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QUELL'OSCURO OGGETTO DEL DESIDERIO regia di Luis Buñuel

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ULTRAVIOLENCE78     7½ / 10  27/09/2008 12:49:13Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Di Bunuel conosco gran parte della filmografia, e devo ammettere che questa è sempre stata l’opera che mi ha convinto di meno, forse perché non permeata di quel surrealismo folgorante che ha caratterizzato altre sue pellicole (secondo me si avverte un po’ di stanchezza nella tipica “mise-en-scene” del regista spagnolo).
Ritorna il “topos” del cinema “bunueliano” sulla dimensione borghese, che viene svuotata di tutte le sue certezze, etichette, regole comportamentali e di tutti i suoi privilegi per mettere a fuoco l’uomo “nudo e crudo” nella sua tensione naturale verso qualcosa di sfuggente e inafferrabile, incarnata qui dalla donna. Non servirnno il suo prestigio sociale e il suo denaro a Mathieu per fare “propria” Conchita: una ragazza dall’atteggiamento e dall’animo ambigui (ella è impersonata ora da Carole Bouquet, che ne rappresenta la parte francese, ora dalla spagnola Angela Molina), in cui è racchiuso l’universo femminile in quella sua aura di imperscrutabilità, che tanto rende l’uomo pazzo e smanioso. Bunuel è come sempre impareggiabile nel rappresentare le frustrazioni del soggetto, il cui istinto e le cui tensioni non riescono mai trovare il loro pieno soddisfacimento; e in “Quell'oscuro oggetto del desiderio” la rincorsa ossessiva verso una meta irraggiungibile viene resa straziante e insopportabile dalla crudeltà di chi sa di essere la parte forte.
Il ritorno di Mathieu nel suo angusto mondo di classe, rappresentato da quel microcosmo di piccoli borghesi (lo psicologo, il giudice e la donna, tutti esternamente irreggimentati nelle convenzioni perbenistiche, ma allo stesso tempo attratti morbosamente dallo “scabroso” racconto di uno sconosciuto) che condividono insieme a lui la cabina del treno sarà solo una fugace illusione, che avrà fine con il brusco “risveglio” determinato simbolicamente dalla secchiata di acqua che la stessa Conchita gli getterà addosso.
Fa cornice da al tribolato rapporto dei due protagonisti una realtà diametralmente opposta a quella “rasserenante” borghese: essi agiscono come se fossero astratti dal mondo in cui si trovano, il quale sta implodendo e soffocando nella violenza e nel caos. E proprio quando finalmente Mathieu sembra aver ottenuto l’oggetto del suo ardente desiderio, anche se non con la partecipazione sentita di Conchita, entrambi si troveranno ad essere fagocitati da quella stessa realtà che fino a quel momento hanno ignorato.