city of your final destination regia di James Ivory Gran Bretagna 2007
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city of your final destination (2007)

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locandina del film CITY OF YOUR FINAL DESTINATION

Titolo Originale: CITY OF YOUR FINAL DESTINATION

RegiaJames Ivory

InterpretiAnthony Hopkins, Omar Metwally, Laura Linney, Charlotte Gainsbourg, Hiroyuki Sanada, Norma Aleandro, Alexandra Maria Lara, Kate Burton, Norma Argentina

Durata: -
NazionalitàGran Bretagna 2007
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 2007

•  Altri film di James Ivory

Trama del film City of your final destination

Omar Razaghi è uno studente di origini iraniane diplomatosi all'università del Colorado al quale viene assegnata un borsa di studio per scrivere la biografia ufficiale dell'autore scomparso latino-americano Jules Gund. Ma, a sorpresa, la Fondazione Gund nega a Omar l'autorizzazione alle ricerche. Su consiglio della fidanzata Deirdre, il ragazzo si reca in Uruguay per incontrare gli eredi e chiedere all'esecutore testamentario di cambiare idea. Ma si ritrova coinvolto in un vespaio di intrighi, relazioni improprie e stravaganze. Prima produzione di James Ivory senza il partner Ismail Merchant.

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Voto Visitatori:   5,63 / 10 (12 voti)5,63Grafico
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Voti e commenti su City of your final destination, 12 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

vale1984  @  31/05/2011 14.07.12
   6 / 10
film decisamente lento eppure devo dire che non mi è dispiaciuto...non ha piglio nè entusiasmo ma cela la vita dello scrittore di libri dietro le frasi e i sospetti, dietro la realtà...insomma è una storia piatta dove un autore vuole realizzare una biografia e va a chiedere il benestare dei familiari, trovandosi invischiato nelle loro vite, cercando di capire davvero l'autore e il suo contesto...la fotografia è bella ma la storia e i dialoghi per quanto scorrevoli restano lenti e piuttosto piatti.

calso  @  31/05/2011 9.49.14
   5 / 10
Cavoli che film noioso e banale...gli attori sono monocorda e non trasmettono nulla, la storia è veramente scontata fin dall'inizio e lo sperato colpo di scena non arriva mai...di conseguenza un film evitabile...direi bruttino...

Kitiara31  @  26/02/2011 18.26.07
   4 / 10
"Prima produzione di James Ivory senza il partner Ismail Merchant." James, ritorna da Merchant! Film lento, a tratti banale e certe volte pure noioso. Tutti i personaggi sembrano monodimensionali: Laura Linney è SOLO cattiva , la Gainsbourg SOLO hippy, Hopkins SOLO gay. Delusione su tutta la linea, per non parlare del finale scontato.

2 risposte al commento
Ultima risposta 02/11/2011 11.48.18
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Clint Eastwood  @  30/01/2011 9.40.07
   6 / 10
Aspettavo un film più profondo e sostanzioso visto il nome Ivory alla regia, alla fine ci si accontenta di quel che c'è. Di buona fattura sotto il profilo tecnico, attori e quant'altro. L'intoppo è la narrazione e l'ambiguo protagonista, due fattori ma soprattutto il primo a non portarci da nessuna parte. Scelte, crisi, segreti, desideri, ecc - buoni espedienti che svaniscono con un finale abbandonato alla peggior sorte come del resto l'intero film, distaccato quasi indifferente o girato da un aiuto regista "in vacanza" con la testa, privo d'ispirazione che realmente ha poco da dire.

SKULLL  @  07/01/2011 4.47.30
   6 / 10
Mi è piaciuto lo stile della regia e la recitazione è buona. Il film mi è piaciuto abbastanza, anche se ero in attesa dell'evento che non arriva...La parte finale, peccato davvero, è troppo sbrigativa e alla fine il film non lascia granchè. Peccato, c'erano tutti i presupposti per qualcosa di bello.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  29/10/2010 17.05.37
   5½ / 10
Stilisticamente impeccabile ma privo di qualsiasi pathos.
Ivory firma un bellissimo affresco, ben recitato e ben fotografato, ma privo di passione.
Troppo lento e quindi troppo pesante come visione.

willard  @  20/10/2010 15.19.20
   7½ / 10
Micidiale intreccio di sentimenti e sconvolgimenti personali magistralmente diretto con la consueta raffinata eleganza inglese da James Ivory, anche se la storia muove dagli Stati Uniti per svolgersi quasi completamente in Uruguay.

Ambientata in una recondita magione alle propaggini della foresta in Uruguay, una bella storia con un ottimo cast, a cominciare da Anthony Hopkins che non ha bisogno di alcuna presentazione, ai bravi Omar Metwally e Alexandra Maria Lara, ma soprattutto l'intrigante sensualità di Charlotte Gainsbourg e l'affascinante maturità di Laura Linney.

Per poter scrivere la biografia postuma di uno scrittore, Omar, professore in erba di origini iraniane che vive negli Stati Uniti, ha bisogno dell'autorizzazione dei familiari di costui.

Dopo un primo rifiuto per posta, insiste ulteriormente e raggiunge l'Uruguay, ultimo ritiro dello scrittore defunto, dove la ex-moglie, l'amante e la figlioletta, il fratello e il suo uomo vivono in una specie di ritiro paradisiaco (ma non troppo).

L'arrivo di Omar, che ha assolutamente bisogno della possibilità di scrivere il libro per ottenere la cattedra di insegnante di letteratura, sconvolgerà tutti gli equilibri, rivelerà i veri desideri di ognuno e porterà a cambiamenti positivi nella vita di tutti i protagonisti.

Alla ricerca della felicità che i protagonisti troveranno come conseguenza della chimica che si insinuerà nei loro cuori grazie alla presenza/assenza del defunto scrittore intorno alla cui biografia ruota tutta la vicenda.

Come al solito non si capisce cosa c'azzecchi il titolo italiano (o almeno io non ci arrivo, mah... forse va letto il romanzo da cui la storia è tratta per avere maggiori ragguagli) con l'originale "The City of Your Final Destination".

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  17/10/2010 19.28.44
   5 / 10
"Quella sera dorata" di Cameron è un piccolo capolavoro letterario: sarcastico, ironico, amaro, acutissimo, uno di quei romanzi che ti possono lasciare ricordi per molti molti anni. James Ivory, solitamente efficace nelle trasposizioni letterarie (v. quel che resta del giorno) appiattisce ogni cosa, confortato soltanto da una confezione impeccabile che nulla aggiunge o toglie a un cinema "vecchio" che non è neanche giustificabile per il suo formalismo neutrale.
Se l'unico momento accettabile di un film ingessato e insapore è un documento di repertorio (quello dei genitori nel loro esilio dall'Europa) occorre capire il perchè.
Il perchè è presto detto: i personaggi che hanno reso vibrante il romanzo di Cameron sono figure stilizzate - recitate fra l'altro con scarsa comunicativa, si veda una Charlotte Gainsbourg inaspettatamente priva di sensualità - che recitano verbosi dialoghi e vivono le attese e le vicissitudini della storia senza colpo ferire. Il protagonista appare uno sprovveduto che si adatta in modo fin troppo singolare al "nuovo ambiente", e il personaggio di Hopkins è privo dell'amaro sarcasmo che lo rese memorabile nelle pagine di Cameron.
"Quella sera dorata" doveva essere anche una forte riflessione sulle radici europee di una famiglia anomala in Uruguay, alla ricerca di quella serenità costante e al tempo stesso dal forte desiderio di fuggire da una realtà compressa nella sua statica serenità.
Niente di tutto questo emerge nel film. Il film di Ivory è solo un fumettone di lusso girato con stile (e qui mi pare ce ne sia in abbondanza) ma privo di qualsiasi anima. Un film girato senza amore tratto da un romanzo scritto con tanto (troppo?) amore.
I tempi si dilatano al massimo nei momenti più intimisti, quelli più sgradevoli, perchè se Ivory non è mai stato all'altezza davanti alle sfumature psicologiche, qui rende davvero al minimo.
Al contrario, momenti che dovrebbero essere più compìuti, come l'inizio del film, come il difficile (nel libro) inserimento del giovane biografo nella famiglia diventano rapidi espedienti per arrivare al "cuore" - si fa per dire - della vicenda.
E a parte un'epilogo odiosissimo, quello che emerge è soprattutto la ridondanza altezzosa di un film - si veda l'episodio delle api, trasformata in una gag comica - che tradisce tutto lo spirito del romanzo, e che soprattutto si dimentica di preparare lo spettatore a una doccia di amabile cattiveria - che non traspare mai, per inciso.
Solo la fidanzata del biografo è degna dell'epigono letterario, ma è talmente forzata nella sua antipatìa da perdere ogni minimo realismo.
Nel dubbio, se volete scegliere di vedere questo film o comprare il libro, non abbiate alcuna esitazione: correte in libreria a comprare Cameron.
Altrimenti lasciatevi appiattire da questi innoqui viveur depurati da Ivory, ma non dite che non vi avevo avvertito

2 risposte al commento
Ultima risposta 22/10/2010 19.08.59
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  11/10/2010 15.45.38
   6 / 10
Un lavoro di mestiere.
Trasposizione di valore; senza inventiva.

Che poi si noti che il film perda qualcosa che il romanzo aveva, soprattutto se lo si è letto prima e lo si è amato, e questo qualcosa nel film non lo si ritrova, è inevitabile in questi casi, ed è inevitabile allora che si noti anche che tale assenza non è compensata dall'inventiva, visto che manca un surplus specificamente cinematografico.

Chi invece si accontenta delle belle storie ben recitate, è servito.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  22/10/2009 12.27.42
   5½ / 10
Bravi interpreti ma storia noiosa e prevedibile.
D'accordo con i miei compagni di visione..forse io mi sono rotto un pò più di loro.

2 risposte al commento
Ultima risposta 09/10/2010 10.06.12
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Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  22/10/2009 12.12.40
   5½ / 10
Un viaggio in sudamerica, una biografia, uno scrittore ed uno strano menage familiare; è qui che Ivory crea la sua storia scontata nell'evoluzione, dispersiva e lenta.
Proprio no!

Il protagonista è poco comunicativo e insipido. Per fortuna troviamo un impeccabile Hopkins e una brava Gainsbourg, ma la scena la ruba la perfetta e bravissima Laura Linney!!

Satyr  @  21/10/2009 1.13.15
   5½ / 10
Scontatissima pellicola di Ivory, che al di là delle ottime location e dell'estrema eleganza di regia e attori, non coinvolge e non emoziona. Tutto sa di già visto, basta la sequenza iniziale per capire dove si vuole andare a parare, sprecando malamente un cast ben assortito e molto affiatato: stupenda Laura Linney padrona incontrastata della scena, bravi Charlotte Gainsbourg e Anthony Hopkins. Il resto purtroppo è di una noia infinita.

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