i 400 colpi regia di Francois Truffaut Francia 1959
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i 400 colpi (1959)

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locandina del film I 400 COLPI

Titolo Originale: LES QUATRE CENTS COUPS

RegiaFrancois Truffaut

InterpretiJean-Pierre Léaud, Claire Maurier, Albert Rémy, Georges Flamant, Patrick Auffray

Durata: h 1.34
NazionalitàFrancia 1959
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 1959

•  Altri film di Francois Truffaut

Trama del film I 400 colpi

Antoine Doinel è un ragazzo solo, indesiderato e incompreso. Per ribellarsi, marina la scuola e commette dei piccoli furti. Quando, con l'amico René sottrae una macchina da scrivere per pagarsi una gita al mare viene arrestato e mandato in un riformatorio.

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Voto Visitatori:   8,75 / 10 (89 voti)8,75Grafico
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Voti e commenti su I 400 colpi, 89 opinioni inserite

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baskettaro00  @  24/01/2012 19.34.34
   8½ / 10
ottimo film estremamente interessante e che fa parecchio riflettere,è molto facile rispecchiarsi con lo sfortunato protagonista ed il finale è stupendo.

Julien  @  17/08/2011 21.47.34
   10 / 10
un film di una bellezza senza tempo, con un finale grandissimo, amaro, ambiguo, profondo, poetico... una fuga verso la libertà, l'amarezza della consapevolezza dei limiti che la vita stessa ci impone.

Goldust  @  17/08/2011 9.24.10
   6 / 10
Personalmente non l'ho trovato così eccezionale come viene descritto, sicuramente è ben diretto ed interpretato ma alla lunga risulta un pò noioso. Ho preferito altri Truffaut.

7219415  @  31/07/2011 19.53.37
   6½ / 10
Mi dispiace abbassare la media così...ma a me non è piaciuto più di tanto...l'ho trovato molto noioso...

dagon  @  19/06/2011 22.02.11
   9 / 10
Splendido esordio di Truffaut, film di enorme impatto che darà impulso alla Nouvelle Vague francese, rompendo i canoni stilistici e narrativi del tempo.
Scena finale da brividi.

guidox  @  01/06/2011 0.31.15
   8½ / 10
potentissimo nel suo realismo, racconta l'adolescenza contestualizzandola meravigliosamente al periodo in cui il film è ambientato.
l'insofferenza, il vortice che in cui il protagonista cade fino al riformatorio...per poi arrivare alla fuga verso il mare.
intenso, ti cattura dall'inizio alla fine.
ottimo classico.

Black Eight  @  31/05/2011 21.11.50
   9 / 10
Veramente un grande film, l'opera che incarna pienamente lo spirito e le idee del suo autore. Si tratta effettivamente di un lavoro molto auto-biografico che racconta la storia di un ragazzo disadattato che sembra non trovare mai pace se non nell'ultima leggendaria corsa verso il mare e verso la libertà. Una storia che talvolta sembra dilungarsi in situazioni ripetitive poco significative, ma che racchiude in se l'esplorazione intimistica di un uomo, raccontato nella sua adolescenza in modo ironico e drammatico, con tutte le sue paure e le sue aspirazioni. Naturalmente regia esemplare e ottima direzione degli attori giovanissimi

momo  @  18/05/2011 23.16.58
   7 / 10
Les quatre cents coups è un film verista di vecchia scuola, uno di quei film che per essere apprezzato appieno deve essere contestualizzato, è un ottimo film descrittivo sia di un età che di un epoca ma non mi ha entusiasmato più di tanto il film, è un susseguirsi di avvenimenti ma sembra che in un certo senso rimanga muto. Alla fine ci troviamo di fronte ad una serie di dati di fatto, riusciamo a trarre delle conclusioni, trovare facilmente i colpevoli, la madre, l'educazione (scuola e riformatorio), René (che è tuttavia anche lui vittima) per noi, che alla fine, della piccola peste siamo ormai esperti, grazie alla vasta produzione cinematografica sul soggetto,diventa quasi scontato. Il finale poetico mal si coniuga con il resto del film è non ho capito come deve essere letto, se come una semplice chiusura poetica, o come una chiusura didascalica sul fatto che Antoniel abbia fatto bene a ribellarsi.

Laisa  @  28/04/2011 2.05.51
   7½ / 10
il migliore della sagra di Antoine Doinel, che non farà che peggiorare in una serie vicina a quella televisiva...

Oskarsson88  @  24/02/2011 19.47.47
   7 / 10
speravo di veder qualcosa di più... non mi ha dato tanto

nolan87  @  22/01/2011 21.50.22
   9½ / 10
Film poco scononosciuto...per me è assolutamente un capolavoro! Il bambino come attore era bravissimo...da vedere!

cassano8555  @  05/12/2010 4.12.32
   10 / 10
il miglior film, a mio avviso, di truffaut, insieme a effetto notte. un bambino incompreso dai genitori finisce col passare come un criminale, così piccolo e pieno di speranze, come quella di vedere per la prima volta il mare..la sola scena finale vale un dieci in pagella!

axel90  @  11/11/2010 10.34.02
   8½ / 10
Maestoso manifesto sull'adolescenza, "i 400 colpi" è un'opera che inneggia alla libertà dell'infanzia, alla sua più completa emancipazione di fronte ad una società bigotta e chiusa come quella parigina del dopoguerra. Tutti i personaggi sono quindi troppo indaffarati nelle loro mansioni da quasi non accorgersi del modo in cui i loro figli crescono, non riuscendo mai a capirne le vere emozioni o i sogni più nascosti. Ottimamente diretto e scritto (soprattutto per alcuni spezzoni veramente divertenti) con un sontuoso bianco e nero e una quasi nulla retorica.
Non vi è spazio quindi per libertà e la trasgressione, perché il tutto è incanalato verso una strada da seguire dritti, una strada che porta verso l'età adulta.

Invia una mail all'autore del commento Totius  @  28/10/2010 21.18.37
   7 / 10
Molto bello ma non credo sia un capolavoro. Non mi ha stupito nulla in particolare. Bella trama, ben girato e ben recitato...ma capolavoro perchè?

Invia una mail all'autore del commento Steppenwolf  @  01/04/2010 10.54.01
   8½ / 10
Altro capolavoro da non perdere. Indimenticabile il personaggio di Antoine Doinel, emblema di una generazione incompresa ed emarginata dagli adulti. Un film di ribellione eccellente perché è la ribellione silenziosa degli adolescenti, dei ragazzini che evadono dal mondo chiuso e grigio degli adulti.
Personalmente sarebbe da 7,5-8, ma visto il suo valore non posso astenermi dal dare 8,5.

3 risposte al commento
Ultima risposta 13/09/2010 22.21.15
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The BluBus  @  18/02/2010 23.37.31
   9 / 10
Esordio triste quanto bello, imperdibile. La famiglia inadeguata e una socetà insensibile trasformeranno un ragazzo normale in un "criminale" da riformatorio.

1 risposta al commento
Ultima risposta 18/02/2010 23.44.07
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Xavier666  @  10/02/2010 0.50.30
   8 / 10
Un bianco e nero maestoso nella sua semplicità.
Ancora non lo conoscevo questo film del buon vecchio François!
Per apprezzarlo in tutta la sua totalità lo dovrò vedere parecchie volte benchè ne sia stato piacevolmente colpito alla prima volta.

Frankys  @  04/02/2010 17.57.48
   8½ / 10
Capolavoro della Nouvelle Vague !!
Un film semplice e triste, malinconico e ribelle. Con attori sconosciuti e girato senza apparecchiature straordinari, senza effetti speciali, senza scenografie, senza luci speciali, un cult della semplicità !!
Bianco e nero, perfetto !
Il finale non mi è piaciuto per niente, mezzo punto in - .
Per gli amanti del cinema, da non perdere assolutamente !

2 risposte al commento
Ultima risposta 10/02/2010 07.15.33
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marfsime  @  12/01/2010 23.14.06
   8 / 10
Senza dubbio un ottimo film che esprime tutta la voglia di ribellione di un giovane ragazzo francese alle prese con i problemi della vita quotidiana..a partire da una famiglia che non gli vuole realmente bene siano ad arrivare ad un rapporto di odio con il professore della sua scuola. Considerando anche che è un film d'esordio e per la delicatezza ma allo stesso tempo la decisione con cui si trattano determinati argomenti si merita un ottimo voto..consigliato.

JOKER1926  @  29/12/2009 23.03.24
   7 / 10
Fra le varie pellicole cinematografiche che evocano, esaltano la sensazione di ribellione e di massima libertà fisica e mentale troviamo "I 400 colpi" del regista francese Francois Truffaut.
Ci troviamo in una società antica, differente quasi in tutto da quella contemporanea colma di concezioni di evasioni e in modo meccanico di trasgressione e insomma di poca disciplina...
Il mondo è cambiato, Truffaut dunque ci mostra in piena regola la dura vita di un tempo quando i ragazzi a scuola tremavano ed erano pilotati in modo autoritario dai maestri, la famiglia era sinonimo di "tabù" ove l'educazione era il perno del tutto...

Sceggia impazzita del quadro concettualistico della regia è Antoine Doinel ragazzino che deve scontrarsi con il mondo intero composto nel suo caso da coetani, polizia, presidi e genitori; su questa ultima categoria bisogna tracciare un'analisi introspettiva:
il padre è molto aperto caratterialmente, in linea sommaria molto tenero e sicuramente moderato, giusto. Il vero problema è la madre, troppo "disinvoltura" nel rapporto familiare, nel rapporto madre/figlio e moglie/marito; da queste "mancanze" nascono purtroppo in modo sistematico una serie di problemi che porteranno il piccolo fanciullo alla rovina.

Truffaut quindi riesce a confezionare una sceneggiatura solidissima e non convenzionale con picchi di massima intensità emotiva e se vogliamo di drammaticità, pochissima, o meglio quasi inesistente la patetica ridondanza (comune in film del genere) , niente retorica, nessun amplificamento.
Narrazione semplice, lineare ma solita; attori perfetti, fotografia buona e grande lavoro musicale. Da segnalare le sequenze finali nella caserma e il discorso sostenuto da Antoine con la dottoressa verso la fine, dialoghi di grandissima fattura.
Il finale idealizzato dalla regia è sicuramente mostruoso sul piano tecnico con inquadrature bellissime e scenari magnifici, la regia lascia anche spazio al concetto di relativismo non svelando la sorte del ragazzo "disconosciuto" dalla famiglia e inseguito dalle guardie, la desolazione e le difficoltà sono oggettive.

Dr.Orgasmatron  @  06/12/2009 22.59.20
   9 / 10
Esordio di Truffaut con i lungometraggi e primo capitolo del ciclo legato ad Antoine Doinel. Un film non facile, almeno per me, che per apprezzarlo a pieno ho dovuto vederlo più volte. Una poesia che scrive di solitudine e disagio adolescenziale e contrappone questo mondo a quello degli adulti. Adolescenti ai quali manca amore, ma un film al quale non manca certo di emozionare e far sognare. Uno dei più bei film appartenenti alla cosiddetta "Nouvelle Vague"

Febrisio  @  07/11/2009 21.01.16
   7 / 10
Un ragazzino in un sistema dove vige legge morale di andare avanti, anche negando il proprio benessere. Una vita da sottomettere imparando il rispetto verso il prossimo. Senza ma, senza se, ciò che viene imposto lo si fa! Una bella storia drammatica che mi ricordano i "nostri" genitori nati e cresciuti in quegli anni. Una nuova generazione sta nascendo, e noi ne siamo la prova vivente oltre che il frutto dei loro cambiamento educativo ed istruttivo. Son curioso di vedere che succederà con i genitori futuri fra 30 anni, quelli nati nello spudorato consumismo, e registrati su facciadibuk. Come cresceranno i figli? Cos'era meglio? Chissà... bella sorpresa...

Dal lato umanistico "i 400 colpi" è un bel film, no anzi stupendo. Il suo lato negativo, se così può definirsi, è che nella sua enorme somiglianza con la realtà, offre allo spettatore una semplicità estrema, praticamente uno spezzone di realtà. A tratti sarà piacevole vedere questi ragazzini ingenui e spontanei, ma nel loro piccolo già tanto cresciuti e maturi, ma in molti altri risulterà molto piatto. In sistesi è sicuramente da vedere. Se poi lo vedessimo insieme al padre o al nonno, beh... forse dopo i lfilm assoperemo gradevolmente una storiella in più.

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Ultima risposta 15/11/2009 16.06.20
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paride_86  @  25/10/2009 1.55.54
   7 / 10
L'esordio di Truffaut è dedicato al ruolo dell'infanzia nella società.
Seguiamo, quindi, le vicende di Antoine che diventano sempre più gravi con lo scorrere del film, mentre si fanno metafora di problemi pedagogici su cui s'interroga il regista.
Buono, ma non mi ha colpito particolarmente.

fosco85  @  24/10/2009 2.52.40
   10 / 10
Eh sì, questa è arte allo stato puro! Vorrei sapere se c'è qualcuno che non si è immedesimato nella triste vicenda di quel bambino? Finale assolutamente poetico e geniale

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Ultima risposta 24/10/2009 02.58.26
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Drugo.91  @  30/09/2009 16.23.58
   10 / 10
straordinario film che ha come grande punto di forza la semplicità e la malinconia, capolavoro senza tempo e una delle più alte vette del cinema europeo e mondiale

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  14/09/2009 17.25.19
   6 / 10
Mi dispiace mettere un voto cosi basso ad un film che ha una media cosi alta ma non mi è piaciuto tranne le ultime sequenze nel riformatorio. Film delicato,non trovo sia sopravvalutato ma forse sono io che non l'ho capito,fatto sta che ho fatto fatica a seguirlo.

bulldog  @  21/07/2009 3.22.53
   6½ / 10
Di importanza fondamentale.Esordio di Truffaut che in seguito farà sicuramente meglio.
Più che sufficiente.

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Ultima risposta 23/03/2010 10.28.12
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Invia una mail all'autore del commento marcocorsi  @  19/07/2009 17.54.28
   8½ / 10
Manifesto generazionale di Truffaut. Un'adolescenza difficile, il ricordo degli anni piu importanti nella vita di ogni persona, quelli in cui tutto può prendere la via giusta, ma anche tristemente prendere una piega storta. Musiche bellissime, bianco-nero di alta qualità, per un uno dei manifesti della novelle vague. Inquadratura finale struggente con il bambino che guarda in macchina da presa.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  03/07/2009 9.53.28
   9½ / 10
Quello dell’adolescenza è un periodo della vita che tutti noi abbiamo vissuto, ma che ci appare, ora, incomprensibilmente così distante.
Truffaut, ci riporta in questo mondo così complesso, raccontando la storia di Antoine (suo alter ego), del suo desiderio di libertà, che si scontra con l’autorità di un'educazione mai accettata.
Lo fa con la semplicità di un ragazzo, con una purezza che commuove.
In un’adolescenza assassinata nel cuore, dalla mancanza di un abbraccio sincero, lo sguardo limpido che sembrava essersi smarrito per sempre s’abbandona in fine ad una lacrima di commozione … e dagli occhi di Antoine sembra arrivare finalmente al mare.

debaser  @  19/06/2009 11.28.57
   10 / 10
Visto da bambino uno dei primi film che mi ha fatto amare il cinema.Meraviglioso

Apocalypse_Now  @  17/06/2009 22.34.23
   8 / 10
Per me non è questa l'espressione del miglior Truffaut, che mi è piaciuto di più in altre occasione. Tuttavia, rimane uno splendido contrasto tra mondo dei giovani e quello adulto, tra la spensieratezza giovinezza e la dura realtà della vita. Il tutto culmina in un finale veramente di spessore

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  02/06/2009 13.00.58
   9 / 10
Il miglior manifesto generazionale di sempre, in cui la figura dell'adolescente appare distante anni luce da quella dei suoi genitori e - soprattutto - dei suoi pusillanimi insegnanti. Antoine Doinel è l'emblema della voglia di emergere dal grigio sottobosco di mediocrità, voglia strozzata da una società che non ammette l'emancipazione dalla propria condizione (eccezionale a questo proposito la scena del tema su Balzac), ma che Doinel guarderà dritto negli occhi nel meraviglioso finale.

5 risposte al commento
Ultima risposta 03/06/2009 21.20.00
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Bogart59  @  14/05/2009 23.25.35
   7 / 10
Due generazioni divise, opposte, fratturate, descritte alla grande da Truffaut. Io però del bravissimo regista francese ho preferito altre pellicole. A tratti troppo noioso, anche se il finale è eccellente

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  03/05/2009 0.42.57
   8 / 10
L'attimo in cui si consuma in maniera insanabile la frattura fra due diverse generazioni. Universale proprio perchè è un momento che si ripresenta ciclicamente, il perseverare degli errori dei genitori che si ripercuote in maniera traumatica sui figli. Reprimere ogni istinto ribelle invece di capire cosa c'è dietro il singolo gesto. Un film secco e diretto senza tanti fronzoli, con un finale stupendo.

pinhead88  @  07/04/2009 3.05.11
   9 / 10
un autentico gioiello.Truffaut segna questo ritratto di vita in modo semplice e delicato,ma mai in modo banale e retorico.molto bello il finale dove il ragazzo cercherà una libertà "apparente" verso il mare,quello che gli è sempre stato a cuore.

alesfaer  @  23/03/2009 20.05.01
   5 / 10
film piatto e ''indirizzato'' dove previsto.di 1 tristezza disarmante. fa pena, sia il protagonista che il film. x la serie ''solo per gli appassionati''. per 1 cm me che predilige gli action movie, è 1 film melenso e nulla piu.

18 risposte al commento
Ultima risposta 31/07/2009 03.20.16
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Dan of the KOB  @  13/03/2009 18.25.15
   7½ / 10
Mi sono avvicinato a questo film con molte aspettative ma nonostante sia un bel film non ha prodotto in me le emozioni che ha prodotto nella maggior parte degli altri che l’hanno commentato! Per l’epoca è stato sicuramente un film innovativo, uno sguardo sull’adolescenza veramente originale è particolare, un argomento trattato in maniera forte, sicuramente è stato il precursore che ha portato a tante altre pellicole di questo tipo nel corso degli anni, ma non mi ha coinvolto particolarmente! A livello tecnico invece è davvero notevole!
Su tutte svettano 3 scene : l’intervista con la psicologa, il teatrino dei bambini che guardano Cappuccetto rosso e il fantastico finale!

Neu!  @  07/03/2009 14.55.32
   10 / 10
il capolavoro di Truffaut (meglio anche di Jules E Jim), e uno dei film più belli degli anni 50' (e forse anche in assoluto). il finale è uno dei 10 più belli di sempre.

Gruppo COLLABORATORI Hal Dullea  @  02/03/2009 15.34.39
   10 / 10
Vedi (mia) recensione e l'annesso forum.

6 risposte al commento
Ultima risposta 29/12/2010 10.49.18
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  02/03/2009 15.20.07
   8½ / 10
Ottimo. Truffaut mostra il peggio degli anni ’50 senza tanti fronzoli (le sigarette, lo stress generale, la superficialità, ecc), per di più con un ragazzino come protagonista (il sensazionale, formidabile Léaud; il mezzo voto in più è esclusivamente per lui), e la cosa non era tanto facile, siccome quel periodo è definito il simbolo del benessere e dell’ottimismo… mi veniva da dire: mica tanto… “I 400 colpi” è un film valido ancora oggi, non ha perso il suo fascino e lascia dentro tanta tristezza ma anche tanta speranza. Bellissima la colonna sonora.
I genitori di Antoine sono a dir poco ambigui! Invece il ragazzino è amabile, un piccolo grande personaggio, che raggiunge l’apice sbalorditivo durante le confessioni dalla psicoanalista.

Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  01/03/2009 10.50.11
   10 / 10
Lo sguardo di Antoine nell'ultimo fotogramma racchiude l'essenza emotiva dell'"età ingrata", uno sguardo che ti penetra nell'anima e rinnova sensazioni assopite.

2 risposte al commento
Ultima risposta 02/03/2009 12.19.47
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paolino77  @  07/02/2009 12.29.03
   8 / 10
Il palese e a volte anche crudele contrasto tra il mondo adolescenziale/infantile e quello adulto, che hanno ritmi ed esigenze diverse. Truffaut lo disegna così. Un bellissimo ritratto

fragolina51  @  25/01/2009 20.51.58
   8½ / 10
Geniale contrasto tra mondo adulto e infantile firmato da uno dei migliori registi francesi

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Granf  @  09/01/2009 14.53.55
   10 / 10
All'esordio subito capolavoro per Francois Truffaut. I 400 Colpi è un film sublime e molto poetico che racconta l'adolescenza come nessuno ha mai fatto, penso anche tuttora. La regia è da incorniciare: dalle prime splendide scene della torre Eiffel fino al finale geniale e di una potenza devastante. Bravissimi i bambini e in particolare il protagonista.
Scena indimenticabile, oltre al finale, quella della psicologa che interroga Antoine, per i contenuti e per come è stata girata, in modo decisamente innovativo per il periodo. Primo film della Nouvelle Vague francese. Indimenticabile.

Spitfire  @  08/01/2009 18.02.17
   9½ / 10
Emozionante, mi ha riempito di nostalgia; è una specie di quadro d' epoca su pellicola, l' ultima scena è indimenticabile.

Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  07/01/2009 12.20.57
   9½ / 10
L'adolescenza come nessun altro l'aveva mai raccontata... Immenso Truffaut

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  05/12/2008 11.42.24
   8½ / 10
Film di una sincerità unica, con un protagonista che non si può fare a meno di non amare. Truffault ci racconta la sua infanzia grazie agli occhi di Léaud, e descriverà il mondo degli adulti dal suo punto di vista.

Bellissimo e piacevole, forse il film che riesce a descrivere meglio l'adolescenza, e con un finale decisamente liberatorio.

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Ultima risposta 19/07/2011 19.06.18
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xxxgabryxxx0840  @  05/11/2008 0.46.20
   8½ / 10
Pellicola immortale e perla della nouvelle vague francese. Grande fotografia, grande delicatezza dei temi trattati. Finale da creare con i sentimenti maturati durante il film.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  23/10/2008 19.19.58
   10 / 10
Supremo. Truffaut è un genio.

eizenstein  @  20/08/2008 12.22.27
   9 / 10
La grandezza di questo film sta in come esprime il contrasto tra mondo adulto e mondo infantile.
La freddezza dei grandi è bene espressa dal colloquio con la psicolcologa, con domande preparate a tavolino senza sentimento e considerazione del piccolo, e dal glaciale discorso della mamma, che dice di volerlo abbandonare e basta, per egoismo.
Invece fra i bambini si trovano sentimenti come amore fraterno, cameratismo, invidia anche. E la fuga verso l'acqua rappresenta il ritorno al primordiale.

Comunque non condivido pienamento questo dualismo, ma devo ammettere che il film fa pensare ed emozionare.

the saint  @  06/07/2008 11.33.55
   6 / 10
.. storia vista dagli occhi di un adolescente, di denuncia contro le istituzioni e di incomprensione, alla disperata ricerca di una via di fuga... .. non vedo cosa ci sia di così tanto poetico in questo film! non è riuscito ad emozionarmi nemmeno un pò nè tantomeno a coinvolgermi. ma è così bello il finale? mah...

5 risposte al commento
Ultima risposta 17/08/2008 23.04.42
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Doinel  @  02/07/2008 0.04.55
   10 / 10
uno dei film più belli della storia del cinema.

Invia una mail all'autore del commento angel__  @  09/06/2008 23.58.21
   7½ / 10
film poetico ed elegante,simbolo della nouvelle vauge per anni. la sua pecca (e il motivo per cui non mi ha entusiasmato troppo) sta nell'interpretazione del ragazzo,nella freddezza o apparente indifferenza di antoine verso quello che gli capita intorno. potrebbe essere stata una scelta del regista ma non riesco ad emozionarmi o immedesimarmi nelle sventure del ragazzo a causa di questa sensazione che ho avuto per tutto il film. un'altra mia perplessità è l'eccessiva lentezza e mancanza di dialoghi nell'ultima mezz'ora,mentre la prima parte è molto ben strutturata. rimane una bellissima storia aldilà di queste mie personali percezioni negative.

1 risposta al commento
Ultima risposta 10/06/2008 10.28.30
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Enzo001  @  06/03/2008 9.58.02
   10 / 10
Un ragazzo che cerca la libertà e che farà di tutto per uscire dagli schemi. Un film poetico e coinvolgente come pochi. Magistrale la sequenza finale, una delle più belle e geniali della storia del cinema.

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Ultima risposta 30/04/2008 22.21.55
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Invia una mail all'autore del commento wega  @  27/02/2008 12.10.20
   9 / 10
Mi sento un pò combattuto che la delicatezza rara per il tema trattato da questa pellicola non mi abbia coivolto come mi sarei aspettato, è sicuramente un mio limite, ma mi è successo la stessa cosa con "Sciuscià", solo che in più qui non ho percepito una particolare sofferenza da parte di Antoine, ripeto un mio limite senza ombra di dubbio.
Mi ha emozionato invece la serie di piani sequenza finali, con la corsa del protagonista in uno spazio via via sempre più aperto, trasmettendo perfettamente un senso di liberazione e libertà che ha avuto Antoine stesso, un momento magico che come tutti, destinati ad una fine prematura, quasi immediata, come sottolinea ancora simbolicamente in maniera sublime, il raggiungimento di un ostacolo invalicabile come può esserlo il mare, ed il fermo immagine stesso, forse Truffaut, il reale protagonista della storia decenni prima, ha voluto fermare e imprimere per sempre quel momento di serenità, anche se a quanto pare poi ci saranno dei sequel.
Voglio arrotondare per eccesso, sono sicuro che le future nuove visioni porteranno un cambiamento di giudizio.

7 risposte al commento
Ultima risposta 23/07/2008 19.13.25
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pino08  @  19/02/2008 0.34.08
   10 / 10
Fossero tutti così i film...

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  21/12/2007 18.58.32
   10 / 10
Impossibile rimanere indifferenti di fronte a pellicole di questo genere, tutti siamo stati bambini, tutti, chi più chi meno, ha vissuto i problemi dell'adolescenza, le paure, le incomprensioni, l'ingresso nel mondo dei grandi, l'approccio nella società; Truffaut ci porta all'interno di questo universo facendoci immergere nella vita del ragazzo protagonista, il tredicenne Antoine Doinel. Il fascino della ribellione, dell'indipendenza, del senso della libertà al quale il giovane Antoine aspira, contrasta con la gelida atmosfera che è costretto quotidianamente a vivere, sia a casa che a scuola lo stesso bisogno di amore, la stessa indifferenza, le stesse incomprensioni. Dichiaratamente autobiogragico, il film sottolinea magistralmente il difficile rapporto che il regista ha avuto da piccolo con i propri genitori, un'adolescenza priva di tenerezze, di abbracci, di affetto.
Il mondo degli adulti visto dagli occhi di un bambino è la cosa più bella che possano vedere gli occhi di un adulto, è una lezione di vita, è l'occasione per la riflessione; noi ci dimentichiamo di essere stati bambini e a volte non comprendiamo, o meglio non ci sforziamo di comprendere, le loro paure, i loro disagi, il loro bisogno di affetto, è un lavoro costante, non bastano veloci sprazzi di tenerezza, il tentativo di riconciliazione della mamma nei confronti di Antoine è patetico, è conseguente ad uno scopo, "comprare" la fiducia del figlio. In casa Antoine risulta essere un elemento di disturbo, mangia da solo, dorme in corridoio "in mezzo ai piedi", non è seguito negli studi, è un peso; è un quadro di una tristezza indicibile, è la sconfitta degli adulti. Per certi versi il film ricorda il bellissimo "I figli della violenza" di Bunuel dove il dramma dell'adolescenza negata è descritto in maniera ancora più cruda; di una bellezza commovente la scena di quando Antoine viene portato al riformatorio con la camionetta, la MDP alterna le inquadrature ora sul viso triste e spaventato del bambino, ora su quello che gli scorre davanti agli occhi, le strade, i palazzi, i prati....la sua vita; la consapevolezza della perduta libertà fa scendere l'unica lacrima che vediamo sul viso di Antoine; è tutto bellissimo, fino al mare.

norah  @  14/12/2007 11.32.48
   8½ / 10
Perla della Nouvelle Vague di rara eleganza;una pellicola immortale che proprio per il tema di carattere universale trattato, non invecchierà mai.
Un groviglio di emozioni ,incorniciate in una Parigi fotografata come non mai.
Il finale mi ha ricordato quella poesia...


Elle est retrouvée.
Quoi?L'Eternité.
C'est la mer allée
Avec le soleil.

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Ultima risposta 14/12/2007 21.40.19
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  05/12/2007 10.41.17
   9 / 10
Assieme a "I cugini" e "Le beau Serge" di Chabrol e soporattutto "Fino all'ultimo respiro" di Godard questo film di Truffaut segna l'avvio della Nouvelle Vague, che deve il suo successo al legame col giovane pubblico parigino.
"I 400 colpi" è un film importatissimo sotto vari punti di vista, innanzitutto diede inizio al filone autobiografico, inoltre intensificò la diffusione del finale aperto e soprattutto del fermo immagine. Risulta importante per lo stesso regista dato che introduce il personaggio di Antoine Doinel, suo alter-ego e protagonista di altri film.
Un film importante dunque ma soprattutto coinvolgente nel raccontare la fine dell'infanzia e l'ingresso nell'età adulta.

Gruppo STAFF, Moderatore Lot  @  29/11/2007 11.00.27
   10 / 10
Guardi un film a volte e ti verrebbero da dire tante cose, poi scorrono gli ultimi minuti e tutto quel che fai e rimanere in silenzio ad assaporarteli.
Capolavoro.

vitocortesi  @  29/11/2007 10.23.13
   10 / 10
Generalmente non vado matto per i film francesi che trovo spesso lenti e pesanti
ma per non essere prevenuto mi sono andato a comprare questo dvd dopo aver visto qualche recensione.Risultato un film sorprendente sulle inquietudini vissute da un adolescente causate dal mancato affetto e dall'abbandono da parte dei genitori. Scena finale da antologia del cinema.

Invia una mail all'autore del commento Rusty il Selvag  @  26/11/2007 14.12.14
   10 / 10
La citazione del romanzo di Balzac è un'esplicita dichiarazione di poetica, ovviamente collegato al movimento della "Novelle Vague" (Nuova Onda) di cui Truffaut è uno dei fondatori, una poetica che trova il suo principio guida nel realismo della narrazione ed in particolare in questo film il richiamo al romanzo di formazione e all'autobiografia.

conway  @  02/11/2007 14.04.32
   10 / 10
Sicuramente tra i più bei film che abbia mai visto...
mi ha preso dall'inizio alla fine per il suo ritmo, le sue immagini, i dialoghi e la storia, raccontata senza retorica e al contempo senza leggerezza ne superficialità.
Non dimostra minimamente i quasi 40 anni di età.
Finale da brrrrrivido. Stupendo!

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  03/10/2007 19.28.33
   9 / 10
GUARDARE IL MONDO CON GLI OCCHI DI UN BAMBINO E' UN'ESPERIENZA MERAVIGLIOSA CHE CI PUO' INSEGNARE MOLTO, E CHE CI FA ACCORGERE DI COME L'UOMO, NELLA SUA "CIECA OTTUSITA'", ABBIA TRAGICAMENTE COMPROMESSO LA SUA ESISTENZA. ANTOINE VIVE NELLA SUA DIMENSIONE DISTANTE E INCOMPRENSIBILE AGLI OCCHI DEI "GRANDI": EGLI APPARE COME COME UN PERDENTE; MA, IN REALTA' I VERI PERDENTI SONO COLORO CHE NON LO CAPISCONO. EMBLEMA DI QUESTA INCOMUNICABILITA' CON IL MONDO DEI MINORI E', PARADOSSALMENTE LA SCUOLA. PROPRIO QUEL'ISTITUZIONE CHE DOVREBBE INSEGNARE, PRIMA ANCORA DELLE MATERIE CULTURALI, IL "MESTIERE DELLA VITA", SI PRESENTA, INVECE COME UN COACERVO DI REGOLE VUOTE E INUTILMENTE RIGIDE. ANCHE LA REALTA' FAMILIARE, PER ANTONOMASIA LUOGO DI PROTEZIONE DEI FIGLI, VIENE RIBALTATA NELLA VISIONE INGENUA, MA IMPIETOSA, DEL PICCOLO ANTOINE.

UN FILM CHE FA RIFLETTERE MOLTISSIMO E CHE APRE GLI OCCHI SU MOLTI ASPETTI DELLA SOCIETA' OCCIDENTALE.

L'ULTIMO PIANO SEQUENZA E' DA LACRIME AGLI OCCHI.

PROBABILMENTE E' L'APOGEO DEL CINEMA DI TRUFFAUT.

InSaNITy  @  03/10/2007 13.06.01
   8½ / 10
Un film di denuncia sociale in punta di piedi. Come un sistema educativo e scolastico ottusi ed ingiusti possono distruggere l'infanzia ad un bambino, giorno dopo giorno, in silenzio, nella totale indifferenza di tutti.
Le ultime sequenze poi, sono pura poesia visiva.

Dick  @  11/08/2007 20.05.48
   8½ / 10
Acuto e coinvolgente ritratto di un ragazzino costretto a barcamenarsi in ambienti ostili da cui prova a uscire.

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AKIRA KUROSAWA  @  05/07/2007 3.20.03
   10 / 10
primo lungometraggio del regista francese francois truffaut, e primo capitolo del ciclo di antoine doinel, infatti seguiranno altri film , sempre del regista francese, che vedranno protagonista antoine.
il film è costruito su alcuni spunti autobiografici ed è interpretato da un attore che diventera l alter ego del regista.
i 400 colpi è una delle opere piu importanti della nouvelle vague e ancora oggi riesce a colpire lo spettatore per la sua autenticita : un poema sulla solitudine di un adolescente come tanti altrie attraverso ad una perfetta regia semi-documentaristica , che prevede l adolescente presente in ogni inquadratura, truffaut interroga, descrive, emoziona e suggerisce.
molte le sequenze che restano indimenticabili, una su tutte la scena finale che è tra le piu belle ed emozionanti della storia del cinema.
il titolo significa fare il diavolo a 4. CAPOLAVORO

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Ultima risposta 27/01/2008 13.22.13
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Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  31/05/2007 16.57.55
   10 / 10
La delicata linea di confine tra l'infanzia e la maturità, in cui sogni ancora ma con la pretesa di realizzare, e allora fuggi di casa, ti improvvisi adulto, scappi da una scuola opprimente, da una famiglia lunaticamente gelida. E la meta è il cinema della città, la piccola catarsi di celluloide che illude e coccola. Bellissimo il finale.

John Locke  @  19/02/2007 11.37.34
   8½ / 10
Strepitoso esordio di Truffaut, con una pellicola che ha nelle immagini e nella critica a società e famiglia il suo punto di forza. Bellissimo il finale, pessimista e malinconico.
Capolavoro.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  15/02/2007 0.55.47
   10 / 10
Ritrovare Antoine dopo tanti anni equivale (ancora) a una riscoperta... esiste perchè Truffaut l'ha inventato, e nel nostro immaginario l'abbiamo inglobato come fosse un parente o un amico d'infanzia.
E' il concretismo assoluto di T., un autentico grido di allarme verso quel tipo di società che oggi annienta ogni impronta di realismo, di invidualità
Quel grande, immenso amore per il cinema inteso come sopravvivenza e fuga, riabilitazione e salvezza, paura e speranza Truffaut lo trasmette ancora radicalmente in tutti noi: il senso imperfetto del nostro limite di appassionati spesso "casuali".
Le immagini esercitano un potere, e al tempo stesso hanno un disperato bisogno di dare un senso alla storia.
E' questo il segreto dei grandi film, coltivare la propria arte senza comprendere che saranno destinati a lasciare un tempo indefinito nei nostri sogni come suggeriva Hsiao-Hsien ("che ora è laggiu'?").
E nell'ultima immagine, il volto davanti alla cinepresa, la mer per dirla alla Debussy, e l'unica collocazione indiscreta della mdp l'unica penetrazione (ehm) nel disagio del protagonista.
Oppure rispecchia il nostro annientamento o soltanto la capacità di stordirsi (la sequenza mirabile della giostra)
Essere altrove, ovunque, vivere nel bisogno di un'amore che non c'è: piu' che giusto riabilitare la carenza con un imminente e bellissimo "L'amore a vent'anni", ma prima di tutto c'è un'aderenza a un'adolescenza che finisce

E quel patrigno che incoraggia il figlio a "coltivare il successo e avere iniziativa" o quei ruderi dell'istruzione che correggono nell'autorità che il 68" ha diabolicamente e adeguatamente rinnegato?

Tutta la lucida verità di Truffaut racconta semplicemente Antoine e la sua "fuga" quotidiana.
Un raro esempio in cui l'autore diventa unico confidente del personaggio, mentre sa già che molti spettatori parleranno di "ribellione giovanile" e via dicendo.

Truffaut come ideoma paterno che, data l'identità celata del vero padre di A,, riveste una dimensione tutta particolare: anche se T. aveva solo 27 anni.

"I 400 colpi" comunica un immenso bisogno di libertà, e annuncia - a due anni dall'amarcord giovanile di "le matins" (splendido cortometraggio d'esordio) la nascita di un cinema che esprime nell'IMMAGINE la definitiva risposta a tutto

Tom24  @  06/02/2007 22.04.20
   8 / 10
ottimo film, caratterrizzato da una regia magistrale...
splendido e inquietante il finale, vale tutto il film...

Ch.Chaplin  @  06/12/2006 15.20.28
   9 / 10
già perfetta la regia, trama avvincente e resa ancor più interessante dall'interpretazione dei ragazzini che occupano gran parte delle scene..superbo il coraggio di truffaut, francese che criticava la francia, e nn è cosa banale come un italiano che critica l'italia..

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Marlon Brando  @  30/10/2006 22.41.07
   10 / 10
Il più bel finale che abbia mai visto con un pianosequenza da pelle d'oca.

E' geniale Truffaut nel mostrarci il rapporto tra genitori o insegnanti e figli: quando li inquadra entrambi spesso uno dei due non compare del tutto, come per dimostrarci la loro incomprensione e non-ascolto.
Truffaut non si prende la responsabiltà di collettivizzare i problemi dell'infanzia e dell'adolescenza a tutti i bambini e ragazzi del mondo: infatti all'inizio, per parecchi minuti, fa delle bellissime vedute di Parigi con al centro la torre Eiffel per dimostrare che la sua è una storia fortemente autobiografica, ma in cui ci si può (ed è sicuro di questo) riconoscersi.

antoine  @  11/10/2006 13.07.55
   10 / 10
SEMPLICEMENTE STUPENDO

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Ultima risposta 13/10/2006 00.21.31
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Exodus  @  08/09/2006 12.20.49
   8½ / 10
Mi ha convinto a vederlo un amico, e ha fatto bene... la storia ha qualcosa dei romanzi di Dickens, ma è molto più amara e distaccata, e rappresenta una forte critica verso le istituzioni, delle quali è messa in luce tutta l'inadeguatezza; molto, molto bello, e tecnicamente impeccabile.

3 risposte al commento
Ultima risposta 24/07/2008 14.48.18
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  23/08/2006 11.40.43
   9 / 10
mentre si vede il film sembra di leggere un romanzo, tanto è ben descritto questo scorcio di vita del piccolo Doinel.

Da piccolo incompreso ha la sfortuna di non essere accettato e capito ne dalla famiglia (che si comporta in maniera infame) ne dalla scuola, e proprio le istituzioni pubbliche lo segneranno notevolmente una volta dentro il riformatorio.

metto un voto in più perchè ho trovato magnifica la fuga, e dove va a concludersi

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Ultima risposta 11/08/2007 20.12.18
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  07/05/2006 10.29.54
   7½ / 10
bellissimo il finale...per il resto è un film che fa riflettere ma nella parte centrale rallenta troppo...

Crimson  @  03/05/2006 15.12.36
   7½ / 10
Ha fatto la storia del cinema, ma personalmente non mi entusiasma; oltretutto altri episodi della saga mi hanno coinvolto maggiormente rispetto a questo esordio.
'I 400 colpi' è un bel film che descrive l'incapacità delle istituzioni di comprendere e di gestire un ragazzo, e di esasperarne pensieri, comportamenti e emozioni.
E' la fotografia di una società vittima del conformismo, in cui se non ci si adegua a regole e a schemi prestabiliti si viene tagliati fuori.
Antoine Doinel è il riflesso del Truffaut uomo, fin da questo primo capitolo della saga.
La figura più inquietante per me è quella della madre, che addirittura nell'ultimo capitolo della saga viene parzialmente riabilitata dal figlio.
Al pari della scuola e del riformatorio è rea di mostrare un'inettitudine esorbitante nei confronti di Antoine, ma per me è ancor più raccapricciante per il fatto che a livello affettivo si comporta come un'estranea.

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Ultima risposta 12/08/2007 17.05.08
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Gruppo STAFF, Moderatore priss  @  10/03/2006 11.34.45
   9 / 10
un truffaut d'esordio già straordinariamente completo, forse per la storia particolarmente sentita (in quanto potremmo dire autobiografica) forse per quel suo sguardo acuto e trasparente che accarezza i paesaggi e ne fa scenari interiori.
la famiglia, la scuola, la prigione, il riformatorio... e per contro parigi, il cinema, i libri (bellissimo il cero votivo a balzac!), ed infine il mare e lo sguardo di antoine che non potendo valicarlo, si volta verso la macchina e sembra poggiarsi direttamente su di noi.
bellissima ed amara rappresentazione della fuga che non rappresenta il raggiungimento della libertà.

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Ultima risposta 11/08/2007 20.16.33
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polbot  @  24/12/2005 14.49.15
   7 / 10
Questo film ha fatto sicuramente storia... nulla da dire... di valor... ma non riesco a dargli di più visto nel 2005...sorry. N.b. terribili le musiche...

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Ultima risposta 11/08/2007 20.14.14
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