edipo re regia di Pier Paolo Pasolini Italia 1967
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edipo re (1967)

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locandina del film EDIPO RE

Titolo Originale: EDIPO RE

RegiaPier Paolo Pasolini

InterpretiSilvana Mangano, Franco Citti, Alida Valli, Carmelo Bene, Julian Beck, Ninetto Davoli, Luciano Bartoli, Ahmed Belhachmi, Francesco Leonetti

Durata: h 1.50
NazionalitàItalia 1967
Generedrammatico
Al cinema nel Maggio 1967

•  Altri film di Pier Paolo Pasolini

Trama del film Edipo re

Laio e Giocasta, regnanti in Tebe, apprendono da un oracolo che il loro figliolo Edipo ucciderà il padre e sposerà la madre. Incaricano pertanto un servo di uccidere il neonato sul monte Citerone. Ma questi, mosso da pietà, abbandona il piccolo che viene raccolto da un pastore di Corinto e consegnato al re che lo educa come un figlio. Recatosi tuttavia dall'oracolo di Apollo Edipo apprende l'orrendo vaticinio e, per sfuggire al tragico destino, si allontana da Corinto. Durante il suo peregrinare incontra Laio accompagnato da alcune guardie. Tra i due nasce una lite ed Edipo, senza conoscerne l'identità, uccide il vecchio re e la sua scorta. Giunto a Tebe, libera la città dalla Sfinge, un mostro orrendo, ed ottiene in tal modo la mano di Giocasta. Per porre fine ad una pestilenza poi Edipo interroga l'indovino Tiresia il quale, insieme ad un servo testimone del massacro, dimostrerà l'ineluttabile e tragica realtà. Trovata Giocasta impiccata nella reggia, Edipo si trafiggerà gli occhi.

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Voto Visitatori:   7,79 / 10 (14 voti)7,79Grafico
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Voti e commenti su Edipo re, 14 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  08/12/2011 16.46.56
   7½ / 10
Si tratta di un film molto particolare, quasi sperimentale. Se lo si guarda dal solo punto di vista del divertimento o del passatempo, allora è meglio lasciar perdere: ritmo molto lento, espressione scarnissima, mancanza di corrispondenza fra atto recitativo e evento rappresentato, difficoltà di inquadrare nei suoi nessi logici le immagini, i piani temporali e spaziali.
Per chi ama invece ciò che è orginale, anti-convenzionale e soprattutto poetico e irrazionale, allora non può che apprezzare quest'opera visivamente magnifica, molto curata e suggestiva dal punto di vista della comunicazione estetica. Anche chi ama cercare il senso recondito e metaforico, l'espressione ricercata e sottile fatta di nessi illogici, o meglio a-logici, ha pane per i suoi denti.
E' un film che va percepito quindi soprattutto con l'occhio e l'emozione che viene dalla vista di panorami amplissimi su paesaggi aridi, immensi, dalla luce piena e dai colori vivi è indimenticabile. Bisogna vedere, non si può descrivere.
Pasolini ci vuole quindi fare vivere l'esperienza della natura nella sua potenza primigenia.
Anche il mondo umano è descritto nella sua forma essenziale e primitiva, quella vera, basilare, genuina (così ce la descrive il film). Il tutto è rappresentato con una vista nuda, sincera, essenziale. Non c'è alcuna sovrapposizione di gusto, colore, adattamento visivo-sentimentale moderno o commerciale. Si tratta quindi di un'esperimento artistico di Pasolini che ha voluto girare un film al di fuori di tutti i canoni visivi borghesi o "normali". La mdp ad esempio è usata in maniera insolita, per lo più a spalla o addirittura controsole. In un'inquadratura si riproduce addirittura la vista soggettiva di un neonato verso gli alberi e il cielo.
La storia stessa raccontata (la tragedia di Sofocle) viene resa in maniera astratta, ridotta a pura immagine e al gioco dell'ironia del destino e del fato. I caratteri vengono espressi in maniera concentrata (che può sembrare quasi sommaria), rinunciando allo psicologismo e al sentimentalismo. L'andamento ieratico e solenne de "Il Vangelo secondo Matteo" qui è ancora più accentuato e finisce per uccidere o almeno relegare a ruolo secondario, l'eventuale messaggio etico. Citti recita in maniera strana. Non c'è niente di eroico o atletico (e questo a volte cozza gli atti mostrati). Nei suoi scoppi d'ira sembra di rivedere quasi Accattone.
Quello che preme a Pasolini, più che la storia, è l'ambientazione scenica, il parallelo con il mondo primitivo attuale (si mescola l'arabo con l'africano), con la civiltà non-occidentale. Questa è l'unica che può ancora esprimere il senso del mito, dell'epica, e della poesia. Sono doti che il nostro mondo ha ormai completamente perso (questo il significato delle scene finali ambientate nella piccolo-borghese Bologna e nell'industriale Milano).
E' quindi un film molto lontano dal nostro concetto abituale di film, per questo può lasciare sconcertati. A parte la fotografia, la scenografia e la musica, in effetti si fa una certa fatica ad apprezzarlo.

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  20/11/2011 20.06.12
   7½ / 10
Bel film di Pasolini (con tanto di prologo negli anni Venti ed epilogo nei Sessanta) della splendida tragedia di Sofocle che Pasolini segue fedelmente nei suoi elementi narrativi essenziali. Bella la messinscena, ottimi i costumi di Danilo Donati e bravi gli attori su tutti Citti,la Mangano e Bene

Lory_noir  @  30/05/2011 23.27.06
   4½ / 10
Adoro la tragedia, l'ho letta e spero di vederla, ma sinceramente questo film mi è sembrato pesantissimo da seguire.

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  21/11/2010 23.37.44
   8 / 10
La particolarità della rilettura pasoliniana dell'Edipo sta nel nuovo percorso preso da PPP,che mischia palesemente e senza timore intenti autobiografici,politici e sociali (prerogativa di ogni suo lavoro come regista,d'altronde) e inoltre lavorando pure sulla forma del suo cinema che sembra aver assunto con Edipo Re una maturità stilistica completa. La regia è infatti pressoché fatta di pochi virtuosismi tecnici come da programma ma la connotazione stilistica di Pasolini è confermata dai continui primi piani,ai campi lunghi che lasciano pochi compromessi ad un cinema canonico. Pochissimi anche i dialoghi e quando ci sono riescono a colpire senza mai annoiare,merito degli attori tra cui troviamo gente che con Pasolini ha già lavorato tante volte ma che non sembrano avere più l'approccio (con ogni probabilità voluto) quasi dilettantesco degli inizi.
Infine si nota una pellicola con un inizio e una fine ben definiti,a cerchio: prologo ed epilogo sono slegati temporalmente dal mito greco ma non sorprende più di tanto la scelta dei salti temporali, accomunati nel raccontare il destino di Edipo che si allarga a questo punto come monito all'uomo che combatte contro il proprio destino infaticabile.
Pasolini si sofferma spesso sulla passione incestuosa intesa come passione fisica,senza nascondere nulla (e senza volgarità) ma restando sempre nel lecito con giusta misura,parla del destino che è poi il vero messaggio da cogliere nel film. Fa diventare Edipo cieco,perché siamo come lui. Sta a noi aprirci gli occhi.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  01/11/2010 17.03.34
   7½ / 10
Davvero bello questo film di Pasolini, il suo primo che guardo e, visti i risultati, ciò mi spinge ad andare avanti. La trama, già buona di per sè, viene arricchita con creativi spunti del regista, che gestisce la mdp come se l'avesse fatto fin dalla nascita. Inoltre nel film vi sono un sacco di "simboli" della filosofia di Pasolini, tutti da interpretare, o meglio, da conoscere.
Parliamo delle interpretazioni degli attori? Pressochè buone, anche se alcuni evidenziano particolarmente il loro accento, ma questo è irrilevante.

Jh0n_Fr0m_Br0nx  @  02/06/2010 1.21.51
   8 / 10
Eccellente!
A mio parere uno dei migliori fatti dal maestro Pasolini, di una spalla sopra ad altre pelliccole da lui realizzate.
Ottime recitazioni, trama forse meno pesante e più azzeccata di altri film del regista.
Consigliatissimo a tutti gli appassionati dello stile pasoliniano.

bulldog  @  16/12/2009 20.59.02
   8½ / 10
La tragedia di Sofocle ambientata nel ventesimo secolo riletta in chiave 'Pasoliniana'.
Tante chiavi di lettura,c'è chi parla di forte impronta autobiografica,chi di rilettura della tragedia greca in relazione all’uomo contemporaneo.

Sicuramente una tematica fondamentale su cui ha costruito il film Pasolini è il non accettare mai come inevitabili il divenire dei fatti.

Da segnalare la presenza di Carmelo Bene nei panni di Creonte in quella che è stata l'unica collaborazione tra due delle figure,seppur molto diverse,più importanti del novecento.
Regia che trasuda pessimismo in ogni inquadratura.

"Questo è ciò che di Sofocle mi ha ispirato: il contrasto tra la totale innocenza e l’obbligo del sapere… Non è tanto la crudeltà della vita che determina i crimini, quanto il fatto che la gente non tenta di comprendere la storia, la vita e la realtà.”

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  25/11/2009 13.19.15
   8 / 10
Girato nel 1967 e presentato alla Mostra di Venezia, L'Edipo Re di Pasolini è un'innovazione rispetto al modello greco; infatti la cornice scelta, nella quale inserire il mito è in parte contemporanea ed autobiografica. PPP stesso afffermò che il bambino ritratto all'inizio del film è una citazione di se stessto nel suo difficile rapporto col padre. Rispetto alla tradizione della tragedia greca nel film viene accentuata la sensualità e la violenza del rapporto madre-figlio.
Incisiva la scena dell'accecamento, che ancora una volte insiste sulla nudità e sull'erotismo.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  11/08/2009 7.05.11
   8 / 10
Personalissima, si dice molto autobiografica, trasposizione cinematografica della leggendaria storia di Edipo. Il film è davvero un po' troppo didascalico, ma geniale (e troppo bello) nell' adattamento ai tre salti temporali diversi. Mdp a spalla, montaggio ostico, un certo tipo di recitazione e i celebri campi lunghi di PPP. Dominanza di un elemento come la cecità, imposta anche allo spettatore con sequenze in controluce che lasciano solo intravedere l' azione. Immensa recitazione di Franco Citti, splendida Alida Valli e la Mangano credo sia stata la donna più bella del nostro cinema.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Compagneros  @  16/05/2009 17.52.47
   7 / 10
Film lento e complesso.
Del grande maestro Pasolini ho apprezzato di più altri suoi lavori come Mamma Roma, Uccellacci e Uccellini, Salò, ecc.
Peccato perché il cast era ottimo, impreziosito dal quel genio di Carmelo Bene purtroppo relegato ad un ruolo non proprio di primo piano.
Risulta comunque un film guardabile ma il grande Pasolini ha fatto certamente di meglio a mio avviso.

VikCrow  @  08/03/2009 13.02.02
   10 / 10
Non si può non dare un 10 tondo a questo capolavoro. Pasolini era un genio!

paride_86  @  20/10/2008 1.22.34
   7 / 10
Il film parte in un periodo che potrebbe benissimo riferirsi agli anni '20, ovvero quando è nato Pasolini, e si conclude nell'epoca in cui è stato girato, cioè fine anni'60. In questo modo il regista vuole accostare la sua storia con quella di Edipo, che andrà a sviluppare in tutta la parte centrale della pellicola. La sceneggiatura è buona, come pure le interpretazioni, specialmente per la Mangano e la Valli.
Il film porta in sé una forte carica mistica, non solo nei temi ma anche esteticamente: purtroppo in una storia come questa le scenografie andavano curate di più . Mi riferisco alle scene dell'oracolo di Delfi e, soprattutto, all'episodio della Sfinge, liquidato molto sbrigativamente da Pasolini (se questo film l'avesse girato Fellini, che all'epoca preparava il "Satyricon", avremmo avuto un capolavoro assoluto).
La carica drammatica è fortissima e sentita, ma a volte spezzata da dialoghi troppo teatrali e dai "cartelli" di testo inseriti da Pasolini.
Insomma, si tratta certamente di un buon film, ma PPP ha fatto di meglio.

Sanjuro  @  24/05/2008 0.00.58
   10 / 10
Ripeto: Alcune opere dovrebbero morire nel rapporto carnale tra occhi e scherzo. Alcuni utenti invece dovrebbero morire e basta (quello prima di me)

Zoso87  @  14/07/2006 0.56.32
   7½ / 10
Film davvero strano e complesso di pasolini. Un vero film d'autore e a tratti spesso molto simile al teatro più che al cinema, con numerosi soliloqui e monologhi simili al teatro greco. Pasolini comunque raggiunge lo scopo e, pur non conoscendo la storia di Edipo, se ne riesce facilmente ad apprendere la trama ed i suoi significati.

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