adolescenza torbida regia di Luis Buñuel Messico 1951
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adolescenza torbida (1951)

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locandina del film ADOLESCENZA TORBIDA

Titolo Originale: SUSANA

RegiaLuis Buñuel

InterpretiFernando Soler, Rosita Quintana, Víctor Manuel Mendoza

Durata: h 1.26
NazionalitàMessico 1951
Generedrammatico
Al cinema nel Febbraio 1951

•  Altri film di Luis Buñuel

Trama del film Adolescenza torbida

Fuggita da un riformatorio in una notte di tempesta, la giovane Susana arriva in una fattoria isolata dove, fomentando il desiderio di tre uomini, porta al collasso la situazione.

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Voto Visitatori:   7,56 / 10 (9 voti)7,56Grafico
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Voti e commenti su Adolescenza torbida, 9 opinioni inserite

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GianniArshavin  @  17/06/2016 23:18:07
   7 / 10
Adolescenza torbida è un film che si va ad aggiungere al filone realista di Bunuel , quello privo di surrealismo che ha dato vita a buoni lavori come El bruto e ad autentici semi-capolavori come I figli della violenza.
La pellicola in questione non raggiunge i livelli dell'opera appena menzionata , ma conferma il talento del regista anche alle prese con una materia più terrena.
In questa storia, molto audace nei suoi ammiccamenti e nel suo suggerire un erotismo soffuso ma potentissimo , è palese la voglia di Bunuel di mettere in confronto la procacità tentatrice e diabolica della bella Susana ( una magnifica Rosita Quintana) e la gracile fermezza dei membri maschili di una ligia famiglia religiosa.
La vicenda ruota attorno ai vari corteggiamenti della protagonista , e malgrado un'impostazione molto teatrale il film scorre benissimo , attira e coinvolge e si arriva al finale senza problemi.
I dialoghi sono molto curati , gli attori si comportano tutti bene e la storia non casca mai nel patetico nonostante la materia quasi da telenovelas.
Purtroppo a rovinare leggermente il potenziale della pellicola è il finale , che dopo un climax in crescendo si spegne un po in sordina anche se questa scelta ha un senso logico malgrado l' apparenza conciliante.
Quindi Adolescenza torbida vede Bunuel impegnato nell'eterno dualismo carne/spirito e lo fa con un prodotto concreto e bello tosto. Vale una visione per chi ama il cinema d'epoca.

Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  16/01/2013 00:08:41
   7 / 10
Paragonato ai capolavori (conclamati o meno) di Bunuel questo è un film minore.
Ma la straordinaria forza di racconto di un testo allegorico e tutto sommato convenzionale, ci fa immergere nel piccolo villaggio degli eventi come in un sogno al primo mattino. Sensuale, erotico e allusivo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  21/03/2012 01:05:01
   7½ / 10
Sconcertante cambio di toni rispetto a "I figli della violenza". Divertente e assolutamente piacevole, "Susana" è una commedia dotata di un'insolita ironia, volutamente teatrale e vagamente surreale. Già riconoscibili alcune tematiche bunuelliane.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  05/11/2010 20:25:10
   7½ / 10
Il Diavolo sotto le sembianze di una sensualissima ragazza si insinua e mina le basi dell'arminia sacrale di una buona famiglia dai saldi principi cristiani. L'universo maschile ovviamente va in tilt mentre quello femminile è leggermente più sfaccettato, passando da sentimenti caritatevoli verso la "povera" ragazza in pericolo ad altri pieni invidia, sempre cristiani of course.
Una struttura apparentemente consolidata, viene fatta esplodere dal suo interno, come molti racconti bunueliani.

pinhead88  @  06/05/2010 13:52:21
   7 / 10
Un Bunuel minore del periodo messicano,comunque sia rimane un prodotto godibile.

Xavier666  @  26/02/2010 11:05:40
   8 / 10
Una prevedibilissima telenovela alla messicana ma fatta dalla mano di un grandissimo artista. Ho letto qualche recensione dai cahiers du cinema e questo film venne stroncato dalla maggior parte dei critici. Stroncato ma il talento venne lodato in ogni modo, per come il film riesce in ogni caso incollato lo spettatore fino alla fine.
La chiave di lettura per questo film l'ho potuta leggere a posteriori, dopo aver visto viridiana e l'angelo sterminatore, in questo film si intravede il germe della sacralità simbolica cristiana, le sue allegorie della cristianità che esploderanno con i due capolavori sopracitati. Susana è una sconosciuta come come il Diavolo appare all'improvviso , anzi irrompe, nell'ordinata e cosmica armonia di una famiglia di alto rango. E come il diavolo e le sue tentazioni la Bellissima oltre ogni immaginazione Rosita Quintana (divinità voto 9) sarà la tentazione e la corruzione dei tre uomini della casa, il padre, il feudatario, il patriarca, il santo in-corruttibile e paladino della pudicizia, il figlio di costui, l'uomo letterato e intellettuale, amante sofferto e forse più ingenuo e infine il peon, l'uomo fidato del padrone, l'unico che capisce la natura di Susana , l'unico che lei detesta, forse perchè facenti parte della scala gerarchica più bassa rispetto ai primi.
In questa sorta di allaegoria cristiana della tentazione della carne e dell'ordine precostituito c'è spazio per la matriarca, un altro dei personaggi chiave della storia, forse più del marito, la vera guardiana del fuoco, focolare domestico.
Consigliatissimo.

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  26/07/2009 13:18:24
   7½ / 10
Bunuel lo considerava il suo film peggiore ma in realtà è godibilissimo.Azzeccata anche la parte della protagonista e una trama mai niosa.Bunuel,con il suo ultimo film del periodo messicano,mette in scena un film sottilmente erotico in un film che non risparmia critiche all ipocrisia della famiglia,che si puo vedere nel finale.Rende meglio il titolo originale,Carne y demonio,infatti saranno questa due componenti della protagonista a dividere e fare innamonare i tre uomini della casa.Se è il film peggiore di Bunuel io non me ne sono accorto.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  21/07/2009 13:12:55
   8½ / 10
Proprio Luis Bunuel, che stava per uscire dalla sala in cui proiettavano "La Dolce Vita" durante la sequenza del miracolo, decise di iniziare questo suo 4° lungometraggio in terra messicana, proprio con un miracolo. Non fosse altro che ad invocarlo è Susana, incarnazione di Satana, del maligno, una giovane bella e sensuale – che anticipa la tentatrice di "Simon del Deserto", tra l' altro ultimo film del regista del periodo messicano – che riesce a scappare da un istituto di detenzione giovanile, tra mostriciattoli alati e ragni pelosi. Il carattere melò di "Adolescenza Torbida" è un pretesto che adotta Bunuel per rompere gli equilibri, lacerare e rovesciare (quel taglio dell' occhio se lo porterà avanti fino al 1977) le funzioni dei componenti (criticandoli dunque come da tradizione surrealista) della famiglia di quel microcosmo "borghese" fatto di valori fasulli, come la religione, la famiglia o l' esercito, in cui andrà a finire la giovine Susana in una notte buia e tempestosa. C' è Don Lupe, il patriarca che rappresenta il valore della famiglia, e la moglie Carmen, forse ancora più conservatrice in quel senso, e del tutto cattolica (eloquente la sequenza della flagellazione di Susana per mano propria). C' è il figlio Alberto, verosimilmente rappresentate il piccolo borghese intellettuale; il fattore Jèsus (non a caso) rude e dall' istinto animalesco, che dell' "amour fou" surrealista è il portavoce. A far da collante a questi personaggi, perché sarà l' unica a non cambiare dall' arrivo di Susana, è Feliza, anziana governante, colei che c' ha visto lungo sin dall' inizio, ma anche quella "più cattolica", e forse proprio per questo, Buneul le ha dato la caratterizzazione più buffa tra tutti i componenti della piccola comunità. E' un film che gioca tutto sulla sensualità della protagonista (veramente bellissima), che farà emergere contraddizioni in ciascuno dei ruoli dei personaggi citati, rischiandoli ad un collasso generale. Significativo e tipicamente bunueliano il finale, beffardemente happy-ending, dove saranno le forze armate a riportare l' ipocrita quiete nel villaggio, e Susana nel riformatorio. Formalmente eccezionale e con una sceneggiatura brillante. Grande Buneul.

2 risposte al commento
Ultima risposta 21/07/2009 16.49.41
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  25/02/2008 18:46:01
   8 / 10
Bunuel racconta i turbamenti dell'eros provocati dalla femminilità, e ovviamente lo fa a modo suo: un forte realismo (in linea con quello di altri europei à la Clair) e un'erotismo certamente non ammiccante o patinato come quello, per esempio, di certi noir americani. Notevole comunque la procacità di Rosita Quintana, e il "senso del peccato" di una figura insieme spirituale ed eretica come quella di Susana (una Maddalena messicana, più o meno).
A torto considerato un minore di Bunuel il film reca una fiamma interiore e un pathos che ancora oggi a distanza di tempo restano intatti

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