dog bite dog regia di Pou-Soi Cheang Hong Kong 2006
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dog bite dog (2006)

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locandina del film DOG BITE DOG

Titolo Originale: GAU NGAO GAU

RegiaPou-Soi Cheang

InterpretiEdison Chen, Sam Lee, Suet Lam

Durata: h 1.49
NazionalitàHong Kong 2006
Genereazione
Al cinema nel Dicembre 2006

•  Altri film di Pou-Soi Cheang

Trama del film Dog bite dog

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Voto Visitatori:   7,00 / 10 (4 voti)7,00Grafico
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Voti e commenti su Dog bite dog, 4 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento goat  @  06/02/2011 10:55:33
   7 / 10
un pasto luculliano innaffiato di tavernello, un minuto prima pensi sia un capolavoro, mentre in quello successivo ti cadono le braccia per delle scelte ignobili (la colonna sonora credo sia la cosa più imbarazzante in assoluto).
gli aspetti positivi prevalgono indubbiamente, ma sul genere rimango fedele a run and kill.

Tom24  @  05/08/2007 01:15:49
   8 / 10
Film folgorante. Da subito siamo coinvolti da una regia convulsa, a tratti traballante, e atmosfere metropolitane umide, sporche. Poi inizia la storia e non si riesce ad evidenziare ciò che è bene dal male, i due protagonisti pur essendo simili si ritrovano ad affrontarsi, senza una vera vittima o colpevole e senza un valido motivo, se non quello della soppravivenza, o della vendetta, istinti primordiali. E anche quando le situazioni si ribaltano, quando quello che non aveva niente da perdere cerca di fuggire con una ragazza e l'altro, visto morire suo padre, diventa a sua volta una macchina di violenza, l'unico sentimento che resta è il puro odio, un senso di insoddisfazione e miseria per un mondo ingiusto, un ingiustizia che si riversa in violenza con il primo a cui si entra in contatto, anch'esso con le stesse paure e gli stessi sentimenti.
In un mondo sporco e crudele bene e male sono due cose inesistenti, l'elemento accumunante è la pena che si prova dalla condizione dei due, divenuti assassini per forza del caso, in cui lo spettatore non si sa identificare, tifare ne per l'uno ne per l'altro, ma può soltanto aspettare impassibile la fine del film.
Sul finale sono pittosto perplesso, ma rimane un lavoro molto particolare, di una HK tutta da scoprire.

Gruppo REDAZIONE K.S.T.D.E.D.  @  27/07/2007 14:14:56
   6½ / 10
Non so dove puntare il dito. Non so se puntarlo verso quanto di buono c’è, e ce n'è, in questa pellicola o verso ciò che in questa pellicola si poteva evitare. Rare volte mi capita di intristirmi così dinanzi ad un film che poteva essere ma che non è stato.

Di positivo c’è tanto. “Dog bite Dog” è una bestia che respira veleno e lerciume e caccia fuori dolore e cattiveria; si muove nel sudicio e rende tale anche ciò che non lo è. Ti soffoca con aria maleodorante e ti angoscia con un assoluto nichilismo. Non ci sono vie di fuga per nessuno, presto o tardi tutti i personaggi respireranno quell’aria corrotta e maleodorante, abbandonando il loro ruolo e oltrepassando il confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, tra ciò che è bene e ciò che è male..anzi, a dire il vero, di questo confine nel film non si intravede neanche l’ombra e alcuni di loro un ruolo non ce l’hanno neanche mai avuto, sempre che “cane randagio” non possa essere definito tale. Si, come suggerisce anche il titolo, i due protagonisti non sono altro che questo, due bestie cresciute in cattività, uno in Cambogia costretto a massacrare e farsi massacrare dai proprio simili, l’altro in città costretto a percorrere una strada capace solo di logorarlo. Il primo intravede una via di fuga e cerca di arrivarci, l’altro non riesce più a vederla e vira verso l’annullamento di se stesso.
Quello tra i due sembra un combattimento clandestino, senza regole, senza rimorsi, solo rabbia; a sottolinearlo, i versi animaleschi, messì lì non certo per far scena, che accompagnano le scene in cui i due si affrontano e delle ambientazioni sporche quanto tutto il resto. Quest’ultime rappresentano un altro aspetto estremamente positivo; sono a dir poco perfette e maledettamente affascinanti; un continuo susseguirsi di discariche, strade deserte, mercati vuoti, tutti continuamente illuminati da lampioni che abbagliano e sfumano con quella luce gialla e accecante. Stesso discorso per le zone meravigliosamente desertiche in Cambogia, valorizzate da una fotografia tendente anch’essa al giallo.
I dialoghi sono ridotti all’essenziale, tutto è affidato agli sguardi, ai gesti, ma questa non è una novità dato che si sta parlando di una pellicola orientale.

Anche di negativo, purtroppo, ce n’è. Anzitutto, a smorzare l’entusiasmo durante la visione sono delle esagerazione sistematiche che si risolvono in gente che non si fa niente o quasi quando viene raggiunta da un colpo di pistola, in un tizio che riesce a non fiatare quando gli viene conficcato un coltello nella mano e in coincidenze improbabili ed evitabili che vanno a danno della credibilità. Ora, su queste esagerazioni si sarebbe anche potuto chiudere un occhio se non avessero raggiunto il culmine nei 30 minuti finali; infatti se è vero che la Cambogia, scenario finale, è in sé un’ambientazione perfetta, è anche vero che tutto il resto non convince affatto, partendo dallo scontro fra i due, passando per le discutibili scelte relative alla colonna sonora, fino ad arrivare ad una sequenza conclusiva si del tutto simbolica, ma comunque forzata e che vorrebbe da sola contrastare lo sfacelo dell’umanità sottolineato per tutta la durata della pellicola, ma che si risolve in una evitabile stonatura.

Insomma, il netto contrasto tra la prima parte di questo commento e la seconda, credo sia sufficiente a far capire quale occasione mancata sia “Dog bite Dog” e mi dispiace non poco mettere un voto così basso, specie se ripenso ai favolosi 10 minuti iniziali e alle interpretazioni perfette di Sam Lee e di Edison Chen (Infernal Affairs 2). Un vero peccato.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  07/01/2007 23:47:56
   6½ / 10
TRAMA: Uno spietato assassino cambogiano dalla violenza animale (Edison Chen) fa brancolare nel buio la polizia di Hong Kong. Il giovane poliziotto Wai (Sam Lee), impara a conosere la slealtà ed il furore, subendo una metamorfosi brutale.
Da una Hong Kong ripugnante e pessimistica, le due bestie umane si ritroveranno in Cambogia per il faccia a faccia finale.

...Crudo e cattivo ecco gli aggettivi che più si addicono... Un film insolito però ricco di stereotipi e alquanto improbabile in molte sue scene... Questo lo penalizza nn poco... Il film risulta, a mio parere penalizzato dalla regia di Pou-Soi Cheang che ho trovato priva di eleganza e in alcuni tratti un pò "rozza" permettetemi il termine... Ma trascurando questi aspetti il film si rivela scorrevole e con un buon finale... E tra tanta morte trionfa la vita... Per la buona idea do più della sufficienza...

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