Recensione dark water (2002) regia di Hideo Nakata Giappone 2001
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Recensione dark water (2002) (2001)

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locandina del film DARK WATER (2002)

Immagine tratta dal film DARK WATER (2002)

Immagine tratta dal film DARK WATER (2002)

Immagine tratta dal film DARK WATER (2002)
 

Dallo stesso autore della trilogia horror di culto Ringu (The Ring), viene finalmente distribuito nelle sale cinematografiche di tutto il mondo Dark Water, horror che ripercorre alcuni temi cari al regista giapponese già sviluppati nei precedenti lavori.

La trama del film è incentrata sulla storia di madre e figlia che, dopo la separazione dal marito e padre della bambina, cercano di costruirsi una nuova vita acquistando una nuova casa in uno stabile per niente rassicurante e con delle misteriose infiltrazioni di umidità nelle pareti.
La piccola famiglia entra così in contatto con lo spirito senza pace di una bambina, morta nello stabile e vittima della solitudine.

Il film ricalca alcuni temi cari al regista, come la maternità, gli spiriti senza pace, la paura generata da una bambina, tutto naturalmente nelle tipiche atmosfere horror: uno stabile decadente e abbandonato, una città sempre immersa nella pioggia, infiltrazioni d'acqua dappertutto, oggetti che ritornano dal nulla, incubi e deliri.
Naturalmente l'atmosfera è sempre ricca di suspence; l'acqua è un elemento minaccioso e poco rassicurante: sembra quasi impregnata dal male che trasuda dallo stesso stabile e dalla figura minacciosa della cisterna che si trova in cima al palazzo, il quale rappresenta la chiave dell'orrore di cui sono vittime le due donne.

Anche il finale è tetro, triste e doloroso ma allo stesso tempo sublime, chiudendo finalmente il cerchio che si era aperto dall'arrivo di madre e figlia.

Dopo la visione di questo film non si potrà dire che il successo della trilogia Ringu sia casuale, in quanto il regista dimostra la sua bravura nel narrare una trama che facilmente potrebbe cadere nel ridicolo ma soprattutto in un banale deja-vu.
Davvero azzeccata la fotografia e il ritmo in generale del film, mai lento ne noioso, capace di mantenere vivo l'interesse dello spettatore fino alla fine.

Il futuro dell'horror viene davvero dal Giappone? Sembra proprio di si!

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Recensione a cura di Mr Black - aggiornata al 03/07/2003 11.16.00

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