control regia di Anton Corbijn USA 2007
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control (2007)

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locandina del film CONTROL

Titolo Originale: CONTROL

RegiaAnton Corbijn

InterpretiSam Riley, Samantha Morton, Craig Parkinson, Joe Anderson, Alexandra Maria Lara, Harry Treadaway, Toby Kebbell, Tim Plester

Durata: h 2.02
NazionalitàUSA 2007
Generebiografico
Al cinema nell'Ottobre 2008

•  Altri film di Anton Corbijn

•  Link al sito di CONTROL

Trama del film Control

Biopic sul leader dei Joy Division Ian Curtis, il film Ŕ un ritratto degli ultimi anni della sua vita fino al suo suicidio, alla vigilia di quello che avrebbe dovuto essere il loro primo tour americano nel 1980.

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Voto Visitatori:   7,91 / 10 (69 voti)7,91Grafico
Voto Recensore:   8,50 / 10  8,50
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Voti e commenti su Control, 69 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

xymox  @  06/12/2020 00:01:58
   9 / 10
Ottimo film interpretato egregiamente. film imperdibile in particolare per chi come me è appassionato dei Joy Division

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR wicker  @  06/07/2019 20:31:45
   7½ / 10
Più che un film sui Joy division è un biopic di Ian Curtis , la trama è incntrata totalmente su di lui. Visivamente perfetto , ma con Corbijn c'era da aspettarselo e recitato bene da Riley e Morton .
la sceneggiatura tuttavia è un pò scarna e misera ,forse perchè totalmenta presa dalle turbe del cantante , nella seconda ora gira un pò troppo su ste stessa

Mattia100690  @  28/08/2017 17:52:59
   10 / 10
Essendo un estimatore estremo dei Joy Division, il mio voto non può essere oggettivo. Consiglio caldamente di guardare questa piccola perla del cinema indipendente, diretta da uno dei fotografi che hanno fatto la storia del post-punk e del rock in generale. Un elogio alla musica, al genio e alla morte.

libero1975  @  05/05/2017 23:44:48
   8½ / 10
Ottimo film1 Fatto bene e recitato alla grande!

Blatta Blasfema  @  04/08/2013 13:35:05
   7 / 10
Da estimatore dei Joy Division era ovvio che non potesse "stupirmi" o rivelarmi chissà che cosa.
E' una buona messa in scena dell'ascesa tormentata di Curtis e soci fino all'inevitabile fine.
Ottima la fotografia, il bianco e nero e la rappresentazione delle turbe mentali e fisiche di Ian.

Walk in silence...

BlueBlaster  @  20/09/2012 18:11:37
   8 / 10
Un ottimo biopic su Ian Curtis...tecnicamente squisito, dalla scelta del bianco e nero all'eccellente fotografia!
Grandissima interpretazione di Sam Riley ed il regista Anton Corbijn essendo fan dei Joy Division non poteva essere più azzeccato!
Un film triste e veritiero con una solida sceneggiatura che di certo non potrà che rimanere impresso...

Jimmy.Carollo  @  06/06/2012 12:40:45
   7½ / 10
Premesso che sono un amante dei Joy Division questo film merita mezzo voto in più del dovuto proprio per questo. Sapendo già la vita di Ian e le tappe fondamentali di questa band l'ho guardato senza trovarmi novità sconvolgenti, risvolti inaspettati sul loro percorso esistenziale... Però la pellicola è veramente ben fatta, con una gran fotografia, attori perfetti per quei ruoli e soprattutto il regista è riuscito a trasmettere in maniera molto reale quell'atmosfera che aleggiava attorno al personaggio principale. Un atmosfera cupa ma geniale, riflessiva a volte autodistruggente con picchi di gioia improvvisi, momenti di passione, di spirito alternativo di introspezione assoluta. Scelta del bianco e nero azzeccatissima, colonna sonora ovviamente di mio gusto e scenografia ottima.

_Hollow_  @  26/03/2012 00:17:33
   6½ / 10
Mah. La cosa che più ho pensato vedendolo e dopo averlo visto: mah.
Lì per lì ci si rende conto di stare guardando un film che, di per sé, non è nulla di che e lascia seri dubbi riguardo la realtà dei fatti rappresentati. Però esattamente come ci sono film che lasciano una buona impressione per essere dimenticati il giorno dopo, altri lasciano una cattiva impressione per poi tenerti occupato il cervello il giorno seguente, e "Control" è uno di quelli. Il problema è che non lo fa in maniera del tutto positiva.
L'attore principale è abbastanza azzeccato, il bianco e nero pure (anche se avrei visto meglio un film a tinte molto più scure su stile espressionista tedesco invece che una trovata del genere ... come è stato scritto giustamente sotto di me, l'ideale come stile sarebbe stato qualcosa di vicino a "Eraserhead" di Lynch, più cupo e grezzo).
Apprezzo pure parecchio il modo in cui la nascita delle varie canzoni (stupende e che da sole valgono la visione) viene accostato agli eventi personali di Ian. Almeno in certi casi in modo del tutto certo, come l'episodio della ragazza epilettica per "She's Lost Control".
Però non tollero il modo in cui viene dipinto Ian Curtis ... e sua moglie.
Per carità, non che li abbia mai conosciuti di persona ma ... far passare un genio assoluto come Ian Curtis per un ragazzo qualunque dedito al pianto e la moglie come una santa immacolata mi fa veramente schifo.
Insomma, io di arte non ci capirò una mazza ma non penso proprio che un tipo che scrive testi come quelli che lui ha scritto, che tratta temi così assurdamente cupi, esistenziali, di fallimento, sconfitta, isolamento ecc. di fronte alla spietatezza della vita e della società possa essere un tipo non solo così molle, ma pure così "normale". Un alienato sì, nel bene (Ian Curtis?) o nel male (il joker di batman XD), ma non così. Anche perché, diciamolo chiaramente, chi si suicida non è mai un debole. Ci vogliono le palle per ammazzarsi e molti non riescono a farlo. Ian Curtis che piange di fronte al prefabbricato portato via a Stroszek? Suvvia, non solo non sarebbe da lui, ma nessun essere al mondo piangerebbe per quella scena. Perché non è proprio fatta per piangere, è grottesca come tutto il resto del film e non sono le lacrime che deve suscitare. Quelle al massimo (ma proprio al massimo) per un artista potrebbero saltar fuori di fronte alla scena finale, altrettanto grottesca ma molto più devastante dal punto di vista psicologico e potrebbe essere solo quella ad aver influito sul gesto di Curtis, insieme all'ascolto di "The Idiot" di Iggy Pop.
E la moglie invece? Ne vogliamo parlare? Tra l'altro mi vorreste dire che tutto quello che si vede non sia quasi certamente la sua sola ed unica visione dei fatti usata per ricostruire tutto? Visione banale e totalmente assurda che lascia ben capire come Ian possa essersi pentito di averla sposata? Se Ian Curtis aveva sicuramente qualche dubbio esistenziale riguardo la necessarietà e convenienza di stare al mondo, sono sicuro che la cara mogliettina qualche colpa per doveva pur averla. Il film mi sembra quasi un modo per toglierle un peso dalla coscienza. Tra l'altro che io sappia "Love will tear us apart" fu scritta più che altro per la fortemente instabile relazione coniugale e per i litigi, non per un qualche dramma amletico tutto nella testa di Curtis tra il tradire o il non tradire.
In ogni caso, nonostante i difetti, rimane un film discreto sulla vita di Ian Curtis e in questo è unico. Contiene poi in ordine "cronologico" le varie canzoni della band e pure questo "vale il biglietto". Si può vedere e la curiosità spinge a farlo, poi sono sicuro che chiunque abbia ascoltato a fondo e tutt'ora ascolta i Joy Division (P.s.: e figurarsi se il "leader" di una band che si chiama così, ricordando appunto il grottesco "bordello" di Auschwitz metafora della modernità intera, possa piangere di fronte ad un'altra grottesca metafora come quella di Stroszek, volevo ricordarlo) tratterà con occhio molto critico quello che sta vedendo ... che comunque ha l'enorme pregio, a mio parere, di essere la vita di Ian Curtis dal punto di vista di chi non capisce gente come Ian Curtis: se fosse qualcosa di voluto, sarebbe un film geniale. Purtroppo non è così. Incompreso anche da chi c'ha fatto un film sopra. Paradossale come quel "Joy Division".

Isolation
Isolatioon
Isolation

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Ultima risposta 03/11/2014 00.06.00
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Ciaby  @  18/02/2012 10:49:35
   5 / 10
Delusione agghiacciante. Prendere un uomo fuori dal mondo come Ian Curtis e imbellettarlo di emozioni e storie d'amore senza nesso logico è veramente assurdo, come donare umanità ad un uomo che era bello anche per la sua assenza di umanità. Si parla poco della musica devastante che un gruppo oltrenatura come i Joy Division hanno saputo creare, soffermandosi più, con una certa superficialità, tra l'altro, sulle vicende sentimentali e non di Ian, mostrato mentre piange più volte, per descrivere la sua disperazione e la sua malattia: un espediente abbastanza facile per rappresentarne il dramma.

Il bianco e nero per descrivere la sua vita è bellissima come idea, ma rendetelo grezzo e cupo, non da fotografia di spot di Calvin Klein, con tutte quelle inquadrature ricercate da studente accademico che danno al film un pathos quasi televisivo. Sul finale si risolleva abbastanza, ma la chiusura del film lascia l'amaro in bocca. Concordo con chi ha detto che sulla sua vita poteva farci un film perfetto solo chi adopera l'astrazione (Tsai Ming-Liang, Derek Jarman), perchè questa sembra solo una rappresentazione didascalica di una vita, da compitino delle medie, fatto per fatto.

Eccellenti le interpretazioni del cast, ma da un film su una delle più grandi icone del rock ci si aspettava molto di più. Un flop.

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Ultima risposta 20/03/2012 10.49.22
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Fratuck89  @  10/12/2011 13:23:03
   6½ / 10
A me non piacciono i Joy Division come stile musicale, e non conosco le vicende personali del cantante, nel complesso è un film freddo, distaccato, sterilizzato, e il bianco e nero accentua tutto ciò, l'attore che interpreta ian curtis non mi è piaciuto per nulla, a meno che il cantante non fosse una persona del tutto anonima.
Nel complesso non mi ha emozionato, è la storia di una persona depressa come c'è ne sono tante al mondo.

Ci sono decisamente troppe sigarette per un ex fumatore come me!

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  27/05/2011 15:20:52
   7½ / 10
Un biopic con spunti molto interessanti ad iniziare dalla scelta del bianco e nero, perfetto nel comunicare quel senso di claustrofobia che finisce per soffocare il suo protagonista, aumentando il peso delle sue scelte in un rimorso senza via d'uscita, un dolore trattenuto che l'epilessia simbolicamente fa fuoriscire con violenza. E' come vedere un puzzle completo che perde gradualmente le tessere e non può più essere ricomposto. Non è proprio un film che si concentra sui Joy Division come gruppo, ma la loro musica è il giusto contrappunto al lento sfaldarsi di un'esistenza.

romrom  @  18/04/2011 21:52:51
   8½ / 10
Bellissima biografia del leader dei Jy Division, il tormentato IAN CURTIS, reso alal perfezione del giovane Sam Riley. Guardatevi i video live su youtube e vedrete che la somiglianza a volte è impressionante.
Bellissima la fotografia.

FrankNFurter  @  12/04/2011 09:45:57
   8½ / 10
Terribilmente magnifico.
Un ragazzo, un uomo, troppo grande per questo mondo, troppo piccolo per sopportare il peso di se stesso.
L'esibizione alla Granada TV ti sbatte lo stomaco in gola prendendolo a calci...

Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  12/03/2011 16:17:57
   8 / 10
"L'esistenza che importanza ha? Io esisto meglio che posso.
Il passato fa parte del mio futuro, e il presente è fuori controllo"

La disperazione di Ian Curtis, le sue paure, la sua poesia.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  05/03/2011 19:19:25
   7½ / 10
Di grande intensità e molto drammatico, proprio come la vita di Ian Curtis.
Un pugno nello stomaco per gli amanti del cinema e del rock. Monumentale Sam Riley nel ruolo del protagonista, musiche per forza di cose eccellenti e sapiente regia. Però mi raccomando, non guardatelo se siete tristi!!

-ataren-  @  22/09/2010 17:34:40
   8½ / 10
Per ora il più bel film biografico che ho visto!
Malato e disperato, come i crescendo da brivido delle musiche dei Joy Division.

Phelps  @  12/09/2010 12:11:24
   9 / 10
Punto in meno solo perche nella seconda parte la storia si fa un po lenta e noiosa...mitici Joy Divison.

BrundleFly  @  10/09/2010 10:50:23
   7 / 10
Non conosco i Joy Division e tantomeno Ian Curtis. Ho visto questo film perchè ero curioso di vedere il debutto sul grande schermo del fotografo e scenografo Anton Corbijn, che avevo già potuto apprezzare nei suoi ottimi lavori, in concerti e videoclip, dei Depeche Mode.
Detto questo, trovo che a livello di storia (probabilmente proprio perchè non conosco la band) non sia particolarmente coinvolgente, anzi, la noia in più di un punto regna sovrana, soprattutto nella seconda parte, ma il film è girato con una cura quasi maniacale, dove ogni inquadratura è costruita alla perfezione, come fosse un quadro o una fotografia; per non parlare del bianco e nero che avvolge il tutto e gli da un tono altamente drammatico.
Sam Riley offre una prova d'attore eccellente.

unpoeta67  @  16/05/2010 22:33:53
   8 / 10
la genialità inevitabilmente mostra la vita in bianco e nero poichè a volte non v'è nulla che possa colorarla .... non conoscevo il gruppo , non conoscevo ian curtis , sono però andato a vedermi qualche loro video su you tube ...ed ora credo che mi ascolterò con un po' + di attenzione la loro musica . Del film che dire? ...dato che è tratta da una biografia scritta dalla moglie di ian , la trovo un po' di parte , la moglie ne esce a testa alta e fin troppo paziente , ian ne esce come un uomo che aveva l'amante e potrebbe essere condannabile ...non è così però , io leggo l'uomo disperato , straziato dal dolore , immagino cosa doveva essere per lui lo sveglliarsi ogni mattina , travalicato da ansiti che gli squarciavano il petto per uscire fuori , travolto da una malattia che lo opprimeva ancor di più , da una moglie che non lo ha probabilmente mai capito e che gli offriva una normalità che gli dava il voltastomaco assieme ad una aprvenza di " stabilità" che non poteva esser sua . Una amante che , forse , riusciva a non essere invadente , ma anzi preoccupata di se stessa come se lui potesse essere un pericolo ( ed infatti lo era) ...durante lo scorrere del film pensavo a come puo' esser stata la vita di annik in seguito , dicendomi che non può aver trovato nulla , in tanti anni successivi , di paragonabile a ciò che ha vissuto in poco tempo con lui . Della musica che dire? già è stato detto tutto , trattata superficialmente tutta quella parte di costruzione dei brani dei JD che poteva veramente esser moltol più interessante . I musicisti figure marginali del film , forse è giusto , forse no ....il mio giudizio è comunque molto positivo . da un profano è un onore esser stato invitato alla visione di una così rara perla di bellezza e essermi potuto specchiare in una sensazione di vita che a tratti assomiglia alla mia .......buona visione .

hurricane  @  10/02/2010 17:59:15
   10 / 10
Uno spaccato della vita di Ian Curtis, leader dei Joy Division.
Struggente, toccante, che scava nel profondo dell'animo umano.
Bella la musica dei Joy Division e quindi azzeccate le colonne sonore...

Guy Picciotto  @  31/01/2010 19:00:44
   3½ / 10
Non mi ha per nulla convinto.
La struttura è quella di un biografia con venature sulfuree e decadenti, è quando c'è la biografia di mezzo si corre il rischio di cadere nella narrazione filologica, che a me personalmente fa venir l'orticaria.
Questo film e'l'ennesima speculazione sulla figura di Curtis, ed in generale l'ennesima speculazione su un icona del rock defunta.
L'unico che poteva filmare una non-vita come quella di Curtis e' a mio parere un regista tipo Derek Jarman, qualsiasi tipo di trasposizione dalla biografia redatta dalla vergognosa vedova Curtis condanna questa pellicola nel mortificante cinema della rappresentazione, per di più scritta dal punto di vista della moglie, e già sappiamo cosa pensava la moglie del suo ex marito, e chissà se il suicidio non è stato causa in parte anche di questa donna qua.
Ecco gia questo lo ritengo pregiudizievole ai fini di una buona riuscita del progetto.
Solamente Derek Jarman o Stanley Kubrik potevano tirare fuori un film convincente su una persona nata per morire, una persona che era oggettivamente al di la dell'essere umano, questo filmetto mediocre fa' rivivere Curtis in una veste eccessivamente umana, nel corso del film piangerà almeno 6 volte, tutto ciò rende purtroppo il film per nulla credibile: per certi musicisti, divorati da problematiche interiori, l'unica rappresentabilità possibile è paradossalmente quella destinata a un cinema a-figurativo, astratto, di de-costruzione.
Curtis che piange è una furba operazione posticcia filmica che vuole rendere umana una figura oltre l'Uomo: destinata kafkianamente a comporre un disco perfetto e poi immancabilmente a frangersi contro l'Assurdo che nemmeno rimugina tra sè il deserto delle forme e il possibile musiliano.
Come qualcun altro prima di me ha detto, più che un film sembra una telenovela, la visionarietà catacombale dei joy divisione manca del tutto e l'urgenza febbrile profetica di Curtis non c'è o è troppo addolcita: ne esce una figura che non è lui, ma solo la rappresentazione mediata da sua moglie, con tutte le aggravanti che ciò comporta.
Altra vergogna è il fatto che non venga citato nemmeno una volta " closer " il suo testamento, uno dei massimi gelidi monumenti tombali di marmo della storia del rock.
Per finire l'ho trovato troppo sbilanciato sulla vita sentimentale e poco su quella artistica, i joy division ne risultano quasi estromessi, e ciò è come minimo vergonoso, non so che ne pensi Bernard Sumner di questo film, al posto dei Joy Division potrebbe esserci qualsiasi altra band, non ne vengono minimamente esaltate le peculiarità ed il messaggio, anche perchè come già ho detto il regista sembra più indaffarato a mostrarci le effusioni e prostrazioni amorose di Curtis (manco fosse un tombeur de femmes) invece di indagare dentro la sua mente devastata e disagiata.
Le atmosfere non fanno molto post punk e dark wave, ma sono piuttosto uno sguardo sui 70s di un regista alternativo un po' cazzotto e modaiolo dei 00.
Da far brillare.

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Ultima risposta 02/11/2014 22.26.06
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Suskis  @  26/01/2010 08:30:32
   8½ / 10
Bellissima fotografia, colonna sonora spettacolare, storia terribile.
Morto suicida a 23 anni, Ian Curtis qui impersonato magistralmente da un bravissimo Sam Riley, vive in una specie di allucinazione in cui compie scelte che lo distruggeranno come fosse in un sogno a lui distante.
Guardatevi su Youtube alcuni filmati degli origjnali Joy Division e rimarrete sorpresi dalla fedeltà versata in questa pellicola verso Curtis.
Una storia dolorosissima di caduta lenta e irreversibile per il cantante di uno dei gruppi rock più importanti della storia. Bellissimo.

sverige87  @  19/01/2010 20:44:11
   9 / 10
Ho conosciuto i Joy Division solo dopo aver visto questo film e ora spesso li ascolto. Mi ha appassionato molto tutta la ricostruzione dei luoghi e dei personaggi e l'atmosfera creata da essi.
Raccomando di guardare questo film in lingua originale..

momo  @  03/01/2010 19:50:35
   7 / 10
Non male come biografia.

Invia una mail all'autore del commento Enora  @  01/10/2009 23:28:16
   8 / 10

Il bianco e nero rende ancora piu cupa e straziante un opera già di per se senza colori.
Fotografia spettacolare, magnifiche inquadrature e attori superbi.
Affascinante il modo in cui Corbijn ci racconta, prendendo spunto dal libro di Deborah Curtis, la vita del tormentato Ian..inoltre appoggio la scelta di Corbijn di rspiarmiarci il corpo appeso, l'atmosfera della scena finale con Atmosphere in sottofondo è già fin troppo straziante.

Un ottimo film, emozionante ed intenso.

Tony Ciccione90  @  31/08/2009 14:07:58
   8 / 10
Conosco pochissimo i Joy Division, più che altro per la propaganda di alcuni amici miei. Il film è realizzato veramente bene, l'attore protagonista è identico al povero Ian Curtis. Belle le colonne sonore dei Joy Division. Da vedere, specie per chi è fan del gruppo.

albertomica  @  26/08/2009 19:05:17
   7½ / 10
Bel film. Veramente ben fatto. Toccante in tutti i sensi

JOKER1926  @  06/07/2009 00:32:36
   6½ / 10
Anton Corbijn propone al pubblico una pellicola biografica incentrata su una band inglese: Joy Division.
Il film in bianco e nero riesce (sotto tanti aspetti) a creare un alone di estremo dramma intriso in magnifiche atmosfere "oldstyle" di una vecchia e affascinante Inghilterra.
"Control" Ŕ dunque in poche parole un quadro sulla band (capeggiata da Ian Curtis) che, fra sofferenze e incredibili problematiche, riuscý a sfondare nei decenni passati, purtroppo la sensazione di fama, di gloria non fu mai totalmente percepita dal giovanissimo cantante a causa del tragico suicidio.
Il film di Corbijn dunque riesce (attraverso una fotografia perfetta) a trasmettere emozioni e drammaticitÓ, pellicola a tratti (appositamente) monotona e molto lenta; insomma lo scopo primario del regista Ŕ quello di far assaporare in modo esauriente la personalitÓ e quindi la frustrazione, la desolazione, la rabbia, l'impotenza di Ian Curtis; problemi fisici e scelte infelici (come il matrimonio prematuro) devastano pesantemente la salute e la mente del cantante inglese.

"Control" Ŕ in linea di massima un apprezzabile film, (magari indicato maggiormente ai fans della band) da annoverare una serie di cose sul piano tecnico che unite sapientemente con le canzoni dei Joy Division formano un'atmosfera fantastica a tratti "artistica" e poetica.
Il finale (apoteosi del dramma) accompagnato da un ottima canzone riecheggia nella mente del pubblico (inoltre questa sequenza Ŕ fotografata magnificamente, da notare lo scenario!), ovviamente tale prodotto riscuote maggiore "carisma" e fascino per gli amanti di questa bandů Comunque buon lavoroů

2 risposte al commento
Ultima risposta 09/09/2009 16.26.56
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Invia una mail all'autore del commento mister_snifff  @  12/06/2009 13:51:13
   8½ / 10
io non sono un fan dei joy division e non li sopporto però devo ammettere che il film è un tributo sincero e appassionato, per fortuna corbijn non ci ha sparato l'agiografia rockettara di curtis e poi direi molto buona l'interpretazione di sam riley, ho confrontato i live del film con quelli presenti sul iutubo e sono uguali uguali, grande

Xavier666  @  12/06/2009 02:56:16
   8½ / 10
Vita morte e miracoli di Ian Curtis, un'anima sensibile e geniale, divorata dallo star system, sentire le musiche dei Joy Division nel film Ŕ stato poi emozionante. Bellissima fotografia, gli attori e la colonna sonora.

dipa_89  @  22/04/2009 01:36:33
   9 / 10
Davvero molto bello questo primo, e speriamo non ultimo, film di Anton Corbijn, con un taglio molto realistico, a voler essere esagerati, quasi documentaristico.
La vita di Ian Curtis così com'è stata, nuda e cruda.
Sam Riley mi è propio piaciuto nel suo ruolo.
Ottima la scelta del bianco e nero e anche quella del titolo.
La colonna sonora non avrebbe bisogno di essere commentata comunque le canzoni sono tutte bellissime.

TheLegend  @  20/03/2009 04:27:39
   7 / 10
alcune parti le ho trovate trattate con un pò troppa superficialità,è comunque un bel film...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  16/03/2009 15:27:24
   9 / 10
meraviglioso

non so se da noi è uscito con il doppiaggio ma credo che la lingua originale per questo film sia d'obbligo

lo consiglio agli amanti dei Joy Division

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

VikCrow  @  15/03/2009 20:27:59
   10 / 10
Da grande amante della "New Wave" e, successivamente della "Dark Wave", è ovvio che io sia un fan dei Joy Division, padri per eccellenza del Dark seguiti dai Cure. Questo film ripercorre, nel suo bianco e nero slavato ed atmosferico, la carriera della band e focalizza l'attenzione sulla figura carismatica ed epilettica di Ian Curtis, leader della band.
Davvero un eccellente lavoro agevolato da una fotografia evocativa e rarefatta e, dalla colonna sonora superba dei Joy Division. Solo al pensiero ho i brividi...

- Disorder -

I've been waiting for a guide to come and take me by the hand,
Could these sensations make me feel the pleasures of a normal man?
These sensations barely interest me for another day,
I've got the spirit, lose the feeling, take the shock away.

It's getting faster, moving faster now, it's getting out of hand,
On the tenth floor, down the back stairs, it's a no mans land,
Lights are flashing, cars are crashing, getting frequent now,
I've got the spirit, lose the feeling, let it out somehow.

What means to you, what means to me, and we will meet again,
I'm watching you, I'm watching her, I'll take no pity from you friends,
Who is right, who can tell, and who gives a damn right now,
Until the spirit new sensation takes hold, then you know,
Until the spirit new sensation takes hold, then you know,
Until the spirit new sensation takes hold, then you know,
I've got the spirit, but lose the feeling,
I've got the spirit, but lose the feeling,
Feeling, feeling, feeling, feeling, feeling, feeling, feeling.

Mi sono commosso...

addicted  @  16/02/2009 01:16:20
   7 / 10
Corbijn ricostruisce i fatti in modo maniacale. Una sfida di acribia filologica. Un tour de force sfiancante, per portare sullo schermo Jan Curtis non come avrebbe potuto essere, e neanche come lo avremmo voluto, ma solo, tragicamente, come fu.
Il film, per il suo contenuto e per i temi trattati, è consigliato ad un pubblico che conosce e ama i Joy Division. Per tutti gli altri potrebbe essere tempo perso. Ma non per noi, che abbiamo consumato "Unknown pleasures" e "Closer". Il film, infatti, è la trasposizione cinematografica della loro musica: lancinante, sublime, tragica, ossessiva.
Musica e immagini come unghie passate su una lavagna: chi l'ha detto che l'arte deve essere bella e consolatoria. Può essere anche sgradevole e disperata.

ThirdEye  @  12/02/2009 12:04:35
   8½ / 10
film spettacolare su un artista (Ian Curtis) che con i Joy Division è stato fondamentale per tutta la storia della musica

visto al cinema di venerdi sera, con altre 3 persone in tutta la sala...

basta questo per dire il livello infimo della cultura musicale che c'è in questo paese di m... che è l'Italia

magari quando faranno un film su Tiziano Iron Ferro ci sara' gente che si strappera' le mutande fuori dai cinema....

11 risposte al commento
Ultima risposta 28/09/2011 02.03.02
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Invia una mail all'autore del commento Don Callisto  @  20/01/2009 21:17:09
   7½ / 10
pre-annuncio ke i Joy Division son un gruppo ke mi piacciono, cmq la storia del giovane artista, viene reso molto realistico, in alkuni punti "freadda. è molto forte l'impatto emotivo del bianco e nero, ke fan modo di rendere + amara la visione del film...buono

Danielsan  @  20/01/2009 00:17:51
   9 / 10
Se ami i Joy Division questo film ti rimarrà per sempre nel tuo cuore. E ti strazierà. Perché è un fedelissimo, toccante, resoconto della vita di Ian Curtis... della sua perdita di Control(lo) sia in campo affettivo, sia per via della sua malattia che lo sprofonderà nella depressione più cupa, lasciando in secondo piano il gruppo e il successo che stava arrivando piano piano. La fotografia è stupenda, sia per il bianco e nero, sia per la dolcezza e crudità di alcune immagini... che comunque non hanno bisogno (amen) di farci vedere il corpo appeso per straziarci il cuore.

Jumpy  @  28/12/2008 17:56:19
   7½ / 10
Sotto l'aspetto strettamente cinematografico è perfetto, la fotografia in BN è una delizia per gl occhi, però, a mio parere, molti aspetti di Ian Curtis e dei primi Joy Division vengono appena accennati o addirittura tralasciati.
Grandi, ovviemente, le musiche ;)

sestogrado  @  23/12/2008 18:36:15
   8 / 10
erroneo guardare a questo film come ad un tributo alla musica e alla breve e folgorante carriera dei joy division. questo film è uno specchio sulla complessa e profonda figura del leader del gruppo, Ian Curtis. l'oscurità profonda del suo personaggio si riflette nella musica, nella notevole interpretazione di Sam Rilley (avete commesso un errore nella scheda, il cognome è con due L) e nell'azzeccato bianco/nero. un viaggio bellissimo nell'anima di uno dei personaggi più eccitanti e interessanti del panorama musicale mondiale di sempre.

Reservor dog  @  12/12/2008 12:10:27
   8 / 10
Nutrendo un’ammirazione sconfinata per la musica dei Joy Division, il mio giudizio potrebbe risultare di parte e non del tutto obiettivo, fatto sta che ho trovato questa pellicola deliziosa, soprattutto per la capacità di rappresentare l’esistenza di Curtis senza inutili piagnistei e senza la volontà di emettere un giudizio, lasciando allo spettatore la facoltà d’interpretare l’intera vicende. Aiutato da un bianco e nero mai così opportuno, dallo sfondo dato della provincia inglese del nord, che al solo osservarla mette i brividi, e che di fatto è lo specchio dell’anima del tormentato cantante, Corbjin scandisce la sua storia al ritmo ipnotico ed inquietante che caratterizza la musica dei Joy Division, catapultandoci nella crescente disperazione che portò un giovane in grande ascesa a porre prematuramente la parola fine sulla sua esistenza. Incapace d’adattarsi al mondo, Curtis fu vittima delle sue scelte, della sua malattia e di una naturale predisposizione a sentirsi distante dalla normalità. Nonostante l’enorme successo del gruppo, egli non riuscì a mai goder appieno della fama proprio perché nel momento in cui venne a trovarsi nella condizione di far esplodere il fenomeno Joy Division a livello planetario preferì eclissarsi definitivamente. Autori di soli 2 album, e precursori di un genere che spopolerà nella decade a venire (e anche oltre), ai Joy Division, a mio modo di vedere, non sono ancora stati riconosciuti tutti i meriti. Questo film è un primo passo. Spero non l’ultimo.

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Ultima risposta 23/12/2008 10.29.08
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kurtsclero  @  04/12/2008 22:42:05
   5 / 10
8 d media a sto film è un'esagerazione paurosa, sarà pure impegnato e quello che volete ma è senza dubbio una p.a.l.l.a, lo so è difficile dirlo per un film "musicale" ma non ha nessun ritrmo..dove la batteria?

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Ultima risposta 11/02/2010 00.20.41
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KILL 74  @  25/11/2008 08:31:27
   6½ / 10
Sinceramente non mi aspettavo di più, bella storia, anche se mi è sembrato troppo ripetitivo.

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Ultima risposta 28/11/2008 21.53.58
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Invia una mail all'autore del commento angel__  @  18/11/2008 13:16:52
   6 / 10
della capacità artistica e del modo in cui i joy division hanno sviluppato la loro arte non c'è nessuna traccia.già per questo non meriterebbe la sufficenza,ma l'attore è bravo,il film rispecchia evidentemente lo sguardo alla storia vissuta e sofferta di deborah curtis e per questo probabilmente è fedele alla realtà. ma si poteva fare meglio.belle le scene live comunque e la fotografia.

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Ultima risposta 26/11/2008 16.04.36
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aivlis83  @  09/11/2008 13:02:01
   9 / 10
Ipnotizzante..
fotografia stupenda..
Un film che merita..da vedere!!!

filobor7  @  08/11/2008 16:51:55
   7½ / 10
Inquadra perfettamente il periodo. Azzeccato il cast. Fotografia ineccepibile.

Nel complesso molto, molto interessante.

Consiglio a tutti di andare su Youtube e cercare: Joy Division - Shadowplay.

Sconvolgente...

Simmetria84  @  06/11/2008 12:23:51
   4 / 10
Da fan dei Joy Division, ero contento, entusiasta nel vedere tornare in vita, anche se per poche ore, Ian Curtis a raccontarmi la sua vita, le sue difficoltà e la sua musica.. Ciònonostante la mia euforia iniziale si è andata consumando velocemente, è scemata con l'evolversi di un film che, a mio parere, non racconta granchè della breve vicenda dei joy division, ma si perde in una serie di inutili proposizioni. Con quanta superficialità si descrivono i Joy Division! un gruppetto di stupidi scorreggioni che circondano il "papa" curtis.

Non condivido la sceneggiatura del film, è piatta, a tratti telenovelica, manca di rispetto verso il resto della band (totalmente eclissata) e su come nascessero le loro canzoni.
Insopportabile l'atmosfera estremamente patinata e alla calvin klein, che non si addice affatto a un periodo graffiante e grezzo/sporco quale quello dei joy division, in cui i colori c'erano ma erano semplicemente "sbiaditi".

Interpretazione delle movenze di curtis davvero approssimativa..

A mio parere non si è affatto colto il messaggio dei joy division, la loro natura, e l'inquadramento storico (dannatamente povero di riferimenti)

9 risposte al commento
Ultima risposta 10/11/2008 17.47.56
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ZazieDeLaFalais  @  05/11/2008 19:37:44
   7 / 10
La vita di Ian Curtis mi ha sempre affascinata nonchè rattristata...una figura tormentata ma troppo giovane per esserlo in quel modo.

La firma di Corbijn è facilmente individuabile; nasce come fotografo e la cosa si nota in molte memorabili inquadrature.
Sapiente scelta del bianco e nero, fotografia magistrale, interpretazioni degne di nota ,montaggio forse un pò lento ma di certo giustificato dalla vicenda narrata.

Da nn perdere...anche per chi nn è fan dei Joy Division...può essere uno spunto per avvicinarsi alla loro musica.

laconico  @  05/11/2008 11:57:33
   7 / 10
Ascesa e declino di una rockstar. Il film racconta fedelmente questa parabola di vita, bilanciando sapientemente gli affetti privati e le vicende professionali di Ian Curtis. Il film si lascia guardare, manca solo un po' di pathos, ad eccezione del finale che, sulle note di "Atmosphere" è invece davvero toccante. L'interpretazione dell'attore protagonista è credibile e notevole.

phemt  @  05/11/2008 10:10:42
   8 / 10
Esordio registico per Anton Corbijn, nome totalmente sconosciuto in campo cinematografico ma apprezzato in ambito musicale visto le sue collaborazioni con Depeche Mode, U2, Nick Cave, Coldplay ed altri tra cui spicca il quell’ Hearth Shaped Box dei Nirvana che per chi scrive è uno dei video migliori degli anni 90…

E per il suo esordio registico Corbijn rimane ancora saldamente legato al mondo della musica visto che decide di trattare del britannico Ian Curtis, leader dei Joy Division, morto suicida in giovane età divorato dai demoni interni e da una malattia che non era in grado né di gestire né a cui era in grado di sopravvivere… Ma per Corbijn la scelta è anche personale… Il regista/fotografo olandese ha infatti cominciato la carriera facendo reportage sui gruppi dell’allora nascente scena punk/rock tra cui proprio i Joy Division che quindi chiaramente conosceva e a cui probabilmente è rimasto in parte legato…

Nessuno fino ad adesso si era interessato (cinematograficamente parlando) di Curtis… Secondo me perché prima di tutto i Joy Division hanno avuto una storia ben poco dinamica rispetto allo standard dei gruppi rock (dico rock per usare il temine più generale possibile) e secondariamente perché se si vuole fare un film su Curtis bisogna mettere in primo piano le sofferenze e i dolori di questo giovane complesso e tormentato a discapito quindi di una certa scorrevolezza e naturalezza del narrato…

Corbijn ci prova prendendo spunto dal libro di Deborah Curtis (moglie di Ian, sullo schermo interpretata dalla Morton), optando per un bianco e nero estremamente ben fotografato e con uno stile quasi didascalico… Osa poca e si adegua alla storia malgrado mostri indubbie doti registiche…
Sfrutta un cast eccellente (la somiglianza di alcuni attori con le controparti reali è notevole) in cui brilla un Riley perfettamente in parte che oltre ad assomigliare tantissimo a Ian Curtis ha anche studiato molto bene i movimenti on stage del leader dei Joy Division…

Molto intensa la parte finale… Personalmente rimangono sempre dei dubbi quando si vanno a trattare i suicidi (ma la moglie come faceva a sapere che si era visto un film di Herzog?) ma orami la sequenza Herzog-pacchetto di sigarette-bottiglia di whisky-Iggy Pop-suicido ha superato la definizione di leggenda metropolitana ed è diventata una realtà accertata e accettata da un po’ tutti…

Una certa lentezza del narrato in casi come questo è praticamente dovuta e non pesa più di tanto, la scelta delle canzoni è abbastanza condivisibile (effettivamente però The Eternal doveva esserci) e Corbijn è bravo nel gestirle (Love Will Tear Us Apart per esempio era un pezzo abbastanza spinoso da inserire nel film)…

In realtà pesa un po’ il classico manierismo da film/biografia sulla giovane rockstar divorata dai demoni interni e morta suicida in giovane età, così come va detto che ogni tanto Corbijn si lascia andare a qualche situazione evitabile (il giro di aerofagia per via dell’emozione o la firma con il sangue, personalmente avrei evitato anche quelle specie di cartoline sulle reazioni della band al suicidio) ma per il resto sbaglia poco o nulla…
Può non piacere perché certo non è un film facile ma onestamente vista la difficoltà e la complessità del personaggio in questione non credo che si sarebbe potuto fare di meglio…

Tra le migliori biopic in circolazione anche Kurt Cobain si meriterebbe un film del genere invece di prodotti che si perdono nel complottiamo da due soldi o nell’eccessiva ricerca del weird al limite dell’arty…

Control merita di essere recuperato!

castelvetro  @  02/11/2008 11:58:43
   8 / 10
I film dedicati alle rockstar mi prendono sempre molto bene,
i Joy Division non sono uno dei miei gruppi preferiti e non conoscevo
bene la storia di Ian, ma ho trovato il film davvero bello soprattutto
ho trovato molto affascinante il modo in cui è raccontato.

genzo24  @  31/10/2008 00:50:51
   5½ / 10
mi aspettavo davvero di piu'....forse le mie aspettative erano troppo alte...comunque il troppo filo-documentario fa perdere molto a questa pellicola...

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Ultima risposta 26/11/2009 11.22.18
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baseballfuries  @  29/10/2008 13:06:59
   7 / 10
film molto introspettivo sulla vita del cantante dei jd..
bravissimo l'attore principale (sam riley) e gli altri membri della band (sono uguali!!!!)

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Ultima risposta 29/10/2008 13.08.11
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giumig  @  29/10/2008 12:37:31
   7½ / 10
Sam Riley è semplicemente perfetto ed uguale a Ian Curtis. Il film è molto bello, anche se l'ho trovato troppo documentaristico in alcuni punti

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Ultima risposta 29/11/2008 06.20.49
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Invia una mail all'autore del commento Tempesta  @  28/10/2008 22:35:43
   8½ / 10
Non conoscevo molto i Joy Division,ma questa pellicola è bellisima. Sam Riley è davvero bravo.Regia,fotografia tutto riuscito.Ottima pellicola.

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Ultima risposta 29/10/2008 10.05.22
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cepere  @  28/10/2008 18:42:17
   7 / 10
opera cupa come il suo protagonista nella vita reale.
La carriera musicale è messa volutamente ai margini,per descrivere meglio la sofferenza interna di Curtis e delle sue ossessioni.
Ottimo l attore che lo interpreta.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  15/05/2008 21:53:52
   8½ / 10
Adoro troppo i Joy Division e il mio voto Ŕ assolutamente di parte: credo che per gli estimatori della band fosse difficile avere di meglio.
Per chi non li conosce questa Ŕ un'ottima occasione per entrare nell'universo di Ian Curtis e per percepire la sua l'autentica disperazione.

Vedi recensione

3 risposte al commento
Ultima risposta 28/10/2008 17.44.49
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Blutarski  @  21/04/2008 15:59:37
   8 / 10
Bellissima questa biografia di Curtis, Sam Riley è uguale ca.zzo! Film secondo me necessario su uno dei gruppi meno duraturi ma allo stesso tempo più importanti della storia del punk e a cui molte band di oggi devono molto.grazie!

2 risposte al commento
Ultima risposta 13/06/2008 12.06.30
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Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  13/04/2008 11:18:12
   8 / 10
Film dall'elegante e suggestiva fotografia e dalla regia accurata e diretta. Almeno io così ho trovato le due cose. Ottima l'interpretazione degli attori protagonisti, mentre quelle dei personaggi secondari a volte le ho trovate irritanti. Niente da dire sulla musica, non sono fan dei Joy Division ma apprezzo alcune loro canzoni. Inizio un po' lento ma molto bello visivamente, finale fantastico.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Lot  @  07/04/2008 10:27:28
   8½ / 10
When the change is gone, when the urge is gone,
To lose control. When here we come.

Invia una mail all'autore del commento iancurtisfilm  @  04/04/2008 11:51:32
   10 / 10
film eccezionale, fotografia straordinaria e intensità fuori del comune nel riportare la vita di ian curtis

Invia una mail all'autore del commento INAMOTO89  @  30/03/2008 15:04:19
   10 / 10
"Existence-well what does it matter?
I exist on the best terms I can
The past is now part of my future
The present is well out of hand"

basterebbe questo verso di "heart and soul" col quale si apre il film x dargli 10... ke dire... 1 capolavoro assoluto.. DEVASTANTE, RASSEGNATO, DISARMANTE... trasuda dolore da ogni immagine... il finale con "atmosphere" in sottofondo Ŕ da pelle d'oca....
Per il resto "No words could explain,
no actions determine
Just watching the trees
and the leaves as they fall"

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

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Ultima risposta 03/04/2008 15.20.13
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pino08  @  11/03/2008 17:02:19
   9 / 10
Vengono quasi le lacrime agli occhi vedendo la scena della loro prima esibizione in tv, ci si illude di non trovarsi di fronte ad un film, ma di osservare la registrazione originale restaurata. Non so per quanti anni abbiano fatto provini per cercare l'attore appropriato, ma sicuramente ci sono riusciti. Molto spesso l'occhio viene ingannato, e alcune volte anche l'orecchio. Certo, non si tratta di Freddie Mercury, ma sicuramente la voce di Jan è molto particolare ed è stata imitata in maniera più che buona.
La fotografia è -ovviamente- strepitosa, però il modo in cui sono raccontati certi eventi, soprattutto verso la fine del film, non mi ha convinto al 100% (si vede chiaramente lo zampino della moglie).
Un film obbligatorio per gli amanti dei Joy Division.

"Existence, well what does it matter? "

3 risposte al commento
Ultima risposta 19/03/2008 02.05.55
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Invia una mail all'autore del commento malocchio  @  11/03/2008 15:53:51
   10 / 10
premetto che non conoscevo la vera storia del leader dei joy division ian curtis,questo film è stupendo cudo ed essenziale ed analizza alla perfezione il senso di vuoto e di disperazione del giovanissimo frontman.fotografia da paura,direi che di meglio non si poteva fare

2 risposte al commento
Ultima risposta 11/03/2008 15.56.54
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giax-tommy  @  03/03/2008 15:34:49
   9 / 10
Un calcio fortissimo in uno stomaco indolenzito.
La musica dei JD,l'amore di un genio

11 risposte al commento
Ultima risposta 24/11/2008 14.57.36
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The Passenger  @  24/02/2008 18:15:42
   10 / 10
Anche io l'ho visto in lingua originale, aspettando che la grande macchina italiana del cinema si dia una mossa a lanciarlo in tutte le sale! (ah no per ora c'è scusa ma ti chiamo amore con raul bova...niente da fare!)
Apparte la solita storia italiana è pura arte questo film, una Atmosphere struggente con attori poco conosciuti che hanno messo davvero anima nel recitare i ruoli di persone che hanno fatto la Manchester degli anni 70-80.

Insomma un MUST per amanti di Joy Division, Ian Curtis, musica alternativa, poesia. Un ottimo film per gli altri!

Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  10/02/2008 13:14:57
   8½ / 10
Bellissimo! Una grande introspettiva di Ian Curtis e della sua meravigliosa musica...

benzo24  @  29/01/2008 19:27:54
   9 / 10
ottimo film del bravissimo fotografo Anton Corbijn, autore anche di qualche bellissimo videoclip (in the sun di joseph arthur ad esempio). In favoloso bianco e nero per raccontare una delle storie più tristi della musica rock. quel che ne esce uno dei film biografici migliori di sempre, tutto è perfetto, gli attori, le atmosfere e sopratutto la regia. da vedere anche se non si amano i joy division.

Invia una mail all'autore del commento Jason XI  @  17/01/2008 17:29:58
   10 / 10
Dunque... premetto che l'ho visto in lingua originale, anche perchè pare che i distributori italiani siano restii a farlo uscire in italia, e questo ovviamente è un orrore.... il fatto che filmscoop abbia inserito la dicitura "al cinema prossimamente" mi ha notevolmente sorpreso.... (approfondirò).

Opera prima di A. Corbijn già fotografo e autore di videoclip per Depeche Mode ed altri..... da sempre estimatore dei Joy Division realizza il suo sogno e ci regala questo straordinario omaggio.
Control è un film intenso... ed è soprattutto un atto dovuto.... Corbjin trasmette l'incontenibile voglia di raccontare la storia, è essenziale ma incisivo, lo stupendo taglio fotografico e il bianco e nero amplifica il malessere esistenziale di Ian che diventa quasi insostenibile..... in sostanza coglie nel segno senza andare mai sopra le righe ed è aiutato da un cast calato nella parte in maniera ineccepibile..... La Morton e Riley superbi.
Un buon film per tutti, struggente per chi già conosce la storia.

P.S. - Il film nonostante abbia vinto numerosi premi e abbia riscosso notevoli consensi in tutto il mondo, in italia, fino ad ora viene clamorosamente snobbato. L'italietta di sempre... niente più.

3 risposte al commento
Ultima risposta 24/11/2008 14.59.46
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