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BUFFALO BILL E GLI INDIANI regia di Robert Altman

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Beefheart     7 / 10  06/10/2007 17:15:33Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
E fu così che Altman mise le mani sul western adattandolo al suo cinema. Se l'ambientazione è western per collocazione storica, costumi e personaggi, le tematiche, oltre che attuali, sono estendibili da est ad ovest e rivolte, in particolare, ad una grandissima fetta di cittadini americani e, più in generale, a chiunque sia dotato di un minimo di senso critico. In effetti cercare di provocare e pungolare le persone attraverso la tagliente ironia di cui disponeva è sempre stata la missione di Altman che anche in questo caso, attraverso l'espediente della rappresentazione di uno spettacolo (nello spettacolo, come fu per "Nashville" e "Radio America") e della relativa (solita) galleria dei personaggi che lo compongono, infarcisce la narrazione di spunti divertenti, buffi, sarcastici, quasi dileggianti, all'indirizzo della grossolana società americana che messa davanti alle proprie vergogne non riesce a fare altro che guardare oltre e perseverare. In questo caso lo spettacolo è la rappresentazione quasi circense, organizzata niente meno che dalla leggenda vivente Buffalo Bill, degli episodi salienti della guerra contro la "Nazione Indiana", ovviamente visti e interpretati con l'ottica dei visi pallidi. Questa volta il regista calca la mano più del solito perchè non si limita a criticare la società nel suo presente, bensì partendo dalla sua storia e smontandone i miti, andando direttamente alle origini, dove inesorabilmente ritrova il germoglio di quel malcostume generale destinato, evidentemente, ad evolversi con l'America e gli americani. Ecco che non si esime dallo scomodare storia e leggenda per macchiarle con l'onta dell'ipocrisia e della cialtroneria generale che accredita alla cultura occidentalista, a fronte dello spessore morale, umano e sociale che riconosce al popolo apache. Per farlo gioca con una certa disinvoltura a smontare la realtà a favore della finzione e di ciò che appare. E' finzione, ad esempio, il parrucchino di Buffalo Bill, giustificato da esigenze sceniche, così come la calma e la serenità ostentate dal partner della signorina Annie Oakley allorquando costei lo ferisce esibendosi al tiro col fucile. Ancora: è solo apparente la figura presidenziale di Mr.Grover Cleveland che, in sostanza, non è in grado di dare nemmeno le risposte più banali senza il supporto del suggeritore di fiducia.
Senza dubbio la cosa più riuscita dell'intero film sono i dialoghi divertenti e grotteschi che intercorrono tra Bill, i suoi collaboratori e le stars del suo show, tutte vere personalità celebri del selvaggio west nell'interpretazione di se stesse, tra le quali spicca la special special guest Toro Seduto. Il cast è notevole come sempre e se la abbastanza bene. Tra i più famosi si cimentano un Paul Newman con pizzetto e lunga chioma bionda (finta) nel ruolo di William Cody alias Buffalo Bill, un giovane e smilzo Harvey Keitel in quello del nipote, Geraldine Chaplin che interpreta Miss.Annie Oakley, Burt Lancaster e Shelley Duvall in ruoli secondari. Tra gli altri appaiono anche Denver Pyle che i più ricorderanno come il vecchio zio Jessie della contea di Hazzard e Will Sampson, l'indiano gigante di "Qualcuno volò sul nido del cu****". A quanto pare sembra che purtroppo il film sia stato deturpato dai sostanziosi tagli ad opera della produzione... Che dire? Tutto, in questo film, ha l'aria della baracconata e proprio perchè non sembra prendersi troppo sul serio risulta apprezzabile.