agora' regia di Alejandro Amenabar Spagna, USA 2009
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agora' (2009)

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locandina del film AGORA'

Titolo Originale: AGORA'

RegiaAlejandro Amenabar

InterpretiRachel Weisz, Rupert Evans, Max Minghella, Ashraf Barhoum, Oscar Isaac, Yousef 'Joe' Sweid, Manuel Cauchi, Clint Dyer, Amber Rose Revah, Richard Durden, Sami Samir, Charles Thake, Homayoun Ershadi, Harry Borg, Michael Lonsdale

Durata: h 2.08
NazionalitàSpagna, USA 2009
Generedrammatico
Al cinema nell'Aprile 2010

•  Altri film di Alejandro Amenabar

•  Link al sito di AGORA'

Trama del film Agora'

Egitto, IV secolo d.C.: ad Alessandria d'Egitto l'astrologa e filosofa Hypatia deve lottare per preservare tutti il sapere del suo antico mondo. Nel frattempo, il suo schiavo Davus è combattuto tra l'amore che ha per lei e la possibilità di guadagnare la libertà convertendosi al Cristianesimo.

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Voto Visitatori:   7,29 / 10 (143 voti)7,29Grafico
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Voti e commenti su Agora', 143 opinioni inserite

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DarkRareMirko  @  28/01/2012 21.32.43
   8½ / 10
Più che buon lavoro dall'Amenebar di Tesis; Rachel Weisz è strepitosa, la ricostruzione scenografica ottima, la storia è interessante e poco conosciuta e la regia è al solito professionale.

I dialoghi semplicistici e le caratterizzazioni non memorabili un pò si notano, ma probabilmente rendere il film più ostico riguardo alla comprensione non avrebbe giovato molto (leggasi, meno gente che va a vedere il film e meno soldi che entrano).

Da non perdere.

freddy71  @  06/01/2012 8.03.37
   7 / 10
bello il film...ancora più bella hypatia.....grande donna ce ne vorrebbero di donne così.....

Clint Eastwood  @  28/12/2011 18.43.59
   6½ / 10
E' piuttosto anonimo quest'ultimo titolo di Amenabar, regista che c'ha sorpreso molte volte al punto da considerarsi una garanzia. Qui lo è ancora, ma un po' meno.
Il racconto procede come dovuto e l'ambientazione fa presto a notarsi per le riprese in grande, ma lo stile è fin troppo hollywoodiano e l'approccio mira abbondantemente su certi sentimentalismi che si vedono spesso nelle fiction o nei film di bassa lega. Infatti delle volte si ha la sensazione che è proprio un film tv a puntate per la banalità delle riprese e poco studio della messinscena; luoghi comuni e prevedibilità nei svolgimenti.


- Ma chi era ?
- Era uno schiavo una volta ... (Aspasio lo schiavo di Ipazia, forse il personaggio più affascinante dell'intero film, sicuramente il più saggio)

Un dialogo/una scena banale ma che comunica più di ogni altra frase elaborata e che secondo me racchiude il senso del film - la libertà dell'individuo sotto ogni punto di vista.

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Invia una mail all'autore del commento Gondrano  @  28/12/2011 13.22.39
   7 / 10
Buon film di un regista che io considero un grande, contro il fondamentalismo, da qualunque parte esso provenga.
Splendida la fotografia e sprazzi di genialità amenabariana qua e là.

Fratuck89  @  22/11/2011 19.41.18
   5 / 10
confusionato, esagerato, i cristiani svolgono il ruolo di "demoni assetati di sangue", poco serio, una delusione.

2 risposte al commento
Ultima risposta 29/11/2011 20.48.53
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laconico  @  07/11/2011 2.03.00
   8 / 10
Un gran bel film che merita di essere visto... e meditato. Coglie con spietata esattezza una delle prime pagine nere del Cristianesimo (e non certamente l'ultima), ritrae quella che dovette essere una sconcertante realtà, al di là delle edulcorate rappresentazioni dei primi cristiani come poveri e indifesi agnellini. La nuova religione s'impose con la spinta di una violenza non solo ideologica. Coraggiosa la scelta di questa pellicola di non ammorbidire i fatti storici, ne viene fuori un quadro raccapriccianti di questi primi fautori della religione di Gesù di Nazareth. Bellissime le ambientazioni, ottima la regia, buone le prove attoriali. E naturalmente viva Ipazia, eroina del libero pensiero, attualissima ancor oggi!

plackbull  @  06/11/2011 17.27.05
   7½ / 10
complimenti... proprio un bel film

Atomico  @  15/10/2011 23.06.30
   9 / 10
Il voto reale è 9.12 qui approssimato a 9.00

Per amare questo film bisogna sentire la magia del mistero dela natua e il fascino della scienza. Altrimenti non si può né apprezzare ne capire la bellezza presente in molti dei dialoghi presenti, né la dinamica che muove Hypatia.

L'amore per la conoscienza, la lotta per la libertà di pensiero, la fede nella ragione e nel diritto di mettere tutto in discussione: questi sono gli ideali che questa donna abbraccia e fa propri in maniera quasi poetica.

Molto bello anche il tema dell'amore rappresentato da due sentimenti forti e puri nutriti da uomini tanto diversi tra loro, eppure entrambi incapaci di dimanticare questa donna di scienza.

Splendida è anche la ricostruzione di come sia possibile scoprire che è la terra che gira intorno al sole con tutte le problematiche filosofiche ad essa connesse.

clint 85  @  05/10/2011 16.20.37
   5 / 10
Storia monotona e pallosa. ll film non decolla praticamente mai!
BOCCIATO

kako  @  31/08/2011 3.27.30
   9 / 10
tematiche molto interessanti come i conflitti religiosi e il rapporto fede-scienza trattati attraverso la storia (romanzata) di un personaggio storico poco noto, interpretato in maniera eccellente da una bravissima Rachel Weisz. sotto la sapiente regia di Amenabar i cui film mi piacciono sempre di più. Inoltre la ricostruzione della scenografia e dell'ambientazione storica risulta ottimamente realizzata, curata e garantisce al film un tocco in più molto importante per il genere.

isaber  @  21/08/2011 19.46.09
   7 / 10
I film storici di solito mi piacciono, e di questo ho apprezzato la scelta del personaggio di Hypatia, non molto conosciuto. Straordinarie le riprese della folla e la ricostruzione della città, costumi compresi. Non mi hanno convinta molto i dialoghi e comunque, per chi conosce la storia di Hypatia, il finale non sarà certo una sorpresa

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magicrut  @  25/07/2011 10.49.55
   8½ / 10
sarà che mi piacciono i film storici, ma questo film mi ha proprio intrigato! ha tutti gli ingredienti giusti al posto giusto. ottimo!

JOKER1926  @  24/07/2011 3.35.00
   4½ / 10
La sua cinematografia, in senso numerico, non è immensa, ma dopo quattro lavori indovinati Alejandro Amenabar, nella fattispecie, si accaparra l'etichetta di regista "con le palle", ma il senso di strafare, ahimè contagia troppo e troppi.
E dopo anni di grandi film, "Apri gli occhi", "Mare dentro", per fare esempi, il buon regista si cimenta in un pseudo Kolossal in cerca della suprema, definitiva affermazione.
Non è un peccato, bensì pura evidenza affermare che "Agorà" è un prodotto altezzoso in cerca di applausi mai sussistiti.
"Agorà" tratta tematiche poco invoglianti, poi sviluppate nei peggiori dei modi possibili. Anzitutto da dire che nella sceneggiatura manca elasticità, il tutto si aggira intorno a situazioni di violenza e di rivolte cafone, nell'intermezzo, troviamo le gesta di un'astronoma che si danna nelle spiegazioni del sole, della terra…
Sceneggiatura in pratica troppo prevedibile, senza il minimo dinamismo, la regia cerca di nascondere le falle della stessa attraverso un gioco (monumentale) di effetti speciali che lasciano, effettivamente, ciò che di effimero trovano.

"Agorà" è una mezza por cata, alle volte questa tagliente dialettica funge da migliore esempio, perché l'etica si usa, indubbiamente, ma non si regala.

.Kia90.  @  26/06/2011 20.36.42
   8 / 10
Un gran bel film, apprezzabile specialmente dagli amanti del genere.

Una Rachel Weisz incantevole che interpreta un personaggio dimenticato o per altri sconosciuto... Una vita dedicata alla scienza e alla ricerca della verità, una donna che ha voluto mettere in discussione tutto il suo sapere, quello che la Chiesa non ha fatto e non farà mai.

Un fanatismo imbarazzante quello che viene mostrato, e ancor più imbarazzante è sapere quali personaggi oggi chiamiamo Santi.
Per concludere, un finale straziante che mi ha commosso e che ho preferito alla versione reale... Il contrario sarebbe stato troppo, insieme a tutto il resto.
Onore a una grande donna.



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Constantine  @  21/06/2011 0.09.12
   8 / 10
La pellicola di Amenabar seppur appesantita da alcuni difetti imputabili, centra in pieno l'obiettivo che si prefissa e per questo merita un elogio maggiore, in quanto il tema trattato ha spaventato più di un "creatore" e fa parlare molti di questi in maniera accorta, spesso, più sicura. Perchè criticare la religiosità oggi è ancora un forte tabù. "Agorà" invece non fa prigionieri. E' un film che pone al centro l'essere umano, privo di distinzioni di qualsiasi tipo; che dà una spallata ad ogni credenza religiosa; religione che pone rivalità, astio ed incomprensione tra i popoli ed offusca la mente ed il bene comune. Ogni religione rappresentata non fa altro che contorcersi su se stessa, per poi finire preda degli stessi errori. Infine un Alessandria lume della filosofia, si ritrova ridotta ad un campo di battaglia e poi a poco più di un recinto del bestiame. Un film che vuole far riflettere. In una ricostruzione affascinante si muove un cast che non ho proprio digerito, a partire dalla protagonista; avrei preferito volti meno telegenici ma più credibili. Salverei, di poco, Minghella (Davo) e Barhom (Ammonio). Seppur trattando una storia nota, quella del pensatore che viene perseguito per le proprie idee, nell'opera di Amenabar c'è di più.

"Voi non potete mettere in discussione quello in cui credete, io devo."

elmoro87  @  13/06/2011 12.10.40
   6 / 10
Storia molto ben delineata da Amenabar e ricca di spunti interessanti, primo tra tutti la ricostruzione storica un pò parafrasata della presa di potere di Alessandria da parte dei cristiani; di grande impatto sono le riprese che passano da una visione satellitare alla biblioteca di Alessandria in un continuo stringimento di campo, davvero molto suggestivo... Per il resto c'è da dire che anche se la storia procede senza salti tra fanatismi religiosi e scoperte fisiche sul movimento terrestre intorno al sole, il tutto sembra anche alquanto finto a cominciare dall'ambientazione, in cui si ha a più riprese la sensazione che sia meramente un set cinematografico... Il film è senza dubbio apprezzabile, ma possiede alcuni nei che si vedono e penalizzano il lavoro finito.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  09/06/2011 11.11.34
   6½ / 10
Promosso per la scenografia, è un film a cui manca qualcosa per far fare il salto di qualità. Finale del tutto inaspettato.

ilcippo  @  25/05/2011 20.58.19
   8½ / 10
Bellissima ricostruzione storica dello sfacelo causato dalle religioni ai danni dell'umanità e della scienza, tutt'ora in corso purtroppo...un plauso particolare alle magnifiche scenografie e costumi.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  23/05/2011 13.30.56
   8 / 10
Splendida rievocazione storica di quell'Alessandria d'Egitto "invasa" dall'arrivo delle nuove religioni...Religioni che per radicarsi nella socita' usano la violenza delle spade che ovviamente non rappresentano la realta' della Parola che portano ai pagani!
Tra una schermaglia e l'altra ecco affiorare Hypatia...filosofa con un unico desiderio prima di morire...quello di capire il moto della terra e del sole!
Forse è riduttivo definire questo film "peplum" poiche tratta vari temi e il bravissimo Amenabar con la sua astuta regia ci fa seguire le vicende da vari punti di vista!
Splendide le panoramiche dallo Spazio fino a zoomare sulla biblioteca d'Alessandria come se l'occhio della protagonista cercasse di scovare il significato alle sue ricerche!
Gran bel film!

Ciuicchio  @  18/05/2011 14.14.46
   6 / 10
Il trailer e la locandina promettono che si assisterà ad un colossal; le dimensioni "bilbiche" non si avvertono se non nel nome del luogo dove è ambientato il film: la biblioteca di Alessandria.
Il finale colpisce perchè è realmente inaspettato.

dave89  @  13/05/2011 22.47.43
   7½ / 10
bel film.da vedere.

trickortreat  @  07/05/2011 15.59.42
   10 / 10
Agora è un film lento, veramente, ma che riesce a farti apprezzare in modo completo il personaggio di Ipazia, una figura importantissima nel panorama storico, e non solo. Mi è dispiaciuto molto vedere che questa bellissima pellicola sia stata molto penalizzata per la sua durata, anche perchè, seppur di 2 h, scorre meravigliosamente e la storia si fa sempre più interessante. Amenabar, dopo lo splendido The Others, ci regala nuovamente emozioni dando una buona prova registica, mentre Rachel Weisz risulta perfetta nel suo ruolo. Mi è piaciuta molto anche la ricostruzione storica con un'Alessandria D'Egitto da mozzare il fiato. Promosso a pieni voti

marfsime  @  05/05/2011 23.17.53
   6½ / 10
Pur non essendo un film adatto ai miei gusti devo dire che è di buona fattura..realizzato molto bene con ottimi costumi e belle scenografie e soprattutto si vede finalmente il cristianesimo dal suo lato più oscuro anzichè da quello dei perseguitati. Probabilmente è un pelino troppo lungo e vive alcuni momenti di stanca ma nel complesso non è male..promosso.

draghetta1989  @  03/05/2011 10.07.58
   7 / 10
mi ha colpita molto questo film; non è un capolavoro ma il tema trattato è interessantissimo e spinge ad una serie di riflessioni sul binomio religione-progresso non indifferenti. ciò che più mi è piaciuto nel modo in cui è stata girata questa pellicola è che per una buona volta si è messa da parte la retorica per effettuare una rappresentazione più sincera in cui ad esempio le religioni sono poste tutte sullo stesso livello, permettendo di notare come tutte in fondo,nessuna esclusa, abbiano per molti secoli impedito all'uomo di esprimersi e di gettare le basi per quel progresso che sarebbe potuto arrivare molto prima.
Hypazia, donna geniale del IV secolo dopo Cristo matematica, filosofa e astronoma che anticipò di circa 1000 anni le teorie di Galileo è vittima del fanatismo, del potere religioso e del clima di terrore che la chiesa ha sempre creato intorno a se per assoggettare e schiacciare gli uomini e il libero pensiero in nome di una "volontà di divina" che in realtà altro non ne mai stata se non la mera volontà dell'uomo stesso di sentirsi potente e pure legittimato; legittimato anche ad uccidere. E' appunto molto interessante questa contrapposizione presente nel film tra il desiderio di conoscenza e di innovazione incarnato nella bella ma intelligente filosofa e il bigottismo maschilista ottuso e fanatico dei religiosi, peccato però che la questione non sia stata approfondita come invece avrebbe dovuto, specie nei tratti caratteriali dei personaggi che rimangono piuttosto abbozzati e anche nelle teorie di Hypazia di cui si sono approfondite solo quelle astronomiche e in modo anche un pochino defilato, mentre quelle filosofiche hanno il tempo che trovano. avrei preferito che si lasciasse perdere le situazioni sentimentali, che poi tra l'altro potrebbero anche essere romanzate per quanto ne so, e trattare meglio le altre questioni. E' cmq un buon film con una ricostruzione scenografica perfetta e attori all'altezza con alcune scene davvero evocative che colpiscono come macigni, per esempio il finale straziante nella sua "follia",meschinità ed empietà e la distruzione della biblioteca di Alessandria tanto vergognosa quanto controproducente per tutto il sapere millenario che vi era custodito.

sestogrado  @  24/02/2011 7.49.55
   6 / 10
lode innanzitutto subito alla volontà di trattare un argomento così importante come il freno che il cristianesimo ha imposto sulla cultura, diverse volte nell'arco dei secoli. Ipazia di Alessandria è stata una raffinatissima matematica che aveva intuito ben 1000 anni prima di Copernico la posizione degli astri nel sistema solare e il piano orbitale ellittico della terra. veramente bella e gustosa la ricostruzione della meravigliosa biblioteca d'Alessandria, tempio del sapere antico, che qualora sottratta all'ignoranza e all'avidità dei cristiani, avrebbe permesso certamente di gettare le basi per un accelerazione scientifica e tecnologica di cui oggi scontiamo un gravoso ritardo. polemiche a parte il film di fondo brilla ma soffre per l'ostinata volontà di inventare intrecci e desideri amorosi (beh di certo con la Weitz, Ipazia non potrebbe essere meno desiderabile!) e per uno sbilanciamento complessivo verso gli episodi violenti. un plauso comunque per la scelta del soggetto

tenchi059  @  28/01/2011 23.39.03
   7½ / 10
Originale, ben recitato, coinvolgente.

david briar  @  15/01/2011 23.40.10
   6½ / 10
"Agorà" è un film storico abbastanza attendibile anche se con qualche libertà , innanzitutto è un'aspra critica a qualcunque fanatismo religioso e a pensieri estremisti .
Tanto per cambiare Amenabar si dimostra un regista di grande qualità , la sua regia è bella e funzionale , buone anche le scenografie , i costumi , la fotografia e la colonna sonora .
La pellicola pena di difetti di sceneggiatura : i personaggi appaiono troppo semplici , a parte la protagonista , e la loro caratterizzazione è superficiale e gli è data poca importanza .
La storia è sufficientemente coinvolgente , anche se ci sono punti un po statici e lievemente trascinati .
Il cast generalmente è all'altezza , anche se ci si affida troppo alla Weisz , discreta ma non eccezionale come hanno detto in tanti .
Forse dal regista Premio Oscar di "Mare dentro" ci si poteva aspettare di più , ma nel complesso la pellicola raggiunge gli obbiettivi .
Davvero emozionante è il finale , perfetta commistione fra regia , colonna sonora e montaggio .
Inferiore anche a "The others" , a cui ho dato 7 , quindi obbligatoriamente qua do un voto minore .

"Agorà" l'ho visto a scuola , e lo consiglio , nonostante i suoi difetti riesce ad essere memorabile

-Uskebasi-  @  12/01/2011 14.20.08
   7½ / 10
Maestosa ricostruzione storica di un mondo e un periodo governato più dalla stupidità che dalla religione, che porta alla luce un personaggio interessante e colpevolmente sconosciuto. Il lavoro di Amenábar è tecnicamente ed esteticamente divino (tanto per rimanere in tema), e ha come punto di forza le riprese aeree spesso estese in spaziali, quasi a dirci che lassù qualcuno ci ascolta; ottima e suggestiva è la scena in cui si sente dall'universo la musica d'amore suonata da Oreste per Ipazia. Non so perchè però non si entra molto in empatia con i personaggi e il comunque bellissimo finale a livello emotivo poteva dare anche di più.
Bene la Weisz nel ruolo di Ipazia.

paride_86  @  29/12/2010 2.23.05
   7½ / 10
Molto curato e ben girato, "Agorà" è un film difficile e non adatto a tutti perché narra una storia di scienza, filosofia e religione senza romanzare la vicenda con sentimentalismi, eroismi o toni epici che tanto piacciono al grande pubblico e che caratterizzano successi al botteghino come "Il Gladiatore", "Braveheart" o i peplum di qualche decennio fa, tanto per citare dei film in costume.
La storia di "Agorà" è quella di Ipazia, pensatrice libera che dedicò la sua vita alla filosofia e all'astronomia, lapidata, scorticata e fatta a pezzi dai cristiani di Alessandria per empietà.
Il film scorre piacevolmente anche se rimane un po' ingessato, e si fa notare per il bel lavoro sui costumi e per la capacità degli attori.
Le teorie di Ipazia, a noi sconosciute, vengono arbitrariamente descritte come simili a quelle che saranno poi le conclusioni di Galileo, altro pensatore perseguitato dalla Chiesa.
Insomma, "Agorà" è un film molto interessante e merita di essere visto, pur non essendo un capolavoro.

7219415  @  07/12/2010 20.27.35
   5½ / 10
despise  @  06/12/2010 15.25.12
   7 / 10
E' comunque un bel film di un ottimo regista (Thesis, Apri gli occhi, the others)
anche se i pareri degli utenti sono molto discordanti: c'è chi lo ritiene un capolavoro, chi solo un esercizio di stile fine a se stesso molto pretenzioso ed impreciso... io dico che tratta un soggetto storico molto particolare e ben trattato, non conosco la storia vera della filosofa Hypatia, ma qualcosa questa pellicola la lascia ed è quindi in definitiva un lavoro da apprezzare.
Molto curato sia nelle sceneggiature, nei costumi, nelle inquadrature...
anche se il ritmo latita, vale la pena vederlo almeno per farsi un'idea.
Complimenti a Rachel Weisz, qui davvero incantevole.

Manu90  @  02/12/2010 20.03.33
   5½ / 10
Deluso, molto deluso. Era da un bel pò che volevo vedermelo, ma tra una cosa e l'altra non ci sono mai riuscito. Ieri finalmente me lo sono guardato, e ci son rimasto un pò di m***a. Lento, fin troppo lento. Oserei dire un film sconclusionato. Si salva nel finale, diventando molto drammatico e quindi suscitando un pò di emozioni... Occasione mancata da Amenabar.

calso  @  29/11/2010 9.02.46
   7½ / 10
Bellissimo racconto con una trama avvincente soprattutto per chi ama la storia e la scienza...Rachel Weisz sempre più convincente, ottima interpretazione...ambientazione curatissima e ricreata benissimo in ogni particolare....da vedere

vale1984  @  28/11/2010 21.04.31
   7 / 10
film piuttosto curato, bella scenografia...un film intenso, pieno di spunti e di prospettive diverse...la storia è inteserrante anche se in alcuni punti non convince fino in fondo...bellissimo il personaggio della protagonista.

ValeGo  @  21/11/2010 16.55.11
   6 / 10
Avevo molte aspettative su questo film perchè il ruolo delle donne nell'antichità è trattato pochissimo e la figura di Hypatia,figura di indubbio fascino, si prestava benissimo allo scopo..ma c'è qualcosa di stonato nel film che gli fà guadagnare una sufficienza piena ma niente di più.

Febrisio  @  07/11/2010 11.48.07
   6½ / 10
Bellissima ricostruzione delle scenografie. Dialoghi semplici, e più comuni alla quotidianità, tralasciando sfarzosi citazioni. Trovo la scelta azzeccata. Agorà è sicuramente un opera maestosa, che stranamente ha avuto una complicata distribuzione. Per quanto offra molti spunti positivi che ci soprenderanno, possiede la maggior parte dei problemi nella sua sceneggiatura, sviluppando poco qualsiasi personaggio. Vien mostrato un personaggio che tratterà con superficialità, come fa altrettanto con i suoi compagni di lavoro e vita, e ancor meno tratta della città. È essenziale, troppo. In aggiunta, un minimo dettaglio, il balzo temporale quando si comincia ad esser coivolti dall'atmosfera, lascia un po spaesati. Per quanto sia solamente un dettaglio, mi ha infastidito perdere tutta l'attenzione. Oltre tutto questo rimane apprezzato come vien mostrato nella sua semplicità, il modo come il cristianesimo attraeva i suoi adepti, e li faceva cadere nella sua trappola poco etica, sfruttando un ignoranza generale.

In conclusione consiglio Agorà a tutti quanti. La maggior parte però, abbandonati dal fascino iniziale, avrà la sensazione che questo film manchi di qualcosa; insipido.

NB: un altro piccolo dettaglio che mi ha dato fastidio innervosendomi:
i veloci sottotitoli color bianco, spesso su sfondo chiaro non riuscivo a leggerli. Proverò con dei fondi di bottiglia, ma penso che il problema non varierà.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento agentediviaggi  @  28/10/2010 22.23.47
   8 / 10
Il periodo descritto è stato poco visitato dal cinema e il modo in cui viene descritta la vicenda rende Agorà uno dei migliori film storici di sempre.
Non so quanta accurata possa essere la ricostruzione dell'Alessandria del IV secolo, ma sicuramente è molto credibile la narrazione (sempre attuale) dei conflitti religiosi tra le varie anime della città. Non ho ravvisato una chiara accusa al cristianesimo come si dice in giro, quanto piuttosto un j'accuse al fondamentalismo religioso, che produce danni enormi alla convivenza multirazziale e alla cultura a prescindere dalla divinità adorata.
Stilisticamente eccellente, impreziosito dalla performance convincente della bella Rachel Weisz, Agorà è un'altra scommessa vinta dal talentuoso regista spagnolo, che finora non ha sbagliato un colpo, affrontando tra l'altro sempre temi differenti con risultati sempre straordinari. L'unica pecca se vogliamo è avere esagerato nell'agiografia della scienziata Ipazia attribuendogli con diversi secoli di distanza la previsione del movimento ellittico della terra attorno al sole e ad aver inventato una storia d'amore non ricambiata del suo schiavo convertito al cristianesimo.

Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  19/10/2010 14.46.22
   8 / 10
Molto curato, forse fin troppo nella sua perfezione estetica, un poco pacchiano in alcune scelte e molto arrogante la maggiorparte del tempo. Tuttavia l'intento è onesto e la passione non viene soffocata dalla scenografia imponente e dalla sceneggiatura a volte un po' forzata. La recitazione è notevole, posata come si addice a una ricostruzione di tal fattura ma non congelata.
Questo film, e in parte anche una valutazione storica obiettiva, suggerisce che il cristianesimo, a differenza delle precedenti religioni pagane - e dell'ebraismo stesso - sia una forma culturale al tempo stesso intollerante e proselita, combinazione fatale per il progresso e la Pax ( ( da notare il simbolo acronimo di cristo, la P a croce Χριστός che in caratteri latini assomiglia a Pax - ripresa al contrario dalla telecamera ) ).
Così in pochi anni Alessandria da fiorente città di cultura si trasforma in poco più che un granaio e una stalla.
Certo, è un messaggio forte e in buona parte provocante e provocatorio, ma ... coraggioso e ben dispiegato in questo Peplum non comune.
Forse fin troppo ambizioso nel voler trattare così tanti temi in un'unica piazza.

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1 risposta al commento
Ultima risposta 19/10/2010 14.46.54
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RideTheLightng  @  16/10/2010 16.25.28
   8 / 10
Molto bello, bella fotografia, bravi attori.

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KILL 74  @  14/10/2010 10.46.50
   5 / 10
Bella la fotografia, ma il film mi è apparso noioso.....

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  13/10/2010 17.11.38
   7 / 10
Violenza inestinguibile,guerre di potere e abusi legittimati da appigli a sfondo religioso,"Agorà" è un drammatico scenario che torna a riproporsi da tempo immemore, uno dei tanti vergognosi episodi in cui religione e scienza si sono fronteggiate con esiti sanguinosi.
Film dal maestoso impianto scenografico degno di un pomposo kolossal Hollywoodiano, è ambientato nel IV secolo d.C. ad Alessandria d'Egitto,allora rinomato centro culturale di cui fiore all'occhiello era la fornitissima biblioteca.
Una cultura percepita come possibile impedimento al diffondersi della cieca obbedienza e della ragione,quindi da estirparsi mediante fanatismi religiosi finalizzati ad oscurare qualsiasi altra forma di culto o pensiero.
Pagani,cristiani ed ebrei confinati all'interno delle stesse mura cittadine per una convivenza minata con maligna sagacia, in principio da schermaglie verbali quindi con spietate persecuzioni.
Amenabar romanza,sovrabbonda in alcuni punti,in altri diventa prolisso ma se la cava nello spaziare tra il racconto storico e quello esclusivo di Ipazia,un' eccellente Rachel Weisz,geniale astrologa,matematica e filosofa,attorniata da personaggi cui difetta la giusta dose di incertezza in una descrizione a volte troppo omogenea.
Il film non vuole essere denigratorio verso il mondo cristiano,ma in generale verso tutte quelle religioni provocanti estremismi utilizzati per motivare le masse a schiacciare qualsiasi voce fuori dal coro.Nello specifico la contrapposizione non avviene solo tra diversi culti,ma soprattutto nei confronti del mondo scientifico,in un duello atavico che vede opposte sudditanza divina e raziocinio.
Ipazia è da intendersi come una femminista della prima ora,la sua coraggiosa ribellione in un tessuto sociale in cui è il potere maschile a dominare la spingerà ad un sacrificio inevitabile, nel nome di un credo che oltrepassa i dogmi religiosi mosso da una coscienza impossibilitata ad assoggettarsi a precetti reinterpretati a piacimento.
Energico nella rappresentazione della condizione all'interno della quale il cristianesimo riesce ad attecchire con furia, Amenabar, pur eccedendo in una certa "pulizia" scenica, rende merito ad una storia già molte volte raccontata,quella dell'eroe perseguitato da poteri incontrastabili,declinando però il tema con buona personalità e immergendoci in una storia sufficientemente coinvolgente.

Wally  @  10/10/2010 23.38.16
   7½ / 10
Chissà come mai non se ne parla sui libri di storia di tutto ciò! '_'
Come al solito l essere umano si dimostra per la bestia che è... Sempre in nome di queste religioni!
Io sono sempre in grande dubbio su quel che c'è e su quel che c'è stato ma di certo se un Dio è esistito e esiste non vorrebbe assolutamente che i suoi cristiani si comportino in questa maniera!

Ogni giorno che passa odio sempre di più la razza umana! Disgustosi!

PS Il tipo che si fa dare i punti in testa urla, sbraita e si dimena dal dolore! BAH! A me ne hanno dati 12 sulla tempia e 8 nel mento una settimana fa e stavo zitto! FEMMINUCCIA!

Parsifal  @  12/09/2010 21.33.24
   6 / 10
Il tema sempre attuale tra ragione e religione .... libri contro croci....(in Egitto ci sono stato e le croci Copte le ho viste cancellare 3000 anni di storia!!) .
L'uomo è questo a volte durante la sua storia ha scelto la via peggiore quella del regresso della cieca obbedienza a dogmi discriminanti questo è stato uno dei primi casi.Il film tratta quest'argomento in maniera un pò semplice ma bisogna anche capire che potenzialmente povrebbe essere proiettato nelle scuole e queste renderebbe questo neo un pregio.
Quindi ho dato un 6 media tra l'idea/scenografia e realizzazione/occasione persa.
Comunque meglio vederlo(anche solo per vedere l'uomo cosa fa da sempre).

Riddler  @  21/08/2010 15.54.20
   7½ / 10
Un film che vale la pena essere trasmesso a scuola. Che merita di essere divulgato e conosciuto. La figura della martire viene mostrata in tutta la sua delicatezza, fermezza e debolezza. Umana, vittima di bestie feroci, proseliti di una fede a loro sconosciuta. Ottime le riprese, quasi magiche, sicuramente d'atmosfera. Eccellente la caratterizzazione della protagonista e buoni tutti gli altri personaggi, senza infamia e senza lode. Avvince e stupisce. E soprattutto spiega, insegna, spinge ad una riflessione a cui tutto dovrebbero essere portati. Pensare veramente a ciò in cui si crede. Che sia una religione, un ideale o una semplice supposizione. Pensare e raggiungerla. Ma soprattutto realizzarla, andare a fondo. E forse sacrificarsi.
Ultimi momenti del film drammatici e assolutamente idonei alla visione. L'unica pecca, personalmente, è il ritmo un po' lento che prende il film verso metà della sua durata. Alcune scene che mostrano sicuramente ottimi scenari, ma per troppo tempo.
Da vedere, comunque.

The Deep Ocean  @  21/08/2010 1.13.13
   9 / 10
"Sinesio, voi non mettete in discussione quello in cui credete. Voi non potete, io devo."
Queste parole danno solo una pallida idea dell'immenso valore e spessore della figura di Ipazia. Una donna che è stata in grado di anticipare le rivoluzionarie scoperte di Galileo, Copernico e Kepler (Keplero è italianizzato). Di diversi secoli. Ipazia è una figura importantissima della storia: grandissima filosofa (e lei era una vera filosofa, poichè "amava la conoscenza"), geniale scienziata e astronoma dalle incredibili capacità, Ipazia era una donna davvero fuori dal comune. Ipazia. E Ipazia non viene neanche citata dai libri di testo, è una cosa scandalosa.

Ma ora veniamo al film.
Questo titolo ci propone un ritratto di ciò che era Alessandria d'Egitto, il fulcro della conoscenza del tempo, con la sua immensa biblioteca. A volte sfugge un po' dai margini, ma tutto sommato riesce a essere abbastanza fedele. Agorà ha il grande pregio di offrire numerosi spunti di riflessione ed è impossibile non fermarsi a pensare dopo la visione del film. Innanzi tutto ci sono alcune figure chiave, nel film. L'immensa Ipazia, Davo il suo schiavo perdutamente innamorato, incapace di resistere alle tentazioni e capace di une grande pietà, il vescovo Cirillo, disumano e spietato, ossimoro in parola e atto, il prefetto, incapace di prendere una decisione e assumere una posizione definitiva.
E poi ci sono tutti gli altri personaggi, di contorno, ma ugualmente umani. Perchè di questo in fondo tratta il film, dell'umanità. In senso stretto, e in senso lato. L'umanità, folle e delirante, a parte qualche rara eccezione, capace solo di seguire le folle (scusate il gioco di parole) e i leader più folli di loro. E l'umanità, l'umanità dei personaggi che sono distrutti da questa violenza e, tuttavia ammirati ed estasiati dalla perfezione logica dell'universo.
Poi il regista ci dà una descrizione molto veritiera della cristianità. Disincantata, crudele e fredda, ma veritiera descrizione. Una cristianità ossimorica, che parla di misericordia e fratellanza, e poi è capace delle peggiori atrocità.

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Ipazia, martire della scienza, riceve un omeggio in questo film, degno di essere visionato da tutti, un film che ci regala immagini di rara bellezza e ci fà pensare, cosà non da poco al giorno d'oggi.
Assolutamente immensa l'attrice protagonista, bellissima e perfettamente immersa nella parte di Ipazia, personaggio davvero complesso, che ha potuto riprendere vita grazie alla sua splendida interpretazione.

movieman  @  21/08/2010 0.30.40
   8½ / 10
Davvero un film eccellente che mostra quanto una religione fondamentalista (in questo caso il cristianesimo) non si trasformi in uno strumento di potere, facendo leva sul popolo che è solo in cerca di una speranza, ottenendo così ogni cosa. Ed è proprio così che il cristianesimo ha fatto, sopprimendo ogni religione diversa, ogni forma di innovazione, privando della libertà le persone, diventando intollerante. Per fortuna attualmente la situazione è cambiata, anche se non completamente e non dappertutto. Un altra tematica importante è ovviamente il blocco causato dalla chiesa nello sviluppo scientifico, come dimostrato in questo film. Per quanto riguarda la recitazione io direi splendida, in particolare Rachel Weisz. Ambientazioni ben realistiche e ottime le riprese dall'alto sulla folla, come per mettere in evidenza l'irrazionalità che spingeva l'uomo a compiere orribili crimini in nome di dio. Molto interessanti anche le inquadrature generali sul nostro pianeta che riescono a rendere bene l'idea di come la terra continui il suo ciclo incurante delle vicende umane.

sama84  @  19/08/2010 16.18.40
   8 / 10
Film molto bello sotto tutti gli aspetti: storia, scenografia e recitazione; ma soprattutto negli ultimi due punti.
La storia è stata ovviamente romanzata, ma Amenabar è comunque riuscito a raccontare in modo suggestivo i gravi crimini che i cristiani avevano fatto all'epoca: la distruzione della biblioteca di Alessandria, i soprusi contro gli Ebrei, i parabolani...

Fantastica la figura di Ipazia!


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davmus  @  11/08/2010 12.52.25
   7 / 10
Interessante la rappresentazione di un pezzo di storia da vivere come ben rappresenta il film!

Estonia  @  11/08/2010 12.44.39
   5½ / 10
In Agora si rielaborano i fatti storici, trasfigurandoli e romanzandoli, per avvalorare argomentazioni indiscutibilmente importanti e legittime relative a tematiche attuali: il cristianesimo, così come ogni altra religione, è potenzialmente fonte pericolosa di fondamentalismo e intolleranza. Ma l'inevitabile tranello di una simile operazione è la troppo facile schematizzazione, la tendenza a banalizzare e semplificare, proponendo situazioni e personaggi fasulli e poco credibili. Nonostante le laccatissime ambientazioni, l'impianto narrativo viene impoverito da un didascalismo che smorza ogni vera tensione emotiva. Suggestive le visioni dall'alto a mostrare il moto forsennato degli individui in lotta come il brulichio senza scopo di tanti insetti impazziti.

marco9777  @  29/07/2010 10.18.57
   7½ / 10
un bel film.
non posso certo esprimermi sull'attendibilità storica; sta per certo però che è fa riflettere. regala spunti sull'uomo e, avendo a presto la nascita del cristianesimo come religione di stato, ci racconta altro: le passioni, le curiosità, le sopraffazioni..
attrice protagonista decisamente credibile, nella parte e di una bellezza indiscutibile.
Vale la pena vederlo indipendentemente dagli impegni che avete già preso. distite tutto, e godetevi il film :-)

Shawn  @  29/07/2010 0.05.24
   6 / 10
Non male, ma a mio parere manca un qualcosa per rendere questo film veramente bello. Nei punti clou il regista sembra perdere la capacità di tenere alta l'attenzione del pubblico per riuscire a mantenere invece la concentrazione sul filo logico della trama.

Silver  @  13/07/2010 3.37.00
   8 / 10
Il Cristianesimo, una delle più grandi piaghe dell'umanità. Questo film lo mostra.

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Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  23/06/2010 9.49.22
   6 / 10
Amenabar realizza un grande spettacolo visivo, una bella ambientazione, una perfetta città di Alessandria, una magnifica libreria ... ma li rimane.
Non sappiamo chi sia il vero protagonista della storia; i personaggi non vengono completamente delineati e non riusciamo ad identificare la natura di ciascuno di loro.
I veri protagonisti sono l'intolleranza religiosa e la lotta tra fede e scienza, i due temi principali affrontati dal film.
Grande spettacolo, ma personaggi freddi.

Noodles_  @  17/06/2010 0.01.04
   7 / 10
Mah, che dire... A mio parere non si tratta sicuramente un film da bocciare, e nello stesso tempo non è un film che quando finisce ti fa sentire sbalordito. E' un film storico (e se non altro ha il pregio di far conoscere un personaggio molto interessante, trascurato dalla storia e quindi ignoto ai più), che tratta un tema cruciale nel cammmino dell'umanità (DASEMPRE attualissimo) in modo tutto sommato sobrio e rispettoso, e che invita a riflettere (altro punto a favore). Gli si può imputare una certa freddezza, o una certa mancanza di approfondimento, che l'argomento sicuramente esige, e questo anche per me è stato motivo di delusione.
Impossibile, almeno per me, rimanere insensibili alla grazia straripante di Ipazia: non so come è resa dal doppiaggio, ma "vederla"recitare in lingua originale è stata per me, per tutto il film, la maggior fonte di emozione. Una donna fragile, coerente, acuta e coraggiosa.
Comunque un film che sono contento di aver visto.

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Ultima risposta 17/06/2010 00.06.37
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nikemilenium  @  14/06/2010 19.26.35
   8½ / 10
un film che tutti dovrebbero vedere , un tema che non e finita ancora oggi... consigliato !

caio78  @  10/06/2010 13.22.31
   4 / 10
troppo di nulla!

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Ultima risposta 21/08/2010 15.48.17
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Dexter '86  @  09/06/2010 18.56.52
   7½ / 10
“Voi non potete mettere in discussione quello in cui credete, io devo”
Questa la convizione che è costata la vita ad Ipazia e questo il messaggio che Amenabar ha fatto suo ed ha cercato di trasmettere in questa sua opera.
Il risultato è pregevole, molto suggestiva la ricostruzione dell'Alessandria dell'epoca con una bellissima fotografia ed una regia che in diversi punti cerca il virtuosismo.
Perfettamente nella parte Rachel Weisz che in ogni inquadratura riesce a trasmettere la passione messa nell'interpretare questo personaggio.
Tra gli aspetti negativi c'è purtroppo la sceneggiatura che ricorre spesso ad una eccessiva semplificazione dei dialoghi e di alcuni passaggi narrativi dando a tratti una sensazione di freddezza e distacco specialmente nella parte iniziale.
Nel complesso rimane un film da vedere, anche soltanto come spunto di riflessione per iniziare a porsi delle domande e contemplare tra le possibili risposte quel dubbio tanto caro ad Ipazia.

crimal9436  @  08/06/2010 17.58.17
   8 / 10
Un 8 per il fiume di pensieri successivo alla visione di questo film. Stimolante

Dan93  @  08/06/2010 17.44.25
   6½ / 10
discreto film che parla di un tema molto importante...a tratti pesante e poco coinvolgente

kossarr  @  08/06/2010 3.20.29
   6 / 10
Se parliamo della realizzazione del film si può dire:
ben recitato, buona fotografia, costumi e scenografie impeccabili.
La storia, benché sia un film storico e riporti in parte eventi realmente accaduti è priva di stimoli interessanti, pacioccata e a parer mio mette più carne al fuoco di quello che era necessario, rendendo impossibile uno sviluppo adeguato in 2 ore di film.
Intendiamoci, non mi aspettavo un kolossal tipo " il gladiatore " o " 300 " o anche " Troy " ma qualcosa di più era gradito.
Sufficienza stentata, consigliato solo agli amanti del genere.

Maxwell  @  07/06/2010 15.55.04
   7½ / 10
Bello, ma...

A favore:
Bella ricostruzione da un punto di vista grafico, pieno di chicche come i volti raschiati via dalle statue pagane e il cambiamento delle bandiere sul tempio. Attento a particolari anche sottili, come la scarsa influenza del governo imperiale.

Storia coinvolgente e con interessanti spunti, spesso espressi in semplici scene, come la varietà di pelle degli studenti di Ipazia.

Di contro:
Dialoghi spesso semplicistici e banali, come per volersi rivolgere ad un pubblico che parla e pensa in quel modo, il che me lo fa quasi etichettare come "americanata", cioè plasmato su un mercato un po' scemotto, perdonate la franchezza.

Alcune sottotrame e personaggi inutili: il ruolo del sentimento di Davo proprio non l'ho capito, mi sembra una seria pecca nella sceneggiatura.

In ultimo:
Bello da vedere, un po' violento - beh è spagnolo! - più che moralista io direi polemico e politico, non molto impegnativo ma toccante, tecnicamente buono ma secondo me debole in aspetti di sceneggiatura. Saluti!

Lory_noir  @  06/06/2010 23.04.39
   8 / 10
Queste tematiche mi colpiscono molto, e penso che un pò per tutti dovrebbe essere così. Lo consiglio perchè racconta storie che bisogna conoscere e perchè è fatto davvero bene.

shez  @  06/06/2010 12.16.24
   7½ / 10
Condivido in pieno quello che è la sostanza dl film e complimenti ad Amenabar per aver voluto affrontare il tema in questo modo. La religione cristiana come persecutrice invece che perseguitata è argomento non facilmente trattato e trattabile di questi tempi.
Per il resto, ahimè, Amenabar non mi ha convinto. Intendo la regia dal punto di vista tecnico. Troppo digitale per i miei gusti. Troppo '300'. Questione di gusti. Ma a me sembra che in questo modo il film perda parte della sua anima. Sicuramente Amenabar è uno che non ama ripetersi, e questo è apprezzabile. Ma, ripeto, dal punto di vista tecnico, mi sembra che rispetto a 'The others' o 'Mare dentro' abbia fatto questa volta un passo indietro.

lullaby2009  @  30/05/2010 21.04.24
   10 / 10
Amenabar ricostruisce l'universo perduto di Alessandria d'Egitto con grande senso visivo, molto belle le scene di massa e le battaglie rappresentate con molto realismo. Personaggi ben costruiti e una fotografia bellissima. Ma quello che colpisce di più è il messaggio che passa, il fanatismo e il fondamentalismo religioso sono sempre causa di distruzione e morte. Film da vedere

CharlieCalloway  @  30/05/2010 13.04.39
   6½ / 10
Mi è molto piaciuta la ricostruzione della biblioteca di Alessandria e l'ambientazione in generale.Offre moltissimi spunti di riflessione una volta usciti dal cinema,nonostante le idee rivoluzionarie della protagonista siano offrontate in maniera abbastanza superficiale.Meritevole anche la ricostruzione del pensiero cristiano dell'epoca.

carriebess  @  30/05/2010 11.11.18
   4 / 10
il mio voto è dovuto unicamente alla bravura della protagonista, secondo me un'ottima attrice, e alla regia che comunque potrebbe essere considerata accettabile, ma che per me non è abbastanza per meritare la sufficienza.
Per il resto...stendiamo un velo pietoso!

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Ultima risposta 21/08/2010 00.10.44
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annibalo  @  29/05/2010 17.37.03
   7½ / 10
una protagonista donna, un soggetto? fra miliardi di oggetti?bene purchè non sia una maschera mentre sfuggono le identità religiose nella società liquida

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Ultima risposta 08/06/2010 03.08.53
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wuwazz  @  28/05/2010 18.35.01
   7½ / 10
Film molto bello anche se in certi momenti pecca per semplicismo e sorvola troppo su dei passaggi chiave sui quali forse valeva la pena insistere un pò di più o forse anche solo trovare dei modi alternativi di affrontare la questione


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Per il resto un bellissimo film-fumettone, con grandi contenuti educativi

Mind rules, religion(s) sucks

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  28/05/2010 17.52.39
   4½ / 10
Ben che vada, oggi, il buon cinema è questo: sfoggio di costumi e scenografie cui s’appende una storia che possa suscitare qualche interesse.
Anzi parecchio, non appena si tirano in ballo astri e religioni.
Ma se proviamo a rimuovere la pesante cornice (che odora di cartapesta, per di più), nella tela cosa resta? Poco: le solite guerre che non assomigliano a guerre; i soliti cattivi (stavolta sono i cristiani ma poco cambia) e i soliti buoni che non assomigliano a persone; le solite musiche enfatiche; i soliti dialoghi pigri; una storia che offriva buoni spunti ma che è stata tradotta in maniera banale.

Sola, nel mezzo del cosmo, in centro al mondo, ad Alessandria d’Egitto, al film ‘Agorà’, Ipazia, con la sua intelligenza e le sue mestruazioni, martire brava e bella e, se si escludono i suoi pupilli, unica forma un poco viva tra una babele di fantocci – figura molto interessante, quella storica, un po’ meno questa cinematografica.

L’unica sequenza che mi è piaciuta è la breve ripresa che il regista fa dall’alto ai cristiani mentre assaltano la biblioteca, formicolio deleterio del firmamento umano che contrasta con la contemplata quiete dell’universo, col silenzio del cielo elementare, fermo e disadorno. Solo in quell’occasione ho trovato rappresentato efficacemente l’assunto, il conflitto tra il bellicoso credere religioso e il pacifico ragionare scientifico, tra la pesantezza dei dogmi e la lievità della scoperta. Per il resto, il tema è trattato in maniera tremendamente schematica. L’umanità tifa per il secondo, ma vince il primo.

Nel finale il regista preferisce la via del pudore. Scelta condivisibile. Ma è davvero poco.

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Ultima risposta 08/06/2010 18.10.12
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AMERICANFREE  @  27/05/2010 10.50.17
   8 / 10
bel film ho apprezzato molto la sceneggiatura e la fotografia! lo consiglio

Someone  @  26/05/2010 13.47.22
   6 / 10
Film che si autoproclama prepotente portavoce di facili (quanto delicati) moralismi.

Piuttosto prolisso e poco coinvolgente. Niente di imperdibile tutto sommato. Un plauso di merito alla sontuosità delle scenografie e alla cura dei costumi.

Sufficiente.

Hyspaniko9  @  25/05/2010 17.07.10
   8 / 10
visto a scuola, un film molto interessante che racconta ciò che è successo tantissimi anni fa, di quanto odio ci sia stato tra le diverse religioni per prendere il sopravvento, nel 2010 ancora ci sono tutte queste religioni, penso che mai ce ne potremmo liberare.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Tumassa84  @  24/05/2010 6.55.29
   8½ / 10
Film biografico e storico che ricostruisce, in maniera ampiamente romanzata, la vita della filosofa e studiosa Ipazia e le vicende di Alessandria d'Egitto a cavallo tra il quarto e il quinto secolo. Comunque, l'obiettivo del film è a mio avviso non tanto omaggiare una martire caduta nel nome della libertà di pensiero, né offrire una ricostruzione storica precisa; bensì il (far) riflettere su due diversi modi di approcciarsi alla realtà: quello, proprio della scienza ora e della filosofia nel passato, di cercar di capire la realtà tramite il ragionamento, la ricerca, lo studio e la logica; e quello invece di basarsi su un dogma da accettare a priori senza porsi dubbio alcuno, e rifiutando qualsiasi atteggiamento critico. La morte di Ipazia rappresenta la fine temporanea dell'approccio critico e della ragione, dopo che esso era stato al centro della cultura greca e romana, e l'inizio di un lungo periodo di fanatismo e oscurantismo religioso. Questo è ben incarnato qui nella figura del vescovo Cirillo, principale responsabile del clima di violenza dell'epoca e oggi santo venerato dalla chiesa cattolica e celebrato il 27 giugno. Tra parentesi, nella scena della morte di Ipazia il regista è anche tenero con la religione cristiana, perché nella realtà non vi è stato alcun gesto di pietas e la filosofa è stata tirata giù da un carro e uccisa a colpi di cocci e pietre. Ma ha senso fare un film così oggi? Non sono tematiche e problemi ormai superati? Purtroppo manco per sogno, e i motivi sono due: uno è che oggi una delle principali religioni del mondo, quella islamica, è ancora tale e quale all'antico cristianesimo, con tutti i suoi Cirilli a fomentare guerre sante e inneggiare al martirio contro l'infedele. Il secondo è che anche in Europa, e soprattutto in Italia, la dialettica scienza/religione è ancora presente; e la ricerca è tutt'oggi ostacolata dal dogmatismo religioso. Infine, l'ultimo messaggio che è importante recepire, è che se noi occidentali o comunque europei, siamo arrivati dove siamo nel campo della scienza, della tecnica, della medicina e dell'astronomia, è grazie alle figure come Ipazia, o come più avanti Galileo, figure che hanno usato la ragione per comprendere la realtà scontrandosi con la violenza del dogmatismo. Noi siamo figli loro, non del cristianesimo che è stata una delle religioni più violente della storia, molto più dell'islamismo. Se oggi possiamo dire con fierezza che viviamo in una società avanzata sotto vari punti di vista, è perché siamo una società laica che si è affrancata dai dogmi, che ha optato per la ragione e la ricerca invece della parola di Dio. La religione cristiana chiaramente ha ostacolato il processo, ma oggi si è parzialmente adeguata allo stato delle cose; ed è solo per questo che oggi può sembrare migliore di altre: in altre parole, è il laicismo stesso che ha migliorato il cristianesimo. In definitiva, Agorà è un buon film, recitato e diretto molto bene, e che è un buon punto di partenza per riflessioni che posso andare anche al di là di ciò che viene propriamente rappresentato nella pellicola. Vi sono alcuni falsi storici, ma sono ampiamente perdonabili perché non incidono sulla veridicità della ricostruzione, ma sono solo funzionali alla maggior riuscita del film in quanto tale. L'unica pecca è che può risultare un po' didascalico.

Lenin  @  24/05/2010 1.38.51
   10 / 10
Che film sensazionale. Non sono un critico cinematografico e neanche lontanamente. Il mio non è un giudizio sulla sceneggiatura, sul costume, o sull'esattezza storica che comunque, credo, siano tutti buoni. Il mio è un giudizio su ciò che vuole comunicare il film. Pensare che la curtura Romana Greca ed Egiziana sarà annebbiata da secoli di medioevo per colpa dei parabolani di turno di quell'epoca, è veramente avvilente.

Macs  @  23/05/2010 21.48.21
   7½ / 10
Ricostruzione alquanto romanzesca della vita di Ipazia, filosofa scienziata vissuta ad Alessandria d'Egitto a cavallo tra quarto e quinto secolo d.C. Amenabar si prende moltissime licenze rispetto alla verità storica (ad esempio: lo schiavo Davo non esiste storicamente, la morte di Ipazia non viene fatta risalire direttamente al vescovo Cirillo, per finire con la licenza più grande: si avanza l'ipotesi che Ipazia abbia anticipato la rivoluzione copernicana, cosa tutta da dimostrare), ma se lo spettatore se la sente di tralasciare questi aspetti, diciamo che il risultato si fa apprezzare: ottime le ambientazioni e la colonna sonora, magistrale la Weisz in un ruolo non semplice, e poi il grande merito del film è il coraggio di raccontare e dare dignità a un personaggio semisconosciuto, per certi versi "scomodo", ma di grande spessore morale e scientifico. Anche se inventato, bello il finale "minimalista" con il gesto di Davo che non fa di Ipazia una facile eroina e non strappa la lacrima (la tentazione era forte), ma che ritraendo la serena accettazione che Ipazia fa del proprio destino, rende un omaggio ancora più sincero e sentito alla grandezza del personaggio.

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Ultima risposta 26/05/2010 02.16.40
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donzauken  @  22/05/2010 16.21.14
   9½ / 10
Ancora una volta Amenabar si mette alla prova con una tematica scottante e complessa, mettendo in luce le contraddizioni e le conseguenze nefaste del fanatismo religioso. Il risultato è ammirevole, un film che non si schiera da nessuna parte e lascia lo spettatore libero di giudicare con la propria testa senza pregiudizi. Rachel Weisz nella sua migliore interpretazione, davvero brava.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  22/05/2010 16.03.25
   7 / 10
Davvero un buon film, con il merito di portare alla luce una delle pagine piiù nere della storia cristiana (ricordiamo che il 27 giugno ancora si festeggia "san Cirillo d'Alessandria"), anche se è giusto far notare come il lavoro di Amenabar ha una veduta più ampia di critica al fanatismo religioso e al populismo.

Incantevole Rachel Weisz

bulldog  @  22/05/2010 9.13.59
   2 / 10
Oramai, come disse Orwell, si cambia il passato col metro di oggi.

Questo Amenabar è uno dei registi più tonti in circolazione.
E’ incredibile come cotanta ignoranza sia supportata da altrettanta presuntuosità.
Un filmetto per bambini dove la prosaica morale è che le religioni son sempre state l’oppio dei popoli che han creato solamente morte e distruzione ostacolando la grande ricerca scientifica.
I dialoghi più profondi del film,in cui i cristiani sono rappresentati come dei brutti ceffi dallo sguardo di ghiaccio , sono all incirca così:

‘ehi tu **cazzottino di un pagano lo sai che sei proprio uno sciocchino a contemplare delle statue che non si muovono?Noi cristiani siamo più furbi, scaltri e anche più belli di voi, tiè”

“ohhh guarda che belle le stelle, non cadono stanno lì ferme, ma il cosmo non può essere armonioso perché io ho il mio ciclo di mestruazioni che è tutt’altro che armonioso!”

Dunque data la pretenziosità delle tematiche trattate, tralascio i miei giudizi su tutto ciò che concerne il profilmico.
Che dire allora di sta robaccia?
Arte moderna composta da un insieme di tendenze intimistiche ed espressioni caratteristiche di una spiritualità femminea che non vuol saperne nulla del piano su cui agiscono le grandi forze storiche e politiche, e che per una sensibilità morbosa si ritira nel mondo della soggettività privata dell’artista, riconoscendo valore solo a ciò che è psicologicamente e esteticamente “interessante”
Ovviamente ignorate completamente concezioni tradizionali della storia, dei processi che nei vari cicli di civiltà conducono dalle forme organiche delle origini sino alle forme tarde e disanimate ove predominano l’intelletto astratto e il praticismo.
Intellettualizzazione, a discapito dell’immediatezza, radicalismo tecnicista e puro formalismo di una perfezione espressiva rispetto alla quale il contenuto diviene del tutto irrilevante.
Insomma pensiero moderno e cul-tura profana di serie z formano questo ennesimo baraccone del nuovo millennio.
Da grasse, grassissime risate, mi son dovuto trattenere a stento al cinema perché sono rispettoso e non potevo certo disturbare gli altri spettatori.
Un opera cinematografica mistificatrice, pretenziosa, parodisticamente scientista, falsa e ridicola come poche.

Amenabar vai a giocare a bocce.

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Ultima risposta 31/05/2010 10.20.11
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Clem  @  22/05/2010 1.50.44
   9 / 10
Capolavoro.. non annoia mai, lungo ma intenso. Consigliatissimo, anzi, imperdibile. Splendido film, splendida Weisz. Alcune immagini sono struggenti. Superlative quelle varie riprese dell'universo che portano fino alla commozione.
questa è una pellicola da oscar...

Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  20/05/2010 15.48.57
   8 / 10
Come ogni biopic, anche Agorà poteva essere un'operazione a rischio. Il falso storico, la rappresentazione agiografica e retorica della biografia dei protagonisti è il rischio maggiore che questo genere cinematografico porta costitutivamente con sè. Amenàbar, però, pur non eliminando queste caratteristiche strutturali di genere, e accettando l'imprescindibile concetto che ogni biopic è sempre didascalico, riesce a superare la brutta empasse dell'effetto "fiction" ricostruendo una storia straordinariamente convincente non già in quanto vera in tutti i suoi elementi, ma verosimile. Del resto, di Ipazia d'Alessandria non è rimasta nessuna traccia scritta dei suoi lavori, dei suoi studi. La carenza di fonti certificate permette al regista spagnolo di muoversi con maggiore libertà, eppure mai in alcun momento si ha la sensazione di trovarsi di fronte a un'opera mistificatoria. La ricostruzione storica, tanto di Alessandria (rappresentata nella sua complessa vitalità socio-culturale), quanto delle vicende religiose e politiche della provincia dell'impero del IV secolo, è straordinariamente convincente. Agorà è, dolorosamente, l'inammissibilità culturale, in un periodo di grandi rivolgimenti storici, del potere femminile all'interno di un più vasto e generale scontro di poteri, sullo sfondo dell'inesorabile declino di quello romano. Nel suo pregio maggiore, Agorà pone innanzi tutto al centro della storia una donna, con la sua lucida e vibrante coscienza che si fa tragica coerenza ideologica e morale. Pone in evidenza il meraviglioso scandalo del potere della scienza e del pensiero sull'ossessione del dogma e lo affida all'intransigenza di una donna. E', fondamentalmente, lo scandalo del femminile, della sua irruzione, in un contesto culturale e politico tutto maschile. Non c'è scena migliore, bellissima, definitiva, per restituirci la potenza di questo scandalo se non quella del fazzoletto intriso del mestruo di Ipazia, che la filosofa esibisce in segno di rifiuto, di fronte a tutta la platea di "discepoli", non già dell'uomo quale compagno di vita, ma delle logiche maschili che sovrintendono i rapporti uomo-donna: è la dichiarazione estrema di autonomia e autodeterminazione, è la rivendicazione convinta e orgogliosa della differenza di genere e della sua sostanziale irriducibilità. Scena, questa, che trova la sua naturale correlazione in quella di segno opposto della Biblioteca devastata dalla furia oscurantista dei cristiani. Il suo deserto funereo, plumbeo, è il controcanto alla vitalità pulsante del centro culturale, patrimonio genetico di civiltà, dove la parità di genere è naturale manifestazione dell'uguaglianza euclidea. E se il mestruo è simbolo di fertilità e di vita, l'abbandono e la desertificazione culturale richiamano solo alla morte, fisica, intellettuale e morale di una civiltà. Quando un popolo, una civiltà emergente o predominante vuole annientarne un'altra, è sempre nei centri culturali di quest'ultima che colpisce prima. In ogni epoca. Cancellare le tracce, la memoria altrui, è il primo passo vero l'omologazione, la conquista culturale che è poi militare e politica.

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Ultima risposta 26/05/2010 02.54.18
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