basta che funzioni regia di Woody Allen USA 2009
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basta che funzioni (2009)

 Trailer Trailer BASTA CHE FUNZIONI

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locandina del film BASTA CHE FUNZIONI

Titolo Originale: WHATEVER WORKS

RegiaWoody Allen

InterpretiEvan Rachel Wood, Henry Cavill, Patricia Clarkson, Kristen Johnston, Larry David

Durata: h 1.32
NazionalitàUSA 2009
Generecommedia
Al cinema nel Settembre 2009

•  Altri film di Woody Allen

Trama del film Basta che funzioni

Il principale protagonista di questa commedia sull'amore inaspettato è uno scienziato di grandissimo livello che vive un momento di amarezza e depressione che lo porta a un tentativo di suicidio. In questo momento drammatico della sua vita si trova ad ospitare a casa sua una ragazza piuttosto ignorante di cui si innamora e che poi sposerà.

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Voto Visitatori:   7,35 / 10 (120 voti)7,35Grafico
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Voti e commenti su Basta che funzioni, 120 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  10/03/2010 15.35.41
   7 / 10
Bene, vedo che il nostro Allen non ha perso la sua particolare vena ironica di un tempo: la sua comicità, tra il teatrale e l’assurdo, è molto presente in questo film e rende la visione davvero piacevole e brillante, anche se la trama non è completamente originale. Bellissimi alcuni dialoghi e grandiosi le caratterizzazioni psicologiche di ogni singolo personaggio, grazie anche agli ottimi attori… Evan Rachel Wood soprattutto, che riesce in qualsiasi ruolo a dare il meglio di sé; la sua carriera sarà molto importante e variegata.

fede77  @  04/03/2010 18.38.01
   5½ / 10
Ennesima, logorroica, sempliciotta commediola di Allen. Stavolta il testimone del "trasmettitore di mal di testa" passa all'attore Larry David che interpreta il vecchio bisbetico, fotocopia in stile più incattivito del regista, normalmente nei panni del suddetto personaggio. La svampita (e totalmente stupida) di turno è la brava attrice Evan Rachel Wood che (ma che spreco) si mette nei panni dell'insolita vagabonda in cerca d'avventure.
Ma possibile che Allen continui con filmucoli simili, con una trama che riesce meglio ad un bimbo delle elementari? Si cerca di dare una dimostrazione del senso della vita e dell'amore....va bene, ma sono già cose scontate e stra-ridette....Boh, non ho ancora capito perché lo si consideri un genio...Forse la sua religione è il solito biglietto vincente sul settore. Comunque sia procuratevi scorte di Moment (versione "Act") perché il mal di testa è assicurato, ma se amate il "rap" sarete già più che allenati.

tylerdurden80  @  02/03/2010 15.46.26
   5½ / 10
commediola leggera leggera,in realtà cela dei significati + importanti che però si perdono nel proseguio della trama.
strappa qualche sorrisetto ma il giorno dopo è già dimenticato...

ma perchè non l'ha interprerato direttamente Allen visto che il personaggio è a sua immagine e somiglianza????

kobebryant92  @  09/02/2010 13.30.50
   7½ / 10
Bello!!
il protagonista mi faceva sempre sorridere per la sua acidità
il film scorre bene e regala delle risate non fragorose ma le regala...
trama originale, ironia pungente del protagonista
CONSIGLIATO PER PASSARE UNA SERATA CON AMICI

floyd80  @  30/01/2010 17.26.34
   5 / 10
Premessa ritengo Allen un regista mediocre.
Basta che funzioni è una pellicola noiosa e senza anima. Dove i pistolotti del protagonista (Allen...ehm...Cavill) ci accompagnano per tutta la durata del film.
La pellicola nasce interessante, si sviluppa in modo anonimo e si conclude in modo pessimo. Come del resto ogni film di Allen.
Alla fine ci ritroviamo un vecchio con un piede nella fossa, logorroico fino al midollo, simpatico come una verruca ai piedi...rimorchiare solo belle ragazze...ma ci faccia il piacere.

atticus  @  26/01/2010 23.51.51
   7 / 10
Francamente nulla di nuovo, ma ben riproposto da una sceneggiatura brillante. L'uomo è un protone che vaga nel cosmo nelle mani dell'alterna fortuna: Allen si fa prendere dal pessimismo leopardiano ma ritrova New York e la sublime ironia dei bei tempi, indovinando personaggi e situazioni ma peccando forse troppo di autoreferenzialità (le ultime battute finali mi hanno riportato alla mente la chiusura del recente "Inglorious basterds" di Tarantino). Ottimi interpreti. Intrattenimento cerebrale ma divertente e soprattutto intelligente.

Parsifal  @  26/01/2010 23.24.40
   7 / 10
Simpatica commedia che solo Woody poteva pensare e scrivere.....divertente, ironica anche riflessiva ma senza troppo pretese....il mio voto va anche alla stima indiscussa che ho di Allen.

pardossi  @  25/01/2010 11.03.39
   8 / 10
Complimenti signor Allen ha realizzato un ottimo film, mai banale e con una sceneggiatura molto buona, ottimi gli attori e una storia tanto originale quanto bella, tutto arricchito da una profonda analisi della vita spiegata con semplicità e geniale spirito.

calso  @  25/01/2010 10.23.41
   6 / 10
A parte qualche spunto divertente per il resto è una commedia che a me è sembrata piuttosto noiosa, il protagonista poi veramente antipatico, a parte il ruolo mi è rimasto subito antipatico al primo sguardo...si salva un pò il finale ma nulla di che...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Blutarski  @  23/01/2010 18.14.55
   7½ / 10
Niente di nuovo, Allen è tornato come ci si augurava alla commedia alla Allen a cui eravamo abituati. Boris Yellnikoff è un'altro tassello nell'evoluzione dell'omo sapiens allens se mi concedete la metafora, ancora più misantropo, ansioso e pessimista, nonostante si ammorbidisca nel finale. Gli altri personaggi sono estremamete stereotipati, dei clichè che l'abile burattinaio Allen manipola per i suoi giochini psicologici e freudiani, mostrandone con ironia i prevedibilissimi limiti e difetti. Si va dalla frivola e fiorente Melody, la ragazza del sud annebbiata dal complesso di Elettra, alla madre frustrata e alcolizzata in apparenza bifolca che si trasforma in un'artista a la page, per arrivare al padre infedele mai pago sessualmente a causa della sua omosessualità celata. L'unico in grado di avere la 'visione d'insieme' (particolarmente azzeccato è il gioco dei dialoghi col pubblico) è Boris, egli è ovviamente Allen, sempre in crisi con se stesso e incapace di adattarsi al suo tempo, ma l'unico che sembra in grado di percepire il senso della vita, il patetico teatro dell'esistenza in cui ogni essere umano deve recitare la sua parte e a cui non può sfuggire. Infatti, nonostante cerchi di sottrarsi inutilmente a questa specie di farsa (due suicidi non riusciti), Boris deve infine rassegnarsi al ruolo di infelice che gli compete. Chi è un estimatore della verve di Allen non rimarrà certo deluso.

annibalo  @  21/01/2010 19.11.41
   7½ / 10
Allen è così, verboso e sarcastico ma il film è il succoso compendio della logica Fazzy, la definizione di entropia è poi favolosa come anche l'aforisma su Cezanne. insomma una mega s....mentale della filosofia "accidentale" di un regista e autore ormai irraggiungibile.

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1 risposta al commento
Ultima risposta 23/01/2010 18.34.52
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vale1984  @  18/01/2010 20.35.31
   5½ / 10
Premettendo che già all'inizio ho faticato a proseguire il film...perchè iniziare con un monologo verso gli spettatori non mi pare un'idea geniale...ma ho continuato e devo dire che non sono rimasta soddisfatta da questo film. Non mi ha fatto ridere particolarmente ne mi ha entusiasmata...insomma...già non amo woody allen e poi in questo mi ha ancora più delusa.
Malgrado questo è un film passabile...da queste considerazioni la mia votazione.

halflife  @  08/01/2010 20.57.19
   8½ / 10
quando un film funziona funziona...non basta che funzioni...piaciuta la battuta?

3 risposte al commento
Ultima risposta 14/01/2010 06.14.25
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uzzyubis  @  04/01/2010 10.11.42
   6½ / 10
Alcune trovate nella narrazione del film sono ben congeniate (il protagonista che guarda in camera per dialogare con gli spettatori), l'uomo che si scopre gay a 50 anni, ma questo ultimo lavoro di Allen non è incisivo fino in fondo nè come commedia brillante nè come commedia amara. Carino, si lascia guardare ma a mio parere non rimane gran che.

sareo  @  02/01/2010 20.50.57
   8 / 10
Bellissmo, W A è sempre sorprendente, l'essere cinico ma alla fine accodiscendente nei confronti di questa società che lui odia ma che alla fine ama perché anche in un cinico l'amore vince sempre.
Inutile dire che i grandi registi, pensatori sono una specie in estinzione, finché durano è giusto ammirarne i capolavori.

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endriuu  @  01/01/2010 23.19.20
   8½ / 10
Sarcasmo e cinismo totale.Battute esiliranti tipicamente alleniane,tematiche che aproni spunti di riflessione non indifferenti ( l'eterno scontro tra razionale ed irrazionale),una sceneaggiatura mostruosa,un larry david che si è calato alla perfezione in un cinico spietato. Un gioiello di film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  31/12/2009 19.05.18
   7½ / 10
Piacevolissima sorpresa, forse l'Allen che son riuscito meglio a digerire.
Una commedia divertente e scacciapensieri, trainata da un protagonista che buca letteralmente lo schermo e riesce a rivolgersi a noi pubblico in maniera disincantata.

Distante dalla schiettezza e dall'humor nero dei suoi primi film, il messaggio di Allen riesce comunque ad essere forte e diretto.

Ah, Evan Rachel Wood è una dea, se penso solo al suo ruolo in "The wrestler" e in questo film mi vengono i brividi da quanto è brava.

Il finale non mi ha convinto del tutto.

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Ultima risposta 03/01/2010 15.28.55
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kossarr  @  31/12/2009 6.39.18
   8½ / 10
Un film molto divertente, sono un fan di Larry e seguo costantemente CURB YOUR ENTHUSIASM e anche nel film non si è smentito.
Classico film di Allen e una Rachel Wood da OSCAR.
Consigliato vivamente!

Invia una mail all'autore del commento Silly  @  26/12/2009 18.11.21
   8 / 10
Basta che funzioni? Sì caro Woody, in effetti è vero. E' la vita. Come questo film d'altronde, infatti funziona perfettamente nel suo insieme. Per quanto mi riguarda, può non dire alcun che ai non appassionati dell'Allen di un tempo, quello di Manhattan, Hanna e le sue sorelle, Io & Annie. L'Allen pensiero, per intenderci, è sempre quello, che pur non divulgando nessun'idea differente nel corso della vita, ce la racconta finalmente con l'energia creativa di quel periodo. Il film scorre via che è un piacere, il circo di Woody è interpretato da personaggi pensati e costruiti ad arte, la sua naturalmente.

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Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  23/12/2009 14.35.32
   7 / 10
Boris è un anziano scorbutico,maniacale e pieno di nevrosi,fornito di grande cultura utilizza modi estremamente sarcastici e fin troppo diretti per relazionarsi con il prossimo.
Melody è giovane,molto bella e incarna lo stereotipo della ragazza del sud,innocente e poco istruita.
Sarebbe impossibile pronosticare una relazione appagante tra due così differenti personalità,ed invece questa matura a dispetto di ogni pregiudizio.Allen non pretende di spiegare le motivazioni di un avvenimento così anomalo,ma si limita ad accettarne l’esistenza,insomma,come da titolo,basta che funzioni.
Il regista abbatte i muri delle convenzioni tendendo a dimostrare come un rapporto possa essere una questione di incastri inspiegabili,quasi alchemici,non sempre sostenuti da ordinaria razionalità.
Le due parti in causa si completano,Melody è come un contenitore vuoto che viene riempito dalla saggezza e dal sapere di Boris,il quale trova nelle squisite doti della fanciulla un equilibrio che gli rende più tollerabile il mondo circostante.
Il sapere può equivalere a prigionia,perché consente di analizzare il mondo con occhi consapevoli e quindi disincantati,ma è strumento imprescindibile per la ricerca della libertà e della scelta senza vincoli,come infatti accadrà a Melody e al suo nucleo famigliare,investiti inconsapevolmente dall’attitudine solo in apparenza distruttiva di Boris.Il tutto si riduce ad una questione di scelte e di prospettive,di capacità di adeguarsi al mondo senza necessariamente piegarsi a consuetudini e formalità.
Siamo lontani dall’eccellenza del primo Allen,ma il regista/attore dopo il pessimo “Vicky Cristina Barcelona” e gli scialbi “Scoop” e “Sogni e Delitti” si risveglia dal torpore artistico in cui era precipitato e, pur proponendo temi che si ripetono spesso nella sua filmografia, torna a proporre un lavoro divertente basato su situazioni molto verbose ed al tempo stesso parecchio dinamiche grazie alla deliziosa energia dei dialoghi.
Non mancano tempi morti e alcune irritanti tendenze all’autoincensamento (Boris è certamente l’alter-ego di Allen),situazioni accomodanti o stucchevoli,ma il lavoro è da premiarsi in quanto ci restituisce un autore in buona forma.

2 risposte al commento
Ultima risposta 02/01/2010 18.07.30
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Francesco83  @  20/12/2009 0.55.47
   7 / 10
Buona prova di Allen, ma non stellare. Buon cast, plot così così, ottima regia dal solito stampo teatrale.

SANDROO  @  19/12/2009 13.06.58
   7½ / 10
W Allen solo regista è tutta un'altra cosa dal W. Allen attore-registra e la mia idea, che ho da tempo avendo visto i suoi film vecchi, è confermata da questo film......... CONTINUA SOLO COSì ALLEN!!!!

gandyovo  @  17/12/2009 16.33.33
   7 / 10
a me il film è piaciuto. ho trovato i dialoghi divertenti e due/tre addirittura esilaranti. Non sono un appassionato di W.Allen, alcuni film mi sono piaciuti (Broadway Danny Rose ad esempio) altri proprio no.
Questo lo consiglierei

LoSpaccone  @  12/12/2009 18.35.13
   6½ / 10
Non mi ha convinto del tutto. Ho avuto la sensazione di una certa mancanza di spontaneità, come se Woody avesse voluto fare il Woody, piegando in maniera pretestuosa i personaggi e l’intreccio alla moraletta finale, piuttosto banale anche se qua e là ravvivata da alcuni dei soliti guizzi alleniani. Di solito nei suoi film più riusciti è stato il contrario: il finale e la lezione racchiusa in esso sono una naturale conseguenza della messa in scena. Il risultato è che alcune situazioni risultino prevedibili e che il film difetti di una reale tensione narrativa. Momenti e dialoghi riusciti comunque non mancano.

Invia una mail all'autore del commento Totius  @  11/12/2009 2.27.52
   7 / 10
Si si...è tornato Woody e tutto il resto. Ma stavolta se trovo il messaggio del film meraviglioso...c'è qualcosa nell'insieme che non mi convince. E' come se mi stessi apettando un pò dove si doveva andare a parare...non so...forse sono io un Woody-addicted ed in quanto tale comincio a trovarlo prevedibile???!!!

BrundleFly  @  26/11/2009 19.31.06
   5½ / 10
Mah, sinceramente non so dove sia il capolavoro. Qualche scena che strappa un sorriso c'è, ma è sempre la solita solfa trita e ritrita. Non ho capito perchè Allen abbia dovuto mettere un attore ad imitarlo sia nei gesti che nelle parole; tanto valeva che recitasse lui stesso.
Pessimo il doppiaggio italiano.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  23/11/2009 20.17.45
   9 / 10
"Ma tu in che cosa sei un Genio?" -"..Meccanica Quantistica." -"Sìì..ma in che campo!!"

Quanto amo questo film. E' il grande ritorno di Woody Allen e il migliore risultato da "Harry a Pezzi". Allen sta sempre peggio, e l' alter ego Boris non è altro che il ricongiungersi di tutti i pezzi lasciati nella propria filmografia, da Harry a l' hypochondriac di "Hannah e le sue Sorelle". Larry David è perfetto nella parte di un genio con la zoppia alla House, superiore ai "bigotti e imbecilli contadini" perché l' unico ad avere un' esatta visione d' insieme; dopo tutto è un fisico. E la Wood un adorabile "vermetto". Da uno di 80 anni e con una quarantina di film all' attivo non ci si potrebbe aspettare di meglio. "Basta che funzioni" è una commedia intelligentissima con una sceneggiatura brillante che rifiuta i cliché "rosa", ostile nei dialoghi e nelle situazioni, il matrimonio si risolve con una ellissi, anche il finale, se ci pensa, come citazione un po' decontestualizzata di "8 1/2" ha un che di surreale. Sempre il solito film? Eccerto, è Cinema d' autore.

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Ultima risposta 16/01/2010 08.28.45
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il_drugo  @  22/11/2009 22.44.11
   4 / 10
Ho visto parecchi film di Woody, e questo credo sia proprio il peggiore.
E' chiaramente la mia opinione, ma non capisco cosa ci sia di umoristico...
non mi sembra proprio una commedia... piuttosto un film riflessivo-filosofico sulla visione di uno scienziato di fisica quantistica che applica con difficoltà le sue conoscenze nella vita di tutti i giorni.

- Trama scontata (per chi conosce woody)
- Buona interpretazione dei protagonisti
- Buona regia
- Umorismo = 0

Per me... una delusione!

7 risposte al commento
Ultima risposta 02/01/2010 13.32.44
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ultras_doria92  @  22/11/2009 17.59.43
   1 / 10
noiosa pellicola che scorre molto lentamente pessima l'interpretazione di Larry David

15 risposte al commento
Ultima risposta 31/12/2009 06.35.54
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jiko  @  20/11/2009 17.17.17
   10 / 10
Una commedia dai dialoghi brillanti ed esilaranti, dopo qualche film un pò deludente Woody Allen torna ai massimi livelli con un film davvero riuscito, con frecciate pungenti, personaggi azzeccatissimi e una buona dose di sano cinismo.

zeta  @  19/11/2009 17.16.33
   6 / 10
Strappa qualche risata e colpisce Larry David perché si muove e gesticola proprio come Woody Allen. Però il film è lontano dalla forze dei primi lavori del regista. anche le gag sembrano più stanche, meno taglienti e avvolte un po' scontate. Perde punti nella protagonista e in alcuni personaggi seconari. Resta il dubbio su come sarebbe stato con woody davanti alla macchina da presa.

Delfina  @  19/11/2009 15.00.33
   6½ / 10
Commedia piacevole, ben rodata nello stile graffiante tipico di Allen.
Alcuni momenti e situazioni un po' improbabili, così come il finale

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Niente di eccezionale, ma buono per una serata in allegria (alleniana, of course).

The BluBus  @  16/11/2009 13.24.22
   8 / 10
Invia una mail all'autore del commento shantaram  @  10/11/2009 12.15.13
   7½ / 10
Premetto che non sono un amante di Allen. Regista che torna nella sua ambientazione tipica. Il film a me è piaciuto. Il protagonista è ottimamente tagliato per quel personaggio. Coinvolge, fa ridere e fa pensare. Tutto con un sapore poco banale. Non sempre queste pretese riescono ad essere assolte anche quando ci si riveste di profonde attese. per cui il giudizio è decisamente positivo.

rob.k  @  09/11/2009 21.31.12
   5 / 10
Stereotipi, solo stereotipi... Filmetto abbastanza insignificante, privo di una trama decente, tutto incentrato sugli sproloqui di un vecchietto fastidioso... Che sì, fa ridere i primi 10 minuti, poi bastaaaaaaaaaaaaaaaa...

Invia una mail all'autore del commento ziotony  @  09/11/2009 19.45.43
   8½ / 10
Per me questo tipo di umorismo è esilarante . E il modo di relazionarsi dei personaggi è curatissimo e verosimile . Film riuscito, dall'inizio alla fine

al_pacino  @  08/11/2009 18.52.07
   7½ / 10
Film divertente e spassoso colmo di battute sottili, ciniche ed intelligenti, tipiche di Woody Allen.

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morgana2009  @  08/11/2009 13.01.05
   10 / 10
E' tornato Woody Allen "vecchia maniera", con dialoghi irresistibili ed esilaranti, pessimismo cosmico e cinismo, in una commedia divertentissima, come nei suoi primi lavori. Imperdibile!

Fiammaverde  @  08/11/2009 11.06.09
   8 / 10
Verrà il giorno in cui, tra 500 e rotti anni, a storia del cinema insegneranno che Woody Allen ha inventato la "commedia alla Woody". Tale genere, diranno ai nostri eredi, ha molto influenzato i contemporanei, tuttavia nessun altro è mai stato in grado di replicare lo stesso genere di atmosfera generata dal Maestro.

Un film per chi ama i buoni dialoghi, le storie apparentemente semplici in realtà complesse, le commedie effettivamente brillanti (contrapposte naturalmente al genere delle commedie scontate e senza sale).

Nulla di speciale, solo (ditemi voi se è poco di questi tempi) l'ennesimo esercizio di buon cinema da parte di uno che per nostra fortuna ancora si diverte a fare il regista.

BastardoDentro  @  06/11/2009 18.20.35
   6 / 10
Mi aspettavo qualcosa di esilarante (gli ingredienti c'erano tutti) ma ho trovato
la storia un pò forzata e francamente gli attori "caricati" al limite del grottesco. Ovviamente trattasi di una sceneggiatura intelligente, ma woody poteva osare di più.

zakfett  @  06/11/2009 15.10.27
   6 / 10
Devo dire di essere un deluso, in particolare dal solito (per Allen) andamento-conclusione della vicenda.
Purtroppo al G. Cesare di roma hanno sbagliato la modalità di proiezione e ho contato almeno una quindicina di inquadrature di microfoni dall'alto.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento stefano76  @  05/11/2009 13.44.53
   7½ / 10
Non è il miglior Allen ma si tratta comunque di una commedia gradevole e sobria, con un alter ego di Allen sorprendentemente somigliante all'originale, ma più cinico e cattivo. I dialoghi sono ottimi e strappano più di una amarissima risata.

Finale un po' troppo "happy" e conciliante a mio parere.

aivlis83  @  05/11/2009 11.49.31
   10 / 10
Semplicemente splendido!
Sopratutto dialoghi e personaggi...
Si basta che funzioni...FUNZIONA!!
Assolutamente da vedere!

Jackrushante  @  05/11/2009 0.29.59
   9 / 10
Senza dubbio questo film parte alle grande con il tentativo di distruggere, con un monologo convincente, il perbuonismo e le favolette che tengono in piedi la nostra società e che mandano a nanna contente le masse (in)civilizzate. E' quasi divertente, anche se non dovrebbe perchè di mezzo ci siamo anche noi, sentire quest'invettiva di Woody Allen contro determinati "Cliché". Ma è solo un'illusione, è solo il punto di vista di un genio misantropo e psicotico. Il regista fa un'ottimo lavoro nel costruire un personaggio che è "geniale" lo adoriamo anche se dovremmo odiarlo per i continui calci sui denti che dà allo spettatore che in fondo fa parte della gente comune, dei vermetti. Fantastico l'uscire di scena di Henry Cavill per parlare col publico, l'ho trovato originale e divertente e inoltre permette al personaggio di autodescriversi avendo un dialogo diretto con il publico che segue la sua storia (rispetto ad altri film in cui un personaggio profondo diventa male abbozzato). Woody Allen vuole dirci qualcosa, la quantità di cose che un genio può insegnare a una ragazzina sempliciotta è la medesima di quelle che la ragazzina può insegnare a un genio. E non parliamo di tutte le menti geniali ovviamente, ma di quelle che fanno della loro intelligenza un motivo per ridicolizzare e sparare sentenze sul resto del mondo. Insomma non mi dilungo, il film è ben fatto, ha una trama, ha una morale, coinvolge e diverte. Tralascio tutte le finezze che il regista inserisce quà e là, perchè è cosa lunga, però da notare tutti i riferimenti a Dio alla religione e alle varie digressioni sull'argomento. Da vedere.

L_INKre@dibile  @  04/11/2009 14.59.31
   7 / 10
Commedia intellettualoide non per tutti. Adorabile il cinismo di W. Allen reinterpretato alla grande da Henry Cavill. Qualche rallentamento nel ritmo narrativo compensato da battute spassose e irriverenti. Un piccolo gioiellino nel suo genere.

LionelCosgrove  @  30/10/2009 17.30.09
   7½ / 10
Woooody Allen imprime troppo caraterre e stile ai suoi film, e poi è sempre cosi sessualmente scorretto.
Film davvero interessante.

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dobel  @  29/10/2009 15.19.49
   5½ / 10
Il "Gran Torino" di Woody Allen? ...
Un film riassuntivo delle tematiche del grande regista newyorkese: pessimismo, l'esistenza dominata dal caso, l'universo che si sgretola, il cinismo... Tutto già visto, già sentito, già realizzato molto meglio. Dispiace che un autore del calibro di Allen non sappia fare altro che rigirare attorno alle stesse tematiche e riscaldare sempre la medesima minestra. E' vero che è stato detto che un regista gira sempre lo stesso film... ma c'è un limite. Sicuramente superiore alle prove offerte ultimamente con 'Vicki Cristina Barcelona' e 'Sogni e delitti', se non altro perché con meno pretese; tuttavia un film nel quale si snocciola tutta l'acidità di questo mondo camuffandola con una filosofia da baci perugina al contrario. In fondo la formazione filosofica di Woody Allen è molto leggera, per non parlare di quella teologica, così che si assiste ad una serie di dialoghi superficialissimi (ancorché spiritosi e non di rado divertenti, dopo tutto Allen è un comico), camuffati da sentenze profondissime.
Il "Gran Torino" di W. Allen?... No di certo! Le distanze sono abissali (benché i due film siano retti da una struttura analoga: l'iniziazione alla vita di un giovane sprovveduto), e soprattutto non siamo di fronte ad un'opera definitiva (almeno spero...).

Wally  @  28/10/2009 23.32.00
   7½ / 10
Questo pazzo, cinico, vecchio peccatore di superbia io lo adoro!!!
Racchiudo il commento in un:
Qualunque amore riusciate a dare e ad avere,
qualunque felicità riusciate a rubacchiare o procurare,
qualunque temporanea elargizione di grazia,
BASTA CHE FUNZIONI
eh bravo Woody

costaway  @  27/10/2009 19.38.04
   7 / 10
Film alla Woody...ormai ha inventato un genere sulla via del tragicomico.
Pellicola piacevole e inverosimilmente reale.

trama 6
novità 8
attori 7
FILM 7

Dr.Caligari  @  27/10/2009 11.06.01
   8 / 10
Ecco il grande Woody riavvicinarsi ai suoi fasti gloriosi.
Il ritorno a NY gli giova così come anche il ritorno ai temi più cari della sua cinematografia.
Il dialogo col pubblico ricorderà a tutti da subito "Io e Annie" e non stupisce leggere che questo film era stato pensato (o addirittura scritto) proprio in quel perodo.
Peccato per alcune didascaliche uscite filosofiche e un finale troppo laccato (una volta nei film dei suoi film, Allen distingueva tra fiction e realtà dando al primo un lieto fine che nell'altro non poteva esserci).

RoBeRToNe  @  25/10/2009 15.25.57
   9 / 10
Un film davvero bello.Non sono amante delle commedie, ma questa mi è piaciuta davvero tanto. Non solo fa ridere ma viene anche da riflettere. Non voglio aggiungere più niente. E' da guardare per rendersi conto.

Simmetria84  @  21/10/2009 23.34.25
   5 / 10
Non all'altezza dei tempi d'oro, ma soprattutto si recicla senza sprecarsi. Sembra quasi una rivisitazione dei primi film con il solo scopo di essere "facilmente digeribile". Anonimo

margò  @  21/10/2009 10.13.18
   8½ / 10
Sono rimasta veramente entusiasta della sceneggiatura di questo film (che Allen avrebbe potuto tranquillamente interpretare come protagonista): quest'anno non mi ha delusa!

Xavier666  @  20/10/2009 21.09.50
   8 / 10
Dire che ci si aspettava di più da Allen, o che è una sorta di ritorno al passato suonano come dei cliché... Il film funziona davvero e il protagonista è davvero irresistibile! Piacevole sorpresa, i dialoghi poi non sono mai banali e la genialità unica di Woody Allen (oddio chiamarla genialità... io direi una profonda conoscenza dell'universo umano) si vede anche in questo.

dils  @  20/10/2009 14.07.39
   6½ / 10
Premetto che ho una sorta di idolatria per Woody Allen, forse per questo mi aspettavo di piu.Interessante il personaggio principale come una sorta di alter ego dello stesso regista, ma non mi ha colpito piu di tanto. L'ho trovato un po retorico e a tratti ripetitvo. il finale poi non mi è piaciuto, mi è sembrato frettoloso e buttato la solo per far divertire...mah...Cmq si lascia vedere

Specola  @  20/10/2009 3.26.43
   9 / 10
Qui non solo basta, ma funziona pure troppo.
Ogni personaggio, ogni situazione.
Io adoro i film di Woody Allen (già solo la musichetta retrò iniziale con i titoli iniziali bianchi su sfondo nero sempre con lo stesso carattere di scrittura, mi piacciono, mi danno quell'ottima sensazione di familiarità che mi introduce al film di buon umore).
A mio avviso il primo Allen (ovviamente non nei film di successo ma in quelli minori) elaborava molto le situazioni, le costruiva e le caratterizzava per poi arrivare al colpo di genio, al divertimento.
Questa "attesa" posso capire che ad alcuni non piaccia, magari possa risultare verbosa... ma questo non accade in "Basta che funzioni".
Il divertimento è fruibile dall'inizio alla fine e in ogni risvolto della storia.
Non ci sono, o almeno non mi è parso, scene decorative o di supporto.
Si passa dalla fase di convivenza a quella in cui sono sposati in uno schioccare di dita, senza vedere nemmeno la chiesa.
Ma nonostante questo la storia fila e regala in ogni situazione risvolti divertenti o geniali.
Non so voi, ma i film con dialoghi intelligenti li adoro e qui non c'e' mai banalità.
A questo aggiungo che io (pur avendo solo 34 anni) vedo il mondo nello stesso identico, preciso, uguale modo del protagonista (con la differenza che non sono sgarbato e non ho tentato di suicidarmi).
Però moltissimi ragionamenti, hanno solo ripetuto idee che ho già ben presenti nella mia testa.. come fare figli, vivere nella solitudine piu' totale, non illudermi sull'amore, il sentimento che si prova a capodanno (IMHO a volte sarebbe bene non essere geni ma stupidotti e superficiali).
Consiglio la visione non solo agli estimatori di Allen ma per la semplice fruibilità che coniuga sia la testa che lo stomaco veramente a tutti.

3 risposte al commento
Ultima risposta 22/10/2009 20.07.20
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento mkmonti  @  19/10/2009 11.31.25
   7½ / 10
Commedia intelligente e brillante che riesce anche a far riflettere trattando temi interessanti. Boris si rivela l'ater ego di Allen, con tutti i suoi tic, le sue nevrosi e la scelta non può che dirsi indovinata. Di solito non amo particolarmente le pellicole del regista, ma "Basta che funzioni" è un prodotto assolutamente godibile e riuscito sotto tutti i punti di vista.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  19/10/2009 9.37.40
   7½ / 10
Il grande Woody Allen questa volta ha fatto centro.

Dopo alcune uscite discrete ma non eccellenti come Cassandra's Dreams Allen torna nella sua Manhattan e pare davvero trasformato. Dirige un film leggero alla sua maniera, con una sceneggiatura frizzante e divertente. Grande merito va dato ovviamente a David Larry, perfetta incarnazione di fobie e fissazioni del regista americano. Bravi anche Ewan Rachel Wood ed il resto del cast. Le tematiche ed alcune trovate sono quelle classiche della cinematografia alleniana, quindi non si ha praticamente nulla di nuovo rispetto ai suoi film migliori (Manhattan, Io e Annie, Crimini e Misfatti). L'unico aspetto differente è

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER in netto contrasto con la filosofia di Allen. Che il buon Woody alla vecchiaia stia finalmente cambiando la propria visione della vita? In tal caso siamo tutti contenti per lui.

Invia una mail all'autore del commento franx  @  18/10/2009 18.46.47
   3 / 10
Non mi unisco a questi giudizi.
Questo, ormai, non è più il primo Woody, adesso serve un team di psichiatri che lo faccia uscire una volta per tutte dalle sue nevrosi.
E' sempre la stessa pappa: il sesso con donne giovani, il padre, la madre, la musica, il viagra.
Non regge minimamente il confronto con i suoi primi film e non venitemi a dire che è maturato: questo sproloquio non ha veramente un senso, non si sa da dove cominci, non si sa dove finisca.
E' quasi rin********nte nel suo incalzare. Lo humor è quasi del tutto sparito, l'acume, non c'è più.
Woody dove sei?

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Ultima risposta 21/02/2010 09.53.25
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paride_86  @  17/10/2009 1.56.41
   8 / 10
Woody Allen è in grandissima forma e si vede: "Basta che funzioni" è una commedia esilarante e ritmata che non delude lo spettatore colto ma nemmeno quello medio e che affronta con cinismo e ironia temi cari al regista, come la religione e le dinamiche dei rapporti sentimentali.
Non è certo un capolavoro assoluto, ma una commedia intelligente e mai noiosa.
Unico neo, di cui non voglio tener conto nel voto perché spero che venga eliminato nel dvd: in più di una scena si vede il microfono che entra dall'alto nell'inquadratura...capisco che Allen giri un film all'anno, ma simili errori sono inaccettabili!!

aejfuture  @  17/10/2009 1.48.10
   8½ / 10
Brillante, esilarante. Comico! Forte. Ti trascina.
Davvero fortissimo. Non mancano riferimenti alti, da commedia intellettuale. Una commedia che fà ridere un diverso tipo di pubblico, a livelli diversi.. ma l'essenziale è che faccia ridere. E ci riesce. E' pungente. :)

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  15/10/2009 11.44.24
   8 / 10
Funziona, eccome se funziona.
Dopo un inutile thriller come Cassandra's dream e una scipita commediola come Vicky Cristina Barcelona (di cui salvo la gnoccaggine di Javier Bardem, il brutto che fa sangue), il vecchio Woody gira un gioiellino ambientato in una Manhattan splendida, che tra calembour e situazioni ai limiti dell'assurdo riporta alla memoria i fasti di capolavori come "Io e Annie" e "Manhattan".
Verboso come solo Allen può esserlo, lo script è trascinante, raffinato, divertente, interpretato magnificamente da un "surrogato" di Woody e da comprimari perfettamente calati nella parte.
E' un film in cui si vorebbe vivere: l'empatia è totale anche grazie all'espediente di far parlare i personaggi direttamente in camera.

Ah, io sono un genio e ho la visione d'insieme, voi siete solo vermetti. ;)

4 risposte al commento
Ultima risposta 23/10/2009 19.55.34
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  15/10/2009 1.56.05
   7½ / 10
Alla fine un film di Allen è praticamente sempre prevedibile. Gli argomenti sono sempre i soliti ( L'amore ad esempio, molto vivo ) e gli interrogativi variano spesso nella forma ( Esistenza, senso della vita, universo ) eppure, con tutto il mio stupore, le sue pellicole sono sempre piacevoli e soprattutto appaiono diverse e godibili ogni volta. "Basta che funzioni" è un ennesima espressione del cinema di Allen che entusiasma specie nei discorsi sempre pieni di riferimenti e parecchio articolati. Non certamente uno dei suoi migliori, ma estremamente divertente.

corbi91  @  14/10/2009 22.32.06
   8½ / 10
davvero una bella commedia! originale e con un grande stile. da vedere

minadeo10  @  14/10/2009 17.37.09
   7½ / 10
ottima commedia, grottesco e drammatico si fondono insieme con la grande abilità del maestro. Bravi gli attori

Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  14/10/2009 1.43.59
   9 / 10
Dopo pochi minuti di film Boris sfuma totalmente dalla sua concretezza e come in un illusione ottica possiamo vedere quasi chiaramente il buon vecchio woody. Stessa parlantina, stesse paranoie, stessa visione di insieme. Che, quasi inutile a dirlo, funziona! Diverte, fa pensare, ti fa sbellicare, ti porta un poco a ridere della leggerezza femminea ma subito dopo ad apprezzarne la vitalità, in una lotta tra concreto e astratto, tra maschio e femmina. ((nella visione di woody almeno, non cerco certo generalizzazioni sessiste.))
E se pure la visione d'insieme è verosimilmente tetra, in un mondo in cui non si tira nemmeno lo sciacquone nei gabinetti pubblici, bisogna in qualche modo affrontare le crisi di panico.
Un film di homines hominibus lupi, un film di levatrici, di crescita, di cambiamento. Tutto scorre, e molto piacevolmente.
Verso il finale cede leggermente l'illusione e si avvertono degli strappi all'ingranaggio fino allora perfetto, forse per la necessità di chiudere una storia alla quale si era affezionato, forse volontariamente per sottolineare la teatralità farsesca del vivere felici e contenti. Così se i dialoghi finali sembrano un po' impacciati, se sono un poco imbalsamati.. può essere un modo per dire: ma ancora ve lo devo spiegare? non è ovvio ormai??????

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Invia una mail all'autore del commento DonD  @  14/10/2009 1.36.31
   8 / 10
bello e divertente

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento pompiere  @  13/10/2009 17.35.18
   8 / 10
Caustico e feroce come non mai, l’attacco dell’ultimo film di Woody Allen ambientato di nuovo a New York, sembra un urlo di dolore al pari di quello di Edward Norton in “La 25.a ora”.
Il regista sembra avercela con tutti: con le notizie stupide dei giornali, con la religione, i sentimenti amorosi transitori, i propositi salutisti, le finte onorificenze. Ce l’ha con la vita stessa. Moderno colonnello Kurtz che esalta a modo suo l’orrore e le brutture del mondo.

Boris Yellnikoff, il personaggio intorno al quale ruotano le vicende della pellicola, non è nient’altro che una rappresentazione del Woody Allen pensiero. Larry David che lo interpreta è davvero ottimo nella sua mirabile gestualità e nello spirito ossessivo e rissoso che lo contraddistingue. Boris si sposerà, come dice lui, per acquisire l’illusione di un significato e acquietare la paura dei suoi ricorrenti attacchi di panico notturni.
Così, di fronte all’allegria di una donna che egli ritiene senza pretese, è in disarmo totale. La poco più che adolescente Melody (Evan Rachel Wood) è felice con i cani e con i figli degli altri, è generosa, splendente, comprensiva, semplice. Incarna un po’ la spensierata giovinezza di Mariel Hemingway in “Manhattan”.

Analizzatore spietato e lucidissimo dei nostri tempi, Woody/Boris ha un’esatta visione d’insieme. Rifila agli amici (e a noi spettatori) una serie interminabile di ramanzine sui guai e i tormenti del mondo.
Sproloqui adolescenziali, filosofia spicciola? Da questo punto di vista forse non luccica niente di nuovo sotto il sole alleniano, ma gli interpreti lasciano un’impronta di incommensurabile estro (la madre sudista di Patricia Clarkson è deliziosa).
La concezione del mondo visto attraverso gli occhiali di Allen è come una piccola Kodak: nessuno la usa più, però che bell’impronta da prendere in considerazione…
Anche se i topoi e i clichè sembrano essere ormai un po’ abusati: Boris rifugge lo stress cercando perennemente il suo equilibrio e la metodicità, per eliminare i germi lavandosi le mani si prende il tempo necessario che serve a cantare 2 volte “Tanti auguri a teee”, detesta quando viene scambiato per un ex giocatore di baseball o per un possibile premiato agli Oscar.

In Allen non si è ancora esaurita la vena bergmaniana secondo la quale l’uomo sarebbe ossessionato da un gran numero di tristi speranze e sogni.
Il Sig. Yellnikoff ha un brutto carattere, è un incallito misantropo, si nega i piaceri della vita vera, quella che ti fa mettere i sentimenti in gioco, che ti coinvolge tuo malgrado all’interno di spazi che non conosci bene come quelli di casa tua. Scopre che i principi della meccanica quantistica non sono applicabili alle leggi della natura umana.

Dio sarà stato anche un armonioso arredatore, ma in certi casi si è divertito a mettere qualche suppellettile fuori posto.
Per questo (e poco altro) rendiamo grazie a Dio.

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Ultima risposta 16/10/2009 20.23.26
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favam  @  11/10/2009 23.27.27
   9 / 10
Il vecchio Woody è tornato ed infatti il film è stato concepito 30 anni fa.
Tutto funziona alla perfezione dalla prima all'ultima inquadratura.
L'interaione con il pubblico ricorda la rosa purpurea del cairo e questo è davvero un grande woody allen. Gli attori sono , ovviamente, allo stato dell'arte.
Chi non si diverte è un cinepanettoniere!

Invia una mail all'autore del commento Clint Eastwood  @  11/10/2009 23.22.26
   8 / 10
Allen è sempre Allen, non si discosta dallo stile che lo ha fatto uno dei più grandi e ammirevoli personaggi di Hollywood. Nonostante son passati decine d'anni da quei capolavoretti fine '70 e '80, Woddy ha ancora qualcosa da dire.
Un prodotto riuscitissimo in cui abbiamo l'later ego del regista Larry David che dicimola : è un gran simpaticone e l'ingenua e molto brava Evan Rachel Wood. Due personaggi che funzionano alla grande in più come contorno abbiamo Patricia Clarkson la madre ed il padre della ragazza arrichiscono il film (come trama, battute, ecc).
Il film funziona e correte a vederlo al cinema, uno spasso.

Invia una mail all'autore del commento goat  @  11/10/2009 21.25.55
   8½ / 10
forse nella top five del woodsman, quasi certamente il migliore dai tempi di decontructing harry. credevo che allen si fosse ormai giocato decadi fa le sue cartucce migliori. mi sbagliavo.

giancarlochille  @  10/10/2009 23.08.08
   7 / 10
Film molto divertente. Questa volta i lunghi monologhi alla Woody Allen non sono stati noiosi come al solito. Questo regista è decisamente maturato negli ultimi tempi. Ho passato una bella serata al cinema. Consigliato ...

BlackNight90  @  10/10/2009 17.12.30
   8 / 10
Personalmente mi sono divertito dall'inizio alla fine. Allen torna con ottimi risultati nel genere che più gli appartiene e dove ha fatto le cose migliori, la commedia esistenziale acuta e piacevolmente disillusa, evitando certi passi falsi degli ultimi anni. Stessi temi, personaggi che ricordano molto quelli del passato, ma riproposti in modo più chiaro e dilettevole. Si fa notare soprattutto il cinismo che esce tagliente e disinvolto dalla bocca del vechio Boris, che in fondo dice quello che tutti penseremmo se vedessimo le cose da una prospettiva più ampia.
Dialoghi e battute travolgenti, bravi attori che evitano di dare vita a semplici macchiette, una bella storia senza pretese di originalità, ma piena di una profonda comicità. Bravo Allen.

3 risposte al commento
Ultima risposta 12/10/2009 15.20.47
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  09/10/2009 23.33.46
   7½ / 10
Distribuito così male che son dovuto andare in un cinema di parrocchia. Ma il mio sacrificio è stato molto ben ripagato.
Un ritorno vermaramente gradito di Allen su livelli che giustificano la sua fama.
Ironico e pungente spesso cattivo, peccato per alcune cadute di filosofia spicciola. Ma nel complesso "Basta che funzioni" funziona veramente lasciando l'impressione di una commedia ben scritta ed intelligente.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  09/10/2009 22.06.52
   7 / 10
Il film funziona, ma secondo me non basta solo questo.
Allen, è tornato, almeno in parte, quello spietato di un tempo. In parte, perché spesso si perde in filosofia spicciola e il finale fa storcere il naso... ma tutto sommato il film è molto divertente in più di una occasione. Alcune scene sono esilaranti (soprattutto quelle in cui i genitori di lei arrivano a NY) e alcune battute sono affilate come lame di rasoio.
Un bel cast per un bel film che diverte e regala qualche spunto critico. Meglio dei suoi ultimi film, non al livello dei suoi capolavori.
Un bel film. Consigliato anche a chi non sempre ha digerito Allen.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR julian  @  08/10/2009 23.42.39
   7 / 10
Non adoro Allen; sostanzialmente è uno che batte da trent'anni sugli stessi temi, apparte qualche sporadica parentesi, e non mi ha mai fatto innamorare di qualche suo film (è vero anche che ho visto una parte minuscola della sua immensa filmografia).
Whatever works, dopo l'excursus europeo, è un lavoretto che trasuda Allen da tutti i pori: Larry David, naturalmente, è un suo odiosissimo alter ego (e non perchè il suo personaggio fosse sgorbutico, ma perchè è proprio la sua faccia che mi fa antipatia) e conserva tutte le caratteristiche dei personaggi tipicamente alleniani: ateo, ebreo, ipocondriaco, ansioso, maniacale.
Dopo un inizio decisamente scialbo e pieno di momenti vuoti, i quali inizialmente mi hanno fatto pensare che avrei dovuto affilare il coltello della critica contro Woody stavolta, il film decolla con situazioni e battute indubbiamente spassose, sempre gravitanti attorno ai temi cari al veterano della commedia (sesso, D.io, antisemitismo ecc.).
In conclusione, come molti avranno detto per chiudere il loro commento col botto, il film funziona davvero.

E' una fortuna che Woody stavolta non sia sceso in campo come attore... non credo che sarebbe stato bello sentirlo con una voce diversa da quella di Lionello.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

gellico  @  08/10/2009 18.43.37
   7½ / 10
Molto carino, consigliato!

jem.  @  08/10/2009 14.08.37
   7½ / 10
Uahahah è una rista continua.
Film piacevolissimo e divertentissimo, con un messaggio che è una semplice verità. Basta che funzioni.
Avrei sposato anche io un uomo che canta tanti auguri a te 2 volte, quando si lava le mani, per eliminare i germi.

3 risposte al commento
Ultima risposta 08/10/2009 20.47.38
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Granf  @  08/10/2009 13.27.50
   7½ / 10
"Entropia è quella cosa per cui non si riesce a rimettere il dentifricio nel tubo"
Woody Allen ritorna alla grande a New York dopo la parentesi europea non troppo felice (in particolare per i due ultimi pessimi film). Certamente non è un film indimenticabile e non raggiunge i livelli a cui il regista ci ha abituato in passato, ma questo "Whatever Works" è un film divertentissimo, geniale a tratti, riflessivo e soprattutto è in pieno stile Allen.
Larry David è grandioso nel recitare il suo personaggio (Woody) e la Evan Rachel Wood è bravissima e bellissima, indubbiamente di un altro pianeta rispetto alla Johansson. Un paio di sequenze memorabili, come il monologo verso la telecamera iniziale, la considerazione sui gay e qualche altra gag micidiale dove si ride veramente di brutto.

"La gente ha sempre odiato gli stranieri, è il sogno americano!"

TIGER FRANK  @  08/10/2009 12.38.29
   7½ / 10
Quoto il commento di Norah al 100%!
"Dio ha creato un mondo con i fiori, le piante, le montagne, i laghi… Dio è gay perché è un arredatore."
Allen si ricorda improvvisamente che una volta faceva film brillanti e ci riprova.
Speriamo non sia una meteora.

11 risposte al commento
Ultima risposta 08/10/2009 13.51.20
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