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about elly (2009)

 Trailer Trailer ABOUT ELLY

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locandina del film ABOUT ELLY

Titolo Originale: DARBAREYE ELLY

RegiaAsghar Farhadi

InterpretiAhmad Mehranfar, Golshifteh Farahani, Mani Haghighi, Merila Zarei

Durata: h 1.59
NazionalitàIran 2009
Generedrammatico
Al cinema nel Giugno 2010

•  Altri film di Asghar Farhadi

Trama del film About elly

Ahmad, che vive in Germania e ha divorziato dalla moglie tedesca, torna per qualche giorno a Teheran. I compagni di Università, ora accasati, decidono di organizzare un fine settimana al mare e Sepideh, una di loro, invita Elly, la giovane maestra della figlia. Se ad Ahmad la ragazza piacesse potrebbe nascerne una relazione. Il gruppo, in seguito a un malinteso, non trova disponibile la casa che aveva prenotato e tutti decidono di adattarsi a vivere in un'abitazione chiusa da tempo. Tutto procede in allegria e Ahmad tenta timidamente di conoscere Elly. Ma al secondo giorno, mentre i genitori di uno dei bambini sono andati a far spese il piccolo rischia l'annegamento. Elly, che avrebbe dovuto sorvegliarlo, è scomparsa.

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Voto Visitatori:   7,40 / 10 (5 voti)7,40Grafico
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Voti e commenti su About elly, 5 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Delfina  @  29/08/2010 17.29.19
   7½ / 10
Ero un po' diffidente prima di vedere il film, leggendo opinioni chi devono per forza tirare in ballo, non appena si tratta di registi persiani, la solita solfa della "critica al regime" iraniano, ecc. ecc. In realtà, si tratta semplicemente di un film a cavallo tra dramma e giallo, che mette in scena la banalità di un evento drammatico che ha come cornice un luogo di vacanza e di relax, il mare dove si reca la giovane borghesia urbana di Teheran, formata da coppie che lavorano e con bambini.

Una conoscente (una maestra del figlio) di una delle donne viene invitata per la prima volta dalle coppie di amici, che cercano con qualche battuta (e qualche pressione) di farle conoscere un trentenne rientrato dalla Germania, appena divorziato, quello che in passato si sarebbe detto un "buon partito".

Con un'atmosfera quasi da commedia, che procede tra schermaglie, battute più o meno allegre e qualche nervosismo dovuto all'attenzione che richiedono bambini piccoli davanti ad un mare agitato (proprio come potremmo vedere in una commedia "borghese" o "popolare" italiana), il film accumula una tensione sempre maggiore, riuscendo ad esprimere perfettamente l'angoscia che coglie tutti davanti a una tragedia incomprensibile e casuale, assurda.

Certo, qui la tensione fra i sessi funziona con altri codici, il corteggiamento non è erotico (ma a volte qualche battuta ammiccante scappa) ed è finalizzato al matrimonio o all'instaurazione di un fidanzamento che prelude ad esso. Un po' come se si trattasse di adulti-adolescenti cresciuti, che non possono però superare certi limiti...

La conclusione del film riporta tutti verso le loro vite, verso una quotidianità fattasi assurdamente e terribilmente pesante.

Cianopanza  @  25/07/2010 12.55.02
   7½ / 10
Film semplice, ma lascia qualcosa e a distanza di giorni ci penso ancora.
Manierismi a parte, le precedenti recensioni dicono molto e le quoto

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  26/06/2010 23.19.53
   7 / 10
Tutti si sentono colpevoli o si comportano come tali, è questo l'aspetto più interessante del film. Un film che può ricordare alla lontana Deliverance ma poi prende una piega diversa. Un'incrocio tra Antonioni e Ozon, e oltretutto un gusto quasi "francese" (alla Rohmer ma con meno elegìa affettiva) nei dialoghi.
Doppiato in un italiano da ergastolo (per favore cercatelo in lingua originale, altrimenti c'è il rischio di credere di aver appena sentito i protagonisti di Centovetrine) il film è interessante anche se non manca qualche forzatura, qualche momento francamente troppo esasperato e un pò fuori le righe.
In realtà il film vale molto di più come realtà aderente della condizione femminile nell'Islam, o magari anche attraverso due figure complesse e diversificate (donna/uomo) come Elly e il suo tormentato partner.
All'inizio si resta quasi rapìti da questo partie de campagne (sul mare) dove le donne occupano il loro spazio domestico e gli uomini sono tutti bambini incapaci di crescere (anche gli improvvisi scatti di violenza nascondono un demagogico fallimento della loro maturità).
Poi si resta stranìti, a cercare un'intrigo che non c'è, proprio come L'Avventura di Antonioni, e a osservare quei volti sopraffatti da un'evento più grande della loro (piccola) meschinità.
L'immagine di questa tribù di sopravvissuti mentre non sa darsi una risposta e cela la "nuda" verità potrebbe essere un bel trattato letterario moderno
Del resto ha già espresso tutto (ottimamente) il commento precedente al mio

Crimson  @  23/06/2010 23.27.29
   8½ / 10
Potrebbe esserci un mezzo spoiler fra qualche passaggio.
'About Elly', sebbene ricorra ad uno stile particolarmente occidentale (e vedremo il perchè) e poco documentaristico appartiene di diritto al Nuovo Cinema iraniano, avverso al regime perchè si sofferma sugli effetti di una applicazione incondizionata di precetti religiosi nelle azioni individuali - e nella relativa codificazione della morale e delle leggi.
Fondamentalmente ci sono due location, e l'azione è ridotta all'osso. Una galleria di trentenni in villeggiatura, tre coppie e due scapoli; mezzora per conoscerli, poi scatta la chiave del 'giallo'.
Come ne 'L'avventura', una donna della compagnia cade in mare. Ma se nel film di Antonioni quell'episodio mette in luce la trasparenza di alcuni personaggi e l'aberrazione delle relazioni interpersonali, qui viene sviscerato il sistema che regola onore, colpa, morale; un fardello enorme che aleggia costantemente sui pensieri e sulle decisioni dei protagonisti. Non è mai menzionato in tutto il film semplicemente perchè è quel motore invisibile e incontrovertibile che muove a suo piacimento i fili della loro quotidianità, che ne determina la prontezza a ricorrere alla menzogna pur di evitare di farci i conti.
Il film si rivela in tutta la sua potenza con maestria, analizzando minuziosamente i processi psicologici individuali e di gruppo, mettendo lo spettatore costantemente di fronte ad una serie di variabili ma pungendolo sempre attraverso l'arma della distorsione di quella possibilità che egli ha ipotizzato in base al proprio concetto di morale.
La condizione della donna è uno dei temi-chiave, ma non è esplicito come in un film come 'Il cerchio'. Emerge tra le righe, nell'ombra di una relazione, tra persone che in realtà hanno comportamenti che rientrano nella consuetudine. Questo è l'aspetto di maggior rilievo, perchè non è un film su mostri o eroi della moderna Iran, ma persone comuni che tuttavia esercitano un codice comportamentale insito nella propria cultura.
I fatti sembrano dimostrare che Elly sia stata eroica (secondo una prospettiva occidentale?), ma nel film tutto finisce per collimare verso una questione d'onore, pura e semplice, che si erge prepotentemente al di sopra di un atto che - estirpato da quel sistema in cui è stato compiuto - appare di gran lunga di maggior probità e su cui soffermare la propria attenzione.
Splendida la mossa che rafforza questo quadro (ed un ulteriore differenza con il film di Antonioni, in cui davvero ad un certo punto non ha più motivo d'interesse la sorte di Anna): giunti alla conclusione lo spettatore DEVE sapere la verità su Elly per avere la conferma di ciò che gradualmente s'è insinuato tra i suoi sospetti, ossia su quanto una fede indiscriminata che segue sia coscientemente che inconsapevolmente un ordine prestabilito governi convinzione e supposizione e di conseguenza influisca e alteri il giudizio sul valore di una determinata azione.
Ottima la prova del cast, in cui spicca Golshifteh Farahani, ormai un'icona antiregime.

2 risposte al commento
Ultima risposta 27/06/2010 12.55.37
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shervin90  @  22/05/2010 15.40.11
   6½ / 10
Un 6,5 abbondante.
Vincitore dell' Orso d'argento al Festival di Berlino 2009, è un film pieno di suspense e personalità.
Il 6 e mezzo è dovuto ad un confronto con il cinema mondiale, quello che a volte (anche spesso) brucia enormi budget (un 7 non sarebbe immeritato). Qui parliamo di qualcos'altro, ma è senz'altro un film piacevole e coinvolgente. E mi ha sorpreso molto questo ultimo suo aspetto: sono infatti rimasto colpito dagli attori e dalle loro diverse personalità, da una storia che sinceramente non mi sembrava avere un gran potenziale, ma che grazie al coinvolgimento dello spettatore si rende anche godibile.
Non un capolavoro, ma neanche un brutto film.

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