitare.
Regia banale e poco curata.
Musiche banali.
Fotografia scadente.
Miglior Film, Migliore regista (Nanni Moretti), Migliore attore protagonista (Silvio Orlando), Migliore produttore, Migliore musicista (Franco Piersanti), Migliore fonico di presa diretta
Beh... forse io ho visto una versione più brutta altrimenti sti premi nn so proprio come giudicarli.
SCONSIGLIATO

Invia una mail all'autore del commento EnglishRain  @  15/10/2008 0.10.48
   5½ / 10
Un pò noiosetto..Silvio Orlando mi è piaciuto come al solito, ma Nanni Moretti è odioso.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Blutarski  @  11/07/2008 23.49.28
   4½ / 10
Che vi aspettavate un Moretti polemico vecchio stile? Un uomo sagace e ironico capace di darci una visione originale di questo nostro assurdo paese? Sono finiti i bei tempi e di intellettuali ce ne sono rimasti pochi, il Caimano non è un film su Berlusconi come preannunciato (che poi ero scettico anche su questa idea non tanto che si potesse fare un film su Berlusconi, ma che il film in questione fosse diretto da Moretti), ma una semplice commediola da quattro soldi, pretenziosa, con una trama ridicola e un'interpretazione triste quanto la faccia di Silvio Orlando.

Tiè Morettone beccati questo bel 4 e mezzo che te lo meriti tutto; ti sei ammosciato, ma che ti è successo? sei diventato tutto quello che odiavi.

Vi lascio con una battuta che suona tanto come un déjà vu:

"Ve lo meritate Nanni Moretti!!!"

sylvio saint  @  02/07/2008 14.30.18
   5 / 10
Un film deludente e noioso diretto da un regista sopravvalutato
solo perchè ha la tessera di un noto partito politico .La noia si percepisce e si
vede dal primo all'ultimo minuto, l'unico lato positivo è che ci dice che
comunque vadano le cose il berlusconismo ha cambiato in
meglio l'Italietta degli anni di piombo e del 68, ridandoci una Italia piu' felice, piu' moderna, piu' casalinga e meno ideologica dei tempi bui in cui dominava una certa sinistra criminale .Bisogna ammettere che il film è un
clamoroso boomerang mostrandoci la triste vita di Silvio Orlando,
produttore e marito fallito. La sua vita meschina e mediocre non sarebbe stata tale se fosse stato berlusconiano e quindi con il senso della famiglia e dell'ottimismo. In definitiva con la sinistra al potere i
problemi psicologici di tanti di noi saranno gli stessi. Non sono loro che ci
renderanno felici ma la voglia di Liberta' che un grande d'Italia ci ha trasmesso in questi 15 indimenticabili anni. Che il Padre Eterno ci conservi il
Caimano per altri 5 anni di buon governo nella Libertà! VAI AVANTI, NON FERMARTI, L'ITALIA INTERA E' CON TE IN QUESTA OPERA
RIFORMATRICE! SEI IL NUOVO PADRE DELLA PATRIA!

11 risposte al commento
Ultima risposta 12/01/2009 16.12.03
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marfsime  @  09/06/2008 16.34.29
   4½ / 10
Delusione totale..mi aspettavo decisamente di meglio..Moretti non ha avuto il pieno coraggio di calcare la mano su questo film che vorrebbe essere di "denuncia" e invettiva contro Berlusconi..ne viene fuori un film ibrido che mostra l'intento di condanna verso Berlusconi stesso ma senza troppa convinzione ne mordente..una via di mezzo insomma..bocciato.

mr orange  @  13/04/2008 16.00.38
   8 / 10
la crisi del cinema italiano raccontata con sfondo la critica a berlusconi.
spazio anche per qualche risata anche se solo la rivisione di b. al parlamento europeo fa ammazzare dalle risate.
si perde nel finale, molto riflessivo. almeno una volta va visto...........

EcceBombo  @  06/02/2008 13.24.03
   8½ / 10
Chi? S.B.?
ahhh sua maestà,sua potenza indiscussa...e a che serve farne un film?!
Usarlo come spunto per descrivere un'Italia che tristemente fa dell'egoismo uno stile di vita da osannare!
Grazie a Moretti,ogni tanto al cinema si va anche a riflettere,e non pensate che si parli dell'innominato per tutto il film,lui(anzi Lui) è solo uno sfondo,una scusa,un contorno(ed è questo che lo farebbe rodere davvero se guardasse il film!!)
Poi i girotondi sono un'altra cosa,quando Nanni si mette dietro la cinepresa dimostra davvero si saper dare del Tu al mezzo Cinema!
Bravo...come sempre...

Vegetable man  @  22/01/2008 10.27.55
   8 / 10
L'ho rivisto e devo dire che mi ha fatto un'impressione molto migliore.
La miscela di vicenda pubblica e privata, delle diverse tematiche (il cinema, la famiglia, la politica) restituisce un cocktail amaro, ma dal sapore tutto particolare, dove traspaiono la rassegnazione ma anche intenti satirici.
Il risultato è stranamente riuscito, e la sensazione di incompiuto che accompagna questo film è in definitiva, secondo il sottoscritto, una buona sensazione.
Di livello come sempre la regia e gli interpreti.

gambero  @  18/01/2008 11.20.51
   3 / 10
Che schifo..non l'ho nemmeno visto finire!!disgustoso.

2 risposte al commento
Ultima risposta 12/02/2008 12.38.18
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Satyr  @  02/01/2008 12.58.53
   8½ / 10
La politica sempre al centro della filmografia di Mortetti,in questa pellicola passa decisamente in secondo piano,perche'Il Caimano non e'un film su Berlusconi,ma e'semplicemente la storia di un piccolo unomo in crisi lavorativa e familiare...la figura del "cittadino al di sopra della legge"e'appena abbozzata,la sua forza inquietante preme ai bordi senza mai intralciare il naturale percorso del film.Moretti sceglie come filo conduttore"Bruno"(interpretato da un fantastico Silvio Orlando)produttore di genere scomparso da anni dalla scene e in cerca di riabilitazione:la sceneggiatura propostagli da una giovane ragazza di sinistra,sembra la sua ultima occasione per tornare alla ribalta,ma soldi e stabilita'matrimoniale continuano ad ostacolare il suo lavoro.
E'un film per certi versi autobiografico,ed e'un film sicuramente molto sottovalutato....la regia di Moretti appare semplicemente perfetta,la scelta del cast idem,con l'unica pecca nel personaggio di Jasmine Trinca,attricetta troppo rigida e fuori ruolo per funzionare a dovere;tutto il resto rimane in perfetto equilibrio,politica-cinema e privato corrono in parallelo,per un prodotto dannatamente efficace e intenso.Quello che il regista racconta di Berlusconi e'sotto gli occhi di tutti da almeno un trentennio,ma la cosa che sorprende di piu'e'sicuramente la potenza della messa in scena:per quanto il lato privato della vita di Bruno sovrasti quello politico,la rappresantazione del mafioso numero uno in Italia e'resa in maniera talmente funzionale e coinvolgente,da meritarsi un applauso a scena aperta.Bellissimo e intelligente soprattutto il finale.

Invia una mail all'autore del commento Rusty il Selvag  @  20/11/2007 19.25.35
   8 / 10
Preludio


Noi siamo i figli dei padri ammalati:
aquile al tempo di mutar le piume,
svolazziam muti, attoniti, affamati,
sull'agonia di un nume.

Nebbia remota è lo splendor dell'arca,
e già all'idolo d'or torna l'umano,
e dal vertice sacro il patriarca
s'attende invano;

s'attende invano dalla musa bianca
che abitò venti secoli il Calvario,
e invan l'esausta vergine s'abbranca
ai lembi del Sudario...

Casto poeta che l 'Italia adora,
vegliardo in sante visioni assorto,
tu puoi morir!... Degli antecristi è l'ora!
Cristo è rimorto !

O nemico lettor, canto la Noia,
l'eredità del dubbio e dell'ignoto,
il tuo re, il tuo pontefice, il tuo boia, il tuo cielo,
e il tuo loto !

Canto litane di martire e d'empio;
canto gli amori dei sette peccati
che mi stanno nel cor, come in un tempio,
inginocchiati.

Canto le ebbrezze dei bagni d'azzurro,
e l'Ideale che annega nel fango...
Non irrider, fratello, al mio sussurro,
se qualche volta piango:

giacché più del mio pallido demone,
odio il minio e la maschera al pensiero,
giacché canto una misera canzone,
ma canto il vero!


Emilio Praga

Mizoguchi  @  02/11/2007 16.28.16
   9 / 10
Il Caimano, al contrario di quanto dicono certi fessi che hanno il cervello fritto da troppi squallidi dibattiti televisivi tra politici ignoranti (di cui una gran parte non ha visto neanche il film), non è un film politico o di propaganda e soprattutto non è un film fatto per influenzare le elezioni; ma è un film sull'Italia di oggi e soprattutto sul CINEMA.
Il film è un ritratto molto pessimista della nostra società e in particolare della nostra cultura.
Da un lato abbiamo una crisi di coppia, con il bravissimo Orlando, in crisi sia come padre che come marito, ma allo stesso tempo anche come regista.
Il film se ha qualcosa da denunciare è proprio di quanto sia scesa in basso la nostra "italietta" qualunquista, e la questione di berlusconi ne è solo un riflesso e non una causa.
Tra registi in ritiro, vogliosi di disimpegno (lo spassoso cammeo di moretti stesso, in auto), tra vecchie glorie che pur di lavorare scendono a compromessi con squallide produzioni televisive e attori fintamente ricoperti di una patina di intelletualismo e impegno politco che alla fine pensano solo ai soldi e a sedurre qualche giovinetta, Silvio Orlando rappresenta un commovente esponente di chi il cinema lo fa con passione ma che allo stesso tempo non riesce a superare le sue crisi personali.
Il cinema rappresentato è spassoso (vedi gli spezzoni dei vari film del passato) ma è anche intelligentemente nostalgico, è un omaggio al cinema italiano artigianale che fu, fatto con pochi soldi ma grande entusiasmo, che cede impietosamente sotto i colpi di una demolitrice, ma che attraverso l'entusiasmo di una giovane regista che sogna di fare ancora quel cinema, riesce a rivivere nelle sequenze finali (davvero mitiche).
Il personaggio della Trinca è sì un po' irritante e a tratti stereotipato, ma regge benissimo proprio nel suo contrappunto con Orlando, con le sue fisse e i suoi moralismi tipicamente morettiani...

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Ultima risposta 27/12/2007 19.30.55
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Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  24/09/2007 9.10.32
   6½ / 10
FILM DI DENUNCIA SU FATTI GIA' AMPIAMENTE DENUNCIATI. NON SI AGGIUNGE NIENTE DI NUOVO. CERTO, ALCUNE SCENE SONO MOLTO INGEGNOSE (VEDI QUELLA DEI SOLDI CHE PIOVONO DAL CIELO). ORLANDO VERAMENTE BRAVO. IL RUOLO PIU' INTERESSANTE E' QUELLO INTERPRETATO DA PLACIDO.

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Ultima risposta 10/12/2007 22.30.37
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Psyko86  @  23/09/2007 20.22.18
   10 / 10
NON SONO COMUNISTA, MA NON MI SONO MAI SOGNATA DI VOTARE UN CONDANNATO!
UN FILM, CERTO, MA PERSONALMENTE LO ANNOVERO TRA I BUON DOCUMENTARI..... LO CONSIGLIO A TUTTI GLI ITALIANI ILLUSI DAI NOSTRI POLITICI! COSì, TANTO PER FARSI UN'IDEA...... POI, DI SICURO, VISTO UNA VOLTA, NON è UN FILM COSì ECCEZIONALE DA RIVEDERE!!!!!

Jumpy  @  16/09/2007 21.30.16
   6 / 10
Non mi è sembrato molto riuscito, la "storia" del film mi è parsa quasi il pretesto per esporre le varie vicissitudini dei protagonisti, in un modo anche un po' superficiale.

metafisico  @  12/08/2007 18.57.09
   1½ / 10
ormai il 90% dei film italiani sono ideologizzati in modo indegno che condannano a morte il cinema italiano
Questo film ne è la prova provata.

3 risposte al commento
Ultima risposta 27/12/2007 19.31.19
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Gruppo COLLABORATORI Victor  @  07/08/2007 17.05.29
   5½ / 10
Per giudicare "Il Caimano" è prima di tutto necessario lasciare da parte ogni possibile coinvolgimento politico, già perchè il film in questione dalla realizzazione, con tanto di set blindatissimo (l'unica scena resa pubblica era quella di Orlando sul bordo della piscina), fino all'uscita in periodo di campagna elettorale, ha fatto parlare di sè, tanto che in molti, da entrambi gli schieramenti, temevano in una possibile influenza del film sul pubblico o in positivo o in negativo, a causa del suo contenuto antiberlusconiano...ma effettivamente il film non è affatto una critica feroce contro il "Caimano", non ne svela segreti e non ne racconta la vita; ha fatto un lavoro più efficace e corrosivo la Guzzanti con "Viva Zapatero", o altri documentari, ma anche altri film che non avevano la necessità di rendere plateale l'oggetto della propria critica.
"Il Caimano" ha più di un obiettivo: mostrare la vita di questo produttore in crisi, con tanto di satira sociale, il suo difficile rapporto con la moglie, raccontare le difficoltà incontrate nella realizzazione di un film, il problema della censura, ma anche criticare l'operato del cavaliere attraverso gli occhi di una ragazza giovane, ma determinata...ma non ne riesce a realizzare uno, e così resta un'opera povera, che non parla di niente e che può fare affidamento unicamente sulla bravura degli attori protagnisti, Orlando, Buy e Trinca.

addicted  @  03/08/2007 18.29.07
   4 / 10
Moretti è un grandissimo autore: "Sogni d'oro", "Bianca", "La messa è finita" , "Palombella rossa" e "Caro diario" sono a mio parere i migliori film italiani degli ultimi 20 anni. Moretti è un patrimonio del cinema italiano.
Detto questo, devo amaramente constatare che "Il Caimano" è un completo fallimento.
Non si capisce bene che cosa voleva fare. Se voleva fare un film politico ha sbagliato tutto. Non convince, è poco chiaro e soprattutto è TROPPO TENERO. Uno come Berlusconi, con gli armadi pieni di scheletri, poteva essere fatto a pezzi senza problemi, invece l'invettiva è blanda e la messa in scena dell'Italia berlusconiana è molto educorata. Alla fine dei conti "Il Caimano" non ha la cattiveria e la convinzione per essere un buon film politico.
Allora dove vuole andare a parare? Non rimane che considerarlo come il racconto di una crisi coniugale sullo sfondo dell'italia berlusconiana. Se è così il fallimento è ancora peggiore. Il protagonista è il peggior personaggio della filmografia di Moretti. Non suscita nè simpatia, nè compassione. E' solo stucchevole. La storia è priva di mordente. Non funzione nè come rappresentazione del dolore, nè come macchietta.
Che peccato: il primo fiasco di Nanni Moretti!!!
Sono amareggiato.
Speriamo che il nostro amatissimo ritrovi al più presto la sua autentica vena creativa.

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Ultima risposta 03/08/2007 22.53.59
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andrea9002  @  31/07/2007 21.57.35
   9 / 10
NON SONO COMUNISTA
Come premessa mi sembrava dovuta... visto il bel voto, questo Moretti dovrebbe fare anche la pubblicità della nota marca di birra...evviva la sincerità!
Ad essere sinceri si ha l'impressione che il film duri 3 ore perchè il ritmo è piuttosto calmo e riflessivo ma miracolosamente riesce a non annoiare mai (forse perchè emotivamente ci sentiamo tutti un pochino coinvolti).
Lo definirei un film di grande intelligenza indubbiamente, uscito nelle sale 3 giorni prima delle elezioni (poi perse da Berlusconi), il film disegna lentamente ma inesorabilmente un finale truce.
Moretti interpreta il personaggio con una capacità (e una goduria personale) davvero impressionante.
Ma l'intelligenza sta nel parlare di un personaggio in maniera trasversale, a piccoli tratti ma con un crescendo davvero convincente...
Beh non scopro di sicuro l'acqua calda ma il buon Nanni è veramente un grandissimo regista.

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beta789  @  08/07/2007 0.17.56
   10 / 10
Moretti è uno dei pochi in Italia ad essere in grado di raccontare la nostra nazione. Berlusconi è solo uno dei tanti possibili simboli del degrado di un paese che è cambiato antropologicamante. In peggio.
Grande Orlando, struggente e divertente. Un film importantissimo, oltre che bello.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento mkmonti  @  08/06/2007 0.11.02
   10 / 10
Leggendo i commenti,mi è passata la voglia di commentare questo film; si riesce a creare contrapposizione politica anche qui,che tristezza....questo è cinema,il resto non c'entra! Gente che dà 1 per motivi ridicoli,solo per far abbassare il voto,solo perchè è Moretti!Mah,e allora rendo pan per focaccia perchè Moretti è oggi uno dei pochi registi con la R maiuscola che esprime il cinema,anche se il film non è oggettivamnete un capolavoro: quindi 10 e peccato che non posso dare la lode...che paese ridicolo!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  07/06/2007 22.25.34
   8 / 10
Mi rendo conto che per apprezzare il Caimano non votando a sinistra bisogna fare un grande sforzo di obiettività, ciononostante non bisogna nemmeno essere miopi da non notare un cinema F-I-N-A-L-M-E-N-T-E un pò diverso che oltre la politica (Moretti cambia un pò please) pone tanti spunti di riflessione A COMINCIARE DAL CINEMA ITALIANO e dalla situazione sociale del paese.
Questo sforzo di obiettività io non l'ho dovuto fare perchè ho apprezzato subito questo film, in primo luogo i vari parallelismi e uno sviluppo narrativo insolito, innovativo e avvincente, anche il modo con cui la storia di Berlusconi è inserita nell'economia della storia è di impatto notevole.
Come notevole è il finale con grandi spunti di riflessione sociologici, in cui Moretti non fa DENUNCIA ATTENZIONE, sa bene dell'improbabilità delle sue previsione però ne sottolineea la realisticità.
Insomma davvero un film Italiano diverso di un diverso Moretti, che pur continuando a citare un pò troppo se stesso, riesce ad innovarsi

statididiso  @  07/05/2007 18.46.20
   1 / 10
del film non mi convince come è stato scritto e recitato da alcuni attori (tra l'altro fuori ruolo e "sfasati").
personalmente penso che sia uscito in un momento sbagliato e che sia un "pochino" di parte (molti i luoghi comuni ed è stato riportato + di un falso storico). ma questo centra ben poco, perché Moretti, come tutti, ha sicuramente un suo pensiero in merito ed è liberissimo di esporlo (normale che ci "ricami" un pò su).
senza dubbio molte delle cose "dette" sono vere, ma c'è qualcuno che ancora non ne è a conoscenza? io ho un'idea elitaria della politica e, quindi, faccio fatica a comprendere atteggiamenti parziali come quelli che ho potuto "leggere" su questo forum. non credo, xò, sia questa la sede giusta x fare certi tipi di discorsi. qui si parla di cinema, e sono ben altri i film politici da apprezzare, molto + "sottili" e + "pungenti" di questo.
no, non mi è piaciuto. non mi ha "arricchito". non mi ha trasmesso nulla. 2 aggettivi:
INUTILE!!
SCONTATO!! (almeno x me)
VOTO 1!! (il mio voto è globale) L

audiovideopc  @  28/04/2007 21.39.24
   3 / 10
GRAZIE A SKY IERI SERA 27-04, A SORPRESA, ABBIAMO AVUTO MODO DI VEDERE " film " COSì TANTO DISCUSSO, IL CAIMANO: (Diversamente non ci saremo mai sognati di adare a vedere queso film (che già puzzava di sporca politica), in una sala cinematografica....solo gli idioti spederebbero soldi per certi " film "...)
COME DICEVA FANTOZZI IN UN SUO FAMOSO FILM, ANCHE PER QUESTO SI PUO' TRANQUILLAMENTE AFFERMARE CHE : > IL CAIMANO è UNA ****** PAZZESCA <
IMMANCABILE COME UNA ZECCA E COME IN OGNI SUO FILM, LA PRESENZA PENOSA, PER NON DIRE DI
( UNA FACCIA DA CAZ..) NARCISISTA E COSì NAUSEANTE COME nanni moretti, PERSONAGGIO PSEUDO " regista " DOVE HA SEMPRE PREVALSO IL FUMO, EFFETTO SPECIALE INDISPENSABILE PER QUALCUNO CHE HA IL CORAGGIO DI PARLARNE BENE, ESSO FIN'ORA HA PRODOTTO SOLTANTO " film" SPAZZATURA, ESSO HA BISOGNO DELLA POLITICA PER ATTIRARE LA CURIOSITà DI QUALCHE TELESPETTATORE, TUTTI I SUOI FILM COME GIUSTAMENTE DICEVA FIORELLO, SONO DI UNA NOIA MORTALE, COSì COME QUEST' ULTIMO PIENO TRA L'ALTRO DI GRAVI MENZOGNE, E STORIE SU BERLUSCONI DAVVERO FALSE E TRAVISATE, PER CHI SA LA VERA STORIA, TUTTO QUESTO è COMPROVATO DALLA REALTA' DEI FATTI, QUINDI UN CLASSICO DEI COMUNISTI & C., ABILI SOLTANTO A GETTARE GRATUITAMENTE FANGO, POICHE' ESSI SONO ABITUATI A NAVIGARCI DENTRO, IN PRATICA IL GRAN COGL.... DI moretti HA UN CHIODO FISSO PER LA TESTA, L'ODIO PER BERLUSCONI, QUESTO è L'ENNESIMO "film" POLITICO DI MORETTI CON LA STESSA CANTILENA POLITICA INSANA DI SINISTRA , CHE PENA... CHE NOIA.... MA SOPRATTUTTO CHE PALLE..............

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Ultima risposta 05/01/2008 10.10.36
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR julian  @  19/04/2007 15.49.07
   7 / 10
Grandissimo !!! anche se nn amo i film politici.

Blizzardo  @  30/03/2007 20.51.03
   9½ / 10
Invia una mail all'autore del commento finazio  @  07/02/2007 10.16.43
   9 / 10
Qualche buon motivo per vedere il film e per ritenere che Moretti sia stato anche fin troppo tenero col nano di Arcore.

Berlusconi. Candidato premier. Fondatore di Forza Italia. Presidente del Consiglio dei ministri nel 1994 e nel 2001. Il suo nome di compare nelle liste della loggia massonica segreta P2: fascicolo 625, numero di tessera 1816, data di iniziazione 26 gennaio 1978. In un'audizione alla commissione parlamentare sulla P2, Berlusconi ammette di essersi iscritto alla P2 all'inizio del 1978 su invito di Gelli. Conferma la sua iscrizione alla loggia al processo P2, nel novembre 1993.

• Nel settembre 1988, invece, in un processo per diffamazione da lui intentato contro alcuni giornalisti, Berlusconi dichiara al giudice:"Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo che è di poco anteriore allo scandalo". Per questa dichiarazione Berlusconi viene denunciato per falsa testimonianza. Il processo per falsa testimonianza si conclude nel 1990: Berlusconi viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per intervenuta amnistia.

• Berlusconi fu indagato già dal 1983, nell'ambito di un'inchiesta su droga e riciclaggio: la Guardia di finanza aveva posto sotto controllo i suoi telefoni e scritto nel suo rapporto: «è stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo...». L'indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.

• Berlusconi è stato accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di finanza, per ammorbidire i controlli fiscali su quattro delle sue società. In primo grado è stato condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate, senza attenuanti generiche. In appello, la Corte concede le attenuanti generiche: così scatta la prescrizione per tre tangenti. Per la quarta (Telepiù), l'assoluzione è concessa con formula dubitativa, secondo il comma 2 art. 530 cpp. La Cassazione, nell'ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone (dunque le tangenti sono state pagate), ma assolve Berlusconi per non aver commesso il fatto, seppur richiamando l'insufficienza di prove.

• Per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi, passati attraverso la società estera All Iberian, in primo grado è condannato a 2 anni e 4 mesi. In appello, a causa dei tempi lunghi del processo scatta la prescrizione del reato. La Cassazione conferma.

• Berlusconi è rinviato a giudizio per aver falsificato i bilanci Fininvest (processo All Iberian 2). Il dibattimento, dopo molte lungaggini e schermaglie procedurali, è iniziato presso il Tribunale di Milano. Ma Berlusconi ha cambiato la legge sul falso in bilancio: il processo è stato sospeso. Intanto è scattata anche la prescrizione.

• Berlusconi è stato indagato (anche sulla base di una voluminosa consulenza fornita dalla Kpmg) per la rete di 64 società e conti off shore del gruppo Fininvest (Fininvest Group B) che, secondo l'accusa, ha finanziato operazioni "riservate" (ha scalato societý quotate in Borsa, come Standa e Rinascente, senza informare la Consob; ha aggirato le leggi antimonopolio tv in Italia e in Spagna, acquisendo il controllo di Telepiù e Telecinco; ha pagato tangenti a partiti politici, come la stecca record di 21 miliardi di lire data a Craxi attraverso la societý All Iberian). La rete occulta della Finivest-ombra ha spostato, tra il 1989 e il 1996, fondi neri per almeno 2 mila miliardi di lire. Per questo Berlusconi è stato chiamato a rispondere di falso in bilancio. Ma nel 2002 ha cambiato la legge sul falso in bilancio, trasformando i suoi reati in semplici illeciti sanabili con una contravvenzione e soprattutto riducendo i tempi di prescrizione del reato (erano 7 anni, aumentabili fino a 15; sono diventati 4). CosÏ il giudice per le indagini preliminari nel febbraio 2003 ha chiuso l'inchiesta: negando l'assoluzione, poichè Berlusconi e i suoi coimputati (il fratello Paolo, il cugino Giancarlo Foscale, Adriano Galliani, Fedele Confalonieri) non possono dirsi innocenti; ma decidendo di prosciogliere tutti i 25 imputati, poichè il tempo per il processo, secondo la nuova legge, è scaduto. La procura ricorre in Cassazione, che all'inizio di luglio 2003 applica per la prima volta il "lodo Maccanico", decidendo la sospensione del processo per Berlusconi.

• Berlusconi è stato rinviato a giudizio per aver deciso il versamento in nero di una decina di miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, per l'acquisto del calciatore Gianfranco Lentini. Il dibattimento di primo grado si è concluso con la dichiarazione che il reato è prescritto, grazie alla nuova legge di Berlusconi sul falso in bilancio.

• Berlusconi è accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d'acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è stato condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. In appello, assoluzione con formula dubitativa, confermata in Cassazione.

• Berlusconi è accusato di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio per l'acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è assolto dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale. Per i due falsi in bilancio contestati scatta la prescrizione. In appello è confermata l'assoluzione per i due primi reati; è assolto per uno dei due falsi in bilancio, per il secondo si applica l'amnistia.

• Berlusconi è accusato di aver pagato i giudici di Roma per ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice. Il giudice dell'udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso l'archiviazione del caso, con formula dubitativa. La Procura ha fatto ricorso alla Corte d'appello, che nel giugno 2001 ha deciso: per Berlusconi è ipotizzabile il reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti giudiziari; concesse le attenuanti generiche, il reato dunque è prescritto, poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti genriche, scatta dopo 5 anni. Il giudice ha disposto che restino sotto processo i suoi coimputati Cesare Previti, Giovanni Acampora, Attilio Pacifico e Vittorio Metta.

• Berlusconi è accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l'acquisto della Sme. Rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti, Renato Squillante e altri. Il processo di primo grado si è celebrato presso il Tribunale di Milano, dopo che la Cassazione ha respinto la richiesta di spostare il processo a Brescia o a Perugia, per legittimo sospetto reintrodotto per legge nell'ottobre 2002. Un'altra legge, il "lodo Maccanico", votata con urgenza nel giugno 2003, impone la sospensione di tutti i processi a cinque alte cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio. Ma è stata giudicata incostituzionale dalla Corte costituzionale. Il processo è cosÏ ripreso fino alla sentenza: concesse le attenuenti generiche, il reato è prescritto.

• Berlusconi era accusato di aver indotto la Rai, da presidente del Consiglio, a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Giudice dell'udienza preliminare.

• Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l'Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay tv e per ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Giudice dell'udienza preliminare.

• Le procure di Caltanissetta e Firenze indagano da molti anni sui «mandanti a volto coperto» delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano). Le indagini preliminari sull'eventuale ruolo che Berlusconi e Marcello Dell'Utri possono avere avuto in quelle vicende sono state formalmente chiuse con archiviazioni nel 1998 (Firenze) e nel 2002 (Caltanissetta). Continuano però indagini per concorso in strage contro ignoti e i decreti d'archiviazione hanno parole pesanti nei confronti degli ambienti Fininvest.

• La procura di Palermo ha indagato su Berlusconi per mafia: concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco. Nel 1998 l'indagine è stata archiviata per scadenza dei termini massimi concessi per indagare. Indizi sui rapporti di Berlusconi e Dell'Utri con uomini di Cosa nostra continuano a essere segnalati in molte sentenze.

• Berlusconi, Dell'Utri e altri manager Fininvest, responsabili in Spagna dell'emittente Telecinco, sono accusati di frode fiscale per 100 miliardi e violazione della legge antitrust spagnola. Sono ora in attesa di giudizio su richiesta del giudice istruttore anticorruzione di Madrid, Baltasar Garzon Real. Il giudice Garzon ha chiesto di processare Berlusconi in Italia o di poterlo processare in Spagna. Di fatto, il processo è sospeso.

• Berlusconi e altri manager Fininvest sono indagati a Milano per aver prodotto fondi neri e distratto soldi da Mediaset attraverso meccanismi di compravendita di diritti televisivi. L'indagine è in corso, con le accuse, per Berlusconi, di appropriazione indebita aggravata, frode fiscale e falso in bilancio. E' indagato nuovamente anche per corruzione giudiziaria, per aver versato almeno 600 mila dollari a un testimone, il suo avvocato David Mills, perchè addomesticasse le sue dichiarazioni in un paio di processi milanesi a carico dello stesso Berlusconi.

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Ultima risposta 03/08/2007 22.56.51
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Luigi30°  @  30/01/2007 2.07.57
   2½ / 10
Odio i film politici pieni di pregiudizi....

l'unica cosa buona del film è la storia del protagonista, la parte su berlusconi è completamente da cancellare... bleha, alla faccia della costituzione e del fatto che nessuno può esere giudicato colpevole fino a sentenza definitiva...

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Ultima risposta 02/05/2007 11.06.56
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Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  25/01/2007 2.17.29
   7½ / 10
Bel film, in cui la figura di Silvio è solo uno spunto, seppure fondamentale e agghiacciante, per ritrarre "questa misera italietta". in cui si trovano i fondi per i "film in costume", ma non nel senso del proverbio : datemi una maschera e vi dirò la verità.

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Ultima risposta 06/02/2007 18.28.12
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Invia una mail all'autore del commento sb6r  @  19/01/2007 11.18.50
   7 / 10
Destabilizzante, apparentemente innocuo. Moretti invita lo spettatore ad entrare nel film poco alla volta; cerca un approccio delicato, quasi inaspettato. Si segue la storia dimenticandoci pian piano della figura minacciosa (non in questo film) del portatore nano di democrazia (cit.). A sprazzi alterni ricompare il richiamo al centro del film ma con discreta abilità rimane per gran parte del tempo celato da una piacevole commedia all'italiana. Attenzione però: il parallelismo con l'entrata nel "pubblico" di Berlusconi è lampante. Inizialmente sottotono, poche domande e molti dubbi per arrivare all'inevitabile climax di esaltazione e delirio. La prepotenza dell'uomo di Arcore arriva in pieno viso come un *****tto di Bud Spencer: goffo, impacciato ma micidiale. E come un forte colpo, destabilizza la comprensione del film, fin'ora focalizzata dalla storia in primo piano. Non si limita però a stordire lo spettatore, va oltre e prevarica lo scorrere della storia: la forza. Come nel reale, e qui prosegue la similitudine, Silvio accentra l'attenzione su di sé, consegna i suoi problemi nelle mani degli italiani e delegittima, con la furbizia demagogica che lo contraddistingue, la magistratura. Ecco svelarsi la figura del Caimano, vorace e senza scrupoli.

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Ultima risposta 04/06/2007 10.35.52
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  17/01/2007 12.51.13
   7½ / 10
Buon film di Moretti che dopo anni ha forse finalmente capito che il vero nemico del popolo italiano non è Berlusconi ma il popolo italiano se medesimo (almeno dalla scena finale). Di Silvio Orlando però detto tra noi non se ne può più. Si scegliesse un altro alter ego.

giuspetto  @  15/01/2007 14.30.40
   8 / 10
ho visto il film solo adesso in dvd, e l'ho trovato quasi profetico se visto alla luce del post elezioni del vero "caimano"
la storia personale del produttore, quella della realizzazione del film e la storia vera del caimano sono intrecciate molto bene, ma il film scorre via senza alti. avrei messo 7 ma aggiungo un punticino per bilanciare molti commenti insulsi che, in realtà, mi aspettavo di trovare...
silvio orlando bravissimo e anche la buy mi è piaciuta. bella la colonna sonora

frangipani79  @  12/01/2007 12.03.12
   1 / 10
Pessimo esempio di cinema-verità. Un film basato sul più becero e squallido nulla, valvola di sfogo per gli elettori di centrosinistra e il loro anti-berlusconismo viscerale. Moretti dice di parlare dell'Italia "di oggi" e non esattamente di Berlusconi, però poi gli attribuisce 30 anni di lavaggio del cervello con le sue trasmissioni ed i suoi film, come se per 30 anni noi non avessimo fatto altro che guardare trasmissioni TV e filmetti natalizi che ci hanno portato a votare lui (19 milioni di persone su 38 brainwashed ? sì certo, e mia nonna era un'astronauta !). Moretti ha arrecato un tremendo danno all'Italia con questo e con quasi tutti i suoi film (eccetto forse "La Stanza del figlio"), dipingendo una realtà che non esiste e facendola conoscere anche all'estero. Idem per la Guzzanti. Insulta sistematicamente 19 milioni di persone (adesso molte di più) che conoscono la realtà dei fatti molto di più di chi fa lo snob dichiarandosi un intellettuale di sinistra, non rispondendo neppure alle domande dei giornalisti se esse sono un po' banali (quando mai ne fanno di originali ?).

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Ultima risposta 05/01/2008 10.18.02
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Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento cash  @  27/12/2006 12.36.27
   8½ / 10
Per assaporare in pieno il caimano bispogna compiere un'opera di notevole astrazione e mandare in prescrizione (pure quelli) tutti i pregiudizi e le aspettative. Mi ricordo innumerevoli recensioni "preventive" al film di moretti; quello che sarebbe dovuto essere, quello che sarà, quello che dovrebbe dire...
IL problema è che il caimano non è un film politico. E'una commedia, in cui si ride parecchio. E il grido disperato del moretti in piazza navona (con questi leader non vinceremo mai) è qui del tutto assente. E meno male, aggiungo io. Questa è una commedia, non un documentario o un film-inchiesta; molti dei miei amici (anche in questo sito) sono pronti a criticare i detrattori del labirinto del fauno ch elo valutano negativamente solo perchè pensavano che fosse un horror invece che un fantasy, ma qui fanno lo stesso errore e non se ne accorgono. Valutano negativamente il caimano perchè non è il film di denuncia che attendevano. E chi se ne frega? Il film è validissimo, bellissimo e vincente sotto tutti i punti di vista. Per quel che mi riguarda è il miglior film italiano dela passata stagione, alla pari con romanzo criminale. MI spiace solo di aver dato retta alle aspettative frustrate e ai pregiudizi dei miei amici; non li avessi ascoltati avrei goduto di questo bel film moloto tempo prima, invece di recitare un ennesimo mea culpa conseguente al fatto di aver sentenziato senta aver visto.

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Ultima risposta 31/12/2006 14.02.05
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tshiamo  @  15/12/2006 11.49.15
   6½ / 10
arg, l'autunno delle emozioni.. m'è qasi venuto il dubbio ke sia stato moretti a non riuscire a fare il film sul berlusclown e non il suo protagonista. mi porta con sè un senso d'incompiutezza, nonostante il cast ke gradisco.

ke trishtezza.. l'immotivata fine del matrimonio, con conseguenze sui figli ke non trovano nè il pezzettino del lego mancante nè gli errori nei compiti, perchè non ce ne sono. e se il pezzettino salta fuori, non va bene, negano la realtà. come spiega moretti attore nello splendido discorso in macchina: un film del genere non potrebbe funzionare perchè agli italiani che l'hanno votato non interessa la realtà, gli altri già la conoscono. tranne poi ripensarc, l'attore girerà il corto finale e il regista moretti girerà "il caimano", dopo i suoi anni d silenzio creativo.

il tradimento dell'amicizia da parte del ruffiano michele placido, il film ke non si gira x mancanza di soldi, la disperazoine del regista orlando, la cui vita fa acqua anke x colpa del caimano.

e poi l'acqua come entra nel film: le piscine del vecchio film, le caravelle del vuoto "il ritorno d colombo" che ottiene al volo i finanziamenti e richiama gli attori, l'acqua bollente ke un vendicatrice maskerata riversa sul critico espertone d turno, la piscina dove l'italia (il regista orlando, al contraro del caimano, non nuota efficacemente) annaspa dietro la germania ke la deride.

l'idealismo acerbo di trinca, alle prese con i compromessi della carenza di budget. buoni alcuni dialoghi. forse necessario, per non dimenticare questa storia d'italia non piacevole da udirsi (e da dirsi?): i figli preferiscono "cataratte", ma rappresentano le generazioni che -a detta di moretti- la televisione di berlusconi ha cambiato nel modo di pensare & d guardare alla realtà OPPURE rappresentano ki cmqe preferisce sentirsi raccontare storie fantastiche?

un passatempo riconoscere montanelli, previti, boccassini e

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Titto  @  14/12/2006 21.52.17
   5 / 10
Un Moretti con poco mordente, quasi rilassato rispetto alla tragadia che ogni cittadino di sinistra ha vissuto negli ultimi anni. Il film non ha un centro ben definito: stiamo parlando di un produttore in crisi o dei soldi sporchi di Berlusconi? Ovviamente entrambi, il produttore in rovina, ma sempre ottimista, rappresenta l'italia di oggi, Berlusconi la sua "cultura" , o meglio la nostra, da oltre 20 anni... e che cultura (preferisco il c.ulo della santarelli anche se quello di lory del santo quando faceva la mig.notta al Drive in non era male. Ma quanti ricordi...grazie Silvio!) Ma l'equilibrio fra le rappresentazioni varia troppo e sembra più dirigersi verso i problemi esclusivamente professionali del protagonista produttore. Mi aspettavo un film diverso, in cui Moretti urlava di tutto e di più verso il nostro tiranno mediatico o "mediasetatico". Non capisco perchè.
Non è un film deciso e sarcastico come moretti ci ha abituati.
Ho anche trovato la visione un pò noiosa.
Peccato
Insufficiente
Ma Moretti è sempre un grande


PS. Quei non-scopatori come questo qui sotto che scrivono solo due parole tipo "Brutto e noioso" dovrebbero rammentare che non siamo nel sito di forza italia, qui si può scrivere un pensierino di oltre 60 caratteri.
L'ignoranza è una grande fortuna, vorrei essere cresciuto ignorante anche io.


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Ultima risposta 12/01/2007 11.28.06
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dade1984  @  10/12/2006 17.13.56
   1 / 10
film inutile ed orribile

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Ultima risposta 05/01/2008 10.20.28
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Tom24  @  18/11/2006 20.18.09
   6 / 10
noioso, banale e scontato...troppi premi x qst pellicola, basata si su un tema molto interessante, ma che poteva essere girata sicuramente meglio
si lascia cmq guardare, la sufficenza per l'iniziativa e il coraggio d moretti...

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Invia una mail all'autore del commento orsetto_bundi  @  23/10/2006 19.05.22
   7 / 10
Invece di fa' gli esercizi di portoghese, 'sto pomeriggio mi so' visto il dvd di 'sto film, ke a suo tempo mi persi (volutamente) al cinema.
Premetto ke non so' un gran fan di Moretti.....e non x motivi politko-ideologici, anzi.......direi ke Moretti in konfronto a me sta proprio a Destra....ehehehehehehheh........ma ammetto ke ho trovato 'sto film abbastanza effikace, anke se non riesce a dare esattamente l'idea di quanto sia viscido,maneggione, skifoso, mafioso, etc il Pelatone di mierda ke ci ha governato- ahinoi- x ben 5 lunghi anni......diciamo ke il buon Nanni si è un po' "limitato"....avrebbe potuto fare moooooooooolto dippiù.....
xò devo ammettere ke rivedendo lo "show" del Nano Malefiko davanti al Parlamento Europeo la voglia di prendere il televisore e di skaraventarlo giù mi è venuta.......ekkome.......maro', ke essere....ke essere.....maro'.....
ma a parte questo si tratta di un film abbastanza karino: idea di "omaggiare" i film di serie B (MACISTE KONTRO FREUD sarebbe stato da vedere !!!!) è a dir poko geniale, eppoi gli attori so' tutti bravi.....senza kontare l'ESAGERATO numero di guest stars ke kompaiono qua e là.........
Insomma.......non il miglior film morettinano, ma cmq....un prodotto kemerita almeno un'okkiata...
e mo' quasi quasi vado a ripassa' portoghese, visto ke domani c'ho il korso alle 8........maro', alle 8.........mi dovrò svegliare all'alba......ke mazzata !!!!!!
kon permesso :-)

Macs  @  20/10/2006 9.22.40
   3 / 10
Film scadente, in cui Moretti non ne azzecca una. La storia "parallela", quella di Bruno Bonomi e sua moglie (qualcuno mi sa dire perchè si separano? Vanno d'amore e d'accordo per tutto il film), è noiosissima e banale. Le scene coi due bambini sono patetiche e a volte addirittura irritanti oltre che melense. Il personaggio di Silvio Orlando è uno schizofrenico paranoico, che esce (completamente) di testa solo perchè ha visto la moglie in compagnia di un tizio al tavolino di un bar. Francamente eccessivo.
La storia del film sul presunto Berlusconi è quanto di più assurdo si possa immaginare, e a dirlo è un anti-berlusconiano convinto come mi ritengo. Le assurdità partono dall'aspetto formale e non risparmiano quello dei contenuti. Anzitutto, non esiste proprio che una ragazzina esordiente che fino a quel momento ha girato appena due cortometraggi di 10 minuti trovi qualcuno che le faccia girare un lungometraggio addirittura su Berlusconi. (per non parlare della scena patetica di Teresa con la sua convivente e la figlia nel passeggino al pranzo di campagna, in cui non si capisce l'isterismo di Teresa: va bene Moretti inscena sempre personaggi nevrotici o con isterismi vari, però c'è un limtie di verosimiglianza che non andrebbe oltrepassato). Inoltre da un intellettuale di sinistra che si spaccia per innovativo e originale, mi sarei aspettato un'analisi del fenomeno-Berlusca molto più approfondita e sottile. Invece si limita a ripetere luoghi comuni, chiacchiere da bar e informazioni che sanno praticamente tutti. Proprio Moretti che critica tanto l'immobilismo culturale (e intellettuale) della sinistra italiana, se ne esce con queste banalità, legittimando in questo modo l'arretratezza culturale che critica nella sinistra stessa. Ma la cosa più inaccettabile è che lo stesso Moretti nel film afferma che non ha senso fare un film su Berlusconi, che tutti sanno già tutto: meta-linguisticamente, condanna in partenza la sua stessa (fallita) operazione elettorale.
Il finale è poi è totalmente insensato, e di nuovo, sia formalmente sia sul piano dei contenuti. Formalmente: non ci sono i soldi per fare il film, e allora si getta quei pochi che si hanno girando un'unica scena? Surreale. Sui contenuti: il faccia a faccia tra Berlusca e la pm dopo la lettura della sentenza è francamente di una retorica esagerata (e quello che dovrebbe essere uno sguardo carico di odio e di sfida nasconde la malcelata voglia di ridere dei due interpreti). La presunta rivolta finale dei cittadini è girata malissimo, il giudice che sembra inciampare sulla scalinata del tribunale è goffissimo, per non parlare del fatto che fuori da quel tribunale, se davvero Moretti voleva inscenare una rivolta, ci andavano molte più comparse.

In conclusione, un film sconsigliato a tutti e di una noia mortale. Chi dà 1 o 10 non ha capito che questo non è un film politico contro Berlusconi - la critica politica alla fine non c'è per niente, e il film è fatto talmente male che certamente ha ottenuto l'effetto opposto alle elezioni: non ha cambiato il parere di chi già voleva votare Berlusconi, anzi ha fatto venire dei dubbi all'elettorato moderato di sinistra.

ps. scusate se qua e là c'è qualche spoiler, ma questo film mi ha fatto veramente inc....

piernelweb  @  29/09/2006 9.40.38
   9 / 10
Nel film non va cercata la notifica delle proprie convinzioni ma piuttosto gli elementi per metterle in discussione"..."I film di Moretti non sono invettive isteriche...Moretti non ci porta mai troppo puntualmente verso qualcosa di definito e definitivo. Ci obbliga a domande... e in questo, quindi, il film è un film politico." Ottimi Orlando e la Buy, grande Nanni!

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  29/09/2006 0.28.50
   6 / 10
L'antiberlusconismo di maniera non mi ha detto niente di nuovo e l'ho trovato anche un pò giornalistico, ripetitivo e banale. Diciamo un Moore più filmico, ma con minor spessore giornalistico.
L'alternanza tra la storia del produttore e del suo film poteva essere sfruttata meglio, ma ci sono degli accenni interessanti qua e la nel film che purtroppo non riesce proprio ad elevarsi completamente. Molto bravo S. Orlando e tutti i comprimari. Curiose le interpretazioni di Montaldo, Placido e tutte le guest star del film.

j1j2j3  @  09/09/2006 19.09.44
   6 / 10
Sottoscrivo il commento di tylerdurden73, peraltro scevro degli evidenti condizionamenti epidermici e politici degli iperbolici e distruttivi 10 e 1 asseganti al film. Va dato atto al regista di essere stato meno lento del solito. Degno di nota Orlando che spicca nel film e brava la Muti. Invece pessima interpretazione della Bui che, per la prima volta messasi in discussione cercando di immedesimarsi in un ruolo non esclusivamente isterico, delude.
Nel complesso un film che non è noioso ma non emoziona, tanto meno nel finale. I 6 David di Donatello screditano l'immagine di questo premio e suscitano forti dubbi sull'imparzialità della giuria. Solo gli oscar hanno valore prestigioso.

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  01/09/2006 15.54.15
   6 / 10
Premesso che ho da svariato tempo abbandonato una vera e propria “fede”politica nauseato dalla maggior parte degli uomini di potere che attualmente rappresentano il nostro paese,premesso che Moretti è un regista che mi piace ma che epidermicamente mi sta antipatico,posso tranquillamente ammettere di aver preso visione del film nella tranquillita’ piu’assoluta senza essere schierato o,peggio,prevenuto in partenza,a differenza di certa critica che ha osannato l’operato del regista pur sapendo benissimo di trovarsi di fronte ad un film di medio valore.
Il risultato a mio avviso è abbondantemente sotto le aspettative,si riduce ad un noioso lungometraggio che mette in luce i vizi della nostra amata “Italietta” arrivista e corrotta,il Berlusca è solo il simbolo di quella sete di potere che attanaglia ogni caimano abilissimo a farsi strada tra le maglie della giustizia e della poltica per ottenere cio’ che desidera.
Il film parte molto bene,con degli spezzoni onirici,che oltre ad essere visivamente molto affascinati denotano le capacita’ inventive del regista,purtroppo a lungo andare la trama si disperde perdendo tono e brio chiudendo con un finale discutibile e tutt’altro che coinvolgente.
Gli attori sono davvero bravi,a cominciare dall’ottimo Orlando ma cio’ che mi rimane dopo la visione è un senso di capolavoro mancato,di occasione perduta…Moretti è bravo a non cadere nel banale e a non realizzare un docu-film di accusa nei confronti di Berlusconi,tanto,come dice Antonio Catania (il dirigente RAI)”a chi vuoi che interessi una storia simile?siamo tutti a conoscenza dei fatti e di come sono andate le cose”.
Moretti non è Micheal Moore fa bene a non lasciarsi invischiare in un film politico,riesce a suo modo a criticare ed attaccare l’operato di Berlusconi,ma cio’ che gli preme maggiormente è sviluppare una trama parallela che possa avvincere lo spettatore,intersecandosi efficacemente con le vicissitudini dell’ex premier,a mio avviso l’alchimia funziona poco e si finisce con l’attendere spasmodicamente la fine di un film velocemente dimenticabile.

2 risposte al commento
Ultima risposta 11/09/2006 09.14.01
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litfiba3  @  30/08/2006 19.36.18
   7½ / 10
un buon film. un Silvio Orlando magmìnifico, bene pure la Buy. Il film è piacevole, fa sorridere. Non approvo pienamente il contenuto, ma ho trascorso comunque una bella serata...
GRAZIE SILVIO

uomosuono  @  21/08/2006 19.31.31
   1 / 10
VOTO : 1 PER IL FILM PIU' BRUTTO MAI REALIZZATO NELLA STORIA DEL CINEMA.
"IL CAIMANO" E' LA CROCE DEFINITIVA CHE CONDANNA IL CINEMA ITALIANO. CHE SCHIFO!!!! TRAMA ASSOLUTAMENTE INESISTENTE CON L'AGGIUNTA DI INQUADRATURE PESSIME E COLONNE SONORE A DIR POCO FUNEBRI. MA CHI CREDE DI ESSERE MORETTI???? UNO CHE SI ALZA LA MATTINA PENSANDO DI APRIRE GLI OCCHI AGLI ITALIANI CREANDO UN FILM ORRENDO????? E' INCREDIBILE COME SI PERMETTA A PELLICOLE DEL GENERE DI ESSERE RIPRODOTTE IN UN CINEMA!!!! EVITATE! EVITATE! EVITATE! EVITATE!

9 risposte al commento
Ultima risposta 28/07/2008 03.26.28
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tartarugo  @  07/08/2006 12.29.46
   1 / 10
vergognoso spot elettorale di Moretti, pieno di falsità su Berlusconi e il governo precedente, solo una storiella inventata e metropolitana, da cestinare !!!!!!

6 risposte al commento
Ultima risposta 06/02/2007 00.37.40
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR amterme63  @  05/08/2006 17.23.37
   8 / 10
Un film che mi ha fatto riflettere e devo dire che mi è piaciuto. Mi ha dato una forte sensazione di pessimismo. Il tema del film è la crisi che affligge la vita quotidiana delle singole persone, lo sfaldarsi degli istituti tradizionali e dei rapporti interpersonali. Dulcis in fundo anche la sfera sociale collettiva, istituzionale è travagliata da crisi e conflitti. Crisi che si manifesta anche nel distacco e nel mancato rapporto fra queste due sfere che procedono parallele quasi incomunicabili, con la sfera della sovrastruttura che alla fine riesce a schiacciare qualunque tentativo che proviene dalle istituzioni di garanzia di difendere i valori di uguaglianza legale (retaggio di un passato in cui anche la persona comune chiedeva e pensava di avere voce nella conduzione politica).
Bruno Bonomo rappresenta proprio l’epigono della generazione degli anni 60/70 che ha voluto farsi guida intellettuale, ma che poi ha dismesso ogni mira rigeneratrice, ha perso qualunque fine etico nel lavoro artistico per ridursi a filmetti sensazionalistici, rincorrendo mode importate (l’accenno al cinema di Tarantino mi è sembrato più una parodia che un omaggio). Ha rinnegato la sua cultura (ha persino votato Berlusconi), entrando in un campo in cui non è preparato e non ha potuto far altro che fallire. Anche l’ultimo rifugio creativo (la vita privata) si risolve in un doloroso fallimento. Berlusconi è inserito nel film come una specie di Bruno parallelo, un alter ego di successo. Lui sì che sa come avere successo, come si deve agire e la condotta da tenere. Ha capito che non serve migliorare la società, che anzi la si deve assecondare nei suoi vizi e difetti per renderla schiava. Il risultato è strabiliante: il potere! Quella cosa a cui gli intellettuali di sinistra hanno vanamente mirato, è caduta come una pera matura nelle sue mani. Ora si tratta di conservarlo e lui sa bene come fare … Eppure non è riuscito a sfondare dappertutto. Nonostante la politica culturale di Italia 1 la maggioranza dei giovani sotto i 23 anni gli ha votato contro, determinando la sua sconfitta. Questi giovani sono rappresentati nel film dalla giovane regista in erba. Sono giovani che hanno le idee chiare, che hanno coraggio ma che soffrono di inesperienza e di paura. Eppure sono gli unici capaci di sfidare a viso aperto il “Caimano”.

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ragno  @  27/06/2006 23.06.00
   10 / 10
10 perche un italia cosi sciatta e povera di valori non si era mai vista. e moretti a modo suo a fatto capire il perche!!! grande moretti,abbiam bisogno di realta non di grattaculi.

5 risposte al commento
Ultima risposta 03/08/2007 22.58.48
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hank  @  27/06/2006 11.48.39
   6½ / 10
Sono un vero appassionato di Moretti, mi piace sempre, anche se devo dire che questo forse è uno dei suoi film peggiori, mi dispiace.
Forse non è così immediato moretti, non tutte le persone hanno la sensibilità per poterlo capire, neanch'io.
Una personalità del genere (forse non se ne rende conto neanche lui), può essere solo al di sopra delle parti.
Berluosconi in Italia, non è destra, non è sinistra, è solamente l'esempio di come si può usare la politica per i propri interessi personali; vuole alzare il livello dello scontro politico per farci credere certe cose, continuando dietro le quinte a fare i suoi affari. Dal film ho capito questo. Tutte cose che comunque già si sanno, solamente la scena finale offre un pò di genialità Morettiana e speriamo vivamente che non sia preveggenza.

kubrick  @  14/06/2006 14.05.06
   8½ / 10
Molto bello! E' un film che fa riflettere, anche se mi sa che non riesce a suscitare dei dubbi a quelli che sostengono berlusconi...la fine è spettacolare: cioè, il film che girano è pari a cataratte, solo che nell'Italia di oggi nn si può che avere come argomento berlusconi per film così bassi.

manu76  @  11/06/2006 19.18.04
   6 / 10
Sinceramente mi aspettavo di meglio.
E' in genere quello ke succede sempre quando si creano troppe aspettative e si fa troppo clamore.
Troppo rumore per nulla....

Shadow  @  11/06/2006 14.28.07
   1 / 10
che noiaaaa! mai visto un film più banale! non fa che riprendere tutto ciò che la sinistra ha detto in questi anni di governo berlusconi.
non sopporto moretti e il suo modo di usare il cinema come propaganda

5 risposte al commento
Ultima risposta 03/08/2007 22.59.41
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viduz11  @  07/06/2006 15.00.47
   10 / 10
da vedere assolutamente!

1 risposta al commento
Ultima risposta 15/01/2007 17.10.11
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enigmista  @  05/06/2006 19.28.32
   7½ / 10
La storia del personaggio interpretato da Silvio Orlando e della sua crisi familiare l'ho considerata molto noiosa, tipica trama di film all'italiana sul divorzio etc.

Spettacolare però l'interpretazione di Nanni Moretti nei panni del Berlusca.

A qualcuno la scena finale non tanto è piaciuta, ma per me andava messa, in quanto rappresenta una realtà esistente (purtroppo), ossia la massa di persone che senza pensare da ragione al "potente" di turno.

Brava anche Jasmine Trinca.

Gruppo COLLABORATORI foxycleo  @  03/06/2006 16.27.23
   8½ / 10
Il film, a mio avviso, è sicuramente da vedere. Vorrei sottolineare, tralasciando la fin troppo commentata parte politica, la delicatezza con cui è narrata la fine di un matrimonio, senza grida nè troppi frastuoni, ma con il semplice silenzio che allontana le persone. Magistrale l'interpretazione di Orlando e Buy. Un film che non verrà dimenticato in fretta.

caligola  @  28/05/2006 2.19.59
   2 / 10
Non sopporto Moretti, non è un regista è solamente un individuo che usa la macchina da presa per fare propaganda, ed il cinema non deve essere propaganda, lo era nel ventennio, non deve esserlo oggi. Non critico la fede di destra o di sinistra, so apprezzare l'intelligenza delle persone indipendentemente da quel che votano, ma io quest'uomo non vedo barlumi di genialità. E' noioso, tedioso, fazioso, monoespressivo e monotematico. E basta con Berlusconi, più se ne parla più rimarrà dov'è.....

17 risposte al commento
Ultima risposta 08/06/2007 00.20.37
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bussola7  @  25/05/2006 22.38.55
   1 / 10
Nanni Moretti o scade sulla politica (trattata in maniera stupida) o sulla eccessiva drammaticità. Ma come ha fatto a diventare un regista? Brutto il film, davvero! Non sono riuscito a finirlo

5 risposte al commento
Ultima risposta 02/05/2007 11.14.06
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lancyx  @  25/05/2006 16.46.29
   3 / 10
film su cui nn si capisce cosa giri intorno alla trama....
se è BERLUSCONI direi che se moretti voleva farne la parodia ne uscita una scadente e poco credibile berclusconi viene descritto come damien in omen il presagio o marlon brando nel padrino....tra il dire che si ispri a fatti reali e dire che ci sia una parvenza di verita è un altra cosa...BERLUSCONI NON é MAI STATO CONDANNATO.....il fuoco tirato da quelli di sinistra che poi si vede nell inquadratura in macchina con berlusconi è ridicolo....direi che questo film piace a chi piace la satira su berlusconi il che non ha niente a che vedere con la politica
se la trama girasse intorno alla relazione tra i due è pessima rientra nei canoni classici della s****ta commedia all italiana padre s****to che viene mollato e le difficolta che si creano dopo la separazione nel mantenere un rapporto coi filgli....non confondiamo il cinema con la politica....meglio un documentario di denuncia attendibile come quello di michael moore piuttosto che una storia basata sui luoghi comuni dei politici e cioè ladri corrotti e truffatori....un film basato sulla figura che ne uscita dai media negli ultimi 5 anni e non su quello che realmente ha fatto....

36 risposte al commento
Ultima risposta 06/02/2007 00.43.25
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polizois  @  23/05/2006 12.29.56
   3 / 10
Caro Moretti, per rappresentare la realtà bisogna prima accettarla.

È buffo vedere quanto possano essere diverse le opinioni sul film di Moretti... Personalmente lo ritengo il peggior film del regista. E per una serie di motivi:
1. il film non aggiunge nulla sul "fenomeno Berlusconi", con il risultato di ripetere cose scritte e dette da altri prima di Moretti;
2. la "sfera privata" del film è a dir poco banale, con il protagonista (Moretti stesso?) che non accetta la fine della storia con la moglie con un atteggiamento da bambino dell'asilo.
3. nel film non esiste un personaggio positivo (Silvio Orlando non ha nessun impennata di orgoglio nel finale come ha scritto qualcuno: far condannare Berlusconi è un atto infantile che rivela solo l’indulgenza verso se stessi) o una qualche minima ipotesi di cambiamento: mi dispiace per Moretti ma la realtà non è solo negativa.
4. L'unico momento geniale e in qualche modo rivelatore del "fenomeno Berlusconi" e conseguemente della direzione che sta prendendo la nostra società è la dichiarazione che Berlusconi (quello vero) fa a proposito dei gioielli che era solito regalare alle mogli dei suoi collaboratori: le parole e il modo col quale vengono dette sono un perfetto esempio di cosa sia Berlusconi realmente: un uomo debole, insicuro, che si è autoconvinto di poter fare qualcosa per gli altri. In quest'ottica è così diverso dal resto degli italiani?
Il film, paradossalmente solo in questo senso, finisce per rappresentare bene “l’Italietta” sempre più popolata di opinionisti televisivi che di intellettuali onesti.
Sembra davvero irresistibile il bisogno di sentirsi parte di un gruppo, di un partito o di una classe culturale. Personalmente non credo che si debba valutare un film sulla base della sua affinità o meno con le proprie idee politiche. Tant è che non amo molto registi - come Moretti - così politicamente dichiarati. Quando si fa questo si perde in libertà e creatività: perchè si finisce per abbracciare un'idea comune come quella che vuole Berlusconi simbolo del male assoluto. E' un'idea che non mi convince: Berlusconi come qualunque essere umano presenta diverse sfaccettature, capace cioè di cose buone e di altre spregevoli. Dipingerlo nella scena finale con l'aria luciferina dimostra che Moretti non ha per nulla compreso la reale natura del personaggio: quella di un uomo che - incapace di stare bene con se stesso - ha un bisogno costante di sentirsi riconosciuto dagli altri. E più questo bisogno è forte, e più risulteranno evidenti le situazioni di alienazione di cui è vittima. Ma vi rendete conto che stiamo parlando di un tipo che gira con i rialzi alle scarpe, col lifting, e col complesso della calvizie?! ...Bè, per Moretti questo è il diavolo, quello "che ci ha cambiato la testa". Caro Moretti, siamo tutti colpevoli del degrado culturale attuale. Bisogna saperlo ammettere, e "non condannare qualcun'altro".

5 risposte al commento
Ultima risposta 28/07/2006 21.31.06
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interpol  @  21/05/2006 19.19.46
   6 / 10
Secondo me il protagonista è Romano Prodi,basta seguire con attenzione la terza sequenza della fase 1 prima dell'uscita di scena del protagonista,è evidente che si cela Romano Prodi,e non Berlusconi.Anche se il dubbio che sia Zapatero è reale.

3 risposte al commento
Ultima risposta 06/02/2007 00.44.53
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rodrigo pepas  @  16/05/2006 11.38.21
   10 / 10
un gran bel film basato su fatti realmente accaduti.
raccomando per gli stessi motivi anche:
- VIVA ZAPATERO
- C'ERA UNA VOLTA SILVIO

p.s. tanto per rendersi conto in che società... vivevamo!

7 risposte al commento
Ultima risposta 06/02/2007 00.46.35
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Invia una mail all'autore del commento Zazzauser  @  14/05/2006 20.43.16
   8 / 10
Mi è parso un bel film, mi ha fatto ridere, mi ha fatto pensare a tutto ciò che Berlusconi ha fatto prima che noi sedicenni nascessimo... mi aspettavo che Nanni Moretti urlasse esplicitamente ai quattro venti i suoi casini, invece ha preferito un po' di sottile ironia e di sarcasmo ed una punta di comicità (lo sfondo di Silvio Orlando regista di film trash italiani è troppo esilarante)...
Sono andato a vederlo solo perchè Moretti mi ispirava e non sono stato deluso (menomale)
Chissà com'è la stanza del figlio!

Diames  @  14/05/2006 15.20.41
   7½ / 10
Lontano dalla perfezione, ma con vari aspetti più che lodevoli (per ex. vedi il finale).
Il film non è propagandistico, semmai sociale. Il vero bersaglio sono gli italiani, se proprio si vuole esprimere un giudizio che esuli dal cinematografico.
Per favore, prima di guardarlo, lasciate da parte l'italiano che c'è in voi... se dovesse vedere "il caimano", potrebbe offendersi e reagire, per difesa, con recensioni talmente negative da risultare ridicole... proprio come gli italiani a cui il film si riferisce.

Ang3lz  @  11/05/2006 23.14.52
   1 / 10
pessimo...come TUTTI i film di nanni moretti

18 risposte al commento
Ultima risposta 05/01/2008 10.31.41
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super zik  @  09/05/2006 19.55.18
   1 / 10
Pessima recitazione.

Film puramente commerciale, per tirare in mezzo l'elettorato di sinistra...

13 risposte al commento
Ultima risposta 05/01/2008 10.32.21
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Cappacicoria  @  09/05/2006 17.49.48
   5½ / 10
Promette molto ma mantiene poco, un po come tutte le cose politicamente impegnate crea dissenzi ma una cosa e certa, un film piuttosto penoso al di la dell impegno politico, che fa di alcune partecipazioni importanti il fulcro del successo che ovviamente non potrà riscuotere, una volta superato il tormentone Silvio da Arcore potrà svolgere benissimo il compito di sottobicchiere.

maen  @  02/05/2006 23.20.50
   1½ / 10
ridicolo...
mezzo punto perche moretti mi fa pena poveretto e magari con questo mezzo punto lo aiuto a ritrovare se stesso e la passione per il cinema...e nn per la propaganda politica!
che film inutile!

15 risposte al commento
Ultima risposta 08/06/2007 00.25.30
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Invia una mail all'autore del commento francescofelli  @  02/05/2006 10.30.34
   7 / 10
rimango un po' basino dinnazi i commenti letti: non è un film politico? non attacca Berlusconi??? Beh, permettetemi di dissentire.
Ma cosa volevate, un documentario sui reati commessi dal buon Silvio? Scaricatelo da internet, ce ne sono molti, anche se le tv si guardano bene dal trasmetterli.
Oppure volevate che Moretti urlasse per tutta la pellicola slogan politici, concludendo con qualcosa tipo..."se vedete me, ridurrò il costo dei pop corn..."?
Queste cose lasciamole al cavaliere. E così lasciamo a Nanni il saper incastonare qua e là, quasi inosservate, le tante nefandezze. Sottovoce, senza urlarle. Perchè, come dice il film ma tanto più le recenti elezioni, chi vuole sapere sa già tutto e chi non vuole sapere...beh, sono gli stessi che poi vedete alla fine della storia, lì fuori al palazzo di giustizia.

Insomma, a mio giudizio, il regista ha qui voluto solo mostrare anzichè dimostrare (per dirla alla Fellini). Ma ciò è quanto mai sufficiente per tinteggiare un periodo storico, illuminato, si fa per dire, dalla figura del Berlusconi, il Sardanapalo del nostro secolo.

1 risposta al commento
Ultima risposta 11/05/2006 15.22.50
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Holly Golightly  @  01/05/2006 15.02.19
   7½ / 10
Moretti regala un ritratto di due Italie che convivono: quella ingenua che tenta di affermarsi e combattere l'ignavia politica e sociale attraverso il personaggio di Jasmine Trinca, tenera, ingenua ma nel contempo dura e decisa; l'Italia disincantata, che tira avanti e preferisce mettere la testa nella sabbia attraverso un superlativo, disperato Silvio Orlando.
Mi aspettavo un'ora e mezzo di feroce retorica antiberlusca e invece sono rimasta piacevolmente stupita: con questo film, mai esagerato, Moretti si mette al di sopra di polemiche e basse ripicche. Che gli si puo' dire?

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