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Oltre mezzo secolo prima di "Memento", un film che ha come co-protagonista la memoria. Una storia di amnesia di un uomo che ha paura di ricordare per paura di scoprire il suo passato. Noir intenso, buio come la mente del protagonista in seguito a un duro colpo subito nella seconda guerra mondiale, voce fuori campo come vuole l'archetipo del genere ed un'ottima sceneggiatura. Del resto Mankiewicz già ha dimostrato in "All about Eve" di saper girare uno script corposo ed articolato, lascio agli utenti che non soffrono di una particolare emicrania l'ingarbugliamento degli ultimi 20 minuti di pellicola. Personalmente l'estetica del film tanto mi basta, di fatto non si può negare, che trattasi di un gran prodotto, riuscito in toto.
Bel Noir diretto dal regista di tanti capolavori come "masquerade", gli insospettabili", eva contro Eva" e "Il fantasma e la signora Muir". Il protagonista si muove di notte tra porti oscuri, locali pieni di corruzione e manicomi alla ricerca del fantomatico Larry Cravat. Non sa niente di niente, come noi spettatori. Solo due indizi e il nome di un fantasma. Mankievicz è un maestro nel costruire tensione, in questo film definito dallo stesso regista come "piccolo gioiello". Rivisto oggi, ci si accorge invece che è stato ingiustamente dimenticato, quasi sottovalutato. Certo è la seconda regia di quello che sarà uno dei registi tra i più geniali, però alcune sequenze non si dimenticano, e poi si capiscono certe influenze e rimandi a questo film in opere + recenti tipo "Memento" o "I soliti sospetti". Kaiser Sose (kevin Speacy) di "I soliti sospetti" è il fantasma che tutti ricercano, ma nessuno ha mai visto e tantomeno nessuno riesce a trovare, esattamente come Larry Cravat nel film di mankievicz.