faust (2011) regia di Aleksandr Sokurov Russia 2011
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faust (2011)

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locandina del film FAUST (2011)

Titolo Originale: FAUST

RegiaAleksandr Sokurov

InterpretiJohannes Zeiler, Hanna Schygulla, Anton Adasinskiy, Isolda Dychauk, Maxim Mehmet, Georg Friedrich, Joel Kirby, Antoine Monot jr., David Jonsson, Florian Brückner, Eva-Maria Kurz, Katrin Filzen

Durata: h 2.14
NazionalitàRussia 2011
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 2011

•  Altri film di Aleksandr Sokurov

Trama del film Faust (2011)

A causa di una scommessa con Dio, Mefistofele cerca di portare sulla via della perdizione l’integerrimo medico e teologo Faust, un uomo fiero delle proprie capacità di discernimento e delle propria rettitudine. Il diavolo convince l’uomo a barattare la propria anima in cambio di maggior sapienza e di un piacere forte, in grado di fargli desiderare di fermare quell'attimo, che prenderà presto le sembianze della giovane Gretchen. La ragazza incautamente si innamorerà del medico ma sarà destinata a una tragica fine.

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Voto Visitatori:   7,04 / 10 (37 voti)7,04Grafico
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Voti e commenti su Faust (2011), 37 opinioni inserite

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kafka62  @  13/05/2018 15:37:45
   8 / 10
"La vita non ha alcun valore, e neppure la morte", dice – più o meno con queste parole – il diavolo a Faust nel corso del loro primo colloquio. Non c'è infatti un senso, uno scopo, una prospettiva, un orizzonte qualsivoglia nella rivisitazione sokuroviana del poema di Goethe. Dio non esiste o non si fa vedere, e Mefistofele è solo un essere deforme, ributtante, grottesco, difficile da prendere sul serio (persino il famoso contratto con cui il protagonista vende la sua anima è un foglio polveroso pieno di errori grammaticali). Se questo è l'aldilà (la solitudine eterna e l'assenza di speranza nel panorama di ghiaccio in cui si inoltra Faust nel finale del film), il mondo terreno (laido, lercio, putrescente, maleodorante e impudico) è ancora più inquietante: gli ambienti sono claustrofobici e opprimenti, le persone si affollano in un continuo e opprimente contatto di corpi, nella più totale mancanza di privacy, la morte nella sua cruda nudità aleggia ovunque. Privo com'è di qualsiasi apertura nei confronti di una ipotesi di salvezza, immanente o ultraterrena che sia, "Faust" è una delle opere più angoscianti che mai mi sia stato dato di vedere: è impressionante come Sokurov rinchiuda il suo universo dentro una cappa asfissiante fatta di inquadrature deformate, prospettive sghembe, colori smorti, scenografie espressioniste e, soprattutto, senza neppure uno spiraglio di positività. In questo magma di promiscuità e follia, neppure l'amore rappresenta un'alternativa (sebbene nel viso di Margarete si apra l'unica immagine di colore acceso del film), ma solo una fugace, quasi impalpabile, parentesi di oblio, prima che la corruzione riprenda il sopravvento. Il protagonista dell'opera di Sokurov è assai diverso dall'omologo goethiano: in lui non c'è nessuna aspirazione al bene, nessun idealismo palingenetico, nessuno slancio etico, ma solo un continuo interrogarsi sull'anima, su Dio e sulle altre grandi tematiche metafisiche, che, in assenza di possibili risposte, si trasforma mestamente in inutile, sterile vaniloquio. Alla luce di quel che si è detto, "Faust" è un film verboso, un film ridondante e barocco, un film sgradevole che sfiora a volte il ridicolo, eppure è anche, in qualche modo, un'esperienza iniziatica per lo spettatore intraprendente ed evoluto, il quale ha modo di veder ripagata la sua fatica con il privilegio di assistere alla creazione di un universo straordinario, in cui Goethe, Brueghel, Bosch, il dottor Caligari, Bergman e Tarkovskij si danno a braccetto, conducendo ad esiti espressivi sorprendentemente felici e originali.

DarkRareMirko  @  12/05/2015 00:47:02
   7½ / 10
Condivido tutte le posizioni lette in rete, sia positive che negative; di sicuro l'opera più pesante e controversa del cineasta russo, qui fluviale, impostato, simbolico e filosofico al massimo.

Tecnicamente curato, ben recitato, vede al 100% lo stile di Sokurov ma per essere capito appieno meriterebbe di almeno 3-4 rivisioni, cosa non proprio alla portata di tutti (e il narrato segue uno script riuscito ma a dir poco impegnativo).

E' anche un film molto personale e formale (Murnau nella sua versione rese tutto più semplice ed abbordabile, ad esempio); solo per fan del regista russo, si astengano i mainstreamers.

Lodo comunque propositi e risultati riguardo un film comunque indiscutibilmente ostico e complicato.

Monoino  @  10/12/2014 18:35:39
   8 / 10
Trasposizione cinematografica ispirata liberamente alla famosa opera di Goethe. Sokurov,infatti, non ha la pretesa di tradurre la versione scritta in un film, piuttosto utilizza questa splendida e affascinante storia, che vede protagonista un uomo bramoso di soldi e di lussuria che si affida al diavolo per saziare i suoi istinti, per rappresentare la figura del mito moderno. Egli immerge lo spettatore in un' atmosfera tetra e deformata da subito, dove il protagonista si muove attanagliato da satana e da domande esistenziali che rimangono senza risposta e, com'è risaputo, l'uomo non sopporta i quesiti che rimangono irrisolti, lanciandosi in ricerche continue ma inutili. Film molto forte, curiosa la scelta del 4:3 che rende le situazioni putride, anche grazie al decolorimento, in certe scene, della pellicola. Sicuramente uno dei film ddrammatici che colpisce!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  22/07/2013 01:16:25
   8½ / 10
Ecco un Leone d'oro tra i più meritati degli ultimi anni. Diviene davvero difficile non rimanere allibiti di fronte alla magniloquente ambizione di Sokurov che pone fine alla tetralogia del potere incarnando nel personaggio di fantasia Faust tutti i deliri/aspirazioni/contraddizioni di Hitler/Lenin/Hiroito dei film precedenti.
Cala il tutto in un mondo marcescente dalla fotografia verdastra, a tratti sembra di guardare un dipinto in movimento (Bruegel, Bosch) ma è la spiccata sensibilità dell'enorme maestro russo ad impressionare: si getta nel brutto e tocca altezze e cadute divine con un senso visivo difficilmente ravvisabile in altri autori viventi.
L'umanità imbruttita, piena di piaghe, le ambientazioni di cui si sente il fetore sono quanto di più forte mi sia capitato di vedere ultimamente e Sokurov le ritrae senza adottare l'uso del realismo ma un delirio visionario allucinato che raggiunge vette e abissi allo stesso tempo.
Faust, l'incarnazione dell'uomo, è quasi un corrispettivo del demonio cui si accompagna: questi crede furbescamente di rubargli l'anima ma non sa che Faust ha un ambizione smodata. Tutto si riduce in polvere, sangue, rimpianto, pessimismo, cadaveri trattati con noncuranza mentre il protagonista raggiunge si delle vette, si meraviglia, si disinteressa subito dopo e poi va "oltre". A noi oltre non è dato andare ma intuiamo una ricerca inutile e inconcludente.
Sokurov indovina un declino dell'umanità mostrandocela al culmine della disperazione e dell'allucinazione.
Questo è un film cosi colossale che l'unico modo in cui alcuni critici da strapazzo hanno provato a smontarlo è stato con la chiave di lettura della "noia". Si, Sokurov non è una passeggiata. Non è film per molti. E per fortuna!
Qui siamo dalle parti di arte, un lavoro cesellato alla perfezione e pieno di rimandi letterari, pittorici e tematici da non poter lasciare indifferenti.
Annientante e spaventoso. Forse un capolavoro.

Badu D. Lynch  @  24/04/2013 18:29:51
   9½ / 10
Caro Mefistofele,
come stai? Ti scrivo per raccontarti un pò della mia sterile e insoddisfatta vita. Sono stanco e distrutto : è tutto così dannatamente piatto. Non riesco a dare un senso reale, romantico e cosmico alla mia esistenza. I giorni e le notti scorrono lenti e pesanti : la normalità è devastante - soffoca le mie aspirazioni che non trovano la propria strada. La libertà è in religioso silenzio : non ride, non urla e non si lamenta ; io invece piango e sprofondo nel nulla del mondo. Cerco ossessivamente di dare un significato alle mie giornate, di dare un colore acceso al (mio) grigiore quotidiano. Sono alla continua ricerca del sentimento - che sia esso passione o disperazione ; ciò che ho trovato è, per ora, il vuoto e l'oblio, ineluttabili disagi interiori e tanta materia orizzontale e insoddisfacente. Vorrei vivere almeno una volta e poi morire per sempre, assaporare il più dolce dei veleni e poi spegnermi senza rimpianti ; per arrivare ad abbracciare queste primordiali sensazioni dovrei compromettermi? Lo farei volentieri, se solo sapessi dove si nasconde l'anima dell'essere umano. Te, cara bestia umanizzata, mi sapresti dare una risposta? Sai dove si trova? C'è chi dice tra il gesto e la testa, chi dice tra il cuore e l'organo sessuale. Ti chiedo aiuto : guidami al di la del tempo e del perbenismo, trasportami oltre la preghiera inascoltata e l'emozione frenata. Vorrei nutrirmi di amore puro e di voluttà femminile, scoprire il ventre di madre natura. Vorrei le ali del demonio per poter volare verso territori inesplorati. Mi perderei volentieri nelle lande della (non) morte e della desolazione vitale. La fine può essere un privilegio, a volte. Il bene è un illusione, e Dio non risponde. Te invece ci sei, giusto? Il male è reale, si trasforma in vino e carne. La tentazione è musica meravigliosa e affascinante.
Ti ringrazio, so che mi aiuterai e finalmente potrò diventare un sognatore anarchico e spingermi al di là dell'aridità esistenziale.

Ti cedo volentieri la mia anima, e che tu sia la mia guida.
Ti saluto.
Faust

Un film straordinariamente suggestivo, concettualmente coraggioso e straordinariamente inclassificabile : trascende il cinema, l'uomo e il mondo. Un'opera immensa che gioca con l'impercettibile e abbraccia l'impalpabile.
Capolavoro.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  25/03/2013 12:39:51
   5 / 10
Le note vicende del mito di Faust portate sullo schermo dal regista Russo piu' apprezzato del momento...con la sua arte e la sua forma "costringe" lo spettatore a lunghe diatribie sul senso della vita in un Mondo che sembra riconoscere il male ma non il bene.
La pesantezza di questo film è superiore alla bellezza scenica con cui viene portata l'opera al pubblico.
Su ogni inquadratura si potrebbe discutere sulla maestria di Sokurov o sulla fotografia cosi cupa e "ingiallita" ma quello che è rimasto a me personalmente è un senso di noia che dopo 30 minuti porta gia' al controllo dell'orologio...
Resta un film tecnicamente perfetto che ha meritato il Leone d'oro a Venezia per il suo essere cosi d' "autore".

addicted  @  22/12/2012 18:50:36
   8 / 10
Gran bel film, pieno di splendide idee nella regia ed interpretato in modo strepitoso.
Particolarmente interessante l'uso quasi musicale della sceneggiatura, che è tutta giocata su duetti, terzetti, contrappunti.
Detto questo, devo tuttavia attirarmi l'ira funesta di certi cinefili, dicendo che secondo me non è il grande capolavoro di cui si sente parlare.
Virtuosistico lo è senza dubbio, ma non credo che una grande opera cinematografica possa essere solo il risultato di una grande "bravura", che è certamente ostentata in ogni scena... ma alla fine cosa resta?
Il tema di Faust è un classico, che in questo caso non mi pare neanche riletto con tanta originalità. L'anima, il corpo, il peccato, la colpa, il desiderio, la morte... questi temi possono essere trasposti al cinema in tanti modi diversi. In questo caso ho sentito un po' "puzza" di filisofia. E, per i miei gusti, l'eccesso di ragionamento non è un valore positivo in una pellicola.
Insomma, credo sua un buon lavoro, ma non un capolavoro.

Neurotico  @  22/10/2012 18:38:57
   5 / 10
E' il mio primo incontro con Sokurov. L'inizio faceva sperare in qualcosa di grandioso per le immagini del corpo morto aperto, sezionato e squartato rese con una bellissima fotografia sgranata, spenta e cupa. Poi il film perde di fascino, non a livello visivo, ma quanto a forza narrativa e si spegne, prima di risollevarsi nel finale grazie a trovate registiche visionarie (maggiormente rispetto alla prima parte). In sostanza è un film che perde molto nella fase centrale, risultando noioso come se stesse girando a vuoto.

Estonia  @  08/10/2012 12:48:15
   8½ / 10
Faust, dottore in medicina e filosofia, non riesce a placare la sua sete di conoscenza, a risolvere i dubbi sulla vita e sulla morte, ridotto nei confini angusti dei suoi bisogni carnali, la fame, la passione. Aspira all'onnipotenza ma è incatenato alla sua umana limitatezza. Eternamente alla ricerca di risposte e perennemente insoddisfatto, si imbatte nelle lusinghe ingannevoli del demonio, un usuraio vecchio e deforme che, in cambio della sua anima, gli promette l'accesso alla verità e ai piaceri dei sensi.
Opera complessa, densa, brulicante di individui che incessantemente si muovono, si spingono, si accalcano in spazi stretti e luridi, in situazioni caotiche e grottesche, in un rincorrersi di dialoghi e parole anch'essi incessanti e sfiancanti. Immagini sghembe, deformate, dilatate, con colori sgranati e innaturali e luci sovraesposte sottolineano il fascino visionario e il gusto pittorico del regista. Una vertigine sensoriale di atmosfere opprimenti che rende concreto e palpabile il disagio esistenziale, la fatica di vivere.
La corsa di Faust nell'inferno di ghiaccio del finale è l'emblema della sua volontà di continuare a cercare, di oltrepassare nuovi confini, ma è allo stesso tempo la cifra della sua eterna solitudine.

calso  @  18/05/2012 12:19:36
   7½ / 10
Film molto impegnativo...è la prima volta che vedo qualcosa di Sokurov, bisogna esser predisposti per vedere questa rivisitazione un pò allucinogena del Faust...la trama è nota, ma qui da sottolineare è sicuramente la straordinarietà dell'ambientazione e della caratterizzazione dei personaggi...ti trasmette a pieno le sensazioni del protagonista fin dall'inizio...da vedere

Vlad Utosh  @  17/05/2012 15:22:00
   7 / 10
Difficile valutare quest'opera, dovrei vederla una seconda volta per capirla e valutarla in pieno. Da un lato ho apprezzato la fotografia, la scenografia e l'atmosfera surreale che permea il film. D'altro canto ho trovato alcune parti un pò pesanti(preciso che non ho niente contro i film lenti) dove ho dovuto lottare per non addormentarmi,e ho vinto. In conclusione, siamo di fronte a un film che merita la visione per la profondità degli argomenti trattati(c'è anche l'Homunculus legato all'alchimia) e la sua stranezza

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER.
Chi ama pellicole dove l'azione la fa da padrone probabilmente rimarrà deluso.

vale1984  @  07/05/2012 11:48:59
   7½ / 10
un film molto interessante e davvero ben fatto...un tantino lento a tratti ma con una regia maestrale e un'ottima interpretazione dei personaggi...la storia è affascinante anche se non è il mio genere e i costumi sono davvero credibili.
Tutto rende questo film davvero particolare, la storia, gli attori, gli accenti di luci e ombre e stupisce anche se non coinvolge fino in fondo.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  30/03/2012 16:31:22
   7 / 10
Buon film, interessante dal punto di vista visivo anche se risulta un filino pesante.
Non è un'opera per tutti ma non è nemmeno eccessivamente intellettualistica.

paride_86  @  15/03/2012 00:04:41
   6½ / 10
Prolisso, verboso e indubbiamente ben confezionato, "Faust" è un'opera che certamente ammalia tanto quanto annoia, almeno per quanto riguarda il sottoscritto.
Personalmente non ho letto l'opera di Goethe, e nemmeno ho visto i precedenti film che compongono la tetralogia di cui "Faust" è l'ultimo episodio; tuttavia credo che questo sia un film abbastanza irrisolto, specialmente nel finale.
Sopravvalutato a Venezia, dove c'era di meglio.

M0rg4n  @  09/02/2012 11:58:55
   8 / 10
Che immagini! Che fotografia! Che meraviglia!
(in realtà durante la visione ho pensato, in ordine:
"Ohcc*zzo!"
"Ohmmer*a!" e infine, totalmente rapito,
"Du lieber Gott!")

La regia di qualità e si vede, soprattutto nel modo in cui sono stati istruiti gli attori (e che bravi anche loro!).
C'è da dire che non dev'essere facile fare un film sulla storia del Dottor Faustus, infatti qualche sbavatura c'è, ma nel complesso mi è piaciuto.

Rand  @  17/01/2012 19:49:56
   4 / 10
Sokurov, a Sokurov, quando un regista ha talento spesso ne abusa, non sempre succede ma se sei una meteora ad un certo punto immagini di essere una stella e così vai in orbita, ma poi finisce che ti schianti al suolo. Dacendo un esempio che penso ci stà tutto l'albero della vita di Malick nella sua simmetria autoriale e didascalica ha molto più valore di questo Faust. Premetto che non ho purtroppo mai letto l'opera di goethe ma propio ciò mi ha portato ad andare a vedere il film. di Sokurov avevo visto Moloch e il sole, film lenti e riflessivi, ma comunque interessanti, soprattutto riuscivano comunque a coinvolgere e nel cinema d'autore spesso non è facile. Ma qui Sokurov ha completamente sballato, il vincere il leone d'oro sinceramente è ancora più grave. Un film che si parla letteralmente addosso, posso certo pensare che il doppiaggio non sia all'altezza, anche se non ne ho la certezza. Nonostante la messincena, le ambientazioni e la fotografia siano notevoli il tutto sembra un sogno scialbo e senza calore. Mi sono addormentato a tratti, risvegliandomi subito, e notando che le elucubrazioni del protagonista non aggiungevano nulla alla storia. Il diavolo è il personaggio più carismatico, ma dopo metà film si perde, diventa quasi un personaggio di contorno, subentra la bella ragazza, avvenente quando si voglia, ma inesistente anch'essa. Il tutto tra carri sferraglianti , vino che sgorga da un muro, ****** nella chiesa, donne pazze che vaneggiano, gente sempre affamata, un cambio di calze dopo un pediluvio di ortiche. Insomma Sokurov è sopravvalutato, è abbastanza lampante, poi se uno crede di essere il più grande regista russo , bè ha dei problemi. Perchè rimane la pietra miliare Tarkoski. Comunque il film è esageratemente lungo, il capo e la coda non collimano, nonostante l'intento metaforico che il regista dà alle scene non riesce a coinvolgere... Troppa apatia, troppa enfasi, troppa presunzione. Forse Sokurov dovrebbe darsi all'autocritica costruttiva, perchè personalmente si sta avvolgendo su se stesso.
Poi se vi piaciono le storie incomprensibili, la visione della faiga da vicino e la musica eterea, buon per voi.
"sono solo un morto di fame."

forzalube  @  23/12/2011 19:35:41
   5½ / 10
Molti critici hanno gridato al miracolo, ma a me non è affatto sembrato un capolavoro. Ho apprezzato i colori della fotografia e l'inizio poi tutto questa ricerca senza meta è diventata una mattonata noiosa e quasi insostenibile ed il sonno arretrato che avevo la sera che l'ho visto ha preso il sopravvento e qualche sequenza me la sono persa.
Forse da rivedere quando sono più lucido, nel frattempo mi tengo un po' nel mezzo, ma non credo sia solo una coincidenza se 2 volte sono andato a vedere a Sokurov e 2 volte mi sono quasi addormentato.

Wyrael  @  17/12/2011 17:59:32
   5½ / 10
Mi spiace davvero, ma questo non è Cinema.
Sarò breve, semplicemente per evitare di arrivare a scrivere i miei soliti poemi.
Piccola premessa; "Faust" è una delle opere letterarie che più amo e che più mi hanno affascinato nel corso dei miei studi.
Descriverò per punti tutte le ragioni che mi hanno portato, a malincuore, a dargli l'insufficienza:

- La messa in scena è esageratamente teatrale.
- Il doppiaggio (ma anche l'audio in generale) è clamorosamente sballato.
- Troppo "pretenzioso" nei dialoghi e sono concessi pochissimi momenti di pausa; esiste ancora il linguaggio simbolico e d'immagini/suoni/musiche, grazie al cielo. (Anche lo spettatore deve aver tempo di respirare).
- Trasposizione piuttosto fedele, ma poco personalizzata stilisticamente.
- Chi non conosce l'opera non ha la possibilità di comprendere molti passaggi. Il film non "sa istruire" lo spettatore ignorante. (A prescindere dallo scopo del regista).
- Montaggio che rasenta quasi il ridicolo in diverse scene. La sequenza di fronte alla chiesa è qualcosa di aberrante (tecnicamente parlando).
- Cambi di fotografia imbarazzanti. (Capisco la figura "celestiale" che si vuole dare di Margherita dal punto di vista di Faust - tra l'altro scelta banale e stra-abusata - ma se la camera accenna una minuscola panoramica e l'immagine diventa sovraesposta c'è qualche problemino.)
- Manca enfasi; sia nell'amore che nella tragedia.
- Il finale è eccessivamente lungo.
- Belli i costumi, belle le scenografie. Recitazione discreta. Ma nulla che personalmente mi fa urlare al miracolo.

PS: Non c'entra nulla, ma voglio dirlo: il Festival di Venezia è un letamaio.

BRUCEUEIN  @  14/12/2011 22:26:47
   7 / 10
Un film che, in alcune lunghissime scene, ha messo a dura prova la mia pazienza. Un film che non vuole piacere, che mette a disagio anche chi è ben disposto a guardarlo. Difficile dare un voto definitivo, bisognerebbe sicuramente guardarlo una seconda volta....

--Pio--  @  13/12/2011 12:32:37
   1 / 10
la solita menata da pseudo-intellettuali...il film è lento come la morte e la trama non incide...un film da evitare come la peste

1 risposta al commento
Ultima risposta 14/12/2011 01.53.59
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Delfina  @  03/12/2011 15:20:51
   8 / 10
Difficile esprimere un giudizio su questo film che non sia soggettivo. Io l'ho trovato pesante, estremamente sgradevole, ma tuttavia non ho potuto fare a meno di riconoscerne la grandezza: un monumento visionario delirante e angosciante.
La fotografia sporca e grandiosa, assieme all'atmosfera da incubo, concorrono a rendere unico questo Faust.
Ma non mi sento di consigliarlo a tutti: preparatevi a soffrire, a disgustarvi, ad annoiarvi nel malessere, anche.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  02/12/2011 18:12:44
   10 / 10
Opera mastodontica, superba. È cinema all'ennesima potenza. Il film parla soprattutto con le immagini, cosa a cui forse non si è più tanto abituati e si tende quindi a crederlo "per gli addetti ai lavori". Sbagliato. Questo è Cinema. Questo è narrare con le immagini. Questa è arte visiva. 
Sokurov si conferma l'Autore europeo più conscio del mezzo e delle proprie capacità e finalmente a Venezia viene premiato un'opera cinematografica e non un noioso trattato sociale di stampo arabo.
Richiami a Tarkovskji, Bosh, Dante, Fellini, Mereskovskij, Murnau, Comenio (d'altronde Sokurov è laureato in filosofia) danno corpo ad una storia già ricca di sfumature.
Straordinario il lavoro che compie sui corpi, nelle movenze e, nella messa in scena. Tutto ruota intorno alla parte più mortale dell'uomo (non per nulla il cibo è parte integrante di tantissime scene), eppure Faust sembra sempre cercare lo spirituale.
Tarkovskji è li, a un passo.
Splendido l'uso della musica che puntella il testo e gli attori come il grande Shostakovic faceva nelle sue composizioni per i classici russi.
Per me è un capolavoro. Le immagini e la storia tornano in mente anche dopo diversi giorni.
Possiamo discutere, come ha fatto parte della critica, se in questo momento storico abbia senso fare un film del genere. Spesso questo tipo di critica mi vede partecipe, ma davanti a film mediocri o buoni. Di fronte a simili Capolavori, tutte le chiacchiere passano in secondo piano.

2 risposte al commento
Ultima risposta 17/12/2011 17.54.50
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viagem  @  28/11/2011 16:17:45
   8 / 10
Opera visivamente grandiosa di Sokurov, che riesce a costruire l'inferno sulla terra attraverso cunicoli, sporcizia, povertà e brutte persone spesso in preda all'ira e alla fame. Una telecamera che non sta mai ferma riesce ad annullare la noia di un lungometraggio da 2 ore e passa.
Meglio sicuramente Mefistofele (interpretato da un celebre mimo russo!) rispetto a Faust.
Anche a me ha ricordato Stolker per il tipo di colore dominante nelle scene.
Per concludere consigliato ma...richiede impegno da parte dello spettatore!

romrom  @  26/11/2011 14:17:14
   6 / 10
Terribilmente lento, e mai capace di coinvolgere lo spetattore.

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  24/11/2011 20:21:22
   8 / 10
Con FAUST si conclude la saga durata più di 10 anni senza deludere.
Un film che segue i canoni russi per quanto riguarda i dialoghi e il ritmo. Grande forza tecnica e artistica enfatizzata da una splendida fotografia che regala al film un aspetto tutto suo e porta lo spettatore a immedesimarsi in una storia, in un mondo a metà fra la fantasia e la realtà. Questo miscuglio viene affancato magistralmente dai dialoghi filosofici sull'esistenzialismo, il bene e il male, la vita e la morte,l-esistenza e la potenza di Dio. Argomenti dalla facile trasposzone ai giorni d'oggi, visto il tema trattato che é più che ben attuale.
Il film per certi versi mi rimanda ad altri film. Per esempo in primis al film STALKER, per l'uso del verde in maggioranza su alcune scene, il ritmo, i daloghi,..FELLINI SATYRICON per il verso surreale e grottesco che prende il film fin dai primi minuti,..IL SIGNORE DEGLI ANELLI per l'ambentazione alla fine del film e la caraterizzazione dei personaggi, in particolare Mefistofele che per alcuni tratti ricorda Smigol.

Mpo1  @  20/11/2011 00:34:17
   6½ / 10
Leone d'oro a Venezia e osannato dalla critica, è inevitabilmente una delusione, un film ostico e contorto che risulta più stimolante a posteriori che durante la visione... La bellezza figurativa di alcune scene non basta a renderlo digeribile, anche se nell'ultima mezz'ora il film si fa più interessante. Con una ricercata fotografia il regista rappresenta un mondo orrendo e caotico, calcando forse troppo sul grottesco e sulla sgradevolezza di alcune immagini, e con personaggi eccessivamente logorroici. Preferisco rivedere il Faust di Murnau, o rileggere il "Doctor Faustus" di Marlowe (il Faust di Goethe ancora non l'ho letto). Gli studiosi, comunque, ci sguazzeranno con gioia. Un'invecchiata e quasi irriconoscibile Hanna Schygulla interpreta la moglie dell'usuraio.

vitocortesi  @  13/11/2011 00:40:12
   8½ / 10
Non ho visto il capolavoro di Murnau ma questa trasposizione dell'opera di Goethe non credo sia da meno.E' un film che lascia il segno ed andrebbe rivisto
per meglio cogliere il significato dei tanti dialoghi meravigliosi che lo caratterizzano.

bulldog  @  12/11/2011 13:41:52
   8 / 10
Allora, il giorno in cui rivedrò questo Faust di Sokurov aggiungerò un minimo di approfondimento nell'area commento, ma oggi non posso farlo.

Non è il miglior Sokurov, ma è pur sempre un'opera mastodontica con la solita fotografia strepitosa a cui ci ha abituati il regista russo negli anni, peccato ci sia solo un piccolo problema.

NON ANDATE A VEDERLO AL CINEMA!
Vi giuro che mai ho provato nel vedere un film uno straniamento simile.
I doppiatori dovrebbero esser fucilati domattina, credevo di esser in sala a veder Bug's Bunny!
Gente ma come cazz.o lo avete doppiato?
Roba del tipo "l'anima è immortale...bip bip", e tu che non capisci se stai guardando un film di Sokurov o Willy il Coyote.

Ma diamine, una roba vergognosa.
Scaricatevelo o compratevelo quando uscirà e guardatevelo rigorosamente in lingua originale sottotitolato, evitate il cinema come la peste.
Poi chiaro che se voleste provare come ci si sente a guardar un "mattone" russo con un doppiaggio Warner Bros, bè quello è un'altro discorso ancora.

1 risposta al commento
Ultima risposta 09/12/2011 15.54.20
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marco86  @  09/11/2011 16:04:46
   7 / 10
film di una pesantezza unica, che nella parte finale poteva essere tranquillamente accorciato di 15-20 minuti.
dialoghi poi spesso troppo criptici.
ma un'esperienza visiva davvero degna d'essere vissuta.
quindi direi che il mio voto positivo va soprattutto all'impatto estetico.
per quanto riguarda i contenuti, beh, stiamo parlando del Faust, di una riflessione esistenziale sofisticatissima su Bene e Male, Vita e Morte... ma, come già detto, la cripticità della maggior parte dei dialoghi rende questa riflessione non sempre apprezzabile.

Invia una mail all'autore del commento cupido78  @  07/11/2011 16:24:58
   7 / 10
la follia umana e il labirinto di una coscienza intorpidita dalla pazzia. il film si svolge su un piano onirico e subcosciente. niente di realistico e di lineare. una rivisitazione oltre la rivisitazione. ne rimane una sensazione:la fragilità dell'animo umano e la morbosità nei desideri più oscuri. per primis l'andare oltre l'ignoto, come la ricerca dell'anima. che porta inevitabilmente alla follia, oltre l'umano.

Sakurambo  @  07/11/2011 15:01:20
   5 / 10
Per addetti ai lavori nel vero senso della parola.
Grande tecnica (stupenda la fotografia) ma da spettatore è semplicemente inguardabile.
Solo se non paghi appunto..

1 risposta al commento
Ultima risposta 21/02/2017 08.18.26
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kerkyra  @  02/11/2011 17:33:05
   9 / 10
Penso che siano questi i film che ogni cinefilo cerchi disperatamente e che gli confermino che ha ancora un senso andare al cinema...

8 risposte al commento
Ultima risposta 12/12/2011 22.13.23
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Invia una mail all'autore del commento logical  @  02/11/2011 02:14:22
   9 / 10
La più grande qualità di Sokurov è la concentrazione. Il suo 'esercizio' è proprio come trattenere il fiato per far smettere il singhiozzo; si sa che durerà il tempo necessario a convincere il diaframma a rilassarsi e a lasciarci respirare in pace. A volte è un eterno piano-sequenza in un museo altre volte una ripresa immobile che fissa due o tre soldati in una trincea in montagna.
Questa volta l''esercizio' è più complesso, si dichiara triplice e si arrampica tra i classici con la più grande presunzione e fortuna che si possa immaginare.
Sulla carta, raccontare - di nuovo? - il Faust di Goethe, proprio con tutte le appendici, il diavolo, l'omunculus, le tentazioni, la lotta, i demoni, la catarsi finale... sembra assolutamente improponibile se non si è in grado, almeno, di trasformare il cinema in un quadro fiammingo, usare la luce come un liquido denso, le lenti deformanti per raccontare le angosce e i vizi, trovare la faccia per il diavolo, raccontare il suo corpo, farlo camminare, trovare le donne di Rembrandt, affiancarle a quelle di Van DIck, trovare un paio di punti sulla terra dove è evidente la presenza dell'inferno e, nel frattempo, non perdere nemmeno un secondo con qualcosa di 'reale', inutilmente terrestre.
Ovviamente ci riesce, con la stessa irritante sicurezza di Herzog o la visionarietà di Pasolini o Paradjanov. Solo i grandi riescono a trovare tutto il necessario.

Invia una mail all'autore del commento kampai  @  14/09/2011 15:55:58
   7 / 10
devo dire che mi trovo d'accordo con kowalsky.estiticamente favoloso, barocco, ridondante, ma narrativamente noioso.il tedesco non aiuta .non ho visto molto affermarsi il male,il personaggio caratterizzato in modo sublime è il diavolo, con la sua forma a pera , laido e viscido quanto basta.sinceramente non mi è piaciuta l'interpretazione di faust.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  11/09/2011 00:08:58
   6 / 10
L'uomo di scienza immerge le mani nel corpo umano e ne tira fuori gli organi interni, cuore, fegato, intestini.
Dov'è l'anima? Forse si trova nei piedi, come suggerisce il suo aiutante?
Il mito di Faust imponeva d'essere proposto come opera d'arte cinematografica, e visivamente il film di Sokurov lo è: ineccepibile in ogni dettaglio, fortemente espressivo (basti pensare ai cambi di luce, a tratti cupamente verde, in altri di un bianco luminoso), perfetto nel rendere perfino gli odori.
Insomma da questo punto di vista una spanna sopra una miriade di altri.
Ma a dispetto di tanta perfezione da Maestro, e di una storia che se anche non conosciuta nel dettaglio non è ignota a nessuno, il fascino che ne poteva e doveva scaturire rimane soffocato (e ucciso) dalla difficoltà e dalla pesantezza di dialoghi abbastanza criptici che mai trascinano per mano facendoci inoltrare nei dubbi e nelle domande ossessive di Faust.
Si rimane ai margini come osservatori, limitandosi a conoscere, quasi imparare, senza essere neanche per un momento toccati in qualche corda sensibile e intima.
E questo, se fosse vista come una sfida, è una sconfitta. Secondo me.

Ora che ha vinto il Leone d'oro viene anche difficile parlarne “male”, e non per sudditanza ai premi, naturale ci si domandi se la grande noia sia stata dovuta a mancanza di strumenti o anche alla perduta abitudine a linguaggi più difficili, meno diretti.
Risposte certe non ne ho, qualcuno potrebbe apprezzarlo enormemente, altri scappare a metà film come è già successo.
Dal dieci per la perfezione artistica al quattro per la fruibilità, mi fermo su un sei per soggezione.

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Ultima risposta 05/10/2011 19.04.15
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  09/09/2011 15:24:53
   6 / 10
Non facile da giudicare. Se da un lato non si può fare a meno di ammirare la qualità visiva del film, straordinaria sotto tutti punti di vista, dall'altro è un film che personalmente ha annoiato tantissimo per la mancanza di Sokurov di far emergere le sue tematiche, legate molto alla trilogia del potere. In questo caso è il desiderio del potere, ammantato di materialismo che spazza la spiritualità dell'uomo, tanto da far apparire compassionevole la figura del diavolo, così grottesco e privo di fascino. Troppo sbilanciato dal punto di vista visivo, seocndo me. In definitiva una bellissima mattonata.

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Ultima risposta 10/09/2011 23.57.03
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  09/09/2011 03:08:29
   7 / 10
Non posso negare di aver trovato questo Faust piuttosto noioso ed accademico, e anche volendo essere magnanimi col grande cineasta russo, che pure apprezzo molto, è proprio la "carnalità", intesa come binomio eterno tra bene e male, a emergere con fatìca. Figurativamente splendido (v. la sequenza del "miracolo"), altrove fastidiosamente didattico e filosofico, dovrebbe essere una rilettura post-moderna dell'umanità di oggi, dove è ancora più facile credere al potere del Male rispetto al Bene (e alle divinità). Applaudito dai critici a Venezia, è un film che spiazza, può affascinare ma altrettanto facilmente irritare. Il mio voto cerca di essere il più obiettivo possibile

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