dieci inverni regia di Valerio Mieli Italia, Russia 2009
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dieci inverni (2009)

 Trailer Trailer DIECI INVERNI

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locandina del film DIECI INVERNI

Titolo Originale: DIECI INVERNI

RegiaValerio Mieli

InterpretiIsabella Ragonese, Michele Riondino, Liuba Zaizeva, Glen Blackall, Sergei Zhigunov

Durata: h 1.39
NazionalitàItalia, Russia 2009
Generedrammatico
Al cinema nel Dicembre 2009

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Trama del film Dieci inverni

Primo inverno. 1999. Camilla lascia il paese d'origine e si trasferisce a Venezia per frequentare l'università. Sul vaporetto incontra Silvestro: il sorriso chiaro, le idee molto meno. Un po' per fato e un po' per intenzione, il ragazzo perde l'ultima corsa della sera e passa la notte insieme a lei. È l'inizio di un amore che chiederà dieci anni per riconoscersi come tale. In mezzo scorrono l'amicizia, la paura, il dubbio, le impennate di orgoglio, l'incredulità.

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Voto Visitatori:   6,39 / 10 (9 voti)6,39Grafico
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Voti e commenti su Dieci inverni, 9 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gandalf78  @  04/02/2010 12.16.33
   7½ / 10
Molto carino veramente, non credevo, ero scettico ma mi sono ricreduto con piacere.
Storia molto reale ed attuale, lenta e piena di emozioni....molto bravi gli attori.

Da vedere

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento mkmonti  @  14/01/2010 15.06.04
   6 / 10
Un'opera sufficiente prodotta per la prima volta dal Centro Sperimentale di Cinematografia fotografa l'incomunicabilità tra i due protagonisti nell'arca di una decade(99-2009) tra andirivieni Venezia-Mosca, con un happy ending alla Moccia, che francamente si poteva evitare. Tutto sommato una pellicola godibile, con una buona fotografia in particolare a Venezia e la scelta un pò infausta del nido d'amore che in realtà sembra una catapecchia....

Musha  @  09/01/2010 9.08.42
   6½ / 10
Altro film sull'incomunicabilità.
Ma se invece che all'ultima scena i protagonisti avessero consumato tra le prime, appena ce n'è stata l'occasione...

Leo77  @  26/12/2009 16.55.28
   8 / 10
Io l'ho trovato un film magnifico e anche se me ne avevano parlato benissimo non sono rimasto deluso, anzi! Mi ha coinvolto e sconvolto come non mi succedeva da un sacco di tempo. Domani torno a vederlo!

fuori di testa  @  19/12/2009 19.47.41
   7 / 10
veramente carino a mio parere..magari un po' lento..ma è questo che vuole raccontare questo film: una storia d'amore che si propaga nel tempo..mostrando tutti i lati di un rapporto tra due persone..che si piacciono da subito..ma che non si trovano mai..e si richiedono dieci anni per trovarsi finalmente nel posto giusto..al momento giusto..i due attori protagonisti sono molto validi..e anche secondo me una delle scene più belle è la sera della festa..con la partecipazione di vinicio capossela che interpreta quella canzone stupenda..da vedere.!.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  19/12/2009 0.34.44
   5½ / 10
Per essere l'antitesi degli amorini di Moccia, il film è grazioso, ma purtroppo anche piuttosto fragile.
Qualcosa che sa di affettato e precotto quanto basta per non suscitare l'attenzione che certi spunti avrebbero meritato, se il regista avesse preteso un minimo di profondità in più, soprattutto verso l'epilogo.
I personaggI, nella loro apparente spontaneità, sono falsi e ancorati alla mitomania da Diario di un laureato di cui un'autrice veneziana d'importazione, Marilia Mazzeo, ha colto aspetti molto più acuti e realistici - leggasi La ballata degli invisibili.
Non esaltanti le prestazioni dei giovani attori - nonostante la fresca simpatia del protagonista - e dialoghi da fotoromanzo travestito da referenza autorale ("Magari mi potete venire a trovare in Russia" mah).
Una Mosca da presepe/panettone, e una Venezia invero valorizzata nei suoi aspetti più malinconici e affettivi (v. l'isola della Certosa o il giardino delle vergini all'Arsenale).
La scena peggiore? Il matrimonio sovietico, imbarazzante...
Le cose più riuscite? La scena della festa, l'intervento di Capossela con una bellissima canzone, la magìa del modesto nido (casa) trasformato in gradevole convivialità.
Tutt'altro che un brutto film, insomma. Si vede con piacere e si registra come appuntamento mancato con le sue promesse, proprio come la storia d'amore incompiuta e decennale che racconta

1 risposta al commento
Ultima risposta 13/01/2010 21.19.29
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Invia una mail all'autore del commento cupido78  @  16/12/2009 15.56.34
   3 / 10
orribile...snervante...finto...gli attori sono pessimi...questo film non ha nessun motivo di esistere!!!i

mutuo4ever  @  13/12/2009 0.54.57
   7 / 10
Anche se mi ha comunicato un messaggio diverso, quasi opposto, rispetto a quello che hanno detto di voler trasmettere gli stessi attori, questo film mi sembra ottimo. Proprio come in qualsiasi opera d'arte: al di là della bellezza ognuno è libero di vedere quello che gli pare. Io ci vedo un chiaro messaggio che spero venga colto anche da altri spettatori. Provo a spiegarvelo. Non penso sia una storia edificante e romantica quella che viene raccontata. Anzi penso sia proprio la rappresentazione di quanto di effimero si nasconda dietro alla parola "amore". Forse il primo errore è chiamare Amore quello che viene rappresentato sullo schermo. A mio avviso stiamo parlando di infatuazione (e ossessione)... con tutto ciò che ne consegue. L'amore prevede infatti uno scambio tra le due persone, prevede affinità e visioni comuni. Queste sono le cose che Camilla non riuscirà a dare a nessuno dei suoi uomini: tre uomini infatuati di lei. Balza agli occhi come questi tre uomini siano persone piene e vitali: a partire da Silvestro, cosi simpatico ma anche determinato fino ad arrivare a Fjodor, il regista russo. Balza altrettanto agli occhi come al contrario Camilla sia una persona priva di una forte personalità e di coraggio. Aldilà delle apparenze, infatti, Camilla è un personaggio molto negativo. Ciò si evince soprattutto da un confronto con Silvestro (ovvero la relazione su cui si focalizza il film): - Silvestro è premuroso, Camilla è quasi glaciale - Silvestro sembra scemo ma si laurea e sembra avere successo, Camilla sembra un persona diligente ma alla fine è inconcludente (si laurea addirittura anni dopo Silvestro) - Silvestro è pieno di amici, Camilla mutua da Silvestro gli unici amici che ha - Silvestro si prodiga per aiutarla, Camilla più volte con indelicatezza lo vuole sbattere fuori di casa Camilla sembra non determinare gli eventi ma piuttosto lasciarsi investire da essi. Questa passività la conduce via via fino a toccare il fondo: abbandonare il marito e tornarsene a vivere rinchiusa nella sua camera nella casa del padre. Quello ottimamente rappresentato non è il trionfo dell'amore ma è la "magia" crudele dell'infatuazione: tre uomini brillanti e decisi perdono la testa per una persona tutto sommato piatta e perennemente in crisi. Non a caso Silvestro ripete per tre volte nel corso del film, fino all'ultima battuta, che ha paura di Camilla. Questa sensazione di paura è, a mio avviso,l'unico barlume di ragionevolezza espresso da parte di Silvestro che dovrebbe ben guardarsi dalla situazione in cui si sta invischiando ma non lo farà mai. Incasserà tutta una serie di colpi bassi senza aprire gli occhi e rinsavire. Quanto tocchino il fondo lo dimostra anche la scena dell'asta: Silvestro e Camilla (che, da precario e disoccupata, non sono certo persone danarose)sono disposti a spendere una follia per acquistare la catapecchia in cui avevano vissuto. Questo è un chiaro parallelismo tra rovinarsi economicamente per un cattivo investimento e rovinarsi sentimentalmente per una pessima relazione. Qualcuno parla di "favola romantica". Purtroppo non è nè una favola nè romantica. Sono frequenti nella realtà storie di "zerbinaggio" governate per anni da una pura ossessione per l'oggetto del desiderio come quella di Silvestro per Camilla. Un possibile sequel di questo film potrebbe essere molto breve e sintetizzato come segue: lui dopo una notte di passione si è già stufato di lei e dei suoi problemi e si lasciano. Fine

arturo  @  12/12/2009 11.45.16
   7 / 10
Grazioso, insolito, debolino. La narrazione ellittica (dieci capitoli a distanza di un anno l'uno dall'altro) è insieme la sua forza e la sua debolezza, perché il meccanismo incuriosisce ed obbliga lo spettatore a fare uno sforzo di integrazione, ma nello stesso tempo raffredda. Punti di forza: l'atmosfera, la fotografia, gli attori (non abusati, per ora). La principale debolezza è a mio parere in una leggerezza tematica al limite dell'inconsistenza (nella vita di questi ventenni non sembra che ci siano altri pensieri che non la questione sentimentale).
Mezzo voto in più perché si tratta di un esordio.

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