ballata dell'odio e dell'amore regia di Alex De La Iglesia Spagna, Francia 2010
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locandina del film BALLATA DELL'ODIO E DELL'AMORE

Titolo Originale: BALADA TRISTE DE TROMPETA

RegiaAlex De La Iglesia

InterpretiSantiago Segura, Fernando Guillen-Cuervo, Antonio de la Torre, Sancho Gracia, Javier Botet

Durata: h 1.47
NazionalitàSpagna, Francia 2010
Generedrammatico
Al cinema prossimamente

•  Altri film di Alex De La Iglesia

Trama del film Ballata dell'odio e dell'amore

Durante la guerra civile spagnola, nel 1937, Javier e Sergio, due clown del circo, sono innamorati della stessa donna, una ballerina. Entrambi vengono chiamati nella milizia per combattere, ma quando la strage ha inizio loro si trovano ancora vestiti e truccati da pagliacci.

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Voto Visitatori:   7,34 / 10 (16 voti)7,34Grafico
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Voti e commenti su Ballata dell'odio e dell'amore, 16 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

sweetyy  @  oggi alle 03:23:41
   7 / 10
Buon film di De la Iglesia, una commedia tragica con protagonisti 2 clown inseriti in un contesto storico particolare: la guerra civile spagnola.
Un mix di generi, che va dalla commedia all'horror al drammatico e anche un pò d'azione.

lupin 3  @  19/05/2012 14:26:59
   7½ / 10
Sinceramente avrei tolto di mezzo la guerra civile Spagnola e avrei incentrato più la storia su i due clown innamorati della stessa donna.
Nel complesso è godibilissimo, bravo Alex De La Iglesia

Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  20/03/2012 14:38:15
   9 / 10
Tutti siamo pagliacci condannati a non voler capire.

Affascinante e desolante fotografia di un paese. De La Iglesia non si schiera politicamente, no va ne contro ne a favore della chiesa; ci tratta come spettatori di circo.. ci intrattiene e ci ipnotizza con questo film.
Meravigliosi i titoli di testa, così come l'ambiente cupo e gotico dove i personaggi anche fuori dal circo recitano "la propria vita".
Da vedere assolutamente

marfsime  @  16/03/2012 19:54:14
   7½ / 10
Altro grande film del maestro De La Iglesia che sforna una pellicola molto particolare con un mix di generi che vanno dalla commedia al drammatico con venature horror (buone alcune scene splatter). Ottima la prova degli attori e sempre solida la regia..la trama è lineare ma apprezzabile ed i personaggi molto ben definiti..altro centro del regista.

pinhead88  @  06/10/2011 18:42:06
   7 / 10
Un po' Fellini, un po' Bergman(non vorrei dire fesserie), un tocco di cinema anni '20 e il cinico e grottesco umorismo di De La Iglesia trova la sua perfetta sintonia. Non male ma ho preferito altre opere del mitico regista iberico.

Invia una mail all'autore del commento kampai  @  23/08/2011 15:40:13
   7 / 10
film che all'ultima mostra del lido ho amato molto.de la iglesia è visivamente barocco e molto trash ma è il suo stile.personalmente mi è piaciuto molto:l'interprete , le ambientazioni e la musica.bello l'idea da dove prende l'ultimo travestimento (paramenti sacri di una chiesa) e la discesa nella follia.l'ultima parte è bellissima,mentre nel mezzo si perde un pò.consigliato a chi vuole un'overdose visiva...bello
P.S. da vedere in lingua originale tassativamente

Ale-V-  @  07/06/2011 01:28:38
   2 / 10
Il voto è la media tra il 7 della prima parte e il "sotto zero" della seconda.
Veramente carino l'inizio: introspettivo, triste ma allo stesso tempo ironico.
Poi non capisco per quale motivo il film subisca una forte virata e si trasformi in un action movie all'americana: inseguimenti, sparatorie, esplosioni, scontri, con il protagonista, Javier, che si trasforma nella versione clownesca di Rambo. Il tutto sfocia in un finale orrendo e banale.
Da dimenticare.

3 risposte al commento
Ultima risposta 08/06/2011 03.28.39
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Febrisio  @  04/06/2011 13:39:47
   8½ / 10
"Questo siamo noi! Questo paese non ha alcuna possibilità."
L'atmosfera pessimistica del film, sembra voler alludere che peggio di quel che è già successo, non si possa fare. Il film di Iglesia è un urlo storico muto e poco convinto, ma perverso in illusioni, violenza e surrealismo. Un mondo ben lontano da quello reale, non possedendo nemmeno la forza per denunciarlo, ma contrariamente a farne quasi un elogio beffardo, tanto quanto quelle risate finali. Balada triste de Trompeta possiede un inizio folgorante e una freschezza registica. Mantenendo un ritmo abbastanza serrato, ricreando un ottima atmosfera cupa, composta da chiaro scuri, alla ricerca della perfezione fotografica, e racchiudendosi quasi nell'omonimia di due periodi importanti, 37 e 73, il film riesce a far vivere delle situazioni intriganti al limite dell'assurdo. Isterico e divertente, quanto triste e umiliante, i personaggi principali ricordano batman e il pinguino; opposti, ma così tanto uguali, come fossero per paradosso le due estremità di un cerchio. Dal fascino libertino "stile burlesque" circense, fino ad immagini storiche, tra il più falso, e il più vero, confusonario e non politico, scambiando il buono e il cattivo e ancora viceversa, tra un attraente seno debordante e la voglia caliente, con l'unico inosservato il vero terrorista basco, la storia di Javier percorre un tragitto quasi iperbole del passato: "se tu lo fai a me, io lo rifaccio a te". Finale simbolico.

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Non rimane che un ultimo sorriso, quello da assassino. "Arriba Espana!" anzi molto meglio... a mai più!

baskettaro00  @  03/06/2011 19:06:38
   7½ / 10
Secondo film visionato di De La Iglesia.
Davvero un gran bel lavoro questa pellicola, tanto per cominciare ha una storia bella, soprattutto nella prima parte, dei bravi attori e dei personaggi strani e surreali, e poi Carolina Bang merita una visione:P
Non è un film adatto a tutti, però non è neanche tutta 'sta gran cosa.
Si lascia molto seguire, per sua fortuna di punti morti non ce ne sono, si tratta però di una pellicola particolare, a tal punto che catalogarla in un genere risulta quasi difficile..
Consigliato ai fan del regista.

Satyr  @  24/05/2011 20:38:24
   8½ / 10
Quando a De La Iglesia danno il via per andare a ruota libera, riesce a sfornare anche prodotti di tale portata, cancellando dalla memoria episodi legnosi e sciapi come il precedente Oxford Murders. Bocciato sia dalla nostra distribuzione che da Tarantino - come tutti sappiamo, gli ha preferito quell'aborto cinematografico di Somewhere, consolando lo spagnolo con un misero leone d'argento - Balada Triste De Trompeta è un film capace di raggiungere livelli di surrealismo inimmaginabili.
Lo stile grottesco è l'arma vincente per un film che non concede un attimo di sosta: gran ritmo, zero punti di riferimento per lo spettatore, personaggi che si strasformano da vittime a carnefici nel giro di un paio di sequenze, con tanto di riferimenti storici legati alla cultura popolare spagnola sullo sfondo del tragico regime di Franco.
Il citazionismo è continuo, il cast è straordinario e il film è da 10 per 3/4 della sua durata: solo la parte finale - che richiama alla mente addirittua King kong in una delle migliori sequenze del film - non mi è sembrata all'altezza con un calo di tensione non indifferente. Rimane ugualmente la vetta più alta raggiunta da De La Iglesia. E ovviamente, da noi, nessuno l'ha distribuito. Maledetti.

Invia una mail all'autore del commento goat  @  19/05/2011 09:27:58
   7½ / 10
parte col dire per la settecentesima volta o giù di lì che adoro de la iglesia e lo ritengo uno dei registi più sottovalutati che ci siano.
nonostante abbia orami girato un numero importante di film e tutti con ottimi risultati si fatica a dargli il credito che merita, forse per la sua scelta (che sia benedetto) di sguazzare gioioso nelle purulente pozzanghere del cinema bis.
e dopo questa dichiarazione d'amore, mi risulta ancora più arduo muovere qualche piccola critica a questo suo ultimo balada triste de trompeta.
il film poteva essere un ***** di capolavoro, e probabilmente alex lo sapeva bene nel momento cui iniziò a girare. io credo si sia fatto un po'condizionare da ciò, ed abbia quindi deciso di buttarci dentro tutto l'inseribile di quanto sia un regista eclettico ed abile. questo, però, non era necessario, perchè chiunque abbia visto le sue precedenti opere lo sa bene, ed ha portato al risultato di un film un po' raffazzonato.
vedendolo si ha l'impressione di idee venute lo stesso giorno in cui si girava la scena ed inserite al momento, non so se mi spiego. è un'opera fin troppo ambiziosa, che vuole coprire 70 anni di storia, citare fellini, far ridere, far commuovere, far riflettere. oh, e chiariamoci, spesso ci riesce pure in questo intento, ma non con la continuità che dovrebbe.
forse sono ipercritico proprio per le enormi potenzialità di questo film, e infatti non vorrei essere travisato: BTDT ha dei momenti che ti fanno piangere per la gioia, un finale grandioso (in una scena mi sono letteralmente slogato la mascella, sarò stato 10 secondi con la bocca aperta) ed interpreti sublimi, però manca quella coesione che rende un gran film un capolavoro, quando tutti i tasselli vanno magicamente al loro posto e ti rendi conto di aver visto qualcosa che rimarrà sempre con te.

1 risposta al commento
Ultima risposta 19/05/2011 09.31.00
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Gruppo COLLABORATORI Invia una mail all'autore del commento L.P.  @  07/05/2011 16:28:07
   8½ / 10
Ma grazie a di0 che esiste de la Iglesia e che ci libera dal male del brutto cinema.
E ci riconcilia col fatto di guardare film che sta diventando un' esperienza sempre più frustrante e dolorosa.
E per fortuna che ci sono i critici italiani che ci fanno tanto ridere per il loro non capire assolutamente una ceppa.

Cannibal Bunny  @  26/04/2011 10:20:19
   7½ / 10
Un'opera inclassificabile, che racchiude in sé la summa poetica di De La Iglesia, qui al suo massimo splendore.
Si prende il biglietto all'entrata (si fa per dire) e si entra nel carrozzone imbastito dal regista ispanico, trovandosi catapultati all'interno di una girandola continua di eventi, alla quale si assiste come se ci si aggirasse in un circo guardandolo attraverso gli occhi meravigliati di un bambino, attrazione dopo attrazione, perché qui dentro si trova proprio di tutto, senza fare distinzioni tra generi, passando in un battito di ciglia all'altro dalla commedia grottesca al dramma, dall'horror all'avventura all'azione con una naturalezza tale alla quale non assistevo da tempo. Visivamente è un gioiello, citando generi su generi anche con l'uso di una semplice inquadratura, allargando ulteriormente i confini (che qui non esistono) persino al western e al poliziesco. Niente viene dimenticato. Alle musiche sinceramente non ho fatto caso, rapito com'ero da tutto il resto, che si attiene a livelli di cinema davvero alti, elevandosi al di sopra di tutti i prodotti usciti recentemente, che godono al contrario di quest'opera di visibilità, relegata com'è stata ad allietare il palato di pochi, trattandosi invece di qualcosa capace di mettere d'accordo i più, spingendosi veramente oltre ma senza oltrepassare il limite, standosene sempre sul filo del rasoio.
Un grande film del quale consiglio caldamente la visione.

Fumoffu  @  12/04/2011 19:07:05
   7½ / 10
Finalmente sono riuscito a vedere questo film, non è stato facile, spero e credo che fra un paio di mesi possa uscire anche in Italia.
Ci sono delle cose ottime, come i minuti iniziali, le inquadrature di alcuni particolari come la lingua insanguinata, le trasformazioni dei protagonisti, anche la fine.
Perfetta l'interpretazione del pagliaccio triste, la sua evoluzione è grandiosa. Dalla parte centrale, quella più propriamente comica, a quella finale con le espressioni da pazzo, è la vera anima del film. Su tutte quando diventa il cane da riporto.
Un po' meno bene il mescolare momenti esageratamente comici (come la parte da "commedia degli equivoci" o con il motociclista che si schianta sempre...) con situazioni limite, come la "sopravvivenza" nella foresta: in generale il mix mi è piaciuto, ma allo stesso tempo l'ho trovato a tratti un po' stonato.
Alla fine lo stile del regista c'è tutto, personalmente mi ha divertito, turbato e interessato, con alcune forzature un po' buttate là, ma in un grottesco sempre piacevole. Ho preferito comunque l'ultima mezz'ora rispetto alla parte centrale, forse perché era più come mi aspettavo il film in generale.
Comunque bello, lo consiglio perché originale, particolare, con tante idee seppur talvolta confuso, qualcosa di diverso che senza dubbio vale la pena di guardare.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  12/09/2010 20:19:52
   8 / 10
Se siete dei fans di De la Iglesia questo film non deluderà le attese e personalmente, considerati anche i gusti di Tarantino, era il film su cui avrei scommesso per il Leone d'oro, sbagliando ovviamente.
Vorticoso dall'inizio alla fine con un montaggio ed una regia eccellente, personaggi sopra le righe che si abbinano alla pefezione con il carattere grottesco della pellicola, che abbraccia 40 anni di storia spagnola dominata dal franchismo. Bravissimo il protagonista, uno stralunato pagliaccio triste e folle.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  12/09/2010 14:09:11
   7 / 10
Prendere sul serio una sceneggiatura del genere è eufemistico, ma questo trashone dove navigano Fellini e Jess Franco, Lon Chaney e Tarantino, Gilliam e Russ Meyer, alla fine diverte tantissimo nella sua ispirazione "cinefilo-barocca". Il tema del Franchismo aleggia in un vorticoso montaggio dove tutto è esagerato, ridondante, assurdo e di pessimo gusto, cose che del resto il cineasta spagnolo sa fare benissimo.
Memorabile la sequenza della battuta di caccia, che cita nientemeno che Frankenstein (il film di Whale).
Assolutamente impagabile la fisicità (ehm) dell'attore protagonista, feticcio di De La Iglesia, "clown triste" dalla voluminosa somiglianza con il/la cantante Antony
Leone d'argento (ironico?) al festival di Venezia

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