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PORCO ROSSO regia di Hayao Miyazaki

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Arkantos     7½ / 10  17/08/2019 20:52:32Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Oh, raga, sapete cosa c'è oggi? È il mio compleanno!
Tanti auguri a me!
Tanti auguri a me!
Tanti auguri ad Arkantos!
Tanti auguri a me!!!
… Ok, non ve ne frega, l'ho fatto apposta per attirare la vostra attenzione perché qua bisogna stare attenti ai dettagli.

ATTENZIONE SPOILER!!!

Questo film, purtroppo, qua in Italia soffre di terribili pregiudizi, venendo spesso usato come arma di propaganda da parte di tutte quelle persone che affermano "Il CiNeMa è PoLiTiCa!1!": tralasciando che dire "il cinema è politica" è equivalente a dire "la musica è solo un parlare di storie d'amore" implicando una ristrettezza mentale paurosa, queste persone, che nove volte su 10 manco lo hanno visto per intero sto film, basano il messaggio politico del film solo sulla famosa scena nel cinema (manco tirano in ballo, che so, la società fortemente maschilista) o, peggio, sul titolo, scatenando ogni volta putiferi di scala globale del tipo:
"Che schifo, tutti i partigiani sono comunisti, c'è scritto nel titolo!"
"Evviva, solo i rossi posso contrastare le camicie nere e lo dice il titolo!"

Ecco, so che la mia interpretazione del film beccherà i peggio insulti da tifoserie politiche sia perché penso con la mia testa e non con quella degli altri sia perché la componente politica mi limito ad accennarla, ma, credetemi sulla parola, NON è la tematica principale del film. Detto ciò spero di poter esporre tranquillamente il mio punto di vista su un film che merita un destino assai migliore di quello incontrato finora, un film interessante che, purtroppo, dimostra che pure le ideologie più innocenti e condivisibili, nelle mani sbagliate, diventano delle terribili armi di oppressione.
Come sempre vale un bel applauso al reparto tecnico, qua più vivo che mai nel mostrare le interessanti battaglie aeree tra i velivoli spesso ricchi di dettagli.
In particolare l'elemento migliore di questo film che tratta un contesto delicato è quello di essere super-partes: qua, molto più che in altri film di Miyazaki, ogni personaggio ha le sue qualità e i suoi difetti; l'esempio più eclatante è Ferrarin che, nonostante appartenga all'Aeronautica, è ben lontano dallo stereotipo che si dipinge sul fascista, aiutando il protagonista a scappare dai raid del governo, e lo stesso protagonista non è affatto un santo, faticando ad abituarsi ad avere Fio ad aiutarlo.
Che poi, premettiamolo subito, Porco Rosso NON è un comunista come leggo da tante parti, si chiama così perché ha un velivolo rosso e ha una faccia da maiale: lui è un libero pensatore, vuole solo avere la libertà e sa bene che lavorando col governo non potrebbe toccarla con mano, inoltre durante la Grande Guerra perse parecchi amici e il desiderio di non perderne altri lo si evince dalla scena dove costringe Fio a salire sull'aereo di Gina. Fio è forse il miglior personaggio, facendo cambiare idea a Porco Rosso sulla figura femminile, e anche Curtis risulterà simpatico con le sue eccessive ambizioni.
Vedendo i film in ordine cronologico partendo da Nausicaa la suora bergamasca, Porco Rosso è il film che, più di tutti, risalta il tema del volo e quello della pace, oltre appunto a qualche critica sul governo fascista colpito dalla crisi del 1929 ma, come appena detto, queste ultime non sono il fulcro del film.

Detto ciò, oltre a consigliarvi caldamente il film, molto divertente e coi suoi momenti riflessivi, dato che è il mio compleanno, la voglio rendere una giornata di non-compleanno regalando a tutti quanti voi l'arma definitiva per smontare i tifosi politici: se qualcuno vi dovesse urlare parole come "meglio porco che fascista!" o "zecca rossa" citando questo film bannandovi dai social, capite bene che di Porco Rosso… Non c'ha capito una mazza, anche perché opprimere l'opinione di gente altrui con un film che urla ogni secondo "libertà!" fa un pochino ridere: siate liberi di essere quel che volete essere, sono gli altri che si devono arrangiare ad accettarvi per quello che siete, l'importante è che non imitiate il sottoscritto, perennemente afflitto da deliri di onnipotenza.