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HARD CANDY regia di David Slade

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Zazzauser     5 / 10  26/11/2018 03:50:12Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Davvero non ho idea di come un film del genere possa aver attecchito sul pubblico e soprattutto sulla critica internazionale; non so neanche il messaggio che volesse lasciare (ammesso che ce ne sia uno, anche se sinceramente non mi interessa), perche' l'unico messaggio che traspare e' quello di un Mondo dove il giustizialismo personale ha piu' efficacia e valore morale di una societa' dove chiunque ha diritto ad un processo. Per quanto mi riguarda non fa altro che rafforzare l'odioso assunto che chi e' accusato o sospettato di abusi e molestie sessuali (siano esse di stampo pedofilo o meno) sia colpevole fino a prova contraria, assunto che soprattutto negli ultimi tempi (con i recenti fatti di cronaca) ha assunto le proporzioni di un vero e proprio cancro.
L'unico film sui vigilanti che sia tollerabile (almeno per me) e' quello che non si prende sul serio (Saw l'enigmista, per dirne uno), Hard Candy invece e' un film dove gli intenti moralistici son fin troppo chiari, ed anche se siamo portati per tutto il film ad empatizzare con quello che dovrebbe essere l'antagonista non possiamo non pensare che Ellen Page sia giustificata perche' "te lo meriti schifoso pedofilo".
Il problema e' che non e' cosí che una societa' civile si comporta, senno' tanto vale fomentare la giustizia privata ed assolvere le ragazzine torturatrici giapponesi o il canaro della Magliana (tanto per citare un episodio di giustizia privata nostrano che e' stato tradotto in film).
Lasciamo perdere poi la totale inverosimiglianza del piano architettato dal "genio del male" Ellen Page, soprassediamo sull'allusione a Cappuccetto Rosso (non c'e modo piu' idiota e piu' sbagliato che voler mantenere la "morale della favola" ribaltando i ruoli dei personaggi), ed evitiamo di ricordare la citazione a Polanski perche' e' di una bassezza imbarazzante.
Nulla da dire sui comparti tecnici o sulle recitazioni, tutto di alto livello; per il resto e' un film irritante, verboso e neanche troppo coinvolgente, dato che sto personaggio onnisciente che vede e provvede sembra avere la verita' in mano sin da inizio pellicola.
Forse invece di processarlo in maniera becera, Slade dovrebbe imparare da Polanski come si struttura un film "al chiuso", come saper sfruttare filmicamente i mind games che si creano fra i personaggi, come giocare col beneficio del dubbio dello spettatore (La Morte e la Fanciulla)