ballata dell'odio e dell'amore regia di Alex De La Iglesia Spagna, Francia 2010
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ballata dell'odio e dell'amore (2010)

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locandina del film BALLATA DELL'ODIO E DELL'AMORE

Titolo Originale: BALADA TRISTE DE TROMPETA

RegiaAlex De La Iglesia

InterpretiSantiago Segura, Fernando Guillen-Cuervo, Antonio de la Torre, Sancho Gracia, Javier Botet

Durata: h 1.47
NazionalitàSpagna, Francia 2010
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2012

•  Altri film di Alex De La Iglesia

Trama del film Ballata dell'odio e dell'amore

Ambientato durante gli anni 70, in piena dittatura franchista, Javier e Sergio si innamorano della stessa donna, una ballerina/acrobata. Il clown triste e il clown divertente, due facce della stessa medaglia, due modi diversi di concepire la vita e, di conseguenza l'amore.

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Voto Visitatori:   7,26 / 10 (55 voti)7,26Grafico
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Voti e commenti su Ballata dell'odio e dell'amore, 55 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

DarkRareMirko  @  11/04/2021 20:19:50
   7½ / 10
Non il miglior De La Iglesia, ma comunque un film ispirato e riuscito; buoni interpreti (c'è anche il Segura dei vari film su Torrente), soliti momenti sgradevoli (tipo la deturpazione riguardo i volti dei protagonisti), buoni effetti speciali, buona ricostruzione storica.


A suo modo un elogio al circo e ai clown


PS: nei titoli di testa mi pare di aver intravisto la donna impalata di Cannibal holocaust!

Thorondir  @  11/12/2018 22:44:12
   5½ / 10
Sarà che non amo particolarmente il genere, ma non ho trovato nessun coinvolgimento in questa storia di confronto tra due pagliacci per tenersi la bella di turno. Vero che il film è a tratti originale, schizzoide e folle ma dal mio punto di vista finisce per sbarellare clamorosamente nella seconda parte, diventando una sorta di fumettone improbabile, di trovate impossibili, utilizzo pessimo degli effetti speciali e scene sopra le righe da far paura. Sarà il grottesco tirato un po' così, ma l'ho trovato troppo sconclusionato, tanto da farmi anche annoiare.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  30/03/2016 21:55:31
   7½ / 10
Film davvero atipico e interessante. Dal trailer sembrerebbe una pellicola autoriale in tutto e per tutto, ma al suo interno c'è veramente di tutto. Per qualche aspetto ricorda vagamente "Love exposure" di Sion Sono, più che altro per il fatto di mescolare insieme molti elementi apparentemente difficili da conciliare, ma in ogni caso il film del regista giapponese è da questo punto di vista più ampio e variegato. Il tentativo di De La Iglesia è comunque più che riuscito, ma la valutazione, in ogni caso, si basa (qui più che in qualunque altra situazione) sul gusto personale. Di sicuro, comunque, non annoia.

alucarda  @  01/02/2016 16:11:33
   8 / 10
Schizofrenico e delirante nel migliore dei modi.. ha tanto da dire e lo fa con tale forza e vivacità da risultare indimenticabile. Un'esperienza da non perdere per nulla al mondo.
Scena conclusiva da antologia.

gandyovo  @  31/01/2016 01:44:18
   9 / 10
Avevo visto la comunidad e ho mi è piaciuto cercare gli altri film del regista. E' uno stile il grottesco che amo. ovviamente quello ben fatto e questo è eccezionale e non è l'unica cosa...la storia che mette in gioco l'amore, questo sentimento che esiste nella società più nelle parole che nei fatti... sono pazzo di te, ti amo da morire....eh si, chi sarebbe disposto a morire? e poi il circo, la metafora dei clown dalle due facce, la bellezza della co protagonista, le recitazioni. Superfilm, c'è tutto.

Vax87  @  15/12/2015 15:18:57
   7½ / 10
C'è tutto quello che si può cercare in un film, colori, fotografie, costumi, trucchi. Trama appassionante e molto scorrevole,questo regista mi piace non poco,vadere assolutamente, è originale e altolocato.

Giovans91  @  04/06/2015 15:42:54
   8 / 10
Disordinaria e disarmante follia: Ballata dell'odio e dell'amore. Applaudito alla Mostra internazionale d'arte cinematografica da Quentin Tarantino.
Il regista riesce magistralmente a mescolare i temi di un amore masochista al dramma di una società oppressa dal proprio governo e ad alla storia personale del protagonista Javier.
L'attrice Carolina Bang è troppo bella (vista anche nell'ultimo di Álex de la Iglesia "Le streghe son tornate"). Una pellicola imperdibile.

eruyomè  @  27/05/2015 14:58:07
   6 / 10
Tra i film più spiazzanti che ho visto.
Ho provato a far passare un po' di tempo dalla visione, ma ancora adesso non metto a fuoco questo film. Non ci riesco, al di là del casino e della baraonda visiva, non trovo il bandolo della matassa.

La sufficienza la do, non fosse che per la fotografia ottima, lo spunto di base interessantissimo (potenzialmente), e anche per la prima parte della pellicola. E per certe scene talmente grottesche e folli e fuori di testa, che per forza ti rimangono impresse.

Però mi è parso veramente troppo. E troppo buttato là. La sceneggiatura è così confusionaria e piena di buchi e illogicità che, veramente, spesso ero convinta di essermi persa dei pezzi. Da non raccapezzarcisi.

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Ultima risposta 28/05/2015 13.43.24
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Filmaster95  @  22/01/2015 23:01:29
   8 / 10
Uno dei film piu strani da me visionato,il film in se ha una dose grottesca che lo rende imprevedibile con alcune scene che non possono essere scordate facilmente.
Io capisco chi lo giudica in maniera negativa,perche secondo il mio modo di vedere il cinema pellicole di questo genere o si amano o si odiano come se si parlasse di tarantino per fare un esempio illustre.
Qui non ci sono ne buoni ne cattivi,credo che mai prima d'ora ho provato per ognuno dei tre protagonisti ovvero i due clown triste e felice e la donna "ninfomane" tanti sentimenti in contrasto fra di loro.
Bravo il regista a creare tutto ciò,anche se devo ammettere che nella seconda parte il livello di inverosimilità raggiunge vette talmente alte che non si puo non penalizzare la pellicola anche se posso concepire che ai fini di un film di questo genere puo anche starci.
Ho trovato veramente ottimo il clown triste alla ricerca di una vendetta nei confronti della gente che li ha sempre portato via tutto,mentre ho odiato cosa di per se gia difficile visto alla situazione di abusi a cui era costretta la protagonista donna la quale pur avendo svariate possibilità di lasciare il mostro visto dai bambini come clown felice sia rimasta accanto a tale figura fino in fondo.
Un plauso a tutto ciò nella speranza che pellicole di questo genere vengano prodotte piu spesso.

mauro84  @  22/12/2014 13:07:02
   7 / 10
Grazie a rai5, nella serata di ieri ho recuperato sto gran film. Trama davvero contorta sotto i punti di vista, se all'inizio sembrava in un modo poi il fine è di tutt'altro genere.. nel nel dramma tra amore ed odio, la violenza non manca. finale dovuto. Piaciuto molto l'ambientazione e la parte fotografica.

Ebbene non conosca alcun attore ne l'attrice principale reputo un cast molto interessante e promosso a pieni voti per l'opera cinematografica che son messi a recitare.. molto bene! piaciuti tutti.

Il regista, folle sotto un punto di vista, riesce nell'intento nel dramma di una guerra civile a toglier qualcosa di buono e di far veder ai appassionati di film qualcosa di originale e diverso dal solito. Bell'idea e buona realizzazione.

Film davvero piacevole da vedere, sapevo di veder un film non di fascia alta, eppure lo si lascia vedere, ti trasporta nel delirio del tutto.. da vedere!

ferzbox  @  16/12/2014 17:25:56
   9 / 10
Piccoli spoiler

Ohhh...finalmente sono riuscito a vedermi un film che mi ha colpito artisticamente,donandomi molteplici emozioni e deliziandomi con inquadrature quasi magiche degne di uno storyboard magistrale.
Per quel che mi riguarda "Ballata dell'odio e dell'amore" è un'opera a dir poco straordinaria,farcita da tanti di quegli elementi da sentirsi male.....
Prima di tutto vorrei dire una cosa importante.
Ho notato che molte persone(indipendentemente da filmscoop) non riescono a cogliere la bellezza di una pellicola strettamente artistica; nemmeno se il film è privo di deliri(tipo i film di Lynch),nemmeno se alcuni messaggi sono palesi come il sorgere del sole.
Penso che sia del tutto insensato criticare o distruggere un'opera come questa solo perchè presenta scene o momenti surreali; il film si presenta subito per quello che è: una storia raccontata con enfasi e un pizzico di esasperazione per seguire una traccia ed uno stile preciso; penalizzarlo per gli elementi surreali che mostra è come dichiarare di non aver capito assolutamente le intenzioni dello sceneggiatore e del regista.
Prendiamo un bambino di 6 anni che ascolta la madre che gli racconta una favola ok?
Il bambino non pensa affatto che quella sia una favola; ne è consapevole ma non lo concretizza mentre l'ascolta; così come non lo concretizza mai davvero se non crescendo durante gli anni; si vive quella storia immaginando che tutto quello che gli viene raccontato è esattamente in quel modo; un ranocchio che diventa principe è affascinante immaginarselo veramente e il bimbo preferisce vivere nel suo sogno per carpire delle emozioni forti; per sentire cosa gli suscita dentro l'anima quella storia......
"Ballata dell'odio e dell'amore" è esattamente questo: una storia allegra e triste,piena di drammaticità,amore,tristezza,azione,sottomissione,gelosia,morte,speranza,vendetta e redenzione...c'è tutto in quest'opera; tutto quello che può suscitare la gioia ed il dolore.
Il pagliaccio allegro e il pagliaccio triste sono le due facce della stessa medaglia,i due poli opposti,il bainco e il nero....da questa diversità nascono una miriade di spunti tutti concentrati su un unico argomento:l'amore per una donna.....o l'amore in generale,ancora meglio....

La storia del pagliaccio triste è a dir poco superba,piena di metafore alla vita.

Alex De La Iglesias non voleva raccontare una storia drammatica piena di veridicità,ma voleva raccontare una storia che sfiorasse il surreale per toccare con mano le emozioni dei suoi spettatori; tramite un confine labile tra realtà e fantasia,sogno ed incubo....(basti guardare la scena finale del salto; onirica ed evocativa...).
Tutti rincorrono un sogno,ma il più delle volte,per poterlo realizzare,si rischia di perderlo; se non lo si perde c'è sempre un caro prezzo da pagare; lo sapeva bene l'omino che voleva infrangere la barriera del suono saltando dalla sua moto....

Io sono rimasto coinvolto tantissimo dallo stile di questo film; purtroppo non lo ritengo un capolavoro a causa di alcune scene un pò sciocchine sparse di tanto in tanto,ma capisco anche che non è per tutti i palati.....

N.B.La canzone del cantante Raphael intitolata come il suddetto film è qualcosa da brivido...bellissima....

5 risposte al commento
Ultima risposta 04/02/2016 20.23.19
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GianniArshavin  @  21/09/2014 19:22:56
   5 / 10
Alex De La Iglesia è un regista che generalmente piace ai cinefili per il suo modo di fare film stravagante e pazzerello e per il suo stile che fa molto cinema di nicchia. Purtroppo devo dire che il mio primo approccio con la filmografia di quest'autore non è stato per niente esaltate soprattutto tenendo conto delle lusinghiere critiche che sta ricevendo negli anni questa pellicola in particolare.
Malgrado un comparto tecnico di prim'ordine (la fotografia è molto burtoniana e la regia oscilla fra Rodriguez e Tarantino) ed una prima parte di storia interessante il regista iberico si lascia troppo andare nel secondo tempo e "Ballata dell'odio e dell'amore" si tramuta da particolare esperimento grottesco in un trashone senza capo ne coda. De La Iglesia da vita a tutto il suo estro confondendo in maniera totale la vicenda , fra un montaggio che passa da una sequenza all'altra senza un apparente filo logico , personaggi che dovrebbero risultare simpatici e non lo sono ed una serie di scene che non ho capito se volessero essere divertenti, drammatiche o tutte e due le cose insieme.
Credo che il cineasta spagnolo , nel tentativo di strafare , abbia totalmente perso il bandolo della matassa a metà lavoro sprecando il buon materiale della prima metà di pellicola.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  10/08/2014 13:34:40
   6 / 10
Film di cui avevo sentito parlare molto bene, rivelatosi invece una delusione totale. Che poi la prima parte non è neanche malaccio ma da un certo punto in poi diventa una pagliacciata, in tutti i sensi. Non credo fosse intenzione di De La Iglesia uscirsene con una trashata, eppure a me sta Ballata è parsa proprio una trashata, di quelle che non fanno ridere peraltro (ovvio comunque che l'obiettivo di De La Iglesia non era quello di far ridere). Probabilmente il regista voleva dare un tocco grottesco alla sua opera ma secondo me non è che ci sia riuscito molto, forse un po' nella prima parte che come ho detto in precedenza non è affatto male. Certo si intuisce dove il regista vuole andare a parare però boh, tutte ste situazioni surreali ci potrebbero stare (e la storia del cinema lo ha dimostrato alla grande) solo se ci fosse un adeguato talento registico dietro alla macchina da presa, talento che De La Iglesia non mi sembra avere (che poi ho scoperto essere lo stesso regista di quel thrilleraccio senza capo nè coda di "Oxford Murders").
Mah, la sufficienza ci può anche stare (anche se ero orientato a dare mezzo voto o un voto in meno) però di tutto sto filmone di cui si parlava non ne ho visto neanche l'ombra.

-Uskebasi-  @  11/05/2014 22:25:33
   5 / 10
Sono basito. La ballata deprimente di una tromba.
Basta così poco per ingannare il pubblico? Basta presentarsi come un prodotto di nicchia con temi contrastanti per prenderci per il cùlo? Basta un clown triste incazzàto? Si a quanto pare. E in effetti sarebbe bastato anche per me, se soltanto il film fosse stato un film. Con questa fotografia stupenda e questa idea di base, bastava veramente il minimo indispensabile per arrivare a un 7 tranquillo, ma è stato fatto un lavoro imbarazzante. Magari ho visto la versione tagliata, ma ci credo poco dato che l'agonia sembrava non finire mai, quindi questo è uno dei film peggio realizzati in assoluto. Mancano 3 parole tra una parola e l'altra; mancano almeno 3 dialoghi tra un dialogo e l'altro; mancano almeno 3 scene tra una scena e l'altra; mancano tutte le motivazioni; manca quasi totalmente il principio di causa-effetto. Si passa da A a F, da H a P, da Belen a Crespo. Il finale sarebbe l'unica scena da riconfermare nell'ipotetico gran film che poteva essere.
Sulla regia dal lato puramente tecnico ok, ciò non toglie che questo De La Iglesia abbia le sue responsabilità.
Sugli attori faccio un plauso a Flavio Tranquillo solo perché è il suo primo film. Bene e più che accettabile l'altro clown, sugli altri però possiamo stendere un velo pietoso (c'è da dire tutti vittime di una sceneggiatura con pagine strappate). Più di un velo pietoso invece per Carolina Bang, tanto bella quanto cagna a recitare, che sbalordisce con un'interpretazione forzatissima e che si salva in grande stile solo quando viene fottuta.
Forse il più grande abbaglio che la critica si sia mai preso, sono sicuro che una seconda e attenta visione metterebbe d'accordo tutti.
Se l'obiettivo era di toccare temi profondi, magari anche collegati al franchismo, mi viene da ridere. Sono il pagliaccio felice.
Se l'obiettivo era di far ridere mi viene da piangere. Zero risate. Sono il pagliaccio triste.
Se l'obiettivo era realizzare un qualcosa di "trash d'autore", quindi il regista l'ha fatto volutamente così e la Bang ha recitato penosamente di proposito, allora l'obiettivo può considerarsi centrato e il film meriterebbe un onestissimo 6. Bravi pagliacci.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  11/05/2014 13:45:11
   5½ / 10
presenti spoiler

Sinceramente, è uno scherzo?
Dove sono piazzate le telecamere?
Avevo sentito parlare di questo Balada triste de trompeta come di un piccolo gioiello, di un irriverente capolavoro d'autore, di un mix tra Fellini e Tim Burton o altre, alla luce dei fatti, cazzàte simili.
Ma questo, signori, è puro trash.
Ora, è facile usare la malinconia e il lato terribile dei clown, la magia del circo, la Storia e credere di fare film d'autore, chiunque unisca questi elementi .troverà moltissima gente che lo crederà un autore.
Ma questo è puro trash.
A un certo punto uno dei protagonisti racconta una barzelletta.
"Un padre va all'Ospedale dove la moglie ha appena partorito. Chiede all'infermiera quale sia il figlio. L'infermiera glielo mostra e poi inizia a sbatterlo violentemente contro il muro (l'attore con un pollo mima violentemente il gesto). Il padre disperato gli dice cosa sta facendo, gli ha ucciso il piccolo. "Ma tanto era già nato morto" - gli risponde l'infermiera"
Ecco, il film è tutto qua. Non fa ridere, è grottesco, è fastidioso. Quella barzelletta è manifesto del film.
Ora, io non so se De la Iglesia volesse fare un cult trash. In quel caso c'è riuscito. Ma ho sentito voci che parlano di film d'autore, di metafora grottesca, di accusa alla Guerra vestita da film di genere come nel meraviglioso, quello sì, Labirinto del Fauno.
Il problema è che sto film più che da De la Iglesia sembra scritto da Rita Della Chiesa.
Chi l'ha esaltato forse non si è accorto di una delle sceneggiature più disastrose nella storia recente del cinema.
Ogni scena è attaccata all'altra in modo disastroso, sembra quasi un trailer, causa-effetto, giorno, notte, giorno in azioni da 5 minuti, gente che si sposta e poi è sempre là.
Il clown triste conosce lei, la sera vanno alla casa degli orrori su invito di lei (di già?), poi sono al circo, poi 2 minuti di circo, poi la sera escono e vanno al luna park, poi sono al circo. Sembra tutto lì intorno.
Per non parlare di quando lui distrugge la faccia a lui.
A proposito, molto simpatico, lui li trovano che trombano e allora "tromba" lui.
Comunque...
Quello fugge per il bosco (velo pietoso) e la scena dopo è già un uomo delle caverne, e la scena dopo lo trovano degli ex generali (la catenina, mavafan****) e diventa il loro cane, e la scena dopo si deturpa la faccia senza motivo e la scena dopo diventa un clown killer. Passaggi così, di devastante pochezza. Ogni 3 minuti lo spettatore si chiede "perchè"? Un montaggio fantozziano. Il clown cattivo la notte dell'agguato è dal dottore che tenta di rimettergli a posto la faccia. Intanto l'altro fugge. Poi vediamo la MATTINA il primo che va in un bar e si vede sfigurato in montaggio alternato con quell'altro che ancora fugge, e mi pare di sera.
Glissiamo sul tentativo di far ridere, col nano che ripete 35 volte della moto, con la moglie del dottore, con tanti personaggi che provano ad esser simpatici ma se questa è la comicità della Spagna sono contento di esset nato qua.
Il grassone che corre nudo poi? Disgustoso, non so se dovrebbe far ridere, disgustoso.
Ma si continua così, la Storia è sempre sullo sfondo o prepotentemente in campo e la si usa in un modo per cui gli storici avrebbero dovuto bloccare la distribuzione.
Continua fino alla fine il metodo delle scenette attaccate l'una all'altra senza motivo.
Il clown c'ha il furgoncino dei gelati, non se sa come, il clown fugge da 20 carabinieri non se sa come chè prima ce l'hanno in braccio, poi uno spara e poi lui è in cima alla collinetta e i poliziotti in fondo.
E alla fine c'è l'apice di questa scrittura disastrosa.
I protagonisti sono in una miniera, poi dentro un bellissimo palazzo e poi in cima ad una torre.
In 3 inquadrature.
Fotografia molto bella, suggestive le location, sempre fortissimo il fascino del circo e l'appeal che danno i clown, è per tutti questi motivi che il film si salva dal disastro.
Gli attori non si distringuono dagli animali del circo, meno male che il clown cattivo è molto bravo.
Il protagonista è Massimo Marianella grasso.
Ma qui mi sa che la gente è rimasta ipnotizzata dai clown e non ha visto uno dei film più disastrosi degli ultimi anni.
E poi lei che regge i loro 200 kg nello strapiombo, e poi mica si sa che succede e le scelte che fanno.
Ma alla fine ci sono due clown che piangono perchè per la loro avidità hanno perso entrambi la "cosa" che volevano. In quella che è la scena più riuscita del film.
Già, la "cosa", perchè se davvero De la Iglesia o chi ha esaltato il film crede che in questa pellicola si racconti in qualche modo l'amore allora, con tutto il rispetto, credo che non è mai stato innamorato.
Non c'è amore nella ballata. C'è la voglia di parlare di tutto, della vita e della morte, dell'amore e dell'odio, della Storia e della malinconia.
Ma raccontare ste cose in un modo così trash e approssimativo è impossibile.
Alle 2.50 di notte chiamo mio fratello perchè l'avevo costretto a vedere il film (era su RaiMovie) dicendogli che fosse un capolavoro.
Tremo, magari anche lui è caduto nella trappola di De la Iglesia e della facce dei clown.
La telefonata comincia con un'offesa a me.
Del resto della stessa nemmeno scrivo.
Oh, meno male, siamo in due almeno.

8 risposte al commento
Ultima risposta 12/05/2014 16.56.00
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TheLory  @  31/03/2014 11:16:20
   9 / 10
Sta balada triste de trombeta me xe piaciuto tanto, vacca boia! poetico, tristissimo, originalissimo, ben interpretatissimo, levissimo.
accattatevillo!

1 risposta al commento
Ultima risposta 17/12/2014 15.59.44
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Signor Wolf  @  18/01/2014 19:52:54
   8 / 10
Non riesco a capire dove la violenza abbia lasciato il posto alla follia piu totale, il passaggio è talmente graduale da non riuscire a metterlo a fuoco, un incubo che ti rimane scolpito in testa per diversi giorni

ragazzoinblues  @  03/09/2013 20:55:33
   7½ / 10
E' davvero un piccolo capolavoro.

BlueBlaster  @  23/08/2013 03:24:18
   4½ / 10
Questa pellicola è eccezionale sotto l'aspetto tecnico (regia, fotografia e trucco) ma per il resto non mi è piaciuto affatto...dopo i primi venti minuti,che mi avevano fatto ben sperare, il film si perde in un delirio di thriller grottesco spesso esasperato (specie il finale) e la sceneggiatura è troppo fuori dagli schemi per i miei canoni!
Il cast fa il suo dovere ma stavolta De La Iglesia ha scelto una storia che non mi ha mai convinto a differenza degli altri utenti che l'hanno commentato.
Buono il cast, la colonna sonora non è nelle mie corde...il film non mi ha trasmesso nulla se non della noia e tanti "ma dai che ****** stanno facendo su"!
Peccato perché credevo che questo regista fosse per me...

3 risposte al commento
Ultima risposta 28/01/2014 16.04.51
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Invia una mail all'autore del commento diderot  @  27/06/2013 10:10:39
   7 / 10
Un piccolo capolavoro dai tratto originali. La storia, coinvolgente e scioccante allo stesso tempo, pone l'accento su due modi diversi di concepire l'amore. La scelta del cromatismo e l'ottima fotografica fanno di questo film una piccola opera d'arte. Non è un film adatto a tutti, con qualche scena splatter, ma è comunque da vedere.

topsecret  @  08/05/2013 17:35:33
   7 / 10
Talmente cupo e violento da sembrare un horror.
Il film di Alex De La Iglesia sembra un girone dantesco dove guerra, odio, violenza, masochismo, paura e amore si fondono in contrasto tra loro catapultando lo spettatore in un vortice emozionale incredibile, regalandogli una visione tetra, con tanto pathos ed emozioni a non finire.
Ottime le interpretazioni, il ritmo non cala mai e tutto viene diretto in maniera egregia, lasciando lo spettatore coinvolto ed interessato.
Pellicola da tenere in considerazione.

Spera  @  17/04/2013 14:16:54
   8½ / 10
Come dicevo poco prima, il film che avrei voluto veder sfornare a Tarantino, uno dei migliori che ho visto ultimamente.
Ambientato nell'epoca del regime Franchista, da cui trae diversi spunti per le vicende del film, questo film traccia una storia d'amore che vede i 3 protagonisti sospesi tra amore e odio, riso e pianto dando forma a un'allegoria della vita tra felicità e tristezza, il continuo alternarsi delle due stagioni dell'esistenza. Fortissima e chiara questa contrapposizione nel finale fa da epilogo a un film che è difficile inquadrare: grottesco, folle, spesso tarantiniano, non annoia mai e coinvolge con una regia davvero incalzante immersa in una fotografia splendida, quasi sognatrice.
Colonna sonora azzeccata anche se non di particolare rilievo.
Attori molto bravi, lei bellissima; doppiaggio italiano buono ma in spagnolo è ancora più di impatto.
Unica pecca è la computer grafica con s*****tata finale che avrei evitato volentieri, fa perdere un pò di quel realismo di cui avevamo goduto fino a poco fa quando quel pazzo di Xavier gira per le strade della città vestito da pagliaccio e armato fino ai denti.
Pazzesca la trasformazione di quest'ultimo, l'amore folle e pericoloso può portare davvero alla pazzia? Quale miglior esempio?
Il film inoltre è ricco di riferimenti alla storia politica spagnola di quegli anni, motivo per cui si potrebbe approfondire avendo una seconda, anche per mettere a fuoco simbolismi e metafore che nella prima visione ci sono sfuggiti.
Dopo aver assistito a film come questo o come "le mele di Adamo", insieme a tanti altri, mi da buona speranza per credere in una crescita di rilievo del cinema europeo che prenda di petto il colosso Hollywoodiano.

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Ultima risposta 20/01/2014 10.00.02
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lapensocosì  @  29/03/2013 16:32:25
   6½ / 10
Fra genialità e demenza...non riesco a capire se mi è piaciuto o non c'ho capito una cippa...di sicuro originale e con degli ottimi personaggi...la storia troppo nonsense per i miei gusti.

Badu D. Lynch  @  02/03/2013 15:14:56
   9½ / 10
Il miglior film del 2010.

L'impossibilità della rivincita non è mai stata così emozionante e potente.

Beefheart  @  19/02/2013 18:04:44
   7 / 10
Il regime franchista fa da sfondo ad un'allucinata storia d'amore e di follia (più che d'odio) in chiave grottesca, con Er Piotta in versione trash. Bello e brutto, in questo film, coincidono, dunque tutto stà se ti piace o meno. Trattasi infatti di "eccessi" visivi, concettuali e tecnici che se da un lato conferiscono originalità all'opera, dall'altro ne minano la fruizione appesantendo il tutto. La sceneggiatura è sfilacciata e frammentaria, la fotografia spenta e gravosa, la violenza esplicita. Buona l'interpretazione di personaggi ben disegnati, efficaci e funzionali gli spunti ridicoli. Volendo può ricordare Jodorwski. Finale molle. Secondo me, non il miglior film del regista. Voto: 7 meno meno

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  04/01/2013 12:49:29
   7½ / 10
Ora ricordo perché i clown non me l'hanno mai contata giusta.
Un baraccone visivo che mischia di tutto, mai avrei pensato che il trash potesse essere sotto un lato puramente autoriale cosi appagante e al tempo stesso farti entrare nel profondo di una vicenda altamente simbolica, anche se spesso troppo tirata per i capelli. Perché nel film forzature pesanti ci sono, inutile negarlo, e la parte centrale non funziona tantissimo. Aggiungiamoci che spesso De La Iglesia pare esagerare per il solo gusto di farlo, svaccando di brutto, ma è raro.
"Balada triste de trompeta" è un film forte, che spiazza per tutta la sua durata. Tanto che il voto è indicativo, per me è un senza voto. Dovessi basarmi solo sulla bellezza di Carolina Bang darei 10: mi sono innamorato.
Ottimi tutti gli attori ma specialmente i due clown protagonista, e grandiosa la scena finale.
Dietro la baracconata spesso esagerata, ci sono significati dissacratori neanche tanto leggeri da svelare sulla storia della Spagna e sul ruolo dell'individuo...

2 risposte al commento
Ultima risposta 04/01/2013 14.18.01
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Invia una mail all'autore del commento RubensB  @  03/01/2013 18:23:51
   6½ / 10
Primi minuti che entrano di diritto nel cinema d'autore, il resto è farsa, un DE La Iglesia che sà stupire di più di così, comunque gradevole.

gianni1969  @  02/01/2013 21:09:27
   7½ / 10
storia bizzarra e originale,non annoia e piano piano ti coinvolge

Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  02/01/2013 12:08:23
   7 / 10
Ennesima conferma del talento visivo di De Iglesias, e la sua capacità di creare un mondo allucinato e perverso. Il finale rimanda troppo alla Comunidad, ma alcuni momenti forti e un senso di disperazione naif valgono assai la visione.

Protagonista eccezionale e spassoso.

Solo per appassionati di un certo horror di frontiera, ma assai godibile!

al3Viste  @  28/12/2012 05:20:57
   7½ / 10
Esatto, ballata di odio e amore. Con una buona dose di sangue e violenza follia cieca di vendetta e trompeta. Non potrai mai essere un pagliaccio allegro e scherzoso, ma magari con un po' di vendetta... Alcune sequenze esaltanti, considerando che veder pagliacci in tali brutali panni colpisce sempre molto.

TheLegend  @  15/12/2012 19:36:53
   6 / 10
Originale ma sopravvalutato.
Qualche ottimo spunto ma a tratti davvero noioso.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR HollywoodUndead  @  12/12/2012 14:33:01
   7½ / 10
Mi ha ricordato parecchio SANTA SANGRE di Jodorowsky. Bello, mi è piaciuto molto, affascinante e adrenalinico, folle e al tempo stesso geniale.
Ottimi gli attori, ma quanto è bona Carolina Bang? Me la farei giorno e notte, prima, durante e dopo i pasti. Quella donna mi ha sconvolto l'ormone.
Comunque, ritornando al film, e in particolare al regista, bisogna dire che gli elementi di Alex De La Iglesia (che già apprezzai ne "EL DIA DE LA BESTIA") ci sono tutti. In più oggi, ci sono chiari segni di maturità artistica che non vanno sottovalutati. Lo stesso orrore che Jodorowsky ci mostrò con SANTA SANGRE eccolo qui riproposto, forse con un po' di classe in meno, in questo capolavoro grottesco.
Un film non per tutti, ma è uno di quei prodotti che possono lasciare un segno (di follia???).

Invia una mail all'autore del commento Sboccadoro  @  11/12/2012 19:37:24
   7½ / 10
Si mischiano in questa opera molteplici generi, dallo splatter al pulp al documentario dei titoli di testa sino ad arrivare al mostro architettonico nella Valle de los caidos (palese tributo a Hitchcock che concludeva i suoi film nei monumenti più caratteristici delle location selezionate).
Ne esce dunque un ritratto livido, grottesco, tumefatto il cui sorriso somiglia ad un ghigno perché si sa che il (genere) Comico in fondo nasconde sempre quello Tragico.

prof.donhoffman  @  28/11/2012 11:13:56
   9 / 10
CAPOLAVORO.
De La Iglesia è il mio regista preferito tra quelli attuali perché riesce ad essere al contempo commerciale, un grande autore e trash.
Questo Balada triste de trompeta è la sua opera magna, il suo film più completo, libero e potente.
Naturalmente in Italia è stato distribuito con largo ritardo e sopratutto ... dove?? Non c'è una multisala che lo proietta e anche tra i cinema indipendenti non mi pare molto diffuso.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  21/11/2012 06:40:36
   8 / 10
La guerra civile, il regime di Franco, la violenza e la paura sono immortalati da Alex De La Iglesia in questo film che ha il suo più grande difetto nel non avere avuto un'adeguata distribuzione in Italia.
Un film imponente sia per il suo impatto visivo, sia per la lucidità del racconto.
Bellissima la fotografia, bravi gli attori, bella la scenografia e ottimi i dialoghi.
Imperdibile.

speXia  @  20/11/2012 22:05:48
   9 / 10
Non so per gli altri, ma per me è un film geniale, stupendo, sia come sceneggiatura, dialoghi (memorabili), caratterizzazioni psicologiche, che come fotografia, colori, scenografie.

Il finale poi è la ciliegina sulla torta.

Può un film essere tragico e buffo allo stesso tempo? Sì, BALADA TRISTE DE TROMPETA lo è.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  14/11/2012 19:21:11
   8½ / 10
Non conoscevo questo pezzo da novanta del cinema contemporaneo e devo dire che l'incontro, pur essendo stato meraviglioso, non è esente da problematicità.
Chiarisco che un film del genere è già a priori un film con i contro********. Ma proprio per questo penso sia onesto muovergli una critica. Sullo stile non disquisisco, va a gusti. Ma quello che ho trovato personalmente un ostacolo per l'intrinseca riuscita del film è la rappresentazione evidentemente simbolica. Quando si gioca con i simboli, con parole assolute, con contesti metaforici e allegorici si rischia di perdere di vista quello che chiamo il tumulto dell'arte. Calvino diceva che la sua letteratura da un momento in avanti aveva smesso di rappresentare la realtà ed era diventata sempre di più una "balena bianca". Io contesto a questo grande regista di aver voluto saltare il primo step. Concettualmente il film è una riproposizione dell'idea di fondo di Salò. Trovo più cinematografico De La Iglesia però. Conosce il cinema molto meglio di Pasolini, sa giocare con i generi, scrive una sceneggiatura sconclusionata che è l'esatta rappresentazione di un mondo in cui sostanzialmente capiamo sempre meno. E' geniale nel trasformare un film con protagonisti pagliacci in un film-pagliaccio. Si passa dal riso all'angoscia con una facilità spaventosa. Siamo i bambini che si cerca di intrattenere, di far ridere. Perché sennò si diventa assassini. In un certo senso questo film ripropone Bastardi senza gloria in modo molto più raffinato, o perlomeno più ancorato alla realtà dei fatti mondiali. Uno è finzione nella storia, l'altro è allegoria della storia. Perché alla fine trovo abbastanza evidente che i due pagliacci non siano che le due facce del potere violento di stampo novecentesco: Sergio, il fascismo; Javier, il terrorismo. La ragazza, la Spagna. Entrambi se la contendono per amore, o piuttosto per possesso. Ed è molto bello questo dialogo specialmente:
Javier: "Ti ho liberato dal male, da Sergio" e lei risponde: "No, sei diventato come lui". Bellissima l'idea di un'esaltazione mistico-religiosa del terrorismo, il fatto che si siano sempre sentiti investiti di una missione di liberazione che il popolo di rado vuole o domanda (si vedano le Br).
Meravigliosa a tal proposito la scena dell'attentato a Blanco (cfr. "Ogro" di Gillo Pontecorvo): "E voi di che circo siete?"
L'ultima parte, cinema d'azione di alto livello, mi ha un po' stancato. Salvo l'immenso ultimo minuto. Un fotogramma la cui icasticità può solo ricordare il capolavoro pasoliniano. Film così escono sempre più raramente. E forse non è totalmente un male.

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Ultima risposta 18/01/2014 22.52.43
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Kitiara31  @  10/11/2012 21:08:57
   3½ / 10
Premessa: probabilmente De La Iglesia non è il mio regista, ma l'ho scoperto troppo tardi.
Ci sono tanti spunti interessanti: il racconto degli anni della dittatura in Spagna, il mondo del circo, il confronto tra i due antagonisti. Il risultato per me è inguardabile: confuso, i primi colpi di pistola iniziano dopo 2 minuti (neanche ti sei seduto e già vedi la prima carneficina) , eccessivo.
Riassumerei il tutto proprio con la parola "eccessivo" : tante buone idee pompate all'estremo che hanno reso questo film un accozzaglia di immagini e suoni.
Fan di De La Iglesia, non me ne vogliate.

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Ultima risposta 18/11/2012 23.54.05
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  04/10/2012 11:35:17
   8 / 10
L'amore muta in follia, la paura in odio, le persone in mostri, questo è ciò che succede in un paese da troppo tempo costretto alla violenza.
La Spagna della guerra civile è quella in cui cresce Javier (Carlos Aceres), costretto dalle circostanze a maturare in fretta e non potersi così godere i suoi sacrosanti diritti di bimbo.
Da adulto non va tanto meglio, come da tradizione famigliare viene assunto presso un circo ma si trova a vivere gli anni del repressivo regime di Franco.
Considerato il suo tormentato passato assume il ruolo di clown triste e malinconico, all'opposto del solare collega Sergio (Antonio De La Torre), tanto bravo coi bambini quanto pazzoide e manesco una volta smessi i panni di scena.
Il circo è magia ma è anche metafora della vita e specchio del paese, con qualcosa di oscuro occultato sotto gli insondabili volti dei pagliacci pronto a manifestarsi nell'ambito di un duello d'amore per Natalia (la spettacolare Carolina Bang).
Entrambi gli uomini ne sono innamorati e per conquistarne il cuore si scontreranno in una faida circense di estrema violenza ovviamente declinata secondo il gusto grottesco di Alex De La Iglesia, barocco e kitsch più che mai, incurante di proporre sequenze clamorosamente sopra le righe e comunque pertinenti.Capiterà allora di vedere un pagliaccio armato di machete vestito con abiti femminili fare a fette i soldati nazionalisti, o assistere alla mortificazione di un uomo costretto a comportarsi come un cane da caccia nemmeno ci trovassimo in qualche fantasticheria fantozziana.
Momenti surreali che rafforzano lo spessore tragico di situazioni e personaggi sfaccettati con efficacia, credibili nel momento in cui cambiano repentinamente punto di vista seguendo uno script di fatto anarchico, brillante e sempre ricco di intuizioni sbalorditive.
La finzione si mescola col fatto e col luogo storico rievocando l'attentato in cui perse la vita il primo ministro Luis Carrero Blanco sino a raggiungere l' "Abbazia De La Santa Cruz", vero e proprio monumento alla follia bellica voluto da Franco in cui giacciono più di 30.00 combattenti caduti durante la guerra e appartenenti ad entrambi gli schieramenti.
Ottimo film, per la prima volta De La Iglesia, regista che ammiro ma solitamente non trovo molto corrispondente ai miei gusti, mi convince in toto.

sweetyy  @  24/05/2012 03:23:41
   7 / 10
Buon film di De la Iglesia, una commedia tragica con protagonisti 2 clown inseriti in un contesto storico particolare: la guerra civile spagnola.
Un mix di generi, che va dalla commedia all'horror al drammatico e anche un pò d'azione.

lupin 3  @  19/05/2012 14:26:59
   7½ / 10
Sinceramente avrei tolto di mezzo la guerra civile Spagnola e avrei incentrato più la storia su i due clown innamorati della stessa donna.
Nel complesso è godibilissimo, bravo Alex De La Iglesia

Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  20/03/2012 14:38:15
   9 / 10
Tutti siamo pagliacci condannati a non voler capire.

Affascinante e desolante fotografia di un paese. De La Iglesia non si schiera politicamente, no va ne contro ne a favore della chiesa; ci tratta come spettatori di circo.. ci intrattiene e ci ipnotizza con questo film.
Meravigliosi i titoli di testa, così come l'ambiente cupo e gotico dove i personaggi anche fuori dal circo recitano "la propria vita".
Da vedere assolutamente

marfsime  @  16/03/2012 19:54:14
   7½ / 10
Altro grande film del maestro De La Iglesia che sforna una pellicola molto particolare con un mix di generi che vanno dalla commedia al drammatico con venature horror (buone alcune scene splatter). Ottima la prova degli attori e sempre solida la regia..la trama è lineare ma apprezzabile ed i personaggi molto ben definiti..altro centro del regista.

pinhead88  @  06/10/2011 18:42:06
   7 / 10
Un po' Fellini, un po' Bergman(non vorrei dire fesserie), un tocco di cinema anni '20 e il cinico e grottesco umorismo di De La Iglesia trova la sua perfetta sintonia. Non male ma ho preferito altre opere del mitico regista iberico.

Invia una mail all'autore del commento kampai  @  23/08/2011 15:40:13
   7 / 10
film che all'ultima mostra del lido ho amato molto.de la iglesia è visivamente barocco e molto trash ma è il suo stile.personalmente mi è piaciuto molto:l'interprete , le ambientazioni e la musica.bello l'idea da dove prende l'ultimo travestimento (paramenti sacri di una chiesa) e la discesa nella follia.l'ultima parte è bellissima,mentre nel mezzo si perde un pò.consigliato a chi vuole un'overdose visiva...bello
P.S. da vedere in lingua originale tassativamente

Ale-V-  @  07/06/2011 01:28:38
   2 / 10
Il voto è la media tra il 7 della prima parte e il "sotto zero" della seconda.
Veramente carino l'inizio: introspettivo, triste ma allo stesso tempo ironico.
Poi non capisco per quale motivo il film subisca una forte virata e si trasformi in un action movie all'americana: inseguimenti, sparatorie, esplosioni, scontri, con il protagonista, Javier, che si trasforma nella versione clownesca di Rambo. Il tutto sfocia in un finale orrendo e banale.
Da dimenticare.

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Ultima risposta 08/06/2011 03.28.39
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Febrisio  @  04/06/2011 13:39:47
   8½ / 10
"Questo siamo noi! Questo paese non ha alcuna possibilità."
L'atmosfera pessimistica del film, sembra voler alludere che peggio di quel che è già successo, non si possa fare. Il film di Iglesia è un urlo storico muto e poco convinto, ma perverso in illusioni, violenza e surrealismo. Un mondo ben lontano da quello reale, non possedendo nemmeno la forza per denunciarlo, ma contrariamente a farne quasi un elogio beffardo, tanto quanto quelle risate finali. Balada triste de Trompeta possiede un inizio folgorante e una freschezza registica. Mantenendo un ritmo abbastanza serrato, ricreando un ottima atmosfera cupa, composta da chiaro scuri, alla ricerca della perfezione fotografica, e racchiudendosi quasi nell'omonimia di due periodi importanti, 37 e 73, il film riesce a far vivere delle situazioni intriganti al limite dell'assurdo. Isterico e divertente, quanto triste e umiliante, i personaggi principali ricordano batman e il pinguino; opposti, ma così tanto uguali, come fossero per paradosso le due estremità di un cerchio. Dal fascino libertino "stile burlesque" circense, fino ad immagini storiche, tra il più falso, e il più vero, confusonario e non politico, scambiando il buono e il cattivo e ancora viceversa, tra un attraente seno debordante e la voglia caliente, con l'unico inosservato il vero terrorista basco, la storia di Javier percorre un tragitto quasi iperbole del passato: "se tu lo fai a me, io lo rifaccio a te". Finale simbolico.

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Non rimane che un ultimo sorriso, quello da assassino. "Arriba Espana!" anzi molto meglio... a mai più!

baskettaro00  @  03/06/2011 19:06:38
   7½ / 10
Secondo film visionato di De La Iglesia.
Davvero un gran bel lavoro questa pellicola, tanto per cominciare ha una storia bella, soprattutto nella prima parte, dei bravi attori e dei personaggi strani e surreali, e poi Carolina Bang merita una visione:P
Non è un film adatto a tutti, però non è neanche tutta 'sta gran cosa.
Si lascia molto seguire, per sua fortuna di punti morti non ce ne sono, si tratta però di una pellicola particolare, a tal punto che catalogarla in un genere risulta quasi difficile..
Consigliato ai fan del regista.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  24/05/2011 20:38:24
   8½ / 10
Quando a De La Iglesia danno il via per andare a ruota libera, riesce a sfornare anche prodotti di tale portata, cancellando dalla memoria episodi legnosi e sciapi come il precedente Oxford Murders. Bocciato sia dalla nostra distribuzione che da Tarantino - come tutti sappiamo, gli ha preferito quell'aborto cinematografico di Somewhere, consolando lo spagnolo con un misero leone d'argento - Balada Triste De Trompeta è un film capace di raggiungere livelli di surrealismo inimmaginabili.
Lo stile grottesco è l'arma vincente per un film che non concede un attimo di sosta: gran ritmo, zero punti di riferimento per lo spettatore, personaggi che si strasformano da vittime a carnefici nel giro di un paio di sequenze, con tanto di riferimenti storici legati alla cultura popolare spagnola sullo sfondo del tragico regime di Franco.
Il citazionismo è continuo, il cast è straordinario e il film è da 10 per 3/4 della sua durata: solo la parte finale - che richiama alla mente addirittua King kong in una delle migliori sequenze del film - non mi è sembrata all'altezza con un calo di tensione non indifferente. Rimane ugualmente la vetta più alta raggiunta da De La Iglesia. E ovviamente, da noi, nessuno l'ha distribuito. Maledetti.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento goat  @  19/05/2011 09:27:58
   7½ / 10
parte col dire per la settecentesima volta o giù di lì che adoro de la iglesia e lo ritengo uno dei registi più sottovalutati che ci siano.
nonostante abbia orami girato un numero importante di film e tutti con ottimi risultati si fatica a dargli il credito che merita, forse per la sua scelta (che sia benedetto) di sguazzare gioioso nelle purulente pozzanghere del cinema bis.
e dopo questa dichiarazione d'amore, mi risulta ancora più arduo muovere qualche piccola critica a questo suo ultimo balada triste de trompeta.
il film poteva essere un ***** di capolavoro, e probabilmente alex lo sapeva bene nel momento cui iniziò a girare. io credo si sia fatto un po'condizionare da ciò, ed abbia quindi deciso di buttarci dentro tutto l'inseribile di quanto sia un regista eclettico ed abile. questo, però, non era necessario, perchè chiunque abbia visto le sue precedenti opere lo sa bene, ed ha portato al risultato di un film un po' raffazzonato.
vedendolo si ha l'impressione di idee venute lo stesso giorno in cui si girava la scena ed inserite al momento, non so se mi spiego. è un'opera fin troppo ambiziosa, che vuole coprire 70 anni di storia, citare fellini, far ridere, far commuovere, far riflettere. oh, e chiariamoci, spesso ci riesce pure in questo intento, ma non con la continuità che dovrebbe.
forse sono ipercritico proprio per le enormi potenzialità di questo film, e infatti non vorrei essere travisato: BTDT ha dei momenti che ti fanno piangere per la gioia, un finale grandioso (in una scena mi sono letteralmente slogato la mascella, sarò stato 10 secondi con la bocca aperta) ed interpreti sublimi, però manca quella coesione che rende un gran film un capolavoro, quando tutti i tasselli vanno magicamente al loro posto e ti rendi conto di aver visto qualcosa che rimarrà sempre con te.

1 risposta al commento
Ultima risposta 19/05/2011 09.31.00
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Gruppo COLLABORATORI Invia una mail all'autore del commento L.P.  @  07/05/2011 16:28:07
   8½ / 10
Ma grazie a di0 che esiste de la Iglesia e che ci libera dal male del brutto cinema.
E ci riconcilia col fatto di guardare film che sta diventando un' esperienza sempre più frustrante e dolorosa.
E per fortuna che ci sono i critici italiani che ci fanno tanto ridere per il loro non capire assolutamente una ceppa.

Cannibal Bunny  @  26/04/2011 10:20:19
   7½ / 10
Un'opera inclassificabile, che racchiude in sé la summa poetica di De La Iglesia, qui al suo massimo splendore.
Si prende il biglietto all'entrata (si fa per dire) e si entra nel carrozzone imbastito dal regista ispanico, trovandosi catapultati all'interno di una girandola continua di eventi, alla quale si assiste come se ci si aggirasse in un circo guardandolo attraverso gli occhi meravigliati di un bambino, attrazione dopo attrazione, perché qui dentro si trova proprio di tutto, senza fare distinzioni tra generi, passando in un battito di ciglia all'altro dalla commedia grottesca al dramma, dall'horror all'avventura all'azione con una naturalezza tale alla quale non assistevo da tempo. Visivamente è un gioiello, citando generi su generi anche con l'uso di una semplice inquadratura, allargando ulteriormente i confini (che qui non esistono) persino al western e al poliziesco. Niente viene dimenticato. Alle musiche sinceramente non ho fatto caso, rapito com'ero da tutto il resto, che si attiene a livelli di cinema davvero alti, elevandosi al di sopra di tutti i prodotti usciti recentemente, che godono al contrario di quest'opera di visibilità, relegata com'è stata ad allietare il palato di pochi, trattandosi invece di qualcosa capace di mettere d'accordo i più, spingendosi veramente oltre ma senza oltrepassare il limite, standosene sempre sul filo del rasoio.
Un grande film del quale consiglio caldamente la visione.

Fumoffu  @  12/04/2011 19:07:05
   7½ / 10
Finalmente sono riuscito a vedere questo film, non è stato facile, spero e credo che fra un paio di mesi possa uscire anche in Italia.
Ci sono delle cose ottime, come i minuti iniziali, le inquadrature di alcuni particolari come la lingua insanguinata, le trasformazioni dei protagonisti, anche la fine.
Perfetta l'interpretazione del pagliaccio triste, la sua evoluzione è grandiosa. Dalla parte centrale, quella più propriamente comica, a quella finale con le espressioni da pazzo, è la vera anima del film. Su tutte quando diventa il cane da riporto.
Un po' meno bene il mescolare momenti esageratamente comici (come la parte da "commedia degli equivoci" o con il motociclista che si schianta sempre...) con situazioni limite, come la "sopravvivenza" nella foresta: in generale il mix mi è piaciuto, ma allo stesso tempo l'ho trovato a tratti un po' stonato.
Alla fine lo stile del regista c'è tutto, personalmente mi ha divertito, turbato e interessato, con alcune forzature un po' buttate là, ma in un grottesco sempre piacevole. Ho preferito comunque l'ultima mezz'ora rispetto alla parte centrale, forse perché era più come mi aspettavo il film in generale.
Comunque bello, lo consiglio perché originale, particolare, con tante idee seppur talvolta confuso, qualcosa di diverso che senza dubbio vale la pena di guardare.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  12/09/2010 20:19:52
   8 / 10
Se siete dei fans di De la Iglesia questo film non deluderà le attese e personalmente, considerati anche i gusti di Tarantino, era il film su cui avrei scommesso per il Leone d'oro, sbagliando ovviamente.
Vorticoso dall'inizio alla fine con un montaggio ed una regia eccellente, personaggi sopra le righe che si abbinano alla pefezione con il carattere grottesco della pellicola, che abbraccia 40 anni di storia spagnola dominata dal franchismo. Bravissimo il protagonista, uno stralunato pagliaccio triste e folle.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  12/09/2010 14:09:11
   7 / 10
Prendere sul serio una sceneggiatura del genere è eufemistico, ma questo trashone dove navigano Fellini e Jess Franco, Lon Chaney e Tarantino, Gilliam e Russ Meyer, alla fine diverte tantissimo nella sua ispirazione "cinefilo-barocca". Il tema del Franchismo aleggia in un vorticoso montaggio dove tutto è esagerato, ridondante, assurdo e di pessimo gusto, cose che del resto il cineasta spagnolo sa fare benissimo.
Memorabile la sequenza della battuta di caccia, che cita nientemeno che Frankenstein (il film di Whale).
Assolutamente impagabile la fisicità (ehm) dell'attore protagonista, feticcio di De La Iglesia, "clown triste" dalla voluminosa somiglianza con il/la cantante Antony
Leone d'argento (ironico?) al festival di Venezia

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