17 ragazze regia di Muriel Coulin, Delphine Coulin Francia 2011
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17 ragazze (2011)

 Trailer Trailer 17 RAGAZZE

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locandina del film 17 RAGAZZE

Titolo Originale: 17 FILLES

RegiaMuriel Coulin, Delphine Coulin

InterpretiLouise Grinberg, Juliette Darche, Roxane Duran, Esther Garrel, Yara Pilartz, Solène Rigot, Noémie Lvovsky, Florence Thomassin, Carlo Brandt, Frédéric Noaille, Arthur Verret

Durata: h 1.30
NazionalitàFrancia 2011
Generedrammatico
Al cinema nel Marzo 2012

•  Altri film di Muriel Coulin
•  Altri film di Delphine Coulin

Trama del film 17 ragazze

In una piccola città francese sull'Atlantico, diciassette ragazze dello stesso liceo prendono una decisione eclatante: rimanere incinte tutte insieme, nell'arco di poche settimane. Quello che sembra un gioco provocatorio si rivelerà un gesto d'amore e di ribellione, una scelta di libertà capace di andare oltre ogni pregiudizio.

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Voto Visitatori:   6,92 / 10 (13 voti)6,92Grafico
Voto Recensore:   2,00 / 10  2,00
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Voti e commenti su 17 ragazze, 13 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  19/05/2013 16:49:01
   7½ / 10
Interessante film al femminile di due registe francesi.
Non dà giudizi, non cerca di emozionare, di portare lo stettatore a patteggiare per qualcuno, è uno sguardo quasi distaccato su una realtà particolare e tratti incomprensibile. Film che forse invita a riflettere sul diasagio della civiltà e sul rapporto tra l'io e le masse.
Contando che è un'opera prima, è davvero buono.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  12/05/2013 02:45:27
   6½ / 10
Buon film, tratta un argomento adolescenzale molto forte, la mancanza di dialogo tra adulti e adolescenti, sfociata in un atto di ribellione da parte delle ragazze.
Come film è molto forte e in riesce ad emozionare, nel finale sfocia nel dramma, non me l'ho immaginavo così drammatico.
Bellissima la sceneggiatura, stessa cosa per l'ambientazione del film, un pò cupa, belle anche le musiche.
L'ho trovato solo un tantino lento e un pò pesante a metà film, in alcuni casi non si trova nulla e rischia di cadere nella noia, fortunatamente non sbanda troppo e rimane in linea.
Sull'argomento trattato dico solo che tante volte la ribellione non è un male assoluto, cercare di uscire un attimo dagli schemi della società può portare a delle aperture mentali positive, ma non bisogna nemmeno evitare il totale dialogo con chi può insegnarci qualcosa.
Un film che fà riflettere e non lascia indifferenti, peccato solo per la lentezza, io l'ho sentita un pò.
PS: la recensione, è fuori completamente!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  31/12/2012 11:28:54
   6 / 10
Un film gradevole, purtroppo l'argomento trattato non mi ha mai coinvolto più di tanto. L'ho visto soprattutto per curiosità, e in definitiva rimane una visione interessante, anche se forse le tematiche andavano approfondite maggiormente. Un po' monocorde regia e musiche, recitazione sufficiente.

topsecret  @  05/11/2012 09:40:01
   6½ / 10
Purtroppo devo ammettere con discreto dispiacere che la visione di questo film ha portato alla luce una mia chiusura mentale inaspettata nei confronti dei temi trattati in questo film, ispirati a fatti realmente accaduti e proprio per questo preoccupanti.
Constato con dispiacere di essere totalmente in disaccordo con le ragazzette della storia che per un atto di ribellione si fanno ingravidare per poi riunirsi e pensare di andare avanti con le proprie forze, una accanto all'altra, con delle idee fuorvianti e decisamente lontane dalla dura realtà.
Mi rammarico pensare che idee di questo tipo sono riuscite a far breccia nelle menti di giovani donne che non tengono nessun conto della vita nuova che cresce dentro di loro, pensando così di essere nel giusto, combattendo una guerra psicologica con il sistema degli adulti, a loro dire, insensibile nei confronti delle loro necessità.
La storia è interpretata bene e diretta con un certo stile dai Coulin, che forse nelle intenzioni hanno velleità sociologiche di una certa importanza, purtroppo alcune banalità non mi hanno permesso una visione lineare anche se interessante sotto alcuni punti.
Merita comunque un buon voto anche se alcuni personaggi e molti dei loro comportamenti mi hanno profondamente infastidito.

baskettaro00  @  03/06/2012 12:31:55
   7 / 10
Fa rifletter ma è una palla non indifferente,il che è un vero peccato vista la buona trama, recitazioni complessivamente valide, regia un po' anonima

2 risposte al commento
Ultima risposta 14/08/2012 00.53.13
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  02/05/2012 10:52:20
   7 / 10
Buon film sull'adolescenza che si concentra sul ritratto di una società priva di dialogo tra adulti e ragazzi. La mancanza di comunicazione tra gli educatori e le protagoniste del film è resa in maniera realistica; così come lo sono i comportamenti delle ragazze.
Non ho trovato di eccelso livello le attrici, ma questa è una delle poche note negative di un film che vale la pena vedere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  28/04/2012 15:19:38
   7½ / 10
Un fiume che infrange una diga non lo fa mai con moderazione, così come l'energia dei diciassette anni non può che esplodere nell'eccesso ostentato. Fortunato è chi a quell'età ha saputo ripiantare i piedi a terra prima dell'irreparabile. "Vengono qui a morire, a suicidarsi in mare.." dice una delle ragazze sulla spiaggia invasa dalle coccinelle, dolci e folli anche loro.
Non è necessario immedesimarsi con le 17 per apprezzare la pellicola. Qualche spettatore come me avrà percepito assonanza di sentimenti, ma non si sarà capacitato delle azioni. Indice che le sorelle Coulin non cercano l'approvazione del pubblico, tanto meno di quello adolescenziale. Non c'è ombra di esaltazione nel mostrare la scelta delle ragazze, che piuttosto vengono fotografate anche negli atteggiamenti più bambineschi. Quando deridono crudelmente la compagna di scuola risulta evidente che fra loro vigono ancora le rigide regole della schiettezza infantile. Anche questo sottilmente preconizza il fallimento dell'impresa.
Pecche chiaramente nel film ce ne sono, sebbene non ne intacchino la sincerità. A dispetto dell'apprezzabile volontà di non ridurre le giovani ad una massa omogenea, ho trovato un poco stereotipata la scelta delle interpreti. Si è puntato quasi esclusivamente sull'etereo, mentre io avrei preferito, proprio perché il dolore specie in quel periodo della vita è anche fisicità, vedere corpi più marcatamente disuguali, che potessero raccontare attraverso le varie tessiture della pelle o le diverse forme. Qualche passaggio troppo frettoloso poi da' una sensazione di incompiutezza in alcuni punti. Il finale drammatico mi è parso effettistico, non ho gradito.
Splendida l'ultima carrellata. Forse sarebbe stata più efficace se accompagnata dal silenzio.

TheLegend  @  27/04/2012 22:57:40
   6 / 10
L'ho trovato superficiale e non mi ha convinto molto.
Completo disinteresse nella seconda parte.
Buono dal punto di vista tecnico,belle le musiche.

kako  @  13/04/2012 21:34:25
   7½ / 10
non sono per niente d'accordo col recensore. Ho trovato questa storia (tratta da avvenimenti reali) molto bella, un teen movie originale che fa il **** (e scusate l'espressione) a tanti pseudo filmetti del genere che sfornano sia a Hollywood che nella nostra Italia. Un po' commedia un po' dramma, coinvolge ed emoziona. La regia scarna e diretta è azzeccata e le ragazze che interpretano le protagonista sono molto brave, sopratutto quella che interpreta Camille. Un film che rappresenta bene quello che passa nella testa a quell'età, i sogni, le utopie, i desideri, senza dare giudizi moralistici, ma che con occhio lucido ci pone davanti a un'età troppo stesso repressa dentro recinti che la stritolano. Francia, ma quanto sei avanti rispetto a noi cinematograficamente in questo momento.

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  06/04/2012 23:30:25
   8 / 10
Io vorrei tanto vedere la faccia di Moccia quando ha preso visione di questo film (se mai l'avesse fatto). Lo giuro, non so cosa darei per vederlo lì con quella faccia di ***** e dirgli "Hey, testa di *****, lo vedi cosa vuol dire girare un film adolescenziale??"

Tolta questa soddisfazione passiamo a quella successiva. Il film appartiene al cinema indipendente francese. Con questa frase ho detto tutto e niente. Per chi non ha capito per me è una grandissima soddisfazione vedere come in Francia sui mega schermi si possano vedere film indipendenti, cosa che qua in Italia ahahahaha..

Ora, parliamo seriamente del film. 17 RAGAZZE è un film che a qualcuno può ricordare film come JUNO ma sinceramente l'ho trovato superiore su certi aspetti. Il film non tratta solo una situazione "nera" della nostra società ma riesce a non cadere nel banale o nel drammatico forzato o nel moralismo popolare, raccontando una gioventù contemporanea in modo veritiero e realistico. Vorrei saltare la parte tecnico artistica che è sicuramente fatta bene (quanto mi sono piaciute le inquadrature fisse sulle ragazze in silenzio dentro le loro camere, dentro al loro mondo, quelle camere che rappresentano tutta la loro vita, tra ricordi di infanzia, pupazzi, pianti, giochi,..) e analizzare invece la parte per cui questo film vale veramente la pena di vedere almeno una volta, non importa dove, non importa quando, ma bisogna vederlo, per il semplice motivo che era da tempo che un film sull'adolescenza non veniva fatto così bene. Quante volte non si è scappati perché non si voleva fare educazione fisica, quante volte chi per puro divertimento, chi per sentirsi grande, chi per essere del gruppo non s'è fumato uno spinello o una sigaretta o ha avuto rapporti sessuali, chi non si è sentito ribelle alle regole a questa età, l'essere trasgressivo, poter dire in faccia agli adulti "faccio quello che voglio!",: eravamo giovani, rompevamo e sbagliavamo, ma avevamo ragione!

Come già detto nel forum non mi trovo d'accordo su alcuni punti sollevati nella recensione, da parte mia credo che:
- Quando il prof di educazione fisica ha chiesto se doveva continuare con il salto in alto, la battuta non derivi da un trattamento superficiale del parte degli sceneggiatori ma bensì il loro era puro sarcasmo, in quanto di prof che dicono frasi simili ne esistono e posso testimoniare che nè esistono anche di peggio!
- Gli anni '80 sono come gli anni '10 di questo secolo. E' vero, società e soprattutto tv hanno emancipato determinate questioni che fino a pochi anni fa rimanevano tabù o meglio rimanevano tabù fino all'età giusta o finchè la più "grande" del gruppo non le svelava. Oggi per quanto le ragazzine si credano prime donne e pensino di saper tutto in realtà sanno poco e niente, anche perché molte di loro sono delle oche da prima pagina..

In una società occidentale aperta al cambiamento e allo sviluppo i valori assoluti sembrano essere caduti, la gioventù d'oggi è lasciata allo sbaraglio da genitori di manica larga che invece di insegnare ai propri figli la responsabilità li abbandona all'incoscienza adolescenziale e quello che più aggrava la situazione non è solo l'istituzione scolastica che ha fatto della scuola un luogo di marciume dove sopravvivono voti, interrogazioni, formalità al posto della cultura, dello scambio di idee, del formarsi di una creatura che diventerà adulta e farà parte di una società, ma soprattutto i media che con il loro potere hanno soffocato ogni spiraglio di luce, trasformando bambini innocenti in creature stupide, barche in mezzo al mare durante una tempesta..
Il film non tratta ciò ma già lo impone come fondale su cui lavorarci sopra la storia di 17 RAGAZZE. I genitori e la scuola non le capiscono e non cercano neppure di capirle, il tutto scorre come se fosse normalità e se si è deciso di fare qualcosa di certo quel qualcosa va in una direzione sbagliata. Hanno 17 anni, sono giovani e non sanno cosa voglia essere la vita al di fuori delle mura di casa, figuriamoci crescere un figlio. Ma sono testarde e compiono la "*******ta". Una "*******ta" che costerà cara a tutte in un finale che ti lascia spiazzato, soprattutto con un amaro in bocca:

A 17 ANNI SI SOGNA, NON SI PUO' ESSERE SERI e quanto hanno ragione..

franzcesco  @  27/03/2012 11:25:22
   5 / 10
Mi aspettavo molto ma molto di più da questo film.
I presupposti sono buoni ma lo svolgimento è un po' banale, quasi senza anima, un po' come Lorient, la città francese dove è ambientato il film...

Crimson  @  25/03/2012 21:06:25
   8 / 10
Un film che coglie con naturalezza la mancanza di dialogo tra adulti e adolescenti, o meglio un dialogo che intercorre senza trovare un punto d'incontro. Non giustifica né giudica ciascuna delle due parti, tuttavia come è lecito che sia si rivolge maggiormente a chi è teoricamente depositario della maturità indispensabile per dettare le regole.
L'errore dell'adulto probabilmente risiede in una prevenzione inefficace. Il sesso è un argomento considerato ancora tabù, pertanto allo stato attuale persiste la carenza di una scrupolosa quanto attenta informazione a riguardo.
Evitando di spiegare le proprie ragioni, dando per scontato che siano giuste 'a prescindere', l'adulto ottiene un effetto controproducente che in seconda battuta pretende di argomentare cercando altrove le responsabilità di un dato fenomeno che reputa minaccioso della stabilità del sistema che cerca di governare.
La deterrenza del fenomeno siffatto di cui si è corresponsabili, in poche parole la ricerca di un capro espiatorio è la risoluzione più irresponsabile e ipocrita.
Il film coglie il dibattito tra gli 'educatori' della società, scuola e genitori, evidenziando impunemente come esso si riveli sterile e inconcludente, alla ricerca di un motivo specificamente 'esogeno' su cui agire con fermezza. Effettivamente non c'è neppure un colpevole 'endogeno', ma il polverone nebuloso che s'innalza dal confronto è indice di una mancanza di chiarezza nel veicolare l'argomento 'sesso' a chi è destinato a scoprirlo. Al posto della spontaneità e di una via apparentemente semplice e genuina di approcciare la questione la si trasforma in un argomento di discussione di natura etica, dal momento che la possibilità di un distributore di preservativi in un liceo viene paragonato addirittura alla diffusione di marijuana. Evidentemente c'è una cultura radicata secondo cui il sesso è ancora una sorta di droga leggera da trattare come materia proibita e dannosa, cosa che "a meno che ti chiami Michael Douglas obiettivamente non è (cit. A.)".
Diciassette gravidanze in un liceo non coincidono con un atto politico come qualcuno ipotizza. Non c'è un'ideologia, neppure la tesi del corpo come arma. Generare un figlio non può, non deve essere visto come un atto eversivo. Il rischio è di giudicare un abominio ponderando un abominio ideologico, una psicosi risibile che distorce il nocciolo della questione.
Non è una moda. Certo, per qualcuna delle ragazze lo è (arrivare a offrire 50 euro per farsi ingravidare) ma non per la maggior parte di esse.
Se si avvicina il fenomeno sotto l'ottica del tentativo certo ingenuo ma considerevole di generare un mondo parallelo fuggendo contemporaneamente da quello esistente, l'adulto comincia a riflettere finalmente su ciò che non è stato in grado di fornire all'adolescente affinché quest'ultimo si riconoscesse, s'identificasse, si collocasse in quel 'suo' mondo di cui detiene le redini.
Esternare il proprio disagio: il percorso di ragazzi e ragazze in questa ribellione individuale prima che collettiva viene individuata con occhi diversi, e questo è un ulteriore segnale che qualcosa nel mondo dell'adulto non funziona nel modo appropriato. Il fratello di Camille è una figura-chiave in tal senso. Arruolandosi, anche lui ha compiuto un atto di auto espulsione dal mondo degli adulti verso un universo parallelo ma per certi versi senza prospettive. E' l'unico adulto del film a porsi nei confronti della sorella in una dimensione "alla pari". Egli capisce e condivide le ragioni che l'hanno spinta a tenere il bambino. Sono due disobbedienti. Ma il suo atto è passato inosservato; pur essendo stato causato dalla medesima sofferenza, ha generato meno imbarazzo e sofferenza, evidentemente.
Secondo la nostra società maschilista arruolarsi giovanissimi può giungere a collimare come atto quasi "dovuto", secondo la moltitudine dei qualunquisti che ragiona in virtù di valori cosiddetti universali che antepongono la difesa della patria, anche facendo ricorso alle armi, come motivo di onore, gloria, vanto, plauso. E dopotutto arruolarsi equivale a garantire uno stipendio in più, il che certo è un incentivo, sempre secondo questa mentalità. Nel dialogo sulla spiaggia tra fratello e sorella due persone riflettono sulla propria scelta di compiere un salto generazionale con modalità simili, mosse dallo stesso sentimento. Eppure fa da contraltare la reazione con cui è stata accolta tale scelta. Nel caso di Camille non di certo sono state spese parole come "maturità" o assennatezza. Ella appartiene dunque ad un universo femminile ancora vittima di pregiudizievoli quanto beoti stereotipi sulle proprie aspirazioni e relativi comportamenti.
Le donne hanno anche un corpo in grado di procreare. Lo stesso corpo gonfio che suscita imbarazzo al fotografo, in una delle scene più eloquenti del film.
La gravidanza collettiva scatena dunque imbarazzo collettivo, a partire dall'aspetto estetico. Fino a quello della reputazione, come fa ben intendere il padre di Clementine.
Una diciassettenne gravida in molti casi rappresenta un affronto al sistema, a differenza di un diciottenne in mimetica militare, viceversa degno spesso di un sordido quanto compiaciuto sentimento di approvazione. E' un disgusto che si prova tra le righe.
Essere capaci di generare un'altra vita che appartiene solo a sé stesse è l'escrescenza della rivendicazione della propria individualità, un'affermazione personale che non contempla né genitori né 'inseminatori' (piuttosto che uomini/padri/amanti di una notte), piuttosto si specchia unicamente in chi è nelle stesse condizioni.
Una nuova familiarità cronologica e spaziale (la ricerca di un nuovo luogo di vita che riunisca tutte le ragazze, al di fuori del mondo finora conosciuto, seppur inevitabilmente ancora al suo interno – nel senso strettamente geografico – almeno per un po').
L'appartenenza al gruppo e il bisogno di una leadership, altro aspetto insito a qualsiasi fenomeno di questo tipo. A ciò corrisponde una rivalità ingenua e tenera su questioni adatte all'età, in cui riaffiora tutta la delicatezza delle ragazze viste nella loro età. L'espulsione di una 'mela marcia' come Florance fa parte del gioco. Se c'è un aspetto che il film non perde mai di vista, ebbene è quello di ritrarre le ragazze nella loro età, indistintamente da camuffamenti e rivestimenti adulti che si auto impongono.
Di fondo c'è l'esistenzialismo che abbraccia tutti, la solitudine e la ricerca di un senso. Quel senso che talora l'adulto cerca di imporre ricercando le radici in concetti vaghi e privi di spiegazioni. "Costruire un futuro", per utilizzare le parole dell'infermiera della scuola, non significa nulla senza la concreta umiltà di calarsi nei panni del destinatario del messaggio, sforzandosi di recuperare le stesse sensazioni che anche i "grandi" hanno provato alla loro età. Forse è complice una prospettiva degli eventi che presuppone l'ineludibile e tangibile incapacità dell'uomo ormai adulto di identificare con certezza il preciso, simbolico passaggio evolutivo dall'adolescenza allo stadio successivo, e il relativo smarrimento delle spiegazioni da poter fornire, come se ci fosse una componente intraducibile che continua inesorabilmente a distanziare le due parti e a determinare una corrispondente incomunicabilità cristallizzata, meccanica nella propria ripetitività.
La mancanza di affetto e empatia da parte dei propri genitori diviene dunque un ulteriore molla che spinge a procreare un essere da cui ci si aspetta amore eterno e verso cui ci si promette di non restituire gli sbagli di cui si è vittime. Nella purezza dell'adolescenza, è utopia che si sgretola ben presto.
Un finale fin troppo didascalico restituisce tutto ciò, e malinconicamente si cerca di individuare dove effettivamente si sia concretizzato quel desiderio immenso e legittimo di libertà che le ragazze hanno cercato nude, fragili, indifese, minuscole, come coccinelle che si lanciano irragionevolmente contro le onde del mare.
Quanto sottile risulta il limite tra libertà e prigione, tra vita e disfacimento. Come l'allegoria del gioco sulla spiaggia con un pallone infuocato: ragazze che scherzano con il fuoco.

1 risposta al commento
Ultima risposta 25/04/2012 13.30.41
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  25/03/2012 20:28:48
   7½ / 10
E' uno dei piu' bei film sull'adolescenza di deriva europea, ma sono convinto che farà la fine destinata ai film che fanno discutere, ovvero tutto passerà nell'indifferenza o nel disprezzo generale. La particolarità è di coinvolgere e scandalizzare senza che, apparentemente, vi sia davvero niente di cui restare turbati. Ad essere seri, è colpa della nostra riprovazione morale quella che ci porta a condannare queste adolescenti che credono, sbagliando, che la prole sia un passo nuovo verso la libertà, la rivoluzione sessuale, etc. Nn è un film antiabortista o cose del genere, ma una specie di teenager movie nostalgico che si trasforma in invettiva sociale... una fiction che piacerebbe ai Dardenne se avessero piu' umorismo e a Loach se fosse meno demagogico.
Il film è bello, recitato benissimo, diverte e a tratti inquieta, e quella mdp che scorre verticalmente congendandosi dalla storia ci lascia annichiliti, e stravolti. Non è affatto la versione al femminile di Shame come indica erroneamente qualcuno, magari un Juno filtrato da un tocco à la Laurent Cantet. In fondo è come se il sesso passasse in secondo piano rispetto a quel vincolo falsamente liberatorio della maternità, ed è questo il punto di forza (e l'elemento di novità) del film

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