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LA PASSIONE DI CRISTO regia di Mel Gibson

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jack_torrence     6½ / 10  07/02/2011 19:45:06Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
E'un film che può persino indignare (vedi la scheda del Morandini, come molti commenti su questo sito): io non ne sono indignato. Quanto al suo elemento più eclatante (questo uso iperbolico della violenza che non può evitare di apparire compiaciuto), lo trovo unicamente eccessivo. Eccessivo nella durata (una sproporzionata dilatazione dei tempi filmici dedicati alle scene più "martirizzanti") ed eccessivo in ciò che mostra (che rischia più di una volta di superare il verosimile per scrupolo di realismo portato all'eccesso: vedi gli strumenti usati per la flagellazione, che usati come si vede causerebbero danni fisici superiori a quelli che si vedono; vedi la crocefissione, e in particolare quando la croce viene rivoltata su se stessa).
Mi indispettiscono però davvero altre cose: il ritratto di Barabba (di cui è stato fatto un ritratto sommamente volgare e insopportabile), e – più di ogni altra cosa – quel corvo, e l'occhio del ladrone cattivo. Segno di un manicheismo che più grossolano non poteva proprio essere.
Non mi voglio invece soffermare sull'enfasi di quella terribile goccia di pioggia dal cielo che sgorga al momento della morte (e che può risultare altrettanto insopportabile, a palati particolarmente fini). Ne avremmo fatto più volentieri a meno.
E ad ognuno aggiungervi quello che vuole: per esempio i mostri-bambini fantasma visti da Giuda…
Non però il diavolo della Celentano: quello a me piace parecchio: con il suo fascino androgino lo trovo un contrappunto riuscito.

Nonostante tutto ciò, paradossalmente, il film ha un suo valore.
Formalmente è diviso a metà tra l'eccesso truculento di grana grossa, e momenti che io trovo assai delicati (anche se un palato fine potrebbe sempre ravvisarvi un eccesso di stilizzazione formale, con abuso di ralenti, ecc…). Tuttavia, tutto il primo segmento del film (la prima mezz'ora), e poi i numerosi flashback (con i loro ralenti, pure), non solo spezzano la sequela di martiri e fanno respirare lo spettatore (il film ne giova): costituiscono momenti - spesso assai toccanti – a partire dai quali proprio io sono convinto vada seguito il film.
Trovo che la netta opposizione tra la delicatezza di alcuni momenti e l'eccesso truculento del resto si risolva in una felice giustapposizione in cui viene esaltato, vicendevolmente, l'intensità "spirituale" del messaggio evangelico, e la brutalità innegabilmente subita, secondo le stesse fonti (attendibili o inattendibili che esse siano), e cioè i Vangeli, nei confronti dei quali il film si mostra rispettoso quasi filologicamente.
E a questo proposito, vengo a ciò che ritengo rappresenti il cuore del film.
La scissione concettuale tra "corporeo" e "spirituale" alla quale siamo culturalmente abituati deriva dalla cultura greca classica e successiva: di lì è fluita nel cristianesimo a partire dal suo "fondatore" principale, ossia Paolo di Tarso (san Paolo).
Invece, nella cultura giudaica cui Cristo apparteneva, il corpo e l'anima non sono separati così distintamente, e si percepiva probabilmente in un modo per noi difficile da comprendere, l'unitarietà di corpo e spirito. Leggendo i Vangeli senza i condizionamenti paolini questo emerge con una certa chiarezza.
Il film di Gibson, pur con tutti i suoi eccessi e i suoi difetti, rappresenta (forse involontariamente) un'apprezzabile occasione per riflettere su questo, a partire dal fatto che la "passione" di Cristo è – e non poteva che essere diversamente! – un martirio, un'umiliazione, una degradazione, prima di tutto fisica e corporea.

La sublimazione poi che l'accettazione di questa umiliazione rappresenta per il cristiano, ossia l'essenza del messaggio d'amore dei Vangeli (scandaloso, difficilmente accettabile in base al senso comune), è nel film visualizzata perfettamente dal contrappunto costituito dai suoi flashback (e numerosi controcampi. Restano impressi quelli su Maria o la Maddalena, o Giovanni).

La crocefissione è il più atroce di tutti i martiri che l'uomo abbia potuto concepire: tuttavia la sovraesposizione iconografica alla quale, in due millenni, siamo sottoposti (quanto alla croce), ci impedisce, sin da bambini, di rendercene realmente conto. In questo senso il film ha un suo merito molto efficace.

Naturalmente resta un film difficile da giudicare oggettivamente, perché il suo significato e il suo valore è da ricercarsi entro il messaggio evangelico, e gli strumenti critici abituali sono posti nella difficoltà di non poter prescindere da esso (che lo si condivida o meno).
Bathory  07/02/2011 20:15:03Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
mamma mia quanto ti impegni a scrivere i commenti, ma sei proprio bravo...spendere una giornata intera a scrivere commenti su filmscoop....la tua vita è densa di eventi!
andreapau  08/02/2011 21:38:47Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Sinceramente trovo questa polemica gratuita e fuori bersaglio.
Anche io trovo generalmente sospetta la prolificità di alcuni commentatori e la ho spesso combattuta.
Ma si dà il caso che esistano due tipi di prolificità,una quantitativa e una qualitativa.
Quella del nostro amico è del secondo genere.
I suoi commenti sono approfonditi,pieni di sensibilità e spunti di riflessione,senza inutili aloni di intellettualismo sterile e fine a se stesso,appassionati.
Non quel genere di commenti monosillabici,scritti per fare numero.
Personalmente li trovo superiori a molte recensioni e credo che vadano preservati e ammirati.
La tua ironia trasuda invidia ed è decisamente fuori luogo
Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  08/02/2011 23:02:04Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Sottoscrivo. Ben vengano commenti di questo tipo, che anche quando non condivido (ho sempre detestato la Passione di Gibson) danno onesti spunti di riflessione.
andreapau  09/02/2011 13:06:21Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Grazie Jelly,anche per il supporto in quell'altra questione
jack_torrence  09/02/2011 19:09:31Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Grazie a entrambi
Niko.g  02/03/2011 12:13:31Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Tra i commenti monosillabici e i "polpettoni" che consumano la rotella del mouse ce ne passa... Nulla di personale contro jack torrence, ma ho sempre pensato che il commento sia una cosa diversa dalla pura recensione. Jack scrive molto bene ma fa delle vere e proprie recensioni e, in teoria, questa sarebbe la sede dei commenti. Sembrano sottigliezze ma la caratteristica dei commenti è proprio quella di essere facilmente accessibili a chi voglia conoscere le opinioni di gradimento su un film. Per chi invece è uno studioso di Cinema ci sono, appunto, le recensioni, più approfondite e analitiche.
Per come la vedo io, la bellezza del commento sta proprio nella sua sintesi, non sempre sinonimo di superficialità e spesso più efficace di tante parole che ruotano attorno ad uno stesso concetto.
jack_torrence  02/03/2011 12:51:48Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Ciao Niko,
non sempre i miei commenti sono lunghi e analitici.
Spesso lo sono e potrebbero essere più corti (non lo nego), ma la recensione resta comunque una cosa diversa. Lì occorre valutare vari aspetti tecnici, la recitazione degli attori principali, fare un discorso ancora più completo.
Nei miei commenti "lunghi" spesso prendo UN aspetto, e lo approfondisco.

Se la recensione già esiste, sul sito (e per questo film, cosa unica ed eccezionale, ce ne sono addirittura 2), è lasciata la libertà di scrivere commenti della lunghezza che si desidera.
Sta al lettore saltarli se gli appaiono troppo lunghi.

Per quanto mi riguarda, io spesso leggo sommariamente i commenti lunghi che mi interessano, e se il contenuto mi incuriosisce, allora gli dedico anche più attenzione.
Tutti siamo credo ben esercitati a far cisì, è la modalità di fruizione dei giornali e ancor più di internet.
Niko.g  02/03/2011 13:51:12Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Certo, condivido. La mia era più una critica rivolta a chi effettivamente eccede in vere e proprie recensioni nella sezione commenti, analizzando anche il verso delle sopracciglia degli attori non protagonisti :-) o sconfinando, inevitabilmente, nello spoiler.
jack_torrence  07/02/2011 20:58:02Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Trovo che certe gratuite polemiche personali, sollevate in questo modo patetico, dovrebbero restare ben visibili a tutti gli utenti, vittime della stessa megalomania che porta chi le solleva a mettersi in mostra...

Qual è il tuo problema?
Quale è il grado di pochezza che ti conduce a instaurare una relazione tra la densità di eventi della vita di un estraneo - e tra parentesi non sono io tra gli utenti più prolifici di filmscoop.
Mi dispiace se a indispettirti è chi ha rapidità con la tastiera...

Scrivo i commenti in word per me stesso, per passione, esercizio e per mantenere memoria delle impressioni dei film che vedo. In definitiva per me stesso.
Poi li trascrivo su filmscoop, per lo più a blocchi.

Ti invito a riflettere, la prossima volta, prima di farti riconoscere in un modo che non ti esalta.

Ha ragione chi dice che purtroppo qui su filmscoop sta iniziando a tirare una brutta aria.
atticus  08/02/2011 00:13:23Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Stefano, sei veramente un gran signore! Finché Filmscoop sarà nobilitato da gente come te, la brutta aria può anche andare a tirare da un'altra parte!
Detto questo, nonostante la rettifica al 6 e mezzo, questa promozione a La Passione non la condivido, anche se rispetto molto il tuo condivisibile punto di vista.
Purtroppo è un film (?) troppo lontano dal mio modo di concepire il cinema, sono stato costretto a vederlo troppe volte, la stordente farcitura sensazionalistica che lo avvolge non l'ho mai tollerata.
Autoindulgente e compiaciuto, nonché registicamente grezzo come pochi, gratuito in molte delle sue componenti (violenza, lingua, effetti...), biecamente ricattatorio (mi riferisco ai flashback in cui si vede Gesù adolescente con Maria), populista, lontanissimo da ogni sensibilità religiosa.
Di tutto il baraccone mediatico che ci hanno montato sopra, poi, preferirei tacere...
Non credi che un simile approccio a certe tematiche sia strumentale e falso verso l'accondiscendenza del pubblico?
jack_torrence  08/02/2011 01:51:02Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Grazie Giuseppe!, davvero ci sono un po' rimasto, non ho capito perché quel signore sia andato "in cerca di rogna" prendendo ad unico pretesto la lunghezza dei commenti, e pretendendo di stabilire lui i miei tempi di scrittura e la loro relazione con il mio tempo libero! Forse c'è gente che non è cresciuta o che è semplicemente stupida: è antipatico quando internet ti pone di fronte - in pubblico - a simili atteggiamenti che non sai bene come prendere. Forse sarebbe stato meglio ignorarlo?

Prima di scrivere il mio commento, ho letto anche il tuo (sonora stroncatura! Ammiro il tuo modo appassionato di premiare o bocciare senza riserve con sincerità cordiale!). Il film, l'ho rivisto una settimana fa dopo averlo visto per intero una sola volta, al cinema quando uscì.
Me lo ricordavo molto bene; mi è rimasto impresso in molti dettagli da allora. Non trovi che quando un film ti colpisce molto, ti resta impresso, un valore ce l'ha? Tra l'altro mi commosse, nelle scene di flashback che tu giudichi ricattatorie ...addirittura! Un po' ruffiana lo è, quella che citi tu, ma ci sono molti, molti altri flashback, su episodi dei vangeli tipo il discorso della montagna, l'ultima cena... Poi, quanto alla M.adonna che piange, non è un contrappunto preso paro paro da Pasolini? Pasolini può far piangere la madre di Cristo e Gibson no?

Trovo anche io dubbia l'operazione e l'enfasi mediatica che ci fu a suo tempo mi lasciò perplesso.
Non ho ancora capito se chi è indignato da questo film siano più i credenti o non piuttosto i non credenti. Mi ha sorpreso invece che molti credenti (fra i quali, sia pure in posizione alquanto eccentrica ed eretica, mi ritrovo) non lo abbiano disprezzato come sarebbe stato legittimo, vista la rara brutalità dell'impianto.
Forse, avanzo il dubbio, è proprio questo uno dei punti "sensazionalistici" che indispettiscono i detrattori del film: che le sfere ecclesiastiche, senz'altro almeno in parte con ipocrisia, non l'abbiano rifiutato, ma l'abbiano promosso e diffuso, con l'avallo dello stesso papa Woijtila.

Nonostante tutto ciò, non trovo "la passione" lontanissimo da ogni sensibilità religiosa, come ho scritto nel commento. Almeno non lo è dalla mia. In fondo, ci ricorda che "il sangue" e "il corpo" di Cristo dell'eucarestia sono stati realmente il corpo e il sangue, e - anche se il dogma mi è indifferente - la transustanziazione non intende essere simbolica ma pretende di essere reale. E se il dogma mi è appunto indifferente (da un punto di vista religioso), è il dato culturale che mi interessa: la rimozione del carnale da ciò che abbiamo reso solo "spirito". Provare a recuperare l'unitarietà originale di due elementi che abbiamo scisso (un po' alla luce della filosofia occidentale, un po' anche anzi molto, condizionati dal catechismo infantile...) arbitrariamente, è stimolante e affascinante.

Perché il film secondo te è "populista"?!

Relativamente allo stile e alla tecnica, ho parlato anche io di "compiacimento"; tu parli di regia "grezza come poche", io di "grana grossa" (non ritengo, in tutta onestà, sia un filmaccio: la regia è sì priva di uno stile raffinato, ma non è serie b).
atticus  08/02/2011 09:54:10Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
La verità, caro Stefano, è che tu sei tanto, ma tanto meglio di Gibson, che a queste tue riflessioni, secondo me, non c'era proprio arrivato! ;)
Io sono credente (anch'io con le mie licenze...) e il film mi ha disturbato per la sua assoluta insincerità e proprio non ce la faccio a guardarlo di buon occhio, l'unica cosa che salverei è la Celentano, per il resto di cinematografico non ci vedo granché, un simile rigetto riuscì a provocarmelo solo un altro film, Il codice Da Vinci, una furbata allucinante!
Forse "populista" non è il termine giusto, nel senso che La Passione è un film che ha assecondato il gusto truce, gore, sanguinario del nuovo pubblico, riuscendo a contagiare (soprattutto col clamore suscitato) anche chi al cinema non ci andava, appagandolo nel modo più efferato e brutale possibile, lasciando la sensazione di aver assistito a un film epocale che però piega lo spettatore in un ruolo di assecondatore delle pene di Cristo...
Insomma Stefano, non mi è piaciuto, quasi quasi rivaluto il Gesù di Zeffirelli... Mi manca, invece, "Il Vangelo secondo Matteo" (ti riferivi a quello, giusto?), la filmografia di Pasolini la conosco in maniera distratta, ho visto i suoi film ad un'età inadatta ed ora non li ricordo bene (più volte rivisto solo Mamma Roma, immaginerai il perché...). Rimedierò sicuramente.
jack_torrence  08/02/2011 13:16:12Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Rimedierai a giorni...tra poco arriverà la mia recensione a quel film ;) :P
No, ma guarda sei ancora troppo esagerato con i complimenti, Giuseppe!
Secondo me Gibson qualcosa di quello che ho detto ci ha voluto mettere, se non altro il parallelo tra la sua messinscena e il "corpo" e il "sangue" dell'eucarestia c'è, esplicito in un flashback.
No, io non farei paralleli con un film come "il codice da Vinci" (che non ho visto e non vedrò; mi sono dovuto vedere "Angeli e demoni" e tanto mi basta), però rispetto anche io il tuo punto di vista che poi dici tu stesso essere legato a un profondo rigetto che ti ha suscitato questo film :)
Detesto cordialmente Zeffirelli, come persona prima di tutto, e come regista credo che sia piuttosto mediocre. Non ne ho visto tanto e non mi incuriosisce: il suo Gesù però da bambino me lo sorbii varie volte - all'epoca mi piaceva. Oggi, volendo (ma a chi je va?!), lo dovrei rivedere perché ne ho un ricordo più che lontano, remoto.

PS Eh, Nannarella, il tuo ammore! ;)
atticus  08/02/2011 13:27:54Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Si che ti devo dire, The Pascion proprio non mi è andato giù... :)
Zeffirelli lo trovo il più delle volte orticante e stucchevole nel suo cinema, come persona poi ha tutto il mio biasimo. Ammetto che qualcosa salvo tra i suoi film (La bisbetica domata, Romeo e Giulietta...forse più per amore shakesperiano che non altro).
Eh si: I LOVE NANNARELLA...
jack_torrence  08/02/2011 14:04:07Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Be', è catartico poter trovarci cordialmente d'accordo sul biasimo che proviamo per quell'ignobile pseudoaristocratico di Zeffirelli!!! Evvai ;)

A margine: ho molti dubbi anche su Gibson con il suo fanatismo integralista, e quello che proprio non mi è andato giù per niente, che fa proprio schifo, è APOCALYPTO (immagino tu non l'abbia visto, e non credo nemmeno di dovertelo sconsigliare, giusto?!)
atticus  08/02/2011 17:12:08Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
:D :D

Non me lo sogno proprio di perdere più di due ore a vedere APOCALYPTO..... ;)
Bathory  09/02/2011 15:19:34Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
non sono mai stato un provocatore, ho voluto fare una battuta sul fatto che scrivi una sfilza di commenti lunghissimi tutti in un giorno...che te la prendi male per questo attacco gratuito ci sta, però (magari avrò dei problemi io) il tuo approccio al commento, al di là della perizia e della fondatezza delle tue riflessioni, mi sembra, perdonami, da maniaco.

L'unica megalomania che conosco è la canzone dei Black Sabbath, non quella che mi spinge a scrivere una battuta sciocca sul tuo commento.
jack_torrence  09/02/2011 19:08:50Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Uh, ce ne sono tanti di "maniaci" qui su filmscoop.
(L'hai pensato e l'hai esternato: contento? Ok).
Critici mancati, critici in erba, chiamali/ci come vuoi.
Magari più semplicemente appassionati. Di cinema. E di scrittura.