cane di paglia regia di Sam Peckinpah USA 1971
al cinemain tvanteprimearchiviotrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedchatmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novità NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta
love

cane di paglia (1971)

Commenti e Risposte sul film Recensione sul film Invita un amico a vedere il film Discutine sul forum Errori in questa scheda? Segnalaceli! Condividi su Facebook

Seleziona un'opzione

locandina del film CANE DI PAGLIA

Titolo Originale: STRAW DOGS

RegiaSam Peckinpah

InterpretiDavid Warner, Dustin Hoffman, Susan George, T.P. McKenna

Durata: h 1.58
NazionalitàUSA 1971
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 1971

•  Altri film di Sam Peckinpah

Trama del film Cane di paglia

Intellettuale americano abita nella campagna inglese con la moglie che viene violentata da giovinastri del luogo. Ma quando vogliono entrargli in casa, si difende con tutti i mezzi. Lupo contro lupi, più astuto dei lupi.

Sei un blogger? Copia la scheda del film Sei un blogger? Copia la scheda del film

Voto Visitatori:   8,39 / 10 (72 voti)8,39Grafico
Miglior colonna sonora
VINCITORE DI 1 PREMIO OSCAR:
Miglior colonna sonora
vota e commenta il film       invita un amico
Cerca il commento di: Azzera ricerca


Voti e commenti su Cane di paglia, 72 opinioni inserite

caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi
  Pagina di 1  

lera  @  07/03/2010 16.49.00
   7 / 10
onestamente non comprendo l'entusiazmo per questo film. non è male, ma neanche eccezionale

MidnightMikko  @  15/02/2010 19.14.29
   9 / 10
Eccezionale questo Peckinpah più psicologico.
Fenomenale,bravissimi gli attori,Hoffman su tutti.
Regia superba

The Legend  @  30/01/2010 0.52.38
   6 / 10
Bene gli attori, piattuccia la sceneggiatura.

Sinceramente mi aspettavo di più, non porta altre riflessioni sulla violenza di quanto abbiano già fatto altri film decisamente migliori rispetto a questo.

Diciamo che dopo aver visto Arancia Meccanica... Cane di Paglia è (quasi) al livello di uno sceneggiato

Gruppo COLLABORATORI SENIOR amterme63  @  10/01/2010 11.35.19
   7½ / 10
Peckinpah ci ha sfornato un'altra grande opera che illustra la sua poetica del caos violento e dell'individualismo più sfrenato quale vera e genuina base del vivere umano.
Ci sono comunque dei principi ideali "regolatori", che però non hanno niente a che vedere con la legge scritta (su tutti la proprietà privata e l'etica dell'amicizia).
Ambientare le storie nel passato e in un luogo mitico permetteva a Peckinpah molta libertà nel delineare il carattere dei personaggi, facendoli così agire come "voleva" lui. Quando invece la storia è ambientata nel presente, in un luogo reale, come in Cane di Paglia, allora le forzature saltano più all'occhio.
Io non so quanti abitanti della Cornovaglia di fine anni '60 si riconoscano nel villaggio in cui si svolge la storia. Il mio sospetto è che Peckinpah abbia un po' troppo "americanizzato" la sperduta campagna inglese. L'accolita di abitanti depravati e volgari ricorda il paese di rozzi minatori in Sfida nell'Alta Sierra. Il pub assomiglia ai tipici saloon dei suoi film western. Le donne sono tutte, chi in maniera palese, chi in maniera più coperta, delle put.tane. Anche in questo paese le istituzioni sono solo una sottile patina superficiale (tronfi e ridicoli) e la legge scritta praticamente assente o ininfluente.
Il carattere del protagonista David è fin troppo caratterizzato e il suo sviluppo da pecora fifona a lupo scannatore sembra a volte un po' pretestuoso o costruito ed è fin troppo perfetto. A Peckinpah stavano certamente antipatici gli idealisti, gli intellettuali e i pacifisti di moda a fine anni '60. David è rappresentato come uno di loro (volutamente sfruttato il rimando automatico che ha Dustin Hoffman con il Laureato) e perciò più volte dileggiato e ridicolizzato nelle sue manie e nelle sue debolezze. Si rimane sconcertati da come non riesca a capire il contesto in cui vive e soprattutto non capisca la psicologia di chi lo circonda, soprattutto di sua moglie! David in qualche maniera sa di questa sua "debolezza", o almeno arriva a percepirla come tale e come tutti gli incerti finisce per cadere nell'eccesso opposto. In questo caso però Peckinpah è più indulgente con il personaggio. David violento è trattato con tutti gli onori registici e fatto passare quasi per un eroe (si "tifa" per lui). Dal registro comico/sarcastico si passa all'improvviso al registro epico/violento. Del resto, come il protagonista di Sfida nell'Alta Sierra, David ubbidisce ad un principio etico "giusto", cioè la difesa di un debole contro un branco scatenato e si sa che nell'etica di Peckinpah tutti i mezzi sono permessi, se la causa è "giusta".
Molto più complesso è il carattere di Amy, sua moglie. Una cosa che non si capisce è come possa essersi messa con uno come David, visto che si sopportano a vicenda. Sono dei caratteri troppo diversi. Anche lei soffre di ambiguità e incertezza. Vorrebbe il sesso duro (è provocante e decisa) ma non ha chiaro in testa fino a che punto è disposta ad abbassarsi. Finalmente in questo film Peckinpah si toglie lo sfizio di rappresentare quello che in Sfida nell'Alta Sierra ha solo "preparato", cioè un rapporto sessuale con "condivisione" della preda. E' chiaro che Amy ha subito violenza e la cosa le brucia, ma allo stesso tempo rimugina il tutto in maniera morbosa, come se provasse piacere a ricordare. Soprattutto non ne parla con nessuno, come se la cosa fosse già prevista e voluta da lei.
Quindi violenza e stupro sono il sottofondo del carattere anche delle persone di oggi e sono pronti a uscire fuori dalla sottile patina di "civilizzazione" che ci troviamo addosso.
Questo è il tema che Sam Peckinpah ha lasciato al cinema americano anni '70, il quale ci si è gettato a corpo morto. Infine questo film s'inserisce benissimo, con il suo finale, nella tematica dell'incertezza e della mancanza di valori guida che travagliava l'America degli anni '70.
Complimenti in ogni caso alla tecnica registica che evidenzia il caos umano con un montaggio alternato a volte frenetico e sottolineando gli scoppi di violenza con il tipico ralenti.

outsider  @  31/10/2009 20.02.11
   9 / 10
bellissimo, ottima prova di Hoffmann. Irritabile a tratti per le scene che toccano nel profondo, è una di quelle pellicole che fa saltare sulla sedia i buoni, irretiti dall'affronto che la gente negativa ordisce ai danni di chi ha quello che loro invidiano.

4 risposte al commento
Ultima risposta 30/01/2010 13.45.52
Visualizza / Rispondi al commento
The BluBus  @  19/10/2009 23.48.47
   8 / 10
Un analisi della violenza diversa, perche scaturisce da un uomo calmo, timido riservato.. Grande prova di Hoffman

JOKER1926  @  07/09/2009 21.24.47
   6½ / 10
Vivono una vita discutibile, repressi e derisi da un "sistema/società", si chiudono nella loro modestia esistenziale ma poi quando il tutto cade nell'esagerazione si scatenano e dunque il "cane di paglia" prende fuoco abbaiando ed attaccando contro tutto e tutti con il fuoco negli occhi, con le fiamme in corpo…

"Cane di paglia" è dunque l'esaltazione della follia, dell'astuzia criminale nata dalla mente di persone "calme" e sostanzialmente "piatte"; Sam Peckinpah propone un film sulla violenza (violenza/mentalità provinciale che spinge l'uomo ignorante e non acculturato verso fatti indicibili come crudeltà ed uccisioni) e lo fa tracciando magistralmente diverse icone come l'intellettuale americano (interpretato alla grande da Dustin Hoffman, l'attore riesce a far sua la parte in modo integrale, insomma grandissima la sua prova; inoltre Hoffman dichiarò di non voler fare film di violenza, alla fine interpretò tale pellicola solo per "scopi" prettamente economici.) e la moglie (questa figura femminile incarna realmente la spudorata immagine del sesso debole, mix esplosivo di ipocrisia , di infedeltà e soprattutto di volgarità intrisa in loschi e clamorosi tradimenti sessuali); da segnalare (ma non da lodare) le altre icone come i "giovanastri", i loro atteggiamenti sono quasi sempre un po' troppo bizzarri ed estremamente costruiti, quasi "teatrali" e dunque poco reali.
Il film di Peckinpah è metafora, messaggio, denuncia a sfondo politico/sociale, esposto (per tutto il tempo) il confronto fra intellettuale e non intellettuale, caratteri diversi, maniere differenti, mentalità differenti ( o meglio opposte)…

"Cane di paglia" oltre all'ottimo cast presenta altri pregi come la fotografia , la scenografia (molto particolare) e le ambientazioni.
Denoto (purtroppo) anche una serie di difetti, alcuni nella sceneggiatura, in pratica alcuni passaggi a volte sono troppo forzati, quasi romanzati; inoltre il ritmo del film (eccetto lo spasmodico finale) è lentissimo, insomma primo blocco del film terribilmente soporifero; l'ultima parte del film (ovvero il finale) sale (ovviamente) sul piano della frenesia, ritmo altissimo; ma comunque (anche in questa parte) non mancano tante piccole "banalità" (come l'episodio dei topi) che varcano ampiamente i confini del grottesco e che dunque non soddisfano pienamente il Sottoscritto.

"Cane di paglia" resta un film importante, "politico", sociale, magari sopravvalutato (per via degli attori) ma di impatto visivo, regia nel complesso compatta e poco maniacale, in pratica la violenza si vede ma soprattutto si "sente"...

7 risposte al commento
Ultima risposta 01/11/2009 12.05.34
Visualizza / Rispondi al commento
carriebess  @  18/07/2009 19.24.38
   9 / 10
come al solito straordinaria interpretazione di Hoffmann e straordinario tutto ,dalle atmosfere misogine alla fotografia ai ritmi di narrazione ai tratti lugubri.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR bulldog  @  16/07/2009 1.01.43
   8½ / 10
Forse un pò troppo lento,ma tra i migliori del genio peckinpah

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  29/06/2009 14.50.43
   8½ / 10
Suonala ancora Sam!!

Ennesimo bel film di Peckinpah che questa volta si addentra all'interno del sesso sintetizzato come puro istinto carnale e violento. Inoltre non manca una profonda riflessione sull'uomo e la difesa delle sua proprietà (già analizzata con Cable Hogue).
Bellissima fotografia rievocativa del western americano ormai andato e scene di violenza anche troppo spinte per l'epoca (ma servirono per abituare gli occhi degli americani all'aranciata di Kubrick).

Immenso Hoffman, come sempre in quegli anni.

Invia una mail all'autore del commento mcnapo89  @  15/06/2009 13.45.18
   9 / 10
---------Film a dir poco stupendo---------------questa pellicola grazie a degli OTTIMI ATTORI riesce a trascinare lo spettatore all'interno di una trama semplice ma ben strutturata, inoltre l'ambientazione suggestiva e lo spessore dei contenuti fanno si che questo film sfiori l'ECCELLENZA......

HGWells  @  01/06/2009 22.00.40
   9½ / 10
Uno dei migliori thriller che io abbia mai visto. Il finale, poi, è agghiacciante. Peckinpah lascia lo spettatore col fiato sospeso dall'inizio alla fine, aiutato da un'eccellente colonna sonora, un montaggio incredibile e un'interpretazione generale favolosa (Hoffman su tutti). Bello bello bello.

statididiso  @  01/06/2009 10.40.25
   7 / 10
ancora una volta, Peckinpah mette in evidenza la parte bestiale dell'Uomo per condannarne la falsa moralità... per me c'azzecca poco o nulla col genere rape&revenge... forse, invece di tacciarlo come fascista, dovremmo interrogarci se questa non sia la vera natura dell'uomo... comunque, il regista decide di non premere troppo sul pedale dell'acceleratore... L

voto: 7

1 risposta al commento
Ultima risposta 01/06/2009 10.42.22
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  23/03/2009 2.28.08
   8 / 10
Grande pellicola. Un film duro e impegnativo che ti coinvolge e ti attira con la sua trama particolare e l'ottima interpretazione degli attori. Una bella sorpresa ma si sa, il regista la sa lunga.

pinhead88  @  23/03/2009 1.32.36
   8 / 10
per essere del '71 è invecchiato benissimo.pensare che esistono pellicole uscite dieci anni dopo di questo che sembrano molto più invecchiate e ridotte male.comunque dalla storia mi aspettavo di meglio,magari qualche colpo di scena in più.la seconda parte è sicuramente quella più interessante del film dove il finale risolleva un pò tutto.buona la prova di Dustin Hoffman

1 risposta al commento
Ultima risposta 23/03/2009 01.35.34
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento stefano76  @  12/03/2009 13.04.31
   8½ / 10
Eccessivo, improbabile, estremo e inverosimile. Nonostante questo, molto realistico nelle dinamiche specialmente del rapporto di coppia tra i due protagonisti.

Un montaggio furioso accompagna nella seconda parte del film la rabbia repressa che esplode in un finale forse eccessivamente lungo ma che non lascia fiato allo spettatore.

gei§t  @  11/03/2009 7.15.32
   8½ / 10
ottimo film. Un uomo che mai si è ribellato si ritrova a subire le angherie di un gruppo di giovani del paese. Si decidera a reagire?

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  22/02/2009 18.17.56
   8 / 10
Fino a che punto l'uomo può sopportare un supruso? il punto di rottura è lo stesso per tutti? se una violenza ( di qualsiasi genere ) la subisce un uomo tranquillo, timido, fondamentalmente buono, la sua reazione, la rabbia che ne deriva, è maggiore o minore da quella che scaturisce da un uomo già di per se violento?.
Il film ci mostra come un uomo apparentemente innocuo può dare vita ad una violenza devastante liberando i propri istinti omicidi compressi da una parvenza di normalità.
David non è un uomo da prendere come esempio, vive inglobato nel proprio corpo, inibisce i desideri della moglie Amy, rifugge dalle responsabilità del rapporto di coppia chiudendosi nel proprio lavoro, non riesce a socializzare con gli abitanti del luogo dove lui e la moglie si sono trasferiti, David è un uomo represso che, ad un certo punto, deriso ed umiliato, sfruttando le proprie capacità intellettuali, le mette in pratica per far esplodere tutta la sua aggressività usando la logica dello sterminio.
Amy subisce una violenza fisica da due energumeni del villaggio, ma ancora più brutale sembra essere la violenza subita dal marito, indiretta ma terribile in quanto subdola, psicologicamente devastante.
Aspramente criticato, considerato un elogio della violenza e della legge del più forte, "Cane di paglia" è il primo film di Peckinpah a non appartenere al genere western dopo il modesto "La ballata di cable Hogue" e del famoso "Il mucchio selvaggio" e che ha consacrato il regista come attento osservatore di tutte le forme che assume la violenza: psicologica, sessuale, fisica.

gasy  @  19/01/2009 15.42.07
   8½ / 10
Se la prima parte è un pò lenta l'ultimi 40 min sono al cardio palma. Tensione pura. Peckinpah è un grandissimo regista ed Hoffman stupisce in un ruolo diverso da quelli suoi abitudinari.

Max78  @  08/01/2009 23.16.30
   8 / 10
Emozionante la resa dei conti finale.

"Non conosco la via giusta".
"Non fa niente... Neanch'io". :)

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  22/12/2008 15.37.45
   6½ / 10
Un home invasion degli anni ’70, forse uno dei primi in questione.
I pregi sono la fotografia nitidissima, i buoni dialoghi e il montaggio di cui tutti parlano bene.
Nello stesso istante però dico che secondo me il film ha poca anima, il regista poteva “caricare” di più il film, non trasmette esattamente le emozioni che cerco. Infatti, a mio parere, la “trasformazione” di Hoffman da buono a cattivo non è riuscita molto bene, c’è poco mordente. Poi l’attore l’ho visto un po’ imbambolato ma probabilmente lo voleva così la parte. Susan George invece è credibile ma un po’ irritante.
Da vedere per curiosità.

2 risposte al commento
Ultima risposta 19/01/2009 15.43.58
Visualizza / Rispondi al commento
Drugo.91  @  12/12/2008 22.01.31
   8 / 10
a fatto storia questo film..la scena dell assedio finale è unica

Dan of the KOB  @  16/11/2008 18.25.24
   9 / 10
Uno dei migliori Peckinpah di sempre, che propone uno dei suoi tipici western in chiave moderna e lo ambienta in un paesino della Scozia!
L'escalation di violenza tipica del suo cinema qui raggiunge livelli stratosferici nel lungo e angosciante finale!
Cast perfetto e tutto in parte (come d'altronde in tutti i suoi film), Hoffaman una spanna sopra agli altri!
Questo è cinema e Peckinpah uno dei pochi che ha reso grande il cinema!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  27/08/2008 18.34.35
   8½ / 10
Bellissima pellicola di Peckinpah che ha come maggiori punti di forza l'interpretazione di Hoffman e lo straordinario montaggio. I temi trattati sono sempre gli stessi, come la difesa del territorio e la violenza. Cambia l'ambientazione(Inghilterra) ma non la sostanza(western).

Invia una mail all'autore del commento Clint Eastwood  @  17/08/2008 0.11.43
   8 / 10
c.a.z.z.o è iniziato alla grande descrivendone la situazione tutto andava nel verso giusto ma poi il finale dura troppo 30 min.
Il film davvero sorprende, ti fa crescere la rabbia che ti viene voglia di spaccare la tv, attori bravini (Dustin è nato per quel ruolo :) ), regia e sceneggiatura buona.

Ecco unica pecca e 'sto finale - grezzo, rozzo, ci voleva qualcosina per addolcire tutta l'atmosfera, non c'è risposta concreta alla rabbia che si è accumulata nel corso del film, mi dispiace.

Comunque penso che vederlo nel '71 era qualcosa di grande, immenso con la violenza che contiene la pellicola.

Essendo il primo di Peckinpah che vedo, posso dire che inizialmente comincia a piacermi, eccetto alcuni buchi neri nel film, acuto nel confezionare i personaggi (lo stato d'anima).

Per gli amanti del vero cinema lo si deve vedere, consigliato.

2 risposte al commento
Ultima risposta 20/12/2008 17.34.29
Visualizza / Rispondi al commento
harold  @  13/08/2008 14.13.16
   7½ / 10
Un gradino sotto ai capolavori precedenti e futuri del regista (tre titoli su tutti: Sfida nell'Alta Sierra; Il Mucchio Selvaggio e Voglio La Testa Di Garcia), ma un grande film. Serrato, avvincente, sopratutto nella seconda parte. La scena dello stupro è qualcosa che non si dimentica ma anche il drammatico finale è di quelli impossibili da dimenticare. Cast valido e affiatato. Hoffman è perfetto; la George altrettanto brava; Warner impeccabile come sempre. Notevole.

Gruppo COLLABORATORI The Gaunt  @  25/06/2008 15.18.38
   9 / 10
Senza dubbio uno dei migliori film di Peckinpah, in questo suo accumularsi di provocazioni, vessazioni e prepotenze che il protagonista subisce fino al finale in cui la violenza sembra assumere un valore quasi catartico. Durante lo splendido finale, girato magistralmente, tutte le convinzioni pacifiche del protagonista (un Hoffmann in stato di grazia) si sbriciolano come i vetri della sua villa, lasciando spazio ad un animale in preda alla violenza pura.

everyray  @  22/06/2008 15.28.37
   9½ / 10
Film molto duro e controverso che tratta la tematica della violenza...di sicuro una prova straordinaria quella di Hoffman ed un film che va assolutamente visto,specialmente per un amante del cinema!!

phemt  @  13/05/2008 17.49.12
   7½ / 10
Effettivamente (come ha già detto qualcuno) Cane di Paglia, in leggero anticipo sui tempi, può essere visto come una sorta di proto rape & revenge all’interno di quello che a prima vista può sembrare un normalissimo western urbano (con tanto di assedio al fortino visto nell’ottica dell’home invasion)…

Un uomo tranquillo e mite (e aggiungo anche un po’ scemo) con una splendida moglie e un matrimonio che non va, un paese in cui solo perché americano sei considerato come fossi un diverso, una presa di coscienza e un cambio totale di comportamento…
Cane di Paglia però è anche un film (volutamente) ambiguo… Si potrebbe infatti stare a discutere sulla morale e di come in quattro secondi un professore mite e fesso diventi un lupo a difesa del suo orticello, e di come questo passaggio sia parecchio repentino rispetto ad una prima parte di “ambientazione” ben fotografata ma con qualche punto morto di troppo…
Indubbiamente ben girato Cane di Paglia rimane sospeso a metà tra il reazionario e l’anti-femminista, ma sorprendente va a toccare anche argomenti come la presa di coscienza di un uomo mite e tranquillo che si pone alla difesa dello scemo del villaggio poco prima che questi venga linciato da un gruppo di ubriaconi, il diritto alla proprietà privata, la rivalsa del più debole ecc…

Un po’ ridondante la prima parte, qualche comportamento poco sensato nell’ultima, eccellente la scena del pestaggio con il sottofondo le cornamuse, bravissimo Hoffman, molto bella la George anche se non sempre convincente ma va detto che il suo era un ruolo ambiguo e difficile…

Al tempo fece nascere molte critiche (e lo posso immaginare), ora forse fa giusto un pelo meno di effetto ma riesce a far parlare ancora di sé… E questo non è poco…
Indubbiamente da vedere ma secondo me Peckinipah ha fatto di meglio…

Invia una mail all'autore del commento wega  @  02/04/2008 12.48.16
   10 / 10
Capolavoro di Sam Packinpah, un western nell'essenza(l'orgoglio virile, la giustizia fai-da-te tipicamente far west), e la fotografia dai colori dei western classici stabilisce fin da subito questa sensazione.
Vale la pena aspettare 80 minuti -nei quali non si capisce bene cosa stia per succedere (e forse è questo a rendere così speciale la "seconda parte")- per uno dei climax dal miglior montaggio in assoluto della storia del cinema.
Forse nella seconda parte, se così possiamo chiamarla, a firmare il capolavoro è il direttore della fotografia, con un perfetto uso delle fonti di luce che creano per tutto il tempo -esclusivamente ripreso in notturna- un'atmosfera horrorifica; funzionale e magistrale uso del controluce, precisissimi angoli di inquadratura ed inclinazioni della mdp, un montaggio frenetico, stupefacente, ma fatto anche di ralenti, nell'insieme un perfetto capolavoro da vedere e rivedere, non finirà mai di stupire.
Grande interpretazione di Dustin Hoffman, e molto sensuale Susan George, entrambi i personaggi sono ben caratterizzati.

Cliff72  @  24/03/2008 11.45.55
   8½ / 10
Grande film, grande Hoffman, bellissima George.
Film inizialmente introduttivo in cui il regista cerca di analizzare l'unione dei due protagonisti, attraverso una buona caratterizzazione di entrambi.
Piano piano la trama si delinea e prende una direzione prevedibile (ma questo non lo giudico un limite), giungendo ad una esplosione finale di violenza davvero straordinaria.
Il mite protagonista dedito principalmente al suo lavoro, apparendo per quasi tutto il film caratterialmente debole e con scarsa personalità, negli ultimi minuti si trasforma in carnefice, non credendo neppure lui di come sia stato capace di trasformarsi così radicalmente.
La tensione verso la fine è davvero alle stelle ed il regista dirige in modo molto asciutto ma deciso un film, sicuramente tra i suoi migliori.

harry stoner  @  22/03/2008 0.27.41
   8 / 10
Anche il piu calmo,il piu pacifico alla fine sbotta.Questo bellissimo film ci mostra come in timido intellettuale si puo trasformare in uno spietato assassino.Peckinpah a grandi livelli,Hoffman eccellente,bellissima la George.

private_joker  @  17/03/2008 16.28.18
   9 / 10
Film veramente violento e pesante, ma sicuramente da vedere. Dustin Hoffman è un mostro di bravura, una spanna sopra gli altri, la sua trasformazione da mite pacifista che quasi piange dopo aver sparato a un uccello a freddo assassino che uccide una persona come se giocasse a golf, è sconvolgente. La scena del massacro al suono della cornamusa, poi, è indimenticabile, così come il finale.


Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR julian  @  06/03/2008 14.48.15
   8 / 10
Mettetela come volete ma per me è una versione cruda e drammatica di Mamma ho perso l'aereo, o meglio Mamma ho perso l'aereo è una versione simpatica e infantile di questo film.
L'idea di fondo è quella: la difesa della casa contro estranei con ogni stratagemma.
E più o meno anche A history of violence pesca qualcosina da qui:
il brav'uomo, apparentemente innocuo, che si trasforma in spietato carnefice quando viene messa in pericolo la vita sua e di sua moglie.
Lo scenario è più che realistico, i temi affrontati molteplici: il paesino con i suoi abitanti beoni, il classico astio verso i forestieri, la volubilità dell'uomo ignorante, il veloce passaggio da odio a violenza verso i diversi e verso le donne.
Una vera Bibbia questo film, crudo e crudele come il mondo che raffigura.
Bellissima Susan George.

xxxgabryxxx0840  @  04/03/2008 14.31.30
   8½ / 10
Visto quasi per caso, è un film magnifico. Vale la pena vederlo assolutamente. Grande Dustin Hoffman

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento Giordano Biagio  @  21/02/2008 23.45.34
   8 / 10
Credibile, verosimile, coerente psicologicamente, e quando c'è di mezzo la violenza questo non è poco: è un modo per studiarla.

Interpretazione di Hoffman straordinaria, forse la migliore della sua lunga carriera.

Le sequenze violente della reazione di Hoffman alle ingiustizie sono da antologia, ma forse il problema di tutto stava a monte, nelle questioni di insoddisfazione della moglie di Hoffman, cose sottovalutate dal marito che non ha analizzato con sufficiente lucidità la cosa.

The Monia 84  @  12/01/2008 17.29.18
   8½ / 10
La violenza come sintesi di tutte le relazioni sociali e lo stupro come sintesi di tutti i rapporti sessuali. Il film trasmette un messaggio amaro e senza vie d’uscita: in un mondo dominato dal caos l’unico mezzo in grado di regolare le relazioni interpersonali può essere la violenza.
Dustin da povero disgraziato sul punto di essere linciato a furiosa macchina di morte e distruzione: interpretazione da Oscar.
Peckinpah offre immagini e sequenze dall’impatto visivo fortissimo, impossibili da dimenticare. Da vedere assolutamente.

norah  @  05/01/2008 11.55.51
   9 / 10
Cosa succede quando anche il più convinto pacifista perde la pazienza?
Ce lo spiega Peckinpah in questo straordinario film sulla violenza umana e le sue molteplici facce.
Ah,tra l’altro ricorda parecchio Shining.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  13/12/2007 22.34.16
   7½ / 10
film molto duro tenuto in piedi grazie a un grandissimo protagonista!è molto facile immedesimarsi con lui ed entrare nella vicenda!
il regista ci accompagna in una progressiva spirale di violenza!
oggi pero il film appare un po datato e sono sicuro che ha perso qualcosa rispetto a quando usci!
rimane un bellissimo film!

2 risposte al commento
Ultima risposta 02/04/2008 16.55.00
Visualizza / Rispondi al commento
superfoggiano  @  18/11/2007 11.55.01
   6 / 10
non mi ha convinto molto......
lei bellissima e soggetta alle mira di tutto un villaggio
e lui genio, ma diventa cornuto che si fa vendetta

2 risposte al commento
Ultima risposta 29/05/2008 15.38.09
Visualizza / Rispondi al commento
Sestri Potente  @  10/11/2007 10.13.03
   9 / 10
Dustin Hoffman è un grande e questo film gli calza a pennello: indimenticabile la difesa della sua proprietà!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  21/10/2007 16.20.51
   9½ / 10
Un capolavoro del grande Peckinpah
Hoffman interpreta un altro film che lo consacrerà tra i migliori attori di sempre, Susan George è semplicemente perfetta

si respira un po l'aria che due anni dopo caratterizza "the wicker man"

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  19/09/2007 13.39.44
   9 / 10
ECCEZIONALE FILM DI PECKINPAH, CHE SI RIALLACCIA ALLA TEMATICA CONTENUTA IN ARANCIA MECCANICA.

Invia una mail all'autore del commento domeXna79  @  15/09/2007 10.26.34
   8 / 10
Intensa pellicola diretta all’inizio degli anni ’70 da Peckinpah.
Un trattato sulla violenza (mai fine a se stessa) e sulla natura dell’uomo, per molti versi costruito con geniali parallelismi rispetto al mondo animale (la forza del branco contrapposta all’estenua difesa del territorio) ..la narrazione viene strutturata in un crescendo di tensione e stati d’animo, ovvero dall’apparente tranquillità di un paesino sperduto nella provincia inglese fino all’esplosione selvaggia di una violenza inimmaginabile (resa ancor più greve da una regia convulsa e snervante).
Molto ben dipinto il paesaggio rurale, la piccola comunità con le sue regole e la sensazione di totale inadeguatezza che il “giovane matematico” manifesta in diverse situazioni (anche rispetto alla giovane moglie che conosce bene quella realtà e cerca di mandare segnali inequivocabili in tal senso) ..di grande impatto la scena dello stupro, una costruzione fatta con continui tagli e successivamente, nel sottolinearne le conseguenze psicologiche, con forti flash-back rievocativi ..meno apprezzabile qualche eccessivo accento ironico del protagonista soprattutto nel concitato finale e la sua eccessiva ingenuità in alcuni passaggi (indubbia risulta qualche forzatura nella sceneggiatura) ..emblematica la frase di chiusura (“Neanche io conosco bene la strada”) che sintetizza quanto nessuno in realtà conosca bene se stesso, ovvero i comportamenti, le reazioni che possono emergere quando ci si trova in una situazione di inaspettato pericolo.
Gran bella prova d’attore per un giovanissimo Dustin Hoffman, coadiuvato da un’altrettanto brava Susan George e dagli altri componenti del cast ..direzione attenta ed efficace del regista americano Sam Peckinpah (che ha diretto tra l’altro tanti famosi western).
Pellicola cruda e violenta ma davvero imprescindibile per chi ama il cinema..

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Jellybelly  @  24/08/2007 16.14.15
   9 / 10
Capolavoro imprescindibile di Peckinpah, con l'alienante campagna scozzese a far da cornice alle torbide vicende di un ameno paesino, con le sue regole e le sue peculiarità.
In questo contesto precostituito, David è un alieno, un diverso, da intimorire e depredare, forti della propria supremazia territoriale e della forza del territorio.
David all'inizio si piegherà, chinando sempre il capo e cercando di fare il più possibile per integrarsi nell'ambiente; nel momento però in cui l'ambiente stesso cercherà di sopraffarlo depredandolo di ciò che è suo, esploderà in una furia incontrollabile con una determinazione che non credeva gli appartenesse, che lo porterà ad un climax di violenza necessario quanto liberatorio.
Strepitoso Hoffman, angelica l'attrice che ne interpreta la mogliettina scemetta ed egoista.

Invia una mail all'autore del commento BIONDO  @  20/08/2007 10.47.04
   10 / 10
DURO...SERIO..POTENTE..VIOLENTO...CRUDO...MALINCONICO...ALTRO CAPOLAVORO DELLO ZIO SAM.

AKIRA KUROSAWA  @  09/06/2007 0.33.12
   8½ / 10
bello, molto bello, dimostra che anche le persone calme possono diventare delle furie. dustin hoffman è mostruoso, il montaggio perfetto, e la scena dello stupro è agghiacciante. il finale è meraviglioso, tra i migliori di peckinpah

Napoleone  @  28/05/2007 20.11.00
   8 / 10
Indubbiamente un film assai controverso, ma bello; o meglio: bello e terribile.
Memorabile scalata di Dustin Hoffman dalla timidezza imbelle al regno della violenza ferina. La tesi del regista è semplice: la violenza e lo stupro sono la sintesi rispettivamente di tutti i rapporti umani e sessuali. Anche nell'esperienze più innocenti, c'è sempre una componente, in questo caso in forma latente, di sopraffazione. Ciò è testimoniato dalle relazioni, definite da noi tutti normali e comuni (una semplice chiaccherata col reverendo o un dialogo al pub, ad esempio) che avvengono tra i personaggi del film: a ben guardare, anche in quelle più ingenue, la violenza e lo stupro sono lì, pronti solo ad esplodere.
Nello scorrere delle scene gli interrogativi si affollano densi nella mente, ma non avranno risposte: c'è sempre una variabile nascosta che inficia la nostra comprensione dell'insieme. Tale incompletezza gnoseologica è sostanzialmente da attribuirsi a due fattori: le tesi radicali di cui sopra e il montaggio volutamente caotico. Comunque da guardare assolutamente.

tarantino92  @  27/05/2007 21.10.21
   9 / 10
bellissimo film con il grande dustin....eccellente l'interpretazione di hoffman

Il Messere  @  18/05/2007 19.25.09
   8 / 10
La cruda vicenda di un timido intellettuale che reagisce improvvisamente alle profonde umiliazioni inflittegli da una comitiva di zotici: la sua ira diviene implacabile.
Ennesima grande interpretazione di Dustin Hoffman.

ds1hm  @  12/02/2007 13.59.52
   9 / 10
film molto intimo, come tutti quelli che ci parlano della violenza in maniera non gratutita. dalla scelta di rappresentarci nessuno dei protagonisti nella posizione del giusto, in un passato non tanto lontano ed al di la della precisa collocazione geografica, la violenza appare come un elemento liberatorio, l'unico elemento condiviso e desiderato anche da chi osserva, istigato da un montaggio repentino e sconnesso, che finisce per squilibrare la mente e la pazienza. film molto intelligente, che induce lo spettatore ad una inevitabile autocondanna sia per i desideri di cui sopra e sopratutto per essersi trovato chissa quante volte nella vita quotidiana a sussurrare a se stessi le ultime parole del protagonista, nonche di essersi imbevuto di quel cupo e stranamente liberatorio desiderio di violenza, desiderio e bisogno.
mi ha fatto ricordare il bellissimo Hana-bi, mentre le immagini della casa piena di cadaveri la volevo far osservare a tutti quei diciottenni invasati di Tarantino e della sua inutile violenza.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Marlon Brando  @  26/01/2007 16.58.38
   8½ / 10
In modo straordinariamente analitico Peckinpah ci mostra la violenza: cause ed effetti.
Stiano lontani chi si aspettano un finale rassicurante ed esplicativo... è un film terribilmente pessimista, in cui l'uomo diventa animale.

fio81  @  26/01/2007 8.38.07
   7½ / 10
Il film è come il personaggio principale, all'inizio noioso e frustante, dopodichè infuocato. Ottima la prova di Hoffman, sempre impeccabile.

conway  @  15/01/2007 19.22.52
   9 / 10
Bellisimo...uno dei primi film ad aver portato la violenza sullo schermo senza "filtri" mostrandola per quella che è...
...alcune scene sono veramente molto dure e angocianti...
ovviamente grande Dustin Hoffman

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Terry Malloy  @  09/11/2006 14.59.13
   8½ / 10
fantastico film che vede un astro nascente del cinema mondiale: Dustin Hoffman, strepitoso e ispirato offre al film uno spessore qualitativo impareggiabile! inoltre brillante regia di Sam Peckinpah che vede pessimisticamente l'omicidio come sintesi dei rapporti umani e lo stupro come sintesi del rapporto fra uomo e donna peccato solo che sia stato censurato. da vedere asslutamente

Jeremy1979  @  15/08/2006 18.10.34
   8 / 10
Nonostante il film sia un po' datato è comunque "piacevole" da vedere...A me personalmente la scena più pesante del film mi ha lasciato veramente male....

Feedback  @  13/06/2006 18.20.47
   8½ / 10
Il titolo inglese è "Cani di paglia", "Straw dogS": si riferisce ai balordi che violentano la moglie di Hoffmann ? E perché nella traduzione italiana il titolo viene ridotto al singolare...? boh!
Uno dei miei film preferiti.

2 risposte al commento
Ultima risposta 15/01/2007 19.39.55
Visualizza / Rispondi al commento
HATEBREEDER  @  26/04/2006 11.05.36
   8 / 10
Grande film di Peckinpah che ha come tema centrale l'istinto violento umano, che la "civilizzazione" ci ha insegnato a reprimere, ma che prima o poi emerge comunque in tutta la sua spontaneità..
Un montaggio confusionario (specialmente verso la fine) fa da sfondo ad uno dei film più originali che abbia mai visto.
Da guardare almeno una volta!

keith...  @  31/01/2006 17.18.07
   9½ / 10
merita...
belle ambientazioni e ottimo finale...

2 risposte al commento
Ultima risposta 15/01/2007 19.24.14
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  09/11/2005 23.35.12
   8 / 10
Ennesimo grande film di Peckimpah diviso come nel suo stile tra violenza e nostalgia . E’ un arguto saggio sulla violenza, fondato sulla teoria etologica dell'uomo “scimmia omicida” e della difesa del territorio.
Resta nelle orecchie la fastidiosa risata di Scatt che aleggia per tutto il film.


2 risposte al commento
Ultima risposta 01/02/2006 09.30.24
Visualizza / Rispondi al commento
Guy Picciotto  @  29/08/2005 16.13.05
   8 / 10
people are strange when you are strange

Invia una mail all'autore del commento goat  @  02/08/2005 17.07.22
   9 / 10
bellisimo film,con un immenso hoffman e un finale superlativo.


5 risposte al commento
Ultima risposta 20/03/2008 16.15.42
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI JUNIOR thohà  @  31/07/2005 11.40.45
   9 / 10
Rasenta veramente il 'capolavoro'.
Il mite protagonista diventerà un freddo, calcolatore assassino, feroce contro gli stupratori della moglie. Bravissima anche lei che riesce, per un lungo tratto, a farsi detestare per l'ammiccante stupidità provocatoria e per il suo sciocco modo di sottovalutare il marito, tranquillo e in cerca di pace.
Ottima l'interpretazione di tutto il cast.

unpoeta67  @  06/06/2005 22.11.24
   7 / 10
tutto sommato un buon film...pero' quella tonalita' un po' retro' ...confesso che non riesco piu' a gustarla...


1 risposta al commento
Ultima risposta 02/04/2008 12.55.06
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Blutarski  @  27/05/2005 20.09.41
   8 / 10
Grande film, non fà una piega. La storia è perfetta, va avanti per accumulazione, tu lo guardi e senti sempre di più un gorgoglio allo stomaco, sempre di puù fino a quando boom, non esplode tutto, e lì sono c.a.z.z.i ...grande Dustin Hoffman a interpretare un ruolo che definirei quasi comico!

benzo24  @  27/05/2005 18.48.00
   9 / 10
Film straordinario, altamente violento ed erotico. Uno dei migliori di sam e a mio parere la miglior interpretazione di hoffman.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Lot  @  23/05/2005 10.00.36
   9 / 10
Piccolo ma fondamentale saggio sulla violenza con richiami a molte altre opere, dal cinema alla letteratura.
Possiede da una parte la cattiveria che i western, spesso traditi dall'epica, non hanno mai avuto e dall'altra la lucidità di un documentario.
Spettacolare l'interpretazione di Hoffman, da antologia la sua mutazione negli ultimi 20 minuti.

Babi_89  @  06/03/2005 22.31.43
   9 / 10
In questo film secondo me ci viene fatta vedere la violenza e lo stupro come i due rapporti chiave tra gli esseri umani e mi sono chiesta se l'uomo sia rimasto ancora alle leggi primitive .
Molto bello ,da vedere . L'attrice che interpreta la moglie ,secondo me, è stata molto brava e naturalmente anche Dustin Hoffman. L'unica cosa che non m'è piaciuta -lo so che è stupida- è quel ragazzo che rideva sempre ,mi ha veramente irritata.
ciao un bacio ary

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  21/12/2004 21.21.26
   10 / 10
Grande apologo sulla violenza diretto da un vero maestro. Massacrato stupidamente dalla critica e poi dalla censura, è un film sulla vendetta di un matematico pacifista (un grandissimo Dustin Hoffman) e sulla violenza come sintesi finale di tutte le relazioni fra gli uomini. Come ha sottolineato Cash cambia l'ambientazione , ma non la sostanza.
E' un film da brividi, assolutamente inquietante, da vedere assolutamente.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento cash  @  25/11/2004 14.17.01
   9 / 10
anticipa in qualche modo il filone rape and revenge che solo con l'avvento della prima pellicola di Craven si consoliderà e diverrà genere a tutti gli effetti. Non può far parte del filone per alcune (importanti) trasgressioni dei codici rape and revenge; il professore, pavido e timido, non compie la sua strage per riscattare in qualche modo la violazione della sua donna da parte di una banda di ragazzi (anzi, non ne verrà mai a conoscenza), ma per difendere il diritto alla proprietà privata. Quindi la questione revenge è del tutto indipendente alla questione rape. la prima escursione al di fuori del western di Peckinpah cambia il contesto ma non la sostanza; nel western i personaggi si muovono in uno spazio per conquistare una zolla terra, una proprietà privata; qui la si difende, se necessario con l'omicidio. Chiaramente il film fu accusato di promuovere e incoraggiare l'etica fascista, ma i critici tengono famiglia, e in qualche modo devono campare.


3 risposte al commento
Ultima risposta 17/04/2005 13.22.26
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo REDAZIONE maremare  @  25/11/2004 0.44.40
   9 / 10
Lascia stare il can che dorme...

Gruppo COLLABORATORI Invia una mail all'autore del commento paul  @  24/11/2004 16.08.51
   9 / 10
Un film che sta in mezzo all'omicidio dell' "Alba dell'uomo" di 2001 e L'Arancia Meccanica, passando per "Il lupo della steppa" di Hesse.
Un saggio sulla violenza come raramente se ne sono visti all'uomo, ma anche una discussione sulla regressione a stato brado dell'essere umano e, in quanto animale, a difesa del proprio territorio. Emblematica anche la scena della moglie del matematico che, violentata, non accetta le avanches, ma una volta penetrata violentemente, "regredisce" e cede alla furia animalesca del violentatore. Un grande film e un grande Dustin Hoffman.

2 risposte al commento
Ultima risposta 24/11/2004 16.32.22
Visualizza / Rispondi al commento
  Pagina di 1  

vota e commenta il film       invita un amico

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico


606453 commenti su 19253 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Speciali

Speciale CHARLIE CHAPLINSpeciale CHARLIE CHAPLIN
A cura di amterme63



Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net
Dove siamo? Scoprilo qui!