fish tank regia di Andrea Arnold Gran Bretagna 2009
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fish tank (2009)

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locandina del film FISH TANK

Titolo Originale: FISH TANK

RegiaAndrea Arnold

InterpretiKatie Jarvis, Kierston Wareing, Michael Fassbender

Durata: h 2.03
NazionalitàGran Bretagna 2009
Generedrammatico
Al cinema nel Luglio 2010

•  Altri film di Andrea Arnold

Trama del film Fish tank

Quindicenne, carattere difficile, Mia attraversa l'adolescenza senza amiche, una madre giovane e bella con cui ha un rapporto conflittuale, una sorella più piccola e una sola passione: l'hip hop. Un giorno è uguale all'altro nella periferia dormitorio di Essex in Inghilterra, una 'vasca di pesci' da cui è difficile uscire. Finché la madre non porta in casa il suo nuovo occasionale fidanzato, Connor, bello e gentile al punto giusto. Sarà uno sconvolgimento per tutti, con inevitabile delusione e deriva esistenziale.

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Voto Visitatori:   6,73 / 10 (11 voti)6,73Grafico
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Voti e commenti su Fish tank, 11 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  16/03/2011 12.17.45
   7 / 10
Una superba mezz'ora finale giustifica forse lo straordinario successo di critica ricevuto da Fish Tank, non ultima la vittoria del BAFTA come miglior film inglese dell'anno. Si sa, nel cinema inglese la denuncia sociale sta come le corna a quello italiano, entrambe sono onnipresenti. Qui si racconta la storia della quindicenne Mia, adolescente ribelle, testarda e maschiaccio con, apparentemente, il solo sogno di diventare una ballerina di hip hop ma in realtà in cerca di quell'amore, di quelle attenzioni, di quella protezione che la sua giovane madre snaturata non gli ha mai saputo dare. La squallida vita della sua famiglia viene in qualche modo sconvolta con l'arrivo di Connor (un ottimo Fassbender), bello e gentile, amante della madre. Con un sottilissimo gioco psicologico, a mio modo di vedere raccontato perfettamente nella pellicola, madre e figlia cominceranno ad avere una sorta di conflitto, rivalità per il "possesso" del giovane.
E se nei primi 3/4 della pellicola si procede molto blandamente senza particolari scene che catturano l'attenzione (se non quella magnifica della svestizione di Mia da parte di Connor), nell'ultima mezz'ora abbiamo un improvviso cambio di ritmo intendendo per ritmo quello puramente mentale derivante da una potenza narrativa che piano piano finalmente viene fuori.
Tutto crolla nel mondo di Mia: la cavalla, simbolo di se stessa imprigionata in un mondo, in un acquario (fish tank) che le sta stretto, muore; l'audizione, ultima speranza di Mia di uscire dalla sua squallida vita (e forse dalla prospettiva di una scuola correttiva), si rivela molto diversa da quello che pensava; Connor, in poco tempo divenuto vero e proprio punto di riferimento per la ragazza, allo stesso tempo surrogato delle figure del padre e dell'amante, non è quello che sembra. A tal proposito la scena di Mia con la figlia di Connor è allucinante, 5 minuti di tensione purissima, veamente magistrale. Così, quando non hai più niente, quando non ci sono più speranza, l'unica salvezza è la catartica fuga. Prima però, probabilmente per la prima volta nella loro vita, c'è un attimo in cui Mia, sua sorella e la madre vivono la sensazione di essere una famiglia, di volersi bene. Ad Hollywood avremmo avuto qua il the end, ma questo è il cinema inglese, radicato nella realtà, e un ballo non può cancellare quindici anni di disamore, di indifferenza, di nulla.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  05/02/2011 18.37.44
   4½ / 10
Solito filmetto sui problemucoli esistenziali adolescenziali, rebellion rules, e shit e fuck.
Ormai non hanno più niente da dire questi film, manco la trama e l'andamento hanno cambiato. La protagonista l'hanno fatta più stupida del diavolo, e pure la sorellina è cretina e irritante. I dialoghi sono di un'intellettualità filosofica tipo "sei un idiota", "ti odio, stron4o". E shit e fuck, e fuck e shit. Ma sciopa.

rob.k  @  23/10/2010 22.10.18
   3 / 10
La storia di un'adolscente disadattata in una famiglia disadattata... Noiosa, piatta, banale. Trama prevedibile dal primo istante.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  07/10/2010 14.45.47
   6½ / 10
Questo film è sicuramente molto "inglese" nello stile. La storia e la regia richiamano subito alla mente Loach e Winterbottom. Una trama asciutta e dura, un'ambientazione povera, cupa, grigia. Certo le tematiche sono più che usurate ma il risultato è di livello discreto grazie anche all'interpretazione della giovane protagonista.
Alcune formule sono troppo semplicistiche (il provino come tentativo di riscatto...) ma per un'esordiente credo sia più che accettabile.

gigetto86  @  01/10/2010 13.54.46
   8 / 10
Sempre più spesso mi capita di vedere dei film interessanti girati in UK. Fish tank è uno di quelli. Uno dei pochi che non mi ha dato la sensazione di aver sprecato 2 ore al cinema. Da vedere.

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  30/09/2010 11.11.50
   7 / 10
Il cinema britannico sa spesso indagare all'interno del degrado sociale e urbano con grande passione,portando alla luce un malessere enorme come in questo caso radicato nella quindicenne Mia,adolescente introversa,arrabbiata con il mondo e soprattutto con la madre sbandata e la sorellina rompiscatole.
L'insegnamento di Loach,Leigh,Winterbottom e compagnia bella sembra aver indirizzato per bene Andrea Arnold,efficace nel costruire un film che senza piegarsi a giudizi frettolosi indotti da situazioni limite scava con accuratezza all'interno di un microcosmo fatto di difficoltà quotidiane,di paura e rabbia repressa,il tutto con stile sobrio in grado di distillare dalle immagini un disagio palpabile.
Sicuramente certe considerazioni appaiono semplicistiche,ad esempio la similitudine tra la vita immobile del cavallo e quella della giovane è piuttosto banale,come l'attrazione verso l'amico nomade,in grado teoricamente di garantire una fuga da quei luoghi rigurgitanti false promesse.Anche il tentativo di riscatto che passa per un'audizione di ballo è vicenda ormai nota e volendo essere un po' cattivelli potrebbe essere oggetto di qualche perplessità.
Il lavoro della Arnold però è sotto tutti gli altri aspetti molto assennato nel ritrarre con stile quasi impassibile una realtà angosciante dove il dramma può compiersi da un momento all'altro.
Nel suo film tutti i personaggi falliscono o hanno fallito in qualcosa e non riescono a redimersi,sembra che nessuno possa sfuggire al proprio destino corrotto pur cercando di districarsi con ogni mezzo da quel pantano in cui sono da sempre costretti.
Pessimista pur non privo di un pizzico di speranza,arricchito dalle intense performance della debuttante Katie Jarvis e di Kierston Wareing (già protagonista per Loach di "In questo mondo libero"),"Fish Tank" è valido esempio di cinema socialmente impegnato.

4 risposte al commento
Ultima risposta 30/09/2010 21.35.19
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invernomuto  @  12/09/2010 12.27.44
   7½ / 10
Un esordio decisamente sopra la media per quella che, con la padronanza della macchina da presa dimostrata con fish tank, si preannuncia come un astro nascente del panorama cinematografico inglese.
La storia non è nulla di nuovo, ma è un nulla splendidamente raccontato con sentimenti che turbinano fra il senso di degrado della periferia, l'amore adolescenziale turbato ed agitato della protagonista ed una storia d'amore "vietata".
Bravi i protagonisti che danno vita a personaggi assolutamente credibili e ben integrati nel degradato ambiente suburbano.
Un apprezzamento anche al titolo, "vasca dei pesci", che richiama esattamente il senso di mancanza di alternative ed apatia tipico delle grandi periferie.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Compagneros  @  30/08/2010 18.08.53
   7 / 10
Visto dopo aver letto il commento positivo di Goffredo Fofi in una sua rubrica.
Interessante opera di una giovane regista inglese. E' un film ben fatto, utilizza un tema già molto usato senza risultare banale e senza scadere in cliché sui giovani. Mia è una sorta di Lolita dei giorni nostri, molto più rude perché cresciuta in una famiglia disagiata che vive in un orribile quartiere periferico fatto di casermoni.
Nonostante qualche premio in giro per i vari festival, è passato pressoché inosservato.

TeoLoco7  @  25/08/2010 0.36.07
   7½ / 10
È l'ambiente a influenzare le persone, oppure sono le persone a modificare l'ambiente con il loro stile di vita? La domanda sorge spontanea di fronte al degrado urbano di questa pellicola.
Ottima prova della protagonista.
degradante

AMERICANFREE  @  12/08/2010 12.11.31
   7 / 10
film asciutto e semplice bravissimi gli attori in particolare la protagonista molto espressiva!

Rand  @  09/08/2010 14.15.39
   9 / 10
Bel film, sia per al storia che per gli attori: nel cinema non esistono più di 35 trame, qui la regista è brava a riproporre una storia "d'amore" tra la ragazzina e il compagno della madre, che non è proprio quello che sembra essere...grande finale, e niente da dare per scontato, certo meglio non giocare mai con i sentimenti delle persone, specie se teenager e innamorate, visto in lingua originale, con ottimi interpreti, bellissime musiche, una fotografia dei suburbi londinesi degna di nota, sceneggiatura agile ma attenta, e in definitiva storia che pesa, volti interessanti, regia delicata ma sicura, questa regista che ha vinto anche un premio dimostra di saper montare e padroneggiare a meraviglia la tecnica cinematografica, speriamo che ci stupisca ancora, è stato il suo primo film che ho avuto la possibilità di vedere, ovviamente fuori dall'Italia...aspettiamo il prossimo, questo per me è "vero" cinema europeo.

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